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1976(Codice CV/7209) In 8º(25 cm) 98 pp. Ordinati alfabeticamente, con i dati di diffusione di ogni nome: 7,237 nomi maschili e 9.313 femminili. Con dati e curiosità relative alle tipologie. Cartone originale, ottimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1984(Codice EC/1027) In 8° (24 cm) 214 pp. First edition. Ex-library stamps, label to spine. Soft cover. A good and clean copy. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Milano, Edizioni di Comunità, 1962, in-8, br. edit., pp. 149, (3). Con figure nel t., grafici e tabelle (una su tav. piegata). "Cultura e Realtà" - Universale contemporanea, 38. Ottime condizioni.
1943réf. 36851943 Paris, Payot (Bibliothèque économique), 1943, in 8 broché, 318 pages, 38 graphiques in texte, cachet sur le titre.
1964(Codice DE/0062) In 8° 180 pp. Brossura originale. Timbro. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1978(Codice DE/0131) In 8° 354 pp. Autorevoli memorie, alcune figure e diagrammi. Brossura editoriale. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1984(Codice DE/0065) In 8° IX- 494 pp. Brossura editoriale. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1984(Codice DE/0237) In 8° IX- 528 pp. Brossura editoriale. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1986(Codice CW/2639) In 16º 263 pp. In fine un'ampia ricerca statistica sul fenomeno delle donne vagabonde in USA. Brossura editoriale, buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1969in 8° br. fig. pp.256, foto e tabelle n.testo, timbro di appartenenza, ben tenuto
2021br. Movimenti, mescolanze, avvicinamenti tra le persone sono la norma nella vita dell'uomo. Da quando ha assunto la postura eretta, nulla l'ha fermato dall'errare e cercare ovunque un proprio luogo, facendo della sua storia una storia di migrazioni. La pandemia di Covid-19 ha imposto una brusca frenata ai processi di mobilità acceleratisi negli ultimi decenni, mettendo in questione anche la natura più profonda dell'uomo, il suo essere sociale; imponendo nuove forme di convivenza basate sulla distanza e la separatezza, ha eliminato un aspetto fondamentale dell'incontro con l'altro: il contatto. Stefano Allievi, esperto di fenomeni migratori e "umanità in movimento", mette in luce le ambivalenze della mobilità umana. I flussi migratori trovano la loro origine nel bisogno, nella necessità e nella fuga: guerre, calamità naturali, corruzione, scarsità di risorse sono le urgenze che spingono ogni anno milioni di persone a migrare. Altri invece si spostano per motivi meno drammatici - dal commercio al turismo - o per il desiderio o la speranza di trovare comunque altrove una vita migliore, anche solo temporaneamente. Oltre a sottolineare il forte legame tra disuguaglianze e mobilità, Allievi propone soluzioni concrete per ripensare il significato di confine, controllare le frontiere, gestire i flussi, consentire una mobilità sostenibile sia per i luoghi di partenza che per quelli di arrivo. Dalla cacciata dal giardino dell'Eden al turismo globale, da Ulisse agli sbarchi nel Mediterraneo, da Erodoto a Lévi-Strauss, dal nomadismo agli expat, Allievi ripercorre le grandi migrazioni nella cultura occidentale, gettando le basi di una vera e propria teoria della mobilità. Invitando il lettore ad assumersi il coraggio della complessità, ci ricorda i vantaggi che la mobilità porta con sé, ma anche i suoi rischi e i suoi costi.
2015br. Fra una sola generazione la Terra conterà due miliardi e mezzo di persone in più. Il problema è che si tratterà di una crescita assai disuguale: mentre la popolazione dei paesi ricchi rimarrà quasi stazionaria e invecchierà, quella dei paesi poveri raddoppierà o triplicherà addirittura nelle aree più deprivate, come quelle dell'Africa subsahariana, con una forte prevalenza delle generazioni più giovani. In questo quadro Livi Bacci riflette sul cammino del mondo nel XXI secolo, analizzando le implicazioni che uno sviluppo demografico così squilibrato avrà per la stabilità sociale interna ai vari paesi, per le migrazioni internazionali e i rapporti di forza tra le nazioni oltre che, naturalmente, per l'ambiente.
