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2005brossura Un amore rivolto a tutti, senza alcuna discriminazione; che si dà per primo; che ama come sé; capace di vedere Gesù nel fratello; che "si fa tutto a tutti", secondo l'espressione di san Paolo. Così deve essere l'amore perché possa dirsi evangelico. E non è sempre facile vivere secondo questo impegno. È davvero un'arte, che richiede un esercizio costante, quotidiano, e un "metodo" che Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ha attinto dal Vangelo e che propone nella consapevolezza che solo questa nuova disposizione d'animo è il primo passo per una rivoluzione pacifica, capace di cambiare il mondo e il cuore dei singoli e di costruire una civiltà dell'amore.
2011br. La vita nuova che ci è data nel battesimo e che ciascuno fa propria nel cammino della vocazione, se assecondata, plasma un ambiente ed uno stile di vita da cui traspare la cultura della Pasqua e che aiuta a sostenere la redenzione ricevuta. Dal cuore, con cui abbiamo cominciato, si torna alla superficie, a quello che vedono gli altri. È possibile vivere un.autentica vita spirituale e avere uno stile di vita secondo l'ultima pubblicità? Chi vive la vita dello Spirito comincia ad irradiarla anche nell'ambiente in cui si trova, a partire dalle relazioni, dai rapporti con la terra, dal vestito, perché il vestito è il prolungamento del corpo ed è uno dei linguaggi più potenti che esistano. Come il corpo è lo spazio in cui prendiamo coscienza della vita che scorre dentro di noi, così anche il vestito è un'espressione di come noi percepiamo noi stessi e ci comunichiamo agli altri. A partire dal vestito, dalla casa in cui abitiamo, si tratta di dare un'impronta personale al mondo intorno a noi. Lo stesso vale per il cibo, per lo stile con cui far festa e divertirsi... Mangiare non è il mangiare soltanto, ma è una sorta di atto liturgico che sarebbe un peccato banalizzare. Non si tratta di risolvere le cose con le regole, ma di discernere e di personalizzare tutto, in modo che trasmetta agli altri la nostra verità.
2023br. Questo libro, che conclude la trilogia di Don Fabio Rosini dedicata a "L'arte di...", è il risultato di trenta anni di "manovalanza catechetica", concentrata sull'educazione di cuori giovani e non. In esso si trova un'introduzione basilare al combattimento interiore e una spiegazione semplice degli otto loghismói, i pensieri maligni, che sono i semi dell'inganno umano secondo la suddivisione operata da un monaco del deserto del quarto secolo, Evagrio Pontico. La presentazione di ogni "pensiero maligno", nello stile provocatorio e "graffiante" di Don Fabio, è seguita anche dalla presentazione del suo contrario. Insomma: la malattia e la cura... Lo scopo del libro non è vivisezionare l'oppressione ma illuminare la libertà. Ciò che conta non è l'analisi degli errori di per sé, ma il rinvenimento del sentiero della bellezza e della vita che nessuno di noi può perdere. L'autore offre queste pagine come un supporto per vivere la Grazia della libertà interiore dei figli di Dio. Si tratta di percorrere un cammino per liberarsi da tutti quei pensieri maligni che fanno di noi persone non libere, opache, ipocrite, non vere, e giungere a quella libertà interiore la cui cifra è l'autenticità. Ovviamente non da soli, ma con tutta una serie di accorgimenti ben spiegati nel libro e con il Vangelo sottomano.
2020brossura All'inizio della sua vita monastica, un monaco anziano disse a padre Matta el Meskin: "Il mestiere del monaco è cosa dura!". Possiamo leggere questa massima negativamente: il monachesimo è un mestiere come un altro. Ma, se manteniamo uno sguardo positivo, ciò significa che il monachesimo è, in realtà, un'arte, e come tale necessita degli stessi elementi costitutivi di ogni altra arte: un maestro esperto che la tramanda al principiante; obbedienza da parte del principiante rispetto a tutto ciò che gli viene tramandato; strumenti, meccanismi e risorse che permettono di riuscire in quest'arte. Questo libro vuole parlare di anba Epiphanius e della vita monastica. E lo fa attraverso la viva voce del nostro abate che ci aiuterà a capire in che cosa consista l'arte dell'essere monaco. Il libro ha la Prefazione di Papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa.
2018br. Cosa devo fare nella vita? Che via posso percorrere? Dove vado? Con chi vado? Come sarà il futuro? Quante domande ci pone la nostra esistenza, che vogliamo vivere nella pienezza e nell'amore. Amare è scegliere, perché se non scegliamo prima o poi saranno la vita, il tempo e le circostanze a scegliere per noi. Chi ama fa delle scelte concrete quotidiane e di vita. Chi ama discerne. Il discernimento è un'arte per tutti gli uomini e per tutti i cristiani. Compito di questo libro è dare ad ognuno di noi, che è come un «piccolo guerriero della Luce», gli strumenti per discernere nella quotidianità. La speranza è che il lettore possa utilizzarlo come «bussola» per navigare nella vita e nelle scelte piccole e grandi da fare ogni giorno.
