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1990Best.-Nr. 289729Frankfurt am Main : Suhrkamp, 1990. 326 Seiten, 19 cm. Originalleinen mit Original-Schutzumschlag.
2007brossura
2022br. Charles de Foucauld ha fatto dell'amore universale il suo scopo di vita. Un uomo che si è immerso completamente nella cultura delle sperdute genti del Sahara per portare Cristo in mezzo a loro. Un missionario? Un monaco? Un eremita? Un esploratore? Un filologo? Charles de Foucauld fu tutte queste cose. Divenuto santo nel maggio 2022, egli è ad oggi un personaggio storico originale e attuale. Il libro è il risultato di un'accurata selezione dei suoi scritti, anticipata da un saggio introduttivo che ripercorre gli aspetti di maggior originalità di un missionario in anticipo sui tempi. Prefazione di Gaspare Mura.
2014br. Opera ormai classica della spiritualità moderna, il cui autore ha avuto un influsso enorme nella comunità ecclesiale e nell'ambito dei rapporti con le altre religioni.
2002ril. Il volume, ordinato in quattro parti, ricostruisce la vita e l'esperienza interiore di Charles de Foucauld, attingendo al suo epistolario e ad alcuni suoi scritti e ripercorre le tappe più importanti della sua vita: la Trappa, Nazareth, Beni Abbès e Tamanrasset; luoghi geografici, ma anche luoghi spirituali che segnano l'evoluzione del suo itinerario. Il libro curato da E. Bolis, è arricchito da un'ampia introduzione che colloca la vita di de Foucauld nel suo contesto storico, analizza il suo percorso umano e spirituale e presenta i destinatari delle sue lettere.
2020br. Fratel Charles, il "piccolo fratello universale", ci obbliga a una riflessione sull'uomo, sul mondo e sulla relazione fra le religioni, in particolare con il mondo islamico. Nato a Strasburgo il 15 settembre 1858, morì a Tamanrasset (Algeria) il 1° dicembre 1916, ucciso in un assalto di banditi nel suo eremo, dove aveva scelto di vivere l'esistenza dei poveri del territorio e di quel Cristo di cui, per un ventennio, imitò la "vita nascosta". Le pagine di questo volume raccolgono testi di varia provenienza, che testimoniano proprio gli esordi della vita in Cristo di fratel Charles: gli anni di Nazaret e Gerusalemme, quelli dell'immersione nei luoghi della vita segreta di Gesù, della vita oscura della Santa Famiglia. In questi anni, che vanno dal 1897 al 1900, fratel Charles approfondì i motivi della propria vocazione, fece memoria della vita precedente la conversione e impostò il futuro. Sono anni decisivi, dunque, in cui il lettore ritroverà tutto quello che il "piccolo fratello" sarebbe stato in seguito.
2021ril. Se Cristo tornasse oggi? Ecco la domanda che si è posto padre Enzo Fortunato. La domanda al cuore del Cristianesimo, del nostro vivere, del nostro amore, del nostro agire. Padre Fortunato ci propone una riflessione profonda, attraverso storia e letteratura. Cosa possiamo imparare dal modo in cui grandi autori hanno immaginato il ritorno di Cristo sulla terra? Prima di tutto che la modernità e la contemporaneità ci mettono di fronte a ciò che la teologia ha sempre chiamato le questioni ultime o le domande essenziali. Flaiano, Michelstaedter, Tolstoj, Dostoevskij e altri, ciascuno a suo modo, ci dicono che nonostante tutte le apparenze contrarie, nonostante tutte le ironie e le demistificazioni, la verità evangelica mantiene per noi tutta la sua forza e la sua attualità. Quando Cristo batte alle nostre porte - e questo avviene molto più spesso di quanto crediamo - noi ci limitiamo a far entrare nelle nostre case il suo nome e lasciamo fuori le sue verità che sono la pazienza, il perdono, l'amore. In fondo è soltanto l'amore che le raccoglie e le riassume tutte.
