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rif. 7037Genève, Nagel, collection "Archaeologia mundi", 1966, 1 reliure simili-cuir, avec jaquette illustrée, cartes sur les gardes, sous étui. in-8 de 235 pp., illustrations h.t. ;
8vo, rilegat. tela ed. sovracoperta bianca strisce rosse. Riunendo e traducendo queste sette opere dei "Moralia", Carlo Carena ha voluto rappresentare in sintesi il pensiero di Plutarco sulla felicità. Il razionalismo platonico-stoico di Plutarco, esposto senza eccessive sottigliezze e sempre con piacevolezza di scrittura, è uno degli assi portanti delle scritture morali nella cultura occidentale, ripreso, a volte citato espressamente, da Erasmo, da Montaigne e da Pascal. L'equilibrio interiore e fisico, la discrezione e armonia nelle passioni, il culto della sapienza e il buon uso dell'esperienza. Questo insieme di massime e principi è stata la bussola della cultura umanistica fino ai primi rivolgimenti romantici. Plutarco non è un grande filosofo: non fa che mettere insieme teorie ben note prima di lui, ma il suo successo è dato dalla sua capacità di spiegarle pacatamente, di "raccontarle" attraverso aneddoti, di cavarne aforismi, a volte motti di spirito
8vo, ril. ed. sovracop. pp.220. Tesi di fondo di questo libro è che nell'antica Roma il pianto è alquanto diffuso e accompagna gli avvenimenti della vita pubblica e privata. Si tratta di esercitare un potere politico e simbolico: per aumentare la loro autorità, senatori, imperatori e brillanti condottieri non esitano a versare lacrime. Esse vengono usate nelle piú svariate situazioni: per esprimere la sofferenza del lutto, la volontà di espiazione quando oscuri presagi appaiono minacciosi, la paura di un'esclusione sociale per cui si invoca la tradizione della propria famiglia; per manifestare la propria grandezza d'animo davanti agli sconfitti. L'autrice si sofferma poi sul messaggio politico che le lacrime diffondono, sul momento calibrato in cui compaiono. Esamina con cura testi e tradizioni, sconfessando l'immagine monolitica dei romani come un popolo duro e crudele. Il tema del libro ha un interesse generale, in un momento in cui si recupera lo studio delle emozioni, la loro spontaneità o la loro calcolata esternazione, il loro ruolo nelle traiettorie individuali nelle relazioni interpersonali. Nel gennaio 2016 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha pianto in pubblico. Sottolineando l'intreccio di forza e debolezza, la stampa si è interrogata: «Obama ha reso accettabile il fatto di piangere in pubblico?» In realtà la novità è meno importante di ciò che lascia intravedere: un'attenzione collettiva verso le lacrime. Il dato che forse colpisce di piú è che tale attenzione nasce da una dimenticanza. Le lacrime un tempo erano frequenti, tanto in pubblico quanto in privato. Nella Roma antica fornivano un ausilio imprescindibile al politico, erano l'arma preferita degli oratori e il mezzo con cui distinguersi dal volgo. Contribuivano anche a veicolare i presagi riguardanti la città. Le lacrime, insomma, scorrevano abbondanti tra i romani. Gli imperatori, il popolo, i senatori, i soldati piangono. I dibattiti pubblici, i processi, le ambasciate, tutto è pretesto per riversare emozioni. Piú dei greci, che già piangevano abbastanza, i romani hanno la lacrima facile. Essi vengono spesso dipinti come conquistatori spietati (e lo erano). Ma se ne mostrano troppo poco i momenti di fragilità. Cosí la (cattiva) reputazione dei romani ha scoraggiato finora qualunque ricerca generale sulle lacrime, mentre i lamenti degli eroi greci hanno fatto versare fiumi d'inchiostro. In questa storia della forza romana al rovescio bisogna accettare di non riconoscersi, di rimanere spaesati. I comportamenti sociali dei romani, tanto spesso punteggiati di lacrime, ci disorientano. Ma fare un passo di lato permette di vedere piú chiaro.
