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1836Rara veduta del porto di La Valletta dal mare, incisa da Pietro Romagnoli e pubblicata nella non comune opera dell'editore bolognese Giovanni Zecchi "Raccolta di N.100 Vedute principali dell'Italia" (Bologna 1836).L'opera è illustrata dalle incisioni dei migliori artisti locali del periodo fra cui Rosaspina, Romagnoli, Franceschini, Zecchi che prendono spunto da opere di Morghen, Magazzari, Pizzoli. Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. Rara veduta del porto di La Valletta dal mare, incisa da Pietro Romagnoli e pubblicata nella non comune opera dell'editore bolognese Giovanni Zecchi "Raccolta di N.100 Vedute principali dell'Italia" (Bologna 1836).L'opera è illustrata dalle incisioni dei migliori artisti locali del periodo fra cui Rosaspina, Romagnoli, Franceschini, Zecchi che prendono spunto da opere di Morghen, Magazzari, Pizzoli. Acquaforte, in ottimo stato di conservazione. cfr. A. Brighetti, Bologna nelle sue stampe. Vedute e piante scenografiche dal Quattrocento all'Ottocento, 1979, n. 164.
1909Milano, 1909, stralcio delle pag. 807/819 con illustrazioni. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
1896Veduta di La Canea e Candia al centro; ai margini due ritratti di tipi di Candia. Testo al verso
1933Collana "Memorie pubblicate a cura dell'Istituto storico archeologico FERT e della R. Deputazione di storia patria per Rodi" , 1. Bel volume in-4° (cm. 29,8x22,8), pp. 237 + 16 TAVOLE fuori testto + 2 carte geogr. sciolte bicolori di cm. 5,5x44 e cm. 35.5x28,5 con la delimitazione congetturale degli antichi "demi" dell'isola e con il suburbio e la città di Coo, in busta . Bella bross. con ampia unghiatura e tit. stampati a 2 col. Accurata e rigorosa storia di Coo antica basata sull'analisi di documenti e fonti originali. Il testo è corredato da una lunga bibliografia, da utilissimi apparati e da dettagliate note. NEPPI MODONA, di famiglia ebraica, etruscologo, nel 1928 vinse una borsa di studio che gli permise di studiare presso l'Istituto storico archeologico di Rodi e di perfezionarsi nella conoscenza della storia e dell'archeologia dell'Egeo. Fu docente di antichità classiche alle università di Firenze e di Roma. A causa delle leggi razziali del 1938 fu costretto a interrompere le proprie attività di ricerca, che poté riprendere solamente nel 1946, dopo la fine della seconda guerra mondialeRaro, tirato in pochissimi esemplari. Fumagalli, Bibliografia Rodia, 197.
1872Milano, 1872, 21 gennaio, art. e due belle ill. xil. in fascicolo completo di 12 pagine de "L' emporio pittoresco".
920Cm. 24, piena pelle con filetti in oro ai piatti e al dorso, pag. 112 (4) più 23 tavole f.t. fronte/retro. Con disegni nel testo di Giuseppe Rondini. Bellissima descrizione dell'Isola greca di Stampalia nel Mare Egeo, in antichita' caposaldo dei Veneziani, con particolare attenzione ai costumi locali. Lievi usure alla legatura, internamente ottimo esemplare.
8vo, br. ed. Traduzione di Sichel S. e Tramontin E. Torino, 2021; br., pp. 704. (Saggi). (Saggi. Storia). Al tempo dell'imperatore Tiberio, a Gerusalemme, per ordine del prefetto romano Ponzio Pilato, venne crocifisso un ebreo che predicava l'arrivo del regno di Dio. Questo fu l'inizio di un processo che avrebbe finito per presentare Gesù come un essere divino. Il fatto che questa glorificazione sia continuata fino a oggi richiede un esame profondo e uno studio preciso del pensiero critico sull'argomento. Possiamo distinguere la realtà dalla storia che ci è stata tramandata? Il Cristo della tradizione e il Gesù storico hanno qualcosa in comune che la ricerca possa rivelare? In questo volume, solido e documentato, Bermejo-Rubio non solo cerca di districare le due narrazioni su Gesù - quella storica e quella di fede - ma descrive anche nel dettaglio come la moderna storiografia possa tentare di farlo tramite un uso corretto delle fonti. Il libro è quindi una lezione di metodo oltre che un'impressionante dispiego di conoscenze e di erudizione. L'invenzione di Gesù di Nazareth analizza con rigore la figura di Gesù e le vicende del primo cristianesimo a partire dalle fonti antiche, prosegue sottoponendo ad analisi critica la storiografia successiva e giunge fino al tempo presente. Nella sua dettagliata disamina Bermejo-Rubio dimostra come l'intero campo di studi sia stato spesso ingombro di pregiudizi e preconcetti, che ancora oggi pervadono la letteratura di settore. Consapevolmente o meno, il dato storico e quello mitologico si intersecano in maniera complessa, rendendo lo studio della figura di Gesù un compito arduo, ma tanto più necessario in un mondo che si dice secolarizzato
1985Paris, Flammarion, Nouvelle Bibliothèque Scientifique, 1985; in-8, 219 pp., broché, couverture illustrée. Quelques passages soulignés au crayon à papier. Préface de Pierre Vidal-Naquet. Traduit de l'anglais par Jeannie Carlier.
