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19621st Edition. 8vo; x, 109, 227, x pages; Inscription on endpage reads Presented to Mayor Theodore D. Mann on the 125th Anniversary of Congregation Mishkan Tefila May 4 1984. Publication no. 75. Bibliography on pages 223-227. In Hebrew & English. "Based chiefly on the Historia de preliis, by Leo, archpresbyter. " Very minimal markings. Very good + condition. (k-mx2-4C)
19621st Edition. 8vo; x, 109, 227, x pages; Publication no. 75. Bibliography on pages 223-227. In Hebrew & English. "Based chiefly on the Historia de preliis, by Leo, archpresbyter. " Very minimal markings. Very good + condition. (k-mx2-4D) xx
19771st edition, original cloth, 8vo, xii, 261 pages ; 25 cm. Includes indexes. / Includes bibliographical references (pages 239-244) . English, translated from the Hebrew by I. H. Levine. Series: Arbeiten zur Literatur und Geschichte des hellenistischen Judentums, 8. ISBN: 9004047646; 9789004047648; 369398; SUBJECT(S) : Judaism -- History -- Post-exilic period, 586 B. C. -210 A. D. , Am Haarez, Judaïsme -- Histoire -- 586 av. J. -C. -210 (Période postexilique) , Droit juif, Pratique religieuse, Juifs -- Palestine -- Vie religieuse, Sectes juives, Joden, Am Ha'arets, Platteland, Sociale geschiedenis, Hellenismus, Juden, Judentum, Sozialgeschichte, Juifs -- Conditions sociales -- Antiquité. OCLC: 3007476. Ex-library with usual markings, edges of cover worn, spine fixed with tape, internally very good, Overall Good Condition (AC-4-26)
19491st Edition. Original boards in Dust Jacket, 8vo, 320 pages. 16-word inscription by the author, thanking the recipient for her help in A Season in Hell. Rae Dalven, (1905 1992) was a Romaniot Jewish-American translator and historian . Known for her translations of Greek poetry, such as, Modern Greek Poetry (1949) She also wrote two plays, A Season in Hell, which concerned the lives of the French poets Rimbaud and Verlaine, was successfully produced for the stage (1950) and Our Kind of People (1991) , an autobiographical production concerning a family of Jewish-Greek immigrants. Dalvens especial [sic] interest was in the history of the Jews in Greece, particularly the northern Ioannina community, who traced their ancestry to the ancient Palestinians (c300 BC) and had retianed their own customs and religious liturgy. She edited the academic journal the Sephardic Scholar and served as president of the American Society of Sephardic Studies (abitofhistory, 2018) . The present work is a comprehensive collection of all the most important Greek poets from 1751 to the 1940s. Mark Van Doren calls these English translations "natural and alive. " Boards and paper very good, wear and stains to jacket, with piece missing from spine, thus Very Good in Good- Jacket with repair. Rare with inscription (AC-4-34)
18721st edition. Period boards. 8vo. 43 pages, 22cm. In German. Title translates to The Jewish Question in the Danubian Principalities. A history of Jewish persecution in the Balkans. "Der erste Theil dieser Darstellung ist in der Sonntagsnummer der Vossischen Zeitung erschienen. " SUBJECT (S) : Jews -- Persecutions -- Serbia. Balkan Peninsula. -- Romania. OCLC lists 15 copies worldwide (OCLC: 223199590) . Previous owners stamp, including one from the Institut fur Staatsforschung. Boards are worn and spine is starting. Contents very good. Overall good condition. (GER-54-5-BFR)
1892(15x10,2 cm); (20) pp., CXLIX c. di tav. Legatura editriale in piena tela azzurra con titolo in nero al piatto anteriorequalche strofinatura. All'interno in buone-ottime condizioni di conservazione. Centinaia di bellissime tavole molte anche a doppia pagina. Esemplare proveniente da antica scritta alla prima carta azzurra. Esemplare appartenuto al pittore Giuseppe Paladino di Piazza Armerina (Enna) ed al professore Conti Edoardo. Prima edizione di questo atlante di arte greca completo delle centinaia di bellissime tavole con immagini di templi, statue, bassorilievi ecc. esempi dell'arte greca. Non comune.
