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Numero di risultati : 19.309 (387 pagina/e)

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‎Varvaro Alberto‎

‎Linguistica romanza. Corso introduttivo‎

‎ill.‎

‎Migliorini Bruno‎

‎Dal nome proprio al nome comune. Studi semantici sul mutamento dei nomi propri di persona in nomi comuni negl'idiomi romanzi‎

‎brossura‎

‎Timpanaro Sebastiano‎

‎Virgilianisti antichi e tradizione indiretta‎

‎ill.‎

‎Facchetti Giulio M.; Negri Mario‎

‎Creta minoica. Sulle tracce delle più antiche scritture d'Europa‎

‎ill.‎

‎Luiselli Fadda Anna M.‎

‎Tradizioni manoscritte e critica del testo nel Medioevo germanico‎

‎ill.‎

‎Cremante R. (cur.)‎

‎L'avanguardia radicale di Marcello Gallian‎

‎brossura Il volume raccoglie gli Atti di un convegno promosso dal Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell'Università di Pavia nei giorni 17 e 18 dicembre 2008: a quarant'anni dalla morte di Marcello Gallian (1902-1968). Le relazioni presentate al convegno ripercorrono - per exempla, ma forse per la prima volta in maniera articolata e coerente l'intera, accidentata carriera di Gallian, nel suo vario e tormentato dispiegarsi tra letteratura, teatro e pittura, alternando l'analisi dei testi alle sintesi storiografiche e critiche. Se ne ricava, alla fine, un quadro complessivo che dallo scrittore romano trascorre alla vita culturale dell'Italia fascista, con particolare riguardo al milieu avanguardista, geograficamente e culturalmente periferico rispetto al calamitante polo fiorentino, dagli umori spericolatamente anarchici e antiborghese, indocile a qualunque possibilità d'inquadramento.‎

‎Lalomia Gaetano‎

‎En fabliaus doit fables avoir. Studi sui fabliaux‎

‎br. Il volume raccoglie alcune riflessioni su una tipologia di lesti singolare, i fabliaux, studiati attraverso un approccio geocritico e cognitivista. Lo studio dei titoli, la geografia dei testi, le metafore concettuali costituiscono gli ambiti attraverso i quali si opera un'analisi di tali componimenti, mettendo in luce la lunga ricezione, la particolare dimensione geografica (assai diversa da quella del roman), e infine, il linguaggio metaforico attraverso il quale si esprime l'amore e il sesso.‎

‎Degani Enzo‎

‎Ajon‎

‎brossura‎

‎Gresti Paolo‎

‎Introduzione alla linguistica romanza‎

‎br. Questo manuale, indirizzato in modo particolare agli studenti universitari di Filologia romanza, intende offrire un quadro d'insieme dei fenomeni fonetici, morfologici, sintattici e lessicali che hanno determinato quelle metamorfosi: con un linguaggio semplice, che non rinuncia però alla precisione del tecnicismo, vengono affrontati in chiave storico-comparativa tutti i principali aspetti dell'evoluzione linguistica, in modo necessariamente sintetico e descrittivo, ma senza rinunciare a singoli approfondimenti problematici. Uno spazio di rilievo è ovviamente riservato al latino cosiddetto "volgare", e al concetto stesso che si cela sotto tale etichetta: un concetto messo frequentemente in discussione, ma che mantiene inalterato, nonostante tutto, il proprio ruolo centrale nella storia linguistica romanza, al di là delle dispute, spesso solo nominalistiche, che lo vedono coinvolto.‎

‎Studia Philologica Iranica. Gherardo Gnoli memorial volume‎

‎brossura‎

‎Battaglia Marco‎

‎Medioevo volgare germanico‎

‎ill., br. La nascita di uno statuto letterario germanico, durante l'Alto Medioevo, rappresentò una conquista culturale mediata dalla cristianizzazione e dalle relative necessità liturgiche, dottrinarie ed esegetiche. Poiché la conversione al Cristianesimo delle numerose etnie germaniche richiese quasi un millennio, non stupisce che il diverso grado di integrazione delle élite barbariche nell'universo dottrinario e culturale della Chiesa - erede di molti valori della cultura greco-romana - si tradusse in una altrettanto lenta percezione della dignità dei propri volgari in funzione di lingua scritta, la cui forma richiedeva l'acquisizione di una coscienza 'alfabetica' e di forme 'scrittorie' locali ancora inedite. La frammentazione culturale che ne conseguì e la prolungata assenza di un canone alfabetico univoco per le singole lingue - unitamente all'egemonia esercitata ancora per secoli dalla cultura latina - si tradusse in risultati letterari tra loro disomogenei in ciascuna area linguistica. Il monopolio degli studi e della cultura scritta, esercitato per secoli in Occidente dall'autorità ecclesiastica, ebbe conseguenze dirette sul piano del contenuto e della relativa trasmissione. All'interno dei codici manoscritti realizzati per lo più tra le mura di scriptoria monastici riuscì a filtrare soltanto una minima parte, opportunamente emendata, del patrimonio tradizionale delle culture volgari, patrimonio che continuò viceversa a essere tramandato attraverso i canali impalpabili dell'oralità. Le prime forme di una tradizione letteraria germanica restarono dunque confinate per lungo tempo ad ambiti istituzionali - giuridici, notarili e religiosi -, nei quali i volgari riuscirono inizialmente a far breccia sotto forma di strumenti interpretativi d'immediata utilità, come le glosse esplicative di concetti e di lessemi non immediatamente comprensibili. "Medioevo volgare germanico" cerca di raccogliere e introdurre i principali documenti e i relativi generi letterari delle singole tradizioni linguistiche del Medioevo germanico, a partire dalla più antica traduzione della Bibbia in gotico fino agli esempi più raffinati del patrimonio letterario poetico e prosastico.‎

