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Bencivenga Ermanno
Il bene e il bello. Etica dell'immagine
br. La bellezza conforta, riscalda e illumina il nostro percorso di vita. Ma è possibile una bellezza indipendente dal bene, perfino alleata del male? Questo libro risponde di no, in primo luogo negando che le immagini siano paradigma di oggettività, emblema di neutralità descrittiva. Anche quando pensiamo che mostrino la realtà nuda e cruda, senza possibilità d'inganno, sono spesso più ambigue di qualsiasi discorso, e danno origine a discorsi senza fine. II modo in cui sono costruite, tagliate e contestualizzate afferma un progetto di mondo, di umanità: la figura della tabaccaia felliniana di Amarcord potrebbe non distinguersi dalle "velone" dell'omonimo programma tv, ma racchiude un messaggio radicalmente diverso. Nelle particolari circostanze in cui viene proposta e percepita, un'immagine è portatrice di giudizi. D'altra parte, se "un'immagine vale più di mille parole" è perché può suscitare emozioni intense e rappresentare un vigoroso stimolo all'azione. Ispirato dai grandi filosofi occidentali, Ermanno Bencivenga ci guida alla scoperta del significato etico delle immagini, muovendosi sul doppio registro della passione e del giudizio. I numerosi esempi tratti dalla storia dell'arte, dal cinema, dalla pubblicità e dalla cronaca confermano uno dei cardini del pensiero kantiano: il bello è simbolo del bene. Lo può rappresentare in modo diretto o in modo indiretto, facendone avvertire la mancanza. L'esito è identico: risvegliare in noi il desiderio del bene.
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Bencivenga Ermanno
La filosofia in ottantadue favole
br. Per illustrarci i temi chiave sui quali la filosofia da sempre si interroga, Ermanno Bencivenga ha scelto un linguaggio insolito: quello delle favole. Ne è nato, nel 1991, "La filosofia in trentadue favole", poi ampliato in diverse edizioni successive fino ad approdare a "La filosofia in ottantadue favole". In queste pagine il noto filosofo torna a parlarci di un mondo nel quale la magia è negli occhi di chi guarda, nella continua meraviglia di chi osserva le cose con l'innocenza di un bambino, di chi gioca a chiedersi «perché» sapendo che ogni risposta cela sempre in sé una nuova domanda. Perché è proprio dal senso di stupore, dall'incantamento con cui i bambini ascoltano le favole che nasce la riflessione filosofica.
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Bencivenga Ermanno
La scomparsa del pensiero. Perché non possiamo rinunciare a ragionare con la nostra testa
br. Perché un candidato alla Presidenza degli Stati Uniti può vincere le elezioni sbraitando menzogne come "Costruirò un muro fra gli Stati Uniti e il Messico e sarà il Messico a pagarlo"? Perché abbiamo voglia di comprare una confezione di Nespresso dopo aver vistò l'ennesima pubblicità con George Clooney? Perché se ci troviamo in una città sconosciuta camminiamo con lo sguardo incollato allo schermo del telefonino, preoccupati solo di non perdere di vista Google Maps? Se non riconosciamo più le incoerenze logiche e ci facciamo guidare dagli impulsi emotivi, lasciando che siano altri cervelli (magari digitali) a pensare al posto nostro, che cosa sta succedendo? Logico e filosofo del linguaggio, Ermanno Bencivenga smaschera la più insidiosa delle catastrofi del nostro tempo: la capacità di ragionare rischia di scomparire. Ma ragionare significa tacitare le emozioni e gli impulsi per fare spazio alle idee e, soprattutto, a una discussione ordinata che le analizzi e ne determini il valore, aprendo nuove strade alla nostra convivenza. Raccontando la sua esperienza di professore, Bencivenga mostra che questa "catastrofe gentile", tanto silenziosa quanto devastante, riguarda soprattutto le nuove generazioni, che sono più esposte alla proliferazione forsennata dei mezzi d'informazione e di comunicazione, diventati ormai troppo veloci e potenti rispetto al tempo che il pensiero logico richiede. Con il risultato inquietante che i giovani si abituano sempre più all'idea che qualcun altro, o meglio qualcos'altro, ragionerà per loro. Un saggio schietto e tagliente, che ci mette in guardia di fronte alle insidie di una mutazione antropologica che sottrae alla nostra specie la sua risorsa più preziosa: il ragionamento.
