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1657In folio (31,5×22 cm); (54), 563, (250) pp. Bellissima legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva ad un tassello. Esemplare che presenta alcuni quaderni con leggera ed uniforme brunitura dovuta alla qualità della carta. Un leggerissimo alone in una trentina di carte al centro del volume, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testatine e finalini xilografici. Bellissima incisone realizzata da Giuseppe Testana al frontespizio con le armi di Pietro Ottoboni, il futuro Papa Alessandro VIII, nato Pietro Vito Ottoboni (in latino: Alexander PP. VIII; Venezia, 22 aprile 1610 - Roma, 1º febbraio 1691), che fu il 241º papa della Chiesa cattolica dal 1689 alla sua morte. Ottoboni fu nominato nel 1643 da Urbano VIII, uditore della Sacra Rota. "Nel quotidiano esercizio di questo ufficio, tenuto per circa dieci anni, l'Ottoboni rivelò un'autentica vocazione giuridica (le sue consulte, meritatamente famose, vennero raccolte e pubblicate: Decisiones Sacrae Rotae Romanae coram R.P.D. Petro Otthobono…, Romae 1657), maturando una larga e approfondita esperienza canonistica che restò poi sempre, sostanzialmente, a fondamento di tutta la sua attività di Curia e della stessa sua concezione della Chiesa, intesa, prima che come realtà spirituale, come organismo giuridico saldamente impiantato in un corpo di dottrine e di diritti da custodire e difendere inflessibilmente nella sua integrità. L'attività svolta alla Rota e i frequenti contatti con le Congregazioni romane e i vari ambienti di Curia gli valsero il 19 febbr. 1652 la nomina a cardinale e, due anni dopo, il 7 dic. 1654, a vescovo di Brescia. A Brescia l'Ottoboni restò dieci anni, reggendo la diocesi con impegno.". L'opera raccoglie le decisioni della Sacra Rota durante la reggenza di Ottoboni con descrizione delle cause pratiche presentate al tribunale e delle conseguenti decisioni inerenti per la maggior parte al diritto civile dello stato pontificio come casi di fedecommessi, iurispatronatus, indulti, gabellae, officii notariatus, restitutuonis dotae, statuto rum, sequestri, territorii ecc. ecc. . Il volume contiene due utilissimi indici uno per città alla quale si riferisce la decisione e l'altro per materia trattata. Fra le città: Ancona, Acerra, Ascoli, Avellino, Avignone, Bagnoregio, Benevento, Bologna. Pamplona, Camerino, Cervia, Compostela, Crotone, Fano, Fermo, Lodi, Macerata, Malta (9 cause), Monfalcone, Napoli, Pisa, Posnan, Roma, Ravenna, Savona, Sorana, Spoleto, Squillaci, Taranto, Terracina, Vercelli, Viterbo, Urbino ecc. ecc. Opera non comune, in bella legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
1869In 8° (21x16 cm); (12) pp. Senza legatura. Leggerissimo ed ininfluente alone d'umidità al margine esterno dell'ultima carta (ininfluente). Esemplare ancora in barbe nel margine esterno. Rarissima placchetta stampata a Foligno da Gaetano Zenobi nel 1689. Frontespizio entro cornice xilografica. Aresti, originario di Camerino, fu autore di diverse opere e componimenti di notevole fattura. Questa ode fu scritta in occasione della salita al trono di Alessandro VIII, al secolo il veneziano Pietro Vito Ottoboni. Placchetta rarissima. Nessun esemplare in ICCU.
1888In 8° (22,3x15 cm); 73, (3) pp. e un foglio di 4 pagine su carta intestata del Municipio di Loreto che descrive il volume come dono da parte del Municipio stesso, di tale volume ad eminente personaggio anconetano. Brossura editoriale con titolo in rosso e blu al piatto anteriore. Prime due carte con scritte in tre colori: rosso, azzurro e nero. Stemma della tipografia Santucci al frontespizio. Uno strappetto al piatto anteriore nel margine basso, qualche piccola ed ininfluente macchiolina di foxing e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione non comune di questo interessante scritto che ripercorre le biografie di vari celebri personaggi loretani come Francesco Basili e Traiano Boccalini. Prima rara edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.
