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2021ill., br. Effemeridi del film si occupa dei cosiddetti "ephemera" - documenti, perlopiù di carta, spesso prodotti sulla spinta di un'urgenza emotiva, intellettuale o artistica, solitamente destinati a una comunicazione transitoria - come fonte di storia del cinema. Il volume offre una serie di analisi di oggetti culturali originali (album di ritagli, scrapbooks, cigarette cards, ecc.) e, attraverso questi casi di studio, sviluppa una riflessione teorica e metodologica intorno alla nozione di "ephemera", muovendo da alcuni studi pionieristici nel campo dei film studies e dalle ascendenze del "nuovo materialismo" nel campo della storia dei media e dell'archeologia dei media per approdare a un'accezione ampia del termine, comprensiva di paratesti e "minor media". Prendendo in esame fondi archivistici privati e istituzionali, materiali e miscellanee provenienti da collezionisti e da archivi, il libro getta un ponte tra la storia dei film e il contesto nei quali i film sono mostrati e visti, il reticolo di discorsi che avvolge produzione e consumo, il ruolo del cinema nella vita quotidiana e il suo spazio nelle vite individuali.
2021br. Il libro raccoglie dieci riflessioni sul cinema contemporaneo - pubblicate sui "Diari di Cineclub" - da varie angolazioni: il ruolo dei devices, dei vari dispositivi- supporti attraverso i quali si consumano i film; il ruolo e il peso della critica della carta stampata e dei siti online oggi nonché il loro deterioramento; l'emorragia del pubblico, la fuga dalle sale che negli ultimi anni è diventata allarmante, la fine delle emozioni che si provavano un tempo quando il cinema coinvolgeva l'intera collettività; la disaffezione dello spettatore nei confronti della critica, anche quella delle riviste specializzate, e l'identikit del critico odierno che ha perso identità; il rapporto tra produzione, distribuzione ed esercizio; una radiografia dei Festival italiani grandi e piccoli e un approfondimento della loro utilità o ricaduta nella riconquista del pubblico perduto; l'insegnamento del cinema nelle università con tutte le varie definizioni delle cattedre.
2021br. Un tempo, prima dell'organizzazione patriarcale, l'umanità è passata attraverso due stadi: quello della promiscuità sessuale e quello del matriarcato. Questo sosteneva Bachofen, versatile figura che ha saputo muoversi con grande intelligenza tra filosofia, sociologia, archeologia e psicologia. La teoria del matriarcato di Bachofen venne fatta propria dal marxismo per dimostrare la transitorietà della famiglia borghese e costituì materia di disputa per Freud e Jung nello sviluppo della contrapposizione tra femminilità e virilità nella struttura della psiche. In tempi più recenti è stata recuperata dai movimenti femministi per dimostrare come il potere maschile non abbia rappresentato una costante storica.
2021br. Cosa si deve intendere per radiografie del cinema? Il libro di Gino Frezza prefigura una qualità dello sguardo investigativo sul cinema in grado di trapassare la superficie delle forme audiovisive, cercando di far trasparire, finalmente, le connessioni e i "sensi" del cinema forse meno visibili ma più radicalmente scolpiti in modo da farne risaltare l'incidenza culturale e sociale. Dalle questioni del rapporto fra cinema, "spirito del tempo" e pubblici alle narrazioni filmiche dedicate ai processi migratori (italiani e non), dal ruolo giocato dal "rischio" nella produzione e nel consumo dei film ai temi dell'immaginario italiano (con un'analisi sullo spazio del ristorante, del mangiare e della cucina in rapporto all'identità culturale) e a quelli delle narrazioni transmediali, questo libro articola e sviluppa vari nodi, critici e teorici, di una socio-mediologia in grado di interpretare secondo nuove prospettive il ruolo del cinema nell'epoca dei media digitali.