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Benda, L. (Auswahl und Bearbeitung)
Buch der Lieder - 253 beliebte Volkslieder aus alter und neuer Zeit - Für eine mittlere Singstimme mit Pianofortebegleitung,
Braunschweig, Litolff's Verlag (= Collection Litloff No. 846), o.J. [ca. 1910]. 281 S. mit Notendarstellungen und Liedtexten, floral gemusterte Vorsätze, marmorierter Schnitt, roter original Leineneinband mit goldener Deckel- und Rückenbeschriftung, schwarzer Rückenverzierung und farbigem Titelbild, [Musikdruck]. altersgemäß ein erstaunlich schönes, sauberes Exemplar
Referentie van de boekhandelaar : 39071AB
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BENEDETTI Arrigo
PAURA ALL'ALBA.
In-16 gr., brossura, sovracoperta (mancanze al dorso), pp. 235,(5). Prima edizione. In buono stato (good copy).
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Benedetti Carla
Disumane lettere. Indagini sulla cultura della nostra epoca
br. "L'umanità intera oggi sta facendo un 'esperimento' sui propri limiti di specie. A me pare che sia proprio questa esperienza dei limiti dell'uomo a ridare ai saperi umanistici, dopo decenni di autodichiarata perdita di ruolo, una posizione cruciale nel mondo contemporaneo, altrettanto decisiva di quella che compete alle scienze. Più che un ruolo è una sfida, la massima: la possibilità di riaprire il gioco. La possibilità di creare strutture di pensiero e di giudizio che funzionino come dei 'correttivi' rispetto a quelle che ci stanno portando verso una catastrofe annunciata. La possibilità di elaborare proiezioni potenti dell'umano dotate di una forza agente e capaci di rimettere in movimento energie da tempo addormentate o paralizzate": con lo stile brillante e provocatorio che caratterizza Carla Benedetti, questo volume prende in esame alcuni dei fenomeni che secondo l'autrice hanno portato la cultura tutta, quella italiana in particolare, ad avere uno sguardo distruttivo e apocalittico sul mondo. Benedetti imputa questo declino all'imperare del linguaggio televisivo, alla scelta di prediligere la quantità alla qualità della scrittura, al tono ironico usato anche a sproposito, all'uso dell'anonimato in rete, che cancella ogni responsabilità. Per andare controcorrente è necessario tornare a pensare la cultura come invenzione e creazione del singolo, come uso di una parola 'non convenzionata' che sfugga alle gabbie predisposte dall'odierno ordine del discorso.
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Benedetti Carla
La soggettività del racconto. Proust e Svevo
brossura
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Benedetti L. (cur.); Cecchini B. M. (cur.); Gemignani M. (cur.)
«Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum». Studi in onore di Fra' Giovanni Scarabelli per i cinquant'anni di sacerdozio
ril.
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Benedetti Maria Teresa
Bonnard. Ediz. illustrata
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Bonnard (Fontenay-aux-Roses, 1867 - Le Cannet, 1947), pittore francese appartenente al gruppo dei Nabis. In sommario: Dipingere la vita e l'assenza. Il periodo nabi; I connotati di un'avventura creativa; I soggiorni a Vernonnet; Nudi e vasche da bagno; Le Cannet. Ritorno alla luce del Sud. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
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Benedetti Maria Teresa; Perin Giulia
Morisot. Ediz. a colori
ill., br. Berthe Morisot (Bourges 1841 - Parigi 1895) apparteneva a una famiglia agiata: era la pronipote di Fragonard e la sua casa era frequentata da artisti e scrittori. Il suo precoce accostarsi alla pittura quindi fu agevolato da una situazione favorevole, seppure in un mondo che difficilmente era disposto ad aprire a una donna le porte della professione artistica. I maestri non le mancarono, ma Berthe rimase tuttavia colpita soprattutto da Manet, ricambiata. In breve diventò una protagonista delle attività del gruppo impressionista. Ammirata e rispettata realizzò opere dai colori leggeri e luminosi, dal tratto sicuro, che solo i pregiudizi sociali del tempo cercarono di relegare a un contesto "femminile" e domestico.
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Benedetti Valerio
Riprendersi Giovanni Gentile
br. "Riassumere in poche pagine e in forma accessibile anche ai non iniziati al sapere filosofico il pensiero gentiliano non è cosa semplicissima. Si tratta, in effetti, di un pensiero filosofico puro, anche se si sbaglierebbe nel volerne per questo fare un pensiero sganciato dalla realtà. Le ricadute pratiche dell'attualismo sono massimamente concrete e questo non tanto per le sortite gentiliane nel campo della politica ma proprio per una visione del mondo globale dell'uomo e della realtà che va a scontrarsi con altre visioni dell'uomo e della realtà, in una conflagrazione che avviene negli atenei e sui libri, certo, ma che ha il riflesso nei tremendi sconvolgimenti della storia concreta. Quello di Gentile è un pensiero dell'azione e della libertà, della trasformazione incessante del mondo, dello Stato e della comunità: tutto questo lo pone nel cuore delle tempeste d'acciaio del secolo passato e al centro delle questioni aperte del secolo presente, e per di più con una collocazione che è già da sempre politica, anche a prescindere dalla militanza fascista di Gentile, portata avanti con cristallina coerenza fino all'estremo sacrificio." (Dall'introduzione di Adriano Scianca)
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Benedetti, Anna
Le traduzioni italiane da Walter Scott e i loro anglicismi.
cm. 17 x 25, 184 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi 367 gr. 184 p.
