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1841Traduction de M. E. Régnault, illustrations sur acier et sur bois par les premiers artistes de Paris et de Londres, 1 vol. grand in-8 reliure de l'époque demi-maroquin à coins rouge, dos à 5 nerfs dorés richement orné, double filet doré en mors et coins, toutes tranches dorées, reliure signée Belz Niedrée, L. Curmer, Paris, 1841, 2 ff., 372 pp. avec un frontispice, 2 cartes et 25 planches hors texte sous serpentes avec légendes Jolie reliure signée Belz-Niedrée pour cet exemplaire bien complet des 28 planches hors texte. "Cet ouvrage, imprimé sur beau papier, avec un grand luxe typographique, est illustré de plus de 300 gravures sur bois dans le texte et de 28 planches et cartes gravées sur acier et tirées à part" (Brivois, 415). Agréable exemplaire très bien relié (un cahier uniformément bruni, rouss. variables mais bonne fraîcheur générale par ailleurs, bon exemplaire par ailleurs). Gendre de Jean-Edouard Niedrée, Jean-Philippe Belz reprit sont atelier à partir de 1860, signant alors ses reliures au nom de "Belz-Niedrée". Vicaire, VII, 1172 Français
1953Broché. 105 pages. 22x28cm.
1968Broché. 283 pages.
1956In-4° gr. pp. 8 con 46 foto a colori appmicate sui fogli. Leg. edit. con sovrac. ill. con tracce d'uso.
1956In folio , pp non numerate, numerose illustrazioni fotografiche a colori, tela editoriale con sovraccop. ill., lievi strappi ai margini
1862Paris, Didier et C.ie, 1862, in-16, mz. tela moderna con tassello in pelle, titolo oro al dorso, pp. 464. (Nel capitolo intitolato "Viaggio dantesco" l'itinerario si snoda fra le città italiane del centro: Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze, la valle dell'Arno, Siena, Perugia e Assisi, Gubbio, Bologna, Padova, Ravenna...).
Un vol in 16 cm. 16,6x11,8 pp. 445-(3) Legatura edit. Tutta tela con titoli incisi in oro al piatto ed al dorso. Moltissime illustrazioni a colori. Ottimo esemplare allo stato di nuovo  
1958Reliure de l'éditeur. 446 pages. Jaquette.
1912Brossura editoriale a stampa, cm14x20, pp 57 (7); 4 illustrazioni in nero ft (ritratti dei sovrani Ferdinando I di Bulgaria, Nicola I di Montenegro, Giorgio I di Grecia e Pietro I di Serbia). Conferenza tenuta per iniziativa della Società di Cultura di Torino al Teatro Scribe il 7 novembre e ripetuta all'Associazione della Stampa di Roma il 15 novembre 1912. Non comune.
1945Mm 165x225 Volume nella sua brossura originale con copertina a stampa in due colori, sovraccoperta figurata con minimi segni del tempo; 244 pagine con alcune carte in nero dei luoghi. Copia in ottime condizioni complessive con le pagine ancora intonse. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2014br. "In forma strisciante o in forma aperta, per molte generazioni, la guerra civile era, nelle città greche, "lo stato abituale, regolare, normale: si è nati, si vive, si morrà in essa. Non vi è atto, ambizione o pensiero che non si rapporti ad essa". Riconoscere che un conflitto è stato una guerra civile, cioè una guerra "tra cittadini", dipende dal vincitore. È il vincitore che concede, o non concede, al vinto tale riconoscimento. Che non significa annullare la distinzione tra torti e ragioni. Gli Ateniesi non compirono mai questo sforzo. Nel loro calendario ufficiale l'anno della guerra civile (404/3) era indicato con una formula quasi surreale: "non governo". Come se quell'anno non fosse mai esistito." Ripercorrendo l'opera storiografica di Senofonte, che di quei fatti fu protagonista, Luciano Canfora fa riaffiorare gli snodi drammatici che segnarono il sanguinoso epilogo fratricida della trentennale guerra contro Sparta: dall'elezione dei trenta "tiranni" alla riscossa dei "partigiani democratici" di Trasibulo fino alla violazione del patto di amnistia con l'eccidio di Eleusi. Un "diario" fazioso e apologetico, quello senofonteo, che va dunque raffrontato con le testimonianze di segno opposto, ma non per questo meno prezioso nel restituirci in presa diretta la crisi di un sistema in cui la manipolazione demagogica del consenso e il conflitto tra interessi di ceto, ideali e Realpolitik (temi di sorprendente attualità) aprirono crepe insanabili.
