|
|
|
Carnevali Carla
Contra. L'odore caldo della vita
brossura
|
|
|
Spagnoli Roberto
Anche solo per... Ricordi d'infanzia di un fiorentino
br. Quello che siamo oggi è il frutto delle nostre origini, ricordarle e testimoniarle aiuta a svelare il corso della vita.
|
|
|
Perucca Barbara
Non voglio ammettere che ti amo
br.
|
|
|
Zanelli Leonardo
La pulzella di Toscana. Il grande romanzo della Madonna del conforto e del viva Maria
br. L'autore, muovendosi abilmente nel campo minato delle ricostruzioni di parte ha realizzato quello che mancava nella pur vasta congerie dei lavori sull'Insorgenza, universalmente nota come "Viva Maria": una visione poetica che distilla lo spirito profondo della storia.
|
|
|
Papini Giuliano
La vocazione
br. La vocazione di Giuliano Papini è un romanzo altamente riflessivo, scava nel profondo l'animo umano, ma nel contempo interessa come iter vissuto da una donna eccezionale e per di più artista.
|
|
|
Antonini Maria Laura
L'ultima domenica d'inverno
br. Seduta, gambe accavallate, gonna appena sopra il ginocchio a scoprire le calze otto denari pagate un occhio della testa. Margherita accolse con un sorriso lo sguardo interessato lanciatole dal più giovane dei relatori, incassò soddisfatta il complimento molto, molto velato (otto denari appunto), poi si chiese: quanto durerà tutto questo, quante volte ancora un uomo mi guarderà così, per quanto tempo?
|
|
|
Tozzi Federigo; Menicacci M. (cur.)
Racconti dell'io. Con uno studio sull'autore
br. Federigo Tozzi (Siena, 1883 - Roma, 1920), uno dei prosatori del Novecento italiano, mette sulla pagina il proprio disagio esistenziale e, allo stesso tempo, la tragica impossibilità di comprendere il fenomeno umano. Autore di romanzi come "Con gli occhi chiusi" e "Il podere e delle formidabili prose di Bestie", ha scritto anche aforismi, poesie e opere teatrali; ma tra i suoi capolavori sono senz'altro da contare i racconti: tra i molti scritti in prima persona, il curatore Marco Menicacci ne ha scelti sei, disponendoli in modo da formare la parabola di una vita umana in cui la scrittura, tra autobiografismo e invenzione, conduce il lettore in uno spietato percorso di autoanalisi.
|
|
|
Panattoni Piero
Storie della valle del Serchio
br. Persone vere e personaggi di fantasia s'incontrano sulle rive di un fiume dimenticato. In precario equilibrio tra amore e follia, gioia e dolore, salute e malattia, vita e morte. Un'epopea conosciuta di prima mano e narrata per racconti da uno che da quelle parti è nato e cresciuto.
|
|
|
De Stefano Paolo
L'ombra. Giovanni Pascoli frammenti di un'anima
br. In questo originale 'romanzo biografico', intessuto dello stesso linguaggio pascoliano, l'autore tratteggia il profilo interiore - gli sparsi frammenti dell'anima - del 'suo' Pascoli, rievocando alcuni anni della vita del poeta, quelli dell'avventura del "cavaliere errante dell'insegnamento" (dal 1882 al 1896), dalla nomina a professore di Latino e Greco a Matera sino all'ottenimento della cattedra universitaria a Bologna. De Stefano introduce il lettore nella vita quotidiana del 'nido' pascoliano (la casa un tempo devastata dal dramma della morte dei genitori e dei fratelli e ora abitata dal poeta e dalle due sorelle Ida e Maria, affettuosamente chiamata Mariù), narrando le vicende di un breve periodo della vita di Giovanni, quello dell'incipiente amore per una gentile fanciulla livornese, passione infranta sul nascere dalla pressione psicologica dell'onnipresente ombra, la devota e possessiva sorella Mariù.
|
|
|
Fallacara Luigi; Squicciarini M. (cur.)
Terra d'argento
br. È questa la storia di Mimì Accettura e della sua famiglia, mercanti d'olio nella Bari degli anni Trenta, declinata nei toni che Macrì accosta a un certo verismo meridionale. Il verismo è tutto nelle descrizioni di gesti, luoghi, cose, antichi modi di vivere, restituite in pagine che assumono, ai nostri occhi, il valore aggiunto di documento storico, tanto prezioso quanto raro. La vicenda pugliese, costruttiva e ariosa, avviene nel cerchio protettivo della famiglia, quel "tessuto vivo di affetti" vero protagonista del romanzo. Tra vecchio e nuovo, tra poesia e prosa, Luigi Fallacara ci parla di una città che cambia - che riceve dal regime fascista l'investitura di metropoli mediterranea e assiste alla grandiosa inaugurazione della Fiera del Levante ma sa indugiare anche sul mare e sugli ulivi della campagna pugliese in splendidi squarci lirici. Sono proprio gli ulivi a donare alla terra la particolare lucentezza dell'argento: "L'automobile, [...] si precipitò per certe discese, dove la terra diventava fine come tabacco e gli ulivi splendevano, congiungendosi quasi sul cielo della strada, di un loro più mite e sereno argento".