1698In 8° (21x16 cm); 12 pp. Senza legatura. Leggerissimo alone d'umidità in alcune pagine, assolutamente non fastidioso. Rarissima placchetta stampata a Macerata da Girolamo Sassi. Contiene l'ode ai tre ultimi pontefici che si sono susseguiti sul trono papale (Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi, Como; Alessandro VIII, Pietro Ottoboni, Venezia, Innocenzo XII, Antonio Pignatelli, Sinazzola in provincia di Bari) scritta dal poeta, originario di Camerino e autore di vari altri componimenti, Pier Ugolino Aresti. Nel complesso buona copia. Placchetta RARISSIMA. Nessun esemplare in ICCU.
1714In 8°; (8), 224 pp. Bella legatura degli inizi del XX° secolo in tutto cartoncino rigido a motivi verdi, rossi e amaranto. Titolo in oro su fascetta in pelle rossa al dorso. Ottimo esemplare ancora in barbe. Terza edizione ma la più completa fra quelle uscite che presenta, in più rispetto alle edizioni precedenti, per la prima volta la descrizione dell'epidemia che colpì i buoi di Matelica in provincia di Macerata. L'opera contiene anche la celebre opera sull'epidemia dei cavalli di Roma descritta dal grande medico romano Giovanni Maria Lancisi. Antonio Maria Borromeo, figlio del Conte Bonifacio e chierico teatino, fu un celebre arcade, letterato e scienziato padovano. L'opera qui presentata ebbe un enorme successo e fu scritta dall'autore dopo aver visto e seguito in prima persona una virulenta epidemia che colpì i buoi nel villaggio di Sarmeola, in provincia di Padova, nell'estate del 1712. "L'opera, lodata anche da G. M. Lancisi per le interessanti argomentazioni esposte, dimostra un non superficiale interesse del B. per le scienze naturali e la zoologia, confermato anche dalla lettera indirizzata ad A. Vallisnieri e da questo inserita nelle Osservazioni ed esperienze intorno all'origine e costumi di varii insetti, Padova 1713.". L'opera contiene anche varie ricette per rimedi farmaceutici per la cura delle epidemie. Importante studio di veterinaria in bellissima copia con ampi margini. Opera rara, tre soli esemplari censiti in ICCU.
1736In 16° (13,2x9 cm); (2), 24, pp. Senza Legatura ma non slegato. Due capilettere istoriati. Ad una pagina bella incisione raffigurante il rito dell'eucarestia a pagina 15. Raro, nessun esemplare censito in ICCU. Esemplare in buone ottime-condizioni. Opera del noto religioso originario di Corinaldo in provincia di Ancona, Saverio Francesco Brunetti che fu cappellano di Papa Clemente XII.
