1993réf. 92704München & Zürich: Piper 1993. 512 Seiten. Mit zahlreichen Abbildungen. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit illustriertem Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
2022br. Un libro pensato e scritto in piena pandemia. Una raccolta lucida di riflessioni, realizzata con metodo scientifico, che una parte delle istituzioni e della politica ha condotto su se stessa mentre definiva misure straordinarie per mettere al sicuro l'Italia in piena emergenza. Da quella esperienza di governo e dalle valutazioni che sono maturate nasce Una nuova mappa per l'Italia, il primo libro che delinea una traccia politica del Movimento 5 Stelle. Un paradigma di tematiche declinate per raccontare al lettore la visione del presente e del futuro della forza politica guidata da Giuseppe Conte. Una mappa per un nuovo modello di società e di economia che il Movimento 5 stelle ha cominciato a definire con proposte concrete in parte realizzate e altre da realizzare. Una nuova idea di Paese nata nel cuore dell'emergenza e che conferma l'orizzonte condiviso di uno sviluppo equo e sostenibile, in cui nessuno venga lasciato indietro. Prefazione di Giuseppe Conte e Domenico De Masi.
2016br. A leggere si impara da bambini. Quando si capisce che le parole nascondono un significato, e si possono toccare. Diventare "lettori creativi" è un piccolo passo in avanti; non si tratta solo di comprendere, ma di provare a sentire cosa c'è dietro le parole. L'emozione ogni volta diversa che comunicano. Ciascuno di noi quando apre un libro è un lettore creativo, perché non è solo libero di mettere se stesso dentro la storia, ma deve farlo. In queste pagine riverbera l'eco di un amore viscerale: brevi saggi brillanti e confidenziali che possono rivelarci un punto di vista nuovo e inedito sulla letteratura. Dai classici dell'Ottocento a Salinger e Sciascia, passando per i nuovi giallisti italiani; senza mai dimenticare Grazia Deledda, Sergio Atzeni e i tanti maestri della scuola sarda. Le confessioni di un lettore d'eccezione, di un autore che "se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l'ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo". Un manuale che non vuole insegnare nulla, ma essere un aiuto per perdersi nelle storie senza smarrire la consapevolezza.
2021br. In questo libro intervista, Julien Freund, mescolando ricordi personali, spunti filosofici, suggerimenti sociologici, indaga l'avventura del politico. Freund scorge nell'indebolimento del politico, come sfera dell'agire umano basata sul conflitto, il principale problema del nostro tempo. Un indebolimento che alcuni riconducono al fatto che negli ultimi secoli «gli si è chiesto troppo, portandolo all'estenuazione anche spirituale» e che quindi ora debba «riposare». Una tesi, secondo Freund, «storicamente inadeguata», perché un individuo può riposarsi «se e quando si senta stanco, ma una collettività non obbedisce al ritmo degli individui, perché vive sempre sotto lo sguardo del nemico virtuale o potenziale». Insomma, come mostrano la storia, la sociologia, e persino la metafisica, il conflitto incombe sempre. Perché è il nemico che ci sceglie come tali, a prescindere dalla nostra benevolenza nei suoi riguardi. Di conseguenza, il conflitto rappresenta il motore dell'avventura del politico. Che fare? Si deve tornare al realismo politico e sociologico. Detto altrimenti, va riguadagnata la capacità di giudicare uomini e cose per ciò che sono: gli amici come amici, i nemici come nemici.
2016brossura Tra i numerosi testi teorici pubblicati da Yona Friedman in campi differenti, dalla sociologia alla fisica "Utopie realizzabili" (scritto nel 1974) si presenta come un'apparente contraddizione in termini. Eppure avverte Friedman, credere in un'utopia ed essere contemporaneamente realisti non è una contraddizione, "un'utopia è, per eccellenza, realizzabile" a condizione di ottenere il necessario consenso collettivo perché un'utopia imposta con la forza non è più tale. Un'utopia generosa e non paternalista non può essere realizzata da una massa, solo i piccoli gruppi possono farlo perché solo al loro interno la comunicazione diretta è efficace: "la comunicazione generalizzata è quindi possibile solo quando i fatti da comunicare sono già noti a tutti in precedenza; non è possibile per propagandare idee nuove". La critica radicale della comunicazione globale abbozzata ben prima dell'avvento di Internet e la teoria del "gruppo critico", argomentate con un linguaggio piano e razionale, sono forse i risultati principali di questo studio che oltre alla teoria offre delle regole per la sua applicazione.
