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‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Delitto e castigo. Ediz. russa‎

‎br.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Diario di Raskolnikov‎

‎br. Composto intorno al 1860, il "Diario di Raskolnikov" rappresenta una prima esplorazione del protagonista di "Delitto e castigo", uno dei grandi capolavori di Fëdor Dostoevskij (Mosca 1821 - Pietroburgo 1881). Lo studente Raskolnikov, lasciata l'università per mancanza di mezzi, viene spinto dalla miseria, ma soprattutto dall'esaltazione teorica del delitto, all'uccisione di una vecchia usuraia. Il suo "diario" ci permette di leggere passo passo quel che avviene nella mente e nello spirito del giovane omicida, la sua eccitazione nervosa, la sua ansia di essere scoperto, le prime tracce dello spaventoso rimorso che dovrà accompagnarlo per il resto della vita.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I demoni‎

‎brossura Petr Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un'organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. L'ultima vittima è Satov, un ex-seguace convertitosi alla fede ortodossa. Per coprire il delitto Petr obbliga Kirillov a scrivere una lettera di autodenuncia, prima di suicidarsi. Altri delitti, apparentemente immotivati, seguono e solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra porre fine all'azione di questi "demoni.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I demoni‎

‎br. Traendo ispirazione dal brutale omicidio di uno studente a opera di una cellula di nichilisti, un fatto di sangue che nel 1869 sconvolse la Russia intera, Dostoevskij scrive un romanzo cupo e disperato, in cui tornano i grandi problemi posti da Delitto e castigo: la personalità, la libertà, l'esistenza di Dio, l'impietosa critica della sconsiderata cecità della borghesia liberale e dello spirito rivoluzionario, dietro cui si annidano cinismo e un troppo fragile progetto politico. Attraverso la delittuosa parabola politica del «grande peccatore» Verchovenskij e del suo oscuro e demoniaco suggeritore Stavrogin, Dostoevskij sottolinea la convergenza necessaria tra il discorso politico, sociale e quello morale e religioso, condannando con forza l'abisso del nichilismo che allontana l'uomo da tutti i suoi legami naturali.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I demoni‎

‎br. Le relazioni che si interlacciano fra i protagonisti e i personaggi minori sono innumerevoli, e vanno da complessi rapporti padre/madre/figli, a compiacenze utilitaristiche, ad amicizie incrollabili, a rapporti intellettuali di sterile univocità. Molti i temi affrontati: l'introspezione di se stessi, l'emancipazione dell'io, il desiderio di affrancarsi da un passato nebuloso e oscuro, l'inseguimento della propria utopia. E, ovviamente, i demoni del titolo.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I demoni‎

‎brossura Petr Verchovenskij, guidato ideologicamente dal demoniaco Stavrogin, è a capo di un'organizzazione nichilista e lega i suoi seguaci con una serie di delitti. L'ultima vittima è Satov, un ex-seguace convertitosi alla fede ortodossa. Per coprire il delitto Petr obbliga Kirillov a scrivere una lettera di autodenuncia, prima di suicidarsi. Altri delitti, apparentemente immotivati, seguono e solo il suicidio di Stavrogin che si impicca nella soffitta del suo appartamento, sembra pore fine all'azione di questi "demoni.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I demoni. Nuova ediz.‎

‎br. Ideale continuazione di "Delitto e castigo", di cui approfondisce in senso sociale e politico l'indagine etico-religiosa sul tema della libertà, "I demoni" costituisce - senza tuttavia rinunciare alle ragioni dell'arte - l'opera più polemica di Dostoevskij. La filosofia del "tutto è permesso" di Raskòl'nikov diviene qui la teoria rivoluzionaria secondo cui l'azione politica è al di sopra del bene e del male. Attraverso i protagonisti del romanzo, Dostoevskij accoglie l'intera tempesta di dubbi, negazioni, critiche che investe l'uomo moderno. Ma sa anche di possedere i valori per uscire dalla crisi. Tutta la sua opera è infatti un drammatico dialogo tra negatività e positività. Un dialogo che è l'essenza dell'uomo.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I fratelli Karamazov‎