‎Aprile Marcello; Sambati Valentina‎

‎Lingua e cultura materiale nella Grecia salentina dell'età moderna. Un'inchiesta lessicale sui documenti dell'archivio di stato di Lecce‎

‎br. Dalle testimonianze, perfettamente localizzabili e databili, fornite dagli atti notarili in età moderna (testamenti, carte dotali, catasti onciari), gli autori del volume hanno estratto un quadro della vita quotidiana delle popolazioni dell'area oggi nota come "Grecia salentina", quella abitata in simbiosi, per lunghi secoli, da greci e latini. Dai testi emergono dettagli sull'arredamento, il vestiario, i corredi, gli oggetti e gli utensili, la struttura delle case, e poi ancora sui nomi dei mestieri, delle vie e dei luoghi. Ne viene fuori un quadro molto interessante e linguisticamente stratificato, che consente di ricostruire una parte della vita di queste comunità nel loro ambiente.‎

‎Rovetta A. (cur.); Desjatova M. (cur.)‎

‎Il destino della bellezza‎

‎brossura Tra il 17 e il 19 aprile 2012 il tema della Bellezza ha convocato presso la prima università ortodossa di Mosca studiosi russi e italiani che si sono confrontati attorno all'esperienza che più di ogni altra rivela il desiderio di infinito impresso nel cuore di ogni uomo. In quei giorni è stato sorprendente - e lo è ancora leggendo le pagine di questo volume - scoprire la profonda unità che da secoli agisce nelle due più antiche tradizioni cristiane, quella orientale ortodossa e quella occidentale cattolica, nelle innumerevoli occasioni che hanno sollecitato la loro creatività espressiva e la loro riflessione critica, dalle origini fino ai nostri giorni. È una tenace testimonianza al mondo della pertinenza della fede alle urgenze della vita e della storia. L'iniziativa promossa dall'Università San Tichon di Mosca, in occasione del suo ventennale, è stata accolta dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano a seguito di una collaborazione che da alcuni anni favorisce scambi di docenti e studenti nell'ambito delle discipline umanistiche, in particolare filologiche, linguistiche e artistiche.‎

‎Bettini Maurizio‎

‎Il mito. Discorso autorevole o racconto screditato?‎

‎br. La categoria «mito» è divenuta, fondamentale nella nostra cultura, così come lo è divenuta nel discorso usuale o televisivo e persino nei linguaggi giovanili, dove le espressioni «mito» e «mitico»; generalmente in forma esclamativa, ricorrono con straordinaria frequenza. Una cosa è chiara, seirtbra proprio che del «mito» non si possa più fare a meno.‎

‎Sangriso F. (cur.)‎

‎Snorri Sturluson. «Heimskringla»: le saghe dei re di Norvegia. Ediz. critica. Vol. 5‎

‎br. 'Questo volume, integralmente dedicato alla Óláfs saga Helga, costituisce la quinta parte della traduzione in lingua italiana della Heimskringla di Snorri Sturluson a opera di Francesco Sangriso. La Óláfs saga Helga è, per ampiezza e complessità, la saga più importante all'interno della Heimskringla e ne è protagonista colui che diventerà il 're santo' della Norvegia, Óláfr Haraldsson. Il testo dell'opera di Snorri viene presentato nel contesto della produzione letteraria sorta intorno alla figura di re Óláfr e costanti sono i riferimenti alle altre fonti, soprattutto di matrice cristiana, in particolare la saga definita Saga Leggendaria per il suo carattere spiccatamente agiografico. In tal modo viene evidenziato l'approccio critico di Snorri alla figura di un sovrano che, più di ogni altro, lascerà una traccia indelebile nella storia e nella società norvegesi. Nella sua rigorosa progettazione narrativa Snorri delinea la figura di un condottiero che diviene sovrano, non di un santo destinato a un glorioso martirio.'‎

