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2020brossura Una "dignità" profana non può che significare la realizzazione della libertà che una filosofia profana ha creato, quest'indeterminazione metafisica, un infinito metafisico che apre alle infinite possibilità dei campi storici dei possibili. Questa libertà profana è la cultura per eccellenza del rispetto dell'altro, un "altro" radicalmente indefinito, che questa cultura della libertà obbliga a costruire storicamente come un'uguaglianza totale. Un "diritto di morire" ne è l'espressione più perfetta, la concezione etica più alta. La libertà viene affermata e nel rispetto dell'uguaglianza tra chi chiede di morire e chi si trova nella situazione di poter aiutare a realizzare tale implorazione. Ma questo "diritto" non è un obbligo, è una possibilità come la cultura profana definisce giuridicamente questo termine, cioè un "diritto". Questa "possibilità" si accompagna con indicazioni giuridiche alla quale danno storicamente tutto il suo senso, ad esempio l'illegittimità di comportamenti simili agli "accanimenti terapeutici" o invece l'incoraggiare "cure palliative". Prima di tutto, però, questa "possibilità" apre a una ricomposizione della relazione tradizionalmente gerarchica, "paternalista", tra un medico e i suoi pazienti, a una cultura dell'uguaglianza che significa rispetto dell'altro e l'etica della dignità. I medici sono chiamati ad affrontare questa vera rivoluzione culturale (comma 3, art. 1, legge 219/2017), il loro sapere non può ovviamente diventare il sapere dei pazienti, ciò che implica una relazione, sotto questo aspetto, ovviamente gerarchizzata. Questo squilibrio, tuttavia, non può significare né giustificare un potere gerarchico, ma al contrario un'uguaglianza etica, la dignità dei pazienti che incita, in queste tragiche situazioni, medici e pazienti a trovare insieme, in un mutuo rispetto, la trascendenza storica alla quale la libertà-immanenza profana ci invita.
2017br. In Socrate la "phronesis" è disposizione a fare il bene, derivante dalla preliminare conoscenza che si ha di esso; per Platone è invece virtù vera e propria, gnoseologica e pratica, ma specialmente politica: la devono assolutamente possedere i reggitori dello Stato. Aristotele definisce la phronesis: disposizione pratica, accompagnata da ragione verace, intorno a ciò che è bene e male per l'uomo. Essa non è insegnabile, i suoi principi non possono teorizzarsi al di fuori, prima o al di là della prassi, bensì durante. Non sono ancora esistite scuole che rilasciano diplomi in prassi e per quanto riguarda la sua verificabilità, la prassi è interamente affidata a se stessa. Questa virtù, scoperta dagli antichi, corrisponde a ciò che i moderni hanno definito: prudenza o anche astuzia, il sapere bene usare la bestia e lo uomo, soprattutto in senso machiavelliano. Le pagine del XVIII capitolo del "Principe", mai definite in modo più autentico: sconvolgenti, sono l'atto di nascita della "phronesis" dei moderni. Agli inizi degli anni '70 del Novecento, la "phronesis" è stata, in Germania, al centro del dibattito sulla cosiddetta riabilitazione o rinascita della filosofia pratica, trovando forti sostenitori in Gadamer e in Bubner. Tale esperienza ha rappresentato - soprattutto nel caso di Bubner - non solo il riconoscimento dell'assoluta superiorità di Aristotele nell'aver compreso il principio filosofico dell'agire e la struttura della prassi, ma la fondazione di una corrente neoaristotelica, della quale Bubner fu strenuo e inflessibile capofila. Ragione pratica e storia, teoria e prassi culminano in Hegel e divengono il contenuto di un'astrazione post-hegeliana, destinata a conquistare e liberare il mondo nelle forme di una rivoluzione. La critica post-hegeliana ha poi condotto se stessa al compimento pratico della filosofia che dimostra, a sua volta, l'inconfutabilità dell'idealismo tedesco e, soprattutto, di quello hegeliano. Il significato della phronesis degli antichi si riafferma ogni volta che sorge il bisogno della filosofia, che si identifica col bisogno di libertà e che nella libertà trova il suo appagamento. È un atto storicamente concreto che alimenta la politica e il diritto, rinnova e rafforza lo Stato. In questa prospettiva, filosofare non significa solo imparare a morire, bensì imparare, ogni giorno, a vivere più liberi.
2007Mm 135x210 Brossura editoriale di pagine 78, dedica alla prima carta bianca. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2016br. Queste pagine presentano un esercizio dialogico tra prospettive assai diverse. L'una, filosofica, avanzata da Massimo Reichlin tenta di superare la contrapposizione fra una bioetica laica e una cattolica. "Laico" può essere detto in molti modi, anche come assenza di atteggiamento dogmatico e quindi disponibilità al dialogo. La laicità così intesa è un metodo, condivisibile anche da un'altra prospettiva, religiosa, come quella del teologo Maurizio Chiodi, che, confrontandosi col pensiero di Giuseppe Angelini e Paul Ricoeur, elabora un'etica in grado di rispondere all'appello all'universalità antropologica inscritto nel cristianesimo. Filosofia e teologia trovano nell'"etica della vita" un punto di comune riflessione, nella differenza tra i due stili di sapere.