1916In folio (38,5×28,5 cm); (20) pp. Brossura editoriale in rosso e nero con titolo su sfondo che richiama del sangue che cola sulla pagina. Magnifiche le tavole litografiche a colori. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica rara edizione, di questo importante lavoro del noto artista originario di San Severino Marche, Cesare Giris (San Severino Marche 1877 – Roma 1941). L’opera è una raccolta di tavole satiriche di propaganda antigermanica, prodotte da Giris tra il 1915 ed il 1916. Proveniente da una famiglia della piccola borghesia della Provincia di Macerata, Cesare Giris studiò l’arte pittorica all’Accademia di Belle Arti di Roma (IT) dove imparò l’arte del disegno del nudo, la scultura. Ricevute due borse di studio potè iscriversi alla prestigiosa Accademia di San Luca, dove si specializzò in architettura. Coinvolto dall’architetto Giuseppe Sacconi alla realizzazione del Monumento a Vittorio Emanuele II, negli stessi mesi inizia a collaborare alla rivista satirica italiana “Fantasio”. Qui conosce Bontempelli del quale diventa buon amico. Continua a coltivare in modo particolare la scultura realizzando il celebre busto mortuario di Umberto I ed un servizio d’argento appositamente commissionatogli dalla Regina Margehrita. A soli 24 anni, sembra disgustato dal clima politico reazionario italiano, decide di lasciare Roma per recarsi a Parigi. Qui a partire dal 1903 quando la rivista satirica “L’Assiette au beurre” gli commisione una serie di tavole dedicata al Papa ed alla laicità della società, collabora con diverse riviste, raggiungendo in breve tempo una fama per le sue caricature vive e sprezzanti. Negli anni parigini, Cesare frequenta Montmatre ed il Quartiere Latino dove incontra e conosce diversi artisti italiani come Leopoldo Fregoli. Stringe amicizia anche con diversi artisti francesi fra i quali Georges Rouault. Nel 1910 espone al celebre “Salon des Indépendants” e ritorna in Italia dove partecipa all’“Esposizione umoristica internazionale” tenutasi al Castello di Rivoli. Nel 1915, allo scoppio del primo conflitto mondiale viene richiamato in patria, ma viene presto riformato. Decide di partecipare allo sforzo bellico italiano sfruttando la sua arte e compone quello che viene considerato il suo capolavoro “Pagine di Sangue” nel quale, 17 dipinti espressionisti, raffiguranti l’orrore e la tragedia delle trincee si alternano ad una graffiante critica del desiderio espansionistico germanico. Stampato dalla Libreria Editrice Mantegazza con la collaborazione delle Officine Istituto Italino d’Arti Grafiche di Bergamo, con testo in italiano e francese, nonostante la bassissima tiratura, l’opera ebbe un’enorme apprezzamento nazionale ed internazionale tanto che diverse testate estere ne scrissero. Opera molto rara. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CUB\0419402.
1867In 4° (27×16 cm); 400 pp. e 4 tav. fuori testo. Bella legatura coeva in mezza pelle scura con dorso a 4 nervi e titolo e fregi in oro allo stesso (fregi leggermenti sbiaditi). Piatti foderati con carta marmorizzata coeva (qualche leggera strofinatura). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. 4 belle tavole fuori testo con vedute di Firenze, duomo di Milano, Roma e Goflo di Napoli. Celebre resoconto di viaggio. Questa edizione del 1867 è tra le più rare. Tipico esempio dei Grand Tour ottocenteschi. L’abate Moyne attraverso l’Italia e ne descrisse in quest’opera le bellezze e costumi suggerendo tragitti e modi migliori di visitare ogni luogo. Il racconto si snoda partendo da Nizza e proseguendo per Genova, Torino, i laghi Maggiore e di Como, Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, lago di Garda, Verona, monti Berici, Vicenza, Venezia, Padova, Arquà, Este, Rovigo, Ferrara, Bologna, Imola, Faenza, Ravenna, Rimini, San Marino, Pesaro, Fano, Fossombrone, Senigallia, Ancona, Loreto, Recanati, Macerata, Tolentino, S.Severino, Camerino, Foligno, Assisi, Spoleto, Terni, Narni, Civita Castellana, Roma, Tivoli, Frascati, Palestrina, Valmontone, Anagni, la Maremma, Ferentino, Frosinone, Ceprano, Aquino, Arpino, Montecassino, Capua, Aversa, Napoli, Pozzuoli, Baia, Cuma, Portici, Pompei, Vesuvio, Nisida, Procida, Ischia, Capri, Sorrento, Castellammare, Civitavecchio, Livorno, Pisa, Siena, Firenze. Buono-ottimo esemplare.