191922,1x14,5 cm; XI, (1), 406, (6) pp. 20 c. di tav. Brossura editoriale. Minime imperfezioni al dorso. Antica firma di appartenenza al frontespizio. Studi sul teatro greco ad opera del noto grecista Ettore Romagnoli. Copia in buono stato.
1913In 8° (20,1×12,7 cm); VIII, 122, (6) pp. Bellissima legatura in tutta pelle con titolo, autore, cornici, ricchissima cornice vignetta al piatto anteriore e la celebre composizione che caratterizza tutti i volumi dei classici del ridere al dorso opera di De Karolis, impresse a secco. Frontespizio ed antiporta impressi in rosso. Esemplare in ancora in barbe ed in perfette condizioni di conservazione. Numerose tavole di Antonio Moroni nel testo. Prima edizione della sesta opera pubblicata da Formiggini nella celeberrima collana dei Classici del Ridere, nel caso di questo volume, nella rara versione in piena pelle chiara. L'opera contiene i celebri Mimi del celebre poeta greco antico Eroda, o Eronda (Alessandria d'Egitto o Coo, III secolo a.C. - Coo, inizio III secolo a.C.) famoso per le sue composizioni in mimiambi, cioè mimi composti in metro giambico nella forma di scazonti o coliambi. "Di Eroda ci sono giunti otto componimenti in parte lacunosi, più un nono del tutto frammentario, tornati alla luce nell'Ottocento grazie a ritrovamenti papiracei. Infatti, nel 1891, il filologo inglese Frederic George Kenyon pubblicò un papiro del British Museum di Londra, che conteneva 7 mimi e frammenti di un ottavo mimo. Kenyon li attribuì ad Eroda sulla scorta della tradizione indiretta, vale a dire delle citazioni, attribuite esplicitamente a Eroda, che si trovano nei testi di autori posteriori a lui e che combaciano con i testi contenuti nel papiro. Inaspettate e singolari coincidenze, "non facilmente spiegabili", sono invece riscontrabili in un'opera poetica mediolatina, di autore riconducibile alla cerchia di Federico II di Svevia, la commedia elegiaca De uxore cerdonis di Iacopo da Benevento". Raro.
1981In 4° grande; 309, (3) pp. Legatura in tutta tela editoriale con sopraccoperta editoriale illustrata. Prima edizine di questa monografia dedicata alla figura del noto scultore greco Christos Capralos. Questo è uno dei 1500 esemplari stampati in lingua inglese. Ottimo esemplare.
1745In 12° (16x9 cm); 382, (4 b.) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con dorso foderata con bella carta a motivi floreali e titolo manoscritto da mano coeva, qulche lieve difetto. Tagli spruzzati in azzurro. Un piccolissimo forellino di tarlo alle ultime due carte, assolutamente ininfluente e el complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione non comune stampata da Giovanni Manfrè a Padova di questa raccolta di scritti di alcuni grandi scrittori classici greci. Il testo è completamante in lingua greca. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.
