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Sferrazzo Sebastiano
Ti voglio bene, come se tu fossi normale
brossura Un libro sul coraggio, sulla forza di affrontare sempre nuove battaglie e sull'essere pazienti.
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SFIKAS, (George)
Sfikas. La Biennale Di Venezia 1993. (Widmungs-Exemplar/ dedication copy). Catalogue sponsored by The Cultural Centre, Cyprus Popular Bank.
Venice, 1993. 48 S. Original Pappband mit starken Deckeln. [4 Warenabbildungen] Einband leicht berieben und angestaubt, innen sauber, gut erhalten. Original boards (hardcover). Some rubbing and dusting, inside good condition.
Bookseller reference : 7612B
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Sfilli Claudia
L'urlo
br. Dedicato agli adolescenti e a tutti coloro che, per vergogna e fragilità, nascondono la loro pena nel silenzio. Virginia insegna lettere in un liceo. A metà anno scolastico nota in Alice, studentessa della IV C, un comportamento anomalo e un forte calo del rendimento. Sempre attenta ai problemi dei suoi studenti, coglie in quel cambiamento un segnale che conosce bene. In quella ragazza rivede sé stessa adolescente, timida ma orgogliosa, oggetto dello scherno feroce di un gruppo di studenti di quarta che la perseguitano fino al punto di toglierle la voglia di vivere. Il passato allora ritorna vivo e si intreccia con il presente... Virginia decide di andare a fondo. Vuole trovare la causa dei brutti segni sulla schiena della sua studentessa, dei suoi repentini sbalzi d'umore, del suo deperimento fisico, ma non solo... Ma Virginia ricorda la vergogna e la solitudine che avevano accompagnato la sua pena e ricorda il momento in cui la sopportazione aveva raggiunto il limite. Ricorda l'urlo che l'aveva liberata. "Ciò che possiamo fare non è eliminare i carnefici, ma dare forza alle loro vittime."
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Sforza Lisa
Ceylon Colomba verde
ill.
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Sforzini Loris
Curva Macci
brossura Il surreale e il paradossale e l'assurdo shakerati con brio nel dominio del buio.
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Sforzini Loris
IoX
brossura Di giorno scaviamo e la ghiaia ottenuta è per riempire altri buchi, il lavoro di ieri e domani di oggi e se c'è un motivo mi è oscuro e se non c'è un motivo è lo stato e in quanto stato ha un esercito e polizia di ogni tipo e un arsenale attrezzato e prova tu a ribellarti, prova a resistere o a negare o a reagire, sono tipi da neuro
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Sfregola Chiara
Camera single
br. Alle soglie dei trent'anni sembra proprio che Linda ce l'abbia fatta a diventare un'adulta. Ha un lavoro "creativo", un rapporto decente con i genitori e una fidanzata, Margherita, che le ha appena fatto una proposta di matrimonio, anche se nell'Italia del 2014 due donne ancora non possono sposarsi. E l'anello, a dirla tutta, ancora non c'è, ma poco importa: Quello che conta è la proposta, no? A quanto pare, no: Margherita molla Linda di punto in bianco, mettendola di fronte al fatto che non è assolutamente la persona adulta, responsabile e matura che credeva di essere. Deve riaprire una pratica che considerava archiviata da tempo: crescere.
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Sfriso Ernesto Maria
In gara con i gabbiani. Cinquant'anni della nostra vita, dalla battaglia di Lissa alla prima guerra mondiale
br.
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Sfurim Mendele Moicher
I viaggi di Beniamino Terzo
br. Spinto dalla lettura di favolosi libri di viaggio, Beniamino si avventura nel mondo accompagnato dal burlesco e assennato scudiero Senderl. Questa versione ebraica del Don Chisciotte è il capolavoro poetico di un'odissea comune alla letteratura yiddish, i cui eroi lasciano i piccoli e circoscritti borgo ebraici dell'Europa orientale per avventurarsi nel vasto e sconosciuto mondo. Non tanto per ricercare il nuovo, quanto per scoprire e accertare, sotto le apparenze non di rado inquietanti del diverso e del moderno, la presenza consolante di ciò che è già noto e familiare. Introduzione di Claudio Magris.
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Sfurim Mendele Moicher; Leoni D. (cur.)
Fishke lo zoppo
br. "Fishke lo zoppo" è considerato il capolavoro di narrativa di Mendele Moicher Sfurim: dalle sue pagine emerge l'universo degli schnorrer, accattoni vagabondi, descritto con fedeltà e bonaria ironia. È come un'affettuosa esortazione ad abbandonare l'arretratezza e la chiusura dell'isolato mondo dello shtetl nel rispetto dell'autentica tradizione. Anche per questo Sfurim è unanimemente riconosciuto come il primo grande classico della letteratura jiddisch: nella sua opera trovano una perfetta sintesi l'entusiasmo riformistico degli illuministi e l'incrollabile saldezza dell'ebreo orientale dinanzi alle aggressioni della storia, la pietas tenerissima e la sbrigliata invenzione linguistica, con la sua irresistibile comicità.
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Sgaggio Federica
L'eredità dei vivi
br. Alla fine degli anni Cinquanta, Rosa si trasferisce dal Sud al Nord Italia. È una donna intransigente che insegna alla figlia - colei che ci racconta la storia - il primo comandamento cui ogni donna deve obbedire: «Non piangere.» Rosa è la madre di Francesco che, a seguito di un incidente subito dopo la nascita, ha una forte disabilità. La lotta di Rosa per migliorare la vita di suo figlio diventa subito la lotta per i diritti di tutti coloro che non possono combattere per se stessi. In queste pagine, Rosa è una madre della quale la figlia racconta la vita; ma è anche, semplicemente, l'Italia: l'Italia ancora stordita dalla guerra negli anni Cinquanta, quella euforica dei Sessanta, quella turbinosa dei Settanta, quella privatizzata degli Ottanta, quella svuotata dei Novanta. Un'Italia, Rosa, messa alla prova da un marito da cui sceglie di fuggire, dalla disabilità del figlio, dalla figlia con la quale il rapporto è tanto stretto quanto conflittuale, dai cambiamenti sociali e politici che le avvengono intorno. L'Italia è anche quella raccontata dalla figlia, oggi, una nazione che non intende rinunciare alla propria storia e che vuole inventarne una nuova. "L'eredità dei vivi" è un romanzo politico, se politica è la lotta da combattere per attraversare i cambiamenti, per affermare i propri diritti, per avere la vita che si desidera. E questo romanzo ci dice che anche i sentimenti, anche i corpi, soprattutto i corpi, sono intensamente politici.