1700In 2° (32x22 cm); (24), 440, (90) pp. Bella legatura settecentesca in mezza pelle con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Tagli gialli. Stemma al frontespizio con un'aquila bicipite con una corona tra le due teste, al centro in uno stemma le iniziali PB intrecciate simmetricamente. Iniziali dall’antico proprietario al margine basso del dorso che identifica l’esemplare come appartenuto a Monsignor Giuseppe Zacchia che fu uditore della Sacra Rota e governatore di Roma intorno al 1840, appartenente alla nobile famiglia dei Marchesi Zacchia fu un personaggio che ebbe anche un importante ruolo nella vita culturale del territorio ascolano nella prima metà del XIX° secolo. Zacchia fu anche delegato della Provincia di Campagna e Marittima, delegato di Viterbo. Zacchia fu una delle figure più influenti del vaticano nei turbolenti anni dei moti carbonari e rivoluzionari della prima metà del XIX° secolo. Nel 1826 fu inviato nel Frusinate a dirigere le operazioni di Polizia dopo che era divenuto celebre per aver respinto militarmente un assalto dei carbonari a Ripatransone. Qui riuscì a scoprire i capi settari facendoli condannare a pene detentive ed all’esilio, facendo redigere un elenco "degli individui ,che appartengono alla Setta dei Carbonari ,dei sospetti per le loro idee politiche nelle province di Marittima e Campagna Nicola”. Non comune edizione, in bella legatura ed in ottime condizioni di conservazione di questo testo di diritto dall’avvocato e giureconsulto pistoiese, Pietro Pacione (a volte riportato anche come Pacioni). Questo trattato legale, composto nel seicento, ebbe un notevole successo e diverse riedizioni, tutte abbastanza rare. Pietro Pacione, originario di Cutigliano in provincia di Pistoia, era figlio di Francesco Pacioni e fratello minore di Giuliano Pacioni, visse la maggior parte della sua vita a Roma dove esercitò con notevole successo la professione di avvocato. In età matura, per le sue grandi doti e conoscenze, venne invitato dai Principi di Toscana, ad occupare la carica di Auditore presso la Rota toscana. Tale era la sua fama che papa Innocenzo XI che era solito servirsi dei sui scritti, gli offrì il vescovato di Nocera che però Pietro ricusò. Opera non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\MILE\006703.
1948In 8° (19,6x13 cm); (4), 176, (2) pp. Brossura editoriale a colori, sopracoperta in acetato e anche, conservata la fascietta editoriale del Premio Fiuggi. Vecchia ed elegante firma d’appartenenza privata alla prima carta datata 1956. Prima edizione di questo scritto del noto poeta, scrittore e traduttore, Libero Bigiaretti (Matelica in provincia di Macerata, 16 maggio 1905 – Roma, 3 maggio 1993). Nato in una famiglia di modeste condizioni economiche è costretto fin da piccolo a partecipare attivamente ai guadagni famigliari, trascurando così gli studi regolari senza però, trascurare di impegnarsi, con notevole profitto, in studi da autodidatta che gli permisero di iscriversi al Liceo Artistico a Roma dove consegue il diploma. Nel dopoguerra diventa, ad Ivrea, direttore dell’Ufficio Stampa dell’Olivetti e segretario del Sindacto Nazonale Scrittori. Collaboratore dell’Unità e dell’Avanti, Bigiaretti fu scrittore prolifico che nei suoi romanzi e nelle sue poesie, analizzò i sentimenti umani con particolare sensibilità alla condizione femminile che descrive nei suoi romanzi in toni più positivi rispetto alle scelte, spesso criticabili, dei protagonisti maschili. La sua abilità di scrittore gli permise di vincere numerose premi letterari come il Fiuggi, il Marzotto, il Chianciano ed il Viareggio. Uno dei suoi temi preferiti è la condizione umana straniante nella società industriale e la sua vicinanza ai movimenti operai, quasi Bigiaretti se ne sentisse parte, stride con i rapporti spesso scontrosi con gli ambienti letterari. Sebbene notevolmente apprezzato dagli scrittori suoi contemporanei ne rimane, per scelta personale, sempre isolato a causa del carattere difficile e timido e anche, per un complesso dell’autodidatta che lo caratterizzerà per tutta la vita. L’opera qui presentata, poi ampliata nel 1956 con il cambio del titolo in “Disamore”, ricostruisce l’affievolirsi di un grande amore rappresentato attraverso gli occhi del protagonista. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Gambetti – Vezzosi, Rarità Bibliografiche del Novecento Italiano, 2009, pag. 98.