‎Brunetti G. (cur.)‎

‎Filologicamente. Studi e testi romanzi. Vol. 3‎

‎br.‎

‎Pontiggia Giuseppe; Dionigi I. (cur.)‎

‎I classici in prima persona‎

‎brossura "I classici in prima persona" comprende il testo inedito di un incontro tenuto da Pontiggia nel novembre 2002 presso l'università di Bologna e un breve saggio, entrambi dedicati a uno degli argomenti più cari allo scrittore: il rapporto con i classici. A cavallo tra critica filologica e rievocazione autobiografica, i due scritti, in cui l'autore ripercorre la propria biografia intellettuale nel segno degli amati scrittori greci e latini, riflettono su alcuni temi nodali di tutta la produzione saggistica, e non solo, di Pontiggia: il concetto di "classico", i fantasmi dei Maestri, la funzione del canone, l'ambiguo connubio tra retorica e politica. Chiude il volume un saggio di Ivano Dionigi che illustra il rapporto di Pontiggia con gli antichi.‎

‎Formisano Luciano‎

‎Filologia dei viaggi e delle scoperte‎

‎br. Le scritture di viaggio, al di là della loro ricchezza informativa e del fascino del loro esotismo, possiedono uno statuto testuale che va letto e studiato in quanto tale, dunque anche con gli strumenti della filologia. Ciò è vero non solo per la narrativa odeporica ormai entrata a far parte del canone della letteratura mondiale, ma anche per i discorsi meno formalizzati e più intrisi di referenzialità, al limite del mero documento, nati a ridosso delle Grandi Scoperte: i primi fotogrammi dell'America che nel giro di pochi anni hanno percorso l'Europa, e che in definitiva sono i responsabili della formazione di un "immaginario americano", sono la migliore illustrazione della nascita di una tradizione che, costituitasi con sorprendente rapidità, trae le sue origini dagli scritti di Colombo e di quanti lo hanno seguito, in un intreccio di testi originali, rimaneggiamenti, plagi, traduzioni; scritti che a loro volta convogliano e reinterpretano tradizioni più antiche. Il volume, in cui non mancano incursioni che vanno dal De Canaria di Boccaccio al Diario di un viaggio in motocicletta di Ernesto "Che" Guevara, raccoglie i risultati di un quarantennio di ricerche e di studi che vanno in questo senso e che, per lo più pubblicati in sedi di difficile accesso, vengono qui presentati al pubblico dei non specialisti. Il volume si compone di tre parti (Filologia e letteratura; Filologia e linguistica; Vespucciana) per un totale di trentacinque capitoli, che si prestano a una lettura non solo continua, ma trasversale.‎

‎Vecce C. (cur.)‎

‎La biblioteca di Leonardo‎

‎ril. Curato da Carlo Vecce, il volume ricostruisce, sulla base di un'indagine sul complesso dei manoscritti vinciani, la consistenza della biblioteca che il maestro venne formando nel corso della sua lunga vita. Quest'opera fornisce anche indicazioni sulle fasi di progressivo aumento dei volumi, a stampa e manoscritti, posseduti da Leonardo. Grazie anche alla fondamentale collaborazione di numerosi specialisti nelle discipline su cui Leonardo si soffermò, il volume mette a disposizione degli studiosi un imponente repertorio da cui attingere informazioni certe sulle fonti di ispirazione del "Genio Universale".‎

‎Dolcetti Corazza Vittoria‎

‎Introduzione alla filologia germanica‎

‎br.‎

‎Segre Cesare‎

‎Per curiosità‎

‎brossura Con un andamento che distribuisce gli eventi in un ordine che è nello stesso tempo cronologico e tematico, Segre racconta un se stesso a tante facce, unificate dalla mai esausta curiosità per gli uomini e la realtà in cui si è imbattuto. Nel libro sfilano le immagini di lui bambino nella comunità ebraica di Saluzzo, e poi quelle, drammatiche, recluso sotto falso nome in un collegio di Salesiani per sfuggire alla deportazione. E poi ancora i viaggi e la passione per il canottaggio. E il servizio militare a Orvieto, dove Segre scopre la babele linguistica dei dialetti italiani. Ma il libro è anche una galleria di ritratti di grandi personaggi della cultura: Santorre Debenedetti, Benvenuto e Lore Terracini, Gianfranco Contini, Roman Jakobson...‎

‎Canfora Luciano‎

‎Il copista come autore‎

‎br. Questo del filologo e storico (ed elegante scrittore) Luciano Canfora è un libro sui libri che stimola la riflessione: quali, quanti e in che modo si sono «conservati» i testi degli scrittori antichi? E che cosa è in realtà un «originale» e che significa dire che esso sia «esistito»? In questa nuova edizione Canfora ha aggiunto un capitolo: «L'inesausta ricerca di testi antichi suscita da sempre la tentazione di creare ciò che è andato perduto, e che vorremmo resuscitare. Anche in questo campo l'attività di copia è lo strumento. Perciò nel riproporre queste pagine, abbiamo ritenuto necessario aggiungere un nuovo capitolo: Il falsario come autore. E abbiamo scelto di parlare di uno di loro: grandissimo e temutissimo».‎