2020ril. Nel corso di una normale riunione di redazione della rivista «San Francesco», il direttore, padre Enzo Fortunato, trova in archivio, a sorpresa, un vecchio articolo scritto in occasione del restauro della tonaca del Santo di Assisi. Nell'articolo è spiegato che i rammendi del saio di san Francesco risultavano fatti da Chiara d'Assisi utilizzando delle toppe ricavate dal proprio mantello. Per tutti è un'immagine potente, quasi uno scoop: colpisce perché parla di un'unione di fede e di spirito che va oltre l'immaginabile, ma sottolinea anche l'importanza del ricucire gli strappi, dell'imparare a recuperare, non solo le cose, ma anche i rapporti. L'abito rattoppato di Francesco getta sì luce sul ruolo di Chiara nel prendersi cura dell'altro, del «fratello», ma ci dice anche quanto sia necessario, oggi in particolare, riparare. Nella figura e nelle proporzioni, la tonaca francescana, scelta dal Santo perché quotidiana veste da lavoro dei contadini del suo tempo, ricorda, con le due larghe maniche cucite perpendicolarmente alla linea delle spalle, il disegno della croce. Tanto da spingere il pensiero a un'altra «tonaca», anzi a una «tunica»: quella che i soldati, dopo aver crocifisso Gesù, si giocano ai dadi sul Golgota e di cui restano due reliquie illustri, l'una a Treviri e l'altra ad Argenteuil. Quella tunica, tessuta tutta d'un pezzo, è considerata un simbolo dell'unità dei cristiani. La comparazione proposta in questo libro altro non è che il confronto tra il Maestro e il suo discepolo, ovvero tra Gesù di Nazaret e Francesco d'Assisi: un parallelismo fatto attraverso i loro indumenti e le loro spogliazioni, che sottolinea, oltre all'immensa grandezza di questi due personaggi, l'affinità elettiva esistente tra loro. Possono due abiti essere emblema di una storia e incarnare la Parola di coloro che li indossano? È certamente così: la tunica di Gesù e la tonaca di san Francesco sono simboli di fragilità, ma al tempo stesso di dignità, di unità e di condivisione; emblemi dell'universale messaggio cristiano, che significa amore, e dello spirito francescano, precursore della cura per il pianeta. Per questo "La tunica e la tonaca" è un viaggio tra Gesù e Francesco, due figure straordinarie che - l'uno deriso e spogliato a forza, l'altro spogliandosi spontaneamente - hanno cambiato il mondo.
2023ril. «Sembriamo tutti giudici mancati, ma Dio perdona chi non giudica i fratelli.» Così, in una messa a Santa Marta, papa Francesco sottolinea come il giudizio verso l'altro sembra aver sostituito la misericordia cristiana. Lo stesso papa, del resto, è costantemente criticato; alcuni lo hanno addirittura bollato come eretico, chiedendone le dimissioni. Una storia per molti versi speculare a quella di san Francesco d'Assisi che, nel corso della sua vita, dovette passare attraverso ben tre processi. Il primo, mosso dal padre Pietro di Bernardone, terminò con uno dei gesti più eclatanti e significativi mai raccontati nelle vite dei santi, la «spoliazione». Il secondo, noto come il processo del «Signor Papa», ha come protagonista Innocenzo III ed è una parte centrale del complicato percorso che portò all'approvazione della Regola. Il terzo, infine, scatenato dai dissidi sull'interpretazione della Regola che avevano causato numerose dispute tra i frati, terminò con la decisione di Francesco di rassegnare le dimissioni dalla guida del suo stesso Ordine. Partendo dal racconto di questi tre episodi, Enzo Fortunato riflette sulle somiglianze tra la vita del Santo e quella di papa Francesco. Entrambi, come Gesù, non giudicano mai l'altro, ma sono continuamente sotto giudizio. Il ritorno dello spirito francescano veicolato dal papa, infatti, ha scosso dalle fondamenta una Chiesa arroccata e autoreferenziale che rischiava di perdere di vista il messaggio più autentico del Vangelo: l'amore verso gli ultimi. Come scrive il cardinale Matteo Maria Zuppi, «una delle chiavi di lettura offerta da padre Enzo Fortunato sta nel modo in cui entrambi - il Santo e il papa - rispondono ai loro accusatori. O, come sarebbe meglio dire, il modo in cui non rispondono. Non si tratta di eludere il confronto, ma di ribaltare il piano e la logica dell'accusa. Questa, infatti, alimenterebbe soltanto l'odio e il rancore. La logica del cuore apre invece lo spazio a un altro modo di intendere la relazione umana».