1934In-16°, leg. in bross. edit., pp. 180 (più 12 di catalogo). Alcune rare fioriture ed altre marginali tracce d'uso.
2021ill., br. L'arte accompagna il processo di guarigione perché aiuta a stare nel dolore. È così che l'esperienza del bello diventa esperienza spirituale: ci restituisce alla nostra umanità; dona fiducia nella vita, infonde forza per vivere la nostra condizione umana. La guarigione non è solo opera dell'arte sacra, ma di ogni forma di bellezza, sia naturale sia umana. «Arte e vita sono complementari: se infatti esiste l'arte è perché ci offre qualcosa che le ore quotidiane non ci danno, perché ci porge ciò che il tempo della realtà ci nega, perché la vita ne ha bisogno come agente di un'azione che altrimenti non potrebbe realizzarsi. Tra le tante cose che noi europei moderni abbiamo dimenticato c'è la funzione medicinale dell'arte, il suo potere curativo quasi magico, il suo legittimo potere taumaturgico» . Maria Zambrano, La confessione come genere letterario È stato davvero così, durante la pandemia? Potrebbe esserlo, o esserlo ancor più, rispetto a quanto ancora ci attende? Questo libro nasce da alcune giornate di formazione pastorale e spiritualità intorno al potere sanante e salvifico dell'arte. L'esperienza dolorosa del Covid ha toccato non solo le persone che hanno perso qualche familiare o amico, ma l'intera società e anche la comunità cristiana. Come credenti, abbiamo voluto provare a raccontarci e condividere cosa abbiamo vissuto (esperienze, emozioni, riflessioni) e cosa ci ha sostenuto in questo tempo prolungato di sospensione della "vita normale". Nello specifico, ci siamo chiesti (grazie ai preziosi contributi che in questo volume raccogliamo) quale ruolo ha avuto (o potrebbe avere) l'arte, per cercare di riscoprire la sua funzione terapeutica in ordine alla salvezza integrale della persona.
1751In-16 p. (mm. 164x100), p. pelle coeva, fregi oro al dorso (picc. manc.), pp. (16),380, inclusa la bella antiporta allegorica inc. in rame. "Prima edizione" della versione francese dell’edizione ridotta (fatta da Erard Weigel) della celebre opera "Ars semper gaudendi ex principiis Divinae Providentiae et rectae conscientiae deducta" (Anversa, 1664 - 1667), del gesuita Sarasa. Cfr. Biographie Universelle, XL, p. 407: “Alphonse-Antoine Sarasa, naquit en 1618, à Nieuport, de parents espagnols et mourut à Anvers en 1667. Jésuite, dans son ouvrage “Ars semper gaudendi..” s’attache à prouver qu’on ne peut etre heureux qu’en s’abandonnant entièrement à la Providence” - De Baker,II, p. 693-695. Esemplare brunito. .
Best.-Nr. 59601Rotterdam, Pierre Reinier Leers, 1711, 2 parties en un volume petit in 12 relié plein veau ancien, dos à nerfs orné, 138 et 216 pages ; quelques rousseurs ; longue note manuscrite ancienne sur la première garde blanche ; reliure très frottée, coins émoussés, coiffe supérieure arrachée ; exemplaire de travail, un peu déboité.
Bosc Frères - M. et L. Riou, Lyon. 1934. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Plats abîmés. Dos fané. Non coupé. 187 pages. Dos muet, consolidé. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. dernier feuillet de l'ouvrage déchiré. Thèse de Doctorat en Théologie prés. à la Faculté Catholique de Lyon.
1934Best.-Nr. RO40264322Bosc Frères - M. et L. Riou, Lyon. 1934. In-8. Broché. Etat d'usage, Plats abîmés, Dos fané, Non coupé. 187 pages. Dos muet, consolidé. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. dernier feuillet de l'ouvrage déchiré.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
VIVES LOUIS. 1879. In-8 Carré. Relié. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. XXIV + 426 pages - Plats et contre-plats jaspés - Auteur, titre, filets dorés au dos - 1 petite etiquette de bibliotheque collée en page de faux-titre. 2 PHOTOS DISPONIBLES -
1879Best.-Nr. R320083815VIVES LOUIS. 1879. In-8. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. XXIV + 426 pages - Plats et contre-plats jaspés - Auteur, titre, filets dorés au dos - 1 petite etiquette de bibliotheque collée en page de faux-titre. 2 PHOTOS DISPONIBLES - . . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
SARLIT VICTOR. 1861. In-12 Carré. Relié. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. XII + 275 pages - contre-plats jaspés - Etiquette collée en coiffe en pied - Auteur, titre, filets et roulettes dorés au dos - Dos à 4 nerfs.
