2 647 résultats
IMENE Giovane con fiaccola. , , Buono (Good) .
GIUGNO indica una meridiana, con ai piedi un cesto ed una falce. , , Buono (Good) .
GIOVE seduto sulla schiena di un rapace. , , Buono (Good) .
GIOIA Donna che regge una corona. , , Buono (Good) .
FEDELTÀ Donna che regge una colomba vicino a spighe di grano. , , Buono (Good) .
FEBBRAIO Giovane donna con animali mentre abbondate acqua, scende da un'otre coricato su una nuvola. , , Buono (Good) .
GIUOCO DELL'OCA Foglio di percorso illustrato in nero. Misura cm 53 x 34,5. , fine 800/primo 900 , Piegato al centro, molto buono lo stato di conservazione Buono (Good) .
RIOS H. (?) Lastrina, probabilmente in celluloide, con disegno in colore, forse tempera ma certamente anche tecnica mista di cm 14,5 x 14,5 circa. , (194../5..), Montata in larga cornice coeva, protetta da vetro. Bella, ben tenuta e con ottimi e vivaci colori. Piccola firma in basso a destra. Un già convinto Pinocchio si appresta a salire sulla carrozza che correrà al Paese dei Balocchi Buono (Good) .
CAPORALE CARLO San Giovanni in Persiceto, 1923. Pittore, incisore, acquarellista. Con le sue acqueforti ha saputo raccontare Bologna, la Bologna vecchia, la Bologna della sua memoria: Vicolo Santa Lucia. , (198..), Grande acquaforte, numerata 44/75, descritta e firmata dall'A. (anche su lastra). Lo stretto vicolo fa intravedere, in fondo, i bei portici di via Castiglione. Misura cm 11,5 x 17,8 circa + ampissimi margini. In cornice. Potrebbe trattarsi di una incisione preparata per l'edizione dello Zanti uscita per la Grafis negli anni 197../198.. Buono (Good) .
SCORZONI ALESSANDRO (SANDRO) Calcara 1858 - Bologna 1833. Fu allievo prediletto di Antonio Puccinelli dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista versatile riuscì ad elaborare la sua arte con le più diverse tecniche: olio, acquarello, pastello, tempera ... , , Fu valido collaboratore di Alfonso Rubbiani nel restauro del Castello dei Manzoli. Con il suo ingresso al Circolo Artistico di Bologna si dedicherà anche alla illustrazione e alla decorazione, capacità che, in seguito, svilupperà anche nella Manifattura Minghetti. Questo grande spolvero, più volte ripiegato, fa parte di una serie di due arazzi (Amor calmo - Amor ardente) che produsse per la Famiglia Corni di Modena. Con firma dell'A. e descrizione: "Spolvero dell'arazzo della Signora Rina Accame Corni esistente questo e un secondo nel Palazzo Corni di Modena" Buono (Good) .
MAJANI AUGUSTO (NASJCA) Retirage della conosciuta litografia dedicata a I fondatori del "Resto del Carlino". , , Bella tavola, ripassata al seppia, di cm 21,8 x 19 più ampi margini. Stampata su carta a mano di cotone in 100 esemplari, contenuta in cartella con titolo al piatto. Si ritrovano l'avv. Giulio Padovani, il dott. Alberto Carboni, Francesco Tonolla, Cesare Chiusoli, Raffaele Galletti amministratore Buono (Good) .
MASCELLANI NORMA Bologna 1909 - 2009. Pittrice figurativa ed esperta in arte incisoria fu allieva di Protti, Pizzirani, Morandi e Romagnoli. , , Grande litografia in colore con lumiera e mazzo di fiori. Misura cm 55 x 41,5 alla figura più ampi margini (totale 72 x 60), numerata dall'A. 87/99, firma in basso a destra. Bella e molto raffinata nei delicati colori pastello Buono (Good) .
