18 064 résultats
1961Paris, Albin Michel, 1961; in-8, 531 pp., broché. Très bon état.
1926réf. 5257P., Renaissance du Livre, 1926, in-8°, xvi-503 pp, 7 planches (dont une double) et 4 cartes (3 repliées) hors texte, biblio, index, broché, couv. abîmée, intérieur propre, état correct (Coll. L'Evolution de l'Humanité)
1926réf. 125864P., Renaissance du Livre, 1926, in-8°, xvi-503 pp, 7 planches (dont une double) et 4 cartes (3 repliées) hors texte, biblio, index, broché, bon état (Coll. L'Evolution de l'Humanité)
1961réf. 21276Albin Michel, 1961, fort in-8°, xvii-531 pp, une carte dépliante hors texte, un plan d'Alexandrie, tableau des dynasties, biblio, index, broché, bon état (coll. L'Evolution de l'Humanité)
1926réf. 98454P., Renaissance du Livre, 1926 in-8°, xvi-503 pp, 7 pl. et 4 cartes hors texte, biblio, index, reliure demi-toile verte, dos lisse avec titres dorés (rel. de l'époque), bon état (Coll. l'Evolution de l'Humanité)
réf. 101.245Paris, Albin Michel, 1937. "14 x 20, xvi-533 pages, 7 planches (9 figures) et 4 cartes hors texte, broché, bon état (dos défraîchi; sans rousseur)."
réf. 80159Paris, Albin Michel, 1970. 11 x 18, 506 pp., broché, très bon état.
1926Gorgeous leather spine has wear along ends and rubbing. Minor browning to pages. Former owner's bookplate on inner cover. ; L'Évolution De L'Humanité. Synthèse Collective XV.
réf. 71338Coll. "L'évolution de l'humanité" n° 34, éd. Albin Michel, 10 février 1972, fort in-12, cartonnage souple, couv. ill. en bleu éd., 510 pp., 1 carte en noir sur deux pages, 1 plan en noir, notes, bibliographie, index, table des matières, "Ce volume de Pierre Jouguet, ancien membre de l'École française d'Athènes, qui fut membre de l'Institut et professeur à la Faculté des Lettres de Paris, est le sixième qui, dans la Collection « L'Évolution de l'Humanité », est consacré à l'hellénisme antique. « Après avoir - dans la mesure du possible - expliqué le miracle grec, la floraison magnifique d'un individualisme qui ne s'était vu nulle part ailleurs ; après avoir précisé les caractères du génie grec dans la religion, l'art et la spéculation, puis la constitution originale de la Cité, il nous faut étudier... les conditions nouvelles qui ont favorisé l'expansion de l'hellénisme, tout en lui faisant subir une transformation profonde. » Très bon état
1926réf. 3209La Renaissance Du Livre. Very Good. First Edition. Hardcover. Gorgeous leather spine has wear along ends and rubbing. Minor browning to pages. Former owner's bookplate on inner cover.; L'Évolution De L'Humanité. Synthèse Collective XV. . 1926. La Renaissance Du Livre hardcover
réf. 201015816Paris, Le grand livre du mois ( plon) , 1998 ; in-8, 401 pp., broché, couverture illustr.
réf. 201415565Paris, Pocket, 2001 ; in-12, 429 pp., br.
réf. Z12699Feryane Livres en gros caractères BROCHE
1998réf. RO40015626Pocket. 1998. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 429 pages. Quelques pages désolidarisées.. . . . Classification Dewey : 843.081-Le roman historique
réf. Z24821XPlon BROCHE EN BON ETAT. PLIURE AU DOS.
réf. 500335757Pocket Sans date.
réf. 2259187625.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
In 8°, pp.213, (11). Bross. edit. Prima edizione. Bell'esemplare
In 8°- bross. edit. policroma- collana " Universale Paperbacks " - pp. 356
8vo, tela ed. in sovracoperta. pp. 282.
2009br. "La Grecia conquistata conquistò il suo feroce vincitore portando nel Lazio contadino le sue arti": recitano i versi di Orazio. Vi sono alcuni fondamentali motivi, secondo Paul Veyne, studioso francese del mondo classico, perché l'impero di Roma assuma finalmente il nome di greco-romano, riconoscendo così apertamente il contributo decisivo della civiltà ellenica. Un impero che al tempo della sua massima espansione si estendeva su una superficie di cinque milioni di chilometri quadrati, dall'Africa settentrionale all'Afghanistan, oggi occupata da una trentina di nazioni diverse; un impero "globalizzato", dove gli eventi che accadevano nelle regioni più periferiche avevano risonanza e conseguenza a Roma. In questo saggio monumentale, vera e propria "summa" di una vita di studi, Paul Veyne ripercorre e interpreta vicende storiche, conquiste culturali, cambiamenti di mentalità di questa grandiosa formazione politica "globale", l'impero greco-romano, che per tanti aspetti appare percorso da problemi e inquietudini non dissimili da quelli che travagliano la nostra epoca.
8vo, br. ed. pp.420. Se nel VI secolo l'Impero romano d'Oriente era il piú vasto stato nell'Eurasia, appena un secolo dopo esso si era ridotto drasticamente. Circondato da nemici, devastato da conflitti e malattie, sembrava destinato al collasso, ma non fu così, e questo saggio ci spiega tutti i motivi per cui ciò non avvenne. Nel 700 d.C. l'Impero aveva perso tre quarti del suo territorio a vantaggio del Califfato islamico. Ma l'accidentata geografia dei territori rimanenti in Anatolia e nell'Egeo fu strategicamente vantaggiosa, poiché impedì ai nemici di occupare permanentemente le città, rendendoli vulnerabili ai contrattacchi romani. Più l'Impero si riduceva, più si calamitava intorno a Costantinopoli, la cui capacità di resistere ai diversi assedi si rivelò decisiva. Anche i cambiamenti climatici ebbero un ruolo, poiché imposero di diversificare la produzione agricola, aiutando così l'economia imperiale. La crisi costrinse la corte ad avvicinarsi alle classi dirigenti delle province e alla Chiesa. Nonostante le perdite territoriali, l'Impero non patì gravi crisi politiche. Ciò che restava divenne il cuore di uno stato romano cristiano medievale, la cui potente teologia politica predisse che l'imperatore avrebbe infine prevalso contro i nemici, sancendo il dominio mondiale del cristianesimo ortodosso.
in-16, 506 pp, broche, couverture illustree. Très bel exemplaire, tres frais. [@]
1999réf. R240036148FRANCE LOISIRS / PLON. 1999. In-8. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 439 pages.. Avec Jaquette. . . Classification Dewey : 840-Littératures des langues romanes. Littérature française
8vo, br. ed. pp.195. Nel 260 d.C. l'imperatore Valeriano viene catturato dal 're dei re' Shapur I: finirà i suoi giorni in Persia in una vergognosa prigionia. Per i Romani è una catastrofe senza precedenti, ancor più terribile di quella avvenuta a Carre nel 53 a.C. Roma si trova così a dover affrontare la fase peggiore della crisi che affligge l'impero nel terzo secolo. I Persiani premono sui confini orientali, i territori dell'Europa occidentale sono sconvolti dalle incursioni delle popolazioni barbariche, mentre in tutto l'impero infuria la persecuzione dei cristiani voluta dall'imperatore, che vede in questa religione una minaccia per la tenuta dello Stato. La cattura di Valeriano provoca movimenti separatisti all'interno dell'impero stesso che portano l'usurpatore Postumo a creare un impero delle Gallie. Ancora più della disfatta di Carre, la fine ingloriosa di Valeriano peserà come una macchia indelebile nell'immaginario romano.