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2021br. Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall'oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere. Pubblicato inizialmente da un piccolo editore in Francia, "Odio gli uomini" ha subito minacce di interdizione e di denunce penali da parte di un funzionario del ministero francese per la Parità di genere, con l'accusa di incitamento all'odio. Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età.
2001réf. 7085550Wien: Milena 2001. 255 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1987réf. 53504Hamburg ; Berlin : Argument 1987. 336 S. ; 21 cm kart., Softcover/Paperback, Seiten alters- und papierbedingt gebräunt, sonst guter Zustand
1942réf. 2130920Leipzig: Koehler & Amelang 1942. 237, (3) Seiten. Gr. 8° (25 x 17 cm). Orig.-Halbleinenband. [Hardcover / fest gebunden].
1993réf. 94709Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft (WBG) 1993. VIII, 213 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1987réf. 163428Freiburg im Breisgau, Basel & Wien: Herder 1987. 181 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2019br. "Ogni opera d'arte è un fatto completamente culturale. Di conseguenza, la storia di ogni arte non può non risolversi in storia della cultura". Partendo da questo assunto Francesco Iengo (1938-1999) lancia la sfida alla mitizzazione dell'arte come atto creativo e all'ideale dell'autenticità. I testi dedicati all'arte, apparsi tutti negli anni Ottanta, sono dunque pensati per combattere una tale battaglia, per entrare in lotta contro l'eternizzazione della storia, il mito dell'atto creativo e, di seguito, l'ideale dell'autenticità. Eternizzazione, creazione e autenticità sono il risultato di un sistema ideologico che è necessario decostruire, in quanto espressione di un mascheramento, di una visione del mondo tutta incline a legittimare la borghesia nella sua ascesa economica.
1884réf. 44682Freiburg im Breisgau, Herder'sche Verlagsbuchhandlung 1883-1884. X (1) 620; (3) 572 Seiten, Gr. 8° (24 x 16 cm), Halbledereinbände der Zeit.
1936réf. 106872Forst: Hoene (Druck) 1936. 33, (III), (1) Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1962réf. 52291Frankfurt/M. : S. Fischer 1962. 573 S. ; 8°, Eigentümersignatur auf Vorsatzblatt kart., Softcover/Paperback, Seiten alters- und papierbedingt gebräunt, sonst guter Zustand
1974réf. 3112928Opladen: Westdeutscher Verlag 1974. 247 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1973réf. 103286Bebenhausen: Lothar Rotsch 1973. 112 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2018br. Se ti piace la favola della bella addormentata questo libro non è per te.
2019br. Accatastare libri scaraventandoli dagli scaffali di una biblioteca, poi giù in strada per dare loro fuoco, tra le urla scomposte di un entusiasmo delirante. Ma cosa significa davvero bruciare i libri. È solo il gesto violento di una censura o nasconde di più? Testimone diretto del rogo nazista del maggio 1933, Löwenthal traccia in questo saggio, scritto dopo il suo ritorno in Germania alla fine della seconda guerra mondiale, un percorso che dalla Cina del III secolo a.C. arriva fino ai giorni nostri. Come ricorda Giuseppe Montesano nel suo saggio che accompagna le pagine di Löwenthal, dare fuoco alla cultura, alla conoscenza e alla memoria (anche sotto forma di piccoli atti quotidiani di rimozione, scintilla apparentemente innocua ma facilmente infiammabile) si rivela più che mai come il gesto simbolico di un'autodistruzione. Punta di un iceberg che dalle pagine dei libri arriva dritta al corpo vivo dell'umanità.
2013brossura
2021br. In un'Italia patriarcale c'è la necessità della Matria. Di una nuova visione di mondo, capace di opporsi allo stato nazione patriarcale. Il neologismo dell'antropologa barese Laura Marchetti si schiera contro il padre padrone, una società guerrafondaia e militare. Una parola nuova per raccontare il mondo che cambia. Un'inedita prospettiva che tenta di scrollarsi di dosso un maschilismo cupo e stretto. Matria è una rivoluzione mentale, un cambio di prospettiva che pone ognuno di noi davanti alle proprie responsabilità all'interno di un ecosistema fragile. Un saggio che ribalta, capovolge, distrugge pensieri e visioni putride vecchie di un secolo. Matria è un'alba rosa, è un invito al cambiamento, è una necessità, è il futuro.
1906réf. 3131343Tübingen: Mohr (Siebeck) 1906. VII, 116 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Bibliotheks-Halbleinenband mit goldgeprägtem Rückentitel. [Hardcover / fest gebunden].
