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1964In 8° br. pp. 24+32 fot.
1893in 24° br. pp.352 con 30 ill. (una a colori)
1951in 16° br. pp.150 con ill.ni
1972in 4° br. pp.63
1929in 8° br. pp.28
1962in 16° leg. edit. pp.507
1819in 8° cartonato coevo con tracce del tempo. Ultima pag. bianca con disegno in inchiostro pp.70 con ritratto
1798In 16° cart. coeva con lievi tracce del tempo ,pp.128 , discreto esemplare anche se con alcuni aloni alle prime 12 pagine e con i tagli macchiati
1990In 8° br. fig. col. pp. 161, con ill.ni b/n, ben tenuto
1993In 8° br. fig. pp. 88, con ill.ni b/n, ben tenuto
1999In 8 quadrato leg. edit. sov. fig. col. pp. 406, con ill.ni a col. ben tenuto
1997No marks or inscriptions. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or torn or creased. 312pp. Another of Bill Bryson's inimitable humous walking trips, this time along the Appalachian Trail in the American East Coast.
1972Cart. ed. ill. c/sovr. in acetato e custodia muta, cm21x26.5, pp 467 (5); XXI tav. a colori e circa 400 fig. in nero nt. Testi di M. Massaccesi, P. D. Gentili e P. N. Stollagli.
1979Tela c/sovraccoperta, cm31.5x32, pp 319 (1); illustrazioni in nero e a colori.
1923Spillato, cm12.5x18, pp 82 (2); illustrazioni in nero.
1805Legatura ottocentesca in mezza pelle con titli e fregi dorati sul dorso, 8vo cm14.5x22, pp 103 (1), 38 (2), 88; vignetta sul frontespizio della prima opera, alcuni fregi neoclassici nella seconda. Segnatura: 1-68 74, 18 210, 1-58 64. Fresco e ben conservato; etichetta manoscritta sul dorso (“800”) e noterella a lapis sul frontespizio dell'ultima opera. Gradevole miscellanea con le edizioni originali degli Inni Sacri di dell'apprezzata versione di Callimaco di Dionigi Strocchi, lodata da Carducci (“Callimaco più bello […] nelle terzine del romagnolo che negli esametri alessandrini”, così in Ceneri e faville, terza serie.) e da Gamba (2557). Con essa la raccolta di Idilli pastorali tradotti dal cesenate Giovanni Roverella, offerti per le nozze di Bartolomeo Borghesi ed elegantemente stampati da Sansone Coen, e la prima edizione degli Inni Sacri di Mamiani della Rovere, dal frontespizio ornato di graziosa vignetta di C. Pepoli. (Parenti, Prime edizioni 326; Graesse II 18).
1993Brossura, cm21x28.5, pp (4) 224 (10) (2); una tavola genealogica ripiegata. Anastatica dell’edizione anconetana del 1838 (Baluffi).
1992Brossura, cm25x28, pp 297 (7); illustrazioni in nero e a colori.
1857Due opere legate insieme, solida mezza pergamena d’inizio Novecento con titoli sul dorso. Prima opera: pp XX 215 (1), tre tavole ripiegate in fine e una a piena pagina nel testo.Seconda opera: pp 140 più una carta di errata in fine, una tabella ripiegata. Sparse fioriture, complessivamente ben conservata l’opera di Passeri, quella di Rosa mancante dell’occhietto, con frontespizio un poco brunito e con antica menda sul margine delle prime due carte. ********* Prima opera: ISTORIA DELLE PITTURE IN MAJOLICA FATTE IN PESARO E NE’ LUOGHI CIRCONVICINI DESCRITTA DA GIAMBATTISTA PASSERI PESARESE. (SECONDA EDIZIONE, 1857)- Prolifico autore di numerose opere di carattere filologico e archeologico, G.B. Passeri fu uno dei maggiori esponenti dell’etruscheria che travolse la cultura italiana nel Settecento; la prefazione di Giuseppe Ignazio Montanari all’opera qui proposta attribuisce all’autore il merito di esser stato “il primo a interpretare i caratteri, la pittura, le sculture, i vasi, le gemme, le medaglie ed ogni altro monumento etrusco”. L’opera fu stampata la prima volta a Venezia nel 1748, quindi nel XIX secolo a Bologna e Pesaro (1838), questa seconda edizione pesarese è arricchita di brevi scritti sulla maiolica urbinate (di P. Pungileoni) e su Mastro Giorgio da Gubbio (del Marchese Ranghiasci-Brancaleoni), di una appendice di E. Delange apparsa per l’edizione francese, e di lettere su raccolte di ceramiche di G. I. Montanari e Domenico Mazza. ********** Seconda opera: NOTIZIE STORICHE DELLE MAIOLICHE DI CASTELLI E DEI PITTORI CHE LE ILLUSTRARONO RACCOLTE E PUBBLICATE DAL DOTT. CONCEZIO ROSA. (1857). Precursore della paleontologia in Italia e autore di scavi e ricerche sugli insediamenti neolitici in Abruzzo e in particolare in Val Vibrata, il medico condotto C. Rosa fu anche l’autore di questa prima monografia sulle ceramiche di Castelli, con documenti e biografie dei Grue e gli altri artisti castellani.
