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2018br. La politica è fare i conti con le cose come sono davvero: cioè spesso non belle e non pulite. Bisogna entrare nel fango, a volte, per aiutare gli altri a uscirne. Ma tenendo sempre lo sguardo verso l'orizzonte delle regole, dei valori, delle buone ragioni. Un dialogo appassionato e appassionante. Un prontuario per l'esercizio del pensiero critico, per sottrarsi alle manipolazioni, per riaffermare - contro ogni fanatismo - il valore laico ed emozionante della verità e dell'impegno politico. Perché l'avvenire appartiene ai non disillusi.
2003br. Questo volume raccoglie una serie di interviste a interlocutrici tra loro differenti. Le cinque domande scelte per affrontare un'indagine sul femminismo italiano sono uno dei possibili approcci, non dettato da impostazioni preconcette, per l'apertura di un dialogo a più voci. Il femminismo continua ad interrogarsi su "come agire il diritto e la volontà di porsi come soggetto autonomo differente, capace di rinnovare le relazioni sociali, le mentalità, su come realizzare un nuovo tipo di relazione politica che riconosca gli uni e le altre in un sistema garantito di diritti, ma anche in un sistema che sia in grado di riconoscere e valorizzare i desideri, i bisogni, le rappresentazioni mentali".
2005ill., br. Oggi possiamo scegliere se ascoltare Beethoven, i Chemical Brothers o musica balinese, in auto o in una sala da concerto, così come possiamo scegliere fra una trattoria e un ristorante cinese; eppure, a una più approfondita osservazione, ci scopriamo collettivamente e fedelmente ancorati a valori e a gerarchie che, anche se considerati in modo critico, permangono come intoccabili retaggi del passato: il compositore, il grande interprete, l'autenticità, il capolavoro, l'edizione "fedele alla volontà dell'autore". È partendo da questi riflessi condizionati del pensiero sulla musica che Cook svela quanto essa sia portatrice di messaggi che vanno ben al di là della piacevolezza d'ascolto.
2005br. La tesi che individua nella musica il fattore fondante e costitutivo di quel peculiare tipo di dramma che è l'opera italiana affida alla drammaturgia musicale il compito di definire quali rapporti intercorrano di volta in volta tra la musica e gli altri fattori in essa convergenti: l'intreccio, la struttura del dramma, la costellazione dei personaggi, l'azione scenica, la spettacolarità. In un testo che è annoverato tra i grandi classici della letteratura musicologica contemporanea, Carl Dahlhaus dimostra che il riconoscimento della dignità intellettuale dell'opera in musica non può avvenire sovrapponendole dei modelli di lettura esterni, bensì riconoscendo l'effettivo contenuto estetico che, secolo dopo secolo, essa ha saputo costruire e comunicare al suo pubblico. Ma nel condurre il lettore a questa conclusione, lo sottopone altresì a un fuoco d'artificio di annotazioni collaterali, pensieri fuggitivi e illuminazioni parentetiche che fanno di questo saggio una fonte inesauribile di stupore e piacere intellettuale.
2009br. I più anziani tra loro avevano solo trent'anni: furono la più dirompente ed esplosiva avanguardia italiana. I futuristi animarono una ribellione globale che, dalla pittura alla letteratura, dalla musica alla radio, dalla fotografia alla gastronomia, volle scardinare le convenzioni e infiammare una generazione. L'arte doveva uscire dal chiuso di musei e biblioteche per riversarsi all'aperto delle capitali moderne. E nei loro volantini e manifesti, diffusi in tutte le città - e qui raccolti in un'antologia polifonica e innovativa -, vennero racchiuse le idee più provocatorie e temerarie, decise a proclamare l'inizio di un'epoca nuova. Sperimentali, potenti, contraddittori, i testi proposti restituiscono quella unione di dinamismo e violenza, audacia e ambizione, visionarietà e forza tipica del futurismo, che segnò in modo indelebile la letteratura, l'arte e la politica del primo Novecento.
2009br. Promozione di idee, ricerca, battaglia culturale per influenzare governi e opinione pubblica. È l'attività dei think tank, "serbatoi di pensiero" sorti in America più di un secolo fa e divenuti noti al grande pubblico soprattutto durante il primo mandato di George W. Bush. Nel volume si parte dalla storia americana per capire cosa fanno esattamente questi consiglieri del principe da Roosevelt a Reagan, fino a Obama, ogni presidente ha avuto i suoi think tank - e si spiega perché abbiano messo radici anche in Italia e nel resto d'Europa. Si descrive come funziona un think tank, dalle modalità di organizzazione del lavoro agli strumenti di marketing, dai metodi di incubazione delle idee alle relazioni con gli altri attori del sistema politico. E si traccia infine un panorama dei principali think tank di casa nostra, dove ormai non c'è leader politico che faccia a meno del suo pensatoio personale.
