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2021ill., br. Cos'è l'arte? E soprattutto, perché l'arte? A cosa serve? A quali domande risponde e quali pone? Eleanor Davis si cimenta con una delle domande che da sempre accompagnano l'umanità. In quest'esplorazione di grande potenza visiva, oscillando tra il saggio per immagini, l'esperimento mentale, il racconto e la riflessione metafisica, l'autrice propone una lettura che ci accompagna e ci sfida, spingendoci a chiederci a cosa serva l'arte. Dostoevskij scriveva che la bellezza salverà il mondo, Davis ribadisce che l'arte salverà noi. Perché l'atto della creazione è anche un atto di scoperta di sé, di rielaborazione delle nostre esistenze e risposta alle domande che attanagliano il nostro vivere. "Arte, perché?" è la lettura perfetta per chi si domanda cosa sia e a cosa serva l'arte, e per chi sa che il fumetto può argomentare sui livelli più profondi della filosofia umana. E per chi ancora non lo sa, ma è pronto a scoprirlo. Questo fumetto ha vinto l'Ignatz Award 2018.
2013ill., br. Gli italiani tendono a sottovalutare le proprie capacità, anche nell'arte ci sono interi capitoli inesplorati. Raffaella Perna è andata alla ricerca di artiste spesso dimenticate che hanno segnato una stagione importante con lavori che volevano evidenziare l'ideologia sottesa ai rapporti di potere che segnano la relazione tra uomo e donna, mostrando l'illusorietà di qualsiasi visione neutra della realtà. Il libro ripercorre l'esperienza della militanza artistica femminista partendo dall'analisi delle opere e dei contesti espositivi, ponendo in luce storie spesso rimaste ai margini del sistema dell'arte. Con un testo di Silvia Bordini.
1965aa. vv. Arte, Critica, Filosofia. , Riccardo Patron 1965, Copertina plastificata, con due piccolissimi strappetti al bordo del piatto posteriore. Tagli impolverati e ingialliti. Pagine ingiallite lievemente. Bordi stanchi lievemente. Collana: "Studi di estetica" n. 1. Buono (Good) .
2016br. Questo libro indaga il contributo dell'arte all'educazione libertaria: all'antiautoritarismo, all'educazione integrale, all'apprendimento cooperativo, alla messa in atto di una maieutica socratica..., nell'antiaccademismo, nell'uso del pensiero per immagini, nell'osservazione degli oggetti da più angolazioni.
1960P. Toschi Arte Popolare Italiana. , Carlo Bestetti Ed. D'Arte 1960, Copertina in piena tela con impressione in oro al piatto ant. sporca lievemente. Tagli sporchi di polvere e ingialliti. Pagine ingiallite lievemente. Sovraccoperta mancante. Foto parziale per dimensioni cm. 24,5 X 31,5. Buono (Good) .
2002(Codice MT/1915) In 4° (31,5 cm) 9 pp. e 57 tavole in reprint. Ex libris. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1837(Codice MT/1593) Le 4 tavole sono ORIGINALI e provengono da un volume sciolto. Misurano cm 33x24,5. Lievi ingialliture, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1866(Codice MT/2018) Le 14 tavole (29,5x21,5 cm) impresse su carta forte, con molte incisioni in rame, sono ORIGINALI, provengono da un volume sciolto. Qualche lieve ingiallitura, ma ottimo stato. A garanzia dell'autenticità, alleghiamo fotocopie di: frontespizio, prefazione (10 pp.) e indice sistematico delle tavole con elenco delle incisioni. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1903(Codice MT/1998) In 4° (310x220 mm) 300 pp. circa. Molte tabelle, una ripiegata, una allegata. Ex libris. Numerosi minuti appunti a penna. Ex libris. Tela editoriale, titolo oro in copertina. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2014br. Nell'ormai lunga storia della tv italiana l'arte ha avuto fin da subito uno spazio preciso, se si pensa che il 3 gennaio 1954 non solo segna il debutto delle trasmissioni RAI ma anche la messa in onda del primo approfondimento culturale, Le avventure dell'arte. E di avventura si è trattato: le estreme potenzialità comunicative del nuovo mezzo, che portava letteralmente nelle case degli italiani per la prima volta argomenti elitari, si scontravano presto con la diffidenza, per non dire l'ostracismo, di una parte consistente di critici e intellettuali. A distanza di sessant'anni lo scenario e i protagonisti di questo racconto sono decisamente cambiati, con la presenza delle emittenti private prima e della pay tv poi, e quindi con il deciso ampliarsi dell'offerta. Ma se il contesto muta, le questioni attorno a cui il rapporto arte-tv si gioca rimangono le stesse, in primis quella della legittimità di un medium a vocazione popolare a veicolare un contenuto alto, e soprattutto quella riguardante le funzioni che il piccolo schermo svolge nei confronti dell'arte, a partire dalla divulgazione che, pur nelle sue varie tipologie, è considerata storicamente la principale e più ovvia declinazione del mezzo. Proprio a quest'ultimo aspetto in particolare è dedicata la serie di saggi raccolti nel presente volume, sia che si muovano dal campo specifico della comunicazione televisiva sia che scelgano di privilegiare l'ambito artistico.
