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1986réf. 24438Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft WBG, 1986. 8vo. Mit zahlr. Notenbeispielen. XI, 353 S. Rote OLwd. m. goldgeprägt. Deckel- u. Rückentitel.
Sigmund Freud Tre saggi sulla teoria della sessualità. , Dall'oglio nd, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne ingiallite e copertina usurata Mediocre (Poor) . 174
1996réf. ARTTTT565603330624Bruxelles, La Lettre volée, "Le Couloir parallèle", 1996, 15 x 21, 106 pages cousues sous couverture souple imprimée. Préface de Michel Baudson. ""Écrire les expositions" propose un choix de textes de 1969 à aujourd'hui, pour la plupart inédits en français, situant la pensée de l'organisateur de ces expositions qui ont marqué les dernières décennies : " Quand les attitudes deviennent forme ", " Les Mythologies individuelles " et " Le Musée des obsessions " (DOCUMENTA 5, 1972), " Les Machines célibataires ", " L'Œuvre d'art totale ", " Le Monte Verità ", " La Suisse visionnaire ", etc. Traversée à la fois critique, prospective et poétique de l'art contemporain et de son développement muséographique, les textes publiés ici sont chargés de sa quête des " énergies artistiques primordiales " et de sa profonde conviction en ces possibilités objectives qu'ouvre l'intensité de l'art, que le lecteur retrouvera dans la suite des chapitres. Ceux-ci en effet forment un hymne à l'exposition : " Ma vie est au service d'un médium, et ce médium n'est pas l'image qui est elle-même réalité, mais l'exposition qui présente la réalité ". Au long de son parcours de quelque trente années d'expositions thématiques, Harald Szeemann aura œuvré à dégager les résonances subtiles qui peuvent naître entre les œuvres, les artistes, les lieux, suivant une compréhension de l'art qu'il a définie en ces termes : " je ne m'intéresse qu'à la conscience divergente, parce que c'est là seulement que se trouvent les énergies utopiques ", précisant ainsi une véritable éthique de l'exposition."
Roma, Tipografia della Pace di Filippo Cuggiani, 1897, in-4, br. editoriale, pp. 54, [2]. Estratto. Tuccimei, acceso esponente di parte cattolica, avversò in tutto la teoria darwiniana dell'evoluzionismo.
1909réf. 15465Literarische Anstalt Rütten u. Loening, Frankfurt/M, 1909. 95 Seiten, OLeinen Initialen von Hermann Kirchmayr, Jugenstileinband- und Vorsatzgestaltung von Peter Behrens. Besitzerexlibris. Das Buch wirkt ungelesen. Gutes Exemplar. Good copy
1941(Codice MT/0916) In 4° (cm 31,5) 108-204 pp. In 3 parti: tariffa, condizioni tecniche, condizioni amministrative. Con un indice manoscritto in 2 pagine applicato. Con i prezzi manoscritti. Timbro professionale. Legatura d'epoca, mezza tela con etichetta al piatto. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1985(Codice MD/0433) Quarto (275c213 mm) 299 pages. First edition, scarce. Paperbak. A fine copy. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1990réf. 15026Prestel Verlag, München, 1990. 367 Seiten, schwarzes OLeinen, ca. 31x25cm. Durchgehend mit s/w- und farbigen Abbildungen. Große Bibliographie. Wichtig / Important: Sehr umfangreiches, schweres Buch; Versand nur als Paket (6.- ? Porto) möglich. Please ask for the costs of the transport before ordering.
2007(Codice LO/6701) In 4º (29,5x21 cm) 208 pp. Prima edizione- Raccolta di 13 studi docuentati con numerose illustrazioni a colori e in nero. Brossura editoriale a risvolti, volume COME NUOVO. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1929réf. 56807München : R. Oldenbourg 1929. III, 198 S. ; gr. 8° gebundene Ausgabe, Leinen, +++ eine sehr gutgemachte Fotokopie vom Original ++++ hochwertig eingebunden, des seltenen Werkes.
1946viii, 268 S. 8°. OKart. Inhalt gebräunt.
1856réf. 3367937Braunschweig, Schwetschke, 1856. . Halbleder/Halbleinwand.
2000réf. 65318Köln; Weimar; Wien: Böhlau 2000. 368 S.; 24 cm Pappe 0
1977vii, 310 S. 8°. OBrosch. Deckel gering beschabt. Eken minimal bestossen. Stellenweise leichte Marginalien mit Bleistift.