1804In 8° (19,8x12,7 cm); 174, (2) pp. Legatura coeva in mezza pergamena con titolo manoscritto al dorso. Piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Leggero alone di sporco al frontespizio. Tagli spruzzati. Prima rara edizione, quattro soli esemplari censiti in ICCU, del celebre Gaetano d'Ancora (Napoli, 8 ottobre 1751 – Napoli, 7 marzo 1816) archeologo, filologo e grecista. Studioso di lingue classiche ed orientali, che insegnò nel Seminario arcivescovile di Napoli, dopo il 1799 ebbe la cattedra di lingua greca all'Università di Napoli. Fece parte delle principali istituzioni culturali e scientifiche del periodo, italiane ed internazionali, quali l'Accademia Ercolanese, l'Accademia Etrusca di Cortona e la Royal Society di Londra. Nel 1803, l'imperatore di Russia volle averlo come docente di letteratura greca nell'ateneo di Vilnius, ma d'Ancora rifiutò la proposta, desiderando rimanere in patria. Ha scritto numerosi saggi e memorie di antichistica, su scavi e ritrovamenti archeologici. Nel 1794 ha fissato, attraverso il confronto filologico di diversi codici, la principale edizione di riferimento del De Alimento ex aquatilibus di Senocrate. In questa famosa opera di estetica il celebre autore analizza il gusto neoclassico della riproduzione del corpo umano e divino raffrontato con quello dell’antichità analizzando minuziosamente capelli, occhi, viso, orecchie, occhi, abiti, modo di rappresentare il redentore, riti nuziali,funebri, libri e strumenti di scrivere. Opera rara ed in buone condizioni di conservazione.
191414,3x7,5 cm; 102, (10) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero al piatto anteriore (qualche piccola macchiolina di foxing al piatto anteriore e una piccolissima mancanza al margine basso bianco del dorso). Varie tavole illustrate a piena pagina nel testo. Prima non comune edizione di questo scritto del noto studioso e teosofo originario di Pesaro, Augusto Agabiti. Fu tra le menti più progressiste e liberali dell'Italia degli inizi del XX° secolo. Alla sua opera si devono ad esempio le leggi sulla limitazione della Vivisezione degli animali e quella contrastante la piaga dell'alcolismo. Nel clima culturale dei primi anni del secolo, nei quali era forte un'impronta spiritualistica, coltivò interessi teosofici: nel 1904 l'Agabiti incontrò Decio e Olga Calvari, cultori della teosofia della Blavatskij, e con loro fece parte della Società Teosofica, fondata ad Adyar da Henry Steel Olcott e da Annie Besant, dalla quale si allontanò nel 1910 per aderire alla Lega Teosofica Indipendente, fondata l’anno prima a Benares. Collaboratore dal 1907 della rivista «Ultra», ne fu anche il direttore dal 1914. In "Ipazia" l'autore analizza la figura della grande filosofa greca Ipazia considerata come la prima donna martire della libertà di pensiero. Prima rara edizione.
1749In 16° (19x12,5 cm); (24), 200, (4), pp. Legatura in cartoncino coevo con titolo manoscritto al dorso. Al frontespizio incisione xilografica di ritratto femminile in cornice floreale. Iniziali, testatine e finalini incisi. Un leggerissimo alone alle prime due pagine e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, stampato su carta di ottima qualità da Giovanni Radice a Venezia. Prima non comune edizione di questo volgarizzamento del celebre scritto del grande filosofo greco Isocrate allo studente Demonico rimasto orfano del padre Ipponico, tradotta dal noto abate ravennate appartenente alla nobile famiglia dei Rota, Alessandro. Esemplare in buone - ottime condizioni di conservazione. Cfr.: Paitoni II, p. 195.
1821In 8° (21,2×13,5 cm); (4), 270, (2) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e filetti in nero e oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Bell’edizione padovana stampata dalla Minerva, di questo classico studio del celebre filologo, scienziato ed accademico fiorentino che fu allievo di Galilei e Torricelli, Carlo Roberto Dati. “…nel 1667 dedicò a Luigi XIV di Francia Le vite de’ pittori antichi, un’opera nella quale Dati sosteneva la tesi che l’artista si forma l’idea della bellezza perfetta studiando le figure e gli oggetti naturali, fondendole poi con l’immaginazione in una immagine ideale. L’opera, che avrebbe dovuto trasformarsi in un trattato di maggiori dimensioni, non fu tuttavia portata a termine dal Dati.”. L’opera è particolarmente interessante in quanto ricostruisce la vita e l’opera di alcuni pittori dell’antichità quali Zeusi, Parrasio, Apelle, Protegene. Qualche lieve ed ininfluente arrossatura al frontespizio ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in bella legatura. Bibl. rif.: Graesse, II, 337 (nota); Cicognara, n. 2252; Gamba,427.
