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‎Marchelli Chiara‎

‎Le mie parole per te‎

‎ril. Claudia è una professionista sposata da anni, madre di due figli. Vive con la famiglia a New York e conduce un'esistenza costruita con passione e impegno. È sicura di amare ancora suo marito, per il loro passato condiviso, perché sono cresciuti insieme, perché nessuno la conosce come lui, perché lo rivede negli occhi e nelle mani dei loro figli. Un giorno, però, incontra un'altra persona e ogni certezza sembra svanire. Perché l'amore può capitare anche quando ce ne sentiamo immuni, chiusi tra le pareti spesse che avvolgono e proteggono la nostra famiglia. E si può anche far finta di nulla, schermarsi di fronte a emozioni che pensavamo dimenticate. Oppure decidere di vivere davvero, mettendosi al primo posto, anche davanti ai figli, accettando di poter infliggere un dolore inconcepibile a chi amiamo per soddisfare il nostro bisogno più profondo. Come farà Claudia, che a quell'amore così nuovo e diverso non può e non vuole resistere. E ci si abbandona con tutta se stessa, come un naufrago che ha trovato appiglio nella tempesta. Senza capire che la tempesta è appena cominciata. Come ne "L'amore involontario", Chiara Marchelli indaga l'animo umano scavando a fondo, fino a far male, e ci racconta una parte di noi.‎

‎Minardi Sabina‎

‎Caterina della notte‎

‎ril. Catherine ha quarant'anni e un forte senso di vuoto dentro. Forse per colpa di David, l'uomo che ha accanto, ma che da tempo non sente più vicino; o forse è la convivenza con il padre - da sempre per lei madre e padre insieme - che è diventata troppo ingombrante. Per questo, il giorno in cui le viene recapitato un manoscritto sulla scrivania dell'ufficio, Catherine si lascia completamente travolgere dalla lettura. Quella che scorre tra le pagine è una storia antica, ambientata nella Siena dov'è nata ma che non ha mai più visto. Ed è scritta in italiano, la lingua madre di cui serba un ricordo sfocato. Protagonista una santa che porta il suo nome, Caterina. A narrare è una donna che nel 1380 vive nello Spedale di Santa Maria della Scala, luogo di cura dei malati e di assistenza per i "gettatelli", rifugio di viandanti e pellegrini lungo la Via Francigena. Un ospedale, sorto intorno all'anno Mille, crocevia di culture diverse ed emblema di convivenza tra laici e religiosi, tra ricchi, poveri, artisti, gente in cammino: uomini e donne che deviano dalla loro strada, in cerca di sé. In quel luogo straripante di vita, la donna è costretta a non vedere mai la luce del giorno, per una colpa segreta che porta fin dalla nascita. Tra quelle pagine oscure e appassionanti, Catherine trova qualcosa che la spinge verso la sua città natale e verso la madre, morta quando lei era bambina, e della quale nessuno parla mai. Seguendo il racconto di Giovanna, quelle vite così lontane si fanno sempre più vicine. E, scoprendo il segreto che lega Giovanna allo Spedale e a santa Caterina, Catherine riuscirà a svelare i misteri del suo passato e a ritrovare se stessa.‎

‎Hanika Beate Teresa‎

‎L'albero delle albicocche‎

‎ril. Quali sono i ricordi che fanno una vita? Un albero di albicocche in un cortile di Vienna. È uno dei primi ricordi, e forse il più struggente, di Elisabetta. A quei tempi, vivevano ancora tutti in quella grande casa: sua sorella, bellissima, che prendeva il sole in giardino, ammirata dai ragazzi del vicinato; la madre che cantava tutto il giorno; il papà che tornava sempre a casa con regali sorprendenti, come la piccola tartaruga Hitler. Fino al giorno in cui ogni cosa finì, quando arrivarono le SS, e presero tutti. Tutti tranne Elisabetta, che non era in casa in quel momento. E, unica in tutta la sua famiglia, riuscì a salvarsi. Dalle SS, dai campi, dalla guerra: restando prigioniera, però, di un vuoto che l'accompagnerà per sempre. Da allora, Elisabetta segna ogni anno che passa con una nuova marmellata fatta con i frutti del suo albero. Un modo per non dimenticare. Ma la sua vita tranquilla e isolata di donna ormai anziana, che si porta dietro il peso dei ricordi, viene improvvisamente rivoluzionata quando in casa sua viene ad abitare una giovane ballerina tedesca, con la quale pian piano nasce una bizzarra amicizia. Ma Pola, scoprirà Elisabetta, sa molte più cose del passato della sua famiglia di quante l'anziana donna possa immaginare. E forse, per lei, è arrivato il momento di conoscere la verità su ciò che è successo ai suoi genitori e sua sorella.‎

