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Broch?. 310 pages. Manque ? la couverture. D?fra?chi.
2012br. Cos'è la giustizia e il giusto, se e perché dobbiamo essere giusti, il rapporto fra utilità e giustizia: sono quesiti fondamentali già a partire dall'antichità con le riflessioni di Platone e Aristotele. Dopo di loro, la riflessione di Hobbes, Locke, Hume, Rousseau e Kant arriva a inquadrare il problema della giustizia all'interno della discussione pubblica in politica. Nel XIX secolo Marx pone la questione che le riflessioni su questo tema siano in stretta relazione con la capacità della giustizia di soddisfare fini e aspettative sociali. Infine nel XX secolo filosofi come Hayek e Rawls elaborano diverse ipotesi nell'ambito della teoria politica e arrivano a conclusioni teoriche ancora oggi dibattute.
2004br. In questa conferenza tenuta a Berlino nel 1927, Max Scheler applica al clima politico dell'epoca i principi che aveva sviluppato in una delle sue opere più importanti, "Il formalismo nell'etica e l'etica materiale dei valori". Scheler s'interroga sulla "pace perpetua" davanti a un uditorio di uomini politici e diplomatici che di lì a poco sarebbero saliti alla ribalta in Germania. Ma non si tratta di uno scritto occasionato da un clima culturale che prepara la strada a Hitler; è invece il ragionamento lucido in risposta all'idea che da un conflitto di portata mondiale possa venire una pace eterna.
2000Max Pohlenz L'ideale di vita attiva secondo Panezio nel "De officiis" di Cicerone. , Paideia 2000, Buone condizioni. Copertina flessibile, con macchie e segni d'uso. Tagli e pagine ingiallite. Buono (Good) . paperback 240 9788839400390
1976xxxii + 195pp., 24cm., dans la série "Lex spiritus vitae" vol.2, br. (peu passée), 2 cachets, intérieur en bel état, (texte en français), R70198
Paris, Librairie Hachette et Cie, 1908, in-16, br. edit., pp. VIII, 358, (2). Privo della cop. post. e con mancanze al dorso. Qualche segno in matita.
1908236pp., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", 23cm., cachet, dos restauré, intérieur en bel état, F53463
1908Volume in -8 picc. (12,5 x 19,5 cm.), brossura editoriale con titolo al piatto, dorso rinforzato, fogli non rifilati, pp. 169. Leggere tracce d'uso sul piatto, per il resto in buono stato di conservazione (appena restaurato). Traduzione italiana di GINO TAMBURINI con prefazione del Prof. CARLO FEDELI. A cura del Comitato Centrale Italiano per la PUBBLICA MORALITA' (2° Edizione).
1921In-8°, legatura in brossura editoriale, pp. 160.
1855réf. 18552Tours, Mame, 1855. Frontispiz, 1 Bl., 308 SS., 6 Stahlstiche von Delannoy nach Girardet. Kl.-8°, hübscher Orig.- Prägeband mit goldenen Ornamentbordüren, Rosenmotiven und eingelassener Farblithographie auf dem Voderdeckel, Goldschnitt.
1953(Milano), Garzanti, (1953), in-8, br. edit., pp. 102, (2).
2022br. Lo studio, prendendo in esame la corrente del Nuovo Ateismo, ne evidenzia gli aspetti salienti che, rivelandosi pretenziosi e lacunosi, finiscono per affermare ciò che intendono demolire. Sviluppato in un'ottica di Misericordia, esso apre ad una prospettiva di dialogo, che sa cogliere ogni realtà come opportunità di riflessione su sé stessi e come via privilegiata per testimoniare, nella Verità, l'Amore incarnato.
1972In 16, cm 10,5 x 18, pp. 272 + (4). Brossura editoriale. Libro contro la predicazione di una nuova morale ecologica che si dice sia necessaria per salvare il mondo, l'autore denuncia il contenuto ideologico dell'ecologia nello stesso tempo in cui rileva la priorita' della storia naturale rispetto a quella umana non solo come antefatto dato una volta per tutte, ma anche come realta' perenne.
1829traduite par Gonnelieu 1 9.7x6.2 cm., in francese
1998ill. L'imitazione di Cristo, un piccolo gioiello di teologia ascetica e mistica del tardo Medioevo, non è da leggere, ma da meditare e assaporare piano piano. Se si accetta di imitare Gesù, la vita di una persona può cambiare radicalmente. Maturato in ambiente monastico, di questo ambiente conserva la fragranza: tratta della perfezione della vita cristiana... È stato certamente il testo di letteratura religiosa più diffuso per secoli nel popolo cristiano d'occidente. Ha formato schiere di santi (da sant'Ignazio di Loyola a san Carlo Borromeo, da santa Teresa d'Avila a santa Teresa di Lisieux, da san Giuseppe Cottolengo a san Giovanni Bosco e santa Maria Mazzarello) ed è stato sempre raccomandato dai papi, da san Pio V a san Pio X, da san Pio XI a san Giovanni XXIII. L'hanno apprezzato anche uomini di cultura lontani dalla Chiesa e letterati e scienziati insigni, da Corneille a Voltaire, da Ampère a Retté, da Papini a Merton.
