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Gr. In-8, 381p. En excellente condition.
Gr. In-8, 167p. Edition numérotée limitée à1000 exemplaires sur pur chiffon Lafuma. Avec des illustrations en noir d'Odile Brusseaux. Préface de Georges Roissard. A l'état de neuf, non coupé.
1994Light edgewear. ; 11.0 X 8.3 X 1.4 inches; 305 pages
2006Minor bump to head of spine; Malta Insight Heritage Guides; 9.2 X 6.5 X 0.2 inches; 40 pages
1997Spine a bit sunned. Minor shelfwear. ; 8.0 X 5.0 X 0.3 inches; 175 pages
2003Faint shelfwear. ; 8.1 X 5.6 X 0.2 inches; 95 pages
1996Faint edgewear to wraps. Minor creasing to spine. ; 11.0 X 8.2 X 0.4 inches; 88 pages
1996Faint edgewear to wraps. Scholar's name to ffep (Jenifer Neils). Creasing to 1 page. ; 11.0 X 8.2 X 0.4 inches; 88 pages
1966Very faint foxing to endpapers. ; Xxxi b&w plates; Reports of the Research Committee of the Society of Antiquaries of London No. XXII; 56 pages
1992Tiny scratches to front wrap. Minor shelfwear. Scholar's name to ffep (Jenifer Neils). ; 239 pages
1991Minor shelfwear. ; Text in italian
1763Del Conte Giovanni Pagnini Lanferdini Lucchese nativo in Malta. Dedicata all'Illustrissimi Signori Cavalieri della Sagra Religione Gerosolimitana. Copia anastatica dell'opera originale stampata in 50 esemplari numerati. "M'accingo a dimostrare per la lunga pratica, ch'ebbi della navigazione, molto più per averla esercitata in quasi tutto il mare Mediterraneo, ed in particolare in quei mari che navigò l'Apostolo San Paolo, come il detto Apostolo naufragò nell'isola di Malta, e non in quella di Meleda, come lo pretesero alcuni Letterati moderni". Con queste parole l'Autore dichiara nella sua lettera dedicata "al leggitore" di voler chiarire, dimostrando con nozioni pratiche e storiche, la reale vicenda del naufragio dell'Apostolo. L'opera risponde anche alla falsa testimonianza che diede il Padre Giorgio Ignazio Benedettino nel suo libro edito a Venezia nel 1730 "Divus Paulus Apostolus in mari, quod nunc dicitur Venetus Sinus naufragus". Per maggiore chiarezza l'Autore prima della sua analisi inserisce il Capitolo 27 e 28 degli Atti degli Apostoli concernenti la navigazione ed il naufragio di S. Paolo; ripercorre inoltre l'intero tragitto analizzando le due componenti principali quali le varie correnti dei venti unite alle distanze fra le diverse coste delle terre costeggiate dall'Apostolo. Si analizzano anche le diverse profondità dei mari con esempi pratici di due naufragi al tempo dell'Autore nel medesimo luogo dove la nave dell'Apostolo naufragò; "il primo verso l'anno 1730 d'un Vascello francese proveniente con un ricco carricamento dalla Siria per portarlo in Marsiglia", "il secondo naufragio seguì nel 1761 d'una Pollacca Ragusea proveniente da Smirne". In ultima analisi si considera la rotta eseguita dalla nave di S. Paolo probabilmente retta anziché obliqua. Esemplare intonso. Brossura cartacea a stampa, pp. XXXI, 1, in 8°
16738 pp. Fascicolo originale tratto dall'opera "Vite, et azzioni di personaggi militari, e politici, descritte dal Conte Gualdo Priorato, stampato a Vienna da Thunmayer tra il 1673 e il 1674. Il fascicolo misura 28,7x19,7 cm. Bell'acquaforte originale con lo stemma araldico del personaggio del quale si raccontano le gesta. Il fascicolo contiene la vita completa del personaggio trattato. L'opera ripercorre la vita e le gesta di Bartolomeo Soler Marrades signore di Salliente, Turís, Chella, Albalat de la Ribera y Pardines, natio a Valencia nel 1616. Si formò a Roma fu richiamato ben presto a Vienna alla corte di Ferdinando III che lo fece Cameriere della Chiave d'Oro. Subentrò a Cesere Montecuccoli come Tenente Generale.