‎brossura "I fratelli Karamazov sono il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l'episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile... Non è certo un caso che tre capolavori di tutti i tempi trattino lo stesso tema, il parricidio: alludiamo all'Edipo re di Sofocle, all'Amleto di Shakespeare e ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij. In tutte e tre le opere è messo a nudo anche il motivo del misfatto: la rivalità sessuale per il possesso della donna." (Sigmund Freud)‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎I fratelli Karamazov. Ediz. integrale‎

‎ril. Unanimemente considerata tra le opere più alte della letteratura russa e di tutto l'Ottocento europeo, "I fratelli Karamazov" è l'ultima fatica di Dostoevskij. Pubblicato in parte, tra il 1879 e il 1880, sul "Messaggero Russo", vide la luce nella sua forma integrale nel 1880. Al centro della narrazione le vicende della famiglia Karamazov, padre e quattro figli, di cui uno illegittimo e tre nati da madri diverse, tutte precocemente scomparse. Aleksej, Dmitrij, Ivan e Smerdjakov si muovono circondati da un teatro di personaggi altrettanto cruciali e determinanti, non solo ai fini della narrazione ma anche ai fini del perfetto equilibrio su cui l'architettura del romanzo è costruita. È la storia di un parricidio, è la storia di una schiera di anime alla ricerca della verità e di una salvezza possibile, tutta spirituale, che l'autore cuce addosso al suo Aleksej, illuminandolo sin dalle primissime pagine di una luce forte e ostinata, che è propria solo degli "eroi". Introduzione di Eraldo Affinati.‎

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‎Il giocatore‎

‎brossura Il romanzo è la storia di un progressivo inaridimento morale, il percorso deplorevole di un giovane uomo che lentamente, ma inesorabilmente, perde interesse verso tutto ciò che lo circonda, in nome di un'unica passione: il gioco d'azzardo.‎

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‎Il giocatore‎

‎br. Romanzo breve pubblicato nel 1867. In esso l'autore accantona momentaneamente i grandi temi religiosi e filosofici. Il racconto, in parte autobiografico, non è tuttavia disgiunto da un profondo impegno psicologico. Attraverso le vicende del protagonista Aleksej Ivanovic che, innamorato della giovane e capricciosa Paolina, finisce per diventare un giocatore di professione, Dostoevskij analizza la condizione ossessiva del giocatore d'azzardo. Saggio introduttivo di Sarah Tardino.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il giocatore‎

‎br. Scritto febbrilmente in soli ventisei giorni, "Il giocatore" narra la passione incondizionata per il gioco d'azzardo con la sua inebriante commistione di audacia, voluttà e sofferenza. La duplice attrazione del protagonista per il gioco e per l'altera e inquietante Polina, pur in circostanze, ambienti e atmosfere vagamente allucinati, riflette vicende reali della vita dell'autore. Che, divorato dalla passione per la roulette, scrive della natura sovranamente superflua del gioco e racconta il sentimento forsennato, oscillante fra desiderio di schiavitù e pulsione omicida, per una figura di donna ambigua, imprevedibile, possessiva. Con uno scritto di Antonio Pennacchi.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il giocatore‎

‎br. In una città termale tedesca famosa per il suo casinò, il giovane precettore Aleksej Ivànovic viene posseduto dal demone della roulette, ritrovandosi in un universo chiuso dove la passione febbrile per il gioco distrugge gli animi e aliena le menti. Uno specchio della dipendenza dello stesso Dostoevskij. Carico di tensione e implacabile nell'analisi psicologica dei posseduti, questo racconto lungo rimane uno dei simboli della letteratura maledetta.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il giocatore‎

‎br. Scritto da Dostoevskij in soli ventotto giorni per rispettare la scadenza di un contratto, "Il giocatore" racconta la storia di un giovane precettore con la passione del gioco, ma in realtà è l'ennesima acuminata esplorazione del grande russo nei meandri dell'animo umano. Tra baroni tedeschi, conti italiani, gentlemen inglesi e la straordinaria invenzione narrativa della nonna del generale, la "baboulinka", tutti riuniti intorno al tavolo da gioco, si dipana una vicenda che pone sempre al centro di tutto il demone dell'azzardo e quello della vita.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il giocatore. Ediz. integrale‎

