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2008ill., br. Hai mai desiderato di essere più vicina a Dio? A volte ti senti in colpa perché trascuri la preghiera? Desideri ardentemente, nel tuo cuore, la pace e la serenità? Attraverso questi pensieri scoprirai come in ogni momento e in ogni evento vi siano opportunità per pregare. Sia che tu sia occupato o libero, alle prime armi o già esperto, questo mini-libro contribuirà a infonderti nuova fiducia e convinzioni circa le potenzialità della preghiera nella tua vita. Libro illustrato da R. W. Alley, illustratore per la Abbey Press Elf-Help Books. Gli Elfi (a cui si richiama il nome della collana) sono simpatici folletti che contribuiscono a conferire fascino e senso dell'umorismo ai contenuti.
2020br. Judith Butler definisce le dinamiche psicosociali che determinano il campo di forza della violenza mettendo in luce la mistificazione linguistica e la strumentalizzazione operate dal potere nei suoi confronti. Nel far questo, smonta le posizioni che ammettono, in alcuni casi e con determinate finalità, la violenza come strumento per combattere la violenza stessa e, allo stesso tempo, la concezione per cui la nonviolenza sarebbe una scelta morale individuale caratterizzata dalla passività. Centrale, in quest'analisi, è l'idea che esista una radicata distinzione biopolitica tra vite degne di lutto ? dunque meritevoli di essere preservate e difese ? e vite dispensabili - per questioni razziali, identitarie, collegate al gender o di altro tipo: in questo senso, la violenza è connessa all'esperienza della disuguaglianza e la nonviolenza non può che essere una pratica collettiva di contestazione delle disuguaglianze, del tutto sganciata da un approccio individualista. Recuperando ? analiticamente e criticamente ? Foucault, Fanon, Gandhi, Benjamin e, tra gli altri, soprattutto Freud e Klein, Butler delinea così un'idea di nonviolenza che, prendendo coscienza e sovvertendo attivamente le forme di aggressività che caratterizzano il sé e i suoi legami sociali, costituisca una tattica politica tutt'altro che passiva, una forza in grado di contrastare la violenza che pervade la società contemporanea senza riprodurne la distruttività, un vincolo etico e politico che sia tutt'uno con le lotte condotte dai movimenti che ogni giorno si battono per l'interdipendenza, l'uguaglianza e la giustizia sociale.
2020br. Filosofi della nonviolenza e uomini dotati di una forte coscienza individuale e di una grande consapevolezza del proprio obbligo morale, di intonazione kantiana, Claudio Baglietto (1908-1940) e Aldo Capitini (1899-1968) appartengono alla esigua schiera dei "persuasi", di coloro che hanno saputo «dire "sì" al bene e dire "no" al male». L'intensificarsi del sodalizio culturale e spirituale tra i due, nato nel contesto della Scuola Normale Superiore di Pisa durante l'"era Gentile" e sviluppatosi in un legame di amicizia personale mai reciso, viene ricostruito attraverso le voci e le lettere dei protagonisti, con un'attenzione storico-politica e, al contempo, etica, finalizzata a cogliere le motivazioni profonde sottese al loro rifiuto. Un rifiuto messo in atto per rispondere a un'urgenza e a un imperativo morale e religioso, prima ancora che politico.
2021br. ''Ecco dunque il senso di questo libro piccolo ma prezioso, che non parla di teologia complessa, di conoscenza astratta, ma è denso di vita vissuta, di esperienza concreta con Dio, di relazione che passa attraverso la vita vera dell'autore e la testimonianza di tanti giovani che hanno fatto esperienza di Dio attraverso un contatto profondo con l'Eucaristia. Giovani come tanti altri che hanno avuto il coraggio di provare ad aprire lo scrigno del loro cuore a colui che dà senso e pienezza alla vita. La storia di ciascuno può essere la più difficile, devastata, debole, insignificante, piena di prove e dolore, ma diviene pesante e invivibile solo quando è priva di senso. Solo chi ha una meta cammina, solo chi è spinto da una passione è disposto a soffrire per portarla a compimento''. (dalla Presentazione). A fare da commento e quasi da preziosa guida per il lettore sono disseminate lungo il testo alcune significative parole del beato Carlo Acutis.