1856In 12° (14,3x9,2 cm); 290, (2) pp. Brossura editoriale. Manca la prima carta bianca. Piccolo timbretto a secco di proprietà nobiliare. Interessante e non comune prima edizione di questo studio di demografia. Viene citata la popolazione di tutti i comuni d'Italia al 1856 con anche il Tirolo e la Svizzera italiana del Canton Ticino, l'Isola di Malta e la Corsica. Di quest'opera ne venne stampata una seconda edizione nel 1863. Utilissima e rara pubblicazione stampata a spese dell'autore. PRIMA EDIZIONE.
1657In folio (31,5×22 cm); (54), 563, (250) pp. Bellissima legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva ad un tassello. Esemplare che presenta alcuni quaderni con leggera ed uniforme brunitura dovuta alla qualità della carta. Un leggerissimo alone in una trentina di carte al centro del volume, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testatine e finalini xilografici. Bellissima incisone realizzata da Giuseppe Testana al frontespizio con le armi di Pietro Ottoboni, il futuro Papa Alessandro VIII, nato Pietro Vito Ottoboni (in latino: Alexander PP. VIII; Venezia, 22 aprile 1610 - Roma, 1º febbraio 1691), che fu il 241º papa della Chiesa cattolica dal 1689 alla sua morte. Ottoboni fu nominato nel 1643 da Urbano VIII, uditore della Sacra Rota. "Nel quotidiano esercizio di questo ufficio, tenuto per circa dieci anni, l'Ottoboni rivelò un'autentica vocazione giuridica (le sue consulte, meritatamente famose, vennero raccolte e pubblicate: Decisiones Sacrae Rotae Romanae coram R.P.D. Petro Otthobono…, Romae 1657), maturando una larga e approfondita esperienza canonistica che restò poi sempre, sostanzialmente, a fondamento di tutta la sua attività di Curia e della stessa sua concezione della Chiesa, intesa, prima che come realtà spirituale, come organismo giuridico saldamente impiantato in un corpo di dottrine e di diritti da custodire e difendere inflessibilmente nella sua integrità. L'attività svolta alla Rota e i frequenti contatti con le Congregazioni romane e i vari ambienti di Curia gli valsero il 19 febbr. 1652 la nomina a cardinale e, due anni dopo, il 7 dic. 1654, a vescovo di Brescia. A Brescia l'Ottoboni restò dieci anni, reggendo la diocesi con impegno.". L'opera raccoglie le decisioni della Sacra Rota durante la reggenza di Ottoboni con descrizione delle cause pratiche presentate al tribunale e delle conseguenti decisioni inerenti per la maggior parte al diritto civile dello stato pontificio come casi di fedecommessi, iurispatronatus, indulti, gabellae, officii notariatus, restitutuonis dotae, statuto rum, sequestri, territorii ecc. ecc. . Il volume contiene due utilissimi indici uno per città alla quale si riferisce la decisione e l'altro per materia trattata. Fra le città: Ancona, Acerra, Ascoli, Avellino, Avignone, Bagnoregio, Benevento, Bologna. Pamplona, Camerino, Cervia, Compostela, Crotone, Fano, Fermo, Lodi, Macerata, Malta (9 cause), Monfalcone, Napoli, Pisa, Posnan, Roma, Ravenna, Savona, Sorana, Spoleto, Squillaci, Taranto, Terracina, Vercelli, Viterbo, Urbino ecc. ecc. Opera non comune, in bella legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
1865In 8°, (4), 216, (2) pp. Bella brossura editoriale con titolo in nero al piatto anteriore entro cornice e al recto incisione con alfabeto manuale dei sordo-muti (dorso rifatto piccola mancanza al margine absso del piatto anteriore). A parte il difetto al droso in bune condizioni di conservazione. Prima rara edizione dei celebri rendiconti siui Sordo-Muti. L'opera raccoglie vari articoli a tema sordo-muti fra i quali: programma generale dell'insegnamento ai sordo-muti del cavalier Don Giulio Tarra, Delle modalità legali per il consenso dei sordo-muti in materia giuridica, Statistica dei sordo-muti in Sicilia, Regio Istituto dei Sordo-muti di Siena, Istruzioni ai sordo-muti nelle scuole primarie di Blanchet, Legame di consanguineità e mutolezza, Cenni sulla storia ed i principi d'istruire i sordo-muti di Leone Vaisse, Parola resa ai sordo-muti, Disegno e istruzione di Bozoli e Bravetti, Dell'Istituto di Lodi, Como, Cremona, Pavia, Milano, Catanzaro, Melbourne, Progetto scuola per sordo-muti a Malta, Procedura correzzionale di un sordo-muto a Sondrio, Sordo-muti a Brescia, Risultato del processo al sordo-muto Antonio Cappello ecc. Non comune trattato. Prima edizione.