197121,9x14,5 cm; (12), 548, (8) pp. Legatura editoriale bianca con sopraccoperta. Particolare di una statua raffigurante Sofocle al piatto anteriore. Due piccoli strappetti alla sopraccoperta senza perdita di carta. Nel primo risvolto di copertina è possibile trovare un estratto dalla premessa di Giuseppina Lombardo Radice. Il volume raccoglie le tragedie e la loro lettura, del drammaturgo ateniese: Edipo re; Edipo a Colono; Antigone; Elettra; Le Trachinie; Filottete; Aiace. Stato di conservazione molto buono.
1757In 4° (23x5x17,5 cm); XVI, 295, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Piatti foderati con bella carta a motivi in blu. Bel fregio xilografico al frontespizio. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Un piccolo tarletto al margine interno bianco del frontespizio, qualche macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta in una 20 di pagine, ininfluente, e per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima edizione veneta di questo celebre commento agli aforismi di Ippocrate. Gli aforismi sono sia in greco che in latino. I commenti, opera di alcuni cleberrimi medici e studiosi come Boerhaavi, Borelli, Bellini, Pitcarn, Sthal ed altri, sono in latino. Ippocrate di Cos o Kos (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus ante quem) è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina. Egli rivoluzionò il concetto di medicina distinguendola da altri campi, tradizionalmente associata con la teurgia e la filosofia, stabilendo così la medicina come professione. In particolare, egli ebbe il merito di far avanzare notevolmente lo studio sistematico della medicina clinica, riassumendo le conoscenze mediche delle scuole precedenti e di descrivere le pratiche per i medici attraverso il Corpus Hippocraticum e altre opere. Buon esemplare.
1757In 8° (24x18,4 cm); XXXII pp. Senza legatura ma non slegato. Bella xilografia al frontespizio. Testatine, finalini, iniziali ornati. Prima edizione di questa raccolta di componimenti scritti da vari personaggi padovani (Lavagnoli Antonio, Paolo Brazolo Milizia, Melchiorre Cesarotti, Matteo Berolli) dedicati al nobiluomo Angelo di Lauro Quirini. Fra i vari componimenti qui presenti forse il più importante è il volgarizzamento opera di Paolo Barzolo Milizia. Noto letterato padovano, Milizia nacque il 16 ott. 1709 dal conte Pietro e da Eleonora Grompo. Studiò prima filosofia e matematica col monaco olivetano Rampinelli e quindi si dedicò alla scienza idraulica sotto la guida dell'ab. Giuseppe Succi e del celebre Giovanni Poleni fino a quando l’incontro con il grande grecista Domenico Lazzarini fece nascere in lui la passione per il greco ed il volgarizzamenti. Ottimo conoscitore delle lingue greca e latina, s'intendeva anche di ebraico ed era appassionato studioso di tutte le arti; oltre la poesia, amava la pittura, la scultura e soprattutto la musica. Tuttavia la fama del B. è dovuta alla sua sapienza di grecista e all'amore entusiastico ed esclusivo che ebbe per Omero, quasi un'idolatria, che suscitò spesso l'ironia e la satira dei contemporanei. Qui è presente uno dei rarissimi sui componimenti editi quando Milizia era ancora in vita. Infatti oltre a poche poesie l’autore, durante la sua vita, pubblicò questo volgarizzamento dell’idillio del grande poeta greco Mosco e lo dedicò a S. E. Angelo di Lauro Quirini (Padova 1757). A parte la mancanza della legatura in ottime condizioni di conservazione. Molto raro, un solo esemplare censito in ICCU.