CAMPEDELLI OTTAVIO Bologna 1792 - 1862, studiò presso l'Accademia della città affermandosi nel genere storico paesaggistico. Il suo stile, nel corso degli anni, si indirizzò maggiormente verso idealizzazioni pittoresche e, in seguito, sfociò in un accentuato naturalismo. , , Foglio di cm 30,5 x 23,2, una piccola mancanza al margine superiore sinistro che colpisce per circa cm 3,5 x 1 (massimo), altro minuscolo angoletto mancante in basso a destra. Non toccando l'immagine ambedue le piccole mancanze sono facilmente riprendibili. Disegno a penna con tracce di matita e con alcune figure solo a matita, scena di paesaggio con querce e armenti, probabilmente su un lungofiume. Al retro si nota scritta a matita " Dintorni di Riola Campedelli con (?)". Sempre al retro, della stessa mano, si ritrova un bell'abbozzo di mucca. Tavola conforme a quelle presenti alle Collezioni d'arte della Cassa di Risparmio, si veda il volume curato da F. Varignana, I disegni vol. III Dal paesaggio romantico alla veduta urbana Buono (Good) .
BARBERI GIULIO Composizione per un piatto in maiolica. Due putti reggono nastri e rami di alloro per omaggiare lo scudo araldico centrale: un'aquila con banda trasversa. Attorno festoni con frutta, a contorno cornicetta doppia con nastri. , , Disegno originale, china e acquarello, con forma arrotondata, probabilmente a grandezza naturale, sulla parte sinistra. A destra dicitura e firma autografa dell'A., con data 25 - 4 - 1908. Giulio Barberi, figlio di Enrico, fu anch'egli valente scultore e ceramista, nato e vissuto, come il padre, a Bologna di lui rimangono sculture particolarmente alla Certosa Buono (Good) .
PROBABILE BOZZETTO PUBBLICITARIO (NON FIRMATO) Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo ... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è preferibile alla Vittoria di Samotracia ... (Marinetti, Manifesto, 1909). , , Da una stella, sullo sfondo, un roboante auto mobile sfreccia fra nuvole di polvere, davanti al radiatore un grande numero 3. Il pilota stesso è parte unica con la macchina. Matita e china, su foglio quadrettato di cm 21,8 x 28,5 in perfetto stato di conservazione. Come periodo di esecuzione è giustificabile una attribuzione attorno ai primissimi anni dei '900 (190..). " ... e il tuonar de' suoi ferrei polmoni crrrrollanti a prrrrecipizio interrrrrminabilmente? Accetto la sfida o mie stelle! ..." (All'automobile da corsa di F.T. Marinetti) Buono (Good) .
CERVELLATI ALESSANDRO Acquarello originale: Cinema Fulgor. La Felsina Film presenta: Bianco e Nero con Lia Miari, 12 febbraio 1918. Disegno a quattro colori, di cm 23 x 29,5 in cornice. , , Il disegno, rappresenta l'intera figura di una donna in atteggiamento elegante, in abito lungo con guanti e ampio cappello. Come sempre, con pochi segni, Cervellati ci regala l'immaginario. Firmato e datato '974, in basso a sinistra, quindi una delle ultime opere dell'Artista. ALESSANDRO CERVELLATI viene considerato uno degli artisti bolognesi più rappresentativi del secondo '900, eppure proprio proprio bolognese non era essendo nato a Bertinoro di Romagna (l'8 marzo 1892). Bolognese, però, lo fu veramente ed appassionatamente con tutto il suo cuore e con tutta la sua splendida arte dove il segno, così immediato e netto, deciso e decisivo, toglie quasi l'utilità alle parole: ed è così per questo, tardo, ma efficacissimo disegno. Pochi segni, morbidi e sicuri ed ecco un'atmosfera si crea ed una immagine si forma. Così fu anche per le sue esperienze di scrittore, particolarmente in quelle del dopoguerra, i suoi disegni escono protagonisti dalle pagine, dalle pubblicità e dai tanti lavori che lo videro grande artefice della storia libraria bolognese di quegli anni. Bellissima la definizione che di lui diede Franco Solmi: "Immagini totali sono i libri di Cervellati": un Artista totale di parola e di segno. Morì nella "sua" Bologna il 29 dicembre 1974 Buono (Good) .
