|
|
|
Cau Eliano
Son luce e ombra
brossura
|
|
|
Woolf Virginia; Scotti M. (cur.)
Leggere a caso
brossura Dopo "Anon", "Leggere a caso" è tutto ?ciò che rimane di un'opera perduta. Comprende l'inizio di un nuovo capitolo dedicato alla cura del lettore, e una serie di appunti per?la prosecuzione dell'ultimo libro? mai concluso: un testo particolare quanto prezioso, che ci permette? di spiare l'opera nel suo farsi, tra intuizioni, potenzialità ed esitazioni che scompariranno al momento? della stampa. Virginia Woolf compie qui un estremo sforzo creativo e intellettuale, cercando di tracciare?i conni della cultura testuale e di gettare una sonda nelle acque opache in cui echeggiano voci senza corpo e senza nome, inseguendo i mille usi che le parole percorrono, custodite? in quei battelli fatati che sono i libri.
|
|
|
London Jack
Il richiamo della notte. Racconti di fantastoria e fantascienza
br. "Prima di Adamo" (1906), racconto appartenente al filone "preistorico" di London, è incentrato sulle reminiscenze di un bambino che in sogno rivive i ricordi di un mondo preistorico grazie a un suo coetaneo dell'età della pietra, "Dentone", che abita in una giungla popolata di belve e di serpenti, regolata dalla legge del più forte e dalla lotta per la sopravvivenza. "La peste scarlatta", racconto di fantascienza scritto nel 1912, è il progenitore di tantissima letteratura e filmologia "catastrofica": nel 2013 una terribile pestilenza ha sterminato la popolazione e fatto precipitare la civiltà a uno stadio primitivo. Un vecchio professore d'inglese, l'ultimo sopravvissuto tra i pochi scampati all'epidemia, racconta ai nipoti la storia della diffusione del morbo ai tempi in cui il mondo era fittamente popolato e conosceva una tecnologia avanzata.
|
|
|
Vidotto Francesco
Zoe
br. "Zoe" è la storia di un segreto. Racconta di una prostituta Keniota, di come sia stata rapita da bambina, nel parco Lambro a Milano, di come sia stata "addestrata" a prostituirsi e abituata a non dire mai "no" ad un uomo. Racconta della sua solitudine e della totale mancanza di alternative e di riscatto. Racconta di una gravidanza non voluta, figlia della violenza, e della voglia incontrollabile di maternità, di far nascere a tutti i costi "il bene dal male". Racconta anche di un passato lontano, di un soldato rimasto prigioniero degli inglesi, per cinque anni, presso il campo n° 27, a Kisumu, un piccolo villaggio sulle sponde del lago Victoria. Racconta della storia di quest'uomo, oggi in punto di morte, venuta a galla perché annotata sopra una dozzina di fogli di carta velina che, in prigionia, nascondeva tra la suola e il cuoio delle scarpe. Racconta di come, a volte, il cerchio della vita si chiuda in maniera talmente inaspettata e amara e dolce insieme. Di come il destino possa avere infinita fantasia. Di come ogni vicenda, in fondo, abbia un suo senso. Racconta di Zoe e di un segreto.
|
|
|
Valensise Marina; Capellini Lorenzo
Autunno in Calabria
br.
|
|
|
Biancardi Gabriele
Il mio nome è Aida
br. È il romanzo di Aida, diventata madre a diciannove anni e abbandonata dal padre del figlio. Nel 1929 non è una situazione accettabile e i diktat sociali dell'epoca portano ad una pubblica condanna. Fortunatamente vive in una famiglia "sgangherata" ma potente negli affetti dove è la madre, forte ed asciutta, a "comandare" e a darle pieno sostegno insieme ai fratelli e sorelle. Nemmeno il padre, nonostante il carattere estremamente mite, viene meno ai doveri di genitore e interviene nel momento topico della vita di Aida. È una donna che non si accontenta e vuole essere felice. Arrivano le tragedie della seconda guerra mondiale. Aida non si tira indietro dalle sue responsabilità, sovvertendo ancora una volta l'ordine sociale. Come quando deve subire la perdita del grande amore, impiegato nell'esercito italiano, scomparso in Russia, ma che le lascia un suo indelebile ricordo con la seconda figlia. È la storia di una ragazza madre, alla quale la vita e la società riservano tante avversità. Ma lei, con incredibile tenacia, le affronta diventando una donna che non si piega alle imposizioni sociali per poter essere felice.