‎br. "Il giocatore", romanzo breve pubblicato nel 1867, è ambientato in una città termale della Germania, Roulettenburg, nome di fantasia, forse ispirato alla località di Wiesbaden, dove Dostoevskij risiedette nel 1863 e dove cominciò a giocare alla roulette. In esso l'autore accantona momentaneamente i grandi temi religiosi e filosofici. Il racconto, in parte autobiografico, non è tuttavia disgiunto da un profondo impegno psicologico. Dostoevskij analizza la condizione ossessiva del giocatore d'azzardo attraverso le vicende del protagonista Aleksej Ivanoviè che, innamorato della giovane e capricciosa Polina, finisce per diventare un giocatore di professione. Come tutti i suoi romanzi, fonte di potente suggestione, anche quest'opera si fonda sulla vastità e complessità dell'ordito narrativo, in cui il tumultuoso e incoerente intrecciarsi delle vicende determina un intenso clima drammatico e una profonda ricerca psicologica.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il sogno di un uomo ridicolo e altri racconti dal «Diario di uno scrittore»‎

‎br. In questa sconcertante opera, Dostoevskij crea una situazione paradossale in cui il protagonista, un uomo di mezza età, disperato, incompreso e ormai indifferente a tutto e tutti, decide di suicidarsi, ma, addormentandosi innanzi alla rivoltella, sprofonda in un sogno che lo conduce in una nuova, primordiale Terra, un luogo in cui gli uomini sono ancora capaci di dialogare tra loro e di stabilire uno stretto rapporto con piante e animali. In questa sorta di paradiso terrestre non esistono malizie, gelosie o corruzione e gli esseri umani, coscienti di essere parte di un immenso universo, convivono serenamente sentendosi parte di un'unica grande famiglia. Tuttavia, l'arrivo del protagonista inevitabilmente sconvolgerà quel mondo idilliaco...‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il sosia‎

‎br. Un uomo che per vivere ha bisogno di riflettersi nella percezione altrui un giorno si trova d'improvviso di fronte un sosia, come fosse il suo riflesso nello specchio, e non si capisce se sia un'allucinazione schizofrenica o una realtà inquietante. Prefazione di Olga Belkina.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il sosia‎

‎br. Il mite e umile consigliere Jakòv Petrovic' Goljadkin non è quello che sembra: vive in lui un doppio, un "sosia". Il suo io non è un tutto compatto e unico, bensì un mobile e disintegrabile complesso di impulsi che possono scindersi in altri io, tra loro in alternanza e in conflitto. Il suo sosia non è semplicemente una persona tanto somigliante a lui da poter essere per lui scambiata, ma, come dice la parola russa dvojnik, è la proiezione di un io in un altro io autonomo rispetto al primo. Esistono nel romanzo due Goljadkin che si completano in quanto totalmente opposti: uno timido e sottomesso, l'altro furbo e arrivista. E Goljadkin, come spiega Vittorio Strada nell'introduzione, è "la patologia dell'uomo qualunque, il primo gradino di quello 'sdoppiamento' che costituisce la malattia dell'uomo moderno".‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Il sosia‎

‎br. Storia di uno sdoppiamento psichico che conduce il protagonista alla follia, "Il sosia" affronta un tema caratteristico dell'opera di Dostoevskji: la scissione dell'io, lo scontro tra un io goffo, impacciato, tormentato, eternamente perseguitato e un io sfrontato, aggressivo, covo dell'inespressa "bassezza" che si annida nel profondo. Il racconto si svolge in quattro giornate, con un crescendo di angoscia e frenesia che culmina nella centuplicazione dei sosia davanti allo sguardo ottenebrato del protagonista. Dostoevskij non abbandona un solo istante il suo personaggio e sorveglia incessantemente i progressi della sua pazzia, raggiungendo potenti effetti di terrore e di pietà attraverso un'analisi degli stati d'animo e dei pensieri inesorabile e ossessionante.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'adolescente‎

‎brossura La cronaca famigliare che Dostoevskij inventa ispirandosi alle rubriche dei giornali è molto diversa da quella cui ci aveva abituato Tolstoj, con la sua rappresentazione di un solido mondo patriarcale. Lacerata e divisa, la famiglia di Dostoevskij è lo specchio dei tempi nuovi, dei traffici di una società avida e iniqua che non esita a lanciarsi nelle imprese più spregiudicate, a perdersi in tormentosi conflitti con i demoni che la agitano. Confessione autobiografica di un giovane ventenne, "L'adolescente" snoda una sequenza vertiginosa di fatti, un turbine di avvenimenti incalzanti. Figlio naturale di un proprietario terriero, Arkadij coltiva sogni di potere e rivincita, ma non riuscirà a sottrarsi al giro di ricatti e intrighi.‎