1861Best.-Nr. R320085898SARLIT VICTOR. 1861. In-12. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. XII + 275 pages - contre-plats jaspés - Etiquette collée en coiffe en pied - Auteur, titre, filets et roulettes dorés au dos - Dos à 4 nerfs.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
Best.-Nr. 51995Avignon, Aubanel (Collection de Culture Humaine), 1942, in 12 broché, 271 pages ; non coupé.
2013Best.-Nr. R320131984Editions de l'Emmanuel. 2013. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 222 pages.. . . . Classification Dewey : 240-Théologie morale et spirituelle
1896Best.-Nr. 91354Couverture rigide. Cartonnage défraîchi. Papier légèrement bruni. Rousseurs. 156 pages.
1947Best.-Nr. 148007Couverture souple. Broché. 254 pages.
1921Edizione: Quatorzième édition . Pagine: 216 . Formato: 24° . Rilegatura: Cartonato nero con scritte in oro al dorso . Stato: Buono .
1744In 16, pp. 208. Con incisione all'antiporta e fregio al frontespizio. Cartonatura danneggiata, con danni al d. e macchie ai piatti. Interessante libro di filosofia morale che analizza pregi e difetti degli uomini, mostrando esempi di vizi e virtu' per educare e rendere edotti i lettori. Opera del P. G. B. Negri di Pavia. Melzi, I, 86.
2013brossura Ne "L'arco e la freccia", i contenuti di fondo, quanto mai impegnativi e delicati, sono riassumibili nel nome e nel tema dell' "Eros". Sono pagine dense, che richiedono una lettura attenta e partecipe. La de Souzenelle interroga la Bibbia, analizza i vocaboli della lingua sacra ebraica e porta alla luce, sotto la superficie del testo e delle traduzioni, significati nuovi, inattesi, a prima vista impensabili. Il campo d'indagine, abbiamo detto, è l'Eros, inteso come forza vitale, energie germinanti e fecondanti , "fiume di vita che scorre nelle mie membra come nel più umile fiore, che fa cantare il vento e brillare le stelle". Solo marginalmente l'Eros è affrontato a livello di semplice e istintiva pulsione sessuale, le cui deviazioni (sataniche secondo l'Autrice), abbassano e distorcono l'umano. Fedele al suo metodo, che nelle lettere dell'ebraico biblico scopre tesori di una sapienza antica e perenne, Annick de Souzenelle ci dona una riflessione penetrante sul tema dell'amore, inquadrata in una antropologia che vede nel corpo la manifestazione di processi spirituali, nell'unione tra uomo e donna il riflesso e il richiamo alle nozze mistiche, nell'uomo l'icona della Trinità.
2018br. Su un punto, decisivo per l'antropologia fenomenologica, aveva richiamato l'attenzione Merleau-Ponty nel suo ultimo libro, osservando che toccare un altro uomo è toccarne il corpo, sentirsi toccarlo, e tuttavia mai sentire il sentirsi toccato di lui, mai dunque toccare non il suo corpo ma lui stesso. Non si esiste, se non si sente di esistere, ma il sentirsi dell'altro mai io potrò sentirlo, così come nessun altro potrà sentire il mio sentirmi. Il sentirsi, l'arcisenso, è l'intoccabile. Alla luce di questa sottile ma inoppugnabile consapevolezza, si scopre alle radici dell'esistenza la fondamentale dialettica della solitudine. L'io, costituitosi nella relazione con altri, presto si accorge che essa non può attuarsi pienamente, come intimità autentica, trasparenza senza opacità. Allora, corrottosi il desiderio di relazione nell'antagonismo sociale, l'io tende ad abbandonarsi all'odio o cedere alla castrante paura dell'intimità. D'altra parte, paradossalmente, è per l'impossibilità della relazione che il teatro del mondo vive, drammatica pluralità di attori: l'insuperabile solitudine d'ognuno assicura la non riducibilità dei molti a esistenziali fusioni e li oppone al totalitario dominio dell'uno.
2003Alejandro M. Dieguez L'archivio particolare di Pio X. Cenni storici e inventario. , Città Del Vaticano 2003, Buone condizioni: copertina flessibile leggermente sporca, dorso con lievi segni di usura, tagli leggermente ingialliti, pagine ingiallite ma di buona fruibilità Buono (Good) . 500