‎Battezzato Luigi‎

‎Linguistica e retorica della tragedia greca. Nuova ediz.‎

‎br. Il linguaggio poetico è per sua natura ispirato, irrazionale, imprevedibile. A questa visione, antica e diffusa, se ne contrappone una secondo cui la lingua della poesia segue tecniche codificate e prevedibili: le figure retoriche. Ma il linguaggio poetico è davvero qualcosa di completamente differente dal linguaggio comune? Questo saggio affronta importanti problemi di linguistica e retorica nella tragedia greca (l'hysteron proteron, il "superlativo retorico", l'ordine delle parole, l'enjambement). Il tumultuoso progresso della linguistica contemporanea, spesso trascurato negli studi classici, offre alcuni strumenti concettuali importanti per studiare la lingua e la retorica della tragedia greca.‎

‎Meneghetti Maria Luisa‎

‎Le origini delle letterature medievali romanze‎

‎ill.‎

‎Brunetti Giuseppina‎

‎Autografi francesi medievali‎

‎ill., br.‎

‎Picchio Riccardo‎

‎Letteratura della Slavia ortodossa (IX-XVIII sec.)‎

‎ill.‎

‎Graf F. (cur.); Molin Pradel M. (cur.)‎

‎Introduzione alla filologia latina‎

‎ill., br.‎

‎Sanguineti F. (cur.); Scarpati O. (cur.)‎

‎Canzoni occitane di disamore‎

‎br. Nell'immaginario comune, le canzoni dei trovatori sono innanzitutto canzoni d'amore. Eppure proprio all'interno di questo corpus, che rappresenta la parte più consistente della loro produzione, non mancano motivi e situazioni che pongono invece in primo piano il rovescio dell'amore: dichiarazioni di abbandono del "servitium amoris", cambi di dama e affermazioni cariche di risentimento verso la donna un tempo amata o verso l'amore stesso. Questa antologia offre una selezione di componimenti tra i più rappresentativi della modalità poetica del disamore, presentandoli in edizioni critiche controllate, rivedute o rifatte ex novo. Il volume è corredato da un'ampia introduzione in cui sono analizzati gli elementi fondanti del disamore e la loro fortuna attraverso i secoli.‎

‎Snell Bruno; Amerise M. (cur.)‎

‎Noi e gli antichi greci, nove giorni di latino‎

‎br.‎

‎Francovich Onesti Nicoletta‎

‎Filologia germanica. Lingue e culture dei germani antichi‎

‎ill. L'edizione rinnovata di questo manuale di base è un utile supporto nei moduli e nei corsi del triennio universitario, per tutti gli studenti principianti di Filologia germanica. In modo agile e chiaro, il libro tratta le origini e lo sviluppo delle culture di lingua germanica nel Medioevo, affrontando gli aspetti linguistici, storici e culturali. Si delineano i caratteri e la storia del tedesco, dell'inglese, delle lingue scandinave e delle altre lingue germaniche antiche e moderne, oltre alla loro appartenenza alla famiglia indeuropea e alle relazioni che le legano. Si forniscono inoltre esempi dei primi testi nelle varie lingue, dall'anglosassone al tedesco antico, al gotico. Dalle rune alle leggende eroiche di Beowulf e di Sigfrido, dalla linguistica comparata ai primi documenti scritti, sono presentati i punti salienti delle lingue e letterature germaniche delle origini.‎

‎Contini Gianfranco; Leonardi L. (cur.)‎

‎Filologia‎

‎br. Si ripropongono qui alcune pagine fondamentali di Gianfranco Contini. Il libro illustra - sulla scorta di casi concreti - i concetti e le questioni centrali della disciplina filologica (le varianti, gli autografi, l'archetipo, la tradizione, lo stemma, l'edizione). Una filologia intesa come ricostruzione dei testi del passato, fondamento della loro interpretazione e della loro "presenza" al lettore contemporaneo.‎

‎Lanza D. (cur.); Ugolini G. (cur.)‎

‎Storia della filologia classica‎

‎br. Il volume traccia un profilo storico della filologia classica negli ultimi due secoli e mezzo, da quando cioè si è venuta definendo come disciplina autonoma, focalizzando l'attenzione sugli snodi teorici e metodologici attraverso cui si è sviluppata, sulle figure degli studiosi più significativi, sulle discussioni e le polemiche che ne hanno segnato il procedere, sui nessi con lo sfondo istituzionale e il contesto storico in cui ha operato. Il percorso diacronico è scandito in tre parti. Nella prima si parte dal modello della filologia anglosassone di Richard Bentley per arrivare all'istituzionalizzazione della disciplina nel mondo accademico tedesco (Heyne e soprattutto Wolf) e nella realtà scolastica (Wilhelm von Humboldt). Nella seconda si analizzano i contributi teorici e le principali dispute metodologiche che hanno avuto come protagonisti, tra gli altri, Lachmann, Hermann, Boeckh, Nietzsche e Wilamowitz. La terza e ultima parte è dedicata alla ridefinizione degli studi classici in Germania (Jaeger) e in Italia (Pasquali), all'apporto della papirologia, alle nuove immagini dell'antichità venute a delinearsi nelle opere di scrittori, narratori, registi e traduttori del nostro tempo, e infine ai personaggi più significativi degli ultimi decenni: Snell, Dodds, Vernant, Gentili, Loraux.‎