1998As New English Paperback. Pbo. Mint. 4to. (30 x 21 cm). In Turkish. 288, [4] p., color and b/w ills. Sanat dünyamiz. Üç aylik kültür ve sanat dergisi. No: 69-70. Yearl:1998. Bizans özel sayisi. Byzantium Special Issue.
2007br. Ogni opera d'arte è composta da materiali in cui si trasferiscono le idee e si incorporano le immagini, attraverso specifici procedimenti esecutivi. Le scelte degli artisti e gli stimoli della cultura industriale e postindustriale hanno portato, dall'inizio del secolo XX e fino ai nostri giorni, profondi cambiamenti nei metodi e nelle materie, contribuendo a mutare la configurazione e la nozione stessa di opera: da statica ad animata, da unicum a ripetibile, da compiuta a instabile ed effimera, da immodificabile a processuale e manipolabile, da oggetto di contemplazione a oggetto di partecipazione. Tanto che non si può comprendere la storia dell'arte contemporanea senza riflettere sulle invenzioni tecniche che l'attraversano, via via modificandosi in molteplici diramazioni. Il libro ripercorre i momenti più importanti di questa storia, addentrandosi nelle vicende e nelle esperienze del rapporto tra arte e tecnica, e indicando a studenti e studiosi una serie di percorsi e interpretazioni.
2012brossura Il volume presenta la figura del veronese Giovanni Iacopo Dionisi (1724-1808), autore di una serie di opere di critica dantesca, attraverso un quadro bio-bibliografico, un censimento del vasto epistolario, a tutt'oggi in larga parte inedito, e un bilancio di tutte le sue proposte esegetiche e testuali relative alla Commedia e al Convivio alla luce della critica più recente. Le proposte interpretative e testuali di Dionisi relative alla Commedia sono state in buona misura recepite dagli studi successivi, ma non si aveva fino a oggi chiara cognizione delle dimensioni del fenomeno; circa le meno note emendazioni al testo del Convivio, viene messo in luce come molte di esse siano state tacitamente assunte dagli "editori milanesi" (Giovanni Antonio Maggi, Vincenzo Monti, Gian Giacomo Trivulzio) nella loro edizione del 1827 del Convivio, per essere poi accolte anche nell'ultima edizione del trattato dantesco. A tal fine, vengono presi in esame alcuni materiali conservati presso la Biblioteca Trivulziana di Milano: dei postillati e un manoscritto preparatorio compilato da Maggi, Monti e Trivulzio, di cui si fornisce un'edizione parziale.
1971réf. 312541New York, Heidelberg, Berlin : Springer, 1971. VII, 250 Seiten ; 24 cm. Originalbroschur.
2007ill., br. "Contese, sfide, battaglie, dichiarazioni, amori e tempeste", direbbe Cervantes. La storia del cinema non ha forse realizzato tutto quello che sognava Don Chisciotte, il grande paladino dell'immaginario? Il linguaggio delle ombre, nuovo e nello stesso tempo antichissimo, non è ancora oggi, anzi più che mai, capace di trasformare in giganti tutti i mulini a vento del mondo? Ma quali leggi regolano i suoi moderni incantamenti? Quali strumenti di magia si è costruito da solo o con la nostra partecipazione nel tempo? Dalle prime attrazioni di fiera, alle grandi architetture narrative del cinema classico, ai fascinosi labirinti digitali contemporanei, quanta strada, quante idee, quante avventure e quanti cambiamenti.
2019br. Proust e Artaud, Musil e Hesse, Joubert e Rousseau: questi alcuni degli autori scandagliati nel "Libro a venire". Qui Maurice Blanchot affronta di petto le questioni primarie della scrittura: l'oscura esigenza di scrivere e la morte a cui è condannato ogni autore - quella cui si consegnò Blanchot stesso -; l'antica necessità di mettere l'infinito in una parola e la lotta contro il demone della vocazione; l'incontro con l'immaginario e lo scontro con le leggi segrete del racconto; la metamorfosi del tempo in spazio narrativo e l'insufficienza del linguaggio; il dolore della lettura e l'incomunicabilità della critica letteraria. Soprattutto affronta la domanda ineludibile: dove va la letteratura? Blanchot prova a immaginare la morte dell'ultimo scrittore, col quale sparirebbe il piccolo mistero della scrittura. Non è improbabile: l'era senza parola è già stata e sarà ancora realtà. Un'epoca in cui non solo non esisteranno nuove opere, ma sarà vieppiù impossibile rifugiarsi nelle antiche, perché i signori di quel tempo decreteranno il rogo della Biblioteca di Alessandria, di tutti i libri e di tutti i saperi. Allora l'arte sarà morta, e sorgerà una nuova dittatura. Oppure verrà il Libro: quello premeditato da Mallarmé nel 1866, che Blanchot descrive come un libro a più facce - una rivolta verso il Nulla, un'altra verso la Bellezza. Un libro senza autore, impersonale. Un libro assente, che poggia sul riconoscimento dell'irrealtà, che non sussiste davvero, non si può tenere in mano: un passato inconsumato e un avvenire impossibile. Un libro senza lettore. Raccolta di brevi saggi pubblicati a partire dal 1953 sulla Nouvelle Revue Franoise sotto il titolo «Recherches» e apparsi in volume nel 1959, "Il libro a venire" è fedele alla propria ispirazione originaria: mantenere aperta la ricerca in quel territorio in cui trovare è mostrare tracce e non inventare prove. Frutto dell'età aurea della letteratura, della critica e della filosofia francesi del Dopoguerra, è un'opera che sa nominare l'innominabile, dotata di una forza che supera passaggi di secolo, mutamenti sociali e tecnologici, declino delle arti. Il capolavoro di uno dei massimi teorici novecenteschi della letteratura, che non cessa di parlarci.
