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1737In 8° (19x11,4 cm); (12), 104 pp. e 9 c. di tav. più volte ripiegate. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso. Qualche macchiolina di foxing dovuta alla qualità della carta, ininfluenti e nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Incisione xilografica al frontespizio e alcune iniziali xilografiche nel testo. Prima assai rara edizione dell'ultima opera del celebre matematico e filosofo cremonese, Luigi Guido Grandi, pseudonimo di Francesco Lodovico Grandi (Cremona, 1º ottobre 1671 – Pisa, 4 luglio 1742) che fu tra i massimi matematici del suo tempo e uno dei primi in Itala ad introdurre le nuove concezioni filosofiche e matematiche di Leibniz e Newton. Formatosi nel Collegio dei Gesuiti di Cremona, sotto la guida di Giovanni Girolamo Sacchieri, a soli 16 anni entrò nel monastero camaldolese ravennate di Classe. Perfezionò poi i suoi studi a Roma e Firenze. Qui nel 1700 divenne professore di Filosofia nel monastero camaldolese della città. Nel 1703 pubblicò la sua prima opera matematica “La quadratura del cerchio e dell'iperbole” nella quale scoprì lo stesso paradosso matematico poi esplicato da Leibniz e che prende il nome proprio da lui la “Serie di Grandi” che definisce come la somma parziale di una serie a segni alterni di numeri può non convergere. Membro della Royal Society. La sua fama crebbe notevolmente durante gli anni, tanto che già nel 1714 divenne matematico di corte presso il Granduca di Toscana e poi professore di matematica nell'Università di Pisa. Le sue conoscenze matematiche lo portarono a ricoprire anche la carica di Sovrintendente delle Acque del Granducato. A Lui si devono importanti lavori di drenaggio per la bonifica della Val di Chiana. Esperto conoscitore dell'opera di Galileo, collaborò con Tommaso Buonaventuri per la celebre riedizione delle opere galileiane uscita nel 1718. Grandi fu anche il primo a studiare la curva algebrica da lui chiamata “rodonea” per la forma che ricorda il rosone delle chiese romaniche e gotiche. A lui si deve la prima diffusione in Italia delle analisi degli infiniti e nella sua opera “De infinitis infinitorum” applicò per primo in Italia i metodi di Leibniz e Newton. Quella che qui presentiamo è la prima rara edizione dell'ultimo e più maturo lavoro di Grandi. Pubblicato per la prima volta in latino nel 1737, l'opera ebbe tale successo da essere poi riedita in italiano e latino, più volte nel corso del XVIII° secolo. Pur essendo la sua ultima opera stampata con l'autore ancora in vita, essa risulta essere molto rara da reperirsi sul mercato librario. A good copy, rare. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\RLZE\001727, IT\ICCU\UM1E\014219.
ref. DADAX0030660491New unknown
1848ref. 46603Berlin, Haude et Spener, 1848-52. 4to. No wrappers as extracted from ""Mémoires de l'Academie Royale des Sciences et Belles-Lettres"", tome II (1846), tome IV, tome VI a. tome VI. Pp. 182-224, pp. 249-291, pp. (361-) 378, pp. 413-416 and 1 folded engraved plate.