2012br. Il libro di Carlo Gambescia non ha la pretesa di essere una storia dettagliata né tantomeno un'enciclopedia del pensiero liberale. In realtà, l'importanza dello studio risiede altrove: nel suo essere un saggio, e nel senso più autentico del termine, quello di verificare, come si usa in campo chimico o fisico, la natura, la qualità, il valore di un certa sostanza. La sostanza esaminata è il liberalismo, e in particolare un certo tipo di liberalismo, che l'autore definisce triste, un liberalismo consapevole delle durezze della realtà politica, un liberalismo non ridens, perché non confida in alcuna provvidenziale armonia, né del mercato, né di altro genere, ma assolutamente cosciente di un fatto fondamentale: che si comanda alla politica ubbidendo alle sue leggi.
1983réf. 143642St.-Gallen: Regloplas-AG 1983. 250 Seiten. Mit zahlreichen Tabellen, Diagrammen und Abbildungen im Text. 8° (17,5-22,5 cm). Illustrierte Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1902réf. 87291Leipzig: Veit & Comp. 1902. 64 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1966réf. 143361Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft 1966. VIII, 111, (1) Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Rückentitel. [Hardcover / fest gebunden].
2016brossura Qual è il segreto insegnamento di un'opera d'arte? Quale forza guida la creazione e traccia il destino di un artista? Henry James, nei tre racconti che proponiamo, cerca di rispondere a queste fondamentali domande estetiche rivelando i segreti legami che avvicinano pittura e letteratura e ne fanno una sola grande arte. È ancora possibile rincorrere la perfezione espressiva, ispirata ad un valore codificato di "bello", col rischio di portare a un continuo differimento, ad una frustrante inazione? Qual è il rapporto tra l'energia creativa (la genialità) e le limitazioni della materia, del medium espressivo? Cosa resta, oggi, della pretesa di essere sempre all'altezza del testo, di saperne completamente carpire il prezioso segreto?
2008br. Compositore, direttore d'orchestra e didatta ammirato da alcune delle personalità più importanti dell'ambiente artistico e intellettuale della prima metà del Novecento - Appia, Stanislavskij, Max Reinhardt, Diaghilev, Nijinsky ira gli altri - Emile Jaques-Dalcroze (Vienna 1865 - Ginevra 195O) ha lasciato una traccia indelebile nella pedagogia moderna. Contro l'arido grammaticalismo e nozionismo della didattica ottocentesca, ha per primo rivendicato la centralità del corpo come fucina, laboratorio in cui la musica prende forma e senso, a cominciare dal ritmo. Nella ritmica, o euritmica (questo il nome che Dalcroze diede al suo sistema), il corpo è coinvolto per intero, nel ventaglio delle sue funzioni: respirazione, controllo della tensione muscolare, equilibrio, pratica di movimenti diversi compiuti con le diverse membra; acquisizioni che si rivelano preziose anche per l'insegnamento degli strumenti. L'interesse per queste idee non si limitò al mondo musicale, e Jaques-Dalcroze, oltre ad aver esercitato un influsso determinante sul teatro, è considerato uno dei principali innovatori della danza del XX secolo. Questo libro, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1919, raccoglie alcuni degli scritti fondamentali di Jaques-Dalcroze, e rappresenta la migliore via d'accesso a un pensiero e a un metodo che mantengono intatta la loro attualità.
1973réf. 160916Heidelberg: Haug 1973. 332 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Pappband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
1976réf. 75696Berlin: Duncker und Humblot 1976. XXIV, 661, (3) Seiten. Gr. 8° (22,5 -25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1966réf. 3118607München: Otto Sagner 1966. (6), 354, (1) Seiten. Als Typoskript gedruckt. 8° (17,5-22,5 cm). Bibliotheks-Halbleinenband mit montiertem Deckel der Orig.-Broschur. [Hardcover / fest gebunden].