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Sgambaro Carmine
Time freeze
brossura Time freeze: tecnica di ripresa visiva nella quale un grande numero di fotocamere, disposte attorno a un soggetto, scattano simultaneamente. Montando la sequenza degli scatti in un filmato si vede una scena tridimensionale svolgersi all'interno di quelle inquadrature a focale fissa. Osservare questa sequenza è analogo all'esperienza reale di camminare attorno a una statua mantenendo lo sguardo su di essa.
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Sgambati Pietro
Emma. Il Nobel può attendere
brossura La Emma di Pietro Sgambati nasce dalla volontà di dare un riscatto alla figura femminile che Flaubert aveva voluto portare alla disperazione, scegliendo che la sua protagonista fosse una donna fragile, sciaguratamente ambiziosa, destinata ineluttabilmente all'insuccesso. L'autore ha voluto darle una seconda chance, raccontando di una donna della nostra cultura che, seppur di umili origini e tra mille vicissitudini, riesce a coronare la sua vita con una salda affermazione. Il romanzo ruoterà intorno a lei, alla sua storia d'amore col compagno di una vita e al suo audace lavoro quotidiano, quello di una magistrato, decisa a non chinarsi di fronte ai potenti, ma a combattere abusi e vessazioni, senza mai perdere la speranza. Fare giustizia: il motivo del suo agire quotidiano. L'autore, con le vicende che racconta con devozione e minuziosità, brama che il lettore percepisca ciò che Emma ha visto e sentito. Rileva polemiche tra Politica e Magistratura che a volte, invece di collaborare, si osteggiano vicendevolmente. La storia di Emma è un inno alla speranza. Dedicata ai giovani volenterosi ma spaventati da una società che non sembra avere posto per loro e a chi, fermamente, crede che i meritevoli avranno la loro ricompensa, le donne la loro rivalsa, i vinti la loro giustizia!
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Sgambati Pietro
Reddito di cittadinanza
brossura Pietro Sgambati si colloca romanziere a sfondo storico poiché nelle sue opere - racconti, poesie, finanche nel saggio politico - ha come scopo riportare alla luce costumi e civiltà del periodo di riferimento che diversamente andrebbero sepolte. Al centro della sua cultura mette la persona con tutte le sue qualità e contraddizioni tipiche dei figli di Adamo ai quali la storia ha affidato l'eccellente compito: il recupero del paradiso perduto. Affinché tale progetto diventi reale, Pietro Sgambati richiama l'intero genere umano alla ragionevolezza per trovare una soluzione condivisa a una convivenza pacifica per tutti. Per Pietro Sgambati, quando una sola persona vive nell'indigenza, il problema sociale non deve mai essere considerato risolto. Il reddito di cittadinanza per Pietro Sgambati consiste nel riconoscimento del diritto a esistere. La dignità della persona, a prescindere da ogni e qualsiasi diversità, fa parte del diritto naturale: la piattaforma di base del diritto istituzionale.
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Sgambati Stefano
Fenomenologia di Youporn
br.
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Sgar Gina
La spada nella sabbia. Racconti isolati di guerriglia quotidiana
brossura
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Sgaramella Nicola
Potrei raccontarvi
br.
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Sgarano Aldo
Galeotto fu il convento
brossura Giunto all'età del pensionamento da professionista grafico, nel pieno della maturità, Adelmo comunica alla famiglia sbigottita, moglie e figli che pure ama teneramente, la sua determinazione a ritirarsi nel mitico Monastero montano di Sant'Altfrido, luogo dell'anima, già frequentato in passato instaurando con i monaci un solido rapporto di sincera amicizia e reciproca stima. Lì non cade mai nella monotonia. Anzi, così tante incombenze non le aveva mai sbrigate nemmeno quando si era trovato al culmine dell'attività lavorativa. Quel sacro luogo si rivela però pian piano fonte imprevista di ogni sorta di tentazione e tutto, dentro o fuori il cenobio, diventa occasione per la trasgressione e il peccato. E come fu il Libro di Ginevra e Lancillotto per Paolo e Francesca così per Adelmo Galeotto fu il convento. Per quanto cerchi di resistere a ogni lusinga seduttiva e alle relative conseguenze, sarà infine il suo passato a presentargli il conto e a cambiargli inaspettatamente il futuro oltre ogni speranza e oltre ogni timore. (n.d.e.)
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Sgarbi Giuseppe
Lei mi parla ancora
br. "Hai sempre amato le attenzioni di Elisabetta. La tua voce cambiava quando parlavi al telefono con lei. Capivo chi era all'altro capo del filo dal tono che usavi. Quella dolcezza era riservata a lei. A Vittorio hai sempre parlato come parla un padre. A lei come una madre. A me come una donna. Possedevi il dono delle lingue. A ciascuno la sua. Nessuna mi aveva mai parlato così. Né nessun'altra l'ha mai fatto. Credo sia questa la cosa che mi ha fatto innamorare. La tua bellezza era l'esca, certo, ma è stata la tua testa a pescare nel mio cuore. Mai conosciuto una testa così. Lucida, vivida, fulminante. E io non sono mai stato tanto felice di aver abboccato a un amo. Un amore che vive anche adesso che tu non vivi più. Per questo il dolore è così grande. 'Finché morte non vi separi' è una bugia. Il minimo sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là. E il tuo lo sento anche da qui." L'amore di Giuseppe Sgarbi per la moglie Rina, scomparsa un anno fa, è di quelli che non si trovano più. È stato un amore che ha dato pienezza, significato, profondità, valore e bellezza a una strada percorsa fianco a fianco negli anni, qui evocato in una "prosa piana, percorsa da echi e risonanze come ogni classicità." (Claudio Magris). Dopo "Lungo l'argine del tempo" e "Non chiedere cosa sarà il futuro" in questa sorta di romanzo-elegia "Nino" Sgarbi racconta, in un delicato e appassionato dialogo a distanza, l'amore inesauribile per la sua sposa, compagna e anima di tutta una vita.