2016brossura
2016br. "L'assunto di questo saggio è che l'espressione ultima della sovranità consista, in larga misura, nel potere e nella capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire". Dalla deumanizzazione del destino degli schiavi all'abominio dei campi di sterminio, dalle colonie africane - luogo per eccellenza del dominio razziale e modello del genocidio ebraico - alla colonia di oggi: i Territori Occupati. Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Bataille, Foucault, Gilroy e altri autori ancora, Mbembe traccia la genealogia dei poteri di morte: figura emblematica della modernità, della sua razionalità e della nozione di sovranità, che in essi esprime forse la sua essenza più cupa. Oggi le necropolitiche conoscono infinite metamorfosi e proliferano in un orizzonte dominato dalle guerre infinite nel Medio Oriente, dalle nuove tecnologie della morte e dallo spettro del terrorismo. Pensare a come uscire dalla notte di un mondo avvelenato dall'inimicizia: questo il lavoro instancabile che Achille Mbembe persegue da anni e di cui Necropolitica è una tappa fondamentale.
2021br. Cos'è la bellezza? Qual è il rapporto tra uomo e bellezza? Tomaso Montanari mette a nudo una parola, mostrandoci la sua luminosa essenza. Prova a raccontarci la bellezza senza slogan. A lui l'arduo compito di declinare un vocabolo abusato, sfruttato e per questo poco compreso nel suo significato più profondo. Abbiamo affidato ad uno dei più importanti critici d'arte italiana il compito di smembrare un termine, attraverso gli occhi di chi, tutti i giorni, è immerso tra quadri, sculture e meraviglia. La bellezza è politica perché pubblica, non è un lusso ma è condivisione. Montanari prendendo in prestito la parole di Camus, Yourcenar, Orwell e tanti altri ci ricorda che la bellezza è un diritto dell'umanità.
2017br. "Non abbiamo tempo? E allora leggiamo in treno, in aereo, nella metro, a letto, sotto il tavolo, sotto il banco. Leggere per vivere vuol dire attingere a quell'energia che fa essere la realtà diversa da una prigione, e dobbiamo diventare lettori selvaggi proprio ora che non abbiamo tempo": Giuseppe Montesano parte dal suo Lettori selvaggi per distillare un appassionato pamphlet che compendia un'intera visione dell'uomo e della conoscenza e si propone come rifondazione di un umanesimo contemporaneo. Montesano parla a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi rifugge ogni slogan e certezza, a chi non teme la propria ignoranza perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale, siamo investiti dal grido di chi non accetta le semplificazioni sciocche spacciate per progresso, e siamo colti dallo stupore sprigionato da una poesia letta ad alta voce e condivisa parola per parola. Montesano argomenta e racconta, e ci ricorda che aprire un libro vuol dire entrare nel regno della libertà. Il lettore disposto a lasciarsi cambiare dai libri che incontra, pronto a nascere e ad amare di nuovo a ogni pagina, è un lettore selvaggio: nell'avventura ha da perdere solo la sua prigionia, e ha tutta la vita da guadagnare.
1999réf. 151825Münster, Hamburg & London: Lit - Thaur, Wien & München: Dr.- und Verlagshaus Thaur 1999. X, 222 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1967réf. 60036Köln ; Berlin : Kiepenheuer u. Witsch 1967. 513 S. ; gr. 8°, Eigentümersignatur auf Vorsatzblatt kart., Softcover/Paperback ++++ Einleitung bis Seite 70 Bleistiftunterstreichungen +++++ sonst Exemplar in gutem Erhaltungszustand
2000Mm 150x215 Collana "Civiltà dell'Oriente" - Copertina flessibile con sovraccoperta, 150 pagine. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2013brossura Scrivere o calcolare? Sono due attività con un'anima in comune. In fondo si tratta combinare lettere o numeri nel tentativo di racchiudere il caos in un guscio di noce, in una narrazione di senso e arte, l'arte di vivere. Questo libro ci accompagna in un documentato viaggio tra letteratura e matematica, rilette insieme come due storie, frutto della stessa capacità di raccontare. Da Kafka a Borges, da Leibniz a Wittgenstein, fino alla fantascienza impegnata di Philip Dick, la prosa leggera e ricca di Parmeggiani fa toccare con mano l'affinità tra l'arte dell'aggettivo e quella della radice quadrata. Fino al paradosso tutto matematico per cui anche una scimmia, con a disposizione un tempo infinito e tutte le lettere dell'alfabeto potrebbe arrivare a comporre la Divina Commedia.