1987In folio; 62, (2) pp. Brossura editoriale. Prima edizione di questa raccolta di traduzioni di poesie di poeti della magna grecia illustrate da tavole della nota artista di Molfetta, Marisa Carabellese. Leggera ingiallitura al piatto anteriore e per il resto buon esemplare. Prima edizione.
190422,8x14,8 cm; 5, (1) pp. Brossura editoriale, qualche segno del tempo e uno strappetto al margine interno, ininflunete, ma nel complesso buon esemplare. L'opera ucì nel volume "In memoria di Oddone da Ravenna". PRIMA EDIZIONE con dedica autografa dell'autore. Prima edizione in volume singolo. Angelo Wolff, noto pubblicista padovano di idee liberali progressiste, fu apprezzato grecista e latinista oltre che autore di vari componimenti poetici. Fu insegnante del grande economista Umberto Meoli. Questo componimento nacque durante un soggiorno di Wolff a Noto di Siracusa. Due soli esemplari censiti in ICCU. PRIMA EDIZIONE.
1912In folio (34,5x23 cm); (8) pp. Brossura editoriale con titolo in rossa al piattio anteriore. esempalre con qualche leggero segno del tempo ma nel complesso in buone condizioni di conservazione e ancora in barbe. Stampato su carta di ottima qualità. Prima edizione con dedica autografa dell'autore alla prima carta bianca. Angelo Wolff, noto pubblicista padovano di idee liberali progressiste, fu apprezzato grecista e latinista oltre che autore di vari componimenti poetici. Fu insegnante del grande economista Umberto Meoli. Questo componimento nacque durante un soggiorno di Wolff a Selinunte (all'ultima pagina è presente una breve storia della colonia). PRIMA EDIZIONE ASSAI RARA, un solo esemplare censito in ICCU.
1876In 8° (17,2x11,7 cm); (2), IX, (1), 90, (2) e una pecetta di errata (assenta nella maggior parte degli altri esemplari conosciuti). Brossura marmorizzata del novecento. Alla prima carta dedica autografa dell'autore al noto ecclesiastico genovese studioso di Colombo che visse a lungo a Lisbona (dove resse la chiesa di Loreto), Prospero Luigi Peragallo. Prima non comune edizione di questo noto scritto dedicato alla storia ed ai costumi della città di Sibari scritta dallo studioso e storiografo Cannonero Romualdo. L'opera, basata su attenti studi archivistici, è considerata una delle fonti principali della storia di questa antica città. Sìbari (in greco antico ???????, traslitterato in Sybaris) fu una città della Magna Grecia sul mar Ionio, affacciata sul golfo di Taranto, tra i fiumi Crati (Crathis) e Coscile (Sybaris), riuniti a circa 5 km dal mare ma una volta con foci indipendenti; nel ventunesimo secolo è una frazione del comune di Cassano all'Ionio (Cosenza). Bibl.: A. Cfr. Lozzi, II, 5006.
191425,3x15,6 cm; XV, (1), 298, (6) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Interessante opera che analizza la situazione geopolitica del mediterraneo agli inizi del XX secolo del noto giornalista e viaggiatore Vico Mantegazza. L'autore fu corrispondente di guerra dal 1884, redattore capo del “Corriere della Sera” e diresse successivamente le testate “L’Italia” di Milano e la “Nazione” di Firenze. In questo studio l'autore analizza la situazione della marina da guerra e di quella mercantile italiana, Salonicco, le isole di Piscopi Scapanto Simi Stampalia Calimmo Cassos Cos Kalkia Leros Lipsos Nisiros Patmos e l'invasione turca, la situazione di Cipro, l'Impresa di Tripoli, l'accordo Italo-Austriaco, l'Isola di Saseno, L'Albania e le sue isole (con un capitolo dedicato all'argomento), La neuralità di Corfù e Paxo ecc. Il testo è accompagnato da 55 belle tavole fuori testo con immagini di vari porti e di alcune isole. Prima edizione in buone condizioni di consevazione.