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Sgarbi Giuseppe
Lungo l'argine del tempo. Memorie di un farmacista
brossura "Soltanto ora, dopo quarant'anni, scopro il padre che non conoscevo e della cui storia non ero stato, se non episodicamente, curioso, per troppa diversità di carattere. Così, non convinto di particolari sorprese, ma pieno di affetto e di riconoscenza per quello che mi ha consentito di essere, ho iniziato a leggere 'Lungo l'argine del tempo', il libro che avete in mano. Fin dalle prime pagine ho provato emozione, entusiasmo, soddisfazione, e poi compiacimento per le rivelazioni e per lo stile, preso dal racconto di tante storie che non conoscevo. Ma anche un'ironia, un'intelligenza, una curiosità, un amore per la vita, un entusiasmo, una vitalità che mi erano del tutto sconosciuti. Tanti episodi sorprendenti e una visione del mondo così fresca, così giovane, oggi per allora. Mio padre scrive solo ora, a novantatre anni, ma tutti gli episodi che racconta sono davanti a noi." (Vittorio Sgarbi)
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Sgariboldi Roberta
È soggettivo...
brossura Ho capito che la vita ti offre due possibilità, decidere di viverla o aspettare che finisca. Oggi è un altro giorno, uno di quelli che non ha né vincitori e né vinti e ringrazio Dio per avermi dato una seconda possibilità. La vita avanza veloce come un soffio, passano i giorni, i mesi e gli anni e quasi non ce ne accorgiamo. A volte sappiamo utilizzarla sapientemente, altre la sprechiamo dimenticando quanto sia importante. Perché la vita è la protagonista di questo racconto in cui assume il volto di Roberta, una donna a cui viene diagnosticato una malattia importante, da cui però può ancora guarire. È soggettivo è una gemma preziosa, una storia delicata che ci ricorda l'importanza della fede, dell'amore e della solidarietà, che mette in discussione tanti presupposti errati e ne crea di nuovi. È un racconto intimo, pieno di forza e vibrazioni, che proprio nel momento in cui tutto sembra perduto riesce paradossalmente a riempire di nuova luce la nostra vita.
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Sghettini Liliana
Il cielo dalla mia finestra
br. Ilaria e Manolo sono giovani, innamorati e con tanti progetti da realizzare, ma la loro storia subisce una feroce battuta d'arresto quando Ilaria si ammala gravemente. I due ragazzi non hanno nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo, sanno solo di dover trovare il coraggio per affrontare il futuro. E insieme intraprendono un cammino di vita che, pur tra mille sofferenze e difficoltà, li condurrà verso traguardi inaspettati.
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Sgorlon Carlo
La carrozza di rame
brossura Il giorno delle nozze lo sposo voleva stupire tutti arrivando con la sua lucente carrozza color rame. Invece tre infausti avvenimenti lo fecero arrivare in ritardo, su un cavallo rubato, e lo spinsero, poi, a ripartire dopo una sola notte d'amore. Emilio - protagonista di questo romanzo pubblicato da Carlo Sgorlon nel 1979 - è nato da quel disgraziato e fulmineo matrimonio ed è cresciuto nell'antico casale della famiglia materna a Malvernis. Dal 1885 al 1976, per quasi un secolo, Emilio è al centro della vita di quella piccola comunità friulana ed è anche il testimone dei grandi avvenimenti della storia italiana.
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Sgorlon Carlo
La conchiglia di Anataj
brossura Nella Siberia prerivoluzionaria, un piccolo gruppo di emigranti friulani partecipa alla costruzione della ferrovia transiberiana. Uno di loro, Valeriano, dopo anni di vagabondaggi alla ricerca del lavoro, trova la sua seconda patria in un villaggio sperduto nella taiga siberiana. Qui, dove le buone e le cattive stagioni scandiscono il tempo del lavoro e del riposo, delle fatiche e dei sogni, con nuovi amici e un nuovo amore scopre il senso della sua vita.
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Sgorlon Carlo
La notte del ragno mannaro
br. In una Udine avvolta da una notte senza fine, Sgorlon rende omaggio alle atmosfere alienanti di Kafka dando forma a contenuti angosciosi. Walter, che vive nella soffitta di un condominio e di giorno guida un camion, è svegliato di soprassalto da un rumore sordo. Ne cerca la fonte e crede di averla trovata nel camino. Scende in strada. Da quel momento, in una vicenda assurda e iperbolica, la città si trasforma per ospitare esseri umani dalle parvenze animali, in grado di apparire ora giovani, ora vecchi. Tutti compiono strane azioni, simili ad antichi riti, mentre Walter si muove nervosamente alla ricerca di un ferroviere, sempre inseguito da un vecchio scheletrito, che gli pone domande cui non sa rispondere.
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Sgorlon Carlo
Lo stambecco bianco
ril. Negli anni della guerra civile libanese Mansùr, dopo aver perso la famiglia, fugge in Italia con la speranza di ritrovare il padre. Nelle sue avventure da clandestino la grande risorsa è la sua adattabilità a tutte le situazioni, la forte voglia di sopravvivere e cavarsela. Così Mansùr si fa adottare dall'Italia e dalla sua civiltà, e pur restando fedele al suo islamismo riesce a integrarsi perfettamente. L'incontro con il solitario Gregorio e l'affascinante Ines segnerà il suo destino e, insieme, finiranno per imporsi nella difesa ecologica della "loro" causa: la montagna e le sue leggende, come quella dello stambecco bianco, vengono salvate dall'ingordigia dell'affarismo e della speculazione edilizia.