|
|
|
De Stefano Paolo
La sorella. Breve storia di Mariù e Giovanni Pascoli
br. Attraverso La sorella Paolo De Stefano chiude un cerchio iniziato con la pubblicazione de L'ombra. Giovanni Pascoli, frammenti di un'anima (Stilo 2012). Se il primo romanzo rievocava gli anni dell'insegnamento liceale e la vicenda di un incipiente amore troncato sul nascere dal geloso intervento di Mariù, La sorella riparte dalla conquista della cattedra universitaria a Bologna, snodo fondamentale del percorso professionale e di vita di Pascoli. Quelli della docenza universitaria furono anni ricchi di studio, di progetti editoriali e di incontri, sapientemente evocati da De Stefano; anni in cui si affacciò nuovamente una timida aspirazione matrimoniale, anche stavolta ostacolata da Mariù con opera sottile e tenace. È sempre lei la custode strenua del nido fatto di memorie di infanzia, di assenza, di affetti; lei, ombra del fratello e vestale devota dei suoi scritti. Con finezza di introspezione e con un linguaggio ricco di suggestione nel suo continuo echeggiare il suono dell'inimitabile scrittura pascoliana, l'autore apre una nuova finestra sulla vita di un autore originalissimo della nostra moderna letteratura.
|
|
|
Marcucci G. (cur.)
Falce senza martello. Racconti post-sovietici
br. Raccolta di racconti russi contemporanei che accoglie alcune fra le più interessanti 'giovani' voci del panorama letterario attuale, autori nati tra gli anni Settanta e Ottanta e affermatisi all?inizio dei Duemila. Pur avendo origini differenti scrivono tutti nella stessa lingua, alcuni in una forma più breve, altri tendendo al racconto lungo. Il loro sguardo - sul passato in particolare - talvolta è simile, talvolta possiede sfumature diverse, ma ciascuno di loro trasporterà il lettore, attraverso temi universali, in luoghi dentro e oltre la Russia, in un viaggio affascinante che non potrà lasciarci indifferenti. Racconti di A. Snegirev, I. Abuzjarov, G. Sadulaev, M. Elizarov, A. Astvacaturov, N. Abgarjan, A. Ganieva, V. Ajrapetjan, R. Sen?in, V. Levental?.
|
|
|
Antobenedetto Mario
Fiorisci nei miei inverni
brossura Alessandro (Bip), una tuta da meccanico, una Ducati Monster, tante Marlboro e l'etichetta da bello e tenebroso. La sua vita scorre tra saldi principi e contraddizioni. Giorgia (Luce), un lavoro da commessa, i suoi disegni e una profonda cicatrice nell'animo. Poi Mirko (Corto), Marco (l'Americano) e tanti altri protagonisti per questo romanzo "rosa scuro", una storia d'amore e rabbia, di tempi ormai lontani, prima di smartphone e social network. Un anno di incontri, scontri, lacrime e sorrisi, con i pregi e i difetti della periferia capitolina a fare da sfondo. Un "primo amore alla romana" ricco di sfaccettature, passione, violenza, introspezione, catarsi. Il tutto condito da dialoghi dialettali e amalgamato da musica, disegni, fotografie e pensieri a margine. Sentimenti banali? Io non credo. Perché quelle emozioni hanno indiscutibilmente segnato la vita di ognuno di noi.
|
|
|
Bourbon Busset Jacques de
Il protettore
ril. Siamo a Roma, in uno qualsiasi degli anni futuri, sotto il regno di Orlando, l'onnipotente Protettore. Un giovane, Lorenzo Angelo, discepolo di Gano, principale avversario del regime, ha tentato di assassinare il capo dello Stato, ed è stato per questo condannato a morte. Sarà giustiziato o graziato? Il Protettore si interroga. In contrapposizione, l'ansia generale che fa da sfondo alla meditazione del grand'uomo.
|
|
|
Mazzoni Francesca
Una mente insolente
brossura Allegra, la protagonista, a volte giovane donna, a volte bambina è affetta da "mal di vivere", una sensibilità dolorosa e commovente, una fame d'amore antica, un'acuta intelligenza. È in dissonanza dal correre veloce dei nostri tempi, che ci impone la forza come prerequisito per esistere ed essere accettati, mentre le fragilità soccombono o si rifugiano vergognose dietro una maschera.