2021br. "Postcoloniale" è ormai diventato uno dei termini chiave della teoria sociale. Sulla scia di questo successo, negli ultimi anni, soprattutto nei paesi anglosassoni, ha preso corpo un imponente campo transdisciplinare di studi e di ricerche socioculturali su alcune delle questioni più urgenti del mondo globale contemporaneo: quello dei postcolonial studies. Tuttavia, in Italia, postcoloniale e postcolonialismo non sempre appaiono come nozioni chiare e ben definite. Talvolta si presentano come contenitori capaci di promuovere concezioni e orientamenti teorici, epistemologici e politici intrinsecamente contraddittori. Questo volume si propone come una genealogia critica degli studi postcoloniali e offre al lettore i contorni di un dibattito finora recepito nel nostro paese in modo frammentario. Passando in rassegna le tematiche più ricorrenti e il lavoro degli autori più impegnati in questo campo - Said, Bhabha, Spivak, Hall, Gilroy, Young, Clifford, Appadurai -, l'autore intende mettere in luce sia lo sviluppo storico del postcolonialismo, sia il suo rapporto con le principali correnti della teoria sociale: il marxismo, il postmodernismo, il decostruzionismo, il post-strutturalismo. A partire dall'approfondimento di alcuni concetti chiave - cosmopolitismo, globalizzazione, colonialismo, diaspora, critica culturale - sostiene quindi che il futuro di un campo di studi eminentemente politico come quello dei postcolonial studies non potrà che dipendere dalle posizioni che vi emergeranno in riferimento ai conflitti più pregnanti del mondo odierno.
2021br. Il volume tratta il cinema di tutti i giorni, quello che ognuno segue con facilità e che nasce dal western, struttura filmica che inventa le soluzioni per il "cinema universale". Infatti il western si propaga ovunque con le sue strutture: il duello, l'eroe, il gregario, il rapporto nel gruppo, il finale risolutivo e quello più impegnato. Parallelamente il "cinema europeo dell'eccezione", quello autoriale, affascinante ma rivolto a pochi, si sviluppa per percorsi autonomi e non codificati. Quando il "cinema universale" ha trasformato i generi, contaminandoli e cambiandoli sino a farli scoppiare, è divenuto anch'esso parte dell'autorialità, permettendo che i due mondi si avvicinassero fino a mescolarsi. Ognuno ha dato all'altro, arricchendosi a vicenda. Questo libro è la storia di questo incontro: un percorso difficile e ricco di preziose innovazioni.
2021br. Un viaggio di esplorazione fra trasformazioni, evoluzioni e nuove tendenze del cinema statunitense degli anni Dieci del XXI secolo. L'immersione sensoriale e il fotorealismo permessi dal digitale. La breve parabola del 3D e il consolidamento dell'impero Disney. L'omologazione e il successo del superhero movie. Il piano sequenza nel cinema mainstream. Il rinnovamento del western e il revival della fantascienza. Il Novecento come orizzonte mitico, tra celebrazioni americane e scavo alla ricerca delle radici del tradimento dell'american dream. La violenza che torna a rimandare alla realtà prima che al cinema. Il graduale superamento delle forme postmoderne. L'horror e la fantascienza specchio di mutamenti sociali, generazionali e di gender. Black Lives Matter e cinema afroamericano. Innovazioni di linguaggio, maturità e nuove sfide dei grandi autori, da Malick a Lynch, da Scorsese a P.T. Anderson. L'affermazione e le rivoluzioni dello streaming. Prefazione di Leonardo Gandini.
2021br. Nel testo qui presente gli autori, Renato Rizzi e Andrea Tagliapietra, hanno cercato di offrire, in forma sintetica, il risultato teorico del lavoro comune sul senso del progetto e sulla filosofia dell'architettura, maturati nel corso dell'esperienza delle Decadi e delle Pentadi, nonché del Workshop internazionale, svoltisi presso la scuola dello IUAV di Venezia, negli anni che vanno dal 2015 al 2021.