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‎L'eterno marito‎

‎br. Scritto dopo Delitto e castigo e L'idiota, questo romanzo breve mette in scena la rivalità e la sfida tra due personaggi maschili, che rappresentano due diversi tipi umani. Trusozkij, notabile di provincia nato e vissuto solo per sposarsi, è succube delle donne a tal punto da essere disposto a subirne tutte le umiliazioni. Marito tradito, dopo la morte della moglie si mette sulle tracce di colui che un tempo ne fu l'amante. Si tratta di Vel'?aninov, quarantenne nevrotico e in crisi di coscienza, ipocondriaco e sentimentalmente inquieto. Tra i due si instaura un rapporto tanto ambiguo quanto bizzarro, un'apparente e improbabile amicizia che nasconde una sopita volontà di vendetta. Anni dopo, il destino li farà reincontrare, protagonisti di un nuovo triangolo amoroso e ancora una volta nei panni il primo di «eterno marito», il secondo di «eterno amante». Commedia surreale, imperniata sul gioco di ruolo tra i due protagonisti, L'eterno marito occupa un posto a sé fra le opere di Dostoevskij per l'insolita vena umoristica che lo attraversa e la sorprendente autoironia con cui l'autore sembra aver voluto esorcizzare la sfortunata esperienza del suo primo matrimonio.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'eterno marito‎

‎brossura Questo romanzo racconta la crisi dei quarant'anni di Vel'caninov, un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero. Soffre d'insonnia, è angosciato da una vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue e lo sorveglia. Si tratta di Pavel Pavlovic, un funzionario statale di provincia, la cui moglie, anni addietro era l'amante di Vel'caninov. Un rapido esame convince Vel'caninov che Pavlovic, l'eterno marito, non può sapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità? Così comincia un rapporto bizzarro simile ad un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti...‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'idiota‎

‎br. Pubblicato a puntate nel 1868 sulla rivista moscovita "Russkij vestnik", L'idiota fu scritto freneticamente da un Dostoevskij incalzato dai debiti, tormentato dagli attacchi di epilessia, attratto dal canto di sirena della roulette. Eppure, nell'abisso della sua disperazione, il grande scrittore russo ha saputo dare un'opera di grande luminosità, uno di quei libri il cui valore artistico va oltre la qualità letteraria. "L'idiota" è infatti il romanzo in cui il realismo fantastico di Dostoevskij si misura con l'altissimo obiettivo di dare una rappresentazione artistica dell'uomo assolutamente buono. Un uomo, frammento del Cristo, attorno a cui prende vita quel mondo di tragedie e macchiette che è la Russia dell'Ottocento. Con un saggio di Hermann Hesse.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'idiota‎

‎brossura Pubblicato nel 1868, è la storia della sconfitta di un uomo "assolutamente buono", il principe Myskin. Un romanzo intricatissimo di avvenimenti, pieno di affetti opposti e di opposti sentimenti morali che dominano tutta l'opera entro cui si agitano bene e male, odio e amore.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'idiota‎

‎br. "L'idiota" non è solo un libro straordinario, ma una sfida al mondo che conosce soltanto valori materiali. Tutto il romanzo ruota intorno al protagonista, il principe Myskin, uno spirito puro, incapace di adeguarsi al cinismo, alla meschinità che dominano intorno a lui: con la sua disarmante bontà, la sua innocenza assoluta, egli aspira all'armonia totale. Myskin s'innamora della bellissima Nastas'ja, contendendola al passionale Rogozin. Nessuno si salverà dal male presente ovunque. Resta la vibrante lezione morale che, attraverso il suo personaggio, Dostoevskij ci ha dato. Introduzione di Fausto Malcovati.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎L'idiota. Ediz. integrale‎