‎Agnello Hornby Simonetta‎

‎Camera oscura‎

‎ril. Sappiamo tutti che Lewis Carroll amava i bambini ed era un grande affabulatore. Di mestiere professore di matematica alla Christ Church di Oxford, talvolta portava le figlie del preside Liddell a fare dei picnic. La piccola Alice Liddell era la sua preferita e per lei scrisse "Alice nel paese delle meraviglie". Il libro, si sa, fu uno strepitoso successo e Lewis Carroll fu sempre più attorniato dalle sue piccole ammiratrici, che lui, un pioniere della fotografia, amava ritrarre in costumi esotici, in tableaux vivants e, dal 1867, anche nude. Tutte le famiglie rimasero soddisfatte delle fotografie delle figlie ignude, fuorché una, che pose fine bruscamente alle sedute. In questo nuovo racconto, Simonetta Agnello Hornby narra la storia di questa amicizia interrotta attraverso gli occhi della bambina ormai cresciuta e della sua compagna Alice. Una collana dedicata ai racconti dell'arte. Storie inedite per scoprire curiosità e segreti dei grandi maestri dell'arte. Scritti da giornalisti, critici e storici dell'arte, musicisti e archivisti, questi racconti vogliono avvicinare un pubblico sempre più vasto al mondo dell'arte, alle sue curiosità e ai suoi segreti.‎

‎Camilleri Andrea‎

‎La Vucciria‎

‎ill., ril. "Io, Agonzio Calandrino, cordaro, che ho bottega in una via della piazza di grascia detta Bocceria Grande... trovatomi la matina dello cinco settembriro de lo mille e seicento e cinco inanzi alla bottega intento a certe cassette rassettare, vidi nel negotio de davanti a lo mio ov'è vendita di panni per vestimenti e tela d'olona una giovine femina assai di personale aitanza e opulentia nonché mirabile per copia e lucidezza di chiome..." Così inizia il racconto di Andrea Camilleri direttamente ispirato al famoso quadro di Renato Guttuso dedicato alla Vucciria, il più grande e più famoso mercato di frutta e verdura, di pesci e di carne di Palermo. "Un narratore o un commediografo, davanti alla Vucciria, avrebbero materia di scrittura sino alla fine dei loro giorni," scrive Camilleri. "La vucciria la conosco bene. Negli anni '44-'47 frequentavo l'università di Palermo e quasi ogni giorno mi ci recavo per mangiarmi 'u panu cu 'a meusa di cui ero ghiottissimo. Era un luogo che apriva la fantasia. Perché era un luogo dov'erano possibili accadimenti impossibili altrove." Il libro è completato da una prefazione di Fabio Carapezza Guttuso che racconta come venne dipinto il quadro, la sua simbologia, e la sua collocazione finale. Il volume è illustrato dai numerosi particolari del quadro e da diverse fotografie scattate dallo stesso Guttuso nel mercato come preparazione al dipinto.‎

‎Sgarbi Giuseppe‎

‎Lungo l'argine del tempo. Memorie di un farmacista‎

‎brossura "Soltanto ora, dopo quarant'anni, scopro il padre che non conoscevo e della cui storia non ero stato, se non episodicamente, curioso, per troppa diversità di carattere. Così, non convinto di particolari sorprese, ma pieno di affetto e di riconoscenza per quello che mi ha consentito di essere, ho iniziato a leggere 'Lungo l'argine del tempo', il libro che avete in mano. Fin dalle prime pagine ho provato emozione, entusiasmo, soddisfazione, e poi compiacimento per le rivelazioni e per lo stile, preso dal racconto di tante storie che non conoscevo. Ma anche un'ironia, un'intelligenza, una curiosità, un amore per la vita, un entusiasmo, una vitalità che mi erano del tutto sconosciuti. Tanti episodi sorprendenti e una visione del mondo così fresca, così giovane, oggi per allora. Mio padre scrive solo ora, a novantatre anni, ma tutti gli episodi che racconta sono davanti a noi." (Vittorio Sgarbi)‎