2014brossura Spazio di vita e di creazione, l'atelier è da sempre figura cruciale all'interno del sistema dell'arte. Che sia bottega o factory, alcova o letterario salotto, immacolato ufficio o caotica officina di immagini e fallimenti, mansarda, piazza o scrivania, lo studio dell'artista rappresenta un oggetto di riflessione complesso, una sfida e una promessa per chi pensa la storia dell'arte come un'interrogazione non soltanto dell'opera e della sua tradizione ma anche delle relazioni plurali che ne hanno di volta in volta orientato la produzione. I saggi raccolti in questo volume, frutto di un seminario promosso dal Laboratorio Archivio di Storia dell'Arte dell'Università di Salerno, affrontano secondo metodi e angolazioni plurali l'analisi dell'atelier e dei suoi significati, disegnando lungo un ampio arco cronologico - dal XVI secolo al presente - un inedito percorso critico, un'indagine puntuale su un luogo, fisico e simbolico, al confine fra il pubblico e il privato.
2021br. Considerato uno dei padri fondatori della psicologia sperimentale, Wilhelm Wundt lavorò per più di vent'anni alla redazione alla Psicologia dei popoli, un tentativo di lettura dei comportamenti collettivi che prendono corpo nelle culture dei diversi insiemi umani. Si tratta di una ricerca che, sulla scorta di un'analisi storico-antropologica, doveva integrare la psicologia individuale e svelare gli aspetti più evoluti e complessi dell'uomo per come si manifestano non solo nella lingua e nella religione, ma anche nel diritto, nella società e nella politica. Sono proprio questi campi d'indagine a rivelare l'interesse di questo studioso per quei dibattiti sui comportamenti collettivi ai quali hanno contributo autori come Freud, Le Bon, Tarde, la nascente sociologia e il pensiero politico del suo tempo.
2021ill., br. La selva è tornata dagli scritti danteschi sia come immagine e immaginario, sia come realtà: l'Italia è oggi un paese forestale. Nel solco di questa tesi convergono studi appartenenti a diversi campi di lavoro, quali letteratura, geografia, architettura, giurisprudenza, arti, sociologia che, autonomamente e confrontando le proprie voci, guardano un "fuori" dimenticato. Sei segmenti di possibili attraversamenti guidano un percorso accidentato e accennano vie tutte biforcate, il disegno che ne consegue non è chiaramente un dogmatico viale urbano ma ricalca l'incipit della forma di una radice da proseguire. I sei cammini sono disegnati dentro l'architettura, i suoi strumenti e linguaggi, le sue regole del gioco.
2021ill., br. Il volume analizza la persistenza d'immaginari coloniali nelle culture visuali contemporanee in Italia e la politica amnesica e afasica riservata al colonialismo italiano. La ricerca approfondisce la relazione tra l'Italia e l'Africa così come venne istituita all'epoca dell'impresa coloniale italiana, i suoi assetti ideologici nonché la posterità di immaginari tossici, consciamente o inconsciamente condivisi e riprodotti dalla "comunità immaginata" della nazione italiana. I saggi di ricercatori e ricercatrici qui riportati analizzano il ruolo della produzione culturale nella costruzione ideologica di narrative razziali legate a questa storia, attraversandole criticamente. Il lavoro teorico portato avanti nel volume si affianca alle pratiche di artisti italiani e artisti africani che, a partire da posizionalità diverse e complementari, hanno saputo intessere una maglia di riflessioni sull'eredità contemporanea di un lungo periodo storico ampiamente dissimulato.
2022br. Non è certo semplice sistematizzare in maniera univoca il lavoro di due autori come il compositore americano Steve Reich e la coreografa fiamminga Anne Teresa De Keersmaeker, la cui unica costante nel modus operandi è quella di rifiutare la propria comfort zone per affrontare la ricerca artistica in maniera libera e sempre mutevole. I due non lavorano né hanno mai lavorato insieme, ognuno ha il suo percorso artistico personale, eppure la loro modalità espressiva ha punti di contatto saldissimi: nelle coreografie della De Keersmaeker i gesti della danza si appropriano delle strutture musicali di Reich per dar vita a una vera e propria fusione sintetica. Questo nesso è il risultato di un comune interesse per la "struttura" indagata come elemento poietico, capace di dare non solo forma, ma anche senso all'opera. Una struttura non intesa come cristallizzazione di forme-immagini ma come processo in continuo divenire.
2022ill., br. Luce, luoghi e corpi guidano da sempre la ricerca di Francesco Faraci, fotografo documentario e scrittore, interprete di una fotografia povera che travalica i confini e il convenzionale per cercare di cogliere l'essenza delle cose. Dal pensiero meridiano al pensiero nomade, dai sobborghi di Palermo ai "ragazzi di vita" pasoliniani, da Grotowski a Celant, questo volume racconta, anche per immagini, una fotografia "randagia" e un modo di fare cultura "nomade": un errare attraverso e oltre i confini fisici e concettuali, da quelli delle periferie a quelli dei luoghi comuni, in cui la strada diventa sinonimo di un percorso intimo e umano, particolare e generale. È un viaggio "eretico" quello che ci propone questo saggio, un racconto che "sceglie" di vedere, e mostrare, persone e gesti dimenticati o, semplicemente, troppo spesso ignorati. Prefazione di Franco Arminio
2022br. L'arrivo del nuovo millennio ha determinato una trasformazione nell'arte contemporanea che investe soprattutto la sua funzione sociale ed instaura un nuovo rapporto con lo spettatore. Con l'irrompere prepotente sulla scena di nuovi strumenti di comunicazione, l'avvento dei social e di forme d'arte che ne sfruttano le nuove potenzialità, occorre sorvegliare con attenzione ciò che si acquista e ciò che si perde con queste attuali forme di intermediazione. Attraverso l'esperienza artistica di Mario Fallini, che lavora soprattutto sulla relazione tra parola e immagine, e l'analisi delle sue opere, questa proposta intende individuare e misurare il nuovo rapporto che si instaura nei meccanismi di produzione tra artista e spettatore, alla luce di un processo di democratizzazione del fare intellettuale cui si è assistito negli ultimi trent'anni e, contestualmente, rilevare criticamente gli aspetti più inquietanti che ne derivano. Da qui un nuovo assetto del lettore-spettatore e delle sue nuove sfide nella gestione della libertà e della responsabilità.
2022br. Il volume racconta l'evoluzione storica del cinema horror e thriller italiano attraverso il filtro del corpo femminile: corpo desiderato, violato, pubblicizzato. Il tema della corporeità, oltre a essere centrale come fonte di attrazione perturbante, propone questioni legate ai rapporti tra generi, sia in un'ottica spettatoriale, sia all'interno della narrazione diegetica e nel sistema dei personaggi. Un libro che vuole oltrepassare le frontiere del gotico degli anni Sessanta, per volgere uno sguardo anche ai decenni post-moderni, i Settanta e gli Ottanta. Tra piacere e violenza, moderazione ed estremismo, il corpo e gli stereotipi femminili riassumono in sé le contraddizioni sociali italiane, basate su potere, conservatorismo e progresso.
2021br. Solidarietà critica intende coniugare la ricerca sociologica, tanto teorica quanto empirica, con il contributo fornito dalla teoria critica all'analisi delle più recenti trasformazioni del legame sociale. Il volume mostra come le possibilità di riproduzione della solidarietà all'interno delle nostre società passino anche attraverso la costruzione di nuove forme di socialità. Si tratta di un complesso di relazioni intersoggettive che permette di dare svolgimento a prospettive di autorealizzazione, all'attribuzione di significato a spazi e a luoghi, all'elaborazione di una critica sociale riflessiva, a un'innovativa interpretazione della sfera politica a partire dalla dimensione sociale, ma anche a peculiari traiettorie utopiche. La solidarietà può essere interpretata come una risposta a paradossali dinamiche di riproduzione dell'autonomia individuale alimentate dal neoliberalismo. I legami solidali studiati contribuiscono a mostrare il doppio volto di solidarietà e critica: la solidarietà vissuta e pensata come dimensione critica e la critica sviluppata mediante prospettive di riconfigurazione del legame sociale.
2022br. Sguardi privati presenta alcune delle più stimolanti riflessioni relative alle cosiddette riprese amatoriali e di famiglia. Lo scopo è quello di offrire agli studiosi nuove categorie concettuali e inediti strumenti speculativi per avvicinarsi al multiforme fenomeno del cinema amatoriale, e così comprenderne meglio la genesi, come pure per studiare il lavorio della storia che si è materializzato nel film di famiglia. La necessità di nuove metodiche per studiare questi film è infatti più che concreta, e non solo perché la teoria sul fenomeno è ferma - esclusi rari contributi recenti - a quanto formulato dai suoi primi studiosi quali Calfen, Odin e Zimmerman.
2022brossura Spesso si sottolinea l'urgenza di cambiare la nostra società. E a buona ragione, perché quella in cui viviamo è una vera e propria gabbia che toglie il fiato, secondo Bruno Latour. Per farlo, però, bisognerebbe prima cercare di cambiare la nozione stessa di "società", ritornando al significato originario di "sociale" per ritracciare nuove possibili connessioni. Il sociale non indica infatti un dominio specifico, ma un movimento di riassociazione e riassemblaggio in perenne mutamento. Partendo dalle recenti intuizioni degli studi scientifici, Latour espande il significato di "sociale" per applicarlo agli umani e alle società moderne, così come a coralli, babbuini, alberi, api, formiche e balene, nel tentativo di perseguire una nuova "scienza della convivenza" che tenga conto della coesistenza di "elettori ed elettroni, ONG e OGM". Dalla tecnologia alla salute, dalle organizzazioni di mercato all'arte, dalla religione al diritto, dal management alla politica, Latour esplora campi molto diversi per proporre un nuovo approccio di ricerca nelle scienze sociali: una "sociologia delle associazioni", divenuta nota come Actor-Network Theory, in cui il sociale è il risultato di associazioni di entità eterogenee e non di una definizione a priori.
1961Giovanni Corbetta Esercitazioni di teoria e laboratorio delle macchine a fluido. , Paravia 1961, Libro di testo usato in condizioni accettabili. Pagine ingiallite e brunite ai margini. Tagli irregolari e bruniti. Copertina usurata con bordi stanchi. Mediocre (Poor) . 378
Opuscolo. 8vo (cm 22,5 x 15 ca), p. 27 + 1 foglio di errata corrige. Brossura posticcia con mancanze, strappi e tracce d'uso: conservata la copertina posteriore originaria (con ampia mancanza alla punta inferiore), anteriormente applicato un foglio muto. Tracce d'uso al frontespizio, con un alone all'orlo superiore e mancanze alle punte (trascurabile a quella inferiore); piccolo strappo trasversale sul margine bianco interno delle prime due carte. Foglio di errata applicato sull'ultima carta in bianco. Copia modesta, tuttavia completa e fruibile.
1966Gunnar Myrdal Il valore nella teoria sociale. , Einaudi 1966, Piatto anteriore con fioriture e strappo nell'angolo in alto a destra. Dorso e piatto posteriore lievemente segnati dal tempo. Tagli con gore. Interno in buono stato. Buono (Good) . 261
2010SIGMUND FREUD TRE SAGGI SULLA TEORIA SESSUALE. , Corriere della Sera 2010, Sigmund Freud Tre saggi sulla teoria sessuale. , Corriere della Sera 2010. Libro in ottime condizioni, copertina con alette e descrizione interna. Usato come nuovo Ottimo (Fine) . 152
1980A clean, unmarked copy. Previous owner's name inside.
1990Book is in excellent condition with corners showing very, very slight shelfwear as the only flaw. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. [The book] studies choreographers, dancers, and scholars, joining hands in exploring the multiple connections between dnace and religion in comtemporary worship and ritual, in modern choreography based on religious subject matter, and in choreography that is not thematically religious. Paying particular attention to the history of dance in the judeo-Christian tradition, [the book] celebrates the modern rediscovery of the human body as central to ritual and to religious faith. Further, a series of essays employinging a feminist hermeneutic shows how the history of t dance mirrors the relatiohship between the social and religious roles of women.