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17333 parts in 1 volume (with the addenda "Enchiridion de Epicteto and "Tabla de Cebes", [18] 207 [1] & 27 [1bl] & [8] 50 [1] pp., illustrated with engraved printer's mark at title page and 103 large emblems and a double-page engraving with the "Tabula Cebetis", the engraved portrait of Venius is missing, title in red and black, some spots and stains mainly at the last 80 pages text always readible very well), modern binding in fine condition (marbled plates, spine in leather with title in gilt), 39cm., Spanish translation of the French edition "Le theatre moral de la vie humaine" (cfr. PRAZ, Studies in seventeenth-century imagery I pp.523-524 & Peeters Fontainas Bibliographie des impr. espagn. des Pays-Bas mérid. 1275), good copy, Y91273
1668[48] + 587 + [62] (= i.e. 52) pp., original and only edition (1648), the title page mentions 1668 though this is a misprint corrected by a contemporary handwritten note (most probably by the author Rovenius himself: see here below), title in red and black, contemporary full vellum, 23cm., text clean and bright, good condition, rare, [Philippus Rovenius 1574-1651, catholic priest and archbishop of Philippi (1620), who played an important role in the propagation of Roman Catholic faith in the 17th cy. Dutch protestant Republic, donated this present copy to Cornelis Cats in Haarlem. Cats (Catzius), Gorcum 1613 - 3 January 1671, was appointed in 1645 by Rovenius as one of the four chaplains of the Saint Bavo Church in Haarlem, and in 1654 Cats became pastor of the Beguinage in Haarlem. The following dedication (most probably by Rovenius himself) is handwritten on the French title page: "Admodum R[everend]o D[omi]no ac M[a]g[ist]ro Cornelio Catzio pastori Beginagii Harlemensis Author dono dedit" meaning that this copy was donated personally by Rovenius to Cats. This copy belonged to the collection of p. Gerlach O.F.M.Cap., a well-known 20th cy. Dutch scholar, who wrote a short comment on this copy on the French title page, mentioning a.o. that the author himself corrected the date of publication (1648 instead of 1668). The "Reipublicae christianae" is considered to be the most important work by Rovenius, in which he develops a theory on the social position of men "or a doctrine of religious and social duties establishing a complete christian moral". The first book deals with rules for all kinds of religious persons (priests, monks, clerics, etc.) and the second book concerns the rules for layman. The last part of this book (52 pages) is a third edition of Rovenius' treatise "Tractatus de missionibus" which was first published in 1625. Ref.: NNBW VII col.285, Visser's Rovenius und seine Werke, etc.], R95564
1508[Fig. postincunabolo-Medicina] (cm.18,5) buona piena pergamena dell' epoca con unghie e tracce di lacci.-- cc. 284 nn. (di cui due bianche), 41 linee, caratteri gotici, molti capilettera figurati. Nel testo 4 xilografie (ripetute) che rappresentano la decollazione di Saint Symphorien, e davanti Champier con la sua donna inginocchiati con le loro armi. Edizione originale veramente rara e molto bella. La dedica è datata V idus aprilis 1507. Manca ad Harvard, Waller, Choix e addirittura al Baudrier " Bibliogr. Lionnaise ". L' autore (1472-1539) fu un grande filosofo e medico e pubblicò molte opere, fra le quali la celebre: " De Quadruplici Vita " del 1507. Vedi la lunga descrizione in Brunet e Graesse; Per notizie biografiche vedi Hirsch I 700. La sezione medica contiene: " Vocabulorum Medicinalium " e " Liber Quartus Ethymologiarum.qui est de medicina ". In fine un capitolo è dedicato alle origini storiche della città di Lione. All' inizio è aggiunta una pagina con annotazioni manoscritte dell' epoca. Alcune rare ombreggiature, ma esemplare molto bello, fresco e nitido, con xilografie in ottima tiratura. * Wellcome I 1421; * Durling 933; * Graesse II 114; * Brunet I 1766; * Cioranesco " Litterature Francaise du Seizieme Siecle " 6172; * Adams C 1322; * Bm. Stc. French 98; * Allut VIII 153; * Osler 2266.[f55] Libro