2013br. Dopo la Bibbia, "L'Imitazione di Cristo" è il testo religioso più diffuso della letteratura cristiana occidentale. L'opera è anonima, ma vari studi hanno indicato in Tommaso da Kempis o in Jean Gerson il possibile autore. Ai suoi insegnamenti si sono formate figure come Teresa di Lisieux, Jacques-Bénigne Bossuet (che lo definì "il quinto Vangelo"), Giovanni XXIII e Benedetto Giuseppe Labre. Questo classico della spiritualità cristiana è ora riproposto in una nuova traduzione dal latino particolarmente scorrevole e moderna
2016brossura L'imitazione di Cristo, un piccolo gioiello di teologia ascetica e mistica del tardo Medioevo, non è da leggere, ma da meditare e assaporare piano piano. Se si accetta di imitare Gesù, la vita di una persona può cambiare radicalmente. Maturato in ambiente monastico, di questo ambiente conserva la fragranza: tratta della perfezione della vita cristiana... È stato certamente il testo di letteratura religiosa più diffuso per secoli nel popolo cristiano d'occidente. Ha formato schiere di santi (da sant'Ignazio di Loyola a san Carlo Borromeo, da santa Teresa d'Avila a santa Teresa di Lisieux, da san Giuseppe Cottolengo a san Giovanni Bosco e santa Maria Mazzarello) ed è stato sempre raccomandato dai papi, da san Pio V a san Pio X, da san Pio XI a san Giovanni XXIII. L'hanno apprezzato anche uomini di cultura lontani dalla Chiesa e letterati e scienziati insigni, da Corneille a Voltaire, da Ampère a Retté, da Papini a Merton. Versione integrale del testo in un comodo formato tascabile.
1990br. Quest'opera dell'ascetica cristiana attribuita a Tommaso da Kempis, è proposta in quattro libri: il primo sollecita il ritorno al primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili; l'obbedienza, la contrizione. Il secondo insiste sulla inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.
1995DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, TAGLI LEGGERMENTE BRUNITI. L'Imitazione di Cristo (titolo originale in latino: De Imitatione Christi) è, dopo la Bibbia, il testo religioso più diffuso di tutta la letteratura cristiana occidentale.[1] Il testo è in lingua latina e ne è sconosciuto l'autore. La rosa di nomi a cui attribuire l'opera è, sostanzialmente, ridotta a tre figure: il monaco agostiniano Tommaso da Kempis, Jean Gerson e Giovanni Gersen. La mancanza dell'autore secondo l'uso certosino ha fatto propendere ultimamente per l'attribuzione all'ambiente certosino (Enzo Bianchi). L'analisi contenutistica sembra confermare questa ipotesi. Scritto durante il periodo medievale, oggetto dell'opera è la via da percorrere per raggiungere la perfezione ascetica, seguendo le orme di Gesù (Christomimesis). L'opera si divide in quattro libri. Libro I (Libro della imitazione di Cristo e del dispregio del mondo e di tutte le sue vanità) sollecita ad abbandonare la vacuità delle cose materiali e a porre al centro dell'attenzione la carità, la conformità a Cristo, la meditazione, l'obbedienza e la contrizione. Libro II (Dell'interna conversazione) insiste sulla necessità e l'inevitabilità della sofferenza per poter entrare nel regno di Dio ed elabora una serie di precetti per vivere una vita interiore molto intensa. Libro III (Dell'interna consolazione) segna un mutamento nello stile: il testo diventa infatti una sorta di dialogo mistico con Cristo. Libro IV (Libro del sacramento del corpo di Cristo) esorta, sempre sotto forma di dialogo, alla unione con Cristo attraverso l'eucaristia. Dal titolo del primo capitolo è verosimile pensare che il testo, passando da copista a copista, abbia fatto sì che la scelta del titolo per l'intera opera abbia avuto origini casuali in quanto riflette il titolo di questo capitolo iniziale. Informazioni bibliografiche Titolo del Libro: L'imitazione di Cristo Autore: Anonimo Traduzione e cura di: Sabrina Ceccarelli Editore: Orsa Maggiore, 1995 Collana: Stelle dell'Orsa Lunghezza: 222 pagine; 22 cm Soggetti: Teologia morale cristiana, Cristianesimo, testo devozionale, Testi sacri, Medioevo, XIII Secolo, Gersenio, Attualità, Messaggio, Dottrina cristiana, Esortazioni, Liturgia, Preghiere, Fede, Opere buone, Catechismo, Obbedienza, Cristiani, Fedeli, Manuali, Ammonimenti, Consolazione, Peccatori, Gesù, Giudizio, Salvezza, Grazia, Umiltà, Meditazioni, Tolleranza, Sacramenti eucarestia Parole e frasi comuni amore Beato Bernardo di Chiaravalle Bibbia biblico buona cammino celeste cielo Cinisello Balsamo colui comunione consolazione creatura cristiana croce cuore desiderio Deventer devotio moderna devozione DISCEPOLO disprezzo divina dono esteriori eterna fervore Figlio Gesù gioia giorno gloria grado grazia Ignazio di Loyola infatti interiore invece Jean Gerson anima autore Imitazione di Cristo umile uomo lascia libro libro dei Proverbi lode miseria misericordia mistica monachesimo monastica mondo nulla pace parole passioni pazienza peccati persino piuttosto possa possiede potrai preghiera presbitero prova Qohelet realtà religiosa ricevere riferimento rinunciare sacramento salvezza santi sapienza servo Signore Dio sofferenza sopportare spesso spirito spirituale tentazioni teologia Tommaso da Kempis tribolazione trovare umana umile umiltà un’esistenza uomini verità virtù volontà Windesheim
1990ril. Quest'opera dell'ascetica cristiana attribuita a Tommaso da Kempis, è proposta in quattro libri: il primo sollecita il ritorno al primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili; l'obbedienza, la contrizione. Il secondo insiste sulla inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.