2015br. In questi quattro brevi saggi pubblicati sul finire del XIX secolo, William Morris, di fronte alla crisi dell'arte dovuta alla commercializzazione, propone un'arte per tutti, un'arte popolare, fonte e indizio di vero benessere. Prefazione di Roberto Bertoldo.
1954
2007ill., br. "Nell'odierna storiografia artistica si tende a sorvolare sull'idea di progresso. È un'idea che abbiamo superato, insieme a quella di decadenza. Qualunque universitario al primo anno sa già che Michelangelo non vale più di Giotto, bensì è soltanto diverso. Io sono della stessa opinione, ma mi sembra valga la pena isolare le diverse concezioni dell'idea di progresso che hanno prodotto una certa confusione nel linguaggio." (E. H. Gombrich)
2018br. Quali sono, se esistono, le continuità sociali e culturali, in Italia, nel passaggio tra fascismo e Repubblica, in un momento dunque di profonde discontinuità politico-istituzionali? E come si collegano tra loro, oppure si disgiungono, il primo e secondo Novecento; gli anni trenta e gli anni cinquanta o sessanta? Quali le «rimozioni» della storiografia postbellica o successiva con cui una nuova generazione di studiosi è oggi chiamata a confrontarsi? In questo suo libro, dedicato ai temi della «liturgia politica» considerati sotto profili specificamente storico-artistici, Michele Dantini si sofferma in modo ampio e dettagliato su alcune figure di artisti, critici, intellettuali che sembrano trovarsi ideologicamente agli antipodi nel corso degli anni venti e trenta: Edoardo Persico, ad esempio, la cui attività è ricostruita non solo con riferimento all'arte e all'architettura, ma anche in relazione alla cultura giuridica, storica e religiosa; o Giuseppe Bottai, delle cui politiche a favore dell'arte contemporanea e del patrimonio è proposta un'interpretazione in larga parte inedita. «Organizzatori» di cultura tra i più noti, da Marinetti a Carli, da Gobetti a Suckert-Malaparte, da Soffici a Croce; un poeta come Montale; e studiosi come Lionello Venturi o il giovane Argan ricevono qui nuova luce, mentre artisti considerati «minori» salgono improvvisamente in primo piano - è il caso di Tullio Garbari. D'altra parte nel saggio su Persico, che si conclude con un attento esame dei progetti per allestimento, Dantini pone le premesse per una comprensione più diramata e molteplice di Lucio Fontana, cruciale trait-d'union tra le due metà del secolo se considerato dal punto di vista dell'«arte sacra» e del suo rinnovamento. Nel far questo l'autore intreccia intimamente, poggiando su basi documentarie rigorose, storia dell'arte, storia politica e storia culturale; e dà conto dell'importanza degli studi di Renzo De Felice e scuola per la storia dell'arte. Vengono riprese così, da punti di vista storiografici e critici insieme, le fila di un dialogo interrotto tra discipline.