|
|
|
Averardi Giuseppe
Ungheria 1956. Le verità rivelate. Nuova ediz.
br. Questo libro è il bilancio di un secolo, il Novecento, e il bilancio di un gruppo di amici, compagni, sodali, che l'ha attraversato. Giornalisti, politici e intellettuali che aderirono in gioventù al comunismo, vedendo nell'Unione Sovietica «il centro della speranza mondiale, la società cui milioni di esclusi guardavano come un modello e una possibilità di salvezza»; salvo poi ritrarsene disillusi dopo la rivolta di Budapest, e la conseguente durissima repressione sovietica. Per molti l'approdo finale di questo sofferto viaggio fu la socialdemocrazia. L'autore, tra i fondatori di "Corrispondenza Socialista" ripercorre quegli anni e l'epopea di quella rivista, che raccolse attorno a sé coloro che uscirono dal Pci dopo i fatti di Ungheria. Dopo un bilancio iniziale, l'autore ci propone una selezione di articoli dall'archivio di "Corrispondenza socialista", in cui autori italiani, europei e americani raccontano la fine della loro innocenza di fronte al disvelarsi della natura repressiva del gigante sovietico. Un sofferto ed intimo percorso all'interno della sinistra italiana, europea e mondiale.
|
|
|
De Ferrari Gianni
L'amante fatale. Tra realtà e immaginazione sullo sfondo del Tigullio
br.
|
|
|
Matelli Dante
Ermes
br. Hit Parade: così chiamano il cimitero di Cybea dove avviene l'incontro insolito fra un giovane in partenza per la leva militare e un Principe del foro, ex camerata della Repubblica sociale italiana, incontro che diventa l'occasione per ricordare Ermes D'Avenza, un vecchio amico scomparso, e per raccontarne le sue gesta. Inizia così la storia fantastica dell'uomo che fece impazzire d'amore Marlene Dietrich, che ispirò Buñuel e che fu musa, alquanto atipica, di Salvador Dalì. Un lungo viaggio a ritroso nel tempo per narrare le tante vite di Ermes d'Avenza, prima spietato gendarme nazista poi "mezz'uomo" dalle sfrenate doti amatorie, tenore famoso in tutto il mondo e infine oggetto delle più esuberanti esibizioni dei campioni mondiali del "lancio del nano". Una bizzarra e provocatoria armata di buffi. Un romanzo che è la parodia grottesca e cruda della storia e della vita.
|
|
|
Derro Antonio
Sognando Morgana
ril.
|
|
|
Gagliardi Marco
Due scintille
br.
|
|
|
Silingardi Lele
Nina
br. Lui e lei, questi i loro nomi. Il ricordo vivido, contorto ma ancora ben presente di lei che se n'è andata o che forse non si era mai fermata davvero. Una storia che ricomincia improvvisamente un giorno qualsiasi quando i ricordi tornano a galla prepotenti, alla fine della rabbia che inizialmente rende impossibile guardare le cose con la giusta dose di sincerità. Raccontare l'amore pur restando originali non è certo facile, probabilmente si è già detto tutto. Oppure, (altrettanto probabile) ognuno di noi se lo racconta a proprio modo. Mi piace pensare che "Nina" non sia soltanto un libro che parla d'amore, piuttosto una lettera scritta e mai consegnata. Scritta alla mia maniera. Una sorta di messaggio nella bottiglia gettata in mare che aspetta d'essere raccolta e raccontata a qualcun'altro. In amore non si vince mai e nemmeno si perde. In amore conta solo la pelle che ci metti senza bisogno di portarla a casa ogni volta. Del resto a me piace pensare che "Quando una storia finisce l'amore non muore mai ma vola in cielo come l'anima...".