2016br. Pensieri sull'Arte nella Tradizione, nella Politica, nel Fantastico, in pieno Kali Yuga". Il filo conduttore di "L'Arte spiegata a mia cugina" è quello dell'arte declinata dalla critica alla storia della stessa, passando per il Fantastico, con una spruzzata di Metafisica, di Politica e di Estetica e... di Esoterismo. Venti capitoli di vario tema, su prospettive dell'Arte nell'età definita Kali Yuga, giocati con levità come in una pavana o in un duello all'alba. Rivolto a una "cugina" che diviene metafora di quel pensiero pragmatico che spesso è tipico dei giorni nostri, ma senza astio né offesa, cercando si scardinare quei "luoghi comuni" che tanto sovente - in campo artistico - vengono riportati dai media. Pensieri sull'Arte sotto l'ottica di una visione tradizionale, ma non per questo immobile in paradigmi cristallizzati, quasi sassi gettati in quella piccionaia del comodo essere "borghesi" e dell'ancor peggio "politically correct". Venti brevi assalti che "non fanno prigionieri", ma vogliono porre in salvo ciò che merita, in un mondo di rovine sempre più presenti.
2008ill., br. Oltre duecento anni fa, i Padri Fondatori degli Stati Uniti affermarono che tutti gli uomini ricevono da Dio i diritti inalienabili alla vita, alla libertà e alla felicità. È nata cosi una religione civile che consacra gli Stati Uniti come la democrazia di Dio, secondo l'efficace definizione di Emilio Gentile. Dopo l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, George W. Bush si è richiamato a quel culto sacrale della nazione per guidare gli americani in una vera e propria crociata santa contro il terrorismo: chi ha osato dissentire dalla sua politica è stato bollato come eretico contro l'America e contro Dio. Oggi l'era di Bush sta per terminare e all'inizio del prossimo anno un nuovo presidente varcherà la soglia della Casa Bianca. Non ci sono certezze sulla sua identità, ma di una cosa Emilio Gentile non dubita: che sia nero o bianco, uomo o donna, repubblicano o democratico, il nuovo presidente americano continuerà a officiare il tradizionale culto della nazione, portando avanti la missione della democrazia di Dio nella salvaguardia del benessere mondiale.
1986réf. 107212Hildesheim: Olms / Weidmann 1986. 175 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband. [Hardcover / fest gebunden].
1962réf. 3111570Remscheid-Hasten: Selbstverlag 1962. 10 Seiten. Als Typoskript gedruckt. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Rückenbroschur. [Softcover / Paperback].
1983réf. 144891Neukirchen-Vluyn: Neukirchener Verlag 1983. 275 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1967réf. 3112985Mainz: Hase & Koehler 1967-72. XII, 280; 191; 253 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenbände mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
2000brossura
2010ill., br. L'arte che non muore intende discutere la condizione dell'arte contemporanea provando a leggerne il profilo da una prospettiva di tipo immaginale che, rifiutando di accreditare l'ipotesi conclamata della sua morte e della sua liquidazione commerciale, cerca di individuarne i caratteri precipui e l'irriducibile e fondamentale "sopravvivenza". Contro l'idea fondamentalmente teleologica che l'arte, come la storia o la filosofia, possa terminare, l'interpretazione immaginale assicura il riconoscimento della fisionomia strutturalmente anacronistica del fenomeno artistico e della sua insopprimibile e continua risorgenza. Inoltre il libro mira ad approfondire lo sguardo immaginale intorno alle opere simboliche anche in quanto è indirizzato a promuovere una modalità di esperienza di esse capace di esaltarne la vitalità, la forza trasformatrice e la peculiare forma di conoscenza che ne scaturisce.
1978réf. 3142152Frankfurt am Main: G. Schulte-Bulmke 1978. (6), 240 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2014br. In principio era la parola: il dialogo, il rapporto dell'uomo con il suo simile. La retorica, arte della parola, va dunque intesa non come luogo dell'artificio e dell'inganno ma come lo strumento che amministra e negozia i conflitti, come arte della convivenza. Ed è in questa chiave che va letta la rivalutazione della retorica operata da Ezio Raimondi, che va al di là dei confini letterari per investire territori filosofici e antropologici. Ripercorrere la vicenda storica della retorica, delle sue sfortune e fortune, conduce allora a un'intensa rivendicazione della sua centralità nella "conversazione" tra gli uomini.
1953réf. 2070259Meisenheim & Wien: Westkulturverlag Anton Hain 1953. 225, (3) Seiten. Gr. 8° (23 x 15 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Titel auf Deckel und Rücken. [Hardcover / fest gebunden].