|
|
|
Bocchini Lazzaro
L'uomo con la sporta di paglia
ril. Un romanzo di vita, un faticoso apprendimento del dramma del vivere, da una nascita sventurata al mistero doloroso di un compagno, un fratello, scomparso all'improvviso, senza una spiegazione plausibile; e poi l'amore, nonostante tutto, la guerra, una missione nell'ambito della lotta di liberazione, la scoperta della donna, la tenacia con la quale il protagonista affida alla scrittura il senso e le tensioni di una intera esistenza. In queste coordinate, Lazzaro scrive un romanzo intenso e commovente, ambientato sullo sfondo delle colline e delle valli romagnole, nei cinquanta e più anni del secondo e terzo Novecento.
|
|
|
Bello Chiara
Come le magnolie. Storie di donne
brossura
|
|
|
Balestrini Nanni
La violenza illustrata
brossura La nuova edizione, inserita nella collana delle opere complete di Nanni Balestrini, di un grande classico della letteratura italiana del Novecento. Basta aprire questo libro a una pagina qualunque. Afferrarne qualche frammento. Scontrarsi con la violenza delle sue frasi, la stessa che contrassegna il nostro stile di vita, la società in cui viviamo, la storia che ogni giorno ci circonda, dal fatto più insignificante al grande evento. Pubblicato per la prima volta nel 1976 dalla casa editrice Einaudi, "La violenza illustrata" si conferma, dopo oltre trent'anni, fra i momenti più intensi della letteratura italiana del Novecento. L'attività letteraria di Balestrini prosegue con questo libro un percorso che pone sullo stesso piano scrittura e azione politica e si inoltra con consapevole determinazione nella descrizione di una società in via di rapida e sofferta trasformazione. Con grande forza poetica ne addita l'enorme costo umano pagato in termini di alienazione, distruzione e morte. Una visione estrema, ma che ci restituisce il senso di un'epoca, oggi apparentemente cancellata, in cui felicità e libertà sembravano vissute. Postfazione di Andrea Cortellessa.
|
|
|
Balzerani Barbara
L'ho sempre saputo
br. «Un dialogo e un confronto tra due donne nella cella di un carcere, due storie diverse, due donne nate su sponde opposte del Mediterraneo, una rivoluzionaria comunista e una donna in fuga dalla miseria che riattraversano il percorso umano nel racconto di una vita in gestazione. Da questo racconto salgono voci che narrano altri modi di stare al mondo, incompatibili e irriducibili all'universalismo coloniale dell'Occidente, che nel suo passo di conquista non ha cancellato, ma solo occultato - e lo ha fatto con grande padronanza e capacità di seduzione, oltre che con la forza - una memoria millenaria, un codice genetico che porta impresse "altre modalità di esistenza", che possono farci percepire quanto abbiamo disimparato a sentire, guardare, a saper fare, a saper stare sulla terra senza distruggerla e distruggerci, in nome di qualcosa che abbiamo chiamato progresso.» (Silvia De Bernardinis)
|
|
|
Piumini Roberto
Il ciclista illuminato
br. Di fronte al bivio il ciclista fu incerto se continuare in salita la corsa, e la sua stanca e mediocre carriera di corridore professionista, o imboccare quella stradina in discesa di terra liscia e chiara. Finalmente sterzò, smise di pedalare e lasciò correre la bicicletta lungo una discesa senza traguardo. Si fermò sull'aia di una cascina sperduta. Una giovane donna gli si fece incontro. Così incomincia la nuova vita del vecchio ciclista Zugalà che scoprì di avere la luce nelle sue consumate gambe: una storia di passioni elettrizzanti, di erotici abbandoni, di sfide agonistiche e al tempo stesso speculative, di un destino solo apparentemente segnato dalla sconfitta. Riproposto in una nuova versione a vent'anni di distanza dalla prima pubblicazione, "Il ciclista illuminato" è una favola filosofica sull'energia che sa suscitare e produrre il desiderio.
|
|
|
Toso Alessandro
Destini verticali
br. Paco comincio à tremare, ma non mollo il suo carico. Solo quando gli parve che le braccia dovessero staccarglisi dal resto del corpo le mosse come una frusta, gettando il masso giù per il ghiaione. La roccia fece un suono di bomba che si diffuse lungo tutto l'arco della montagna. Forse Corin lo avrebbe sentito, si disse. E forse lo avrebbero sentito perfino i ragazzi allo Stella Alpina. Ma nessuno di loro avrebbe capito davvero cosa significava quell'esplosione nella notte." La lotta tra un ragazzo e l'uomo che ritiene colpevole della morte del padre. Una sfida che ha il sapore della follia e della disperazione. Per l'onore, e per la vita. "Destini verticali" è una storia ruvida, di emozioni nascoste, di segreti inconfessabili. La montagna, silenziosa, ascolta e pone di fronte i due protagonisti ai propri drammi interiori, amplificando le paure e i desideri.