1783In 8° (17,2x10,5 cm); (8), 205, (5) pp. Bella legatura coeva in piena pelle scura maculata con dorso a 4 nervi e ricchi fregi in oro ai tasselli. Cornice ad un filetto impressa a secco ai piatti. Tagli dei piatti con fregi in oro. Tagli rossi. Frontespizio entro cornice. Bellissimi finalini xilografici animati. Testatine xilografiche. Prima non comune edizione, tre soli esemplari censiti in ICCU, stampata a Loreto con grande cura tipografica da Federico Sertori, di questa raccolta di poesie del noto letterato e frate faentino, Alessandro Alberghi. L’autore fu un fervente oppositore napoleonico. L’opera è dedicata ai rappresentanti della città di Faenza e riguardano i più svariati argomenti. Molte sono di dedicatoria ai personaggi faentini ma altre riguardano San Serafino da Monte Granaro Cappuccino, In lode della Sag. Religione di Malta, A Ravenna, Il Diluvio, Favola, Il Giardino Pensile, Diana, Cefalo, Per S. Appolinare Protetore di Ravenna ed altre. Esemplare in bella legatura coeva ed in buone ottime condizioni di conservazione.
1717In 4°; (16), 470 (i. e. 472) pp. Legatura in mezza-pergamena con piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca. Bella marca xilografica al frontespizio di Baglioni con aquila bicipite coronata ad ali spiegate, con monogramma dell' editore al centro. Antico timbretto di provenienza privata ottocentesco che attesta l'esemplare come appartenuto all'Avv. Alfonso Magiera, appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Settima edizione notevolmente accresciuta rispetto alle precedenti di questo curioso scritto del maltese, Domenico Magri (La Valletta 1604 - Viterbo 1672). Magri, grande esperto di lingue semitiche, volle con questo celebre studio volle dare chiarezza alle voci latine, greche ed ebraiche ad uso ecclesiastico, spesso equivocate o male interpretate. L'opera ebbe enorme successo e diverse edizioni dopo la prima messinese del 1644, venendo apprezzata dai maggiori linguisti di tutt'Europa. L'oratoriano Domenico Magri), nato a La Valletta, dove visse e si formò, fu canonico della Cattedrale di Viterbo e membro della Congregazione dell'Indice. Tra i primi in Italia a pubblicare le notizie sulla "nuova bevanda" chiamata Kafé (1671), e sulle sue virtù, partecipò nel dare la luce lo scritto del Naironi sull'argomento. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UM1E\010927.
187424,5×16,5 cm; 94, (2) pp. Brossura editoriale. Dono autografo dell'autore al margine superiore del piatto anteriore. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questo studio dedicato allo studio geologico-minerario del territorio di Modena e dei produttori ed estrattori di materiali da costruzioni, opera del notdi colui che fu, dopo, Giovanni Canestrini, il secondo presidente della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena. Boni, pur avendo fatto studi di diritto, si sentì fin dalla giovane età attratto dalle scienze naturali. Ereditata la notevole collezione paleontologica e mineralogica dei gesuiti al momento della loro soppressione, donò parte di questa a due suoi celebri colleghi, Doderlein e Uzielli che li utilizzarono come fondo iniziale dei musei universitari da loro fondati (nel tempo poi a questi musei Boni donò anche buona parte della collezione di Canestrini). Grande amico di Canestrini, venne da lui introdotto allo studio dei terremoti modenesi ed alle più recenti teorie evoluzionistiche. A Boni si deve la fondazione, nel 1872, del Museo Civico di Modena che fino al 1878 ospitò, appunto, la Società dei Naturalisti. Lo studio riguarda fra gli altri: Marmo rosso o pavonazzo di Renno, Marmo bianco di Renno, Breccia Ofiolitica di Fiumalbo, Tufo di Renno, Tufo di Varana, Macigno di Gajato, Montardone, S. Venanzio, Pievepelogo, Sestola, Roncoscaglia, Fiumalbo, Montegibbio, Ardesie di Pievepelogo e Sestola, Calcarea di Spinella in Savignano, Zanzano, Villa Urbana, Calcare marnoso di Levizzano, Gesso di Vignola, Pujanello, Fornaci di Vellani Panzano, Re di Vignola, Cavani in Montale, Benassati di Saliceta S. Giuliano, Re di Castelvetro, Benefizio Parrocchiale di Solignano, Brighetti di Zenzano, Ferrari in Sassuolo, Bruschi e Roversi in Concordia, Carani in Fiorano, Baccarini in Cognento, Mattoni romani Antichi, Materiali in cotto della Torre, Mattoni del Vecchio Ospedale, Fornace per Orciaiuoli in S. Faustino, Tavola comparativa delle resistenze e prezzi e misure di alcuni laterizi. Prima edizione in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBO\1534317.