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Benedetto Croce
Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale
Benedetto Croce Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale. , Laterza 1912, Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
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BENEDITE Georges / HERZ BEY Max
LE CAIRE et ses environs.
Hachette Guides-Joanne 1909 Librairie Hachette et Cie, Collection des Guides-Joanne, 1909, 182 p., cartonnage éditeur, environ 16x11cm, complet de son plan dépliant volant. Cartonnage salie et frotté avec début de fente sur la toile au niveau d'un mors, mors internes fendus, des déchirures sans manque sur les pliures du plan volant. Bon état pour le reste.
Referentie van de boekhandelaar : 116418
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Benedix, Roderich (Hrsg.)
Sammlung deutscher Epigramme.
Leipzig, Hartkoch, 1861. VI, 335 Seiten. Lithographierter Orig.-Pappband. Rücken erneuert. Stempel auf Titelrückseite (Sammlung Fürstenberg).
Referentie van de boekhandelaar : 702258
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Benelli Sem
L'AMORE DEI TRE RE. POEMA TRAGICO IN TRE ATTI.
Fratelli Treves, 1910. In - 8, brossura ( tracce d'usura ), pp.117, con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. In buono stato.
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BENELLI Sem
LA CENA DELLE BEFFE. Poema drammatico in quattro atti.
In-16 gr., bross. figur. in rosso e nero (con fiorit.), pp. (8),151,(9), con ritratto dell'Autore. In appendice: "L'arte poetica di Sem Benelli". Settima impressione (la prima è del 1909). Esemplare intonso. .
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Benelli Sem
ORFEO E PROSERPINA. DRAMMA LIRICO IN QUATTRO ATTI E SEI QUADRI.
Treves 1929. In - 16, brossura, pp. 207. In buono stato
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BENELLI Sem
ROSMUNDA. Tragedia in quattro atti.
In-16 gr., bross. orig. figurata in tinta (un angolo mancante), pp. (8),169,(3), con numer. xilografie nel t., anche a p. pagina, di G. Mancini. Seconda edizione, su carta distinta. Testo ben conservato.
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Benesch, Otto
Edvard Munch 1863-1944
The Phaidon Press, London, 1960. In-4, reliure pleine toile éditeur sous jaquette illustrée en couleur, 143 pp. Edvard Munch : Prelude. - The World of Poetry. - The World of Reality. - Synthesis - The Plates. - Notes to the Plates - Bibliography - List of Collections
Referentie van de boekhandelaar : 3568
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Benevelli Luigi
La psichiatria coloniale italiana negli anni dell'Impero (1936-1941)
br. Il saggio di Benevelli è uno studio organico sull'assistenza psichiatrica nelle colonie d'Africa. In realtà i governi del Regno non si occuparono mai seriamente del problema, ma la Libia di Balbo ebbe una certa politica per il settore e aprì a Tripoli un manicomio la cui direzione fu affidata al dottor Angelo Bravi, brillante psichiatra di scuola pavese. Attraverso la storia della psichiatria coloniale italiana, il Benevelli non solo disvela al lettore un volto poco noto del colonialismo nostrano, ma trova le radici culturali più remote di quella che sarà - nelle sue contraddizioni - la politica psichiatrica (e sanitaria) nel nostro Paese. Il saggio, pur nella sua specializzazione, è destinato al pubblico più vasto. Luigi Benevelli, medico psichiatra e pubblicista. Da deputato della Repubblica (1983-1992), si è occupato in particolare dell'attuazione della riforma sanitaria.
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Bengy, Jean de
Bazaine
Editions Skira, Paris, 1990. In-4, broché sous couverture illustrée en couleurs, 179 pp. Présentation, Jean de Bengy - La Tradition Française, Bernard Ceysson - "Cet ailleurs lancinant, c'est au cœur des choses qu'il grandira...", Daniel Dobbels - Bazaine ou le regard de la mémoire, Pierre Cabanne - Itinéraire d'une exposition : Bazaine ...
Referentie van de boekhandelaar : 5468
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Benham, Frederic 1900-
The Colombo Plan and Other Essays
hardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
Referentie van de boekhandelaar : 1013522346.G ISBN : 1013522346 9781013522345
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Benhamou, Maurice (préf.)