‎Battaglia Marco‎

‎I Germani. Genesi di una cultura europea‎

‎br. Il termine "Germani" definisce un insieme magmatico di comunità di migranti e agglomerati di etnie legate da una medesima facies linguistica e da una matrice ideologica condivisa e accomunate dall'impatto con il mondo romano e dalla successiva cristianizzazione. La nascita degli antichi Germani, la loro società, la religione e i miti di origine, il diritto e la scrittura runica sono oggetto nel libro di un'analisi approfondita, con il contributo sia dell'archeologia sia della storia delle relazioni con Celti e Romani. Particolare attenzione è rivolta alla formazione dei regni romano-germanici alto medioevali e al lungo processo di evangelizzazione; quest'ultimo, culminato con la conversione e con l'adozione della scrittura alfabetica e del codice manoscritto, si rivelò il vero anticipatore di una rivoluzione culturale di origine monastica che avviò la nascita delle letterature medioevali in volgare, antagoniste dell'egemonia del latino.‎

‎Gresti Paolo‎

‎Antologia delle letterature romanze del Medioevo‎

‎br.‎

‎Murgia G. (cur.)‎

‎Il Breve Portus Kallaretani e gli ordinamenti pisani trecenteschi per il porto di Cagliari. Ediz. critica‎

‎ril. Il "Breve Portus Kallaretani", emanato dal Comune di Pisa per regolamentare le attività del porto di Cagliari, è uno dei più antichi e importanti statuti portuali del Mediterraneo. L'unico testimone medievale che lo tramanda - il manoscritto Roncioni 322, conservato presso l'Archivio di Stato di Pisa - offre una redazione del testo scritta in volgare pisano e datata al 1318, che rappresenta probabilmente il risultato della progressiva stratificazione di disposizioni normative succedutesi nel tempo. Il Breve si compone di 68 capitoli, nei quali vengono definiti i compiti dei consoli, dei mercanti, dei sensali e degli operatori che gravitavano intorno allo scalo cagliaritano all'inizio del Trecento. Lo stesso manoscritto accoglie poi altre disposizioni emanate tra il 1319 e il 1321, nonché alcuni capitoli provenienti dallo statuto cittadino, il Breve dei Castellani di Cagliari. Si tratta dunque di un corpus di testi normativi che costituisce una fonte preziosa tanto per la ricostruzione della storia della Sardegna medievale - e in particolare di quella del porto della città di Cagliari - quanto per la conoscenza degli impieghi del volgare pisano nell'isola. La nuova edizione critica che qui si propone è corredata di un approfondito studio linguistico e di un nutrito glossario, utile a comprendere le peculiarità del lessico del commercio e della marineria in uso nel vivace ambiente di uno scalo portuale medievale.‎

‎Berté Monica; Petoletti Marco‎

‎La filologia medievale e umanistica‎

‎br. Il libro offre una sistematica introduzione ai temi e ai problemi della filologia medievale e umanistica, una disciplina che copre un arco cronologico e geografico molto ampio e che possiede una grande varietà di testimonianze. Alla trattazione teorica sono affiancati esempi concreti che illustrano la metodologia critica relativa alle edizioni delle principali e più caratteristiche tipologie testuali del periodo che va dall'alto Medioevo fino al primo Cinquecento.‎

‎Lazzerini Lucia‎

‎Letteratura medievale in lingua d'oc‎

‎br. Quando, nel 1323, i sette Tolosani fondarono il Concistori del Gai Saber per dare nuovo impulso alla tradizione lirica dell'Occitania, il canto trobadorico sopravviveva come oggetto di culto, modello di ars dictandi, ma la sua stagione creativa era da tempo conclusa; anche se, prima di spegnersi nei territori che ne avevano visto la splendida fioritura, quella poesia aveva trasmesso la sua eredità alle più importanti culture d'Europa. Un lascito ancora vitale nelle varie letterature nazionali, mentre l'affermarsi del francese come lingua egemone e la conseguente, irreversibile riduzione degli idiomi del Midi, fin dal XV secolo, al rango di patois hanno fortemente limitato il successo dei tentativi di riscatto occitanico, iniziati già nel Cinquecento e proseguiti fino ai giorni nostri con un momento di fulgore, legato alla personalità di Frédéric Mistral e al cenacolo dei félibres, nella Provenza della seconda metà dell'Ottocento.‎

‎Rapisarda Stefano‎

‎La filologia al servizio delle nazioni. Storia, crisi e prospettive della filologia romanza‎