1848ref. 46603Berlin Haude et Spener 1848-52. 4to. No wrappers as extracted from "Mémoires de l'Academie Royale des Sciences et Belles-Lettres" tome II 1846 tome IV tome VI a. tome VI. Pp. 182-224 pp. 249-291 pp. 361- 378 pp. 413-416 and 1 folded engraved plate. First apperance of d'Alembert's 3 importent papers on the Calculus of Integration a branch of mathematical science which is greatly indepted to him. He here gives the proof of THE FUNDAMENTAL THEOREM OF ALGEBRA called d'Alembert's theorem and later corrected by Gauss 1799.The theorem is based on these three assumptions:Every polynomial with real coefficients which is of odd order has a real root. This is a corollary of the intermediate value theorem. Every second order polynomial with complex coefficients has two complex roots. For every polynomial p with real coefficients there exists a field E in which the polynomial may be factored into linear terms.Also with an importent paper by Leonhard Euler "Mémoire sur l'Effet de la Propagation successive de la Lumiere dans l'Apparition tant des Planetes que des Cometes" Memoir on the effect of the successive propogation of light in the appeareance of both comets and planets. Pp. 141-181 and 2 folded engraved plates. - The paper is founded on Euler's theory of light as waves and not as particles. It is from the same year as his fundamental work on light as waves: "Nova Theoria" - Enestroem E 104. unknown
1719In-4°; pp. 12, 397, antiporta incisa su rame, nel testo numerose figure geometriche incise su legno, finalini.Riccardi I, 391 1. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
ref. DADAX0495013579New unknown
ref. 34330P., Jombert, 1753, un volume in 4 relié en pleine basane, dos orné de caissons dorés, tranches rouges (reliure de l'époque), (accroc à une coiffe, petites rousseurs à un feuillet, mouillures pâles dans la marge de deux feuillets), 8pp., 418pp., 13 PLANCHES DEPLIANTES, 3 :feuillets non chiffrés (1 ff errata + 1ff de privilège+1ff catalogue de l'éditeur)
ref. DADAX0669431621New unknown
1805ref. 17590Paris, Bernard (imprimerie de H.L. Perronneau), XIII-(1805) ; in-4, demi-basane marbré, dos lisse, titre en long (reliure moderne) ; (4), 56 pp., 1 planche hors texte gravée par Aubertin d'après L.J. Girard.
ref. DADAX1602299862New unknown
ref. DADAX0495108405New unknown
1807In 4°; (10 inclusa errata), 86 pp. Legatura coeva in mezza-pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva (qualche lieve segno del tempo alla legatura). All'interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima non comune edizione di questa importante opera matematica del celebre matematico francese, Ferdinand François Désiré Budan de Boislaurent (28 settembre 1761 - 6 ottobre 1840) che divenne famoso proprio grazie al trattato qui presentato. Iniziato a studiare a Juilly, proseguì poi a Parigi, dove si iscrisse a medicina, ottenendo il dottorato con una tesi su una questione di “Economia medica” dove sosteneva la necessità di informare in modo corretto un paziente sulla sua situazione medica. Raggiunse la celebrità quando nel 1807 pubblicò il suo “Nouvelle Methode” nel quale alla stregua di Fourier ma in modo diverso e prima di questi (il lavoro Budan lo aveva già compiuto e finito nel 1803, spiega “given a monic polynomial p(x), the coefficients of p(x+1) can be obtained by developing a Pascal-like triangle with first row the coefficients of p(x), rather than by expanding successive powers of x+1, as in Pascal's triangle proper, and then summing”. Questa regola è ancora nota come il Teorema di Budan ed è un teorema di delimitazione il numero di radici reali di un polinomio in un intervallo e calcolando la parità di questo numero. Il lavoro di Budan fu ripreso, tra gli altri, da Pierre Louis Marie Bourdon (1779-1854), nel suo celebre libro di algebra, ma con il tempo , venne eclissato dal Teorema di Fourier che garantiva un risultato equivalente. Il Teorema di Budan è però stato fortemente recuperato a partire dalla fine del XIX° secolo quando ci si accorse che alcuni risultati computazionali erano più facilmente