2017brossura In un'epoca sempre più rumorosa, in cui tecnica e consumismo irrompono nella nostra vita, è senza dubbio una follia voler scrivere un libro dedicato al silenzio. Eppure, il mondo fa tanto di quel rumore che la ricerca di qualche goccia di silenzio diviene ancora più necessaria. Per il Cardinale Robert Sarah, a forza di respingere il divino, l'uomo moderno si ritrova in una dimensione angosciante e opprimente. Sarah vuole ricordare che la vita è una relazione silenziosa tra la parte più intima dell'uomo e Dio. Il silenzio è indispensabile per l'ascolto del linguaggio divino: la preghiera nasce dal silenzio e senza sosta vi fa ritorno sempre più profondamente. In questo colloquio con Nicolas Diat, il Cardinale s'interroga: gli uomini che non conoscono il silenzio potranno mai raggiungere la verità, la bellezza e l'amore? La risposta è senza appello: tutto ciò che è grande e creato è plasmato nel silenzio. Dio è silenzio. Dopo il successo internazionale di Dio o niente, tradotto in quattordici lingue, il Cardinale Robert Sarah cerca di ridare al silenzio la sua dignità. Il testo è seguito da un colloquio con Dom Dysmas De Lassus, Priore della Grande Chartreuse e Ministro Generale dell'Ordine dei Certosini. Prefazione di Benedetto XVI.
2014br. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, ha trascorso quasi trent'anni della sua vita sacerdotale ed episcopale in Brasile. Nel 2007 partecipò alla Conferenza di Aparecida, dove collaborò col cardinale Bergoglio nella commissione di redazione del documento finale "Discepoli e missionari di Gesù Cristo, affinché in lui abbiano vita". Ora papa Francesco sta riproponendo a tutta la Chiesa i frutti di quell'evento: la fede destata dalla attrazione per Gesù e la necessità di concentrarsi sull'essenziale dell'annuncio cristiano per comunicarlo con stile evangelico. Per questo occorre recuperare la via della bellezza, perché la Chiesa si sviluppa non per proselitismo, ma per "attrazione". Questo contributo "permette di comprendere meglio il pontificato di papa Francesco e potrà divenire un valido strumento pastorale per le nostre realtà diocesane, per rilanciare le nostre comunità formando discepoli missionari attratti dalla bellezza del Signore risorto" (dalla prefazione del cardinale Marc Ouellet).
2022brossura Qual è il significato umano e spirituale del desiderio? Si può vivere senza affetti? Cosa significa "valere"? Rabbia e aggressività sono nemici da fuggire o alleati indispensabili? Che fare quando arriva il momento della crisi? Il senso dell'umorismo può essere un segno di salute mentale e spirituale? E quando l'amicizia può considerarsi un aiuto per la propria vita? Quanto incide la paura nelle nostre scelte e nella più generale rappresentazione della vita, della società e della relazione con Dio? Cosa può dire il diffondersi dell'odio anche nelle società apparentemente evolute e civilizzate del XXI secolo? È possibile "curarlo" in qualche modo o ci si deve arrendere alle sue derive? Perché tristezza e felicità, quando le si studiano a fondo, si rimandano vicendevolmente? In questo libro, che esce in una nuova edizione, aggiornata e ampliata, si cerca di dare una risposta a questi ed altri interrogativi con cui, bene o male, ognuno di noi è chiamato a fare i conti: essi vengono presi in considerazione nel loro rapporto con la vita spirituale, senza con questo trascurare il contributo offerto dalle scienze umane. Scopo di questo confronto è di giungere ad una visione più vera e riconciliata con la propria affettività: un ideale non certo facile e tuttavia necessario. Gli affetti costituiscono una realtà fragile e apparentemente imprevedibile, eppure sono la nostra forza, un tesoro prezioso per conoscere la verità di noi stessi e del nostro rapporto con Dio.