Béatrice Casadesus 1980-2000 Work in Progress
Ville d'Issy-les-Moulineaux, 2000. In-8, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleurs, 31 pp. Préface, par André Santini - La peinture en liberté, par Maurice Benhamou/Painting at liberty - Béatrice Casadesus, le motif et l'intime, par Jean Attali/ The motif and the intimate - Béatrice Casadesus : Expositions personnelles/collectives - Bibliographie - Principales commandes ...
Referentie van de boekhandelaar : 5531
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BENINCASA C. (A cura di)
OSKAR KOKOSCHKA. 1886-1980. Roma - Palazzo Venezia: 1981/82.
In-8, bross., pp. XLVIII,131, con numerose ill. in b.n. e a colori nel t. Catalogo della mostra. In buono stato (good copy). .
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BENINCASA CARMINE (A CURA DI)
PAUL KLEE. OPERE 1900-1940 DALLA COLLEZIONE FELIX KLEE. CATALOGO DELLA MOSTRA, FIRENZE, ORSAMMICHELE, GIUGNO-SETTEMBRE 1981
illustrazioni a colori e in bianco e nero
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Benincasa Carmine (A cura di)
Tàpies. Opere dal 1946 al 1982
illustrazioni in nero e a colori
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BENITO MUSSOLINI
IL TRENTINO
BENITO MUSSOLINI IL TRENTINO. , EDITRICE PUBBLICAZIONE DELLA CASA 1911, Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Sguardi: ingialliti. Copertina: cartonata, ingiallita, sporca. Dorso: nervato, scolorito, usurato, usurato con mancanze in piede. Taglio: ingiallito, irregolare in modo lieve, sporco. Frontespizio: ingiallito. Margini delle pagine: con segni d'uso Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
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Benjamin Peronnet Fine Art
Dessins suédois 1900
Benjamin Peronnet Fine Art, Paris, 2019. In-8, broché sous couverture illustrée en couleurs, 56 pp. Préface - Politique et vie artistique suédoise : quelques dates - Catalogue.
Referentie van de boekhandelaar : 6641
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Benjamin Walter
Letteratura e strategie di critica. Frammenti I
ill., br. "Il critico è stratega nella battaglia letteraria". Così suona una delle massime più famose di Walter Benjamin che l'ha ispirato nell'indefessa attività di critico letterario, condotta tra mille traversie economiche, politiche ed esistenziali. Sono qui raccolti alcuni scritti di Benjamin - la maggior parte tradotti per la prima volta in italiano - riguardanti le sue letture, i progetti culturali, e le riflessioni personali, rimasti inediti in vita e pubblicati postumi dai curatori tedeschi del lascito nel VI volume delle opere complete edite da Suhrkamp. Si tratta di frammenti per lo più centrati su questioni di ordine culturale e letterario che mostrano in controluce anche le frequentazioni intellettuali di Benjamin: da Hugo von Hofmannsthal a Joseph Roth, da Baudelaire alla letteratura francese, da Strindberg a Dostoevskij. Si delineano e s'illuminano così le coordinate culturali e letterarie che hanno costituito una costante della riflessione di Benjamin che, in questi scritti, è sempre pronto a una riflessione filosofica sulla sua pratica culturale, spaziando dalla recensione alla ricognizione sociologica del campo letterario del suo tempo. Ciò conferma la sua natura ancipite - sia interprete critico che attore intellettuale in prima persona della letteratura di lingua tedesca - che lo situa in una posizione unica nel panorama intellettuale tedesco della prima metà del XX secolo.
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Benjamin Walter
Mickey Mouse. Testo tedesco a fronte
br. "Mickey Mouse raffigura il fatto che la creatura può continuare a esistere anche quando si sia spogliata di ogni rassomiglianza con l'umano. Esso spezza la gerarchia delle creature concepita a partire dall'essere umano. Questi film sconfessano ogni esperienza in modo più radicale di quanto sia mai accaduto. In un tale mondo non vale la pena di fare esperienze". (Walter Benjamin)
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Benjamin Walter
Tesi di filosofia della storia
ill., br. Quando l'affermazione del nazi-fascimo generava, per le coscienze progressiste di tutta Europa, il crollo di ogni speranza, nella sua Tesi di filosofia della storia Walter Benjamin ha provato a indicare una dimensione temporale di libertà davvero rivoluzionaria, in rottura con l'ottimismo lineare e progressivo tipico della modernità, cioè con la storia scritta dai vincitori. Ma se la contemporaneità ha abbandonato ogni grande narrazione, ancora più valido resta il monito di Benjamin a una tensione messianica in cui ogni "secondo è la piccola porta da cui può entrare il Messia".
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Benjamin Walter; Cangini N. P. (cur.)
