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1981In 8°, t.t. ill., pp. 128,(4), con ill. n.t. b.n. e col., "Strenna UTET 1981"; ottimo es. in cofanetto.
1981Strenna UTET 1981. Cm. 24 x 17; pp. 128 con diverse illustraz. anche a colori; legatura in cartonato editoriale con custodia in cartoncino muto. Contiene il saggio di Luigi Firpo sui "Medici piemontesi del Cinquecento" OTTIME CONDIZIONI
2019br. Sono trascorsi settant'anni anni dalla proclamazione della "Dichiarazione universale dei diritti umani" eppure attorno a essi è ancora molto acceso un dibattito in cui più voci continuano a esprimere scetticismo e a metterne in dubbio l'esistenza. I diritti umani, infatti, non sono leggi, né sono stati pensati per doverlo diventare: talvolta hanno ispirato le norme giuridiche, ma la loro validità si estende al di là di esse. Inoltre, spesso non sembra chiaro a chi spettino i doveri implicati dai diritti umani né quale sia l'estensione di tali doveri, e anche questa forma di indeterminatezza ha suscitato accese critiche. Il volume prende avvio da un'analisi storico-filosofica della "Dichiarazione" e del modo in cui essa venne concepita e scritta, analizzando le radici profondamente morali dei diritti umani stessi. Nel seguito si afferma l'esistenza dei diritti umani come nonne in primo luogo morali, e se ne mostra l'efficacia; si indagano i doveri da essi generati per determinare a chi spettino e con quali limiti. Infine, passando dalla teoria alla prassi, si analizza il caso delle migrazioni, un fenomeno di portata globale che riguarda la protezione dei diritti umani di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese di origine alla ricerca di quella ospitalità che con sempre crescente fatica viene concessa dagli altri Stati.
2008brossura È il saggio in cui l'autrice espone in modo più articolato e completo la sua elaborazione della questione dei diritti umani. Jeanne Hersch individua nella capacità di libertà dell'essere umano e nell'esigenza assoluta di attualizzazione e affermazione di questa capacità il fondamento assoluto e universale dei diritti umani. Al contempo, però, ricerca le condizioni concrete e reali di sviluppo di questa capacità di libertà, le condizioni di una "vita buona", corrispondenti all'oggetto dei diritti umani particolari, politici e civili, sociali ed economici, culturali ecc. L'incrocio di esistenzialismo e realismo rende la sua posizione particolarmente originale e feconda, e la inserisce a pieno titolo nel dibattito filosofico contemporaneo sui diritti umani insieme a Bobbio, Sen, Nussbaum, Griffin, Benhabib, Arendt, Searle e altri. A partire dalla sua idea di libertà, Jeanne Hersch offre infatti solidi argomenti rispetto ad alcuni dei maggiori problemi che sono al centro del dibattito attuale sui diritti umani: il problema del fondamento dei diritti umani, della giustificazione della loro universalità, del significato e dell'efficacia delle Dichiarazioni universali, dell'inclusione dei diritti positivi (economici, sociali, culturali) nei diritti umani, e dell'educazione ai diritti umani.
2016Ci sono nel mondo innumerevoli esperienze di relazioni umane fondate sul fare non strumentale, sulla cooperazione disinteressata, sulla solidarietà reciproca, sul mutuo appoggio, sull’assunzione delle responsabilità derivanti dal proprio agire, sulla cura amorevole delle cose e delle persone. Attività che si basano sul libero accesso alle informazioni, sulla generazione distribuita dell’energia da fonti rinnovabili, sulla produzione di cibo con i metodi dell’agricoltura contadina, sulla gestione partecipata dei beni comuni da parte delle comunità locali, su sistemi di finanza, di prestito sociale e raccolta di denaro/crowdfunding senza intermediazioni bancarie, su sistemi di scambio di beni e servizi non monetari, su sistemi di produzione dal basso. Insomma, forme concrete di economie altre e buone, post-crescita, post-oil, post-debito, non centrate sulla massimizzazione dei rendimenti dei capitali investiti, diverse da quelle mercantiliste.