183523x14,5 cm; 368 pp., (2 b.), 1 tav. in antiporta. Brossura editoriale senza piatto posteriore con titolo entro cornice al piatto anteriore. Dorso leggermente lento ed in parte sciupato. All'interno buono-ottimo esemplare. Interessante studio del conte Tullio Dandolo dicato a questo importnte periodo della storia greca. Tullio Dandolo, nato a Varese nel 1801 e morto a Urbino nel 1870, fu autore di numerosi ed apprezzati studi di storia antica. Dopo la laurea in legge a Pavia, tra il 1821 al 1823, viaggiò in Francia, Inghilterra e Svizzera. Rientrato in patria, prese attivamente parte al Risorgimento italiano. Ancora in barbe. PRIMA EDIZIONE.
1696In 12° (13,5x8 cm); (2 b.), (12), 302, (26), (2 b.) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Tagli spruzzati in azzurro. Un piccolissimo tarletto al margine interno delle prime 3 carte, praticamente invisibile. Esemplare leggermente ed uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata. Prima assai rara edizione, da non confondersi con la comune seconda edizione, stampata l’anno seguente, di questo curioso studio del noto antiquario, professore e storico tedesco, Johann Nicolai (1665-1708) che laureatosi all’Università di Iena nel 1676, dopo aver seguito corsi di studio anche a Helmstiidt, Lipsia, Marburg e Giessen, fu a lungo professore di antichità all’Università di Tübingen. Nato a Stadt-Ilm, nella contea di Schwarzburg-Rudolstadt nel 1665, fu autore prolifico e curioso, oltre che appassionato collezionista ed apprezzato antiquario. Fra le sue opere principali sono da citare: "de Mercurio et Hermis" 1687; "de ritu antiquo et hodierno Bacchanaliorum" 1696 ; "De triumphis Romanorum" 1696; "De luctu Graecorum" 1696 che qui presentiamo; "De Phyllobolia" 1698; "de nimbis deorum" 1699; "De iuramentis Ebraeorum, Graecorum, Romanorum" 1700; "Antiquitates ecclesiasticae" 1705;4 vols., 1706. Il “De Luctu” è un forbito studio dei riti funerari e delle credenze degli antichi greci, ricavati dalle testimonianze degli autori classici ma anche dai moderni scavi archeologici. Questa prima edizione del 1696 è notevolmente rara. Rif. Bibl.: ICCU, IT\ICCU\VEAE\122796; NUC pre-1956, v. 418, p. 397.
1844In 8° grande; VIII, 469, (3) pp. e 8 c. di tav. alcune più volte ripiegate. Legatura novecentesca in mezza-tela con piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche leggerissima fioritura ininfluente in alcune pagine, dovuta alla qualità della carta e presente in tutti gli esemplari ma nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. La più celebre opera dedicata ad Atene dal famoso antiquario, numismatico e diplomatico inglese, William Martin Leake (Londra, 14 gennaio 1777 - Brighton, 6 gennaio 1860). L'opera qui presentataè considerato, il primo tentativo di trattare in maniera scientifica lo studio topografico di una città per comprenderne le varie stratificazioni storiche ed i cambiamenti avvenuti duranti i secoli. La precisione e attinenza storica di questo studio lo fece ritenere il migliore sull'argomento eseguito, sotto diversi aspetti, per lunghissimo tempo. A lui si deve anche la mappatura delle coste dell'Albania e della Morea. "Nel 1807, in seguito allo scoppio della guerra tra Turchia e Inghilterra, fu fatto prigioniero a Salonicco; ma, ottenuta la sua liberazione nello stesso anno, fu inviato in missione diplomatica presso Alì Pascià di Ioannina, di cui conquistò la fiducia, e con cui rimase per più di un anno come rappresentante britannico". Good copy.