|
|
|
Roesler Franz Francesco
Ettore Roesler Franz. Biografia romanzata del pittore di Roma sparita
br. Il racconto di una vita - quella di Ettore Roesler Franz e della sua arte pittorica - narrato dal suo discendente Francesco Roesler Franz. Il merito di questa biografia romanzata è quello di aver resistito alla sirena della celebrazione domestica e di averci invece restituito un artista in tutta la sua complessità, con una narrazione vivace, capace di farci rivivere lo spirito di un'epoca senza compiacimenti familiari e senza indulgenze. Francesco Roesler Franz ci descrive un Ettore reale, non un eroe a tutto tondo; un uomo con le sue timidezze che rinuncia a costruirsi una famiglia per ubbidire alla libertà della sua vocazione d'artista; un ambiente tra Roma e Tivoli dove si aggiravano personaggi che hanno fatto la cultura di quel periodo, da Goethe a Liszt, passando per Wagner e Gregorovius. Perciò questa biografia è anche una tela che va oltre la vita dell'artista, va oltre il racconto dei 120 quadri della sua "Roma sparita" e tratteggia invece una esistenza collocata in uno scenario di fondo: gli eventi storici, gli intellettuali del tempo, le amicizie e anche le incertezze di una intera generazione che stava facendo i conti con la gestione politica dell'Italia postunitaria.
|
|
|
Cardia Antonino
Pasquineddu Fortezza
brossura
|
|
|
Belluomini Francesco; Seracini A. (cur.)
La finestra sul mare
br.
|
|
|
Caruso Giovanni
Quando volavano gli aquiloni
brossura
|
|
|
Barbera Cettina
Torna da me!
br. «In queste pagine, una storia commovente, a tratti tragica, che narra di una madre disperata, prostrata dal dolore per la perdita del suo unico figlio, pronta a fare qualsiasi cosa per riaverlo con sé, anche sfidare le leggi della natura, giocando con la magia, in bilico tra morte e vita. L'opera presenta i caratteri tipici del romanzo dell'orrore, del drammatico e persino del thriller psicologico. Attraverso le parole della giovane autrice, veniamo proiettati in un mondo nel quale nulla è ciò che sembra; lo scopriranno presto gli abitanti dell'inizialmente ridente Griefbury (letteralmente "il dolore seppellisce"), nome certamente non scelto a caso. Che cosa è disposta a fare una madre disperata? Dove può arrivare la sua cieca determinazione, che sconfina quasi nell'egoismo più puro, anche se non del tutto condannabile? La natura non va sfidata. Mai». (Dalla prefazione di Chiara Stivala).
|
|
|
Stella Giordano
Il fantasma di Alleghe
brossura
|
|
|
Rodi Marco
Sulla rotta delle balene
ill.
|
|
|
Aurora Alfio
Rocco Vizzini. Vol. 1: Tutto quello che vedi un giorno sarà tuo
brossura
|
|
|
Franco Alessia
L'isola del vento
brossura
|
|
|
Gheddafi Muhammar
Racconti dalla tenda ed altre riflessioni
brossura
|
|
|
Gambitta Rosanna
Una testa di cartone
brossura
|
|
|
Colombo Nicola
L'amore nella notte dei falò e altre storie di mare e di costa ritrovate
brossura
|
|
|
Buzzurro Pancrazia
Il funerale del grande coglione
ill.
|
|
|
Corica Giuseppe
La voglia di melagrana
brossura
|
|
|
Morelli Adriana
Ineffabile presenza
brossura
|
|
|
Marsé Juan
Tenente Bravo
br. Dopo anni di racconto orale, nasce sulla pagina "Tenente Bravo", ambientato nella Spagna franchista degli anni '50. In una caserma dell'Africa spagnola, una sera viene consegnato un attrezzo consumato e sbilenco: un cavallo da ginnastica che il tenente Bravo ha comprato di terza mano a una vecchia scuola di Ceuta, per allenare le sue reclute. La mattina dopo, davanti alle reclute sull'attenti, il tenente Bravo si appresta a mostrare il salto che i soldati dovranno eseguire. Nel salto più volte ripetuto e fallito, c'è tutta l'ironia con cui Marsé tratta, fra i suoi personaggi, i cosiddetti idealisti, facendoli sbattere il naso contro una realtà più fantastica dei loro sogni astratti. Segue il racconto "Un'automobile di acciaio inesorabile".