‎br. Capolavoro della letteratura russa, questo romanzo ha come protagonista il principe Miskin, il quale, dotato di uno spirito puro e innocente, si innamora della splendida Nastassia, donna bellissima ma inesorabilmente perduta. Ella, seppur colpita dalla sua purezza d'animo, sentendosi indegna di lui, rifiuta di sposarlo e si concede al suo amico Rogozin. Questi, pazzo di gelosia per il legame tra Miskin e Nastassia, la uccide. Miskin cade così in uno stato di idiozia, intesa come rifiuto del male del mondo, unica sua autodifesa possibile contro una società malata e crudele.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎La mite‎

‎br. "Immaginate un uomo, accanto al quale sta stesa su un tavolo, la moglie suicida che qualche ora prima si è gettata dalla finestra. L'uomo è sgomento e ancora non gli è riuscito di raccogliere i propri pensieri... Ecco, parla da solo, si racconta la vicenda, la chiarisce da se stesso". Così Dostoevskij presenta al lettore il proprio racconto: 'fantastico' perché registra come sotto dettatura i pensieri che si svolgono nell'interiorità dell'uomo, ma anche estremamente 'reale' nella sua verità psicologica. Passando attraverso vari sentimenti spesso contraddittori, prima discolpandosi, quindi accusando, dandosi spiegazioni che si riveleranno fasulle, il protagonista giunge a poco a poco alla verità. Introduzione di Paolo Di Stefano.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Le notti bianche‎

‎br. Al centro delle "Notti bianche", racconto pubblicato per la prima volta nel 1848, c'è un sognatore, un giovane che vive una vita tutta sua, avulsa dalla realtà, fatta di chimere, fantasticherie, impalpabili emozioni. Nelle calde notti senza tramonto di una Pietroburgo estiva e deserta, il timido e notturno protagonista, triste vittima della vita urbana, vagabonda senza meta per la città fra palazzi e canali, e sogna a occhi aperti. Proverà a inseguire l'amore: quello della bella e appassionata Nasten'ka, che però ama, desidera, attende un altro. Così, dopo quattro notti di esaltata eccitazione, l'ultimo mattino porta con sé un amaro risveglio: il disincanto di un addio. Introduzione di Fausto Malcovati.‎

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‎Le notti bianche‎

‎br. Un giovane sognatore, completamente immerso in un mondo dominato da sentimenti e fantasie, ha il suo primo contatto con la realtà quando, durante una delle sue solitarie passeggiate estive, s'imbatte in una ragazza in lacrime. La sconosciuta diventerà per lui un'ancora verso il mondo reale, fatto di attese, speranze e disillusioni. La città di San Pietroburgo è lo sfondo in cui, nel corso di quattro notti, i due protagonisti di questo breve racconto si confidano le storie delle loro vite. Il risveglio dell'ultimo mattino porterà con sé un dubbio sottile, invitando il lettore a riflettere sul labile confine tra sogno e realtà.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Le notti bianche‎

‎br. «Sono un sognatore, ho una vita reale talmente limitata che raramente mi capitano momenti come questo... Sognerò di voi l'intera notte, tutta la settimana, l'intero anno.» Un giovane solitario, nella magia inquieta delle notti bianche di San Pietroburgo, incontra una misteriosa ragazza, Nasten'ka, che risveglia in lui l'amore. Per quattro notti i due si danno appuntamento, raccontandosi e confidandosi, e al giovane sognatore, che apre il suo cuore per la prima volta, il futuro sembra dischiudersi, come se finalmente la realtà lo lasciasse entrare. Ma quel sentimento cresciuto in poche notti si rivelerà solo un altro sogno, e il risveglio sarà brusco e doloroso. Il "romanzo sentimentale" di Dostoevskij, un classico intramontabile.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Le notti bianche‎

‎brossura‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Le notti bianche. Ediz. integrale‎

‎br. Un giovane uomo, di cui non conosciamo il nome, vive isolato e non ha amicizie. Durante una passeggiata notturna sul lungofiume incontra Nesten'ka, una ragazza di diciassette anni. L'uomo è un sognatore, un solitario, distaccato dal mondo in cui vive, e questo incontro fa nascere in lui per la prima volta un sentimento reale. Le notti bianche di San Pietroburgo, in cui la luce non sembra mai tramontare, fanno da sfondo alla loro sofferta storia d'amore, un breve risveglio nel vuoto di un'esistenza non vissuta.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Memorie dal sottosuolo‎