Il concetto di critica d'arte nel romanticismo tedesco
br. Con la presente traduzione, condotta sulla recente edizione critica tedesca delle opere di Walter Benjamin, "Il concetto di critica d'arte nel romanticismo tedesco" appare in veste monografica. Nel 1919, il filosofo tedesco concluse la sua carriera da studente universitario con questa dissertazione. Per il suo rigore, la profondità delle intuizioni e la sua struttura sistematica, quest'opera è diventata un costante riferimento negli studi sul romanticismo tedesco. Il suo testo è tuttavia altrettanto importante poiché vi si trovano, ancora in germe, alcuni tra i motivi fondamentali del pensiero maturo di Walter Benjamin.
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Benjamin Walter; Cangini N. P. (cur.)
Il concetto di critica d'arte nel romanticismo tedesco
br. Con la presente traduzione, condotta sulla recente edizione critica tedesca delle opere di Walter Benjamin, "Il concetto di critica d'arte nel romanticismo tedesco" appare in veste monografica. Nel 1919, il filosofo tedesco concluse la sua carriera da studente universitario con questa dissertazione. Per il suo rigore, la profondità delle intuizioni e la sua struttura sistematica, quest'opera è diventata un costante riferimento negli studi sul romanticismo tedesco. Il suo testo è tuttavia altrettanto importante poiché vi si trovano, ancora in germe, alcuni tra i motivi fondamentali del pensiero maturo di Walter Benjamin.
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Benjamin Walter; Cariati S. (cur.); Cicero V. (cur.); Tripepi L. (cur.)
L'opera d'arte nel tempo della sua riproducibilità tecnica (1935-36). Testo tedesco a fronte
br. "L'opera d'arte nel tempo della sua riproducibilità tecnica'' è il saggio di filosofia dell'arte più importante del XX secolo. Ne esistono cinque differenti versioni, a vario livello di incompiutezza, elaborate da Walter Benjamin tra il 1935 e il 1936: quattro in tedesco, una in francese (l'unica a essere pubblicata con l'autore in vita). La presente edizione propone per la prima volta il "Kunstwerkaufsatz" di Benjamin in una forma radicalmente innovativa, che coniuga il rigore storico-filologico nella ricostruzione genetica dell'opera con l'interrogazione teoretica, aperta e problematica, delle cinque versioni del saggio. Il nucleo centrale del volume è costituito dalla collazione del testo tedesco, a cura di Vincenzo Cicero, e dalla traduzione italiana, curata da Salvatore Cariati e Luciano Tripepi: l'intento è di offrire, finalmente in una visione sincronica, la collazione critica di tutti i passi e di tutte le varianti significative delle cinque versioni, graficamente riconoscibili nella loro autonomia, disposte come innesti comparativi sul testo base dell'ultima redazione. La premessa gnoseocritica e la nota editoriale tratteggiano rispettivamente la prospettiva speculativa e redazionale entro cui è sorto il progetto di rimontaggio dell'opera. L'introduzione e la cronologia della vita e delle opere di Benjamin ricostruiscono il contesto della sua genesi e delle sue varie redazioni sulla base della più recente edizione critica tedesca. Infine, la struttura degli apparati, in gran parte bilingui, comprende le varianti testuali più ampie, la sinossi delle cinque versioni, una significativa selezione di paralipomeni, alcuni momenti epistolari essenziali, le note ai testi, i registri terminologici e gli indici. Un'edizione, dunque, che si pone come una novità nel panorama internazionale degli studi su Benjamin.
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Benjamin Walter; Ganni E. (cur.)
Infanzia berlinese intorno al millenovecento
br. Il libro è una autobiografia anomala, una sorta di mosaico, in cui Benjamin condensa le esperienze e la topografia della propria infanzia, ridando anima ai sogni facendo rivivere le ore e i luoghi di magia, e al contempo gli angosciosi presentimenti di un bambino ebreo nella Berlino dell'epoca. Ed è forse questa ambiguità il tratto più marcato dei trenta brani (più dodici frammenti proposti in appendice) che compongono il libro: "scavare" nell'infanzia, negli strati nascosti perduti della vita, per riattivare questa "promessa di felicità" che è patrimonio di ogni essere umano ("La fata, grazie alla quale si ha il diritto a un desiderio"), senza tuttavia dimenticare che questa possibile felicità è perennemente esposta ai venti della storia.
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Benjamin Walter; Gentili D. (cur.)