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SHALER (A.J.) -- COLLOQUE INTERNATIONAL D'ASTROPHYSIQUE TENU AU COLLEGE DE FRANCE DU 17 AU 23 JUILLET 1939
Les novae et les naines blanches. Colloque international d'astrophysique tenu au Collège de France du 17 au 23 Juillet 1939 -- EDITION ORIGINALE -- 2 VOLUMES (COMPLETE SET)
P., Hermann, 1941, 2 volumes in 8, brochés, 208pp., planches hors texte, figures dans le texte
Bookseller reference : 4769
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Shakespeare - Michaux - Char - Frédérique - Kafk -, Garcia-Lorca - Steinbeck - Hugnet - Bonheur - Paulhan - Jarry
Les Quatre Vents n° 1 - Revue
Paris Aux Editions des quatre vents 1945 In-12 Broché Ed. originale
Bookseller reference : 004071
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SHARP Gene.
Résistance non violente en Norvège sous l'Occupation Nazie. Traduction P. Sempé.
1970 Orléans, Communauté de Recherche et d'Action non-violente d'Orléans, sans date ( vers 1970); in-4 ronéoté, sous couverture beige, titre en noir ; 23pp.
Bookseller reference : 8694
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Shabtai Yaakov
Inventario
br. La storia si svolge a Tel Aviv e ha inizio, come altre opere di Shabtai, con una morte. Il primo di aprile muore il padre di Goldman, uno dei protagonisti, e l'intera vicenda occupa un tempo breve, dalla morte del padre di Goldman al suicidio di quest'ultimo, il primo di gennaio: da un torrido inizio estate a un fangoso inverno. Gli altri due protagonisti, lsrael e Cesar, compaiono all'inizio dell'opera, in pagine grottesche e surreali: inseguono di cimitero in cimitero, alveari brulicanti di folla, il funerale del padre di Goldman e intanto, nella luce accecante, nell'aria arida, sotto il sole cocente di quell'inizio di aprile, pensano al defunto. Perché, per esempio, uccise all'improvviso il cane "Nuit sombre", il cane nero della Kaminskaia?
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Shadid Anthony
La casa di pietra
br. Si comincia con una casa da rimettere in sesto, nel sud del Libano, una casa di famiglia in cui sono passati i propri avi accumulando oggetti, sentimenti, culture. Per un anno intero Anthony Shadid abita e ristruttura quella casa, scoprendo in quelle stanze, attraversate con il passo del cronista, la storia della propria famiglia e di tutto il Medio Oriente. Muovendosi tra le grandezze e le meschinità dell'uomo, tra epoche di glorie e declino fino a una quotidianità sempre più difficile, Shadid racconta come si mischiano tra loro e come si scontrano le culture e perché ognuno di noi è inscindibilmente legato alle proprie radici.
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Shafak Elif
I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo
br. La chiamavano Leila Tequila a casa e al lavoro, nell'edificio color palissandro sulla viuzza cieca che acciottolava giù verso il porto, annidata fra una chiesa e una sinagoga, negozi di lampadari e kebabberie: il vicolo che ospitava i più antichi bordelli autorizzati di Istanbul. Dieci minuti e trentotto secondi dopo che il cuore di Leila smette di battere la sua mente è in piena coscienza e quello che accade è sorprendente: scene cruciali della sua esistenza rivivono attraverso il ricordo dei sapori più intensi che abbia mai provato. Lo stufato della capra che suo padre aveva sacrificato per celebrare la tanto attesa nascita di un figlio maschio; la miscela di zucchero e limone che sobbolliva sul fornello, usata dalle donne per la ceretta mentre gli uomini andavano a pregare nella moschea; il caffè scuro e forte al cardamomo, per sempre legato alla via dei bordelli Leila sta morendo, ma la sua anima lavora, implorando di essere salvata mentre abbandona il corpo. Ma cosa è successo a Leila, la prostituta, trovata cadavere di fronte a un campo di calcio umido e buio, dentro un bidone dell'immondizia con i manici arrugginiti?
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Shafak Elif
Il palazzo delle pulci
br. Un professore universitario che si divide tra la passione per le donne e quella per Kierkegaard, la misteriosa Amante Blu, la stramba Igiene Tijen con la figlioletta Su, la vecchia Madama Zietta: sono gli stravaganti inquilini di Palazzo Bonbon, un edificio signorile ormai fatiscente nel cuore di Istanbul. Costruito a metà degli anni Sessanta da un ricco emigrato russo per la moglie pazza, è diventato un condominio, infestato dagli insetti e appestato da un odore terribile di cui non si conosce l'origine. Un eccentrico palcoscenico per le intricate vicende e le ossessioni dei protagonisti del Palazzo delle pulci, che intrecciano i loro destini sullo sfondo di una inquieta e vitale Istanbul, sospesa tra modernità e tradizione. Dopo lo straordinario successo della Bastarda di Istanbul, Elif Shafak ci regala un memorabile affresco della città sul Bosforo, da cui emergono i mille volti di una terra dal fascino senza fine.
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Shafak Elif
La bastarda di Istanbul
br. Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene in Turchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Quando Asya e Armanoush si conoscono, il loro è l'incontro di due mondi che la storia ha visto scontrarsi con esiti terribili: la ragazza turca e la ragazza armena diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega il passato delle loro famiglie e fanno i conti con la storia comune dei loro popoli. Elif Shafak, nuova protagonista della letteratura turca, affronta un tema ancora scottante: quel buco nero nella coscienza del suo paese che è la questione armena. Simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi dentro e di raccontare le proprie contraddizioni.
