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1954AA.VV Missale Romanum dell'anno 1955. , Daverio 1954, Missale Romanum anno 1955 in lingua latina. Copertina con segni del tempo e con qualche scollatura all'interno. Prima pagina con segni di colla, interno in discreto stato. Mediocre (Poor) . 232
1981Emanuele Grassi Monte Athos. , Arnoldo Mondadori Editore 1981, Il Monte Athos in Grecia e i suoi vetusti monasteri, itinerario alla montagna degli asceti. Sovraccoperta con un taglio sul dorso e vari segni del tempo, interno in buono stato. Buono (Good) . 177
1979Giovanni Canfora La Bibbia illustrata. , Edizioni Paoline 1979, La Bibbia illustrata - Antico Testamento - volume I e volume II - Antico e Nuovo testamento. A cura di Giovanni Canfora, disegni di Monzio Compagnoni. Manca il cofanetto, Le copertine rigide presentano alcuni segni del tempo, gli interni sonoi in buono stato. Buono (Good) . 331
2002Margherita Marchione Pio XII attraverso le immagini. , Libreria Editrice Vaticana 2002, Suo Margherita Marchione racconta papa Pio XII. La copertina flessibile riporta macchie e segni del tempo, l'interno è in buonissimo stato. Buono (Good) . paperback 216 8820973383
2007Fray Alonso de Montufar Primer Concilio provincial. Roma, Art 2007, Primo concilio Provinciale - Messico 1555. Sovraccoperta in pergamena in buono stato, interni e tagli in ottimo stato. Buono (Good) . 98 9788878790643
2003Antonio De Simone Sulle orme di Gesù Maestro. , Senza editore 2003, Ampia sintesi dei "Diari del Vangelo - 1964/1994 - Saggio Spirituale. Sovraccoperta con lievi segni del tempo, interno in buonissimo stato. Buono (Good) . 276
1988Dan Bahat, Marcel-jacques Dubois, Mithkal Hasan Natour Gerusalemme nel tempo e nell'eternità. , Seat 1988, Gerusalemme città simbolo delle contraddizioni e dei travagli che abbraccia le tre religioni del Libro. Custodia in cartone con lievi segni del tempo, il volume all'interno in buonissimo stato. Buono (Good) . 380
1991Lino Cascioli Il Figlio dell'Uomo. , Edizioni il Parnaso 1991, Il Figlio dell'Uomo. Cento episodi della vita di Cristo. Il cofanetto riporta lievi segni del tempo, il volume è pari al nuovo. Buono (Good) . 214
1712In 4° (22,5x16,5 cm); (8), 751, (1) pp. Legatura ottocentesca in mezza pelle con piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca, difetti alle cerniere e piccolo mancanza al dorso. Testatine, finalini ed iniziali ornate. Bell’edizione veneziana stampata da Baglioni delle opere del grande, gesuita, predicatore e scrittore originario di Nettuno (Roma) Paolo Segneri. Questa edizione non è da confondersi con l’edizione, sempre stampata da Baglioni, che conteneva solo L' incredulo senza scusa. Anche qui le prime 239 pagine sono occupate dall’Incredulo ma poi, Baglioni, aggiunse numerose altre pere dello stesso Segneri, seguono in questa edizione, ognuno con frontespizio proprio e alcune in prima edizione postuma: Concordia tra la fatica e la quiete nell'orazione espressa ad un religioso in risposta... ; Lettera di risposta sopra l'Eccezioni, che da un difensore de' moderni quietisti a chi ha impugnate le loro leggi ...; I sette principj, su cui si fonda la nuova orazione di quiete riconosciuti per poco saldi, nella pratica facile che ne dà un direttore moderno alla sua Filotea ; Fascetto di varj dubbi intorno all'orazione oggi detta di pura fede, di fede sola, di fede semplice, o pur di quiete... ; Il divoto di Maria Vergine istruito ne' motivi, e ne' mezzi, che lo conducono a ben servirla...; Il parroco istruito, opera in cui si dimostra a qualsisia curato novello il debito che lo stringe, e la via da tenersi nell'adempirlo...; Il Confessore istruito in cui di dimostra a un confessore la pratica di amministrare con frutto il Sagramento della Penitenza...; Il Penitente istruito a ben confessarsi, operetta spirituale da cui ciascuno può apprendere il modo certo di ritornare in grazia del suo Signore... ; Il Magnificat incominciato a spiegarsi dal padre Paolo Segneri... ed interrottogli dalla sua Morte, opera postuma ed imperfetta. Questa è l’edizione più completa e la più rara fra quelle di Segneri stampate da Baglioni. All’interno in buone condizioni di conservazione.