‎Wiechert Ernst‎

‎La selva dei morti‎

‎br. Prigioniero politico a Buchenwald, Johannes assiste all'annientamento di ogni forma di umanità, alle torture fisiche e mentali, alla degradazione di cui sono vittime principali gli ebrei, e si rende conto di quale terribile strada abbiano intrapreso il suo Paese e la sua gente. Il crollo psicofisico causatogli dai lavori forzati, congiunto agli sforzi di familiari e amici, ne consentiranno il rilascio: Johannes dovrà tuttavia promettere il silenzio su quello che ha visto. Ernst Wiechert, scrittore già assai noto all'epoca, fu internato a Buchenwald nel 1938 dopo essersi pronunciato in difesa di un pastore luterano che si era esposto contro il regime, e fu rilasciato dopo alcuni mesi a condizione di non fare più opposizione. Il carattere fortemente autobiografico del romanzo, filtrato dalla narrazione in terza persona, lascia emergere con grande efficacia l'angoscia e la disperazione, alleviate soltanto dall'aiuto inatteso e dall'amichevole compassione dei compagni di sventura, in pagine comunque capaci di liberarsi dall'odio e dal risentimento.‎

‎Sgarbi Giuseppe‎

‎Lei mi parla ancora‎

‎br. "Hai sempre amato le attenzioni di Elisabetta. La tua voce cambiava quando parlavi al telefono con lei. Capivo chi era all'altro capo del filo dal tono che usavi. Quella dolcezza era riservata a lei. A Vittorio hai sempre parlato come parla un padre. A lei come una madre. A me come una donna. Possedevi il dono delle lingue. A ciascuno la sua. Nessuna mi aveva mai parlato così. Né nessun'altra l'ha mai fatto. Credo sia questa la cosa che mi ha fatto innamorare. La tua bellezza era l'esca, certo, ma è stata la tua testa a pescare nel mio cuore. Mai conosciuto una testa così. Lucida, vivida, fulminante. E io non sono mai stato tanto felice di aver abboccato a un amo. Un amore che vive anche adesso che tu non vivi più. Per questo il dolore è così grande. 'Finché morte non vi separi' è una bugia. Il minimo sindacale. Un amore come il nostro arriva molto più in là. E il tuo lo sento anche da qui." L'amore di Giuseppe Sgarbi per la moglie Rina, scomparsa un anno fa, è di quelli che non si trovano più. È stato un amore che ha dato pienezza, significato, profondità, valore e bellezza a una strada percorsa fianco a fianco negli anni, qui evocato in una "prosa piana, percorsa da echi e risonanze come ogni classicità." (Claudio Magris). Dopo "Lungo l'argine del tempo" e "Non chiedere cosa sarà il futuro" in questa sorta di romanzo-elegia "Nino" Sgarbi racconta, in un delicato e appassionato dialogo a distanza, l'amore inesauribile per la sua sposa, compagna e anima di tutta una vita.‎

‎Sehic Faruk‎

‎Il mio fiume‎

‎br. Essere di nuovo intero, ricucire gli stralci del tempo e dello spazio spezzati dalla guerra per trovare una continuità e superare il proprio trauma è ciò che Mustafa Huser, poeta e soldato, si propone di fare. Nasce così un labirinto onirico che si dipana su tre tempi diversi: quello dell'innocenza, l'infanzia e la giovinezza in un paesino bosniaco sulle rive del fiume Una, dove il protagonista vive immerso nell'idillio della natura, innamorato del fiume, dei suoi abitanti reali o immaginari, della sua vegetazione rigogliosa e dei cicli vitali che detta inesorabilmente. Irrompe poi il tempo della distruzione, quando sulla linea del fronte Mustafa percorre i meccanismi di lucidità e follia di chi si trova a imparare a odiare e uccidere per sopravvivere. Infine, il dopoguerra," carico dei fantasmi e dei tentativi di tornare alla normalità in una città e un Paese ormai distrutti. E proprio da questa impossibile normalità Mustafa ci conduce nel suo mondo interiore allucinato, rabbioso, doloroso e tenero. Il linguaggio si accorda al percorso intimo del protagonista: ora è malinconico, ora crudo. Sulle rive del suo fiume immutabile ed eterno, Mustafa, archivista e cronista del mondo passato, affida alla parola scritta il compito di ricreare la bellezza di quanto è andato perduto.‎

