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2022br. Giovane sposa e madre di tre bambini, Maria Cristina muore di tumore a soli 26 anni, lasciando un'eredità spirituale di autentico spessore umano e cristiano. Il libro ripercorre le tappe della breve esistenza di Maria Cristina facendo ricorso a molte testimonianze di familiari, amici e conoscenti, raccolte dall'autore, compagno di scuola e amico di Maria Cristina, e agli scritti lasciati da questa giovane donna, che propone una modalità viva e attuale di vivere il Vangelo nella società di oggi. Il 30 agosto 2021, Cristina è stata dichiarata Venerabile.
1872rif. 127722Lepizig: Verlag von Breitkopf & Härtel, 1872. XII, 220 S. ; 21,5 x 13,5 cm ; Halbleinen.
2008rif. 100094157Cisalpino 2008 240 pages 17x24x1cm. 2008. Broché. 240 pages.
1997brossura Non è semplice trascorrere 23 anni sulla croce ma credo in Dio. Lo amo intensamente e Lo ringrazio per avermi donato la vita, perché ogni nuovo giorno che mi offre è un'occasione in più che ho per amarlo e servirlo". (Daniela Zanetta)
2020br. La prima volta che Nadia mette piede in Giappone, nell'estate del 2013, si sente stranamente a casa. Il Sol Levante è sempre stato nel suo cuore, sin da quando era bambina. Non può certo immaginare che quel viaggio diventerà un tassello fondamentale per il suo incontro con Dio. Nadia è una giovane fashion designer con due grandi amori: Pietro e il Giappone. Un primo viaggio, regalo di laurea, le fa scoprire un Paese e una cultura che l'affascinano, fino a pensare di avviare un'attività che la porterebbe a trasferirsi là per diversi anni. Lo sbocciare di quell'amore accade mentre il rapporto con Pietro sembra giunto al capolinea. E comunque una scelta sembra inevitabile. Nadia non è battezzata, non crede all'esistenza di Dio. La rottura e il successivo riavvicinamento con Pietro fanno sorgere in lei inquietudini che la aprono a nuovi incontri e le destano la domanda su Dio. Fino a quella sera in cui ne sente improvvisamente l'abbraccio «come un'onda potente e io ne fui totalmente avvolta. Sentii finalmente il mio cuore a casa, aveva dimora. Stavo bene, qualcosa dentro di me non era più come prima». Prefazione di Gianluigi Cottarelli. Introduzione di Giuliva Di Berardino.
2021br. Il Discorso della montagna ci parla di una giustizia più grande. Essa in ultima istanza riguarda Dio, poiché solo Dio è veramente giusto. Questa giustizia più grande però non viene presentata come una cosa diversa e altra rispetto alla piccola giustizia delle cose quotidiane. Al contrario, la sollecita e la permette. Alimenta il senso di quella giustizia di cui va in cerca l'esistenza personale di ciascuno di noi. Bisogna partire da qui per comprendere il Discorso della montagna. Quello della «giustizia» è anzitutto un bisogno che appartiene in profondità al desiderio che anima la nostra vita. Ogni gesto, ogni decisione, ogni parola sono animati, seppure quasi sempre in modo implicito, dal bisogno di sentirsi «giusti». Assumere la mitezza, la misericordia, la pace, la tenacia e la povertà come forma della vita e verità delle sue affezioni non significa solo mostrare il profilo della giustizia più grande che anima il regno di Dio, ma realizzarne la sostanza già in questo tempo, come segno della sua credibilità.
2014brossura "Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce" (Gv 18,37). Nel celebre dialogo tra Gesù e Pilato, il procuratore romano di fronte a questa affermazione rimane sbigottito e rimanda: "Che cosa è la verità?". Che cosa succede nell'animo e nel cuore di questo romano? Perché intuisce l'innocenza del Cristo e poco dopo decreta la sentenza di morte? È entrata in scena l'opinione pubblica, la forza della massa, la pressione del mondo, che non può sopportare di ricevere leggi e istruzioni dalla Verità. Il male si lancia sul bene e lo sbrana, trovando in Pilato un complice perfetto. Niente di nuovo sotto il sole: questa battaglia oggi è in atto più che mai. Occorre smascherare quel Pilato che è in noi e attorno a noi e arrendersi con fiducia alla verità, che continua a passare per le nostre vie, confortando, amando, perdonando, unificando, indicando la via del Bene, con una pazienza infinita, in modo da poter scoprire la liberta che deriva dall'essere Figli dell'unico Padre.