|
|
|
Marziani Michele
Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta
br. Quella bicicletta non era una bicicletta qualunque. Era una Umberto Dei, modello Imperiale, anni Trenta, un vero classico dell'eleganza a due ruote. Nera, ovviamente. Gli occhi di Nas, il ragazzo uzbeko, non se la sono lasciata sfuggire nella penombra della ciclofficina lungo la Martesana. Comincia da qui la strana amicizia tra Arnaldo Scura, meccanico ciclista, molte vite alle spalle, non tutte felici, e il ragazzo con la pelle scura che, chissà come, pare conoscere alla perfezione le biciclette: telai, mozzi, forcelle, catene, corone, pignoni... Nella Milano dei Navigli, ancora popolare e già multietnica, una storia sulle differenze e sulle diffidenze da cui nascono le paure.
|
|
|
Nori Paolo
A Bologna le bici erano come i cani
br. Un ex-meccanico ciclista che doveva dire a suo figlio che non era suo figlio. Un barbiere fatuo e molesto. Un macellaio filosofo. Una bambina di nome Battaglia. E tante biciclette che servono per andare dappertutto, anche per dimagrire; biciclette che si spingono per mano anche quando si va a piedi, così come si porta a spasso un cane. "A Bologna le bici erano come i cani" è un romanzo fatto di voci, ascoltate, intercettate per strada, registrate sotto i portici, ai tavolini di un bar, nell'androne di un condominio.
|
|
|
Wu Ming 2
Il sentiero luminoso
br. È possibile attraversare a piedi la Grande Pianura, senza finire schiacciati da un autoarticolato? E quale Padania attende il viandante, oltre l'asfalto e i capannoni, i campi di granturco e la noia piatta? Dopo aver camminato da Bologna a Firenze - sui crinali dell'Appennino e tra le pagine de "Il sentiero degli dei" - Gerolamo torna, zaino in spalla, per unire a forza di passi due grandi città italiane: Bologna e Milano, da Piazza Maggiore a Piazza Duomo. Questa volta, però, non ci sono i segnavia biancorossi, il sentiero è nascosto tra le piaghe del territorio, e Gerolamo lo porta alla luce: raccoglie consigli su guadi e strade bianche, passa le notti su mappe digitali e satellitari, sperimenta miracoli e trappole dei navigatori GPS. E quando alla fine parte, scopre che per arrivare a Milano gli toccherà commettere diversi reati. Eppure procede, in una rinnovata sfida contro l'Alta Velocità ferroviaria e il consumo di suolo, deciso a rivendicare il proprio diritto al paesaggio e alla viandanza. Dai cippi partigiani a quelli di Piazza Fontana, dalla via Francigena alla Strada Regina, dalla pianura-Expo a quella senza sponsor, non very bella! ma bella davvero. Otto tappe, trecentoventi chilometri, otto province e cinquantuno comuni: il Sentiero Luminoso non intende trasformarsi in un percorso turistico, ma invitare i lettori a tracciare le proprie rotte pedonali, laddove nessuno se le immaginerebbe, e a percorrerle con determinazione.
|
|
|
Quercioli Franco
La speranza correva a sinistra. Cronaca familiare di maestri e biciclette
br. Le biciclette attraversano la vita, le storie e la Storia. Passano di mano in mano come testimoni dì memorie e sentimenti. "La speranza correva a sinistra" è una cronaca familiare fiorentina lunga mezzo secolo in cui due passioni, il ciclismo e la politica, sì danno il cambio come gregari in fuga. Per il ragazzo Franco, nell'Italia del dopoguerra che rinasce nel mito di Coppi e Bartali, il ciclismo è quasi un'educazione sentimentale. Da maestro elementare, Franco fa il proprio apprendistato civile e politico nel segno di La Pira e di don Milani, per poi abbracciare la militanza di sinistra e vivere appieno la stagione del Sessantotto. Negli anni di piombo delle stragi e del terrorismo, le corse e le maglie dei campioni ciclisti diventano solo rare parentesi colorate, fino alla morte di Berlinguer che, simbolicamente, fa calare il sipario sull'epoca in cui la speranza correva a sinistra. Ciclismo e politica. Due passioni e una radice comune: Vinicio, padre di Franco, che nell'agosto del '43 promise al figlio una biciclettina rossa.
|
|
|
Cosi F. (cur.); Repossi A. (cur.)