|
|
|
Buono Enza
Quella mattina a Noto. Con un racconto di Gianrico Carofiglio
br. Tornata dopo quarant'anni nella Sicilia della sua giovinezza, la narratrice vede avanzare tre figure di donna "con leggero passo di danza", che la inducono a raccontare la loro storia. Sono le protagoniste di "Quella mattina a Noto", donne che nella Sicilia a cavallo del secolo si sono battute per la libertà di decidere, di istruirsi, di insegnare. La capostipite è Mariannina, costretta ad abbandonare Palermo dopo la perdita del marito e del patrimonio. La figlia, Lidduzza, conquista l'indipendenza e la difende gelosamente; la nipote, Ituzza, si laurea - ospite della famiglia Brancati, dove il piccolo Vitaliano, detto Nuzzo, inventa sul vasino le sue prime storie - e poi si trasferisce a Noto, dove insegna, si sposa e cresce i figli, finché la necessità la spinge a lasciare la sua Sicilia per Bari. Muovendo dal ricordo di un rapporto familiare, Gianrico Carofiglio chiude con una affascinante finzione il racconto della madre.
|
|
|
Adamesteanu Gabriela
L'incontro
br. È l'agosto del 1986 e all'aeroporto di Bucarest un drappello di lontani parenti, profittatori e scagnozzi del regime di Ceausescu,attende, con i vestiti buoni e un'ossessiva curiosità, l'arrivo di Traian Manu. Fuggito dalla Romania quarantanni prima, l'esule è ora cittadino italiano e professore di biologia, ed è stato invitato nel suo ex paese con il pretesto di una serie di conferenze, in realtà per essere spiato dal regime. Traian ama l'Odissea, che recita a memoria, ma diffida della sua Itaca, di cui conosce i vizi e intuisce i pericoli. Sballottato tra agenti e burocrati dell'apparato, cugini che fanno il doppio gioco, adulatori e conoscenti in coda per un aiuto dal mondo di "Fuori", Traian lo "straniero" non capisce più niente del paese dove è nato, della situazione che lo circonda e del senso del suo viaggio. E le uniche due persone che vorrebbe ancora rivedere non possono in realtà abitare che i suoi incubi o i suoi sogni. Con un senso gogoliano e irriverente della deformazione, la narratrice scava nelle miserie e nelle illusioni dei suoi personaggi e costruisce l'immagine di un mondo che gira a vuoto, fra ricerche intrecciate e tutte fallite.
|
|
|
Lianke Yan
Pensando a mio padre
br. Un contadino della remota provincia cinese del Henan lavora testardamente una terra avara, ora dopo ora, con la forza, la determinazione e la fatica dettate da una promessa fatta a se stesso: costruire una grande casa col tetto di tegole per i suoi figli. Yan Lianke ci racconta con parole scabre come le pietre di un campo da dissodare la storia di suo padre, della sua famiglia, della sua infanzia povera e delle aspirazioni alla fuga verso un futuro più aperto. Ma, soprattutto, ci racconta la nostalgia per un padre compreso troppo tardi, le cose non dette, le azioni mancate, insieme alla ricerca delle parole giuste che possano restituire, seppure in ritardo, il calore, la bellezza, la durezza della vita di una persona amata, che non deve e non può perdersi. Pervaso di grazia e di forza, il libro di Yan Lianke è un tributo alle radici, alla terra, alla lotta per la sopravvivenza, alla memoria e all'infanzia.
|
|
|
Hoffmann Ernst T. A.; Bompiani G. (cur.)