1803In 12; 71, (1) pp. Senza brossura ma non slegato. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Terza edizione ma non si conoscono edizioni censite prima del 1829, di questo raro devozionalia dedicato ad un'immagine miracolosa di Maria Santissima del Conforto miracolosamente ritrovata nella chiesa della Madonna del Piano a Corinaldo. Le prime pagine descrivano il miracoloso ritrovamento e seugue poi il vero e proprio devozionalia.
1924In 8° grande; (8), 203, (1) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo al dorso e per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione (al piatto anteriore è presente la data 1925) di questo scritto dedicato all'arte italiana, opera del noto storico dell'arte, museologo e critico d'arte, Luigi Serra (Napoli, 23 settembre 1881 – Roma, 10 febbraio 1940) che fu allievo di Adolfo Venturi e lavorò a lungo nelle Marche. Raro.
1710In folio (46x25 cm); esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa bella carta del centro Italia con fine coloritura coeva che descrive i territori della Toscana, dell'Umbria, delle Marche, del Lazio, della Campania ed una parte della capitanata. Edward Wells, il cartografo che realizzò la stampa, era un sacerdote della Chiesa d'Inghilterra e sostenitore dell'istruzione. Durante la sua vita pubblicò numerose carte, tra cui diversi atlanti del mondo antico e contemporaneo. Wells era figlio di un vicario ed entrò alla Christ Church di Oxford alla fine del 1686. Si laureò nel 1690 e lavorò come tutore nel suo college dal 1691 al 1702. Quindi, si spostò a Cotesbach, nel Leicestershire, da dove continuò a pubblicare i suoi lavori. Dal 1698 in poi, Wells compilò molti sermoni, diversi libri ed alcunbi atlanti. Tradusse anche testi classici e cristiani, aggiungendo talvolta annotazioni geografiche. Le sue “geografie descrittive” non erano opere eccessivamente originali, ma furono molto popolari al suo tempo per la bellezza ed eleganza del tratto. Nel 1701 pubblicò un Trattato di geografia antica e moderna che riscosse un notevole successo e che vide quattro edizioni successive. A quest'opera, seguì una Geografia storica del Nuovo Testamento pubblicata nel 1708, accompagnata da una Geografia storica dell'Antico Testamento edita tra il 1711 ed il 1712. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione.
1720In folio grande (56,5x48 cm); un rinforzo moderno in adesivo (assolutamente non visibile al verso con l'immagine della Toscana, in corrispondenza della piega del foglio. Un piccolo strappetto, di 6 cm circa, senza perdita di carta e ora chiuso, al margine basso, in corrispondenza della piega del foglio, ininfluente e per il resto, in buone condizioni di conservazione. Fine coloritura coeva a mano. Magnifica e dettagliata carta del centro Italia, dai possedimenti del Ducato Estense fino alla periferia romana, con i possedimenti dello Stato Pontificio nel territorio toscano. La tavola è opera di Johann Baptist Homann celeberrimo cartografo ed incisore tedesco, nato a Norimberga nel 1663. Homman iniziò l'attività di cartografo, come apprendista, nella bottega di David Funk prima e per Giacomo Sandrart, dove apprese l'arte. Nel 1702, decise di aprire una nuova attività in proprio di produzione di carte geografiche. L'estrema cura geografica e l'innovativa veste grafica gli fece ottenere, velocemente, un enorme successo ed una notevole fama, tanto da divenire, ben presto, uno dei cartografi più di successo del XVIII° secolo. Nel 1707 pubblica la propria opera più importante, il “Grosser Atlas” che nella sua massima estensione, fu composto di 126 carte. Esemplare in buone condizioni di conservazione.