2022br. «Questo scritto si rivolge soprattutto a chi è in crisi: e non tanto a chi attraversa una crisi passeggera, come una giornata uggiosa in cui è sufficiente pazientare un po', ma a chi ha visto crollare tutti i suoi progetti, a chi ha perso il senso del suo vivere, a chi è assalito da paure incontenibili, a chi si sente trascinato nel vortice della compulsione, a chi è tentato di dire: "basta-...». A queste persone, Tiziano Ferraroni non risponde con una teoria, ma raccontando un'esistenza, quella di Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù: a lui, infatti, nonostante la distanza temporale da noi, capitò qualcosa che somiglia molto alle nostre crisi di donne e uomini di oggi. Gli accadde di vedere crollare, in un breve istante, ogni certezza che l'aveva fino a quel giorno sorretto. Ebbene, da quel drammatico momento in cui tutto sembrò finire, Ignazio trovò il modo per ricostruire un'avventura umana che avrebbe cambiato non solo la sua vita, ma quella di milioni di persone.
2022br. Uno strumento per genitori, insegnanti e sacerdoti sullo sviluppo sano e armonioso della persona.
1973Robert M. Grant La formazione del Nuovo Testamento. , Paideia 1973, Condizioni discrete: copertina con segni di usura e macchie, pagine brunite, interni con macchie, tagli sporchi, dorso con segni di usura Buono (Good) . 206
1953Broch?. 189 pages. Rousseurs.
1932Libro in cui si analizza e sintetizza la morale in cinque momenti diversi nel tempo. Pagine ingiallite e fioriture, dorso leggermente danneggiato ma libro comunque in buone condizioni.
2010brossura Nella lontana Colombia una parrocchia "tradizionale" si trasforma in parrocchia missionaria, evangelizzatrice - una vera "fontana del villaggio" -, dove i laici sono coinvolti in pienezza di comunione e di corresponsabilità. Il passaggio avviene attraverso un metodo preciso, detto Sine (Sistema Integrale di Nuova Evangelizzazione), che "non è altro che l'applicazione a livello parrocchiale dell'ecclesiologia e della spiritualità del Concilio Vaticano II". Nel momento in cui i vescovi ci esortano a passare "da una pastorale di conservazione a una pastorale di missione", l'esperienza narrata da padre Claudio può riuscire utile anche per l'Italia.
2018br. Perché una società che si vuole morale si scopre invece immorale, come rivelano i diffusi e ripetuti scandali di corruzione? È una questione che riguarda essenzialmente le singole coscienze o è principalmente una conseguenza della società stessa e del suo modo d'essere e di funzionare? L'economia, il potere politico, la scienza, l'educazione in che senso possono essere morali o immorali una volta che siano esercitati all'interno della legalità? E ancora, cos'è propriamente la morale sul piano storico-sociale? Perché, solo nella società moderna la morale diventa perfettamente simmetrica, vale cioè in egual misura per chi giudica e per chi è giudicato, mentre così non era nell'antichità e nelle società tradizionali della vecchia Europa? Queste sono alcune delle domande che questo libro si pone e a cui prova a dare una risposta tramite una particolare interpretazione sociologica della storia dell'Europa occidentale e del suo pensiero etico a partire dal XVII secolo.
2019br. In questo volume 2 il libro chiarisce le ragioni strutturali per cui la società moderna avanzata genera il paradosso di una morale al tempo stesso inflazionata e deflazionata: per un verso, tramite i mass-media (fortemente propensi a enfatizzare ogni caso di scandalo), inflaziona la comunicazione pubblica di discorsi morali; per l'altro, a causa della "superiore amoralità" dei suoi sistemi di funzione, dà luogo a un effetto contrario di deflazione morale. L'economia, il diritto, l'arte, la scienza operano infatti esclusivamente in base a criteri propri (profitto/perdita; ragione/torto; bello/brutto; vero/falso), i quali sono indifferenti alla morale poiché sono primariamente indirizzati alla rispettiva funzione. Così, mentre da un lato la società funziona in chiave amorale, dall'altro lato si crea la percezione di un'immoralità crescente. La politica può sfruttare opportunisticamente il lato inflazionato di questo paradosso, ma ne resta poi vittima. Anch'essa, infatti, opera necessariamente tramite un criterio funzionale (potere/non-potere) e inoltre, se i sistemi di funzione fossero costretti a operare con criteri morali, cadrebbero in una crisi irreversibile.
1937Paris, Gabriel Beauchène 1937. In-8 broché de 181 pages non coupées + table. Très bon état Collection "bibliothèque des archives de philosophie".