Del camminare e altre distrazioni. Antologia per viandanti e sognatori
ill., br. Non si cammina solo per spostarsi da un luogo all'altro: si cammina anche per poter guardare il mondo dalla vetta dei monti, come Mark Twain, oppure per filosofeggiare, come Rousseau e Roberto Arlt. A volte un'innocua passeggiata permette di fare incontri che cambiano l'esistenza, come accade ai personaggi di Maupassant e Capuana, e in certe situazioni l'erranza diventa addirittura uno stile di vita, come nelle pagine di Verga e Mary Hunter Austin. Da Virginia Woolf a James Matthew Barrie, da Gilbert Keith Chesterton a Herbert George Wells, questi 14 racconti firmati dai più grandi autori della letteratura mondiale (di cui ben cinque ancora mai tradotti o pubblicati in Italia) permettono di esplorare tutti i significati nascosti in una delle attività quotidiane che di solito compiamo senza pensarci: camminare. Roberto Arlt, Mary Hunter Austin, James Matthew Barrie, Luigi Capuana, Kate Chopin, Gilbert Keith Chesterton, Washington Irving, Paolo Mantegazza, Guy de Maupassant, Jean-Jacques Rousseau, Mark Twain, Giovanni Verga, Herbert George Wells, Virginia Woolf. Prefazione di Luigi Nacci.
|
|
|
Fiorini Lorena
Vita in campagna. Terra di toscana
ill., ril.
|
|
|
Fazzi Arnaldo
Gente di Lampara
brossura
|
|
|
Petroni Guglielmo
La morte del fiume
br. Il volume vincitore nel '74 del premio Strega viene ri-edito per commemorare lo scrittore nei cento anni dalla nascita. Guglielmo Petroni nacque a Lucca il 30 ottobre 1911. La sua prima raccolta di poesie "Versi e memoria", del 1935, fu salutata entusiasticamente da Giuseppe De Robertis e Walter Binni. Nel 1938 si trasferì a Roma, invitato da Curzio Malaparte, per dirigere "Prospettive". A Roma prese parte attiva alla Resistenza. Nella primavera del 1944 fu arrestato dalle SS e chiuso nel carcere di Via Tasso; dopo essere stato torturato e condannato a morte venne trasferito a Regina Coeli, dove fu salvato in extremis dall'arrivo degli alleati. Da quella esperienza nacque "Il mondo è una prigione" che, come scrisse il Sapegno, resta ancora "una delle prove più alte della letteratura di quel periodo". Nel dopoguerra uscivano intanto le sue migliori opere letterarie che meritarono molti premi, tra cui il "Premio Strega" nel 1974, assegnato a "La morte del fiume", e il "Premio Selezione Campiello" nel 1984 a "Il nome delle parole". È morto il 29 aprile 1993.
|
|
|
Caricato Gaetano
Il diario del giovane Federico
brossura L'autore di questo "Diario" è uno dei pochissimi, tuttora viventi, che nell' autunno del 1942, studenti universitari, ricevettero la cartolina-precetto per frequentare un Corso accelerato di sei mesi per sottotenenti di complemento, ed essere inviati, subito dopo, in una zona di guerra. Rifiutatosi di aderire alla Repubblica sociale costituita da Benito Mussolini, iniziò presto per lui un lungo periodo di vicende drammatiche, che dovette affrontare con tanti altri giovani fermamente decisi a non collaborare con l' esercito tedesco, sorretti dal desiderio che, caduta la dittatura fascista, il popolo italiano avrebbe potuto organizzarsi democraticamente. E riunitisi in gruppi partigiani, con l'aiuto dell' esercito inglese, contribuirono, con la loro dedizione totale, alla liberazione dell' Italia. Purtroppo nel settembre del ' 44, quando l' esercito tedesco in Italia fu costretto ad arretrarsi e costituire la linea gotica di difesa nella regione tosco-emiliana, con l'organismo stremato da sacrifici e privazioni, dovette abbandonare la lotta partigiana, riuscì a raggiungere la sua famiglia residente a Foggia, e dopo qualche settimana, per una grave tubercolosi al polmone destro, fu ricoverato in un ospedale sanatoriale dal quale poté essere dimesso soltanto nella primavera del 1948. Poté descrivere in un "Diario" le difficili traversie, le lotte cruente che i gruppi partigiani ai quali appartenne dovettero sostenere contro le truppe tedesche e la milizia fascista.
|
|
|
Bartolini Sandro
Cento palazzi e un orto
brossura Con la zappa scorticammo il terreno dalle erbacce, spazzando via il manto fitto di radici. Dimentico di bilanci condominiali, me ne stavo in tenuta da contadino povero, calzoni vecchi e scuciti, camicia dei tempi andati. Cesare scorrazzava nell'orto, mani in alto mani in basso, saltare, mentre io e il fratello sputavamo l'anima lo spensierato mascalzone cantava, ballava, si divincolava, si scopriva la pancia. Partimmo con la vangatura, spingevo di destro, Nicola di mancino, uno accanto all'altro, procedevamo di buona lena, l'attrezzo pesante, il manico spesso, la lama lunga s'infilava nel terreno umido, la zolla rivoltata e spezzata dalla lama. Con la zappa e il rastrello spianammo il terreno e seminammo le patate nei solchi.