1990br. Quest'opera dell'ascetica cristiana attribuita a Tommaso da Kempis, è proposta in quattro libri: il primo sollecita il ritorno al primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili; l'obbedienza, la contrizione. Il secondo insiste sulla inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.
2020brossura "La Madonna è poco conosciuta per quella grandezza che è", scrisse il sacerdote napoletano don Dolindo Ruotolo in una lettera inviata ad Elena Golia. Da qui nasce la finalità di questo libro: riscoprire la figura e l'imprescindibile ruolo della Santissima Vergine Maria nella Redenzione dell'uomo e nella lotta contro le avverse potenze che tentano di sopraffarlo. Rifacendosi all'elevatissima teologia di don Dolindo, alla struggente spiritualità mariana di padre Pio da Pietrelcina e all'efficacissima testimonianza di don Giuseppe Tomaselli, l'autrice sviluppa l'argomento che può essere sintetizzato in poche parole: "È la Madonna che ci guida a vivere da cristiani secondo il suo animo. Ella ci offre il suo modello di vita per magnificare il Signore ed esultare in Dio Salvatore. È la sua materna e potente mediazione che ci libera dal peccato e ci aiuta a recepire l'insegnamento evangelico per mantenerci nell'amicizia di Dio e nel rispetto del prossimo". Nessuna paura, allora, potrà mai sopraffarci se, una volta saliti sulla barca guidata da Gesù, sia che dal Cielo cada il diluvio o scenda il fuoco più ardente, troveremo rifugio sotto il preziosissimo manto della nostra Madre Celeste pronto a coprirci, riparare e salvarci!
2018brossura Il Salvatore di Andrej Rublëv, la Madonna di Montefeltro di Piero della Francesca, la Trinità di El Greco, la Sepoltura e la Cattura di Cristo del Caravaggio: che cosa accomuna queste cinque immagini sacre, dipinte in tempi, ambienti e stili diversi, e a cui il presente volume è dedicato? Un'intuizione interpretata con tutta l'originalità e la genialità di ciascuno dei loro autori: non c'è competizione di sorta tra Dio e l'uomo, poiché in Gesù Cristo è apparso, al di là di ogni possibile dubbio o equivoco, che «Dio è per noi» (Rm 8,31) e «noi siamo per lui» (1Cor 8,6). Così inteso, il tenore umanistico che accomuna queste immagini tradisce una visione della condizione e dell'identità umana che risente in profondità della manifestazione verificatasi in Gesù Cristo, «immagine del Dio invisibile» (Col 1,15). Come molta parte dell'arte sacra occidentale e orientale, sostiene l'autore del libro, anche queste cinque immagini affondano le proprie radici, oltre che nella sacra Scrittura, in una variegata tradizione liturgica spirituale e dottrinale alla quale non hanno unicamente conferito una forma pittorica ma che hanno simultaneamente interpretato e contribuito a indagare.
2020br.
2003brossura Questo libro si propone di sviluppare un'etica delle relazioni d'intimità e del contatto umano prendendo le mosse da Wittgenstein. Esaminando non la natura teorica del ragionamento morale ma le nostre risposte fondamentali verso la vita e gli atteggiamenti assunti nei confronti degli altri e concentrandosi sul rapporto tra individui, Sparti mostra cosa accade quando cadiamo vittime dell'impulso di eludere il confronto con l'altro. Il libro va oltre una mera analisi del pensiero di Wittgenstein, allargandosi al contesto meno filosofico e più ordinario delle relazioni personali.