‎Carofiglio Gianrico‎

‎Né qui né altrove. Una notte a Bari‎

‎br. Rivedersi dopo oltre vent'anni con amici che non hai più cercato. Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un'altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l'età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.‎

‎Cavina Cristiano‎

‎Romagna mia!‎

‎br. "Non avrei mai potuto scrivere questo racconto della mia Romagna senza gli anni di studio forsennato ai tavolini del Bar di Sopra, a Casola Valsenio (Paese dei Matti, di Alfredo Oriani, delle Erbe Aromatiche e dei Frutti Dimenticati). Mi sono ammollato nell'avventura di questo libro anche per dare un po' di pace alla folla di voci che mi fanno compagnia da una vita intera, e che non stanno mai zitte. In una terra di chiacchieroni come la nostra, popolata da gente che bacaglia da mattina a sera, il passato e il presente si mischiano in continuazione e niente ha mai davvero un principio e una fine. E come unità di misura, ho usato la mia dolcissima e sgangheratissima famiglia. Mi è stata donata una infanzia selvatica e "ingavagnata", dignitosamente povera e felice, trascorsa in un minuscolo appartamento delle Case Popolari insieme a mia mamma e i miei nonni materni, gli unici nonni che abbia mai avuto; non avevo nemmeno bisogno di andare al cinema per godere di un qualche spettacolo, mi bastava aspettare l'ora di pranzo, e qualcosa di mirabolante sarebbe sicuramente accaduto. Sono uno degli ultimi della mia generazione a essere nato in dialetto, tra persone che parlavano solo quello, e sono cresciuto in una lingua meticcia italiano romagnola in cui le cose accadevano diversamente."‎

‎Marsullo Marco; Piccirillo Paolo‎

‎Dio si è fermato a Buenos Aires‎

‎ill., br. Abbracciando suo nipote Guido Carlotto o Ignacio Hurban, tanto che importa più adesso che il sangue ha trovato una direzione, Estela potrà finalmente toccare el nieto recuperado numero 114, e sfiorare con la fantasia il 115, 116, 126, 150, fino al numero preciso di nipoti che altre abuelas come lei stanno cercando. Siamo qui a Buenos Aires per parlare con Javier Cossettini, figlio di una desaparecida, vogliamo sapere la sua storia, qual è la sua vera identità, quella naturale o quella che si è costruito in trent'anni di vita. Vogliamo saperlo, perché noi trent'anni ancora non li abbiamo. È lui, Javier, il filo conduttore di questa esplorazione attraverso i barrios di Buenos Aires. Attraverso il tango, l'economia instabile e la vita notturna, Maradona, il Boca, la passione sfrenata per il calcio. Attraverso la letteratura e gli orrori della dittatura. Attraverso l'identità di un popolo magico che ha saputo trasformare una resa in una reazione.‎

‎Santoni Vanni‎

‎Muro di casse‎

‎br. Cosa è stata questa "cosa" sfuggente, multiforme ed entusiasmante avvenuta in Europa tra il 1989 e oggi - una cosa lunga dunque un quarto di secolo? Proprio dalla consapevolezza che nessun dato potrà mai avvicinarsi al significato profondo del rave, del trovarsi lì, a ballare davanti a un muro di casse fino al mattino (e sovente fino a quello ancora successivo) in quelle industrie abbandonate, in quei capannoni, in quei boschi, in quelle ex basi militari, fiere del tessile, ballatoi, vetrerie, depositi ferroviari, rifugi montani, bunker, uffici smessi, pratoni, centrali elettriche, campi, cave, rovine di cascinali, finanche strade di metropoli quando venne il momento della rivendicazione, è nato questo libro - perché, sia pure con una forte impronta documentale, in casi come questo il romanzo è il più potente strumento di analisi e rappresentazione della realtà.‎