Il piccolo Zaccheo detto Cinabro
ill., ril. "Quello che, a prima vista, si sarebbe potuto benissimo scambiare per un pezzetto di legno tutto contorto e cartilaginoso era, in effetti, un bimbo deforme, alto si e no due spanne. Il mostriciattolo si rotolava sull'erba mugolando. Aveva la testa incassata fra le spalle, una gibbosità cucurbitacea al posto della schiena e due gambette sottili come verghe di nocciolo; sembrava, insomma, un radicchio tagliato in due..." Chi può salvare dal suo destino un essere cosi mostruoso e infelice? Solo una fata un po' avventata, che crede nel potere dello scambio... Comincia così una fiaba meravigliosa, che mette in scena un personaggio che percorrerà la letteratura, da Dostoevskij ad Anna Maria Ortese. E ci avvicina piano piano, con agilità e leggerezza, alle paure e ai desideri più riposti del nostro cuore... Dopo averla letta, tante figure intorno a noi, che guardiamo con stupore, chiedendoci che cosa mai la gente veda in loro, sembreranno ricordarci qualcosa... Nel secondo volume della collana "Luce mediterranea", la favola del piccolo Zaccheo di E.T.A. Hoffmann dialoga con le illustrazioni di Steffen Faust, in un incantesimo a due voci.
|
|
|
Morelli Paolo
Vademecum per perdersi in montagna. Nuova ediz.
br. In questo manualetto di filosofia di montagna, Morelli considera una fortuna che la terra sia corrugata e continui in futuro a corrugarsi e a generare rilievi, nonostante le acque lavorino per rendere i continenti lisci, adatti alle strade asfaltate e alla civiltà della ruota. Da pochi lustri si è appreso che le principali catene montuose, contorcendosi come vertebrati, salgono ogni anno di qualche decimillimetro. Questo libro è per chi gode di tale notizia, e spera invece che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti, che sono concettualmente agli antipodi. Il libro si vedrà che è al fondo un po' stoico, anche un po' scettico (forse taoista, anche se l'autore certo non lo direbbe); il che serve a moderare i furori alpestri e la foga ascensionale degli zotici, ma anche a far sorgere la voglia di una fuga definitiva e felice tra i monti, con tutto l'indispensabile. (Ermanno Cavazzoni)
|
|
|
Puskin Aleksandr Sergeevic
Eugenio Oneghin
br. L'"Evgenij Onegin" di Aleksandr Puskin è uno dei sommi libri dell'umanità, e punto d'avvio della grande letteratura russa dell'800. Scritto tra il 1823 e il 1830, narra la storia d'amore mancata tra il giovane romantico disilluso Eugenio e la giovanissima Tatiana, figura incantevole e commovente, immersa ancora nei sogni della sua età. È un romanzo in versi; e l'essere in versi e rima ha sempre creato problemi di traduzione, e di conseguenza una diffusione limitata in lingua italiana, nonostante l'importanza e la notorietà. Questa edizione propone l'opera nella traduzione di Ettore Lo Gatto che ha raggiunto con essa quella leggerezza, musicalità e naturalità così vicina alla lingua parlata per cui è celebre Puskin. Il verso novenario giambico russo è restituito nell'endecasillabo regolare italiano, che è il verso più simile per capacità narrativa; ed è mantenuto lo stesso schema di rime dell'originale, cosa importantissima per godere il giro ritmico, la facile leggibilità e l'incanto del racconto.
|
|
|
Basara Svetislav
Mongolski bedeker
br. Il protagonista riceve una lettera da un amico che si è appena suicidato e che gli propone di andare al suo posto in Mongolia a scrivere una guida turistica. A Ulan Bator incontra un vescovo olandese portato lì da un sogno in cui è rimasto impigliato, incontra un ufficiale dell'armata rossa diventato buddista e gran lama, uno zombie francese dal passato lubrico, uno psicoanalista italiano di nome Andreotti, un'attrice di cinema che tutti dicono essere Charlotte Rampling. Come si intuisce la guida non sarà una guida secondo le norme turistiche. Tutto avviene all'hotel Gengis Khan, dove la vodka scorre a fiumi alimentando discussioni metafisiche sui tre tipi di tempo interiore, sulle teorie cosmologiche e sul mondo che probabilmente è un ologramma. Intanto i morti sembra abbiano formato un sindacato, e arditi accostamenti vengono fatti tra i labirinti vaginali e i caccia sovietici MIG 21. "Mongolski baedeker" (cioè guida della Mongolia) è una specie di romanzo semi-filosofico e semi-comico sull'incertezza di tutte le cose (parole comprese).
