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2019ill., br. La storia della campagna di Maratona è una tappa epica e determinante per il mondo antico. Quando i greci ionici si ribellarono contro i dominatori persiani nel 499 a. C. le città di Atene ed Eretria andarono in loro soccorso. Il re persiano Dario giurò vendetta e nel 490 a.C. una flotta di 600 navi cariche di soldati venne inviata a punire gli ateniesi. Questo libro spiega in dettaglio, grazie ai reperti archeologici e alle fonti, come i greci si scontrarono con i persiani a Maratona e li misero in rotta costringendoli a rifugiarsi sulle navi. L'effetto morale di questa vittoria fu enorme: per la prima volta un esercito greco aveva sconfitto i persiani e dimostrato la superiorità della tattica degli opliti. Arricchiscono il testo numerose mappe, illustrazioni e fotografie.
2013ill., br. La battaglia di Maratona, una delle battaglie più famose della storia, fu combattuta e vinta nel settembre del 490 a.C. dagli ateniesi contro il potentissimo esercito persiano su una piana costiera a una quarantina di chilometri da Atene. L'episodio, riferito da Erodoto, è stato sempre un rompicapo per gli storici dell'antichità. Come è possibile che gli ateniesi uscissero vincitori da uno scontro così impari? Come è possibile, ad esempio, che essi andassero all'assalto dei persiani correndo, armati, per un chilometro e mezzo, come racconta Erodoto? Krentz ricostruisce pazientemente lo stato originario del luogo dello scontro, la dislocazione degli eserciti, gli armamenti (persino il loro peso), le tattiche, giungendo a quella che si può considerare la più documentata e dettagliata descrizione della battaglia che, ponendo fine all'invincibilità persiana, costituì un punto di svolta decisivo nella storia della Grecia e, alla lunga, dello stesso Occidente.
2011tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - prima edizione it. - trad. e coordinamento editoriale di Stefano Manfredi - cartine e alcune illustrazioni in b.n. nel testo
16mo. br., pp. 288, cm 13,5x20. (Oscar Storia. 552). Il 2 agosto 216 a.C. è la data più funesta nella storia della Roma repubblicana. L'esercito romano, guidato dai due consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, si scontrò con quello cartaginese, comandato da Annibale, nella sanguinosa battaglia di Canne, uno dei fatti d'armi più famosi nella storia. Fu una catastrofe militare senza precedenti, le cui dimensioni, dopo ventidue secoli, non finiscono di stupire e sgomentare: secondo molti storia, il numero delle vittime fu pari a quello provocato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ma alcuni studiosi sostengono che fu molto più alto. Eppure a Canne non c'erano armi da fuoco, nessun grosso calibro di artiglieria e, naturalmente, non c'erano gli aerei. Si combattè con dardi, pietre e giavellotti, armi bianche e primitive, zoccoli di cavalli, calci e morsi. L'esercito di Annibale riuscì a neutralizzare e ad annientare la potente macchina militare romana, dando ai suoi avversari uno scacco matto in tre mosse: sgominando la cavalleria, facendo flettere al centro le proprie fanterie, accerchiando il nemico. Quella di Canne è la battaglia più studiata dai generali e dagli esperti di storia militare perché rappresenta lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra di un esercito in guerra e il suo fascino grandioso e sinistro continua ancora oggi a suscitare interesse nei lettori.
8vo, br. ed. 372 pp. All'alba del 2 agosto 316 a.C, nella piana di Canne, si fronteggiano due schieramenti: l'esercito romano, guidato dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, e l'armata del cartaginese Annibale, che ha valicato le Alpi con i suoi elefanti e disceso la penisola, travolgendo le difese dei popoli fedeli a Roma. Nonostante un esercito numericamente inferiore ed eterogeneo per lingue, costumi e credenze, i generali cartaginesi avrebbero presto sbaragliato le celebri legioni romane. La sottile mezzaluna dei soldati cartaginesi distruggerà, infatti, la compatta formazione oplitica romana, in una manovra a tenaglia che sarà di ispirazione per molti altri grandi generali, primo su tutti Napoleone Bonaparte. A scontrarsi a Canne non sono però soltanto due eserciti, ma due civiltà: due diversi modi di fare la guerra, di strutturare il potere e la società, due modi di intendere la virtù. Ripercorrendo le fasi della battaglia, dalla preparazione alla disfatta. Massimo Bocchiola e Marco Sartori allargano lo sguardo sui retroscena di entrambi gli eserciti, sul dramma dei condottieri e dei soldati semplici destinati a trucidarsi a vicenda in un lungo scontro all'arma bianca. Quell'esempio magistrale di tattica bellica, quel caso da manuale nella storia della strategia richiese infatti uno spaventoso tributo di sangue che sembra rivaleggiare in termini di vittime con Hiroshima e Nagasaki, tragedie figlie di altri tempi e di altre, terribili tecnologie. Il paragone potrebbe sembrare fuori luogo, ma tutta la vicenda di Canne riecheggia in avvenimenti recenti se non recentissimi, tra populismi, complotti e scontri di civiltà, come evidenzia bene Siegmund Ginzberg nel saggio che chiude il volume. Ma l'eterna attualità di Canne è anche nel suo essere la storia di tutte le battaglie campali: geometriche coreografie belliche e sanguinosa miseria della carne, il genio del singolo e il sacrificio di molti, la bellezza e la morte, tutto concorre al fascino eterno e sinistro di uno scontro senza tempo, e senza pari. con un saggio di Siegmund Ginzberg: populismi, complotti e scontri di civiltà nel 216 a.c.