1988NEWTON COMPTON 1988 INTRODUZIONE DI ODDONE LONGO, A CURA E CON NOTE DI FERRUCCIO MASINI 156 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Nella convergenza fra considerazione storica e problematica attuale, nella maturazione del pensiero sul presente attraverso la riflessione sull’antico va cercata una delle cifre forse più significative, per noi, della ’Filosofia nell’età tragica dei Greci’. La filologia - non quella accademica, beninteso, ma la nuova filologia di cui Nietzsche si fa qui il propugnatore - segna il crocevia attraverso cui si deve passare nel continuo percorso dal presente al passato e dal passato al presente, l’inesauribile «misurarsi di ogni epoca con l’antichità». E’ solo dalla conoscenza del presente che può scaturire il Trieb verso l’antichità classica: l’Erlebnis è condizione indispensabile per fare filologia. Reciprocamente, la conoscenza del passato si pone, in questa prospettiva, come il tramite ottimale per la comprensione del presente, ed è qui che la filologia diventa una scienza perenne e in continuo rinnovamento. «Se al filologo si conferisce il compito di comprendere meglio il suo tempo attraverso l’antichità, il suo compito diviene un compito eterno».
185616°, pp.XXIII-211-1 b., br. edit. Ex libris. Fioriture.
1777in 8°, pp. 231, leg. coeva p/pergamena semirigida, front. con vignetta, alcuni capil. e finalini in xilogr. Lievi fior. e arrossamenti diffusi. 063-40
1774In 4° (195 x 130); 464 pagg. Prefazione al lettore con fregio in legno raffigurante una città su un fiume. Segue un indice dei capitoli. Capilettera in vignette silografiche. Legatura in cartoe muto coevo. L'opera contiene un indice alfabetico finale dei contenuti e un "indice degli avvertimenti di Cesare Speziano. Quest'opera, decisamente sottovalutata dalla storiografia, rappresenta una tappa obbligata per la comprensione del pensiero muratoriano. Da sottolineare l'aggiunta, per nulla casuale, delle Proposizioni morali di Cesare Speciano, vescovo e nunzio pontificio della seconda meta' del Cinquecento, significativo exemplum del pensiero teologico-politico del tempo. Bell'esemplare con barbe. Lieve alone saltuario e piccole fioriture a poche pagg. Qualche leggero restauro al dorso. Tracce di sporco superficiale alla legatura.
In 8o, pp. 472, carton. alla rustica. Testatina e capolettera figurati. La Filosofia Morale esposta e proposta ai giovani da Lodovico Antonio Muratori bibliotecario del Serenissimo Sig. Duca di Modena. Cogli avvertimenti morali di Monsignor Cesare Speziano vescovo di Cremona. Edizione Novissima. Etichetta di estinta biblioteca. Piccola mancanza al piatto post. Tracce di tarlo che coinvolgono una ventina di pagine senza perdita di testo. Minime fioriture. Prima carta bianca rimontata. Ottimo (4005/MURATORI - MODENA - FILOSOFIA MORALE)
1754Accresciuta parimente da un indice copiosissimo delle materie da P. D. F. Consacrata al m. r. p. Fr. Gaetano Maria di Napoli dell'Ordine de' minori osservanti di s. Francesco. 8°, pp.(16) 318 (2) 26 (26), front. in caratteri rossi e neri e fregio xil., testatine e capilett. xil. P. perg. coeva, piatto anteriore sostituito con pergamenae antica. Fioriture e lieviss. bruniture. Antiche note a rari margg. bianchi. Picc. mancanze agli angoli inf. bianchi di alcune cc. iniziali. Nelle cc. preliminari: dedicatoria a Gaetano Maria di Napoli del tip.; la nota "Ai leggitori" di Ignazio M. Co-mo; la nota "A chi vorrà leggere" del Muratori e l'Indice. Nella seconda numeraz.: "Scelta d'alcuni avvertimenti morali finora inediti di mons. Cesare Speziano già vescovo di Cremona".
1955Michele Federico Sciacca La filosofia morale di Antonio Rosmini. , Fratelli Bocca Editori 1955, Piatti e dorso con fioriture e lievi segni del tempo. Taglio di testa con gore. Interno complessivamente in buono stato. Mediocre (Poor) . 232
2001brossura