1994ZAMBONI ALBERTO Bologna 1971. Paesaggio Emiliano. S. Giovanni in Persiceto, Edizioni Aspasia 1994, Litografia (P. di A.) in colore, firmata, di cm 27 x 42,5 più piccoli margini, dell'Artista bolognese, pittore e illustratore di libri e racconti. Nel paesaggio della nosta pianura emiliana atterrano giganteschi piatti di tortellini fumanti ... E il fumo, e il profumo, che si spargono nel cielo, si confondono con le nubi, anzi le creano e le trasformano. Accanto ai piatti vi sono delle posate altrettanto giganti, degne di un pasto pantagruelico ... "Sono arrivati prima a Modena!" - "Non è vero! E' a Ferrara che..." - "A Bologna, é indiscutibile!". Carpetta in folio con litografia ed uno scritto di Graziano Campanini Buono (Good) .
China e matita misure: mm 112 x 141 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni, è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblica Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinacoteca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica- da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Nel foglio si vedono tre figure a penna. A sinistra l'abbraccio tra una figura seduta, probabilmente un uomo, caratterizzato da morbidi ciuffi di capelli e da un abito panneggiato, che sostiene una bimba dal lungo abito in piedi davanti a lui. Sulla destra viene raffigurato un bambino, il suo corpo e il suo volto sono costruiti mediante la linea di contorno, apparentemente sovradimensionato rispetto alle altre due figure. Fitte linee parallele danno profondità e creano le zone in ombra. Esemplare grafico elegante, studio preparatorio. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983. F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
Acquaforte misure: mm 80 x 240 Incisore e disegnatore, si dedicò sporadicamente alla pittura. Il padre Francesco, scultore allievo di Giambologna, morì prematuramente ma riuscì ad avviare tutti i suoi figli a mestieri d’arte. Stefano fu il solo ad eccellere, ebbe i primi insegnamenti presso botteghe di dimenticati orefici i quali ebbero tuttavia il pregio di fargli prender dimestichezza con il bulino. Fu sostanzialmente un autodidatta. Le fonti bibliografiche affermano che egli si esercitava a disegnare figure curiosamente partendo dai piedi e a copiare le incisioni di Jacques Callot avendo come unico confronto l'incisore Remigio Cantagallina. Fu notato poi dal pittore Giovan Battista Vanni che lo prese nella sua bottega e gli diede i primi insegnamenti di pittura e del disegno. La vocazione di Della Bella fu sicuramente l'incisione e già le sue prime opere rivelano i temi a lui più cari: scene di vita contemporanea, feste, battaglie e le decorazioni. Lo studio delle incisioni e dei disegno di maestri antichi, la conoscenza e il confronto con i maestri fiorentini e fiamminghi a lui contemporanei allora presenti alla corte medicea furono furono di grande stimolo. Egli è considerato un grafico puro, grazie ai suoi numerosi viaggi tra Roma e Parigi e grazie alla protezione dei Medici maturò un proprio linguaggio grafico, in vita e per tutto il XVIII secolo fu ricercato e collezionato in Francia e in Italia. Questa è la tavola numero 15 della serie Ornamenti di fregi e fogliami, composta da sedici stampe. La tavola si divide in un fregio nelle parte superiore e due schizzi nel margine inferiore. Nel pannello superiore in un girale vegetale fanno capolino i corpi di due bambini; quello a sinistra sta decorando con ghirlande il corpo di un'aquila, mentre quello di destra la criniera di un leone. Nel zona inferiore, sempre con tratto fine ed elegante, vediamo a sinistra un tritone che brandendo un bastone cavalca un cervo marino e a destra il profilo della testa di un satiro. In basso, inciso nel margine inferiore, "Stef. della Bella inuent. et fecit", "N. Langlois excu", "Cum Priuil Regis" e numero. Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Stato: III/VI con l'indirizzo N. Langlois (Parigi 1640 - 1703). Bibliografia: De Vesme-Massar 1001, pag. 218.