La politica e altri scritti. Frammenti III
br. Sono qui raccolti i frammenti e gli appunti di Walter Benjamin riconducibili alla sua intenzione di scrivere una Politica. Si tratta di un progetto che lo accompagnò dal 1919 al 1921 e che - tra scritti annunciati, in corso di elaborazione, in via di pubblicazione e altri irrimediabilmente andati perduti - non ha mai visto luce. In questo libro si tenta per la prima volta di restituirne una configurazione attraverso i frammenti che ci sono pervenuti: quelli di cui è possibile attestare direttamente l'appartenenza all'"arsenale" della Politica e quelli che, seppur senza un riscontro diretto, è possibile riferire alla sua costellazione per cronologia, tematica e terminologia. Tra gli altri, La Politica comprende alcuni dei frammenti più noti di Benjamin, come il Frammento teologico-politko e Capitalismo come religione, spesso considerati quasi scritti a sé stanti, e che invece trovano proprio nella Politica il loro contesto originario. Questo libro si compone inoltre di altre due parti, Antropologia e Sulla menzogna, i cui frammenti, sebbene risalgano al medesimo periodo, non è possibile attribuire inequivocabilmente al progetto della Politica, ma rappresentano tuttavia una risorsa essenziale per una sua più piena e profonda comprensione. Infine, in Appendice, è presentata una nuova traduzione di Sulla critica della violenza, in assoluto uno dei saggi benjaminiani più celebri e discussi, che della Politica è l'unico testo non rimasto allo stato di frammento e pubblicato in vita da Benjamin.
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Benjamin Walter; Kelsen Hans; Löwith Karl; Fazio G. (cur.); Lijoi F. (cur.)
Critica della teologia politica. Voci ebraiche su Carl Schmitt
br. Walter Benjamin, Hans Kelsen, Leo Strauss, Karl Löwith e Jacob Taubes sono i cinque filosofi che i curatori di questo volume hanno scelto di porre sullo sfondo del comune riferimento critico a Carl Schmitt. Si tratta di protagonisti indiscussi del Novecento filosofico e, allo stesso tempo, di testimoni in prima persona dei suoi drammi e delle sue tragedie. I saggi qui raccolti, corredati di un commento che ne illustra il contesto storico e teorico, testimoniano l'incidenza che il pensiero di Carl Schmitt ha avuto su alcuni degli intellettuali più acuti del Novecento ebraico-tedesco, in una forma che va dall'ammirazione critica, come nel caso di Benjamin, Strauss e Taubes, al rifiuto netto, come in quello di Kelsen e Löwith. L'inedito accostamento tra questi testi permette di cogliere come ciascuno di questi filosofi abbia individuato nella critica della teologia politica di Carl Schmitt il varco attraverso cui penetrare nella dimensione più ambigua e ideologica del suo pensiero, avviando così un lavoro di attenta discussione critica della sua concezione della sovranità. Un tipo di approccio critico, quello sviluppato da questi autori, che in un tempo come il nostro si rivela più che mai prezioso, dal momento che i demoni della sovranità e delle teologie politiche che la nutrono sono tornati a calcare minacciosamente la scena della nostra contemporaneità.
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Benjamin Walter; Pinotti A. (cur.); Somaini A. (cur.)
Aura e choc. Saggi sulla teoria dei media
br. "Aura e choc" raccoglie in un unico volume i principali studi dedicati da Walter Benjamin al complesso ambito della teoria dei media, tra cui il saggio "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", qui presentato nella versione del 1935-36. Chiave di volta di questa teoria, che Benjamin sviluppa dai primi scritti degli anni '10 fino agli ultimi frammenti del libro sui "passages" di Parigi, è l'idea secondo cui va considerato come "medium" tutto ciò che è in grado di ridefinire le coordinate della percezione, dei modi di vedere e di sentire, e più in generale dell'esperienza. Sulla base di tale presupposto Benjamin discute media moderni come la fotografia e il cinema, la radio e il telefono, il libro e il giornale, ma anche le forme espressive della lingua, della linea e del colore, strumenti ottici come la camera obscura e la lanterna magica, i sistemi di illuminazione urbana e l'architettura di vetro, per arrivare infine agli stati di alterazione percettiva indotti dal sogno e dall'hashish. Nel loro insieme, tutti questi media sono per Benjamin capaci di trasformare storicamente l'esperienza sensibile, sottoponendo l'individuo moderno a un autentico "training del sensorio" che gli consente di affrontare il passaggio dalla cultura ottocentesca, permeata dal culto dell'aura, a una modernità che lo espone a continui choc.
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Benjamin Walter; Schiavoni G. (cur.)