1663In 8° piccolo; (4), 30, (2) pp. Brossura in carta settecentesca. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Frontespizio entro ricca cornice xilografica, leggermente rifilata al margine esterno. Grande stemma araldico del Cardinale prima e Vescovo di Frascati poi, Ulderico Carpegna (Scavolino frazione di Pennabili in provincia di Rimini, 24 giugno 1595 – Roma, 24 gennaio 1679) dei conti di Carpagna nel Montefeltro. Al frontespizio stemma araldico del noto medico e fisico di Corinaldo, in provincia di Ancona nell'entroterra di Sinigallia, Pietro Agostino Boscherini al quale si deve anche il celebre trattato "Dell'acqua minerale di Fonte Bono della terra di santa Natoglia diocese di Camerino, e delle sue miniere". Grande stemma a piena pagina dei Boscherini da Corinaldo all'ultima carta. Numerosi componimenti sono ispirati e dedicati alle comete in quanto una cometa si trova nello stemma stesso dei Boscherini di Corinaldo. Opera rarissima, nessun esemplare censito in ICCU o citato da altra bibliografia consultata.
1889In 8°; XIX, (1), 211, (5) pp. Bella legatura coeva in mezza-pergamena con filetti in oro e titolo e autore in oro su fascetta in pelle rossa al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Una nota manoscritta da Nazzareno Angeletti a pagina VII. Qualche lievissima fioritura in due pagine e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, tirata in soli 200 esemplari, di questa raccolta di scritti inediti di Luigi Castellini (Roma 18 febbraio 1863 - 1887) nato da famiglia di origine marchigiana, sotto lo pseudonimo Lorenzo Nicastro, collaborò con periodici maceratesi come "La Vedetta", "L'Ateneo marchigiano" (del quale fu anche un fondatore), il "Vessillo delle Marche". L'opera raccoglie interessanti scritti sui dialetti marchigiani, fiabe leggende e credenze popolari, proverbi, canti popolari, la conzonetta del Pecoraio in Maceratese, i Trovatori che il Petrarca nomina nel IV de' Trionfi, alcuni Trovatori non ricordati dal Petrarca nel IV de Trionfi ecc. ecc. Gli scritti di Castelani nascono dai suoi studi negli archivi marchigiani.
1840In 12° (15,5x11,5 cm); 96 pp. Presente il solo piatto anteriore nella sua brossura originale rosa con il titolo e l'autore in nero entro cornice a motivi geometrici. Legatura un po' lenta ma nel complesso esemplare in buone condizioni. Prima edizione di questo curioso scritto del noto medico marchigiano, Olivi Dazio (Loreto 1814 - 1889), che fu anche autore di un noto scritto della storia di Monte Santo "Notizie topografiche di Monte Santo", pubblicato a Fano nel 1850. Olivi fu medico condotto di Monte Santo, l'odierna Potenza Picena. L'autore fu un apprezzato medico anche a Senigallia, Fano, Marina di Montemarciano e successivamente a Filottrano. L'opera qui pubblicata è una curiosa raccolta di consigli utili per i giovani che come si può leggere nell'introduzione "ha l'alto scopo di ispirare nell'animo di molti giovani un po' di vergogna per una vita strascinata nel nulla". Fra i consigli pratici il non usare il tabacco che rovina i denti, non leggere alla sera al lume di candela per non danneggiare la vista, evitare i profumi e le tinture che possono essere dannosi. Prima edizione in buone condizioni di conservazione.
1990Bross. edit. in-4, copert. ill.ta, pp.189-(3), 201 bellissime immagini in nero. Ottimo.
1927Formato cm. 25x18. Pagine 229, (2). Brossura editoriale. Copertina anteriore con strappo e riparazione con nastro per saldarla al dorso del libro. Libro vissuto ma in stato di conservazione complessivamente buono. Non comune
1994Name/date to front end paper. No other marks or inscriptions. A very clean very tight copy with bright laminated boards and no bumping to corners. 96pp. With over thirty walks covering the 'Munros' in Wales showing photographs, sketches, maps and descriptions of the mountain walking routes. All are around Snowdon and they cover the Carneddau, Tryfan and the Glyders and the Snowdon range itself.