1710In 12° (14x7,2 cm); (6), 370, (38) pp. Mancano la prima e l'ultima carta bianca. Bella legatura ottocentesca in mezza pelle con titolo e fregi in oro e a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca. Bell'edizione bolognese di questo importante scritto del noto ecclesiastico carpigiano Antonio Foresti, nella quale l'autore descrive come dovrebbe essere il perfetto rappresentante della Chiesa Cattolica e come i comportamenti perversi siano dannosi all'individuo ma anche alla società cattolica tutta. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione assai rara stampata dal bolognese Manolessi, un solo esemplare censito in ICCU.
1820In 8° (18,7x12,8 cm); 280, (2) pp. Legatura coeva in cartoncino rustico. Bello stemma arcivescovile al frontespizio. Dedica all’Arcivescovo Nicola Mattei Baldini † (14 aprile 1817 - 27 gennaio 1842 nominato arcivescovo, titolo personale, di Montefiascone e Corneto), che proveniente dalla nobile famiglia dei Mattei Baldini, fu Arcivescovo della Arcidiocesi di Camerino per più di vent’anni. Prima edizione rara, quattro soli esemplari censiti in ICCU, di questa interessante raccolta che vuole essere un definitivo riassunto di varie definizioni di teologia morale. L’opera è di interesse anche per lo stampatore, Vincenzo Gori, ed il luogo di stampa, Camerino. Vari capitoli sono dedicati alla censura. Buono stato di conservazione.
1662In 4° (20,5x15,2 cm); (40), 566, (46) pp. Bellissima legatura coeva in piena pergamena rigida e titolo in oro al dorso su fascetta. Tagli leggermente spruzzati. Un leggerissimo alone d’umidità, spesso invisibile e sempre ininfluente al margine basso delle ultime 100 pagine e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testatine, finalini e iniziali ornati. All’ultima pagina bella marca tipografica xilografica di Caprani con grande stella su uccelli, colline e mare ed il motto “Cognitae meliora dabunt”. Prima rarissima edizione, tre soli esemplari censiti in ICCU, stampata a Como da Nicolò Caprani di questo scritto del noto pensatore appartenente all’ordine dei Carmelitani Scalzi, Paolo Francioso, nato a Volterra nel 1572 e meglio conosciuto con il nome di Fra Simone di San Paolo. Paolo Franciosio nacque il 5 settembre 1572 in Volterra da Francesco Franciosio e Catarina Pisilia. Vestì l’abito religioso nel 1604 presso Santa Maria della Scala in Roma sotto la guida di P. Fra Giovanni di Gesù Maria, lasciando la professione di medico; emise la professione solenne il 12 aprile 1605 presso Santa Maria della Scala in Roma nella mani di P. Fra Ferdinando di Santa Maria, Preposito Generale. Sacerdote professo della Congregazione d’Italia dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi nella Provincia Lombarda. Quest’opera che è considerata fra le sue migliori ebbe uno straordinario successo e numerose riedizioni. L’opera è dedicata al grande Cardinale comasco Benedetto Odescalchi, il futuro Papa Innocenzo XI oggi Beato. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
1833In 8° (15,7x10 cm); (8), 224 pp. Legatura coeva in mezzatela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Daniello Bartoli (Ferrara, 12 febbraio 1608 - Roma, 13 gennaio 1685) è stato un gesuita, storico e scrittore italiano fra i più importanti letterati gesuiti del XVII° secolo. Qui sono riportati alcuni dei più celebri scritti di Bartoli dedicati all'estremo oriente ed alle missioni gesuitiche e due altri scritti. Fra i titoli: Succinta descrizione geografica dell'Indie di qua dal Gange; Origine e costumi dei Bramini; Le Isole di Manar e di Zeilan, Descrizine del Giappone; Ricevimento solenne fatto dal giapponese re di Bungo a S. Francesco Saverio; Descrizione dell'Isola di Gerum e degli abtinati di Ormuz; Naufragio della Nave la concezione presso all'Indie; Conversione della figliuola del re Meale; Missione del p. Luigi Almeida al regno di Gotò nel Giappone e prima fondazione di quella cristianità; Descrizione geografica del Gran Mogor e qualità del re Acabar successore di Tamerlano che regnava l'anno 1556; Descrizione della corte del re Achabar e di strane usanze al gran Mogor accoglienze de' missionari Gesuiti e loro speranze deluse; Delle Camere e delle Sale parlanti e spezialmente delle famose di Mantova e di Caprarola. Discorso di Daniele Bartoli tolto dal suo trattato del suono, de tremori armonici e dell'Udito; Discorso intorno allo stile tratto dall'uomo di lettere di Daniele Bartoli. Esemplare in buone condizioni di conservazione, edizione non comune stampata a Casalmaggiore per lo stampatore cremonese Luigi de Micheli.