‎Tonelli Anna‎

‎Per indegnità morale. Il caso Pasolini nell'Italia del buon costume‎

‎br. Nel 1949 Pier Paolo Pasolini fu espulso dal Partito comunista italiano per 'indegnità morale'. Il punto di partenza della vicenda sono i 'fatti di Ramuscello', che innescano l'accusa di corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico. Pasolini diventa così immediatamente un bersaglio politico: per i democristiani l'avversario da colpire, per i comunisti il pericolo da allontanare. Fondamentale nella biografia e nel percorso artistico di uno dei protagonisti della vita intellettuale del Novecento, questo caso è cruciale per capire il clima culturale e politico del dopoguerra. Due 'chiese', Democrazia cristiana e Partito comunista, impongono due pedagogie collettive distinte ma finalizzate entrambe a codificare vere e proprie regole di moralità. Il partito deve orientare le masse nella vita quotidiana, correggere i comportamenti anomali e, di fronte a gravi errori, espellere. La scelta compiuta con Pasolini è, dunque, esemplare della modalità punitiva adottata nei confronti dei 'compagni' che trasgrediscono. L'indagine di Anna Tonelli getta luce su particolari centrali sinora inediti della vicenda, compreso il lungo silenzio del Pci.‎

‎Morando Paolo‎

‎'80. L'inizio della barbarie‎

‎br. "Italians do it better": sono le parole d'ordine lanciate da una maglietta indossata da Madonna, mentre Paolo Rossi diventa il simbolo di un'Italia che vuole lasciarsi per sempre alle spalle stragi e terrorismo. Sono gli Ottanta: gli anni dell'edonismo, dell'arricchimento, quando eravamo un Paese invidiato da mezzo mondo. Gli adolescenti di allora ricordano quegli anni con nostalgia: Nikka Costa, Maradona, Goldrake, gli Europe di The Final Countdown, il tormentone Gioca Jouer, il Cacao Meravigliao di Arbore, Il tempo delle mele, il Ciao della Piaggio, il succo di frutta Billy, il piccoletto del mio amico Arnold, i Puffi, il Tom Cruise di Top Gun... Eppure, a guardar meglio, è il decennio delle mode effimere e classiste, dell'imbarbarimento della politica e della convivenza civile. Di baby pensioni. E debito pubblico al galoppo. Nella Milano da bere ci si spranga per rubarsi Timberland e Moncler, divise d'obbligo dei giovani paninari che alle ideologie preferiscono "cuccare". Mentre si applicano al gioco in Borsa e all'evasione fiscale, gli italiani si confrontano con l'arrivo dei primi "vu cumprà". E dagli scontri in piazza tra fascisti e comunisti si passa a quello Nord-Sud, con l'alba delle Leghe e uno slogan che ancora oggi risuona negli stadi: Forza Etna!‎

‎Romano Sergio‎

‎Guerre, debiti e democrazia. Breve storia da Bismarck a oggi‎

‎br. Col Trattato di Versailles, al termine della Grande guerra, la Germania è condannata a pagare in trent'anni 132 miliardi di marchi d'oro. Le conseguenze della miopia dei vincitori emergono presto: una Germania frustrata e indignata diventa il vivaio ideale per la nascita del nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale tutto cambia: il Piano Marshall finanzia la ricostruzione europea e, più tardi, nella conferenza di Londra del '53, i Paesi creditori decidono di cancellare metà del debito tedesco. Ma non esistono solo i debiti di guerra, ci sono anche quelli contratti in tempo di pace. L'Europa degli anni più recenti ha affrontato la questione senza riuscire a dimostrare unità. Il caso del debito greco esplode nel 2009, seguito da una crisi di rapporti greco-tedeschi: la Grecia accusa la Germania di non aver onorato i debiti contratti con la guerra, mentre i tedeschi accusano la Grecia di aver truccato i conti. L'Unione vacilla sotto il peso della crisi. Oggi, per capire le polarizzazioni e i contrasti sulle politiche dell'austerità è fondamentale isolare gli snodi storici che hanno definito i rapporti tra creditori e debitori in Europa. È quello che fa Sergio Romano attraverso gli ultimi centocinquant'anni, sottolineando come la fiducia reciproca tra i popoli abbia svolto una funzione fondamentale per superare i momenti di difficoltà e avviare la ripresa.‎