2022ril. La leggenda vuole che a inventare il presepe sia stato, nel lontano 1223, san Francesco d'Assisi. Recatosi a Betlemme l'anno precedente, Francesco rimase incantato dalle rappresentazioni sacre allestite in occasione del Natale e al ritorno chiese a papa Onorio III di poterle riproporre. A quei tempi la rappresentazione dei drammi sacri era vietata dalla Chiesa; il Papa gli concesse però di celebrare la messa in una grotta naturale, l'eremo di Greccio, e così, il 24 dicembre del 1223, venne messa in scena la nascita di Gesù bambino. C'erano la grotta, il bue e l'asinello. Nessuno dei presenti prese il ruolo di Giuseppe e Maria, perché Francesco non voleva si facesse "spettacolo" della nascita del Salvatore. La popolazione accorse numerosa e così il santo poté narrare a tutti i fedeli, che non sapevano leggere, la storia della nascita di Gesù. In queste pagine, padre Fortunato ripercorre la storia del presepe dalla grotta di Betlemme al primo presepe vivente di Greccio, fino alla Basilica Superiore di Assisi e a Scala, dove Sant'Alfonso Maria de' Liguori, tra pastori, grotte e greggi, trovò ispirazione per la composizione di "Tu scendi dalle Stelle". Prefazione di Domenico Pompili.
1900FORTUNATO DELPOGETTO DON S.S.P. S. Giovanna d'Arco. , Pia società san paolo alba 1900, Copertina flessibile leggermente usurata e ombrata principalmente sul retro, taglio e pagine imbruniti Buono (Good) . Copertina flessibile 78
1783in-12, pp. 118, (2), con finalini in xilografia; legatura in carta decorata coeva. Edizione tra le prime, difficile da identificare (la prima sempre ad Yverdon ma 1781), a cui fecero seguito molte altre. Opera di filosofia morale di scrittore e storico poliedrico. Raro a trovarsi in commercio. Buon esemplare, fresco e genuino, in barbe. . .
2012br. Studio critico sul significato del processo di stigmatizzazione - più che sulle stigmate in quanto fatto provato -, sulle implicazioni sociali che scaturiscono da questa forma di predicazione evangelica che parla attraverso il corpo.
2020brossura "Cara lettrice/caro lettore, perché ho deciso di parlarti del mio Cammino di Santiago? Perché vorrei dirti quello che ho vissuto. Io lo definisco "il mio Cammino della gioia" e questa gioia è come se non riuscissi più a contenerla, ha bisogno di venire fuori. Naturalmente scrivo queste pagine con la consapevolezza che ho nel momento in cui le scrivo. Dico questo perché sento che questa esperienza durata 52 giorni mi sta ancora lavorando dentro. ne vedo gli effetti nella vita a piccoli passi, come a piccoli passi ha percorso il Cammino di Santiago. La mia struttura, la mia personalità non è certamente più la stessa, ha subito dei cambiamenti che si manifestano in modo silenzioso, senza scossoni, così come è sempre avvenuto nella mia esistenza."