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Shafak Elif
La casa dei quattro venti
br. Dicono che i gemelli siano inseparabili, due corpi per un'anima sola. Pembe e Jamila sono nate a tre minuti di distanza, nel piccolo villaggio curdo della Casa dei quattro venti. Jamila ha occhi verdi come l'edera, sogna di girare il mondo come i marinai e di svegliarsi ogni giorno in un porto diverso. Pembe è seria, posata, la sua risata è il rumore di due bicchieri che si toccano e le sue mani conoscono i segreti della vita e della morte. Da grande sarà una levatrice: quasi sacra, vivrà sospesa tra il mondo invisibile e quello visibile come la trama sottile di una ragnatela. E se Pembe resterà fino all'ultimo legata al villaggio e alla sua gente, Jamila andrà a Istanbul e poi a Londra, conoscerà l'amore e il tradimento, farà tre figli e troppi sbagli e alla fine tornerà nel luogo da cui era partita. Perché i destini di Pembe e Jamila si chiamano e si intrecciano fino a confondersi in quel disegno fragile e intricato che è la vita. Dopo "La bastarda di Istanbul", Elif Shafak ritorna con un nuovo romanzo ricco di magia e di sentimenti, d storie e di personaggi in bilico fra tradizione e modernità, tra la paura e una fortissima voglia di libertà.
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Shafak Elif
Le quaranta porte
br. Ella Rubinstein ha quarant'anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l'amore. Non può immaginare che qualcosa sta per sconvolgere la sua esistenza immobile come le acque di un lago: un libro. Si intitola "Dolce eresia", l'autore è uno sconosciuto, e l'agenzia letteraria con cui Ella collabora glielo ha inviato per un parere. È così che la storia della fenomenale amicizia tra il poeta Rumi, lo "Shakespeare dell'Islam", e il derviscio Shams, l'uomo che viveva di amore mistico, entra come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Leggendo, Ella si lascia trasportare nella Turchia del XIII secolo, sulle ali di quella "religione dello spirito" che ispirò a Rumi i versi d'amore più belli di tutti i tempi, e impara le famose "quaranta regole dell'Amore", che Shams insegnò a Rumi dischiudendo per lui le inaspettate meraviglie del cuore. E quando Ella incontra Aziz Z. Zahara, autore del libro e ormai suo maestro di emozioni, l'amore per cui ora è finalmente pronta diventerà, infine, realtà...
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Shafak Elif
Tre figlie di Eva
br. Peri ha trentacinque anni, tre figli, un marito e una vita agiata nella città dov'è nata, Istanbul. Si sta recando a una cena lussuosa quando le viene rubata la borsa. Lei reagisce, i ladri scappano e dalla borsa cade una vecchia polaroid in cui compaiono quattro volti: un uomo e tre giovani ragazze a Oxford. Una è Shirin, bellissima iraniana, atea e volitiva; la seconda è Mona, americana di origini egiziane, osservante, fondatrice di un gruppo di musulmane femministe e poi Peri, cresciuta osservando il laico secolarismo del padre e la devota religiosità islamica della madre, incapace di prendere posizione sia nella disputa famigliare sia nel suo stesso conflitto interiore. Tre ragazze, tre amiche con un retroterra musulmano, eppure così diverse: la Peccatrice, la Credente e la Dubbiosa. L'uomo nella foto invece è Azur, docente di filosofia ribelle e anticonformista, e sostenitore del dubbio come metodo di comprensione della realtà. A Oxford la giovane Peri cercava la sua «terza via», la stessa che predicava e professava Azur, di cui si innamora. Sarà questo incontro a sconvolgerle la vita, fino allo scandalo che la riporterà in Turchia. "Tre figlie di Eva" è un romanzo intenso e ambizioso che affronta e indaga temi importanti come la spiritualità, la politica, l'amicizia, i sogni infranti e la condizione della donna. Ma soprattutto è un romanzo sulla Turchia contemporanea, su quei contrasti che agitano oggi il paese - nelle parole di Elif Shafak - «delle potenzialità inespresse».
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Shaffer Mary Ann; Barrows Annie
Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey
ill., br. È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All'improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams - che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto - e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un'intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l'occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.
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Shaham Nathan
Il quartetto Rosendorf
br. Tel Aviv 1936. Kurt Rosendorf, fuggito dalla Germania nazista, approda nella Palestina sotto il Mandato britannico per suonare il violino nella neonata orchestra filarmonica della Terra d'Israele. Costretto ad abbandonare patria, moglie [cristiana] e figlia, Rosendorf, per sfuggire allo sconforto della sua vita sradicata, forma un quartetto d'archi perché solo nella musica da camera potrà ritrovare un senso alla sua esistenza. Sceglie, come secondo violino, Konrad Friedmann, giovane, ingenuo e fervente sionista; come viola, Eva Staubenfeld, donna bellissima ma cinica e fredda, avvolta da un passato enigmatico; come violoncello, Bernard Litowsky, uomo infantile e volgare, ma anche audace e divertente.
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Shaker Heights High School 1945 Yearbook Staff
Gristmill 1945: Shaker Heights High School Yearbook
Shaker Heights High School 1945. Hardcover. Good/No Jacket. Good ; No jacket. 1945 Shaker Heights High School. Yearbook. Oversize hardcover 8 x 10.75 inches has red faux leather covers with gold cover lettering and decorations. Black and white photographs. High-quality glossy paper. 32 pages. Binding tight. Hinges NOT cracked. Corners and spine ends rubbed with minor fraying at tips. Covers have light surface and edge wear. Pages full of inscriptions from students and faculty Owner's name on front endpaper; one inscription on front free endpaper. Pages have inscriptions from students and faculty especially the autograph page at the rear and the rear endpapers. No dust jacket. Carefully packed shipped in a box. This is the original yearbook not a reproduction. Shaker Heights High School hardcover
Bookseller reference : 12214
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Shakespeare Memorial Theatre Stratford upon Avon William Salt Brassington 1859 1939 archaeologist; Evan Marlett Boddy c1847 19
Shakespeare Memorial Theatre Stratford-upon-Avon. 37 items including 21 ALsS from librarian W. S. Brassington to one of the Theatre’s governors Dr E. M. Boddy regarding his gift of portraits to Shakespeare Memorial and resulting disagreement.