1749In 16° (19x12,5 cm); (24), 200, (4), pp. Legatura in cartoncino coevo con titolo manoscritto al dorso. Al frontespizio incisione xilografica di ritratto femminile in cornice floreale. Iniziali, testatine e finalini incisi. Un leggerissimo alone alle prime due pagine e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, stampato su carta di ottima qualità da Giovanni Radice a Venezia. Prima non comune edizione di questo volgarizzamento del celebre scritto del grande filosofo greco Isocrate allo studente Demonico rimasto orfano del padre Ipponico, tradotta dal noto abate ravennate appartenente alla nobile famiglia dei Rota, Alessandro. Esemplare in buone - ottime condizioni di conservazione. Cfr.: Paitoni II, p. 195.
181019,8x13 cm; 3 tomi: (6), XVI, 335, (1) pp.; (4), 257, (2) pp.; (4), 248, (50) pp. Belle legature coeve in mezza pelle verde con fregi e titolo in oro al dorso. Piatti foderati in carta marmorizzata coeva (qualche strofinatura ai piatti e qualche difetto con piccole mancanze ai tagli dei piatti). Tunnel di tarlo al margine bianco del primo volume da pagina I a 40 e da 293 a 335, sempre lontano dal testo. Un leggerissimo alone all'angolo alto delle prime 10 pagine del primo tomo della seconda parte, inifluente e per il resto buon esemplare. Edizione non comune dell'opera più famosa del celebre filosofo francese originario di Soreze, nel quale l'autore, che inizialmente appoggiò la Rivoluzione francese ma poi se ne allontanò a causa della deriva sempre più violenta della stessa, cerca di dimostrare che la felicità e la miseria sono egualmente equilibrate e che di conseguenza è meglio che ognuno accetti la forma di governo corrente piuttosto che rischiare gli orrori di una rivoluzione, che a livello generale alla fine è e sarà sempre più apparente che reale. I fenomeni morali e politici sono infine il risultato delle forze di opposizione del progresso e conservazione, e la loro perfezione sta nel compimento della legge di equilibrio o di armonia universale alla quale tende la storia umana. L'opera ebbe un grandissimo successo tanto da vedere 5 riedizioni nei primi 10 anni dall'uscita della prima edizione del 1809. Caillet 581.
1848In 8° (18,5x11); Due tomi in un solo volume. LI, 356, pp. 375, (1), pp. Bella Legatura in mezza pelle verde coeva con titoli e fregi in oro al dorso. Piatti marmorizzati e tagli spruzzati. Lievi bruniture. Anselmo d'Aosta, noto anche come Anselmo di Canterbury (Aosta, 1033 o 1034 - Canterbury, 21 aprile 1109), è stato un teologo, filosofo, monaco e arcivescovo, considerato tra i massimi esponenti del pensiero medievale di area cristiana. Anselmo è noto soprattutto per i suoi argomenti a dimostrazione dell'esistenza di Dio; specialmente il cosiddetto argomento ontologico ebbe una significativa influenza su gran parte della filosofia successiva. Nato da una nobile famiglia di Aosta, se ne allontanò poco più che ventenne per seguire la vocazione religiosa; divenne monaco nell'abbazia normanna di Notre-Dame du Bec e, grazie alle sue qualità di uomo di fede e fine intellettuale ne divenne presto priore, e quindi abate. Si rivelò un abile amministratore e, avendo intrattenuto alcune relazioni con il regno d'Inghilterra, all'età di 60 anni ricevette l'importante carica di arcivescovo di Canterbury. Negli anni successivi, dapprima sotto il regno di Guglielmo II, quindi di Enrico I, ricoprì un ruolo rilevante nella lotta per le investiture che vedeva contrapposti i sovrani d'Inghilterra e il papato. Grazie al suo lavoro politico e diplomatico, svolto in accordo con il programma riformista gregoriano e finalizzato a garantire alla Chiesa l'autonomia dal potere politico, la questione si risolse infine con un compromesso piuttosto vantaggioso per i religiosi. La riflessione filosofica e teologica di Anselmo, caratterizzata dal primario ruolo riconosciuto alla ragione nell'approfondimento e nella comprensione dei dati di fede, si articolò su diversi problemi: dimostrazioni a priori e a posteriori dell'esistenza di Dio, indagini sui suoi attributi, analisi di questioni di dialettica e di logica sulla verità e sulla conoscibilità di Dio, studio di problemi dottrinali come quello circa la Trinità o quelli legati al libero arbitrio, al peccato originale, alla grazia e in generale al male. Anselmo venne canonizzato nel 1163 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1720 da papa Clemente XI. Esemplare in buone - ottime condizioni di conservazione.