1815Manoscritto (22x32 cm) di 11-(1) pagine. Non firmato. Scrittura molto leggibile sulla parte destra dei fogli. L'ultima pagina è bianca, nonostante che la precedente finisca con un richiamo “onde”: si tratta evidentemente di un promemoria che, non essendo la copia ufficiale da inviare al governo, omette il finale con le formule di rito . Viene richiesta a Roma la riduzione della cifra catastale (valutazione delle proprietà e tasse conseguenti) giudicata eccessiva soprattutto in confronto a quella praticata in Romagna. Numerose osservazioni sulle spese sostenute per mantenere fruttuosi i terreni, che “dovrebbero meritare tutte le maggiori facilitazioni da un Governo che con paterna cura tanto s'interessa di favorire tutto quello che è diretto a procurare la pubblica felicità”.
1815Lettera manoscritta (19x27 cm) di 7-(1) pagina, perfettamente leggibile, sulla parte destra dei fogli (l'ultima pagina è bianca). Firmata in fine Pietro Pichi, Direttore delle Finanze in Ancona. Senza data, ma attorno al 1815. Il Pichi fa un breve riassunto di come ha trovato il suo ufficio dopo il ritorno dell'autorità pontificia e la sconfitta dei francesi (due impiegati “stranieri” furono rinviati al loro paese), ma si lamenta della confusione e degli sprechi portati dalle nuove direttive su dazi e finanze. Propone al governo pontificio una riorganizzazione in materia e l'istituzione di uno specifico Ministero a Roma.
2007AA.VV Marche. Gente e terra. , Electa 2007, Copertina rigida, sovraccoperta plastificata illustrata, volume in ottimo stato con moltissime illustrazioni a colori Perfetto (Mint) . Copertina rigida 245
2021brossura La cultura popolare è ricca di storie e leggende che meritano di essere conservate e tramandate. Il passato vive nel presente, gli archetipi antichi riverberano nel profondo e invitano ad ascoltare le nostre origini. Attraverso la memoria leggendaria e l'analisi antropologica ci addentriamo tra le spire del tempo per scoprire un'area appenninica ricca di paesaggi meravigliosi e rocche, chiese e castelli che vogliono essere visitati.
2019ill. In questo libro vengono figurate circa 650 ammoniti, delle quali molte sono state oggetto di pubblicazioni scientifiche, che hanno fatto conoscere e reso celebre la Valle del Fiume Bosso e le montagne dell'Appennino Umbro/Marchigiano nel mondo. Quelle più antiche sono di età Sinemuriano inferiore (200 milioni di anni); ne seguono altre del Sinemuriano medio e superiore (Lotaringiano) e del Pliensbachiano inferiore (Carixiano) che ci hanno permesso poi di istituire una Zonazione Mediterranea. Vengono poi le ammoniti del Pliensbachiano superiore (Domeriano) con il dettaglio dell'evoluzione delle Protogrammoceratinae. Con le ammoniti rinvenute nel membro "I Lecceti" abbiamo potuto elaborare nuove ipotesi per la definizione del passaggio Domeriano/Toarciano. Quest'ultime sono molto rare e presenti solo in pochi affioramenti. È per questo motivo che è stato realizzato un "Sentiero delle ammoniti" che permette di raggiungere abbastanza agevolmente le sezioni della Valle del Fiume Bosso dove affiora anche il Rosso Ammonitico e da dove provengono tantissime ammoniti figurare nel libro.
1743In - 4°. Pagine XVI, 401, (3) Rilegatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Bel frontespizio in rosso e nero. Mancanza all'angolo superiore della prima carta bianca. Ottimo stato di conservazione complessivo. Rara e documentata edizione originale di questa settecentesca storia della città di Civitanova nelle Marche. L’opera è divisa in tre parti (Istoria di S.Marone il cui corpo si venera nella sua Chiesa presso Civitanova; Memorie Sagre della medesima; Istoria civile di essa, tessuta con molte, e varie vicende della Provincia) e conserva la splendida tavola ripiegata raffigurante il martirio di San Marone patrono della città.