|
|
|
Bovenzi Francesco Maria
Solo con il battito del cuore. Racconti e altre storie
brossura
|
|
|
Anastasi Guglielmo
Eldorado
br. Un romanzo ambientato nel mondo della Borsa, specchio profetico e quanto mai attuale di una società corrotta dal denaro in cui si è disposti a tutto per arricchirsi. Pubblicato a puntate tra il 1907 e il 1908 su "La Rassegna Latina di Lettere-Arte-Politica e Scienza", in volume fu dato alle stampe nel 1908 da Treves. I protagonisti vivono alla ricerca del momento perfetto in cui vendere e comprare azioni, la loro esistenza ruota intorno alla ricchezza. Ma le scelte compiute d'impulso nel mondo frenetico della Borsa non sono facili: Mario Aldovisi, personaggio principale del romanzo, farà quelle sbagliate e lo sgomento degli speculatori sarà tale da condurre uno di loro al suicidio.
|
|
|
Deledda Grazia
Racconti di Natale
br. Dieci straordinarie novelle di Grazia Deledda unite dal riferimento, più o meno marcato, al Natale. Pubblicate in sei diversi volumi usciti tra il 1905 e il 1930, contengono tutto il mondo umano e poetico (il bene, il male, il sentimento religioso, il peccato, il senso di colpa, il paesaggio mitizzato) della grande scrittrice sarda, seconda donna - dopo la svedese Selma Lagerlöf - a vincere nel 1926 il premio Nobel per la letteratura. In questi racconti è possibile scorgere quel lirismo e quella tensione etica che caratterizzano i romanzi più famosi e che indussero un importante critico come Attilio Momigliano a definire la Deledda "un grande poeta del travaglio morale".
|
|
|
Drigo Paola
Maria Zef
brossura
|
|
|
Deledda Grazia
Marianna Sirca
brossura
|
|
|
Guglielminetti Amalia
Il pigiama del moralista
brossura
|
|
|
Benioff David
La 25ª ora
br. Con la sua Corvette, caricata a dovere di "roba" dagli uomini di Uncle Blue, Monty scorazza per New York, accolto come una rock star nelle scuole bene di Manhattan, negli infimi locali dei gangster russi di Downtown e negli attici lussuosi dei brokers e degli attori pieni di grana. Ora, però, ha chiuso per sempre. Entro 24 ore salirà sul bus per Oti-sville e domani mattina cederà il suo nome in cambio di un numero... 24 ore soltanto, una sola misera notte da passare ancora con i suoi amici: Frank Slattery, un tipo svitato che lavora a Wall Street e sa tutto di tasso d'inflazione, rilevazioni statistiche, condizioni meteorologiche e oscillazioni di mercato; e Jakob Elinsky, un insegnante di inglese che passa il tempo a fantasticare sulle sue giovani allieve. Un'ultima notte per fare casino, un'ultima notte di libertà, a meno che da Uncle Blue... La 25ª ora ci svela il lato oscuro della New York di o ggi, tra i club privati di Downtown e i freddi locali di Wall Street, dove si aggirano non soltanto brokers e uomini d'affari, ma gangster senza scrupoli e giovani senza illusioni.
|
|
|
Phelps Daphne
Una casa in Sicilia
br. Nel 1900 Robert Hawthorn Kitson aveva ventisette anni, amava dipingere e detestava l'idea di dover trascorrere il resto della sua vita nell'azienda di famiglia. Sicché quando i medici, in seguito a due febbri reumatiche consecutive, gli ordinarono di lasciare l'Inghilterra, partì molto volentieri e raggiunse le soleggiate sponde del Mediterraneo. Quando giunse a Taormina, rimase così incantato dalla magica bellezza del paesaggio che decise di fermarsi e acquistare un appezzamento di dodicimila metri quadri sulla collina. Su quel terreno, in capo a qualche anno costruì una delle case più belle della Sicilia. Una casa con un giardino che arrivava quasi alla Madonna della Rocca, e dalla cui terrazza si poteva scorgere in basso la città coi suoi tetti rossi; sotto, il mare e la stretta penisola di Naxos; più in là, la piana di Catania; e oltre ancora, "torreggiante sul vasto paesaggio che si apre all'improvviso", la massa enorme dell'Etna. Nel 1947, Robert Kitson morì e sua nipote Daphne ereditò "casa Cuseni". La storia che Daphne Phelps narra in questo libro è la storia di questa casa: dalle origini, quando fu eretta con i massi tolti alla collina, e con il marmo, il legno e la terracotta, trattati secondo un'arte tramandata da secoli, fino al suo periodo aureo, quando tra le sue pareti imbiancate a calce e i suoi antichi mobili dalle stupende venature si aggiravano personaggi come Bertrand Russell e Tennessee Williams, Caitlin Thomas e Roald Dahl, Jocelyn Brooke e Greta Garbo.