1922In 4°; (2 b.), VI, 50, (2) pp. Legatura editoriale in cartoncino rigido, illustrato al piatto anteriore con sopraccoperta editoriale anch'essa illustrata. Un piccolo strappetto senza perdita di carta al margine basso della sopraccoperta editoriale, ininfluente e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa celebre opera caricaturale del noto illustratore inglese, Henry Mayo Bateman (15 febbraio 1887 - 11 febbraio 1970, Gozo, Malta), che fu un artista umoristico e fumettista britannico. HM Bateman è stato notato per la sua serie di cartoni animati "The Man Who …" e per opere, come "The Man Who Lit His Cigar Before the Royal Toast", "The Man Who Threw a Snowball at St. Moritz"o "The Boy Who Breathed on the Glass at the British Museum", apparso sulla rivista satirica Punch. Ottimo esemplare, prima edizione.
1767In 4° (28,5x21,8 cm); (2 b.), IV, (4), 207, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino molle d'attesa, qualche pecetta di rinforzo e mancanza al dorso, all'interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Prima assai rara edizione, nella variante B di ICCU, variante più completa rispetto a quella che non contiene l'avvertenza dell'autore e l'errata, di questo celebre studio storico napoletano del noto giurista pugliese, Gian Donato Rogadeo (a volte anche scritto Rogadei, Bitonto in provincia di Bari, 27 gennaio 1718 - Napoli 4 dicembre 1784), appartenete ad una nobile famiglia di Ravello in provincia di Salerno. Dopo aver conseguito la laurea in Legge, l'autore inizia a praticare l'attività legale a Napoli, chiamato dall'Ordine di Malta che gli affida con successo, varie cause legali. Avvocato e studioso diviene un esperto della complessa situazione giuridica che caratterizza l’Ordine stesso tra organi di governo centrali e strutture periferiche. La sua fama crebbe nel corso degli anni, tanto che il principe, gran maestro Emanuele de Rohan, nel 1976 lo invita a Malta (dove soggiornerà per trentadue mesi) per affidargli una serie di riforme giudiziarie, ricoprendo l'incarico di segretario di Giustizia. Nonostante l'ottimo lavoro che lo porta alla definizione della "Constituzione per la erezione del Supremo Magistrato di giustizia nel Principato di Malta e del Gozo", dopo quasi tre anni di soggiorno maltese, fu costretto ad abbandonare l'isola a causa di aspre polemiche con i giuristi locali che vedevano nel Rogadei un intruso. L'autore poi ricostruì i fatti che lo portarono all'allontanamento dall'isola nella sua opera "Ragionamenti del cavaliere Gian Donato Rogadeo sul regolamento della giustizia e sulle pene: drizzati a S.A.E. F. Emmanuele de Rohan..." (Napoli 1783). Rientrato a Napoli ritornò ad esser chiamato a partecipare a cause importantissime e si diede anche alla pubblicazione di studi storici e giuridici come ad esempio l'opera il "Del diritto pubblico e politico del Regno di Napoli intorno alla sovranità alla economia del governo ed agli ordini civili [...] libro primo", Napoli 1769 o "Del ricevimento de’ Cavalieri, e degli altri fratelli dell’insigne Ordine Ferosolimitano della veneranda Lingua d’Italia", Napoli 1783. La seconda opera, in particolare, è tuttora fondamentale nell’Ordine gerosolimitano di Malta, dove sopravvive, per talune categorie di membri, il processo nobiliare e venne utilizzata anche, fino al 1980 nella Repubblica di San Marino a giustificazione della propria potestà nobilitante. Lo scritto qui presentato rappresenta un importante fonte storica napoletana, nel quale l'autore elabora un dottissimo studio della storia patria attraverso le vicende delle famiglie reali e di quelle più importanti che le circondarono. Molto raro. Rif. Bibl.: Per il nome dell'A. (Giovanni Donato Rogadei) e le note tipografiche (Lucca, Vaccolini, 1767) cfr. Parenti, M. Luoghi di stampa falsi, p. 66; ICCU IT\ICCU\SBLE\016406, variante B.