‎brossura‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Memorie del sottosuolo‎

‎brossura Nella prima parte, "Il sottosuolo", il protagonista racconta la sua infanzia e la formazione della personalità più nascosta (il sottosuolo per l'appunto). Nella seconda, "A proposito della neve fradicia", ripercorre alcuni episodi della sua vita dove più emerge il "sottosuolo". Segue alcuni compagni di scuola ad una cena, sfoga poi l'amarezza per le offese subite su Liza, una prostituta incontrata in una casa di tolleranza, mostrandole con durezza che cosa l'aspetta nel futuro. Dopo qualche giorno Liza ritorna da lui col desiderio di una vita pura, ma viene trattata con disprezzo e volgarità. Per umiliarla le mette in mano un biglietto da cinque rubli, che poi ritroverà sul suo tavolo quando la donna se ne sarà andata, testimonianza della grande dignità di Liza.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Memorie di una casa morta‎

‎br. Nel 1849 Dostoevskij, che faceva parte di un circolo di giovani intellettuali di tendenze socialiste, fu arrestato dalla polizia zarista e, dopo otto mesi di reclusione, venne condannato a morte. Successivamente questa pena fu commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia, a Omsk, dove il suo fisico fu segnato per sempre. Questo libro è la cronaca fedele di quel periodo di deportazione, dei luoghi conosciuti e dei personaggi incontrati.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Netocka Nezvanova‎

‎br. Pubblicato a episodi nel 1849, Neto?ka Nezvanova doveva essere il primo grande romanzo di Dostoevskij. Rimase incompiuto, ma fu un fruttuoso esperimento e tracciò con chiarezza la linea della narrativa matura: realismo, approfondita analisi psicologica dei personaggi, romantica predilezione per le situazioni fuori del comune. La protagonista, che racconta in prima persona tre stagioni della propria vita - l'infanzia, la pubertà, la giovinezza - è il prototipo delle adolescenti dostoevskiane: ferite, oltraggiate, costrette a soprusi e brutali violenze, e tuttavia capaci di reagire con disperata energia a tutte le prove e alla cupa miseria materiale e morale che le opprime. L'autore ne indaga con attenzione e sensibilità il mondo affettivo cogliendone alcune inedite componenti femminili - la morbosità, la sensualità adolescenziale, la violazione dell'innocenza - su cui d'ora in poi lavorerà incessantemente, a cominciare dalla prova successiva,Umiliati e offesi.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Povera gente‎

‎br. Quando questo romanzo venne pubblicato, Fëdor Dostoevskij aveva ventiquattro anni; fu un successo travolgente: la critica fu subito concorde nel dichiarare che il suo autore era un genio, un genio, però, che viveva nella miseria più nera, quella miseria senza speranza che ispira, appunto, "Povera gente". Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane, ma ricco nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Un romanzo epistolare che scosse la Russia e segnò l'inizio della carriera di un titano della letteratura mondiale. Introduzione di Fausto Malcovati.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Racconti‎

‎br. I primi racconti di questo volume furono scritti da Dostoevskij negli anni immediatamente precedenti l'arresto e la condanna ai lavori forzati; gli altri sono coevi dei capolavori della maturità. Dagli uni agli altri - tutti popolati da un'umanità descritta con sofferta partecipazione - si dilata il discorso sul "sottosuolo" e squarci sempre più profondi si aprono sui meandri contorti della psiche umana, sui suoi aspetti patologici, le sue ossessioni, le sue incoerenze, le sue rivolte. Il volume contiene i seguenti racconti: Il signor Procharcin ; La padrona ; Le notti bianche ; Uno spiacevole episodio ; Bobok ; La mansueta ; Il sogno di un uomo ridicolo.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Ricordi dal sottosuolo‎

‎br. Con questo libro, apparso nel 1864, affiora e si disegna uno spazio innominato della letteratura e dell'anima: il sottosuolo, luogo di tutto ciò che la coscienza tenta vanamente di accantonare. Ed è come l'improvviso emergere di un continente: nessuno, dopo averlo esplorato, riuscirà più a dimenticare la voce stridula, penetrante, spudorata che parla in queste pagine e pone domande che fanno ammutolire: siamo davvero certi che l'uomo voglia il proprio bene? E siamo certi che sarebbe una buona cosa se lo volesse?‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Umiliati e offesi‎