|
|
|
Walser Robert
Pezzi in prosa
br. I "Prosastticke" di Walser furono pubblicati dall'editore Rascher di Zurigo nel 1916. Si tratta di diciotto prosette che l'autore scrisse appositamente per questa raccolta; quadri d'ambiente, brani "umoristici", aneddotica a sfondo moraleggiante, parabole fiabesche, ricordi e fantasie, di cui Walser scriveva all'editore: "posso dire con ferma coscienza che le ritengo buone e per questo le offro a Lei con piena fiducia. Ogni singolo pezzo è stato scritto con grande zelo e con la più scrupolosa oculatezza, mi sono dato grande fatica per poterLe presentare un lavoro ben fatto. I testi sono di natura a volte più seria, a volte più svagata, ma tutti - come sono convinto di una levatura qualitativa indiscutibile".
|
|
|
Michaux Henri
Viaggio in Gran Garabagna
br. In Francia Henri Michaux è già un classico consacrato nella "Plèiade", anche se è un classico piuttosto inclassificabile. "Viaggio in Gran Garabagna" (1936) è uno dei suoi primi libri, e forse il più felice tra quelli che ha scritto. È un viaggio in una terra che non esiste, attraverso popolazioni immaginate, che corrispondono ognuna a un umore, una mania, un tic. Gli Hiviniziki (ad esempio) sono la nevrastenia, la precipitazione e la fretta fatte popolazione; gli Emangloni sono tardi, contemplativi e facili al pianto come certi nostri stati d'animo depressivi. Un libro rasserenante per chi lo legge, e avventuroso; lontano erede dei "Viaggi di Gulliver" e del "Gargantua".
|
|
|
Menetti E. (cur.)
Novelle stralunate dopo Boccaccio. Riscritte nell'italiano d'oggi
br. La novella italiana a partire da Boccaccio è stato uno dei generi letterari più letto, apprezzato e imitato in Europa, e rappresenta una delle migliori stagioni letterarie italiane. Ma se Boccaccio è rimasto un autore molto noto, meno conosciuti sono quelli che hanno scritto dopo di lui e sulle sue orme. In questo libro Elisabetta Menetti ha scelto le novelle più rappresentative, sorprendenti, conturbanti e fantastiche di autori del Quattrocento e Cinquecento italiano: Sacchetti, Sercambi, il Piovano Arlotto, Straparola, Masuccio Salernitano, Bandello, Molza, Morlini, Arienti, Gherardi da Prato, Manetti, Grazzini, Doni, Fortini, Ser Giovanni Fiorentino. L'italiano dell'epoca non è facile per tutti da leggere; per questo le novelle sono state riscritte nell'italiano d'oggi da alcuni stimati autori e traduttori, in modo da riavere quella freschezza e quella comicità immediata che le caratterizzava. Le trascrizioni sono di Dino Baldi, Daniele Benati, Nicola Bonazzi, Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Ivan Levrini, Giovanni Maccari, Simona Mambrini, Nunzia Palmieri, Giovanni Previdi e Jean Talon.
|
|
|
Malerba Luigi
Le galline pensierose
br. Un libro dove le galline pensano, parlano, progettano e si danno da fare, sempre ad imitazione e in concorrenza con gli esseri umani, moltiplicandone la comica stupidità e il sempre fallimentare anelito filosofico. Sono 146 brevissime storielle, più 9 inedite composte da Malerba nel 2008 da aggiungere alla precedente edizione Mondadori 1994 (la prima è Einaudi 1980). Italo Calvino ha scritto che queste storielle sulle galline stanno tra il leggero umorismo del nonsense e la vertigine metafisica degli apologhi zen.