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica e altri saggi sui media
ill., br. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento il progresso scientifico e tecnologico modificò radicalmente la vita quotidiana dei popoli occidentali. L'arte, naturalmente, non poteva non essere coinvolta in simile cambiamento. Il critico berlinese Walter Benjamin fu tra i primi e più acuti indagatori di tale fenomeno. Nei suoi saggi il filosofo intravede e teorizza la nuova funzione e la nuova natura dell'opera d'arte, che da capolavoro dal valore puramente estetico avvolto da un'aura quasi magica, grazie ai nuovi media tecnologici, capaci di diffonderla indefinitamente su scala planetaria, assume un ruolo politico e sociale, come già stava emergendo nella fotografia, nei film di Ejzenstejn e Chaplin e come si preparava a fare la radio. Nell'introduzione Giulio Schiavoni, autore della limpida traduzione, guida il lettore nel percorso critico e ideologico dell'autore.
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Benjamin Walter; Valagussa F. (cur.)
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
brossura "L'importanza che Benjamin attribuiva a 'L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica' (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue 'varianti') risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell''ora del destinO' che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle più recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia." (Massimo Cacciari)
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Benn Gottfried; Valtolina A. (cur.)
Doppia vita
ill., br. Da Gottfried Benn, che ha sempre scompaginato tutte le categorie, e che ha bollato l'Io come «stato d'animo tardivo della natura, e oltre tutto fugace», non ci si poteva certo aspettare una compita autobiografia che raccontasse gli eventi di un'esistenza. Il paesaggio biografico di Benn è quello del suo alter ego Rönne, «il medico, il flagellante delle cose singole», che non riesce più a sopportare né ad afferrare la realtà, «posto dinanzi all'esperienza della profonda, sconfinata estraneità». Un uomo che non possiede ormai «alcuna continuità psicologica», e che solo a tratti, in una perpetua doppia vita, riesce a ritrovare un'identità, «richiamata dagli abissi ed estorta in una lotta devastante». Questo libro, insieme bilancio e breviario d'artista, ma anche definitiva resa dei conti con la Germania - come il solo Nietzsche, prima, aveva osato -, è un prisma da cui promanano bagliori di pensiero e poesia, vertice di quella «prosa assoluta» di cui Benn è stato solitario cultore nel suo secolo. E proprio lui, avulso come nessun altro dall'«assurdo scorrere della storia», fa affiorare, pagina dopo pagina, il profilo di un'epoca: «...lo sfiorire corticale dei mondi, dei mondi borghesi, i mondi capitalistici, i mondi opportunistici, profilattici, antisettici, prostrati dai nubifragi del politico e dai rivolgimenti del potere, ma scaturiti in fondo dalla sostanziale crisi dell'essere occidentale ». Una crisi che non può trovare una «redenzione antropologica» se non nella forma: «il mondo dell'espressione ... l'ingranarsi di forze esteriori levigate, di superfici temprate e immote. Nulla, ma sopra: smalto». Con un saggio di Roberto Calasso.
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Benn, Gottfried
Gesammelte Werke in zwei Bänden. Herausgegeben von Dieter Wellershoff.
(Wiesbaden), Limes, (1968). 2 Bl., 1172 S.; 4 Bl., S. 1179-2284, 1 Bl. Kl.-8° (18 x 11,5 cm). Hellbraunes Original-Leder mit Rückenschild.
Referentie van de boekhandelaar : 11322
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Benn, Gottfried
Probleme der Lyrik. (3. Auflage).
Wiesbaden, Limes, (1954). 48 S. 8°. Original-Broschur.
Referentie van de boekhandelaar : 14234
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Bennett Alan
Una vita come le altre
ill., br. "Ci sono stati altri casi di malattia mentale nella vostra famiglia?". Comincia così, con la domanda di un assistente sociale dello Yorkshire, questo commovente viaggio interiore di Alan Bennett. Siamo nell'istituto psichiatrico dove l'anziana madre è stata ricoverata per una grave forma depressiva - così almeno viene definita. Comunque sì, ci sono stati altri casi in famiglia, ma lui non lo aveva mai saputo. È il padre a svelare per la prima volta, in un atto burocratico e liberatorio, la fine drammatica e segreta del nonno di Bennett, e a indurlo a esplorare le storie nascoste e dimenticate degli altri parenti. Ma come si distingue la malattia mentale dalle manie, dalle fobie, dal silenzio, dall'infelicità? Da parte di uno scrittore che in passato non poteva "neanche togliersi la cravatta senza prima far circondare la casa da un cordone di polizia", un libro come questo è un dono inaspettato. Solo di recente, infatti, Alan Bennett ha sentito il bisogno di dedicarsi a quell'attività vagamente disdicevole che è lo scrivere di sé. Cambiando tonalità, forse, rispetto agli scritti esilaranti e feroci che gli hanno dato la celebrità, ma sempre con lo stesso sguardo acuminato e instancabile. Uno sguardo di un'onestà dolente, poco caritatevole soprattutto verso le sue manchevolezze. E l'umorismo? Sotteso - o forse sospeso - in ogni pagina come uno strumento di interpretazione insostituibile, col quale ci si può destreggiare anche fra le tragedie della vita.