2015br. Potendo scegliere, oggi, dove vi piacerebbe nascere? In Danimarca o in Siria? Pochi avrebbero dubbi: la Danimarca è una nazione ricca, con uno stato sociale tra i più efficienti al mondo e una speranza di vita tra le più alte; la Siria è nel mezzo di una sanguinosa guerra civile, ma anche prima della guerra le cose non andavano nel migliore dei modi. Ma perché la Danimarca è la Danimarca e la Siria è la Siria? La differenza - sostiene Runciman - è tutta politica. Che lo si voglia o no, la politica è importante, e se vogliamo operare nel mondo e migliorarlo, è anche l'unico strumento che abbiamo a disposizione. David Runciman riassume i temi portanti della teoria politica, presentando in maniera estremamente chiara il pensiero dei giganti indiscussi: Machiavelli, Hobbes, Constant, Montesquieu, Weber, Rawls, contestualizzando i loro scritti e applicando le loro idee al "qui e ora", nella nostra epoca tecnologica e globale. C'è senz'altro une disaffezione profonda da parte dei cittadini occidentali nei confronti della politica, che sempre più spesso è percepita come appalto di una casta privilegiata e distante dal mondo reale. Questo breve libro arriva dunque nel momento giusto, a ricordarci che la politica può arrivare a generare sia la Danimarca sia la Siria. Dipende.
2018br. Antifascismo, Resistenza, Costituzione: sono il leitmotiv di questo libro intervista in cui si intrecciano eventi e questioni fondamentali della Repubblica. È una lunga storia che si sviluppa dal 1943 a oggi e che Carlo Smuraglia ha vissuto con intensità e con occhi particolari. Gli occhi dell'avvocato, impegnato in grandi processi politici (da quelli contro i partigiani a quelli per i fatti di Reggio Emilia del 1960). Gli occhi del professore universitario, punto di riferimento nel settore dei diritti e della salute dei lavoratori. Gli occhi dell'uomo delle istituzioni, protagonista nelle assemblee locali, nel Consiglio superiore della magistratura e in Parlamento; e infine nell'Anpi. Il risultato è un affresco efficacissimo proiettato sull'Italia di oggi, sull'Europa e sulla sua crisi, sui nazionalismi, sui muri e i fili spinati in una prospettiva in cui, nonostante tutto, prevale l'ottimismo della volontà.
2010br. "In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione globale e distruggere il sesso maschile".
1973réf. 3082474Aalen: Scientia-Verlag 1973. VIII, 253 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Pappband. [Hardcover / fest gebunden].
1965réf. 99195Düsseldorf: Patmos-Verlag 1965. 733 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Rückenschild. [Hardcover / fest gebunden].
2019brossura "Riprendendo le fila della tecnosfera, il discorso che ho affrontato in questo libro si collega a una serie di riflessioni appuntate nel volume 'Ubiquità. Arte e critica d'arte nell'epoca del policentrismo planetario' (2012), anche se in questa nuova occasione ho spostato radicalmente l'attenzione su una serie di fenomeni estetici che clonano gli agenti atmosferici o che semplicemente convertono lo studio d'artista in laboratorio creativo. L'idea del libro è nata nel 2015 e le tematiche mi sono state compagne di strada in varie circostanze per ragionare non solo sulla babelicità linguistica accennata da Baudrillard, ma anche per esaminare un clima in cui l'artista torna, mediante l'artificio, a ricercare le sensazioni, a incuriosire e a incantare lo spettatore, toccando finanche le sue corde emotive." (L'autore)
2020br. Perché Giotto fu il primo regista di fiction della storia e Lucio Fontana il più grande esploratore dello spazio? Quale filo lega la "Crocifissione" di San Pietro di Caravaggio, "I mangiatori di patate" di Van Gogh e i sacchi di juta sporchi di Kounellis? Più spirituale una Madonna in una pala d'altare medievale o il quadrato nero di Malevic? Può capitare di incontrare tutte queste domande nell'arco di poche ore, e persino di saper rispondere, tra una visita mattutina a una mostra, un aperitivo galeotto con una ragazza troppo giovane, un blackout che all'improvviso ridisegna gli spazi e ti invita a riflettere, forse a ricordare. È quel che succede al protagonista di questo libro, che in una passeggiata metropolitana, in una splendida giornata di maggio, si trova a percorrere un'inattesa educazione sentimentale, mentre le opere che conosce e gli artisti che ama gli danno una chiave per leggere ciò che gli accade intorno, per capire ciò che gli accade dentro. Provocazioni, intuizioni, aneddoti si intrecciano in un originale racconto colorato d'arte e di vita, capace di calare il messaggio dei capolavori di ogni epoca nella nostra quotidianità per parlare in modo originale e appassionato di pensiero, di bellezza e, perché no, anche d'amore.
2013br. La lotta di liberazione femminile non è un'esperienza soltanto occidentale. Lo raccontano, e soprattutto lo dimostrano con le loro scelte di vita, le donne musulmane che Anna Vanzan ha incontrato in Egitto e nei Balcani, in Turchia e in Indonesia, in Iran e in Malesia. Sono filosofe o studiose dei testi sacri. Ma anche attiviste che lottano perché lo sport agonistico non sia riservato ai soli uomini, o giovani donne che scelgono il velo per difendersi da accuse di mancanza di purezza mentre si muovono nel mondo professionale maschile. Un viaggio per incontrare chi crede nel Corano come simbolo di libertà e di progresso; una galleria di figure femminili complesse, ricche di vitalità, di contraddizioni e di promesse per il futuro.