187424,3x16,2 cm; 92, (4) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica. Buono stato di conservazione.
181818,7x12,9 cm; (2), 21, (3) pp. Brossura coeva azzurra con titolo e autore manoscritti al piatto anteriore. Celebre orazione del grande linguista, scrittore e letterato veronese, Antonio Cesari. Estratto dalla "Vita di Gesù Cristo", tomo II. Trattasi probabilmente della prima edizione in forma di monografia singola. Nello stesso anno uscì un'altra edizione a Modena presso Vincenzi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione.
1815In 8° (19×12,7 cm); (6), 3 – 110, (2 b.) pp. Bella legatura coeva in mezza pelle con fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Carta leggermente ed uniformemente brunita alle prime 20 pagine per la qualità della carta, ininfluente e assolutamente non fastidiosa e nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione italiana, due soli esemplari censiti in ICCU, di questo celebre trattato considerato fra i precursori degli studi etologici sul comportamento animale, scritto dal noto medico francese, Joseph Louis Grandchamp che membro di numerose prestigiose accademie, praticò l’arte medica a Lione. L’autore, partendo da un quesito posto dall’Istituto Nazionale di Francia durante il periodo rivoluzionario, riprende l’argomento su quale sia l’interesse pubblico in relazione ai maltrattamenti animali. Da medico e scienziato, come egli stesso precisa nell’introduzione dell’opera, dopo aver analizzato la parte fisiologica del mondo animale, Grandchamp arriva a studiare il comportamento animale, i sentimenti di questi ultimi ed anche i sentimenti che gli animali risvegliano in noi. L’autore arriva ad intuire anche importanti aspetti psicologici che sarebbero poi stati ripresi anche dalla moderna pedagogia e criminologia. Ad esempio a pagina 78 di quest’opera scrive “ … divenendo inumani verso gl’animali finiamo con l’esserlo contro gl’uomini, abbiamo trovato la vera cornice nella quale si deve fare entrare il quadro degl’effetti sopra i nostri simili di tutti i vizi opposti alle virtù sociali. … Sappiamo che gl’Animali sono sensibili. Maltrattandoli, noi non ignoriamo che gli rendiamo infelici. Assuefatti a non esercitare alcun’atto di benevolenza a loro riguardo, ne avremo noi di più per i nostri simili, che dall’idea che abbiamo di noi stessi, sappiamo essere egualmente sensibili? La sensibilità degl’uni, non ci arresterà di più di quella degl’altri. Al contrario avendo più estesi rapporti con l’uomo, avremo maggiori occasioni d’impiegare la malevolenza. … Dopo aver messi alla tortura con mille supplizi, di cui fa fremerne solamente l’idea gli animali di nostro uso, dopo averli sventrati, inchiodati, flagellati, spezzati vivi, qual barriera potrà arrestarci, quale morale potrà trattenerci nei confini di questa virtù, e quale sarà quella che potrà contenere i nostri desideri? Usare, allora, sarà per noi l’istesso che abusare.”. Se il pensiero di Grandchamp si inserisce perfettamente come prosecuzione delle idee illuministe già esposte da Condillac, Charles Bonnet, Jean-Jaques Rousseau e Voltaire ne sviluppa il pensiero cercando di dare una base scientifica ad un pensiero morale. Sulla scorta di Jeremy Bentham, fondatore dell’utilitarismo moderno e primo filosofo a parlare esplicitamente di “diritti” che scrisse: “verrà il giorno in cui gli animali del creato acquisiranno quei diritti che non avrebbero potuto essere loro sottratti se non dalla mano della tirannia”, Grandchamp arriva a comprendere l’utilità sociale della condanna dei maltrattamenti animali ma anche ad intuire come il maltrattamento sugli animali sia un chiaro campanello d’allarme che una persona possa essere un rischio sociale. Fra i capitoli: Somiglianza dell’uomo con gl’Animali; Analogia con l’uomo; Prove e fatti Sensibilità fisica; La vista; L’udito; Odorato; Il gusto; Il Tatto; La Generazione; Sensibilità morale; Industria; Intelligenza e Industria; Coraggio, Forza, Obbedienza, e Tenerezza; Gli animali sono