1941pp. xiv, [2], 128. Second printing of the 1940 first edition. Specially printed in connection with the national program of Appreciate America Inc. "At this very moment attempts directed, financed, or encouraged from Europe, Asia, and even from within our borders are being made to destroy our national unity and morale, to create and enlarge differences among us which might make for confusion, panic, and collapse, if we were attacked by an enemy." - vii. Bernays designed this plan to galvanize the ties of common interest of Americans for the purpose of achieving a strong national morale. His plan includes "proved methods of persuasion, of influencing, of crystallizing and mobilizing public opinion." - viii. Chapters include: What is Democracy; Speak Up for Democracy; What Democracy Means to You; Accusations and Answers; Saboteurs of Democracy; How to Speak Up for Democracy - General; Planned Events - Backbone of Your Campaign; Planning to Speak Up for Democracy; Holidays and other Celebrations - Springboards for Democracy; The Press; Using the Mail/Pamphlets/Leaflets; The Forum Discussion; Radio/Motion Pictures/Other Media; Youth; plus a variety of important information useful for campaigning. Boards illustrated in patriotic red, white and blue motif. Prior owner's details atop front free endpaper. Lacking cloth backstrip. Above-average external wear. Binding tender but intact. A worthy copy of this important Bernays work. Bibliographic reference: Larson 12. Book
1544In-4°; cc. (2), 156; (2), 78; (2), 42; (2), 64; 4 tomi in un volume, ciascuno con un frontespizio su cui è ripetuta la marca tipografica. Legatura settecentesca in mezza pelle e angoli, tasselli con titolo e data dorati al dorso. Ottimo e genuino esemplare di una delle rarissime copie scampate alla distruzione ordinata dall'Inquisizione, del significativo testo filosofico e politico scritto dal noto "eretico" Antonio Brucioli, e impresso per questo nella tipografia creata dall'autore insieme ai fratelli a Venezia. "Bello o brutto il primo volume dei Dialogi del Brucioli, apparso nel 1526, è il solo... importante documento a stampa di prosa fiorentina nell'età del Machiavelli" (Dionisotti, p. 202).I Dialogi affermano i tradizionali valori di etica politica, facendo uso specialmente di Aristotele, Isocrate, Senofonte, Erasmo. Antonio Brucioli, nato a Firenze alla fine del XV sec. e morto a Venezia nel 1566, visse di letteratura e insegnamento; appartenne alla cerchia dei poeti, filosofi e statisti che si riuniva negli Orti Oricellari in Firenze. Dominavano questo cenacolo F. Cattani e Niccolò Machiavelli. Nel 1522 dopo la scoperta della congiura antimedicea Brucioli insieme all'Alamanni fu costretto a fuggire in esilio dal quale non potè più tornare indietro per la caduta della repubblica ma soprattutto perchè era ormai andato troppo oltre sulla scia della protesta e della dissidenza religiosa. Scelse Venezia come patria adottiva, una città che ancora consentiva la libertà intellettuale e il lavoro, negatogli a Roma, spingendosi però presto verso il ruolo di spia, forse nella speranza di rientrare a Firenze. Oltre alla celebre Bibbia, l'altra opera di maggior rilievo di Brucioli furono i Dialogi della moral philosophia (prima edizione Venezia 1526-29, II 1537-38), che riflette tutto il peso dell'influenza, reciproca, delle discussioni, politiche e letterarie, che si tenevano negli Orti; in partcolare uno di questi Dialoghi, il "Dialogo della Repubblica costituisce una importante testimonianza del ruolo di Machiavelli, che compare come interlocutore solo nella seconda e terza edizione, e della sua influenza politica sui discorsi. I Dialogi costituiscono un'importante testimonianza per la congiura antimedicea del 1522, fornendoci informazioni anche private rispetto al ruolo svolto dall'autore in questa vicenda, in cui si rivela già convintamente anticlericale e antimediceo Nell'edizione del 1544, che è la sola completa, salta agli occhi la sostituzione fatta dal Brucioli nel libro primo, dialogo XXVI di tutti gli interlocutori, che erano fiorentini tra cui Machiavelli, con altri personaggi di cerchia veneta tra cui Vincenzo Capello, un patrizio veneziano cui è dedicato l'intero secondo volume dei Dialogi, a volere sottolineare che dopo quindici anni di esilio considerava Venezia la sua seconda patria. Nel 1548 il Brucioli fu sottoposto a processo dal tribunale dei Savi, istituzione della Serenissima in ricostituzione dell'Inquisizione, fu condannato a un'ammenda e bandito da Venezia; tutte le sue opere che trattavano di fede furono date alle fiamme, e nel 1555 subì un secondo procedimento di eresia con 30 precise accuse. N. Lear in DBI, 14, pp. 480-85; Ascarelli p. 380; BM p. 127; non in Adams; C. Dionisotti, Machiavellerie, in part. pp. 193-226.