|
|
|
Salabelle Maurizio
La famiglia che perse tempo
br. Maurizio Salabelle è uno scrittore italiano che somiglia incredibilmente ai disegni di Jacovitti; non ci sono i salami per terra, ma ci sono gli aggettivi, usati come fossero avanzi di cucina che danno la stessa puzza al paesaggio. La storia si snoda in mezzo a una famiglia compressa in una cucina che sa di fritto e minestra, in una comicità continua e leggera spalmata su tutto. Questo è il primo romanzo che Salabelle ha scritto, alla fine degli anni Ottanta, fino ad oggi rimasto inedito, forse il più caratteristico della sua fantasia. Storia di una famiglia bislacca (è dir poco) dove gli orologi vanno per conto loro, creando fasi di tempo posticcio, ritagli di tempo, periodi bianchi ecc. Difficile riassumere un libro così fantasioso, pur se scritto in modo limpido e impercettibilmente comico.
|
|
|
Malerba Luigi
Consigli inutili-Biografie immaginarie
br. La miglior vena comico-fantasiosa di Malerba. Dagli anni Novanta fino al 2008 Luigi Malerba ha coltivato questo genere che chiamava "consigli inutili". Sono brevi e molto divertenti storielle su come produrre il fango, su come riuscire a stare in piedi, su come perdere involontariamente una lettera sgradita, su come avere un'ombra, sulla difficile arte di non far niente, e così via. Si tratta di scritti inediti, tranne alcuni usciti in rivista. A seguire otto biografie di personaggi immaginari, mediamente strambe e paradossali, dall'antichità classica al Settecento. Le due raccolte sono state preparate e ordinate da Malerba nell'aprile 2008.
|
|
|
Sebregondi Maria
Etimologiario
br. "L'Etimologiario" di Maria Sebregondi è un piccolo dizionario etimologico di tipo assolutamente fantastico, dove le inedite etimologie, cavate da segmenti della parola, rivelano una loro buffa giustezza, in un cortocircuito interno alla parola che sorprende, fa sorridere e ne espande inaspettatamente il significato.
|
|
|
Schmidt Arno; Borso D. (cur.)
I profughi
br. Questo romanzo breve ("svelto", secondo la definizione dell'autore), scritto nel 1952, narra una storia d'amore e miseria che si svolge in un momento tragico, e poco noto, della storia d'Europa. Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, più di dieci milioni di tedeschi vennero espulsi dalle zone a est dell'Oder, passate alla Polonia e alla Cecoslovacchia. Ammassati verso il Reno e costretti a reinsediarsi presso compatrioti tutt'altro che fraterni, dovettero attraversare regioni devastate dalla guerra, affrontando la fame, l'odio e le difficoltà politiche dell'epoca. E durante questo esodo, in treno, che si incontrano i due protagonisti: lui uno scrittore che campa di traduzioni, lei una giovane vedova di guerra che vive con una pensione minima e ha perso una gamba durante un bombardamento. Continueranno insieme il viaggio, condividendo disagi, cibo e sentimenti. In uno stile crudamente naturalistico Schmidt racconta la sopravvivenza strenua di cultura, umorismo, pietas, miracolosamente intatti nello sfacelo.
|
|
|
Edgeworth Maria; De Petris C. (cur.)