Guénégaud - 2002 - In-8, 21,8 x 15,4 x 1,6 cm - Broché - Couverture illustrée - 232 pages - comme neuf - Envoi rapide et soigné - Présentation: Noblesse et troupes bretonnes en Limousin, Pays occitans, Espagne, Italie, Grèce, du Moyen Age à la Renaissance. Les Hermines du blason du Limousin s'expliquent par la domination que la Bretagne exerça pendant près de deux cent cinquante ans sur ce pays. Par mariage, les ducs bretons en devinrent les seigneurs, avant de le céder à la branche de Penthièvre. De grands événements comme la Guerre de Succession de Bretagne et la Guerre de Cent ans provoquèrent d'incessants transferts de troupes, de populations et de biens entre les deux pays. Les mythes bretons se répandirent dans toute l'Europe et en particulier dans ce malheureux pays limougeaud coincé entre les féroces appétits du roi français au nord et anglais ou plutôt aquitain au sud. Les historiens armoricains n'ont pratiquement pas traité de cette grande aventure des Bretons en Limousin et dans un sud plus lointain, comme l'Espagne, l'Italie et même... la Grèce !
19221 Vol. In-8 gr t. editoriale,piatto ill pag. 145 ill. di Krischen(19 diss),ill e tavv.f.t PROG 26117 CATT_ATT 37
1960180pp. + frontispice, 1e édition, dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", 23cm., brochure originale, bon état, F105314
1960rif. F105314Paris, Presses Universitaires de France 1960 180pp. + frontispice, 1e édition, dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", 23cm., brochure originale, bon état, F105314
1989rif. vh3743Albin Michel Relié 1989 In-8 (17,1 x 23,8 cm), reliure demi-toile, dos lisse, pièce de titre, couverture conservée, 252 pages, photos en couleur et illustrations en noir et blanc ; quelques rousseurs aux tranches, par ailleurs bel état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Paris, chez Hachette, Libraire, et chez l'Auteur, 1844. 4to. menor; 43 pp. impresas a doble columna. Cubiertas mudas en cartulina.
1971rif. 1125721971 Editions Presses de la Renaissance - 1971 - In-4, cartonnage toilé beige, sous jaquette illustrée en couleurs - sans pagination - 60 planches illustrées en couleurs et contrecollées hors-texte
8vo,m br. ed. 468p. Serie: Le Rane, Collana di Studi e Testi, Studi 28. : A. BESCHORNER a.o.): Eros petzos. Profili di romanzieri, 'novellisti', epistolografi erotici greci e latini (pp.7-73); E. MIGNOGNA: Calliroe e lo Scamandro: Ps.-Eschine 9pp.85-97); C. CONSONNI: Cidippe e Aconzio (pp.105-129); A. STRAMAGLIA: Filinnio e Macate (pp.167-185); C. CONSONNI: Pantea e Abradate: Senofonte (pp.209-243); S. ROMANI: Stratonice e Antonico, 'malato d'amore': Luciano (pp.271-283); E. MIGNOGNA: Conone, Narrazione (pp.315-351).
1964rif. 123682Arthaud, coll. « Les Beaux Pays » 1964 In-8 reliure éditeur toile verte sous rhodoïd 22,5 cm sur 17. Frontispice. 17 dessins originaux par Amandine Doré et 82 photographies dont 56 de l'auteur. 2 cartes dépliantes en fin d’ouvrage. 273 pages. Rhodoïd fendu en tête avec manque. Bon état d’occasion.
1914Mm 125x205 Al frontespizio: Casa Editrice "Rinascimento", Lugano, 1913 - Brossura editoriale di 292 pagine. Ordinari segni d'uso ai margini, firma e macchiolina d'inchiostro al piatto anteriore, peraltro buon esemplare di un'edizione non comune. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Paris, Édition de la Nouvelle Revue Critique, 1933. 4to.; 254 pp. Cubiertas originales.