1981RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO, ANCORA IMBALLATO. POSSIBILI LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: I contadini tra sopravvivenza e rivolta Titolo originale dell'opera: The Moral Economy of the Peasant: Rebellion and Subsistence in Southeast Asia Collana: Volume 5 di Storia moderna e contemporanea Autore: James C. Scott Tradotto da: Sergio Miletti Introduzione di: Pasquale Villani Editore: Napoli: Liguori, 1981 ISBN: 8820709759, 9788820709754 Lunghezza: 296 pagine, 18 cm Soggetti: Asia, Storia economica e sociale, Movimenti contadini, Etica, Famiglie, Contadini, Aziende agricole, Lotte politiche, Fame, Scorte, Derrate alimentari, Dazi, Stato, Birmania, Vietnam, Sociologia, Questione contadina, Barrington Moore, Wolf, Rivoluzioni, Comunismo, Società agricole, Politica, Proprietà terriera, Terra, Thailandia, Malesia, Cina, India, Giappone, Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania, Antropologia, Studi storici, Sud-Est asiatico, Campagne, Agricoltura, Famiglia contadina, Sopravvivenza, Sussistenza, Riforme agricole, Rivolte, Innovazioni, Invenzioni, Rivoluzione, Latifondismo, Cibo, Alimentazione, Derrate alimentari, Grano, Riso, Cereali, Carestie, Scarsità, Burma, Economic and Social History, Farm Movements, Ethics, Families, Peasants, Farms, Political struggles, Hunger, Stocks, Foodstuffs, Duties, State, Sociology, Farmer's issue, Communism, Agricultural Societies, Politics, Land Ownership, Land, Thailand, Malaysia, China, Japan, Cambodia, Burma, Anthropology, Historical Studies, Southeast Asia, Campaigns, Agriculture, Farming Family, Survival, Subsistence, Agricultural Reforms, Revolts, Innovations, Inventions, Revolution, Latifundism, Food, Foodstuffs, Wheat, Rice, Cereals, Famine, Scarcity, Libri Vintage, Rari, Out of stock books
1981INTRODUZIONE DI PASQUALE VILLANI LIGUORI 1981 296 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANCORA NEL CELLOPHANE EDITORIALE
2004ill., br. L'incontro tra culture diverse caratterizza le società democratiche nell'era della globalizzazione. La convivenza con gli stranieri pone ovvi problemi giuridico-politici; meno ovvio, forse, è il fatto che i vari tentativi di soluzione siano influenzati dal modo individualistico con cui la modernità ha pensato il soggetto. Serve, allora, un'alternativa antropologica che valorizzi la relazione con l'altro come bene primario della soggettività in quanto umana. Infatti, solo a partire da un'etica della relazione è possibile pensare e attuare una politica di reale accoglienza: non un'apertura indiscriminata delle frontiere, o una generosità a senso unico, bensì l'attuazione di legami di riconoscimento che impegnano tanto chi dona quanto chi riceve.
Modena, A. F. Formiggini Editore (G. Ferraguti), 1911. In 8vo (cm. 24,5); brossura originale con titoli al piatto; pp. 15, (1). Dorso leggermente rovinato, per il resto in buono stato di conservazione. PAx
2020br. Viene chiamato 'cigno nero' un evento altamente improbabile e dagli effetti molto rilevanti. È il grande nemico delle imprese e delle organizzazioni per i suoi effetti potenzialmente devastanti. Ma gli eventi totalmente inattesi e sorprendenti possono rappresentare anche la salvezza delle organizzazioni e delle comunità. Se, infatti, guardiamo bene dentro le dinamiche delle organizzazioni reali ci accorgiamo che il vero grande nemico, il cigno nero cattivo, è la tendenza, invincibile, alla creazione di routine gestionali rigide, costruite sull'osservazione del passato e che quindi impediscono la comprensione dell'arrivo delle grandi novità. La gestione che guida l'oggi guardando indietro fa conoscere solo ciò che si sapeva già. Il pericolo veramente grave delle organizzazioni non sta allora nell'esistenza dei cigni neri ma nella loro gestione, troppo spesso errata. L'errore più comune nasce dal timore dell'arrivo del cigno nero cattivo che rende ostili nei confronti di ogni cigno con un piumaggio leggermente diverso dal bianco. Se però blocchiamo tutti i colori difformi nel loro momento aurorale, forse preveniamo l'arrivo del cigno nero devastante, ma di certo impediamo alle novità vere e buone di arrivare, maturare e portare i loro frutti.
1997Caritas Italiana fondazione E. Zancan I bisgni dimenticati Rapporto 1996 su emarginazione ed esclusione sociale. , Feltrinelli 1997, Copertina cartonata, sporca. Tagli sporchi di polvere e ingialliti, pagine ingiallite lievemente. Buono (Good) . 8807420791
2002réf. MEDECINE412Presses Universitaires de Lyon, 2002, 15,5 x 24, 135 pages sous couverture illustrée. Actes du colloque du 13 mars 2002 du bicentenaire des Hospices Civils de Lyon.
1920réf. 4962Paris, Ernest Flammarion (Bibliothèque de Philosophie scientifique),1920 ; in-12, broché ; 1 f ., 298 pp., 43 figures in-texte, couverture orange imprimée.