158929x22. 2+244+189+3h. Sólo Volumen II. (de 2). Enc. Pergamino. Primera Edición.
2007DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Nel volume l’autore affronta, in diretta prosecuzione dal precedente, l’impasse filosofico-teologica in cui si è cacciato il pensiero moderno nel punto cruciale della propria teoresi: il problema di Dio, a causa dell’essenzialismo che lo struttura. Accettando la diagnosi di Heidegger al riguardo, l’autore sostiene che fin dalla metafisica platonica il pensiero occidentale ha risolto il rapporto dell’uomo al reale nella flessione del concetto, così che fin dalla antichità classica per l’uomo occidentale Dio è diventato il concetto di Dio, così come l’essere è diventato il concetto dell’essere. Il vicolo cieco in cui il pensiero occidentale si è cacciato non è stato superato nemmeno con l’avvento del Cristianesimo, in ragione della sua contaminatio con la metafisica classica, che caratterizza persino la sintesi teologica dell’Aquinate. Una sola forma alternativa è stata tentata, ed è quella che ha costruito Heidegger, nel tentativo di pensare un Dio senza i vincoli esistenzialistici della tradizione metafisica dell’Occidente e quindi senza cadere nel tranello di ‘catturare’ Dio nella storia, secondo il modello cristiano della Incarnazione, secolarizzato nel totalitarismo moderno. Ma Heidegger ha fallito anche in questo, dimostrando con ogni evidenza che egli stesso – discepolo della tarda Scolastica di Suarez – era condizionato fino in fondo da quella flessione essenzialista da lui rinfacciata alla tradizione metafisica occidentale. Di conseguenza, negare ogni rapporto di Dio con la storia sostituendolo con i ‘cenni’ dell’ultimo Dio, non va oltre il blocco teoretico da lui stesso denunciato: il suo ultimo Dio, infatti, è ancora una esigenza del pensiero umano, totalmente altro dal Dio del cristianesimo. Descrizione bibliografica Titolo: L'ultimo dio: ultimità e ulteriorità del pensiero teoretico Autore: Giuseppe Mario Pizzuti Editore: Napoli: La Città del Sole, 2007 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 336 pagine; 23 cm ISBN: 8882923495, 9788882923495 Collana: Volume 122 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Teologia, Saggi, Male, Die Not der Notlosigkeit, Auschwitz, Dio, Totalità, Esistenza, Prove, Etica, Morale, Dialettica, Libertà, Assoluto, L'altro: l'identità rimossa della modernità, Metafisica, Nichilismo, Der letze Gott, Heidegger, Foresta Nera, Teoretica, Ermeneutica, Pensiero Occidentale, Karl Barth, Philosophy, Ontologie, Nazismo, Question of Being, Dasein, Metaphysics, Metaphysik, Husserl, Phenomenology, Hegel, Fenomenologia, God, Hermeneutical, Theology, Epistemology, Jaspers, Ateismo, Nietzsche, Shoah, Holocaust, Moltmann, morte di Dio, Zarathustra, Totalitarismo, Superuomo, Schelling, Libri rari