2021br. Se mai una ricetta esiste, per far sì che in Italia tornino a nascere bambini, non può ridursi a una redistribuzione di risorse - lavoro, servizi - per le nuove generazioni. Che pure è inderogabile, per motivi di equità sociale. Non basterà un pacchetto di risposte contingenti a ricreare la disponibilità a scelte al buio come quella di un figlio. Ricostruendo l'evoluzione degli umori individuali e collettivi delle generazioni susseguitesi nell'ultimo quarto del Novecento, affiora una ferita dell'immaginario che spinge a non decidere (vorrei, sì, ma preferirei di no). Un cambio di scenario che dura dagli anni Settanta e che - passando dai fratelli maggiori ai fratelli minori e dai padri ai figli - produce un doppio rovinoso effetto, frantumando il capitale di fiducia in dote a giovani donne e uomini e accentuando se possibile l'incapacità dei giovani uomini di dar voce al registro affettivo della propria esistenza. Se la chiave economica è inadeguata, da sola, a dare risposte efficaci a questa doppia mutazione, puntare a un bersaglio più alto non è impossibile. Purché si sia disposti a rimetter mano ad alcune di quelle "modeste proposte" che il Novecento visionario ha progettato, e poi lasciato incompiute.
2018br. Non solo la «fuga dei cervelli» priva il nostro paese di giovani promettenti e di un ricambio generazionale equilibrato: una meno attesa ma corposa «fuga di braccia» è in corso presso altri strati della popolazione. Molti addetti dell'industria e dell'edilizia sono stati spinti dalla crisi a cercare lavoro in altri paesi europei, accolti a volte da politiche ostili in materia (vedi Brexit). Nel generale saldo migratorio negativo dell'Italia, una delle regioni con il maggior numero di emigrati è sorprendentemente la Lombardia, area di immigrazione per eccellenza. Nel Mezzogiorno, per effetto delle partenze delle classi in età fertile e da lavoro, si assiste a un vero e proprio «tsunami demografico», mentre i tassi di disoccupazione continuano a mantenersi altissimi. Va poi registrata l'emigrazione di pensionati verso mete con clima buono e costo della vita basso.
2021br. L'Italia è uno dei paesi al mondo in cui l'inverno demografico è più accentuato. Se gli attuali trend non verranno invertiti, inevitabilmente si andrà incontro a criticità irrimediabili. Quello che distingue il nostro dagli altri paesi avanzati con natalità più elevata non è un minor numero di figli desiderati, ma politiche meno efficienti a favore delle famiglie e delle nuove generazioni. Crisi demografica di Alessandro Rosina delinea uno scenario italiano reso ancora più drammatico dagli effetti della pandemia, che ha causato un'ulteriore flessione delle nascite. Oggi ci troviamo di fronte a un bivio ineludibile: da un lato c'è il sentiero stretto che porta alla nuova fase di sviluppo economico e sociale resa possibile dai fondi europei e dall'altro, se questa occasione unica non verrà colta, l'ampia strada verso un declino irreversibile e insostenibile. La scelta richiede grande chiarezza di intenti e ancor più grande determinazione nell'imboccare il percorso verso il futuro.
1941réf. 146149Couverture souple. Broché. 12 pages.
1988réf. 107706Couverture souple. Broché. 280 pages.
1991In 8, cart., sovraccarico., pp. 525.Lievi segni del tempo e minima mancanza all'angolo sup. del piatto post. alla sovracc., pagine appena brunite. Buone condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore RizzoliAnno pubblicazione 1991Collana Collana storica RizzoliMateria/Argomento Storia, Demografia
2007réf. 42214Göttingen, Wallstein, 2007. 408 Seiten, 22 x 15 cm, Broschur.
1946réf. 26153Couverture souple. Broché. 223 pages. Pliure à la couverture et aux premières pages.
1957réf. 26151Couverture souple. Broché. 317 pages.
1962réf. 26154Couverture souple. Broché. 317 pages.
1963réf. 26150Couverture souple. Broché. 315 pages.
1964réf. 130211Couverture souple. Broché. 310 pages.