‎br. Se un giorno la filologia morisse, la critica morirebbe con lei, la barbarie rinascerebbe, la credulità sarebbe di nuovo padrona del mondo». Così Ernest Renan ne "L'avenir de la science" (1890) tesseva un altissimo elogio della filologia, una delle scienze regine del XIX secolo. Oggi, al tempo delle fake news e della post-verità, quelle parole ci ricordano che la filologia può essere ancora argine alla barbarie. E ci ricordano che la filologia, quella con aggettivi e quella senza, è intrinsecamente politica. Non è utile o interessante in sé: lo è quando è schierata, militante, "calda", quando tocca interessi, quando serve interessi. Quando è "al servizio" di un Principe o di un partito o di uno Stato o di una visione del mondo. Ci ricordano insomma che la filologia è anche politica, come sapevano Lorenzo Valla e Baruch Spinoza, Ernest Renan e Ulrich Wilamowitz-Möllendorff, Gaston Paris e Paul Meyer, Eduard Koschwitz e Joseph Bédier, Ernst Robert Curtius e Erich Auerbach, Cesare Segre e Edward Said. Eppure la filologia, con o senza aggettivi, oggi sa di polvere e di noia. Ciò sollecita varie domande: perché questa antica "scienza del testo" si è ridotta al margine della cultura di oggi? Può tornare al centro dei bisogni intellettuali dell'uomo contemporaneo? Quale tipo di filologia può ancora servire il mondo e servire al mondo?‎

‎Stoppelli Pasquale‎

‎Filologia della letteratura Italiana. Nuova ediz.‎

‎br. Compito primario della filologia è restituire i testi alla loro forma originaria dopo averli liberati dai guasti della trasmissione. Sui testi moderni la filologia si esercita invece nella ricostruzione delle fasi attraverso cui essi pervengono alla forma definitiva. Questo manuale, in una nuova edizione riveduta e ampliata, introduce anzitutto ai metodi e alle tecniche di base del lavoro filologico con riferimento alle opere della letteratura italiana. Ma spetta alla filologia anche far luce sulle vicende che hanno portato i testi ad attraversare i secoli, descrivere i manufatti che li hanno veicolati. È per questa ragione che i nostri maggiori capolavori sono qui raccontati nelle loro storie testuali. Storie che hanno radice nella creatività degli autori, ma hanno preso corpo e vivono in manoscritti e stampe. Ne consegue che lo studio della letteratura fa anzitutto i conti con la materialità dei documenti, poi con le teorie e le ideologie. Ma l'educazione filologica non ha solo un rilievo storico, ha anche un risvolto etico: è esercizio che induce alla valutazione critica di tutto ciò che ci circonda, che aiuta a smascherare dogmatismi e false opinioni.‎

‎Maas Paul‎

‎La critica del testo. Nuova ediz.‎

‎brossura "La critica del testo" di Paul Maas è probabilmente l'introduzione in assoluto più rigorosa e affidabile a questo particolare ambito degli studi filologici. Diffusissima tra i classicisti, ma largamente utilizzata anche da studiosi (e studenti) di altre discipline, è ancora oggi il più classico degli strumenti per acquisire i primi rudimenti critico-testuali, e al tempo stesso per misurarsi con una teoria della critica del testo di inarrivabile coerenza logica ed eleganza. La nuova traduzione di Giorgio Ziffer, condotta sulla 4a edizione del 1960, contribuisce a una migliore comprensione del testo, spesso ritenuto in passato ostico per astrazione e concisione.‎

‎Reynolds Leighton D.; Wilson Nigel G.; Ferrari M. (cur.)‎

‎Copisti e filologi. La tradizione dei classici dall'antichità ai tempi moderni‎

‎ill., br. La storia della trasmissione dei testi greci e latini e della loro fortuna nel corso dei secoli è l'oggetto di questo manuale, proposto come guida semplice a un campo di studi classici spesso lasciato in margine: questa storia è la chiave per interpretare correttamente gli apparati di varianti nelle edizioni critiche, ma anche per ben valutare l'importanza della tradizione classica nella cultura europea dalla caduta dell'Impero romano all'Età moderna. La prima edizione, apparsa quasi cinquant'anni fa, andava a colmare un vuoto. Subito in Italia ne fu pubblicata la traduzione (1969), raccomandata agli studenti che dovevano affrontare la filologia e la civiltà del mondo antico, del Medioevo e dell'Umanesimo. Se ne offre ora la quarta edizione italiana, traduzione della quarta inglese (2013), che mantiene l'impostazione delle precedenti, ma è ampliata e aggiornata in profondità, per rendere conto del rapido e costante progresso scientifico delle discipline classiche.‎

‎Sangriso F. (cur.)‎

‎Snorri Sturluson. «Heimskringla»: le saghe dei re di Norvegia. Ediz. multilingue. Vol. 2‎

‎br.‎

‎Sangriso F. (cur.)‎

‎Snorri Sturluson. «Heimskringla»: le saghe dei re di Norvegia. Ediz. critica. Vol. 6‎

