2011br. L'arte fu sempre figlia del divino. Dopo essersi in un certo senso estraniata dal divino, se ritrova la via per essere accolta di nuovo come figlia del divino, l'arte potrà ridiventare per tutta l'umanità quel che deve essere per l'insieme della civiltà in generale.
190138 S. Notenbeisp. Mod. Ln.
1831réf. 3435998München, 1831. (Reprint Glashütten 1970). LVI, 558 S. OLwd.
1994réf. 304355Tankosha Publishing, 1994. 161 pages. Mit zahlreichen farbigen Abbildungen. Originalbroschur. 28 cm
1942111 S. Bibl.
197125 Bde. Ohne Bd. 14. Notenbeisp. OKart.
1965réf. 14449BMainz, B. Schott's Söhne, 1965. (= Veröffentlichungen des Instituts für neue Musik und Musikerziehung Darmstadt, 5), Gr.-8°, 88 Seiten, 18 Notenbeispiele, 3 Abb. OKt
1977réf. 49974Berlin, VEB Deutscher Verlag der Wissenschaften, 1977. 282 Seiten , 24 cm, Leinen
1994réf. 41656London, The MIT Press, 1994. origi.Broschur, kl.4°, 449 Seiten.
1907réf. 3123193Karlsruhe, Braun, 1907. 128 S. Kart. (Stempel auf Titel und Umschlag).
1907réf. 305843München, Callwey, 1907. 58 Seiten. Originalbroschur. 19 cm
1957réf. 3311350Berlin, Vahlen, 1957. VIII, 333 S. OLwd (mit OUmschlag).
2018brossura Nel settembre 1949 Wallace Stevens acquistò una natura morta di Pierre Tal-Coat e se ne innamorò al punto da darvi un titolo di sua invenzione: "Angelo circondato da paesani". Pochi giorni dopo da quel titolo nacque una poesia, in celebrazione di un angelo invisibile che annuncia ai pastori non una nascita divina ma una rivelazione terrestre: «sono l'angelo necessario della terra,/ perché la terra nel mio sguardo rivedete,/ libera dalla sua dura e ostinata maniera umana». È l'angelo della realtà che si limita a indicare la via del mondo, ma è necessario, perché il mondo rivive solo in quello sguardo. Lo sguardo della poesia. Questo volume raccoglie le riflessioni di poetica di Wallace Stevens, dirigente di una grossa compagnia di assicurazioni e insieme interprete tra i più fecondi e imprevedibili che la modernità abbia avuto. Flemmatico ed elegante uomo di legge, Stevens non perde mai la calma ed evita i toni enfatici, spesso ha battute di umorismo particolarissimo. Eppure insegna che l'angelo è necessario, scrive cioè una disincantata apologia della poesia per i nostri tempi. Da poeta, nei saggi evoca immagini. Parla della metafora, dell'immaginazione, dei rapporti tra poesia e pittura, in modo originale per stile e contenuto, riprendendo la questione dalla base, con semplicità e raffinatezza.
2000. Hardcover, very good condition, w. ltly slanted, v. ltly compressed sp, v. ltly bumped corners. Ffep cut out. O/w cln, tight, unmarked. Dj very good, ltly rubbed, lt marks. Sm crease at top corner r. flap. In new mylar Brodart jacket.
1980224 S. OLn. Schutzumschl. Notenbeisp. Abb. auf Tafeln.
2019br. Stevenson ha cercato per tutta la vita un tesoro nascosto, vale a dire l'idea originale e sconvolgente su cui imbastire le sue trame, caratterizzata da una nobile e scarna semplicità, ideale per lo scrittore che adora creare le ambientazioni e sviluppare il carattere dei personaggi. In questi sette contributi, il lettore può ritrovare le verità sull'arte stevensoniana e sul mestiere dello scrittore, di non facile realizzazione, ma investito di una delle più nobili missioni: donare piacere e forgiare le menti con grandi ideali. Stevenson ci lascia la sua personale mappa del tesoro per riuscire a orientarsi nei vasti oceani della letteratura, offrendoci indizi spazio-temporali e indicandoci punti di riferimento letterari, al fine di condurci alla scoperta dei nostri personali tesori e doni intellettuali. Introduzione di Eleonora Sasso.
1935réf. 612910Königsberg, Gräfe und Unzer, 1935. 147 S. Mit 45 Tabellen und 22 graphischen Darstellungen. OKart.
