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in 4°, 3 parti, ciascuna con un frontespizio con marca tipografica incisa su legno, pp. 140 (con una tav. nel testo); 227; 262 ;1cb (la parte terza è rilegata prima della parte seconda). Antiporta figurata finemente incisa su rame Legatura in piena pergamena molle coeva con titolo manoscritto al dorso. Fori di tarlo passante su alcune pagine al margine bianco, alcune gore di umidità. Opera complessa e singolare del dotto gesuita bolognese mario Bettini (1582-1657), noto soprattutto per le sue opere di matematica e prospettiva, ma anche astronomo (Giovanni Riccioli nel 1651 gli dedica un cratere lunare) e, come dimostra nel Lyceum, erudito in poesia classica, metrica, politica. Il libro porta un riferimento al Cristo alla Colonna di Federico Zuccari; tra gli altri titoli: In eutrapeliarum poeticarum libros leges metricae, Astraea panegyricus in annuo funere Ranutii Farnesii Parmae Placentiae Castri ducis, Synopsis in disceptationes de politica seu regia felicitate, Synopsis in coronam regiam, Fragmenta et promptuaria moralia, Cernulati sive de bono mali, Paradisus ecc. Fantuzzi II, 166.
1799réf. 20337Paris, Potey, Pochard, (imprimerie de Laran), an VII (1799) ; 9 tomes in-8 (210 mm), cartonnage rigide de papier rose à l’éponge, pièce de titre imprimée au dos, non rogné (reliure strictement d’époque) ; CXVII, [1 bl.], [2], 408 ; 384 ; 403 ; 416 ; 448 ; 455 ; 394 pp., [1] ff. bl. ; 370 pp, [1] ff. bl. ; 524 pp., portrait ovale en frontispice ; 7 planches dans “l’Art de la Guerre”, dont deux dépliantes et 2 doubles.
1587réf. bn1717A Paris, chez Jean Richer, rue Saint Jean de Latran, à l'arbre verdoyant Relié 1587 "Première édition parisienne des Essais de Montaigne publiée du vivant de l'auteur (1587) et « troisième édition originale de la plus grande rareté »(Tchemerzine). ""C'est la première édition des Essais avec une adresse parisienne. Elle corrige beaucoup de fautes présentes dans les deux premières impressions des Essais. C'est de loin l'édition la moins problématique puisqu'elle corrige la plupart des erreurs produites dans l'atelier de Simon Millanges"" (Philippe Desan). ""La plupart des exemplaires recensés à ce jour sont dans des reliures modernes, et tous les exemplaires connus dans une reliure de l'époque possèdent une page de titre soit remontée soit en fac-similé"" (Philippe Desan) (Bibliotheca Desaniana Catalogue Montaigne paru aux Classiques Garnier en 2011) Notre exemplaire comporte une page de titre en fac-similé. Sinon il est conforme aux autres exemplaires : in-12 de 4 feuillets comportant la page de titre, au lecteur, liste des chapitres, puis 1075 pages, 2 feuillets blancs. Exemplaire très enviable en reliure d'époque, vélin rigide, sans défaut. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande."
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Nel volume l’autore affronta, in diretta prosecuzione dal precedente, l’impasse filosofico-teologica in cui si è cacciato il pensiero moderno nel punto cruciale della propria teoresi: il problema di Dio, a causa dell’essenzialismo che lo struttura. Accettando la diagnosi di Heidegger al riguardo, l’autore sostiene che fin dalla metafisica platonica il pensiero occidentale ha risolto il rapporto dell’uomo al reale nella flessione del concetto, così che fin dalla antichità classica per l’uomo occidentale Dio è diventato il concetto di Dio, così come l’essere è diventato il concetto dell’essere. Il vicolo cieco in cui il pensiero occidentale si è cacciato non è stato superato nemmeno con l’avvento del Cristianesimo, in ragione della sua contaminatio con la metafisica classica, che caratterizza persino la sintesi teologica dell’Aquinate. Una sola forma alternativa è stata tentata, ed è quella che ha costruito Heidegger, nel tentativo di pensare un Dio senza i vincoli esistenzialistici della tradizione metafisica dell’Occidente e quindi senza cadere nel tranello di ‘catturare’ Dio nella storia, secondo il modello cristiano della Incarnazione, secolarizzato nel totalitarismo moderno. Ma Heidegger ha fallito anche in questo, dimostrando con ogni evidenza che egli stesso – discepolo della tarda Scolastica di Suarez – era condizionato fino in fondo da quella flessione essenzialista da lui rinfacciata alla tradizione metafisica occidentale. Di conseguenza, negare ogni rapporto di Dio con la storia sostituendolo con i ‘cenni’ dell’ultimo Dio, non va oltre il blocco teoretico da lui stesso denunciato: il suo ultimo Dio, infatti, è ancora una esigenza del pensiero umano, totalmente altro dal Dio del cristianesimo. Descrizione bibliografica Titolo: L'ultimo dio: ultimità e ulteriorità del pensiero teoretico Autore: Giuseppe Mario Pizzuti Editore: Napoli: La Città del Sole, 2007 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 336 pagine; 23 cm ISBN: 8882923495, 9788882923495 Collana: Volume 122 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Teologia, Saggi, Male, Die Not der Notlosigkeit, Auschwitz, Dio, Totalità, Esistenza, Prove, Etica, Morale, Dialettica, Libertà, Assoluto, L'altro: l'identità rimossa della modernità, Metafisica, Nichilismo, Der letze Gott, Heidegger, Foresta Nera, Teoretica, Ermeneutica, Pensiero Occidentale, Karl Barth, Philosophy, Ontologie, Nazismo, Question of Being, Dasein, Metaphysics, Metaphysik, Husserl, Phenomenology, Hegel, Fenomenologia, God, Hermeneutical, Theology, Epistemology, Jaspers, Ateismo, Nietzsche, Shoah, Holocaust, Moltmann, morte di Dio, Zarathustra, Totalitarismo, Superuomo, Schelling, Libri rari