20 of Brassington’s 21 letters from between 1899 and 1902 and on letterheads of Shakespeare Memorial Stratford-upon-Avon; the other is from 1910. Among the other items are ones dated from between 1899 and 1928. The Shakespeare Memorial Theatre was founded through the efforts of local brewer Charles Edward Flower 1830-1892 after whose death its management was taken over by his brother Edgar Flower 1833-1903 also Chairman of the Shakespeare Birthplace Trust. On Edgar’s death these duties fell to his son Archibald Flower 1865-1950 several times mayor of Stratford-upon-Avon. The present correspondence concerns a gift to Shakespeare Memorial Association by the appropriately-named anatomist Evan Marlett Boddy. Between 1899 and 1901 Boddy donated at least twelve portraits to be hung in the Shakespeare Memorial reading room from the correspondence wood carvings also appear to have been donated. Details of the first seven portraits are contained in a letter of 11 December 1899 from Boddy to the Shakespeare Memorial librarian the archaeologist W. S. Brassington for which see below. The paintings included supposed works by Henry Fuseli ‘The Fuseli Macbeth’ and Sir Peter Lely Nell Gwynne Henry Wyatt Coleridge and a portrait said to be by Romney of a young Percy Bysshe Shelley five letters by Brassington relating to which are offered separately one of Alexander Pope ‘attributed to Hogarth’ as well as a ‘Garrick portrait’ one of Nell Gwynne and a ‘Spanish Lady’. In 1916 Boddy demanded their return on discovering that the Archibald Flower had broken the condition that Boddy had arranged in 1900 with the then librarian W. S. Brassington: ‘The Portraits were to be hung together and remain so.’ The present collection of 37 items is in good condition lightly aged apart from a couple of items are creased and worn both being repaired with archival tape. The 20 of Brassington’s 21 letters dating from the years 1899 to 1902 totaling 39pp 12mo; and 1p 4to convey his enthusiasm with regard to the donation. In the first letter 9 December 1899 Brassington acknowledges receipt of a letter from Boddy ‘respecting portraits of Shakespeare’ noting with pleasure Boddy’s ‘kind proposal to present the pictures to the Shakespeare Memorial’. Three days later 12 December 1899 he arranges to ‘come over and view’ ‘the pictures which you so generously propose to bestow upon the Shakespeare Memorial’. On 16 December arrangements are made for the removal of the pictures by ‘stage carpenter’ Henry Mann with Brassington reporting that ‘Mr Flower our Chairman who is at present away from home . thinks it most kind of you to make this very handsome present’. And a week later 19 December 1899 he acknowledges receipt of ‘the seven portraits which you so generously bestow upon the Shakespeare Memorial’ adding ‘Now that the portraits are in a good light I am more than ever delighted with them and I think you will be so when you see them in the Gallery.’ On the same day 19 December 1899 Edgar Flower writes to Boddy from The Hill Stratford-on-Avon as ‘Chairman of the Council’ to report ‘how greatly the gift is approved’. He continues: ‘In due course you will receive an official acknowledgment but in the meantime allow me to say personally that I consider each of the portraits as of great merit and interest and that they wil be conserved as your gift in the gallery to which they are a magnificent addition’. Six months later the works have been properly hung and on 23 June 1900 he writes that the ‘beautiful pictures have been much admired to-day by our London visitors many of whom had not seen Stratford before’. Four days later he informs Boddy that his ‘beautiful pictures reached here in safety. The “lady†is before me in a good north light and looks magnificent.’ Shortly afterwards 10 July 1900 he goes into some detail with regard to the hanging: ‘The “Spanish Lady†and other pictures now adorn the walls of the Memorial and are being very greatly admired. Mr Flower is unwell and I have not been able to obtain his signature to a card of thanks but at the monthly committee meeting great satisfaction was expressed at your generosity. The Grinling Gibbons’ carving now stands upon the carved oak mantle shelf of the Reading Room. It is most handsome and suitable since it represents the arms of London where Shakespeare lived for the greater part of his life. Moreover the carving hides an ugly modern Dutch bronze portrait of Shakespeare now well out of sight! / The Seven ages of Man adorn the staircase. And the “Spanish Lady†hangs over-against Nell Gwynne above the other portraits in the end gallery.’ The letter continues with speculation about the subject’s identity. On 23 July 1900 he reports: ‘The two valuable additions to the collection of paintings so kindly presented by you to the gallery are now placed on the walls. The Fuseli hangs near another example by the same master in the 1st gallery the Sir Peter Lely is placed with the other portraits between Nell Gwynn and the Spanish Lady’ which is ‘one of the most beautifully painted pictures I have ever seen’. He is so struck by it that he ‘went to the Dulwich Gallery last week to make notes but found nothing like this picture there’. A letter of 1 November 1900 begins by commending Boddy’s gift of the proof of his ‘brochure’ ‘Shakespeare’s Garden’. Brassington then discusses his holiday ‘in a cottage on the quay at Minehead. We had a good time at that old-world place and I ventured to Stratford refreshed. I had found the summer season with its crowd of Americans rather trying.’ He is relieved that Boddy was well treated by the staff in his absence: ‘they all take the greatest interest in the work of the memorial . Unfortunately of late there has been a discordant note sounded by Miss Corelli but people here are now aware that a great fuss is being made about a little matter.’ Turning to Boddy’s gift he writes: ‘I am glad you approve of the arrangement of the portraits. We expect next week to receive a portrait and a bust of Miss Mary Anderson and possibly a bust of Ellen Terry so you see we are adding to the collection and to the interest of the place.’ On 27 November 1900 he reports that he has been told by ‘Elliott’ that ‘the portrait of the boy with a dog which you recently presented to the Memorial appears to me to be more like the work of Vandyck than of any other artist. I sincerely hope it may be so’. And on 18 January 1901 he writes: ‘The two paintings reached here safely - they are beauties.’ On 3 June 1901 Brassington writes on the wider question of ‘Memorial Picture Gallery’ reporting that he has had ‘a call from Mr Frank Richards 1863-1935; Newlyn School an artist late of Birmingham now of No. 6 Addison Studios West Kensington. / Mr Richards has painted a large picture of “Hamlet†which he wishes to place in the Memorial Picture Gallery. Sir Henry Irving and Mr Flower have offered £10. each towards a subscription to buy the picture for the Memorial and it is possible that Mr Richards may write to you on this subject.’ He gives further details of appeal reporting Edgar Flowers’ opinion that that painting is ‘a fine work of art though in his opinion the face of Hamlet is too old looking’. He discusses the difficulties involved in dealing with such a ‘large Shakespearian picture’ two or three of which have been offered to the Memorial there being ‘no fund for the purchase’ and a reluctance on the part of the governors ‘to make an appeal either to the Governors or the public. The Committee feel that any suggestion of begging for donations should be avoided at the same time they dont like the idea of refusing a good and suitable picture’.Fifteen years later the mood has drastically worsened. Seven items from 1916 mostly carbon copies of TLsS dealing with a complaint by Boddy regarding the handling of a collection of historic portraits presented by him to the Shakespeare Memorial Association in 1900. Boddy states in a TLS copy to Steward Dick from Ashted Row Birmingham 17 June 1916: ‘I was certainly more than surprised to find my pictures scattered about the building in a most indiscriminate manner. I presented them to the Memorial on the distinct understanding that they were to be kept together’. Edgar Flower’s son Archibald replies in an undated carbon from The Hill Stratford on Avon: ‘I am indeed sorry that there should have been any misunderstanding and that you who have been a govener sic so long should have been caused pain by the rehanging of these pictures / At the time you gave these my father was chairman and I had no knowledge of your having expressed any special wish as to the grouping.’ The other five items relating to this complaint are a copy of a letter of complaint from Boddy to W. S. Brassington ‘being that you were Librarian at the Memorial Theatre when I presented my collection of pictures’ stating that he has ‘demanded the return of all my pictures’ and two copy letters from W. S. Brassington to Boddy one referring to ‘these tiresome people at Stratford’ and copies of a memorandum ‘Suggestion for Inscription / Collection of Historic Portraits’ and note to Stewart Dick see below stating that the matter is in the hands of Boddy’s solicitor. Other material comprises: ONE: ALS copy from Boddy to Brassington Ashted Row Birmingham 11 December 1899. Giving details of seven portraits he would be ‘pleased to present’ and suggesting that he visit to view them. ‘Though the portraits do not relate to Shakespeare I think when you see them you will agree with me that they will be a valuable and most interesting addition to your collection.’ TWO: An ALS from Brassington 31 August 1910 hinting at trouble to come with regard to ‘the circumstances connected with your suggestion for a tablet’: ‘Your wishes were clearly expressed to the committee when the pictures were received & would be recorded in the Minute book. / It seems to me that the words quoted by Mr Archibald Flower constitute a condition & that the gift was accepted on those terms - certainly that is what I understood.’ THREE: Two ALsS to Boddy from Stewart Dick one 22 July 1916 on letterhead of the Old Brewery House Stratford-upon-Avon the other undated on same letterhead cancelled in favour of Shakespeare Memorial Theatre. He begins the dated letter: ‘Mr Lowndes has handed me the letter from Messrs Philip Baker & Co regarding your pictures. Dont you think that the best plan will be for me to run up to you one day next week . I am sure after meeting you the other day that we can arrange the matter quite amicably without troubling the lawyers further.’ On the reverse of the letter is a pencil draft of Boddy’s reply informing him that ‘the matter is now entirely in the hands of my solicitors’ for typed carbon of which see above. Dick’s second undated letter is a longish one 4pp 12mo 67 lines apparently from the time of the donation commenting enthusiastically on the pictures and asking for information about them. FOUR: Transcription by Brassington of ‘Suggestion for Inscription’ by Edgar Flower dated April 1900. States that the collection of twelve paintings was ‘presented to the Shakespeare Memorial Association by Evan Marlett Boddy Esqr. F.R.C.S. on condition that the pictures be kept together and not removed from the Memorial Buildings at Stratford on Avon.’ FIVE: An ALS to Boddy from Charles Lowndes 26 April 1900 on Shakespeare Memorial letterhead apologising for spelling Boddy’s name wrongly. SIX: Signed receipt for ‘Black & gold frame’ from J. Morgan of Stratford-upon-Avon 12 January 1901 on his letterhead. SEVEN. Printed notice by ‘Edgar Flower / Chairman’ Shakespeare Memorial Stratford-upon-Avon dated 20 June 1900 regarding ‘Presentation of William Page’s Bronze Bust of Shakespeare’ to the Whitefriars’ Club City of London. EIGHT: Printed ‘Fifty-second Report of the Council to be submitted to the General Meeting of the Governors of the Shakespeare Memorial Theatre Stratford-upon-Avon convened for Monday April 23rd 1928.’ 4pp folio. With long list of officers and governors statement of expenditure and receipts and report of executive council. 20 of Brassington’s 21 letters from between 1899 and 1902, and on letterheads of Shakespeare Memorial, Stratford-upon-Avon; th unknown
Bookseller reference : 26024
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Shakespeare William 1564 1616; Rackham Arthur Illustrator 1867 1939
A MIDSUMMER-NIGHT'S DREAM With ORIGINAL COPPERPLATE ENGRAVING.; With Illustrations By Arthur Rackham R.W.S.
London New York: William Heinemann Doubleday Page & Co 1908. First Trade Edition. Original tan cloth with gilt-pictorial and lettering to upper board gilt lettering to backstrip in original tan dust jacket printed in black. Housed in a blue morocco fall-down-back box with gilt lettering and decorations plate mounted and matted inside with caption from the text. A NF copy some minor scattered foxing in a VG jacket some loss at backstrip chips to corners. i-vi 1-134 pp. 40 color plates mounted on tan paper with captioned tissue-guards and numerous drawings in b/w. 4to. 10" x 7-1/2" <br/><br/>One of the finest of Rackham's illustrated books heightening Shakespeare's dreamy comedy with otherworldly imagination both delicate and grotesque. Copperplate for illustration facing p. 102 ".Are you sure That we are awake It seems to me That yet we sleep we dream." Riall p. 87. William Heinemann, Doubleday, Page & Co hardcover books
Bookseller reference : 44888
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Shakespeare William 1564 1616; Rackham Arthur Illustrator 1867 1939
A MIDSUMMER-NIGHT'S DREAM; With Illustrations By Arthur Rackham R.W.S.