2018ill., br. Giganteschi musei segreti spuntano oggi in terre di nessuno che eludono le sovranità nazionali e sbarrano l'accesso al pubblico. Sono i luoghi di stoccaggio esentasse, dove le opere - pur restando sigillate nelle loro casse - sono usate come valuta alternativa per la circolazione di capitali miliardari da una sponda all'altra del globo. Un'arte senza frontiere intrappolata in zone di transito permanente; un'arte immune da tasse ma non dall'obbligo di essere una risorsa, o una facciata. È ancora pensabile produrre e perfino apprezzare l'arte in un'epoca come la nostra, sconvolta da guerre civili permanenti e in balìa di multinazionali pronte a capitalizzare una ricostruzione perpetua, magari impreziosendola con un museo d'avanguardia disegnato da un'archistar? Che valore hanno oggi istituzioni artistiche il cui principale obiettivo è imbellettare l'immagine pubblica di questo o quel regime? È ancora possibile restituire autonomia all'arte? Scandagliando archivi di WikiLeaks e fake news, dark web e truffe sentimentali online, Steyerl individua con rabdomantica precisione una strategia di contrattacco e resistenza. Con scrittura affilata ricostruisce i tratti di un'arte capace di farsi pratica insurrezionale, libera da ogni imperativo di esibirsi, rappresentare, educare, incarnare valori o servire una causa o un padrone. Un'arte duty free, per rifuggire alla tentazione di farsi trascinare dentro l'abisso, inglobati dal rumore bianco della contemporaneità.
1975(Codice EK/0045) Pregiata ristampa anastatica dell'edizione di Bergamo, Istituto d'Arti Grafiche, 1914. Grande volume in 4° (36,5x26 cm) 14 pp. di introduzione e 217 splendide tavole stampate al recto e protette da velina: varie centinaia di figure finemente incise. Prefazione e note di Alfredo Lensi. Carta forte, cartone editoriale, titolo oro. Splendido freschissimo esemplare: COME NUOVO. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1984réf. 55162Frankfurt am Main : Suhrkamp, 1984. Physik in Deutschland 1740 - 1890 558 S. (20,5 cm) Pappband mit Umschlag / gebundene Ausgabe
2002réf. 61905Berlin : Siedler 2002. 303 S. ; 22 cm, mit Schutzumschlag Gewebe, gebundene Ausgabe, Leinen, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1925réf. 83319ABJena, Thüringer Verlagsanstalt, (1925). 8°. 78 S. Original-Karton. (=Die Gewerkschaftsschule; 2).
1940réf. 10938Berlin, Stoedtner ohne Jahr, um 1940. 125 S. Karton mit jeweils bis zu 18 der vom Verlag angebotenen Aufnahmen, aufgeteilt nach 11 Themengruppen. (sh. unten). OLeinen 16x24 cm Querformat.
2017ill., br. Nella Finestra sul cortile, tra i film più celebri di sempre e grande metafora del cinema, il protagonista Jeff, interpretato da James Stewart, spia i vicini dal suo appartamento, fino a imbattersi nei segni di un omicidio. Per Victor Stoichita, uno degli storici dell'arte più autorevoli dei nostri giorni, il personaggio di Hitchcock, voyeur e detective al tempo stesso, incarna le caratteristiche dello sguardo con cui le arti visive, fin dall'avvento dell'Impressionismo, sembrano chiedere di essere osservate. La potenza del «gioco della rappresentazione» chiama lo spettatore, proiettato in un mondo di ostacoli e incertezze, privo di una storia immediatamente leggibile, a farsi Sherlock Holmes, per orientarsi nell'affascinante, densa coltre delle interpretazioni possibili. Fu la «Nuova pittura» impressionista a mettere in luce l'importanza di ciò che nel dispositivo del quadro si sottrae all'osservazione, è fuori campo, nascosto o troppo piccolo per essere visto. Da allora, l'immagine artistica appare di frequente come un «luogo del delitto». "Effetto Sherlock" è dunque un dittico: la prima tavola è consacrata alla rivoluzione dell'esperienza visuale portata in particolare da Manet, Degas e Caillebotte; la seconda esplora - attraverso capolavori quali La signora scompare e La finestra sul cortile di Alfred Hitchcok e Blow Up di Michelangelo Antonioni - la capacità dell'arte cinematografica di realizzare esperimenti sullo sguardo e di proporre uno «spettacolo ottico». Che si parli di pittura, cinema o arte contemporanea, l'«effetto Sherlock» non è allora che l'esercizio intellettuale della rivelazione. Ma se i romanzi gialli si concludono con la vittoria indiscussa della ragione, per Stoichita davanti all'immagine nessun mistero può essere definitivamente risolto. Pur con questa consapevolezza, però, non possiamo non farci investigatori: solo grazie al nostro sguardo indagatore l'arte acquista profondità e senso.