19353 voll. in 8', br. ed. ; vol I- introduzione ai problemi della conoscenza, pp. 208, ; vol II, introduzione ai problemi dell'estetica, pp. 160; vol III introduzione ai problemi della morale, pp. 148.piccolo starppo lungo la costa ai vol. I e III , piccola correzione al titolo al piatto del vol II, altrimenti in buono stato, ordinari segni d'uso e del tempo.
2020ril. Primo di tre volumi dedicati a uno dei campi di maggiore interesse dell'esperienza spirituale e religiosa, questo Meridiano raccoglie i testi più importanti della mistica tardo-greca e bizantina, di quella orientale siriaco-armena e della tradizione latina e italiana medievale, commentati e annotati dai più illustri studiosi di ciascuna area. L'introduzione generale al volume è di Francesco Zambon, direttore dell'intero progetto editoriale, nonché curatore egli stesso della terza e più cospicua sezione. Un'occasione per il lettore di compiere un viaggio in grado di condurlo direttamente alla radici della cultura cristiana antica e premoderna, con l'ausilio di strumenti critici e interpretativi d'eccellenza.
2021ril. Inizia con questo secondo Meridiano l'esplorazione del pensiero e della scrittura mistica cristiana di epoca tardomedievale e moderna. Nelle tre sezioni che compongono il volume viene offerta al lettore una cospicua scelta di testi di area renana, fiamminga e tedesca, di area francese e di area italiana, disposti a comporre un arco cronologico che copre oltre otto secoli: dal "Cantico dei cantici" di Sankt Trudperter a Meister Eckhart, ai testi del poeta Rainer Maria Rilke e di Edith Stein; da Marguerite Porete alle splendide e tormentate scritture di Marie de la Trinité passando per il catechismo spirituale dei gesuiti del XVII secolo; da Marsilio Ficino e Giordano Bruno a Padre Pio da Pietrelcina. L'introduzione storico-interpretativa delle diverse sezioni, il profilo degli autori e il commento puntuale ai singoli testi sono stati affidati a una équipe internazionale di studiosi coordinata da Francesco Zambon e composta da Michela Catto, Victoria Cirlot, Guido Mongini, Benedetta Papasogli e Amador Vega.
1994rif. 11668Rom, AVE - An. Veritas Editrice, 1994. 8° (18,5-22,5 cm). 223 S. Illustr. OKartonage
2015br. Saggezza, capacità di governare le passioni e di orientare l'azione al perseguimento di un bene comune di tipo universale: è l'idea di prudenza che ci hanno trasmesso i classici e di cui oggi abbiamo più che mai bisogno. Il pensiero economico dominante concepisce erroneamente la prudenza solo come avversione al rischio; mentre in realtà il problema è vedere al di là dei vantaggi a breve termine e agire secondo una visione di lungo periodo. Ecco allora che la vera sfida è trasferire il principio di prudenza alla sfera collettiva e farlo vivere all'interno del disegno delle istituzioni e dei sistemi di governance delle imprese.
2004br. Quale senso può assumere, nel secolo della decomposizione della soggettività, la questione dell'eudaimonia, ossia del progetto di felicità come piena realizzazione del sé, che ha caratterizzato l'etica fin dalle sue origini greche? Nel persistere di violazioni continue dei diritti elementari di tante donne e tanti uomini, è un gesto di tracotanza del pensiero porre ancora la domanda di felicità al cuore dell'etica? Oppure, senza domanda di eudaimonia, cosa permane dell'etica? Il libro si propone di condurre il lettore lungo i percorsi più significativi che tali domande hanno aperto alla filosofia etica e politica nel secolo scorso e di indicare quali questioni sono ancora attuali e destinate ad alimentare il dibattito del XXI secolo.