London New York: William Heinemann Doubleday Page & Co 1908. First Trade Edition. Original tan cloth with gilt-pictorial and lettering to upper board gilt lettering to backstrip. Spine a bit sun-tanned. Slight bow to boards. Prior owner signature to preliminary blank. Foxing primarily to end sheets. Very Good. i-vi 1-134 pp. 40 color plates mounted on tan paper with captioned tissue-guards and numerous drawings in b/w. 4to. 10" x 7-1/2" <br/><br/>One of the finest of Rackham's illustrated books heightening Shakespeare's dreamy comedy with otherworldly imagination both delicate and grotesque. William Heinemann, Doubleday, Page & Co hardcover books
Bookseller reference : 44888.1
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Shakespeare William
Amleto
br. Tutta la Danimarca è in lutto: il re è morto in circostanze misteriose e suo figlio, il principe Amleto, non si dà pace. Soprattutto quando la madre Gertrude, dopo appena un mese, accetta di sposare il nuovo sovrano, Claudio, fratello del defunto re. Amleto tenta invano di reprimere l'indignazione e gli orribili dubbi che lo tormentano, finché una notte, sulle antiche mura di Elsinore, non si ritrova faccia a faccia con lo spettro del padre. E con una verità agghiacciante, che avrà conseguenze devastanti sulla sua vita e sul destino del regno. La giustizia, la vendetta, il dubbio e la follia nell'immortale capolavoro di William Shakespeare.
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Shakespeare.- HINDENBERG, Gisela:
Der Traum im Drama Shakespeares. Dissertation zur Erlangung des Doktorgrades der Philosophischen Fakultät der Georg-August-Universität zu Göttingen. (Typoskript).
29,2 x 20,7 cm. 179 (1) Blatt. Original Karton mit leinenverstärktem Rücken. Deckel etwas berieben und fleckig, an den Rändern ausgeblichen. Innen papierbedingt leicht gegilbt, sonst gut erhalten. Mit Literaturverzeichnis und Kurzvita.
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Shalev Zeruya
Dolore
br. Iris - quarantacinque anni, sposata, con due figli - pensa di aver lasciato dietro di sé i due grandi traumi della sua vita: l'abbandono da parte del primo amore, Eitan, che l'ha portata giovanissima a desiderare la morte e, anni dopo, l'attentato di cui è stata vittima che l'ha portata tra la vita e la morte. Ma a distanza di dieci anni da quell'attentato, Iris non si aspetta il riaffiorare del dolore fisico, di quei ricordi terribili, ma soprattutto non si aspetta di rincontrare per caso Eitan. Se a questo si aggiungono il sospetto che il marito Michi abbia un'amante e la preoccupazione per la figlia, plagiata da un uomo molto più grande di lei, la vita di Iris sembra andare di nuovo in frantumi e la situazione diventa ingestibile.
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Shalev Zeruya
Quel che resta della vita
br. Per Hemda Horowitz è tempo di bilanci. Cos'è stato tutto? Qual era la cosa giusta da fare? Come sarà il resto della vita? Da un letto di ospedale, circondata dai due figli a cui ha dato un amore diseguale, la donna ripercorre i ricordi della propria esistenza, ma è il rapporto dell'anziana madre con Dina e Avner il vero cuore del romanzo: se con la figlia ha un legame faticoso e conflittuale, per il figlio prova una sorta di adorazione. Avner è un avvocato che combatte per i diritti delle minoranze, un uomo angosciato, frustrato sul lavoro, tormentato dalla propria inettitudine sentimentale. Dina cerca di essere una madre opposta a quella che ha avuto. Sposata con un fotografo schivo e di poche parole, ha messo da parte la carriera per stare accanto alla figlia adolescente Nitzan. Ma quando quest'ultima si allontana, in Dina si spalanca un vuoto che riempie con il desiderio di accogliere un bambino abbandonato, desiderio che incontra la netta contrarietà della famiglia. Zeruya Shalev non ha paura dei grandi temi, la solitudine, l'amore, la paura, la morte, e con "Quel che resta della vita" ha scritto il suo romanzo più maturo, una toccante esplorazione della vecchiaia, dei difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra partner, e ci lascia un messaggio potente di speranza, sul potere catartico dell'amore e sulla possibilità di lasciarsi dietro i fantasmi del passato e vivere fino in fondo quel che resta della nostra vita.
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Shalev, Zeruya
Mamas liebster Junge
Aus dem Hebräischen von Mirjam Pressler. Weinheim, Beltz & Gelberg, 2006. 4to. Durchgängig farbig illustriert von Julia Kaergel. 14 Bl. Farbiger Or.-Pp. [4 Warenabbildungen]
Bookseller reference : 206998
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Shalmaneser Jakob
Venerino
brossura Un anziano attore di tanta gloria e di altrettanto distacco dalle cose del mondo, Venerino, parla a se stesso e alla sua serva, Lucilla. Ma anche Lucilla parla a Venerino, e a nessuno dei due è dato di poter ascendere dalla condizione umana e divenire altri da un uomo logorato e famoso e da una donna condannata a obbedire ma libera nel proprio pensiero.
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Shames, Laurence
SCAVENGER REEF
New York NY U.S.A.: Simon & Schuster 1994. 1st ed. Slights spine slant spine lightly sunned else near fine in dust jacket. Key West. First Edition. Hard Cover. Near Fine/Near Fine. Book. Simon & Schuster Hardcover
Bookseller reference : 010201 ISBN : 0671864939 9780671864934
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