1988réf. 4104909München: Wilhelm Fink Verlag 1988. 180 Seiten. 8° (22 x 14 cm). Orig.-Pappband. [Hardcover / fest gebunden].
2021br. Dall'autunno del 1928 a quello del 1930 Depero, durante il primo viaggio negli USA, visse a New York una stagione irripetibile, dove verificò e sperimentò quello che i futuristi in Italia avevano solo vagheggiato: traffico automobilistico già incredibile, grattacieli, treni sotterranei e anche sopraelevati in un agglomerato urbano fuori scala rispetto alla situazione italiana. Perciò, quando tornò in Italia, in un'Italia indietro di quaranta, cinquant'anni rispetto agli Stati Uniti, si rese conto che non aveva più nulla da immaginare, non vi era più una "visione futura" nella sua mente, perché lui il Futuro lo aveva già vissuto a New York. Per questo motivo un po' alla volta si distaccò dal Futurismo. Depero durante il periodo bellico lavora incessantemente, e scrive, scrive sempre. Nell'inedito qui pubblicato utilizza l'escamotage del dibattito, perché gli forniva la possibilità di spiegare la sua arte in un modo non pedante, quasi in forma teatrale, quindi con una scrittura più scoppiettante. I temi che affronta sono i più riservati e profondi tra tutti quelli che può presentare un artista: in un passaggio dal manoscritto si lancia in una sorta di "retro marcia" dal presente al passato, innescata sul concetto di arte antica, un passo dalle venature quasi surrealiste. Come scrive il curatore del volume Maurizio Scudiero: «È un Depero a tutto campo quello che transita in questo manoscritto, un Depero che ci restituisce la storia del Futurismo e dell'arte vista attraverso la lente di chi la storia dell'arte della prima metà del XX secolo l'ha vissuta in prima persona, ricavandone tanta soddisfazione».
2014br. Il libro esplora la relazione cinema / storia con l'obiettivo di superare le reciproche diffidenze e di ridiscutere i clichés che ancora persistono nell'era dell'immagine. L'itinerario proposto è particolarmente interessante per la ricchezza e la trasversalità dei contributi, che creano un'innovativa piattaforma dialogica anche attraverso interviste inedite realizzate appositamente, concesse da autorevoli esponenti di entrambe le discipline. Per la storia: Jacques Le Goff, Marc Ferro, Pierre Sorlin, Antoine de Baecque, Franco Cardini, Lucio Villari; per il cinema: F. Murray Abraham, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Peter Bogdanovich, Liliana Cavani, Matteo Garrone, Carlo Lizzani, Ennio Morricone, Mark Peploe, Francesco Rosi, Vittorio Storaro, Krzysztof Zanussi. Particolare attenzione è dedicata all'analisi dei "generi" (bellico, western, commedia, cinema d'impegno civile e politico, biografico, religioso) rispetto ai quali quello storico è trasversale, e allo sguardo del cinema d'autore sulla storia (Ejzenstejn, Griffith, Rossellini, Pontecorvo), individuando le dinamiche tra il cinema, arte corale, e la storia e i suoi personaggi. Prefazione di Jacques le Goff.
1805réf. 2095975Berlin und Stettin, bei Friedrich Nicolai 1805. XXII, (2), 326 Seiten. Frakturdruck. 8° (20 x 12,5 cm) Pappband der Zeit mit Buntpapierbezug und goldgeprägtem Titelschild auf dem Rücken. [Hardcover / fest gebunden].