8vo, br. ed. pp.322. pp. 290, cm 14x21. (Le Guerre. 52). Questo libro tenta di esaminare "la realtà di Canne" affrontata dai singoli soldati che vi parteciparono, senza perdere di vista "il quadro generale" della battaglia nel suo complesso. Comincia, di conseguenza, a prendere in esame la battaglia sulla base dei criteri convenzionali come il significato strategico, la grande tattica, la topografia e le forze in campo. Fatto questo, compie una digressione per studiare gli eserciti contrapposti, quello romano e quello cartaginese, compito complicato ma necessario, allo scopo di comprendere come essi si batterono a Can ne e perché lo fecero.
Best.-Nr. 49137Paris - Montpellier Chez L. Hachette et Comp. - Chez le traducteur 1850 in 8 (22x14) 1 volume reliure demi basane brune de l'époque, dos à nerfs, orné de fleurons dorés, couverture conservée, 168 pages. "Graeca nec non latina carmina nonnulla franco-gallicis versibus reddita". Divi Homeri Batrachomyomachia, heroï-comicum poemation graecum, quod et nonnulla latina Caii Valerii Catulli, Marci Valerii Martialis, D. Magni Ausonii, Petri Lotichii Secundi selectissima carmina... collegit, castigavit... versibusque franco-gallicis... reddidit... Johannes-Paulus-Ludovicus-Deodatus Paulus-Inier. Jean-Paul-Louis-Théodore Paulinier, de Montpellier. Rare. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
2010Best.-Nr. R160222511Le grand livre du mois / Flammarion. 2010. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 684 pages - annotation sur la page 29 ne gênant pas la lecture - 1er plat illustré en couleur.. . . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
2010Best.-Nr. RO80241416Le Grand Livre du Mois - Flammarion. 2010. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 284 pages.. . . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
Best.-Nr. 9759P. Fontemoing, 1915. Grand in-8, 432 pages. Demi chagrin marron, dos à nerfs orné d'un fleuron doré, couvertures conservées. Reliure moderne.
in-8°, 285 pages, ill. hors texte N&B, cartes in-t., cartonnage sous jaquette illustrée. Tres bel exemplaire. [33/XN1]
1961Best.-Nr. 5747Paris France Empire 1961 Petit In-8 219 pp, traduit de l'anglais par R. Jouan, illustrations N&B hors-texte, cartes in-texte. jaquette couleur
1974In-4 (cm. 31.10), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, custodia, pp. 241, (3), con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo e ripiegate, fuori testo. Minime tracce d’uso alla cuffia inferiore della sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
1974Mm 245x310 Volume cartonato rigido di pagine 241 con ricchissmo apparato iconografico in bianco e nero e a colori anche su tavole fuori testo ripiegate, sovraccoperta figurata. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Best.-Nr. 6200414246.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
In-8°, pp. 63, copert. edit. Invio dell'autore datato Torino, 4-1-1966. Estratto. Dall'indice: Cap. I. Premessa; Cap. II. Il contenuto della "Repubblica"; Cap. III. Composizione della Rep., e sua posizione nella serie degli scritti platonici; Cap. IV. Alcune interpretazioni della "Repubblica" di Platone; Cap. V. Considerazioni conclusive.
1946Best.-Nr. 10930Horizons de france 1946 316 pages in8. 1946. broché. 316 pages. Ouvrage de référence de 1945 par l'historien de l'art Alfred Leroy qui retrace l'évolution artistique des grandes civilisations antiques (Égypte Asie occidentale Grèce Rome). Le livre analyse les caractéristiques des différents foyers créateurs et l'apport de l'art antique dans la formation de l'art moderne accompagné de 68 gravures commentées
1976Best.-Nr. RO80152752PLON. 24 mars 1976. In-12. Relié toilé. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos satisfaisant, Intérieur acceptable. 411 pages. Quelques planches de photos en noir et blanc. Jaquette légèrement usée.. Avec Jaquette. . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
1982Best.-Nr. 148755Couverture rigide. Reliure toile de l'éditeur. 427 pages. Jaquette.
Best.-Nr. 9297Paris, Plon, 1975 13 x 21, 412 pp., illustrations N/B, cartonnage éditeur + jaquette, bon état
1975Best.-Nr. RO20026360PLON. 1975. In-8. Relié toilé. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 411 pages. Nombreuses illustrations en noir et blanc dans et hors texte. . . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
1976Best.-Nr. R320161128Plon. 1976. In-8. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 411 pages - jaquette en bon état -avec 21 illustrations, 2 cartes dans le texte et 51 illustrations hors texte en noir et blanc.. Avec Jaquette. . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
1976Best.-Nr. R100066469France Loisirs. 1976. In-8. Relié toilé. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 402 pages - quelques planches de photos en noir et blanc - quelques illustrations en noir et blanc dans et hors texte - signet conservé.. . . . Classification Dewey : 949.5-Grèce
1976Best.-Nr. 16465Plon 1976 415 pages collection Terre Humaine. in8. 1976. Reliure Editeur avec jaquette. 415 pages. Une Grèce quotidienne de 4000 ans