‎brossura "Umiliati e offesi" (1862) narra la storia di una ragazza, Natasa, che si innamora di un giovane, figlio di un principe privo di scrupoli. Per vendicarsi di quello che reputa un affronto personale, il principe cerca in tutti i modi di rovinare il padre di Natasa, un piccolo possidente, riuscendo a rompere l'idillio fra i due giovani. Il romanzo è narrato in prima persona da Vanja, anch'egli innamorato di Natasa, personaggio nel quale è riconoscibile lo stesso Dostoevskij. La singolare architettura dell'opera, dalle improvvise svolte dell'intreccio all'andamento nervoso e mutevole, già anticipa il futuro autore di "Delitto e castigo" e dei Fratelli Karamàzov, con la sua straordinaria capacità di rappresentare la complessa gamma di sensazioni, pensieri e sentimenti dei protagonisti. Introduzione di Serena Prina. Con un saggio di Vladimir Solov'e?v.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Umiliati e offesi‎

‎br. Il romanzo che nel 1861 segna il ritorno di Dostoevskij alla letteratura dopo l'esilio e i lavori forzati è un perfetto esempio di feuilleton, ridondante nella trama e tuttavia ricco di spunti su cui l'autore tornerà con talento più maturo. Il racconto dei fatti è affidato al giovane scrittore Ivan Petrovic?, attorno al quale ruotano tre plot narrativi: l'amore infelice di Natasa per Alësa, figlio del perfido principe Valkovskij che si oppone ferocemente al loro legame; lo scontro tra Natasa e i genitori, da lei lasciati nella disperazione per seguire Alësa e presso i quali troverà infine rifugio; e la vicenda di Nelly, bimba poverissima e malata, resa precocemente adulta dalle violenze e dalle privazioni, anch'essa vittima del perfido Valkovskij, respinta da tutti e accolta da Ivan Petrovic?. A risollevare Umiliati e offesi dalle farraginosità e dagli eccessi melodrammatici è proprio la dimensione etica delle due figure femminili: la generosa e integerrima Natasa e la piccola Nelly, prefigurazione del tema dostoevskiano dell'infanzia violata, a cui è assegnata la funzione catartica di condurre gli adulti al rimorso e al riscatto.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Umiliati e offesi‎

‎brossura Pubblicato a puntate nel 1861 sulla rivista "Vremja", è il primo grande romanzo di Dostoevskij dopo il ritorno dalla deportazione in Siberia. "Umiliati e offesi" è costruito secondo i moduli del romanzo d'appendice in cui colpi di scena, intreccio, estrema inquietudine dei personaggi, tempi narrativi ora bruschi, ora trattenuti, danno vita a una narrazione d'effetto, spesso avvolta nel mistero. L'autore schiera i suoi personaggi su due fronti, secondo una contrapposizione netta tra vizi e virtù, luce e tenebre. Tuttavia, di là dall'epopea avventurosa, la sua capacità di soffrire insieme con i singoli personaggi, l'intensità dei sentimenti che egli infonde, conferiscono una tensione continua a questo romanzo di relazioni impossibili e d'amore.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Umiliati e offesi‎

‎br. Fra le strade di Pietroburgo, nelle fredde prospettive della capitale, si incrociano le vicende di esseri umani in lenta rovina. La famiglia Ichmenev, amministratrice dei terreni del principe Valkovskij, viene allontanata dalla casa familiare a causa dell'amore sorto fra la giovane Natasha e il figlio del principe, l'ingenuo Alesa, ed è costretta a trasferirsi nella capitale; qui si muove anche Nelly, orfana poco più che bambina, che ha assistito impotente alla malattia della madre e all'indifferenza del nonno. Ivan Petrovic, studente e scrittore, ritratto di un Dostoevskij ventenne, è testimone protagonista: innamorato di Natasha sin da bambino, la aiuta nella fuga d'amore con Alesa, e decide di adottare Nelly per sottrarla agli abusi e alla mendicità. In "Umiliati e offesi", uno dei primi romanzi di Dostoevskij, emergono da una nebulosità ancora diffusa i personaggi e le situazioni che saranno propri del grande scrittore: i tormenti e l'amore, i personaggi candidi, l'indagine e la comprensione dell'animo umano.‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Un cuore debole‎