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BENNETT ARNOLD
LO SPETTRO - 1930 circa
In 8o, pp. 258, cartonato, traduz. di S. Giurleo, con firma di proprietà, ottimo (6833/ BENNETT - LO SPETTRO - LETTERATURA INGLESE 1900)
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Bennis Mohammed; Corrao F. (cur.); Donzelli M. (cur.)
Il Mediterraneo e la parola. Viaggio, poesia, ospitalità
br. "L'idea poetica, per me, non si ferma alle frontiere. Ogni poesia mediterranea è mia. Ogni poesia che annuncia il viaggio, che dà ospitalità, che semina generosità. In ogni angolo del mondo. E lì che comincia il Mediterraneo. Non un luogo recintato da principi geografici o da un'idea che rinnega l'Altro che viene da Sud, da Oriente o da Occidente". Una dichiarazione di principi e d'intenti, quella di Bennis, che colpisce per la sua bruciante attualità. Mohammed Bennis, uno dei poeti marocchini più conosciuti e stimati nel mondo arabo, ha dimostrato negli anni un forte impegno intellettuale e civile. Non a caso è stato l'ideatore della Giornata della poesia dell'Unesco, che si celebra ogni anno il 21 marzo, con lo scopo di stimolare il dialogo attraverso la poesia, ed è da sempre un convinto assertore dell'importanza della traduzione per la promozione della conoscenza tra le culture. Una poetica che sfocia in una pratica di vita sul rapporto tra Mediterraneo e poesia. "Spazio libero e ospitalità come pratica quotidiana: è stata questa lezione che mi ha permesso di comprendere la poesia. La poesia non ammette frontiere chiuse e non obbedisce alla logica degli interessi. Ogni volta che mi trovo nella poesia sento il Mediterraneo divenire la mia casa aperta, senza soffitto né muri né porte. Aperta su uno spazio infinito".
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Benoist Alain de
Céline e la Germania (1933-1945)
brossura Le polemiche politiche che hanno coinvolto Céline in merito ai pamphlet e le varie accuse di collaborazionismo con i tedeschi, più volte mosse contro di lui, hanno spinto a domandarsi quali siano stati i rapporti fra Céline e la Germania, Céline e i tedeschi, e che tipo di ricezione ebbe la sua opera in Germania fra il 1933 e il 1945. Finora però critici e studiosi non hanno tenuto granché conto di questi fattori lanciando a volte acriticamente gli attacchi. Molti di questi attacchi, però, si basano su supposizioni non sostenute dai fatti, su riferimenti a opere o a carteggi che alla prima verifica non reggono rivelando grossolani errori o tesi precostituite. In Céline e la Germania Alain de Benoist, profondo conoscitore dello scrittore e della sua opera, traccia un quadro completo dei rapporti con la Germania e con il Terzo Reich dimostrando tutta la falsità delle accuse di collaborazionismo.
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Benoist Alain de
Quattro figure della Rivoluzione Conservatrice tedesca. Werner Sombart, Arthur Moeller van den Bruck, Ernst Niekisch, Oswald Spengler
br.
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Benozzo Francesco
Carducci
br. La figura complessa e per molti versi affascinante di Giosuè Carducci (1835-1907) viene attentamente delineata in queste pagine a partire da un'analisi puntuale dei suoi scritti e della sua biografia, dagli anni giovanili passati in Lunigiana e Maremma fino all'approdo, ancora giovanissimo, a Bologna, dove insegnò Letteratura italiana e Filologia romanza all'Università. Poeta, professore, filologo, uomo pubblico dell'Italia risorgimentale, egli resta ancora oggi un personaggio più frainteso che letto. Nel libro viene approfondito in particolare il rapporto tra la sua indole rivoluzionaria, sdegnosa e solitaria, e la società di transizione tra Ottocento e Novecento, che egli visse e interpretò in tutte le sue laceranti contraddizioni, e di cui la vastissima produzione poetica e saggistica rappresenta una specie di mappa aperta e per certi versi ancora largamente incompresa. Lontano dagli stereotipi critici che hanno appiattito e museificato, a partire dalle antologie scolastiche, l'immagine di Carducci, l'autore restituisce qui il profilo di un poeta e prosatore sfaccettato e inquieto, non di rado notturno e umbratile, irriducibilmente anarchico e libertario, e sempre attuale in quanto fieramente inattuale: un poeta europeo in bilico tra slanci polemici e rèverie crepuscolare, a cui Nietzsche pensò di affidare la diffusione dei propri scritti polemici e anticlericali.
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