2004Best.-Nr. R260176445PAROLE ET SILENCE. 2004. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 220 pages. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
2004Best.-Nr. RO80166599PAROLE ET SILENCE. 2004. In-8. Broché. Etat du neuf, Couv. remarquable, Dos impeccable, Intérieur frais. 220 pages.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
2022ill., br. In questa piccola raccolta di lettere al suo popolo, dell'arcivescovo Bruno Forte, vengono affrontati i temi fondanti del cristianesimo. L'atmosfera calda e poetica che vi si respira accompagna il lettore in un viaggio unico nella spiritualità. La Trinità, il Sacro Cuore, la Chiesa, l'Eucaristia, la preghiera, la Vergine Maria: ogni argomento trattato nelle meditazioni è l'inizio per un cammino di crescita spirituale e di approfondimento del personale rapporto con Gesù Cristo, Luce della vita.
2022br. Le emergenze storiche e esistenziali del tempo in cui viviamo ci pongono di fronte alla necessità di modificare i nostri stili di vita e di riflettere sui comportamenti che adottiamo. Le virtù cardinali in particolare consistono negli abiti morali che predispongono la persona a operare il bene, agendo in maniera responsabile. Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza - a ciascuna delle quali è dedicato un capitolo di questo libro - costituiscono il "cardine" su cui ruota la porta per entrare in una vita morale pienamente vissuta, capace di preparare il terreno all'avvento di Dio nel nostro cuore e anche a renderci in grado di realizzare il Suo progetto.
2021br. In questo libro Bruno Forte riflette sul dono della fede, per farne conoscere la forza e la dolcezza a tutti, in particolare ai giovani che hanno la vita davanti a sé e possono darle il senso e il sapore che la rendono meravigliosa. «Cerco, il dono va chiesto, cercato, a volte invocato partendo da situazioni di dolore e di sconforto: non è però un premio, dato solo a chi lo meriti, ma un'offerta d'amore che Dio fa a chi gli apra con fiducia il cuore». La proposta è scandita in due parti: nella prima sono raccolte Otto lettere ai cercatori di Dio; nella seconda l'Autore risponde alle Otto domande che più spesso gli sono state rivolte sul tema. Senza alcuna pretesa di spiegare tutto, egli intende porre interrogativi che contano ed offrire piste che aiutino a pensare. Si tratta di questioni vere e profonde, che emergono quando ci si mette in reciproco ascolto, pronti a lasciarsi sfidare e provocare dalla libertà, dai dubbi e dai sogni degli altri, che - specialmente nei giovani - sono sempre più grandi dei corti orizzonti dei calcoli e delle paure, che tante volte dominano gli adulti. «Ho scritto queste pagine per te. L'ho fatto nel desiderio di condividere il dono più grande che ho ricevuto nella mia vita: la fede in Cristo. È un dono che ha riempito il mio cuore di gioia durante tutto il cammino dei miei giorni» (Bruno Forte).
2018br. Su questo argomento sono stati scritti molti libri, ma l'esperienza della preghiera non può essere comunicata che per contagio. È guardando Gesù che i discepoli hanno desiderato pregare come lui. Dopo che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli il Padre Nostro, uomini e donne un poco più progrediti su questa via, hanno aiutato quelli che desideravano imparare. A pregare si impara, come ad amare. Questo libretto si indirizza particolarmente a coloro che si avviano lungo il cammino della preghiera.