|
|
|
Zarraluki Pedro
Il piacere e la noia
br. Giovane avvocato a Barcellona, Ricardo vive giorni difficili - Clara, la sua donna, lo ha piantato di punto in bianco - quando riceve una telefonata di Cristina, sua madre. Tomàs, suo padre, annuncia Cristina, è sparito lasciando uno strampalato biglietto in cui ha manifestato l'intenzione di raggiungere il Tibet. Una prospettiva davvero bizzarra per un uomo che, al tramonto della propria vita sessuale, ha commesso la stupidaggine di abbandonare la moglie per mettersi con una donna molto più giovane e ritrovarsi poi solo come un cane in uno squallido monolocale, seduto, come un vecchio risentito e debole, davanti al televisore. Cristina riferisce qualche tempo dopo a Ricardo che la polizia ha rintracciato la Opel di Tomàs in un paesino a nord di Girona, e intima al figlio di mettersi sulle tracce del vecchio genitore. Ricardo raggiunge in macchina il villaggio, e nel giro di qualche ora ritrova Tomàs. O, meglio, ritrova fisicamente suo padre, ma stenta quasi a riconoscerlo. Del vecchio, malandato Tomàs non vi è più traccia. Al cospetto di Ricardo si presenta un uomo gioviale, circondato da amici straordinari: Lola, una una maitresse anarchica; Marcelo, il grassone che legge continuamente i classici della letteratura a Paquita, la sua compagna cieca che passa le ore seduta davanti alla porta di casa, Irene, bella e formosa, con un'animalità primordiale nei movimenti; Maria dal piacevole sguardo sfuggente; e la bellissima Barbara Baldova...
|
|
|
Cohen Paula
Gramercy Park
br. 1894, Manhattan: il grande tenore Mario Alfieri è appena arrivato a New York per la sua prima esibizione al Metropolitan. Per sfuggire al soffocante abbraccio della buona società americana del tempo, Alfieri decide di affittare una casa a Gramercy Park, un elegante appartamento di proprietà di un certo Henry Ogden Slade, deceduto da poco. Tra le mura della casa si aggira un'affascinante dicianovenne: Clara Adler, già protetta del signor Slade e ora sola e abbandonata. Chi è la seducente ragazza? Perché Slade l'ha presa in casa con sé per poi lasciarla senza un soldo dopo la sua morte? Perché Clara si aggira pallida come un fantasma per la casa deserta? Quali tragedie ha visto e quali orrori ha dovuto sopportare?
|
|
|
Nevo Eshkol
La simmetria dei desideri
br. Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie. Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: "Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia". Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
|
|
|
Fowler Karen Joy
Jane Austen book club
br. Jocelyn ha passato i cinquanta, ma non smette di partorire un'idea bizzarra dietro l'altra. Sylvia, la sua migliore amica - si conoscono da quando avevano entrambe undici anni - le ha appena confessato che, dopo trentadue anni di matrimonio, suo marito le ha chiesto il divorzio. Trentadue anni di gioie e soddisfazioni svaniti improvvisamente nel nulla, ha detto singhiozzando. E Jocelyn che cosa ha fatto? Ha avuto la stramba idea di fondare un club del libro, il Jane Austen Book Club, poiché, ha detto citando Kipling, "non c'è niente di meglio di Jane quando sei nei pasticci".
|
|
|
Findley Timothy
L'uomo che non poteva morire
br. Il 17 aprile 1912 un uomo di nome Pilgrim tenta di suicidarsi impiccandosi ad un albero. Pochi istanti dopo il ritrovamento, però, il suo cuore ricomincia a battere. Accompagnato dalla sua amata amica, Lady Symbol Quartermaine, Pilgrim viene ricoverato nella clinica psichiatrica di Zurigo diretta da Jung. Con il famoso analista, l'uomo ingaggia una vera e propria battaglia che porta Pilgrim a confessare la sua stupefacente storia: una vicenda che dura da 4000 anni e che include figure storiche come Leonardo da Vinci, Henry James, Oscar Wilde... Pilgrim è pazzo? I suoi ricordi sono il frutto di una mente malata o attestano veramente la sua immortalità?