2010Mm 130x210 Collana "Problemi aperti" - Brossura editoriale con sovraccoperta, 85 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2007Mm 130x210 Collana "Tragelaphos". L'Avvenire dei Lavoratori, quaderni 2007.3-4 - Brossura editoriale di 190 pagine. Edizione italiana a cura di Vera Pegna. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2017New English Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In English. 196 p. Language, logic, and empirical knowledge: Collected papers, 1965-2005. This collection consists of sixteen articles written in English by Teo Grünberg, who is one of the most distinguished logicians and analytic philosophers in Turkey. The basic motivation that lies behind the idea of putting these articles together in a separate volume is the utmost difficulty of access to many of the periodicals in which the articles are published, primarily because of the reason that their electronic versions are not available.
2018br. Perché vogliamo sempre imporci sugli altri? Per quale ragione il nostro comportamento ci appare normale e quello altrui inevitabilmente da correggere? Com'è possibile, soprattutto, che altre persone sembrino conoscere il nostro bene perfino meglio di noi stessi? Secondo John Lachs è necessario riscoprire il piacere di scegliere e, ancor prima, imparare a lasciare in pace gli altri, affinché tutti possano condurre la loro vita come meglio credono. Consentire alle persone di cercare il proprio bene significa riconoscere tacitamente l'esistenza di una pluralità di modi in cui è possibile condurre vite degne. Questo non vuol dire essere indifferenti o egoisti, abbandonando il prossimo nel momento del bisogno, ma aiutarlo in forme che siano rispettose della sua autonomia. Ogni sostegno deve essere allora di natura temporanea, così da non incoraggiare comportamenti passivi e limitanti la responsabilità personale. Solo in tal modo si può creare una comunità virtuosa, tollerante e partecipe delle esigenze altrui. Dobbiamo insomma imparare a non immischiarci troppo nella vita del prossimo, anche se pensiamo che sia a suo beneficio.
Torino, Fratelli Bocca, 1927, in-8, br. editoriale figurata, pp. 165, (3). "Piccola Biblioteca di Scienze Moderne", N. 178. Ottime condizioni.
1957In-8°, pp. 55, copert. edit. Invio dell'autore alla copert. ant.
1970cm. 15,7 x 21,5, 284 pp. Lessico intellettuale europeo 423 gr. 284 p.
Torino, “Filosofia”, 1970, in-8, br., pp. 16. Estratto.
réf. ria9782343159188_inpPaperback. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; Chercheurs experts membres de la Commission européenne ou du ministère de l'Agriculture se sont succédé pour répondre à plusieurs questions du plus haut intérêt : quelle définition scientifique donner au bien-être de l'animal Sur qu paperback
réf. RO20014477Office central de propagande laïque et républicaine. sans date. In-12. Broché. A relier, Tâchée, Dos abîmé, Intérieur bon état. 140p, tache sur les plats, manque sur le dos.En l'état.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1959Paris, Armand-Colin, 1959. Collection "Les Faits, La Presse- L'Opinion". Un volume broché de format petit in 8° de 288 pp. Bel état. Envoi autographe signé de l'auteur.
1959réf. 72201959 Paris, Armand-Colin, 1959. Collection "Les Faits, La Presse- L'Opinion". Un volume broché de format petit in 8° de 288 pp.
2008réf. RO80216373Editions de la Martinière. 2008. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 303 pages augmentées de nombreuses photographies en couleurs dans le texte.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
réf. 10369aafGenève, J.-H. Jeheber, 1906, gr. in-8°, 373 p. + 1 f. Exemplaire non coupéé brochure originale. / Bel exemplaire non couronnée.
1971réf. 1153031971 Union Latine d'Edition, Collection "Médiévale", Série "Les Romans Courtois" - MCMLXXI (1971) - Tirage non justifié - In-8, plein cuir havane de l'éditeur avec décor médiéval estampé à froid sur les plats et le dos; dos à 4 nerfs, dans son emboîtage imitation bois avec tranches à l'imitation de la reliure - 197 p. - Nombreuses illustrations hors texte en N&B + suite d'illustrations en N&B en fin d'ouvrage
1995COME NUOVO.LIBRI I - VIII,IX-XIII VITA DI SANT'AGOSTINO
réf. 34788Paris, J.-B. Baillière et Fils, 1943. "16 x 24, 220 pp., tableaux, broché, état moyen (couverture défraîchie; légères rousseurs)."
Paris, à la revue, été 68. N°3, nouvelle série. Une revue de format in folio de 98 pp.; nombreuses reproductions photographiques. Parfait état.
in-8°, 292 pp., broche, couv. Tres bel exemplaire, tres frais. [CA-1]