8vo, Mm 150x230 Volume cartonato di pp. XVII-482, sovraccoperta editoriale con qualche scoloritura. Prefazione di Oddone Longo.
1913Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 31/08/1913
1889Stampa antica ed originale con testo al retro
193379pp., 25cm., texte en français, Thèse de doctorat (Rijksuniversiteit te Leiden), cachet au verso de la p.d.t., peu de rousseurs (surtout aux tranches), T112563
195340 tavole in bianco e nero fuori testo
Librairie Plon, Plon-Nourrit et Cie, Paris. 1900. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos abîmé. Intérieur acceptable. 424 pages. Gravure en noir et blanc en frontispice (portrait. Illustré de quelques reproductions en noir et blanc hors texte et d'une carte en couleur sur planche dépliable en fin d'ouvrage. Annotation sur le 1er plat. Ouvrage orné de 2 héliogravures et de quatre reproductions en phototypie.
1961Paris, Albin Michel, 1961; in-8, 531 pp., broché. Très bon état.
1926Gorgeous leather spine has wear along ends and rubbing. Minor browning to pages. Former owner's bookplate on inner cover. ; L'Évolution De L'Humanité. Synthèse Collective XV.
1926réf. 3209La Renaissance Du Livre. Very Good. First Edition. Hardcover. Gorgeous leather spine has wear along ends and rubbing. Minor browning to pages. Former owner's bookplate on inner cover.; L'Évolution De L'Humanité. Synthèse Collective XV. . 1926. La Renaissance Du Livre hardcover
réf. 2259187625.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
In 8°, pp.213, (11). Bross. edit. Prima edizione. Bell'esemplare
In 8°- bross. edit. policroma- collana " Universale Paperbacks " - pp. 356
8vo, tela ed. in sovracoperta. pp. 282.
2009br. "La Grecia conquistata conquistò il suo feroce vincitore portando nel Lazio contadino le sue arti": recitano i versi di Orazio. Vi sono alcuni fondamentali motivi, secondo Paul Veyne, studioso francese del mondo classico, perché l'impero di Roma assuma finalmente il nome di greco-romano, riconoscendo così apertamente il contributo decisivo della civiltà ellenica. Un impero che al tempo della sua massima espansione si estendeva su una superficie di cinque milioni di chilometri quadrati, dall'Africa settentrionale all'Afghanistan, oggi occupata da una trentina di nazioni diverse; un impero "globalizzato", dove gli eventi che accadevano nelle regioni più periferiche avevano risonanza e conseguenza a Roma. In questo saggio monumentale, vera e propria "summa" di una vita di studi, Paul Veyne ripercorre e interpreta vicende storiche, conquiste culturali, cambiamenti di mentalità di questa grandiosa formazione politica "globale", l'impero greco-romano, che per tanti aspetti appare percorso da problemi e inquietudini non dissimili da quelli che travagliano la nostra epoca.
8vo, br. ed. pp.420. Se nel VI secolo l'Impero romano d'Oriente era il piú vasto stato nell'Eurasia, appena un secolo dopo esso si era ridotto drasticamente. Circondato da nemici, devastato da conflitti e malattie, sembrava destinato al collasso, ma non fu così, e questo saggio ci spiega tutti i motivi per cui ciò non avvenne. Nel 700 d.C. l'Impero aveva perso tre quarti del suo territorio a vantaggio del Califfato islamico. Ma l'accidentata geografia dei territori rimanenti in Anatolia e nell'Egeo fu strategicamente vantaggiosa, poiché impedì ai nemici di occupare permanentemente le città, rendendoli vulnerabili ai contrattacchi romani. Più l'Impero si riduceva, più si calamitava intorno a Costantinopoli, la cui capacità di resistere ai diversi assedi si rivelò decisiva. Anche i cambiamenti climatici ebbero un ruolo, poiché imposero di diversificare la produzione agricola, aiutando così l'economia imperiale. La crisi costrinse la corte ad avvicinarsi alle classi dirigenti delle province e alla Chiesa. Nonostante le perdite territoriali, l'Impero non patì gravi crisi politiche. Ciò che restava divenne il cuore di uno stato romano cristiano medievale, la cui potente teologia politica predisse che l'imperatore avrebbe infine prevalso contro i nemici, sancendo il dominio mondiale del cristianesimo ortodosso.
in-16, 506 pp, broche, couverture illustree. Très bel exemplaire, tres frais. [@]