2015br. Nel cardine interdisciplinare tra l'estetica, la filosofia e il "fare critico", "A proposito della critica d'arte" si avvicina al mondo della critica d'arte per ricercare le sue funzioni e i suoi momenti costitutivi. In effetti, "riflettere sulla critica d'arte significa allo stesso tempo delineare le labili frontiere e gli scambi esistenti tra l'estetica, la poetica e la critica, così come studiare le connessioni tra creatività e critica". Superando l'orizzonte oggettivo dell'opera d'arte, il libro ci propone in tal modo una chiave di lettura del fare artistico, attraverso un'analisi della critica come Paideia o delle relazioni tra i testi e le immagini, tra Ekphrasis e Hypotiposis. Un'analisi attraverso la quale affiora anche l'influenza che il pensiero filosofico, la pratica critica e l'estetica italiana hanno esercitato nel contesto della critica d'arte spagnola.
1981réf. 69757Hamburg: Helmut Buske Verlag 1981. XVII, 385 Seiten. 8° (17,5 - 22,5 cm). Fadengeheftete Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2019ill., br. La questione di fondo che attraversa questi scritti, diversi per occasioni e finalità, riguarda le ragioni della forma nel progetto di architettura, insieme alle implicazioni che ne accompagnano l'iter: le modalità del comporre, i condizionamenti tecnici, la ricerca della "bellezza" e delle figure significative, il ruolo da assegnare alle scelte morfologiche. I nuovi paradigmi del progetto possono infatti modificare ma non annullare il problema della forma, che continua a essere una componente irrinunciabile, dal momento della percezione a quello dell'uso dello spazio. Il termine "forma essenziale" comprende quella dualità dell'aspetto e della essenza, che si ritrova nell'azione del comporre; una compresenza necessaria perché l'opera architettonica risponda alle condizioni di utilità, riconoscibilità e appropriatezza.
2008br. "Dove tutto è accaduto" raccoglie parte degli articoli pubblicati da Javier Marías negli ultimi anni in riviste come "Nosferatu" e "Nickel Odeon" o sulle pagine di "El Semanal" e di "El Pais"; articoli che sono in primo luogo l'omaggio al cinema di chi arriva ad affermare che la sua infanzia "si lega al cinema quasi più che ad ogni altra cosa"; l'omaggio, dunque, di un grande appassionato, ma insieme di uno scrittore le cui opere sono ricche di riferimenti a scene e protagonisti della settima arte, come ben sanno i lettori dei suoi romanzi. Marías parla qui di cinema a tutto campo, dai suoi film preferiti, agli attori, ai registi, ai musicisti; e non ne parla da 'critico cinematografico', non è questo il suo scopo né il suo ruolo: ne parla da spettatore attento e coinvolto, e da scrittore che vede nel cinema anche il miracolo della perfetta verosimiglianza artistica. Da Jean Renoir a John Ford, da Orson Welles a Mankiewicz, da Billy Wilder a John Huston, questi articoli non sono dunque una semplice carrellata all'interno della più popolare fra le arti contemporanee; come del resto sempre in Marías, ogni soggetto, ogni tema affrontato, si allarga a numerosi altri; e questi articoli sul cinema divengono così anche esemplari articoli di costume, riflessioni caustiche e ironiche su vizi e vezzi dei nostri giorni.
2019br.
2015brossura
2013ill., br. Il libro di disegni di piccolo formato raccoglie i lavori più significativi di Antón García- Abril, Ensamble Studio, evidenziandone la natura fisico-corporea, essenzialmente materica, raggiunta attraverso un processo diretto e intuitivo. Il merito di questa raccolta di documenti grafici è quello di fissare questa architettura appena prima della sua messa in opera, di formidabile forza. Come una freccia tesa sull'arco un istante prima di essere scoccata, esso ritiene tutta quella devastante energia in uno stato di quiete, irreale, mentale. In quell'istante si può apprezzare la concentrazione dell'atto, quella tensione a fior di pelle che silente e apparentemente calma premonisce ogni possibile risultato.