sensibili al Morale, Amore, Intelligenza, Costanza, Fedeltà; Attaccamento e riconoscenza; Attaccamento, Inquietudine e Riconoscenza; Cosa debba intendersi per trattamenti barbari; Dell’impiego degl’Animali a nostro vantaggio; Del loro impiego per la nutrizione degl’uomini; Fino a qual punto questi barbari trattamenti interessino la morale pubblica; Effetti sull’umanità o amore e rispetto per l’Uomo; Loro effetto sulla benevolenza e il desiderio di vedere il suo simile felice; Loro effetto sulla frugalità e sull’Industria; Loro effetti sull’onestà e sull’esecuzione dei poveri doveri; Loro effetti sull’ingenuità e sulla probità; Loro effetto sulla gratitudine; Loro effetti sopra le sensazioni in genere; Potrebbe convenire di emanare delle Leggi a ciò relative?; Delle Leggi conservatrici e Obbligatorie; ecc. Opera molto rara, prima ed unica edizione italiana. Rif. Bibl.: IT\ICCU\CFIE\045713.
1757In 4° grande (24x18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell'uomo, la natura della moralità e l'origine della società. L’autore che fu anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell'etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell'Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l'accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla "On the Law of War and Peace" di Grotius e "De jurae naturae" di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. "His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought." (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy", p. 51). Nel suo "De legis naturae" Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell'uomo, la moralità, l'origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell'uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell'obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.
2018Pio Vito Pinto Matrimonio e famiglia nel cammino sinodale di Papa Francesco. , Tribunale della Rota Romana 2018, Testo rivolto ai Pastori, agli operatori pastorali e a tutti gli sposi per comprendere la vocazione del matrimonio e della responsabilità educativa. Angoli della copertina e delle prime pagine. Sulla prima pagina presenta una dedica. Buono (Good) . 544
1969Erich Lessing Verità e poesia della Bibbia - espresse in immagini da Erich Lessing. , Saie 1969, La Bibbia in immagini. Mancante di sovraccoperta. Copertina rigida con qualche macchia e segno del tempo, dorso leggermente allentato, pagine un po' ingiallite ai margini ma nel complesso buono. Buono (Good) . 316
1935Card. Pietro La Fontaine - Vescovo Adriano Bernareggi Atti e lettere degli apostoli l'Apocalisse.. , Istituto Italiano d'Arti Grafiche , Editore - Bergamo 1935, Atti e lettere degli Apostoli - l'Apocalisse - Illustrati dai capolavori d'Arte di ogni Scuola e di ogni tempo. Molte tavole. Copertina rigida un po' scolorita dal tempo, Interno un po' ingiallito ma in ottimo stato Buono (Good) . 325
1951Gustavo Dore' La Bibbia illustrata da Gustavo Dore'. , Curcio 1951, La Sacra Bibbia - Antico e Nuovo Testamento traduzioni e note di Monsignore Antonio Martini Arcivescovo di Firenze - Copertina rigida un po' stanca, interno ingiallito ma buono. Buono (Good) . 770
1774In 4° (195 x 130); 464 pagg. Prefazione al lettore con fregio in legno raffigurante una città su un fiume. Segue un indice dei capitoli. Capilettera in vignette silografiche. Legatura in cartoe muto coevo. L'opera contiene un indice alfabetico finale dei contenuti e un "indice degli avvertimenti di Cesare Speziano. Quest'opera, decisamente sottovalutata dalla storiografia, rappresenta una tappa obbligata per la comprensione del pensiero muratoriano. Da sottolineare l'aggiunta, per nulla casuale, delle Proposizioni morali di Cesare Speciano, vescovo e nunzio pontificio della seconda meta' del Cinquecento, significativo exemplum del pensiero teologico-politico del tempo. Bell'esemplare con barbe. Lieve alone saltuario e piccole fioriture a poche pagg. Qualche leggero restauro al dorso. Tracce di sporco superficiale alla legatura.