deducibili da esso che dalla versione offerta da Fourier. In particolare, furono Collins e Akritas nel 1976 a recuperarlo, per la fornitura, in computer algebra, di un algoritmo efficiente per l'isolamento di radici nei computer. All'uscita dell'opera, la fama di Boudan, iniziò ad aumentare esponenzialmente anche oltre Manica, tanto da venir citato da numerosi importanti matematici e studiosi come ad esempio Peter Barlow o Horner. Barlow lo nominò alla voce “Approssimazione” nel suo Dizionario del 1814, sebbene, erroneamente lo affiancasse al metodo di Joseph-Louis Lagrange, definendolo come accurato ma più di interesse teorico che pratico. Horner descrivendo il lavoro di Budan sull'Approsimazione nel suo celebre articolo sulle Transazioni filosofiche presentato alla Royal Society di Londra nel 1819, articolo che diede origine al termine metodo di Horner, commentò in modo scettico i risultati di Budan ma in articoli seguenti, cambiò completamente opinione, riconoscendone il valore intrinseco. Il lavoro di Budan sembra anticipare anche quello di Paolo Ruffini del 1804. Si legge in D. S. B., II, 573 : :"Budan is known in the theory of equations as one of the independent discoverers of the rule of Budan and Fourier, which gives necessary conditions for a polynomial equation to have n real roots between two given real numbers. He announced his discovery of the rule and described its use (...) and published the paper with explanatory notes, as 'Nouvelle méthode pour la résolution des équations numériques', in 1807. (...) The need for such a rule as his was suggested to Budan by Lagrange's 'Traite de la resolution des equations numeriques' (1767). (. . .) Budan's goal was to solve Lagrange's problem - between which real numbers do real roots lie? - purely by means of elementary arithmetic. Accordingly, the chief concern of Budan's 'Nouvelle méthode' was to give the reader a mechanical process for calculating the coefficients of the transformed equation in (x - p). He did not appeal to the theory of finite differences or to the calculus for these coefficients, preferring to give them 'by means of simple additions and subtractions.' (...) Budan's rule remains the most convenient for computation". Proprio grazie agli sviluppi tecnologici della fine del novecento ed essendo usato in moderni algoritmi veloci per isolare le radici reali di polinomi, l'opera qui presentata è diventata, oggi, un classico della matematica ed è qui presentata in prima edizione, in legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Non comune. First edition, good copy. Rif. Bibl.: D.S.B.,II,573.
ref. DADAX0201250861New unknown
1825ref. 1016Berlin: F A Herbig 1825. First Edition. Original marbled wrappers. A good copy with some overall toning; pencil underlining on title. 4to. Jacobi's dissertation and first published work. The work he is best known for is his independent derivation and investigation of elliptic functions and its notation. He and Abel were coincident in their investigations and discoveries. DSB VII 51-55; Ball pp. 327-339. F A Herbig unknown books
ref. DADAX0201812533New unknown
1682ref. 15979ABParis, 1682. 12°. 2 Bl, 187 S, 4 Bl. 1 gest. Frontisp. u. 81 ganzs. Kupfer.. Orig.-Ldr m. Rückenverg.
ref. DADAX039534378XNew unknown
ref. DADAX0824704819New unknown
ref. SONG0133745627Used: Good unknown
ref. SONG0763750204Used: Good unknown
ref. DADAX0618250042New unknown
2002ref. x-0824708555Marcel Dekker Inc 2002. Paperback. New. 1st edition. 494 pages. 9.75x7.00x1.25 inches. Marcel Dekker Inc paperback
1682ref. 15979ABParis, 1682. 12°. 2 Bl, 187 S, 4 Bl. 1 gest. Frontisp. u. 81 ganzs. Kupfer.. Orig.-Ldr m. Rückenverg. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +
1819Modena, presso la Società Tipografica, 1819. In 4to grande, (cm. 30); cop. orig. in carta azzurra; pp. 126 (77-204). Alcune pagine leggermente arrossate ma bella copia con barbe. PRIMA edizione. DONO DELL’Autore. Axs
1755ref. 12-0-298Franchfurt und Leipzig, Renger, 1755. kl 8°(16,5x11,5cm), Frontispiz, 9 S., 740 S., 1 nn. Bl., 22 S. (Register), 11 gefaltete Tafeln, Pappeinband