|
|
|
Everett Percival
Ferito
br. John Hunt, ombroso e impenetrabile cowboy di mezz'età, vedovo e amante dell'arte, ha impiegato anni per ritagliarsi un'esistenza solitaria nelle lande desolate di Highland, Wyoming. La sua è un'appartata quotidianità fatta di giornate che iniziano alle cinque e trenta, cavalli difficili da addestrare, un mulo ingovernabile, un cucciolo di coyote da curare. Ma un giorno, non lontano dal suo ranch, un giovane gay viene brutalmente assassinato e l'aiutante di Hunt arrestato. L'evento sconvolge la tranquilla normalità della rintanata Highland e cambia radicalmente la vita di Hunt, coinvolto nell'incalzante caccia ai colpevoli e trascinato in una ricerca interiore che cambierà il suo modo di percepire le cose. Un memorabile confronto con la frontiera nel capolavoro di uno scrittore americano di culto. Una trama intensa e mozzafiato che riscrive i generi letterari riflettendo su temi come l'identità, l'omosessualità, la razza, la vendetta.
|
|
|
Argemí Raúl
Patagonia ciuf ciuf
br. Un marinaio in pensione, che racconta di essere discendente del leggendario bandito Butch Cassidy, e un macchinista disoccupato della metropolitana di Buenos Aires decidono di assaltare un treno che percorre 400 chilometri nella Patagonia Argentina, per liberare un loro compagno e impossessarsi di un ricco bottino. Una volta sul treno però le cose non vanno come previsto: tra turisti tedeschi, partorienti e senatori corrotti, i due improvvisati rapinatori si ritrovano coinvolti in situazioni drammatiche e assurde, che si risolveranno con una sparatoria o con una partita di calcio. Patagonia ciuf ciuf è allo stesso tempo un romanzo noir e una narrazione caustica e umoristica sulla realtà argentina che scorre rapida sui binari della Patagonia.
|
|
|
Tsiolkas Christos
Lo schiaffo
br. È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per il barbecue di Aisha e Héctor. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi. Héctor, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po' di grigio sulle tempie, si guarda furtivo in giro. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di Connie, una ragazza che lavora nell'ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca di rifiutare una birra portatagli da Manoli, padre di Héctor. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue. Anouk, la sceneggiatrice di soap presenta tutti il suo ultimo trofeo: Rhys. Rosie deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, e al marito Gary. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se non accadesse l'impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo. Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.
|
|
|
Rolfe Frederick
Adriano VII
br. In un freddo giorno di marzo dei primi anni del Novecento, George Arthur Rose, prete mancato brutalmente espulso per oscure ragioni dal Saint Andrew, il Pontificio Collegio Scozzese, viene misteriosamente invitato da due alti dignitari della Chiesa ad accettare gli ordini sacri e a traferirsi a Roma. Lì, dopo un conclave paralizzato dall'intransigenza e dall'equivalenza delle fazioni, l'antico reietto, il sofisticato teologo oggetto di inverecondi calunnie, viene eletto papa col nome di Adriano VII. Sul soglio di Pietro, più inflessibile di Bonifacio VIII, Adriano VII salverà l'Europa dal caos e dall'anarchia e ridisegnerà i confini del mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1904, e da allora oggetto di un vero e proprio culto, Adriano VII è un romanzo che, come tutte le grandi opere, si presta a infinite interpretazioni: può essere visto come una profetica anticipazione dei totalitarismi del XX secolo, come il libro di un impudente profanatore (secondo Giorgio Manganelli la Chiesa era, per Rolfe, il luogo da profanare, dato che solo Iddio poteva dargli l'indirizzo del Diavolo), come l'estremo, meraviglioso frutto di un'esistenza eccentrica. Ripubblicata nel centenario della morte dell'autore, l'opera svela tutta la sua sorprendente, sfrontata attualità.
|
|
|
Harding Paul
L'ultimo inverno
br. Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti che essi sapevano riparare grazie a un'arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene George Washington Crosby; è questo il mondo a cui ritorna mentresi prepara a concludere la sua vita circondato dai famigliari e accompagnato dal tintinnio dei suoi orologi cui per anni si è dedicato come meticoloso restauratore. Meravigliosi meccanismi di tutte le epoche e fogge che sono stati a lungo il legame, negato ma indissolubile, con il mondo della sua infanzia e di suo padre Howard, un uomo silenzioso, sognante, poetico, il quale stentatamente manteneva quattro figli e una moglie insoddisfatta girovagando con il suo carro pieno di mercanzie tra i boschi del Maine. George ritrova Howard e di quell'uomo simile a un veggente rivede anche i segni dell'incurabile e misteriosa malattia: l'epilessia. Un dramma che era quasi in sintonia con quella natura imprevedibile e spesso impetuosa in cui il venditore ambulante viveva immerso: un eccesso di energia che lo lasciava stordito e sanguinante dopo angosciosi minuti trascorsi sul pavimento a scalciare mentre i denti mordevano un bastoncino. Oppure le dita del figlio, di George adolescente che in seguito, per anni, non aveva più saputo se odiare o amare quel padre folle, ma che ora finalmente riesce a incontrare, e solamente ad amare.
|
|
|
Soseki Natsume
Guanciale d'erba
br. Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.
|
|
|