1763In 8° (180x110); pagg. (16), 368 con 30 incisioni in rame compresa l'antiporta figurata e tre carte geogr. fuori testo delle isole principali, più volte ripiegate; inoltre numerose vedute e piante di città, spesso più volte rip., monumenti e personaggi. Pergamena muta moderna Esemplare con barbe, fioriture, antico timbro al frontespizio. Questo celebre compendio storico è apprezzato soprattutto per il ricco apparato iconografico, che ha accentuato la rarefazione dei volumi. Cremonini, 64.
1914LA DOMENICA DEL CORRIERE Rivista Originale del 15 Febbraio 1914 Anno 16 nr. 7 pagine: 16 dimensioni: 38 x 28 cm IN PRIMA PAGINA: Naufragio di un grosso veliero tedesco: uomini dell'equipaggio arrampicati sugli alberi in tragica lotta con le onde predatrici (Achille Beltrame) NELL'ULTIMA PAGINA: I drammi della cinematografia: operatori recatisi in Africa a sorprendere i leoni ed assaliti ed uccisi dagli stessi (Achille Beltrame) ALL'INTERNO: La conquista del Fezzan Corneto Tarquinia o Tarquinia etrusca ? Morto il prof. Giovanni Consoli, arciconsolo della Crusca La chiesina dei quattro coronati La lotta dell'uomo col Vesuvio La festa di Sant'Agata a Catania Episodi di vita cittadina a Pietroburgo La torre pendente di San Rocco L'esaltazione della bandiera italiana a Malta CONDIZIONI DELLA RIVISTA: BUONE, NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE MANCANTI NOTE PARTICOLARI: NESSUNA
MILANO, CIARROCCA, 1949. In 8°gr.: pp. 383. Introduzione di Sua Santità Pio XII, presentazione di Sua Altezza Eminentissima Don Ludovico Chigi della Rovere Albani Principe e Gran Maestro. Con fotografie f.t.+ figure, mappe in b.n. n.t. Con 51 belle tavole a colori di uniformi e decorazioni, distintivi anche a piena pagina f.t. Elenco dei Cavalieri e rispettiva data di anzianità. Leg. t. tl. edit. colore rosso con lievi mende, Croce di Malta al piatto, titolo al dorso. Bella pubblicazione, raro.
2015brossura Venezia e l'Ordine di Malta, una repubblica millenaria e un Ordine di Cavalieri, due destini che per secoli si incrociano, e che si avviano insieme a una fine quasi naturale - fine definitiva per Venezia, mentre per l'Ordine, che ebbe la forza di sopravvivere, fu solo momentanea - con il formarsi degli stati centralistici moderni e il tramonto dell'Antico Regime. In questo volume, il secolare e complesso rapporto tra la Repubblica di Venezia e l'Ordine di Malta viene analizzato, in un periodo cruciale per entrambe, utilizzando la documentazione conservata presso l'Archivio del Gran Priorato di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta. Lo studio di queste fonti inedite ha permesso di approfondire il variegato ventaglio di relazioni che queste due istituzioni seppero intessere non solo all'interno del bacino Mediterraneo, ma anche nella Terraferma veneta, dove erano ubicate le Commende appartenenti all'Ordine. L'analisi di lungo periodo ha permesso di rilevare, insieme ai frequenti screzi e alle incomprensioni, un dialogo continuo, attraverso il quale due tra le maggiori repubbliche aristocratiche mediterranee seppero sviluppare alleanze militari, interessi commerciali e finanziari, arrivando infine a comprendersi e a riconoscersi.