2017ill., br. Arte e scienza possono trovare un terreno comune? In questo nuovo libro, il premio Nobel Eric Kandel sostiene che la scienza può plasmare il nostro modo di assaporare le opere d'arte e aiutarci a comprenderne il significato. Il riduzionismo, che mira a riportare i concetti scientifici o estetici complessi a componenti più semplici, è stato usato dagli artisti moderni per distillare il loro mondo soggettivo in colore, forma e luce. In particolare, ha guidato la transizione dall'arte figurativa alle prime manifestazioni dell'arte astratta, di cui si vede il riflesso nelle opere di Monet, Kandinsky e Mondrian. Kandel spiega come nel dopoguerra Pollock, de Kooning e Rothko abbiano utilizzato un approccio riduzionista per arrivare al loro espressionismo astratto e come Warhol e altri, partendo dai risultati della "scuola di New York", abbiano reimmaginato l'arte figurativa e minimale. Arricchito da esplicativi disegni del cervello e illustrato da riproduzioni a colori dei capolavori dell'arte moderna, questo libro mette in evidenza i punti di contatto fra scienza e arte e il modo in cui esse si illuminano a vicenda.
1979G. W. F. Hegel Arte e morte dell'arte. , Il saggiatore 1979, Brossura ed. Copertina cartonata lievemente sporca. Tagli sporchi di polvere in modo lieve e ingialliti lievemente. Pagine integre. Collana: "Il Saggiatore studio" n° 17. Buono (Good) .
2018brossura Il patrimonio culturale è di tutti e dall'essere di tutti e di nessuno il passo è breve, anzi brevissimo. L'intenzione, forse pretenziosa, certamente seria del volume è quella di cercare di "dimostrarne" la necessaria pubblica fruizione e responsabilizzazione affinché tutti se ne prendano cura. La materia di riferimento è il diritto dell'arte e dei beni culturali: disciplina prodigiosa sul piano degli approfondimenti e della messa a giorno di alcune delle questioni cruciali per una comunità, nazionale o locale che sia. Nella piena consapevolezza che serva un approccio multidisciplinare di osservazione (che è ben più della contemplazione per quanto anch'essa fondamentale), di comprensione e di educazione al patrimonio culturale, il volume si occupa dell'analisi del profilo giuridico che lo caratterizza, riferendosi a quel complesso sistema della tutela (penale) previsto dal nostro ordinamento giuridico. In una sezione del volume queste "regole" vengono messe alla prova. La storia e la contemporaneità, infatti, ci mostrano quotidianamente la fragilità dei beni culturali, non solo nelle aree di crisi internazionale o negli episodi più celebri di aggressione, ma ogni giorno nel nostro Paese, nei nostri paesi: ed è qui che si gioca la sfida, forse la più importante e impegnativa, della salvaguardia. Non è un libro solo per gli addetti ai lavori, anche se certamente guarda a coloro che si occupano di tutela e di formazione in materia di beni culturali, ma che si rivolge - attraverso un'architettura "discorsiva- dei contenuti, differenti prospettive di analisi che si confrontano e completano, un linguaggio il più chiaro e piano possibile - a tutti «noi, i cittadini» (S. Settis).
2020ill., ril. A ?ne 2018 la prima vendita all'asta da Christie's di un'opera d'arte assistita dall'Intelligenza Arti?ciale del gruppo Obvious con conseguente sorpresa, costernazione e disinformazione sulla stampa hanno rivelato quanto sia complessa l'idea dell'intelligenza arti?ciale per il pubblico e per il mondo dell'arte. Un dibattito sfaccettato e di enorme interesse sulla validità della creatività della macchina, sull'identità del vero artista e sulla qualità dei risultati estetici. Filoso?, informatici, storici dell'arte studiosi e artisti si confrontano con domande di fondo: cos'è la creatività? E l'arte? Qual è l'arte?ce e chi è lo spettatore? Le macchine possono essere creative o la creatività è solo una caratteristica umana? Il processo generativo di un sistema di intelligenza arti?ciale può essere quali?cato come creativo e originale? Come giudichiamo le opere d'arte realizzate con la mediazione dell'AI? Possiamo chiamare estetici gli algoritmi che discriminano fra milioni di «opere»? Autori: Alice Barale, Michael Castelle, Mario Klingemann, Marian Mazzone, Vera Minazzi, Caterina Moruzzi, Obvious, Anna Ridler, Georgia Ward Dier.