‎brossura‎

‎Dostoevskij Fëdor‎

‎Un piccolo eroe‎

‎br. "Un piccolo eroe" (1857) descrive l'amore impossibile e cavalleresco di un bambino per una giovane donna e la complicità che con lei si viene lentamente a creare. Ma il racconto è molto più dell'eterno tema del messaggero d'amore: è lo studio finissimo di due caratteri, e di quella sottile 'linea d'ombra' che separa l'infanzia dagli anni a seguire. La casuale intromissione del bambino nella vicenda sentimentale della donna da lui segretamente amata, la scoperta del suo tradimento e la nuova, amara eppure tenera, solidarietà tra i due, porterà il ragazzo ad attraversare quel confine labile che per tutti noi è il superamento dell'infanzia.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Aleksandrovna K. T. (cur.); Mazzola E. (cur.)‎

‎Scritti dal sottosuolo‎

‎br. Gli "Scritti dal sottosuolo" non sono quello che sembrano. Questa nuova traduzione di uno dei classici più decisivi per la cultura contemporanea (è stato considerato il primo esempio di esistenzialismo) ma, in fondo, meno compresi è il risultato di un lungo lavoro di ermeneutica del testo letterario condotto dalle curatrici. Emerge, anche dal commento analitico, un nuovo volto di Dostoevskij: uno scrittore religioso che affronta i temi del nichilismo, del male, della fede.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Breschi D. (cur.)‎

‎La leggenda del grande inquisitore. Ediz. integrale‎

‎brossura Se c'è un luogo della letteratura mondiale in cui filosofia, religione e arte del romanzo convivono nella loro forma più alta, questo è il capitolo V del libro V dell'ultimo capolavoro di Dostoevskij, I Fratelli Karamazov. Un tesoro inesauribile di conoscenza letteraria, filosofica, teologica e antropologica. Un testo che non smetterà mai di interrogare l'uomo e domandargli del suo destino, in terra e in cielo.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Carini C. (cur.)‎

‎Delitto e castigo letto da Claudio Carini. Audiolibro. CD Audio formato MP3. Ediz. integrale. Con e-book‎

‎brossura "Delitto e castigo", il romanzo più famoso di Dostoevskij, e uno dei capolavori della letteratura mondiale, narra le vicende del giovane Raskolnikov, sullo sfondo cupo e claustrofobico di una Pietroburgo degradata che diviene l'immagine esterna della desolazione interiore che abita i personaggi. Raskolnikov divide il mondo in due categorie di uomini: da una parte gli "uomini superiori" che possono stare al di là di ogni valore costituito, e dall'altra gli uomini ordinari. Lui, appartenendo alla seconda, compie un gesto estremo per dimostrare al mondo di essere un "uomo superiore", salvo poi subire le terribili conseguenze del suo gesto e accettare la sofferenza (il castigo) che ne deriva. Nel romanzo sono tre i filoni narrativi che si intrecciano: (la vita di Raskolnikov, le vicende dei Marmeladov e le vicende sentimentali di Dunja, sorella del protagonista) e che vanno a comporre il primo grande romanzo polifonico di Dostoevskij. Traduzione e lettura ad alta voce: Claudio Carini.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Celentano A. (cur.)‎

‎I fratelli Karamazov. Ediz. integrale. Con Segnalibro‎

‎br. Ultimo grande capolavoro di F. Dostoevskij, pubblicato nel 1879, "I fratelli Karamazov" è tutt'oggi, a ben ragione, annoverato tra i grandi classici della letteratura. Il romanzo narra, per l'appunto, le vicende dei fratelli Karamazov e del loro difficile rapporto col padre, un uomo dissoluto e volgare. Dostoevskij affronta a viso aperto, come sempre, i grandi interrogativi morali: l'esistenza del male e di Dio, la fede, il presunto parricidio, la colpa, il libero arbitrio... e, più di tutti, l'essere uomo come essere in fieri, che implica il dover necessariamente fare i conti con le proprie contraddizioni per potersi "trasformare" davvero, per anelare al bene.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Costantini Flavio‎

‎Ricordi dal sottosuolo. Ediz. illustrata‎

‎ill., br.‎

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