Barcelona, Juan Pons y Compañía, Editores, s.a. (1913). Folio; 2 hs., 352 pp., con 214 ilustraciones fotográficas y mapas entre el texto y un gran mapa plegado, aparte, con el teatro de la guerra en Grecia, Turquia, Anatolia, Macedonia y Montenegro. Encuadernación en media piel, de la época.
19848°, 21 cm, pp. 1065, 15 tavole fuori testo, alcune carte geografiche nel testo, a cura di Mauro Moggi. Rilegatura editoriale, titolo al dorso, sovracoperta editoriale illustrata. Esemplare ottimo.
1941Milano, 1941, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 609/616 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
1897Composizione di vignette: in alto la famiglia reale con il re Giorgio I di Grecia, la regina Olga Konstantinovna Romanova e tre degli otto figli, Costantino, Giorgio e Nicola. In basso una veduta di La Canea. Testo al retro
8vo br.cop.fig.a col. traduz.di Lorenzo Argentieri. cm.14x21, pp.XVI,298, Coll.Economica,490
1974bross. edit. ill., abrasione in quarta di cop., lievi tracce d'uso in cop.
1897Tre vignette: Carvelas, un capitano degli insorti - Capi insorti macedoni, col capitano generale Lepeniotis - Insorti macedoni. Testo al retro
1897Due vedute. Testa al retro
1897Composizione di due vignette: La penisola di Akrotiri occupata dalle truppe italiane ed austriache - Il Blockouse a Perivolia occupato dalle quattro potenze. Testo al retro
1897Insieme di diverse vignette: 1. Impianto di una batteria a Domoko - 2. Casa di Velestino - 3. Il capo Kapsopulos - 4. Veduta di Domoko - 5. “Fuoco a volontà!” - 6. Velestino - Il fonte Giasone a Velestino. Testo al retro
1897Composizione di diverse vignette: 1. Accampamento dei Greci davanti a Farsaglia - 2. Cavalleria greca al pozzo - 3. Amilcare Cipriani - 4. Sfilata delle truppe sulle balze di Farsaglia - 5. Un corpo di insorti, del quale fan parte parecchi milanesi - 6. Mazzara italiano, tenente della Legione straniera - 7. Nicolas Karageorge ferito a Krisobali. Testo al retro
1912Mm 220x280 13 fascicoli rilegati in un volume in mezza tela con titolo in oro al dorso, 207 pp. Tutte le copertine a colori sono presenti e la raccolta, rara, è in ottime condizioni. L'autore, come si evince dalla quarta di copertina, è ignoto, ma di origine serba. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2018ill., br. Jean-Pierre Vernant e altri studiosi come Marcel Detienne e Pierre Vidal-Naquet presentano qui i risultati di una ricerca svolta in una duplice prospettiva, storica e sociologica, nella quale non si è trattato soltanto di delineare una panoramica delle istituzioni militari e di elaborare il ritratto psicologico del combattente ma, in modo ancor più approfondito, di definire il ruolo,lo statuto sociale e il significato stesso della guerra nella civiltà greca. Il mondo miceneo, il sistema classico e l'epoca ellenistica costituiscono i tre momenti in cui si articola il nuovo volto della guerra. Nel mondo miceneo, essa sembra costituire una funzione specializzata. Con la polis classica e la falange degli opliti, la guerra diventa "politica": la figura del guerriero cede il posto al cittadino-soldato e l'attività guerriera si confonde con la vita in comune del gruppo. In epoca ellenistica, con gli eserciti di mercenari reclutati dai principi per conquistare imperi, la guerra si separa dalla politica, per assumere la forma di un'attività professionale al servizio dei sovrani.
8vo, br. ed. firma di app. altrimenti come nuovo. pp. 350, ill. (Saggi. 115). Jean-Pierre Vernant e altri studiosi come Marcel Detienne e Pierre Vidal-Naquet presentano qui i risultati di una ricerca svolta in una duplice prospettiva, storica e sociologica, nella quale non si è trattato soltanto di delineare una panoramica delle istituzioni militari e di elaborare il ritratto psicologico del combattente ma, in modo ancor più approfondito, di definire il ruolo,lo statuto sociale e il significato stesso della guerra nella civiltà greca. Il mondo miceneo, il sistema classico e l'epoca ellenistica costituiscono i tre momenti in cui si articola il nuovo volto della guerra. Nel mondo miceneo, essa sembra costituire una funzione specializzata. Con la polis classica e la falange degli opliti, la guerra diventa "politica": la figura del guerriero cede il posto al cittadino-soldato e l'attività guerriera si confonde con la vita in comune del gruppo. In epoca ellenistica, con gli eserciti di mercenari reclutati dai principi per conquistare imperi, la guerra si separa dalla politica, per assumere la forma di un'attività professionale al servizio dei sovrani.