1991LIGUORI 1991 544 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME NUOVO E INTONSO, MAI SFOGLIATO
Inchiostro bruno e matita misure: mm 177 x 235 Pittore, disegnatore, bibliofilo, letterato, collezionista, poeta, critico e storico dell’arte. A soli quindici anni è accolto nell'Accademia dell’Arcadia per i suoi componimenti poetici. Successivamente segue a Brera i corsi di Traballesi, Knoller e Appiani. Nel 1795 è a Roma dove stringe amicizia con Felice Giani , Angelika Kauffmann e soprattutto con Antonio Canova, di cui diventa amico fraterno. Nel 1801, a soli ventiquattro anni , è nominato Segretario dell’Accademia di Brera. Grazie anche al sostegno della Repubblia Cisalpina egli imprime una svolta radicale alla suddetta istituzione, redigendo i nuovi statuti, ampliando la collezione della Pinatoca (si ricorda fra tutti l’acquisto dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello) e raccogliendo svariato materiale didattico; dalle stampe ai gessi ai libri. Viaggia intanto a Roma, Napoli e Parigi, dove fa la conoscenza di David. Nel 1802 vince il concorso bandito dalla repubblica Cisalpina con il dipinto “La Riconoscenza della Repubblica italiana a Napoleone”. Nel 1807 da le dimissioni dall'Accademia a causa dei contrasti col governo e la nuova politica – da lui giudicata troppo severa- di Napoleone. Nello stesso anno, su incarico del Viceré Eugenio di Beauharnais realizza una copia del Cenacolo vinciano. Per questa occasione pubblica nel 1810 il saggio “Del Cenacolo di Leonardo da Vinci”, che riscuote un immediato successo ed è ancora oggi considerato un testo fondamentale per lo studio del pittore toscano. Bossi muore prematuramente nel 1815 lasciando incompiuta la commissione per gli affreschi di Villa Melzi a Bellagio. Giuseppe Bossi fu un infaticabile ed eccelso disegnatore. Egli utilizzava il disegno come momento di studio ed elaborazione delle proprie idee figurative. Dotato di un segno veloce, sicuro ed energico; era inoltre in grado di realizzare, grazie all'uso di sapienti campiture acquerellate, opere di grande atmosfera. Esemplare grafico elegante. Le figure sono descritte attraverso la linea di contorno e sono visibili i ripensamenti dell'artista nel rappresentare i tre personaggi lasciati a matita. Studio preparatorio su carta vergellata. Ottimo stato di conservazione. Bibliografia: AA.VV. “Giuseppe Bossi Pittore”, Busto Arsizio, 1965; L.T.Brunetto “Giuseppe Bossi. L’Uomo e L’opera”, Busto Arsizio, Pianezza Editore, 1983; F. Leone & F. Mazzocca (a cura di)“L’officina neoclassica”, Silvana editoriale, Faenza, 2009; G. Fusconi (a cura di) L’Artista e il suo atelier. I disegni dell’acquisizione Osio all’Istituto Nazionale per la Grafica”, Palombi editori, Roma, 2006.
1971cm. 15,5 x 21, 380 pp. Biblioteca della ?Rivista di storia e letteratura religiosa? - Testi e Documenti 751 gr. 380 p.
1984cm. 17,5 x 25, 182 pp. Universit? di Padova - Pubblicazioni della Facolt? di lettere e filosofia 393 gr. 182 p.
1978cm. 14 x 21, 22 pp. con 4 tavv. f.t. 67 gr. 22 p.
1961cm. 16 x 23,5, 116 pp. con 2 tavv. f.t. Biblioteca dell'?Archivio storico italiano? 224 gr. 116 p.