rif. 11315n°175, In 12 broché, couverture illustrée en couleurs de STARACE. Faux-titre, titre, 319 pages, Arthème Fayard Cie le livre populaire. Collection à 2frs
1902in 8°, pp. XVI, 228, bross. edit.; traduz. del canonico Luigi Cappelli, 2^ ediz. riveduta, corretta e annotata; lievi fior. e strappetti alla bross. 105/31
1986rif. 100084249Fayard 1986 208 pages 13x21x2cm. 1986. Broché. 208 pages.
2020ill., br. "Che cosa sai del silenzio?" chiese l'abate. "Il silenzio è tranquillo" rispose il piccolo monaco, ma in realtà avrebbe preferito dire "triste" o "noioso". E probabilmente, non è il solo a pensarla così. Sono davvero pochi quelli che trovano piacevole il silenzio, al punto da desiderarlo. Per molti, infatti, è sinonimo di immobilità o addirittura di timidezza, di isolamento. Ma lo è davvero? Dopotutto, il silenzio è stato parte integrante del modo di vivere nei monasteri benedettini per secoli. E non senza motivo, come si renderà conto il piccolo monaco che, nonostante le difficoltà iniziali, capirà quanto sia liberatorio, quanta forza trasmetta. A poco a poco, comprenderà dunque l'insegnamento: il silenzio è pace interiore e armonia con se stessi. Come si può (ri)trovare il silenzio in mezzo al caos della vita quotidiana? E che cos'ha di tanto speciale? Le sei divertenti storielle del piccolo monaco, in cerca di consigli presso un monaco più anziano e saggio, sono accompagnate dalle approfondite riflessioni di Zacharias Heyes, che mostra, attraverso l'esperienza personale, come il silenzio possa essere la chiave per l'equilibrio interiore, per un profondo senso di appagamento, accompagnando queste riflessioni con esercizi quotidiani. Una volta raggiunto l'equilibrio, magari cercando momenti di raccoglimento per allontanarsi dai rumori del mondo e dalla frenesia di impegni e cose da fare, potremo conservare la calma persino in mezzo al caos.
1913rif. 626739Paderborn [u.a.]: F. Schöningh. 1913. 92 S. 21 cm. Zustand: Gut gering gebräunt (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Es gibt geringe BL-Anmerkungen auf 17 Seiten; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Schnitt oben leicht angestaubt; Außenecken sind gering knickspurig; Broschiert
1960rif. R200000410SEUIL. 1960. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 191 pages avec des photos en noir et blanc.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
rif. 3907Paris, Boivin & Cie, 1937, in-8, 128 pp, br.
1969Yves Raguin Pregare oggi. , EDB 1969, Condizioni discrete: copertina flessibile sporca, dorso con lievi segni di usura, tagli sporchi, pagine brunite Buono (Good) . 72
1998rif. 259744Gallimard/ folio 1998 230 pages poche. 1998. Broché. 230 pages.
rif. ROD0041590SPES. sans date. In-12. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos abîmé, Quelques rousseurs. 251 p., titre doré sur reliure dos en percaline.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
1943rif. ROD0041035SPES. 1943. In-12. Broché. Bon état, Couv. défraîchie, Coiffe en pied abîmée, Intérieur frais. 221 p.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
1954Dedica - Prefazione in un mattino di domenica - La saggezza del vivere - Consiglio per vivere - La nostra eredit? animale - Il ritmo vitale - L'uomo come sentimento - Interludio sulla Nuova Inghilterra - Vita - Libert? - La ricerca della felicit? - Le arti del vivere - Natura - Dio - Amore - Riso - Guerra e pace - Ricapitolazione - Indice delle tavole 1 23,5x16,5 cm., legatura editoriale cartonato-pergamenato con stemma a colori sul piatto e in nero in frontespizio, titolo in oro su tassello al dorso, pp. 477 (2), 32 tavole in bianconero fuori testo, prima edizione italiana, buone condizioni