2010br. "La ricerca della trasversalità è stata sicuramente una costante in tutto il mio ormai lungo percorso intellettuale. Ogni volta che sono stato impegnato (praticamente o teoricamente) in un determinato campo di attività, mi sono sempre chiesto quali siano (o potrebbero essere) le possibili convergenze di questo campo con altri vicini o lontani. Il che mi ha portato spesso, nella mia riflessione, ad andare oltre l'attività che stavo svolgendo. Benché la mia formazione sia stata prevalentemente artistica, devo dire che fin dagli inizi i miei interessi sono andati ben oltre il campo specifico dell'arte. Quanto più forte era il mio impegno nella pratica artistica, tanto più si allargavano i miei interessi verso temi che avevano implicazioni filosofìche, scientifiche e sociologiche. E anche, e non per ultimo, politiche. Infatti, già da molto giovane, la mia preoccupazione (io direi quasi la mia ossessione) era quella di poter contribuire a una visione totale della cultura. Certo, visto con il senno di poi, un simile progetto era allora troppo ambizioso, ma esso di sicuro anticipava, in una certa misura, il mio sempre vivo interesse per ciò che Lei ha chiamato transdisciplinarietà. E che io preferirei chiamare, adottando un'espressione che ha cominciato da poco a circolare, 'terza cultura'. E cioè il tentativo di superare (o almeno rendere meno drastica) la famosa dicotomia tra le scienze 'hard' e quelle 'soft'." (T. Maldonado)
2009ill., br. A partire dalla nascita della nozione dello stile gotico in architettura (opus francigenum), "Arte delle città, arte delle corti" illumina, attraverso la produzione artistica dei principali centri propulsori, gli scambi intercorsi tra l'arte italiana e quella d'Oltralpe dal tardo XII al XIV secolo. Percorsi e rapporti vengono considerati osservando i diversi canali lungo i quali essi hanno viaggiato: l'arte degli ultimi sovrani svevi, il rinnovamento della scultura in Toscana, le scelte della curia pontificia a Roma e i suoi effetti ad Assisi, le arti suntuarie a Siena, la pittura a Firenze e ad Avignone. Tali fenomeni non vengono solo descritti, ma chiariti alla luce dell'attività degli artisti e delle scelte operate dai committenti, offrendo in questo modo uno sguardo sulla situazione dell'arte italiana nel panorama europeo del periodo considerato.
2019brossura
2012ill., br. Il desiderio di Flavio Caroli di risalire alle origini del dialogo tra Oriente e Occidente nasce dalle innumerevoli sollecitazioni del mondo globalizzato: un dialogo, talora divenuto scontro, dalle radici antichissime. Attraverso numerosi esempi dall'antichità a oggi, l'autore traccia una mappa che partendo dall'Impero romano d'Occidente e d'Oriente incontra l'Islam, la cultura ebraica, il buddhismo delle origini e la sua diffusione in India, Cina e Giappone; si sofferma sul Settecento che, con le mode orientaliste in Occidente e l'arrivo di Giuseppe Castiglione in Cina, vede il primo vero scambio culturale fra i due mondi. Nell'Ottocento, con la diffusione delle immagini giapponesi in Occidente e la contemporanea apertura dell'Oriente verso ovest, gli incontri danno vita a un tessuto che si infittisce sempre più, soprattutto dopo Van Gogh, fino ai giorni nostri e alle infinite occasioni di uno scambio planetario.
210x265 pages. Unpaginated. Softcover with dust-jacket. Cover corners and spine edges rubbed. Else in good condition.