‎br. 'Dopo il grande affresco narrativo dedicato alla figura di Óláfr Haraldsson, il 're santo', la sesta parte dell'opera di traduzione e commento della Heimskringla a cura di Francesco Sangriso presenta le due saghe dedicate rispettivamente al figlio e al fratello per parte di madre di Óláfr, Magnús e Haraldr (Magnúss saga ins góða, Haralds saga Sigurðarsonar). L'analisi condotta dall'Autore si sofferma sugli elementi caratterizzanti il periodo di regno dei due sovrani, mettendo in evidenza le profonde diversità fra la personalità di Magnús e quella di Haraldr, che esprimono due concezioni della regalità divergenti se non opposte, soprattutto nell'ambito del rapporto con l'aristocrazia fondiaria. All'abilità diplomatica di Magnús, che dopo un iniziale conflitto, riesce a ottenere un solido compromesso con i maggiorenti del paese, fa da contrappunto il deciso, e, talvolta, rozzo, atteggiamento bellicoso di Haraldr che culminerà nell'eliminazione violenta di Einarr þambarskelfir, il più autorevole rappresentante dell'aristocrazia. Si tratta di un vero e proprio 'assassinio politico' che mette in luce come Haraldr si comporti più da condottiero che da regnante. (...)'.‎

‎Renzi Lorenzo; Andreose A. (cur.); Barbieri A. (cur.); Cepraga D. O. (cur.)‎

‎Le piccole strutture. Linguistica, poetica e letteratura‎

‎ril. Maestro della filologia, Lorenzo Renzi incarna una rara figura di studioso in cui la vastità e lo specialismo delle conoscenze sono sempre animati da un'inesauribile curiosità e vivacità culturale. In occasione del suo settantesimo compleanno, il volume riunisce i più importanti saggi prodotti nell'arco di una stagione di studi lunga e appassionata. La ricchezza dei materiali raccolti riflette l'ampiezza dei suoi interessi scientifici: dalla letteratura (i poeti provenzali, Dante, Petrarca) alla linguistica romanza e alla storia della lingua (il fiorentino del Cinquecento), fino all'antropologia della letteratura e al folklore. In tutti questi campi Renzi ha offerto contributi fondamentali, ispirati a una visione di ampio respiro, nella quale ciascun oggetlo di indagine si collega ad altri contesti, ad altre tradizioni culturali.‎

‎Falanga G. (cur.)‎

‎Carmi di Sigurd. Testo feroese a fronte‎

‎br. I "Carmi di Sigurd" in lingua feroese costituiscono una testimonianza della ricchezza di forme e motivi della tradizione nibelungica. Pregevole esempio di poesia orale popolare che affonda le radici nelle più antiche tradizioni letterarie nordiche e germaniche, la ballata tardomedievale ci giunge da un'area remota e isolata della cultura europea e va ad inserirsi in quel già vasto panorama di testimoni di uno dei cicli leggendari più fortunati del Medioevo europeo. La leggenda di Sigfrido, il giovane eroe in lotta fra meravigliose imprese, amori e passioni fatali, si ripropone in una versione vivace ed originale. La traduzione in lingua italiana (la prima in assoluto dalla lingua feroese), è attenta a conservare al meglio la forma metrice.‎

‎Concina Chiara‎

‎La follia di Tristano. Redazione del manoscritto di Berna‎

‎br. Tra i monumenti letterari che attestano la fase più antica del fortunato mito medievale di Tristano e Isotta si colloca il breve testo antico-francese in octosyllabes della "Folie Tristan", tramandato in due diverse redazioni risalenti al xii secolo: una più corta, detta di Berna (che qui si presenta), l'altra più lunga, detta di Oxford. Travestito da folle, Tristano torna alla corte di re Marco per rivedere l'amata Isotta. Da lei tenta di farsi riconoscere, rievocando con un discorso apparentemente insensato gli episodi salienti della loro storia. La regina - dapprima diffidente - finirà per cedere, e dopo l'agnizione finale gli amanti riusciranno a ricongiungersi per un'ultima breve stagione. Ennesima maschera tristaniana, la simulazione della follia permette la messa in atto di un geniale dispositivo della "ricordanza", che restituisce nella miniatura di un breve poemetto le vicende più note degli amanti di Cornovaglia.‎

‎Cucina Carla‎

‎Audun e l'orso. Un racconto medievale islandese‎

‎ill., br. Il "Racconto di Audun dei-fiordi-occidentali" costituisce una delle più note e interessanti opere di narrativa breve del medioevo islandese. La storia del giovane pellegrino che visita le corti scandinave con un orso polare al seguito, curiosa e a tratti divertente, modellata sulle strutture universali della novella popolare e insieme specificamente nordica, viene presentata sia nel testo originale sia, per la prima volta, in traduzione italiana, e corredata da un'attenta analisi che rende conto delle sue organiche combinazioni polisemiche e dei vari possibili livelli - mimetico, storico, antropologico, simbolico - in cui pienamente si realizza la comunicazione narrativa.‎