2002rif. 74748Editions de La Martinière 2002 In-folio relié 37,4 cm sur 27,8. 160 pages. Bon état d’occasion.
grand in-8°, 281 pages, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire DEDICACE par l'auteur. [MI-23]
1996rif. K35537, Universidad de Extremadura 1996 95pp., br., bel état, [texte en espagnol], K35537
1999rif. 11464Molière, Splendeurs, coll. « Splendeurs » 1999 In-4 cartonné, sous jaquette illustrée, 132 pp.
2006rif. 51308Chartwell Books 2006 Livre en anglais. In-4 à l’italienne, cartonné 29 cm sur 33. Jaquette en très bon état. 160 pages. Très bon état d’occasion. Poids sans emballage : 1421 grammes. Les pyramides de Gizeh et de Chithen Itza, Teotihuacan, l’Acropole d’Athènes, le Colisée, ces cinq monuments du passé nous révèlent ici leurs secrets grâce, notamment, à la modélisation en trois dimensions.
8vo, br. ed. 292pp. L'avvento di Traiano al potere (98-117 d.C.) inaugurò uno dei periodi più felici della Storia di Roma, che sarebbe poi continuato con gli imperatori Antonini per quasi tutto il II secolo d.C., e ciò gli valse l'appellativo di Optimus Princeps, conferito per la prima volta dal senato a un imperatore per i suoi meriti. Scelto da Nerva con il beneplacito del senato, Traiano fu il primo imperatore adottivo e il primo nato in una delle province più romanizzate dell'Impero, la Spagna. Il suo principato per certi aspetti continuò nella direzione tracciata dai Flavi, in modo particolare nella politica estera, in quanto portò a compimento le operazioni militari avviate da Domiziano, volte a rafforzare i confini dell'Impero romano. Traiano fu così protagonista di memorabili successi militari, come la conquista della Dacia del re Decebalo, tanto da essere paragonato ad Alessandro Magno per aver esteso fino ad Oriente i confini dell'Impero con l'annessione dell'Arabia, dell'Armenia, dell'Assiria e della Mesopotamia. Fu anche un abile politico e un sagace amministratore, distinguendosi per i suoi provvedimenti in campo politico, economico e sociale, come l'istituzione degli alimenta, nonché un grande "costruttore", come testimoniano i suoi numerosi interventi sul piano urbanistico e monumentale, che abbellirono Roma e tante altre città dell'Impero, consentendoci ancor oggi di poter ammirare opere di straordinaria importanza, monumentalità e bellezza, come la Colonna Traiana, il Foro e i Mercati di Traiano, che ci raccontano la storia di un grande imperatore e di un'età tra le più felici della Storia di Roma.
1975rif. GR067Αθήνα, 1975, 4ο, 742 σ.
2007br. In quale misura la civiltà greca affonda le sue radici nelle antiche culture e imperi dell'Asia? Questo il multiforme problema che Mazzarino affronta in quest'opera classica, risalendo alle origini di un tema che sottende tutta la nostra storia: il rapporto fra Oriente e Occidente, di cui la guerra di Troia e le Termopili costituiscono solo gli episodi più noti. Ritroviamo qui il fascino di un tempo lontano e difficilmente decifrabile: l'aurora della grecità e della polis, l'epoca in cui si afferma faticosamente la costituzione come principio legislativo, mentre l'invenzione dell'alfabeto si diffonde lungo le vie del commercio. Muovendosi in una sottile rete di indizi, utilizzando le suggestioni dei poemi epici e le indicazioni della filologia, attingendo alle testimonianze archeologiche e artistiche, rileggendo la memoria dei miti, Mazzarino ricostruisce meticolosamente lo scontro e l'incontro tra i due mondi diversi, che sembrano assumere a tratti il carattere di una più vasta comunità culturale per poi rivelare inconciliabili specificità e differenze. Fino a cogliere - nella scoperta della democrazia da parte delle città-stato - la nascita dell'Occidente e insieme la realtà più profonda dell'anima greca.
2011brossura
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