1874réf. RO40006844Non Renseigné. 1874. In-18. Broché. Bon état, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Rousseurs. 176 pages. Dos et premier plat manquant.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
2012br. In bioetica ci si imbatte spesso nel problema del cognitivismo e del non cognitivismo e quindi nella legge di Hume. Che cosa implica per la bioetica conoscere la filosofia di David Hume? Ancora oggi molte figure di etica, anche in bioetica, sono collegate al pensiero di Hume, a cominciare dall'utilitarismo. In questo saggio si prendono in considerazione alcuni temi di fondo della filosofia di Hume per cercare di dare fondamento alle figure morali, che si rifanno alla tradizione humeana. Viene così compiuto un breve excursus, che, passando attraverso un particolare modello di scienza dell'uomo, attraverso i concetti di "impressione" e di "idea", nonché attraverso le condizioni del rapporto causale, l'uniformità della natura come postulato e la conoscenza, arriva a far dire che la ragione è e deve essere schiava delle passioni, non dando alla ragione alcun risalto. Venendo meno il logos ordinante, si ha la necessità di trovare un qualche "cemento" dell'universo, che Hume ha individuato nei principi di associazione, che si possono ritenere il cemento più duttile per tenere insieme e unito il mondo. Essi sono come un nostro schema mentale, reti, simili alle leggi newtoniane, ma più flessibili, quasi convenzioni evolutive, applicabili al mondo esterno, ai nostri pensieri, ai rapporti tra noi e gli altri, che ci consentono di scorgere l'uniformità del mondo, senza dover attingere ad un fondamento, né materiale né spirituale.
réf. 127151Editions Hermann - 2023 - In-8 broché, couverture illustrée - 333 pages
2023br. Umano, postumano, transumano, antropocene, animalità, relazione mente-corpo, intelligenza artificiale, diritti umani e inclusione, humanitas e umanesimo: queste le aree tematiche di indagine dei saggi che compongono il secondo dei due volumi di Humanity. L'analisi che ne deriva fotografa un'umanità che - dalla modernità alla contemporaneità - si trova in continuo transito tra paradigmi perduti e nuove traiettorie. Le attuali emergenze umanitarie, i frequenti disastri ambientali, le non più avveniristiche ibridazioni tra umano e tecnica impongono un costante e rinnovato ripensamento delle condizioni e dei limiti a cui è esposta la nostra esistenza. La riflessione filosofica ed etico-politica sull'umano si situa, oggi, in una complessa e articolata scena di mondo: qui essa incontra il versante dell'arte o, più in generale, dell'estetico. Proprio risalendo alle origini del moderno, si possono trarre spunti per un rilancio critico del progetto umano, di un nuovo umanesimo finalmente depurato da retaggi ideologici e ipoteche metafisiche.
1995réf. 33328Paris Albin Michel 1995 in-8°
1995Coperta minimamente segnata da fattore tempo, pagine con naturale lieve ingiallimento, libro completamente fruibile, con prefazione dell'autore, numero pagine 272 (X, 262) USATO
1985326pp., 22cm., 2e éd., dans la série "Recherches morales" vol.9, br. (peu usée), 3 cachets (dont un petit sur les tranches inférieures), intérieur en bel état, R70328
2011brossura L'opera di Viktor Frankl affronta in maniera affascinante e profondamente umana il tema della libertà in stretto collegamento con la realtà tragica, ma pur sempre intimamente vissuta, della sofferenza. Una sofferenza autentica, però, è sempre "per amore di" qualcuno. Ed ecco il passaggio, dopo l'esame critico di varie scuole psicologiche e sociologiche, a Dio come interlocutore silenzioso ma presente, muto ma attivo, dell'uomo che, non fermandosi al contingente, al limitato, al condizionato, si proietta fondamentalmente al di là di se stesso, con un atteggiamento "autotrascendente" che gli consente di superare il facile rischio dell'antropocentrismo narcisistico e infantile.
2021brossura Durante i lunghi mesi di sofferenza del cosiddetto lockdown, mosso dalla volontà di superare il senso di scissione, Luigi A. De Caro ha composto di getto questo saggio. Con argomentazioni stringenti ma aperte al dibattito, Homo homini unctor pone in questione la ratio del confinamento in casa: non si vieta direttamente il contatto ravvicinato con altri, ma si decide di tagliare alla radice la possibilità di contagio, criminalizzando addirittura chi esce. È l'imposizione, arbitraria, di un nuovo ordinamento sociale ove l'uomo viene ridotto a untore per l'altro uomo.
1999Mm 130x200 Brossura editoriale di 158 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1931réf. 6121Paris, Bernard Grasset, 1931 ; in-8, broché ; 216 pp. , 2 pp. , (4) pp.
2005brossura C'è stato un tempo in cui in Italia l'obiezione di coscienza al servizio militare non era ammessa. Ora, con la sospensione della leva obbligatoria e insieme il riaffiorare di una forte contestazione alla cultura della guerra, il volume racconta l'esperienza di un obiettore disposto a pagare di persona con la reclusione la coerenza ai propri ideali. Essa si propone quale messaggio-testimonianza ai giovani che manifestano nelle marce per la pace o nelle assemblee no-global, nonché a tutti i ragazzi e le ragazze che, in base alla nuova legge, si impegneranno volontariamente nel servizio civile nazionale. Alberto Trevisan (1947) è tra i fondatori dell'Associazione per la pace e fa parte del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento.