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réf. DADAX1891396897New unknown
réf. DADAX020230969XNew unknown
réf. DADAX0415770653New unknown
196158 S. Faksim. OPp.
1998réf. BN573904American Mathematical Society 1998. 1998. Homotopy Theory Via Algebraic Geometry and Group Representations: Proceedings of a Conference on Homotopy Theory March 23-27 1997 Northwestern University 220 Contemporary Mathematics Band 220 Homotopy Theory Via Algebraic Geometry and Group Representations: Proceedings of a Conference on Homotopy Theory March 23-27 1997 Northwestern University 220 Contemporary Mathematics Band 220 Priddy Stewart University Conference on Homotopy Theory 1997 Northwestern and E. Mahowald M. American Mathematical Society unknown
2002réf. 28074Lincoln: University of Nebraska Press. Near Fine in Fine dust jacket. 2002. Hardcover. 0803237324 . First edition. Remainder mark on bottom edge else fine in a fine dust jacket. . University of Nebraska Press hardcover books
réf. DADAX0205501281New unknown
réf. 05260245.32A4Good. Covers show light surface and corner wear with fading to spine. Binding intact. Text remains clean and unnmarked. unknown
réf. SONG1118390180Used: Good unknown
réf. DADAX0415705398New unknown
1982réf. 2111902160201271Tottori prefecture 1982. Soft Cover. Fine. Volume: 18 volumes Tottori prefecture paperback
réf. DADAX0471054364New unknown
2018br. Che cosa non è questo libro? Non è una recensione, con 109 anni di ritardo, del "Fantôme de l'Opéra" di Gaston Leroux. Siamo spiacenti, ma è tutt'altro. Che cosa è questo libro? Dopo più di settant'anni di didattica nell'ambito della drammaturgia musicale e di impegno professionale con ruoli decisivi al servizio del Teatro alla Scala, Quirino Principe vuole condividere con chi non tema di leggerlo una sua antica certezza, oggi ingigantita e travolgente: che musica da un lato, teatro dall'altro, siano due realtà miracolose che l'Occidente ha saputo conquistare per sé, al confronto con altre nobili e valorose ma diverse culture. Un prodigio della Natura, nato da energia cosmica, e un prodigio della Storia, ispirato da virtù la cui radice prima è nella forma simbolica di civiltà in cui l'Occidente deve riconoscersi, se vuole esistere. Anzi: se vuole essere. Il libro cerca una possibile definizione di che cosa sia veramente il Teatro d'Opera (il suo meraviglioso «fantasma»), e di come esso possa rivelarsi come strumento dell'antico «conosci te stesso», di misteriosa origine, e del pindarico «divieni ciò che sei». Sarebbe massima ragione di felicità, per l'autore, convincere il lettore che se perdiamo il Teatro d'Opera, se lasciamo che ci sfugga dalle mani, siamo perduti. Sì, certo, questo libro è anche un'arringa, un atto di accusa. Ma per svilupparlo, per sollevare il lettore al giusto grado d'indignazione e alla giusta temperatura dell'ira non più repressa, l'autore suggerisce anche qualche ascensione ad alta quota, di quelle che avvicinano alle costellazioni.
réf. SONG1439895996Used: Good unknown
réf. DADAX1785887912New unknown
réf. DADAX0262033275New unknown
réf. DADAX0415384621New unknown
réf. DADAX0415663806New unknown
réf. SONG0201107090Used: Good unknown
réf. SONG0849320143Used: Good unknown
réf. DADAX0470725621New unknown
réf. DADAX0521083826New unknown
réf. DADAX0230280919New unknown
2018br. Cosa accadrebbe se una extraterrestre, un'abitante del pianeta Venere, arrivasse in Italia e scoprisse che sulle questioni di genere il nostro non è un paese così evoluto come vorrebbe far credere? Meglio spiegarglielo prima. Con una lettera che è come una guida turistica ai luoghi comuni sessisti nei quali (inevitabilmente?) si imbatterà. "Ciascuno di noi - spiega l'autrice - quando cede ai luoghi comuni, quando ragiona per stereotipi, oppure quando fa finta di niente, porta il suo mattoncino alla costruzione delle discriminazioni. Il caso del sessismo lo dimostra. È la prima e la più importante delle polarità che contrappongono gli esseri umani collocandoli in una gerarchia fasulla, costruita perché la differenza si trasformi in disvalore". L'auspicio è che una volta letto questo libro, dizionario dei luoghi comuni del ventunesimo secolo, "non si dovrebbe avere più il coraggio di parlare - come scriveva Flaubert -, per paura di dire, senza rendersene conto, una delle frasi in esso contenute".