‎Varvaro Alberto‎

‎Prima lezione di filologia‎

‎br. Alberto Varvaro sceglie di partire da una definizione della filologia assai ampia: quella che considera problematico qualsiasi aspetto di qualsiasi testo, orale o scritto, e fa di questa problematicità l'oggetto della disciplina. La successiva trattazione dei diversi aspetti di questo tema, esposti in forma piana e illustrati con esempi tratti da una vasta gamma di testi (anche se con riferimento preferenziale al mondo del romanzo medievale, di cui l'autore è specialista), privilegia naturalmente i testi scritti di carattere letterario, ma ha sempre cura di tener presente che i problemi esaminati si presentano anche nei testi scritti non letterari e anche nei testi orali di qualsiasi tipo. Il libro tratta i problemi della costituzione del testo ma non considera che essi esauriscano l'ambito della filologia, poiché il testo rimane problematico anche dopo che sia stato costituito correttamente. Per questo motivo esso è preso in esame sotto tutti i suoi profili di enunciato, sia quando è formulato da un autore e si rivolge a un pubblico intenzionale, sia quando è ricevuto e interpretato anche da individui cui l'autore non pensava affatto o addirittura che escludeva. Che è poi quanto accade con la massima parte delle opere del passato o di tradizioni diverse da quella cui noi lettori apparteniamo.‎

‎Sangriso F. (cur.)‎

‎Snorri Sturluson. «Heimskringla»: le saghe dei re di Norvegia. Vol. 7‎

‎br. La settima parte dell'opera di traduzione e commento della Heimskringla a cura di Francesco Sangriso presenta le saghe che concludono il testo di Snorri Sturluson. L'analisi condotta dal curatore si sofferma innanzitutto sulla strutturazione della regalità norvegese durante la lunga reggenza di Óláfr Haraldsson (1066-1093) e sulla successiva politica espansionistica promossa dal suo successore, Magnús Óláfsson. In questo contesto particolare attenzione viene dedicata alla complessa dinamica dei rapporti fra la Norvegia, le isole britanniche e l'Irlanda, oltre che alla centralità del ruolo svolto dagli jarlar delle isole Orcadi. Il periodo successivo alla morte di Magnús Óláfsson (1103) sarà una delle fasi più complesse e tormentate della storia norvegese, soprattutto dopo la scomparsa di re Sigurðr Magnússon (1130), il "re crociato", la cui avventura militare in Terrasanta rappresenta il nucleo centrale della narrazione contenuta nella Magnússona saga, una delle unità narrative tradotte nel volume. Il curatore esamina, attraverso l'analisi delle saghe contenute in questa parte dell'opera, le cause del processo di disgregazione dell'assetto di potere presente del Paese, in cui le forti tensioni centrifughe, da sempre presenti nella realtà norvegese, danno origine ad una lunga stagione di persistente e cruenta conflittualità. La difficoltà di assicurare una linea di successione nel regno che potesse garantire la continuità e la stabilità di un potere monocratico nel Paese e la cruenta dialettica fra il potere regale e i rappresentanti più influenti dell'aristocrazia fondiaria, che controllavano le diverse aree territoriali del Paese, costituiranno così gli elementi caratterizzanti delle saghe con cui si conclude la Heimskringla. In questo tormentato contesto sarà la Chiesa ad operare una sintesi unitaria delle diverse variabili presenti nella realtà politica e sociale norvegese. Al ruolo della Chiesa ed al significato epocale di alcuni eventi come l'istituzione dell'arcidiocesi di Niðaróss e l'incoronazione di re Magnús Erlingsson, il curatore dedica un'analisi approfondita, anche attraverso il confronto fra il testo dell'opera di Snorri e i documenti letterari e giuridici più rilevanti di matrice ecclesiastica, che contribuiranno in modo determinante a definire il nuovo assetto del potere regale in Norvegia, in cui la Chiesa vedeva pienamente riconosciuto il suo ruolo di fonte primaria di legittimazione della sovranità, attraverso il rito dell'incoronazione e della sacra unzione del sovrano.‎

‎Stefanelli Diego‎

‎Cesare De Lollis tra filologia romanza e letterature comparate‎

‎br. Cesare De Lollis fu uno dei più importanti filologi romanzi italiani fra Otto e Novecento. Formatosi all'interno della scuola storica, visse in prima persona la crisi culturale e metodologica di inizio secolo, mettendo in discussione il metodo dei maestri e avvicinandosi all'estetica crociana. La sua concezione della filologia romanza lo portò a uscire dai confini del medioevo e a inoltrarsi nella modernità, con uno sguardo intrinsecamente comparato alle tradizioni letterarie dei paesi romanzi (Italia, Francia e Spagna in particolare). Il volume offre un'approfondita indagine sui più importanti campi di studio del filologo abruzzese, rintracciando continuità e discontinuità di un percorso critico complesso e variegato.‎

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