2022br. Oggi nella formazione cristiana, nota l'autore di questo libro, l'esperienza del silenzio, dell'ascolto in solitudine, è passata in secondo piano, tutt'al più confinata a qualche momento di ritiro o di "deserto". Prevale in un certo senso la logica del "gruppo", delle consorterie, come testimonia la litania infinita dei termini che usiamo ogni giorno per parlare della vita cristiana: fraternità, solidarietà, corresponsabilità, accoglienza, condivisione... Parole sante e imprescindibili! Ma senza un'adesione personale allo Spirito, rischiano di diventare vuote e solo gridate come slogan sterili e di maniera. Dobbiamo allora, continua don Giuseppe Forlai, entrare con Gesù nel deserto e in silenzio, con le sole Sante Scritture sotto il braccio e la retta fede nel cuore, per approfondire ognuno le proprie convinzioni personali. Questo volume, attingendo al tesoro della sapienza monastica, vuole essere una guida preziosa in questo cammino. Usando le parole di san Romualdo, grande eremita e figlio della regola di san Benedetto, si tratta, «come una piccola creatura», di svuotarsi di se stessi e di collocarsi «in» Dio, contenti solo della sua grazia. «Perché bisogna tenere ben da conto questo libro? Perché in questo modo o in un altro abbiamo bisogno di una iniziazione alla vita nascosta, per non diventare ancora più insulsi, inconsistenti, irrilevanti e trasparenti di quanto non siamo già». Don Fabio Rosini
2020br. L'antica tradizione della direzione spirituale può rappresentare uno strumento di orientamento nella nostra epoca così complessa, se non confusa. Quest'opera nasce dall'esperienza dell'autore come direttore spirituale e vuole venire incontro con uno stile immediato e pratico sia a chi è in cerca di un direttore spirituale e desidera individuarne le caratteristiche, sia a chi è chiamato a offrire tale accompagnamento. Nella prima parte del libro vengono delineati i fondamenti e le coordinate teologiche essenziali per comprendere la materia, nella seconda viene affrontato il modo di procedere e di condurre gli incontri. Uno strumento per chi si sente interpellato a essere un compagno di strada nella vita spirituale, ma anche per tutti i credenti in Cristo che hanno scoperto - magari a proprie spese - che senza un confronto si progredisce poco e a zig-zag.
2021br. Per Teresa d'Avila l'orazione è la porta del nostro castello interiore, nella cui stanza centrale siede in trono Cristo risorto. Pregare vuol dire varcare questa soglia ed entrare in un mondo da esplorare. Questo testo si rivolge a chi ha il desiderio di pregare e sente l'iniziale necessità di orientarsi. Nella prima parte l'Autore offre un breve commento ad alcuni brani del Nuovo Testamento che riguardano la preghiera, introducendo alla bellezza e alla peculiarità della preghiera cristiana. Nella seconda parte vengono suggerite alcune modalità di orazione consegnateci dalla tradizione spirituale della Chiesa, tra le quali, per esempio: il silenzio, la lectio divina, l'esame di coscienza.
2019brossura Qual è la volontà di Dio? Che preghiamo incessantemente senza stancarci mai. E come è possibile farlo? Praticando la preghiera di Gesù, conosciuta anche come preghiera del cuore, e ripetendo senza interruzione, in ogni circostanza, una brevissima invocazione: «Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me, il peccatore». Questa modalità di elevare la mente e il cuore a Dio, che da secoli vorrebbe favorire la preghiera senza interruzione comandata nelle Scritture Sante (cfr. Lc 18,1; 1Ts 5,17), comporta un cambiamento radicale del modo di pensare, amare e organizzare il tempo. Non si può praticare la preghiera del cuore e continuare a vivere come prima, come non si può miscelare l'olio con l'acqua. Con l'aiuto della tradizione monastica orientale, e in particolare dei Racconti di un pellegrino russo, in questo volume l'autore delinea un percorso per entrare nella preghiera del cuore e lasciarci trasformare da essa, nella consapevolezza che per dialogare con Dio bisogna imparare ad invocarlo con il cuore.
2016br. A far l'amore s'impara.... e a essere casti pure, ma all'iniziosia dell'una che dell'altra parte ci deve essere un dono checi sorprende e che ci disciplina nel tempo. Oggi la castitàcristiana non è più considerata un valore; nonostanteciò rimane, insieme all'accettazione della morte, unodei pochissimi modi per rimanere persone. Attingendosoprattutto alla tradizione dei Padri monastici, donGiuseppe Forlai dà voce allo "spudorato" bisogno che lanostra società post-umana ha della castità evangelica qualerealtà praticabile da tutti i battezzati, sia come scelta fatta pertutta la vita, sia come condizione periodica (fidanzamento,vedovanza, malattia del coniuge, ecc.).