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1947rif. LCI-5480Paris Segep 1947 3 In-8 Demi-basane brun 298 + 366 + 535 [pp] LA SAGA HOSPITALIÈRE INTÉGRALE : Rare ensemble des trois tomes (1947) des Hommes en blanc d'André Soubiran. Reliés uniformément en demi-basane à coins, ces volumes constituent le chef-d'œuvre absolu du roman médical français. Une plongée souveraine dans le quotidien des soignants, présentée ici dans une unité de reliure qui en fait une pièce de bibliothèque de caractère.
1885rif. R160131696FELIX ALCAN. 1885. In-8. Cartonnage d'éditeurs. Etat d'usage, Coins frottés, Dos abîmé, Quelques rousseurs. 247 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1951rif. 100146070Flammarion 1951 in8. 1951. Broché. Les 'Cahiers de Chasse' (et 'Cahiers de Chasse et de Nature') sont une série de fascicules ou revues trimestrielles dirigées par Tony Burnand et publiées par Flammarion/Celta entre 1949 et 1957 environ. Chaque numéro rassemble des articles techniques des récits et des illustrations de divers spécialistes sur des thèmes cynégétiques spécifiques (gibier chiens armes techniques de chasse) avec une attention particulière portée à l'éthique sportive et au respect de la nature
1965rif. 40111965 Nouvelles éditions Opta, CLA (Club du Livre d'Anticipation), Les Classiques de la Science-Fiction N°2 - 1965 - In-8, reliure toilé rouge bordeaux avec décor doré (comète) sur le premier plat, sous jaquette rhodoïd, signet - 379 p. - Edition à tirage limité de 4000 exemplaires numérotés de 1 à 4000, ainsi que 150 exemplaires de collaborateurs notés HC - Exemplaire numéroté 3752 / 4000
1858rif. RO20007692Didier et Cie. 1858. In-12. Relié demi-cuir. Bon état, Couv. convenable, Dos à nerfs, Quelques rousseurs. 366p illustrées de gravure sur acier en frontispice et cul-de-lampe avec serpente, relié demi cuir vert, dos à nerfs, caisson décoré , filet titre et tomaison doré, plat sur toile verte décoré de l'emblème du lycée impérial de Carcassonne, coins légèrement frottés. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
2002Broché. 254 pages.
Paris, Gennequin Ainé 1861, 386pp., couv.cart., dos en cuir (reparé), peu d'annotations, texte en bel état
in-12, 111 pages, broche, couv. Bel exemplaire [NV-39]
Paris, Jean-Jacques Pauvert, 1968. Un volume broché de format petit in 8° en hauteur, de 108 pp. Couverture légèrement marqué, bon état
Paris, Plon, Pocket, 4224, 1994. Un volume broché au format poche de 256 pp.; couverture illustrée. comme neuf.
1757In 4° grande (24x18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell'uomo, la natura della moralità e l'origine della società. L’autore che fu anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell'etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell'Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l'accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla "On the Law of War and Peace" di Grotius e "De jurae naturae" di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. "His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought." (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy", p. 51). Nel suo "De legis naturae" Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell'uomo, la moralità, l'origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell'uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell'obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.
[Parigi], 1749, in-12, buona cartonatura decorata coeva, pp. [4], XXXVIII, 390. Con antiporta allegorica e vignetta al front., in calcografia. Quest'opera, che delinea un codice di condotta morale indipendente dalla religione, fu originariamente attribuita a Diderot. Il Parlamento di Parigi la condannò al rogo nello stesso anno della prima edizione, il 1748. Barbier III, 322. Bell'esemplare.
Hardcover grand in-8, 375 pp., cartonnage illustre. Bel exemplaire. [HI-9]
Paris, Flammarion, 1999. Un volume broché de format petit in 8° en hauteur de 220 pp.; couverture rouge imprimée. Bel état, ex-libris manuscrit sur une page de garde.
in-8, 138 p, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [SC-4] Quand la science et l'industrie nous font croire n'importe quoi.
Félix Alcan, Paris. 1885. In-8 Carré. Relié demi-cuir. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Rousseurs. 307 pages. Auteur, titre et filets dorés sur le dos. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Quelques fortes rousseurs. Morale formelle. Morale subjective. Morale objective. Morale métaphysique et religieuse.
Paris, La Découverte, Enquêtes; 1993. Un volume broché de format in 8° de 268 pp. Bon état. Peu courant.
1986Mm 105x180 Opera completa in due volumi nella loro brossura editoriale: 1. Traité des vertus II, 402 pagine; 2. Traité des vertus II, 354 pagine. Lievi ingiallimenti delle copertine, peraltro ottima copia. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1935rif. ROD0035463Alsatia. 1935. In-16. Broché. Bon état, Couv. légèrement pliée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 15p.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
2013br. Un giardino aperto alle donne e agli schiavi, dove domina il vincolo dell'amicizia e la filosofia ha il compito di alleviare le sofferenze umane: questa la scuola retta da Epicuro per trentacinque anni e vissuta nella venerazione del maestro fino al IV secolo d.C. L'etica epicurea, il tetrafarmaco che libera l'uomo dalle paure e dai pregiudizi, ha affascinato i discepoli del maestro e ancora oggi è in grado di consolare e di indicare la via della saggezza: il saggio, come Epicuro, non teme la morte, non è afflitto dalle incertezze e vive "come un dio fra gli uomini".
2014brossura L'uomo che vive con l'animo sereno è paragonato da Epicuro a colui che, al sicuro sulla terraferma, osserva con distacco il mare in tempesta. Questa è l'immagine epicurea della felicità, che ben rappresenta quale sia lo scopo ultimo della filosofia: procurare piacere all'uomo, allontanandolo dal "mare in tempesta" delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, distogliendolo dalle acque agitate dei desideri irrealizzabili. Per afferrare il vero piacere, quello che porta alla felicità, non servono infatti chissà quali ricchezze: basta imparare ad allontanare la sofferenza e vivere del necessario. Saremo così liberi dai falsi bisogni, felici di ciò che abbiamo, capaci di affrontare la sorte e, nel caso arrivi di più, pronti ad apprezzarlo. La traduzione di Angelo Pellegrino, condotta con rigore filologico, è accompagnata da una puntuale introduzione - che ricostruisce la figura di Epicuro e il significato della sua opera - e da altri celebri testi epicurei, che sono stati sovente ripresi anche dalla mistica cristiana: le "Massime Capitali", il "Gnomologium Vaticanum Epicureum" e la "Vita di Epicuro".
2005br. Il primo, il meglio argomentato e il più persuasivo manifesto per la tolleranza e la libertà di pensiero. La "Lettera sulla tolleranza", e il Saggio sullo stesso tema che qui l'accompagna, sono tra i testi fondamentali della moderna cultura europea, tra quelli che più hanno contribuito ad educare alla civiltà liberale. E nello stesso tempo sono tra le pagine più attuali mai scritte. John Locke (1632-1704) è uno dei maggiori esponenti dell'empirismo inglese.
Paris, La Pensée Libre, 1947. Un volume broché de format petit in 8° de 198 pp.; couverture rouge imprimée, petit manque au dos. Intérieur frais, bien complet.
18841 16,5x11 cm., legatura in mezza pelle, fregi e titolo in oro al dorso, pagg. XV (1), 467, 32 (catalogue), in lingua francese, buone condizioni. Etichetta e timbro di Biblioteca privata, regolarmente pervenuto. Firma di appartenenza con data