1715in-8° (164x110 mm), leg. coeva in cartonato grezzo d'attesa, titolo manoscritto al dorso; pp. [20], 460. Mancanti 4 pagine (carte a3 e a4, dopo il frontespizio), nelle quali c'era la dedica al Governatore di Loreto, D. Melchiori Magio, fatta a Loreto il "quarto idibus septemb. 1714"). Antiporta con illustrazione calcografica rappresentante la traslazione della Santa Casa con la Madonna per opera degli angeli. Frontespizio a caratteri neri con stemma cardinalizio xil., che precede l'indicazione di stampa: Romae 1597. Apud Aloysium Zannettum. Et nunc Venetiis: sumptibus Andreae Poleti, 1715 (in questa copia la parte finale di questa indicazione, da "Et nunc ..." a "...1715" manca per effetto di un antico restauro alla parte inferiore del frontespizio). Edizione settecentesca che riprende ed amplia la prima edizione del 1597, di questa rara opera, molto interessante per la storia locale di Loreto e per il culto della Madonna di Loreto. Orazio Torsellini (1545-1599), gesuita italiano, storico e letterato. Rif.: IT\ICCU\TO0E\151723 (4 copie). OCLC, 173203570 (1 copia in USA e 1 copia in UK). Cond.: Segni d'uso alla legatura (dorso bruniti, abrasioni e macchie, cerniera anteriore parzialmente rotta). Macchie e gore ad alcune carte (soprattutto al frontespizio ed all'antiporta); tracce di alcuni vecchi restauri. Mancanza di 4 pagine. Nel complesso trattasi di opera in discrete/buone condizioni generali. -- Eighteenth-century edition that resumes that of 1597, of this rare work, very interesting for the local history of Loreto and for the cult of Our Lady of Loreto [The Holy House]. Four pages missing, but overall a fair/good copy.
1655in-4° (200x150 mm), leg. moderna in mezza pergamena, con carta marmorizzata ai piatti e guardie in carta bianca; pp. 24; frontespizio a caratteri neri, con vignetta floreale incisa, bellissimo capolettera all'inizio del testo, testata e finale del testo finemente incisi; prima edizione; opera rarissima e molto interessante per la storia locale di Loreto e per il culto della Madonna di Loreto. Rif.: IT\ICCU\RMLE\058561 (una sola copia in Italia presso la Biblioteca Casanatense - Roma e una presso la Bibl. Vaticana - n. 10673605). Cond.: Presenza di leggere fioriture alle carte, lievi tracce d'umido all'angolo superiore esterno delle carte, non interessanti il testo; opera in condizioni generali quasi ottime. -- Extremely rare essay on the Holy Virgin of Loreto. Quite fine copy.
1980Prefazione: Maccari Carlo . Pagine: 370 . Formato: 4° . Rilegatura: Cartonato telato nero con scritte oro e sovracoperta . Stato: Buono .
1839Prefazione: Gigliucci Francesco . Pagine: 366 . Illustrazioni: 6 tavole di monete e medaglie antiche in bianco e nero . Formato: 8° . Rilegatura: Cartonato marmorizzato marrone con dorso in pelle e scritte oro . Stato: Buono . Caratteristiche: Interessante raccolta di curiosità anconitane. Su due colonne. Descrizione del colera in Ancona nel 1836.Bruniture. Raro. Foto disponibili .
1873Edizione: Edizione XXVIII . Pagine: 128 . Illustrazioni: Piccole vignette e xilografia in copertina . Formato: 16° . Rilegatura: Brossura originale violetta . Stato: Buono . Caratteristiche: Interessante e popolare storia della Santa Casa e di Loreto con molte curiosità scritta dal sacerdote Murri, elencando i gioielli, e non solo, appartenenti al Santuario a cominciare dal 1797, dopo lo scempio deplorabile fatto dalle truppe nemiche. Interessante elenco delle indulgenze e di come lucrarle.Bruniture. Alcune sbrecciature al dorso. .