Harrington
br. Quando si parla di rapporti difficili tra ebrei e cristiani, raramente si pensa all'Inghilterra e all'Irlanda; invece la presenza degli ebrei vi è testimoniata già dal 1070, quando Guglielmo I li chiamò dalla Francia come esattori delle tasse. L'Inghilterra è il primo paese a imporre agli ebrei un contrassegno sull'abito nel 1218; con lo statuto De Judaismo, si proibisce loro l'esercizio dell'usura, fino a disporre la loro espulsione e confisca dei beni nel 1290. Da allora l'antisemitismo in Inghilterra è stato una costruzione culturale in absentia, ampiamente riflessa nella produzione letteraria; da Chaucer a Marlowe, fino a Shakespeare, che con il personaggio di Shylock diede all'antisemitismo, diffuso nella società e nella cultura popolare inglese, dignità d'arte. L'ebreo, stigmatizzato nella sua alterità etnica e culturale, diventa l'icona speculare della virtus inglese. Tra '600 e '700, avvenimenti storici e mutamenti religiosi e socio-economici generano un atteggiamento più aperto verso quegli ebrei che da stranieri avevano scelto, nonostante tutto, di stabilirsi sull'isola. Nel 1817 Maria Edgeworth dà alle stampe "Harrington", ispirato al principio illuminista di tolleranza religiosa. In questo bildung-roman in prima persona, il protagonista racconta la propria conversione: dalla paura e dall'odio dell'infanzia, generati da una mala educación antisemita, all'attrazione e perfino alla condivisione dei valori morali dell'ebraismo nella maturità.
|
|
|
Bignami Maurice
Lupi e cani randagi
brossura Per unità di tempo, luogo e azione - una storia metropolitana di amore e morte lunga tre giorni e tre notti in una Roma sventrata dalle acque - "Lupi e cani randagi" è una tragedia classica. Per il linguaggio è un hard boiled. Duro e travolgente, tenero e struggente. Ne ha tutti gli stilemi, e li ha per farli tutti a pezzi. Dall'impianto drammatico alla lingua, dai personaggi agli ingredienti di genere. Ideologia zero. Biografia auto-assolutoria zero. È il primo autentico romanzo sul terrorismo e gli anni '70. Implacabile, demolisce ogni steccato e trascina dietro le quinte, al fondo degli eventi, al cuore degli uomini e delle donne che fecero quegli anni. Apre anche uno squarcio sul nostro desolato presente, sulla decomposizione irreversibile della modernità. Narra infine del Male all'origine certa delle cose narrate; dei Sette vizi capitali, senza trascurarne nemmeno uno. E di come, forse, si possa incontrare l'unica salvezza perfino lì. Tre possibili chiavi di lettura, tre giochi narrativi che si incrociano senza ledere le proprie valenze: una trama avvincente da romanzo vero; il '68, la Rivoluzione e il dopo raccontati a quelli che c'erano e a coloro che li hanno solo sentiti dire; l'inferno andata e ritorno.
|
|
|
Angiuli L. (cur.); Cappelli P. (cur.); Di Turi L. (cur.)
Storie da ridere della tradizione pugliese
br. I 28 testi della raccolta scaturiscono dalla trascrizione creativa di narrazioni registrate sul campo tra il 1984 e il 1992. I temi dei racconti attingono a un repertorio uniformemente diffuso in un'area che va dall'alta murgia alla marina barese e possono ridursi ai seguenti: monaci e preti, morte e riso, scempiaggine e furbizia. È l'alternanza di questi temi a ritmare la struttura della presente raccolta, formando delle triadi comiche regolarmente sequenziate. È possibile ascoltare online le registrazioni di ciascuna narrazione, nelle versioni originali, all'indirizzo youtube.com/user/EdizioniPagina/playlists.
|
|
|
Liberatore Stanislao; Cellucci S. (cur.)
Biglietto di sola andata
brossura
|
|
|
Ferro Paolo; Longheu E. (cur.)
Io mi ricordo
br.
|
|
|
Borin Fiorella
La strega e il robivecchi
ill., br.
|
|
|
Bellitti Giorgia; Bernava A. (cur.)
Amori polari
br. Marta scrive lettere al suo cuore e a quello di Andrea, e le alterna al racconto della sua vita, del loro amore, della sua terra, alla quale rimane indissolubilmente unita e fedele. Amanti e clandestini, non possono lasciare tracce dei loro incontri, e assorbono l'una parole e pensieri dell'altro, rubando attimi dalle loro esistenze in altri luoghi, con altri cuori. Presentazione di Arturo Bernava.
|
|
|