‎Zanatta Loris‎

‎Storia dell'America Latina contemporanea‎

‎br. Dal colonialismo al moderno populismo, dai fallimenti del liberalismo ottocentesco ai limiti di quello contemporaneo, dal caudillismo all'autoritarismo, dall'indipendenza ai giorni nostri. Loris Zanatta ricostruisce la storia complessa e affascinante dell'America Latina.‎

‎Santoni Vanni‎

‎La stanza profonda‎

‎br. Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent'anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? Quel continuo tessere mondi prende i contorni dell'opposizione a una forza centripeta che, come il "Nulla" della Storia infinita, divora il fuori, vaporizza la città, il paese, le relazioni, le vite. Un romanzo ibrido, tra il memoir e l'affresco sociale, per raccontare la storia di un passatempo nato esso stesso in un garage e arrivato a gettare le basi non solo di un immaginario divenuto egemone ma anche di una parte consistente della realtà che viviamo ogni giorno semplicemente usando Internet.‎

‎Valentini Valerio‎

‎Gli 80 di Camporammaglia‎

‎br. Camporammaglia è un paese come ce ne sono tanti nell'entroterra abruzzese, fagocitato dagli Appennini a 800 metri d'altezza, a mezz'ora di macchina dal primo supermercato. Ci vivono, in una orgogliosa e disperata indifferenza rispetto al resto dell'universo, più o meno ottanta persone, tutte con gli stessi due o tre cognomi, tutte aggrappate a un'apatia che le protegge e le condanna. Ma l'idillio è solo apparente, l'inviolabilità delle leggi dei padri è inevitabile che crolli quando la Storia finalmente irrompe, anche a Camporammaglia. Il terremoto, nella primavera del 2009, arriva a sconvolgere quell'intricato garbuglio di relazioni che da sempre tiene uniti gli abitanti del posto. E così, com'è già avvenuto in passato di fronte a eventi più o meno epocali - poco importa che si trattasse del prolungamento della statale, della costruzione della piazza o della comparsa della prima televisione - Camporammaglia muta nella sua eterna fissità: continua ad arrendersi, e a resistere, come rimanendo sull'orlo di una capitolazione che però non avviene mai del tutto. "Gli 80 di Camporammaglia" è un romanzo corale, un intrico di storie dense di coraggio e afflizione, un racconto che con impeto realista testimonia di un modo di stare al mondo che sembra già appartenere a un'epoca superata.‎

‎Brugman Alyssa‎

‎Alex & Alex‎

‎br. Alex e Alex, lui e lei nello stesso corpo, un corpo di adolescente. Per tutta la vita Alex si è sentita dire come e chi deve essere, ma adesso, a 14 anni, sa che gli altri si sono sempre sbagliati. Sa di essere diversa da come la vedono ed è finalmente pronta ad affermare le proprie ragioni e diventare quello che sente di essere davvero. I suoi genitori non hanno la minima idea di come affrontare la situazione: il padre va via di casa e la madre quasi impazzisce, incapace di adattare i propri rigidi schemi mentali al nuovo contesto. Dopo l'ennesimo episodio di bullismo Alex cambia scuola e ricomincia da capo. Vuole solo essere libera di mostrare chi è davvero, e provare, per una volta, che cosa vuol dire essere una ragazza come tutte le altre. Tutto questo implica custodire gelosamente un segreto che nessuno deve scoprire, e allo stesso tempo rimanere sempre e coraggiosamente coerente con se stessa. Pregiudizi e opinioni altrui non sono le uniche cose contro cui Alex deve lottare: dentro di lei, radicato nel profondo, c'è l'altro Alex, quello maschile. Quell'Alex che per anni le è stato imposto come sua vera identità e che ha la brutta abitudine di farsi vivo nei momenti sbagliati, mettendo a rischio ogni cosa. Alex alla fine ce la farà, grazie al proprio coraggio e a un'ironia che riesce a rendere lievi anche le situazioni più scabrose. Età di lettura: da 13 anni.‎

‎LaCour Nina‎

‎Il ritmo dell'estate‎

‎br. Musica a tutto volume, concerti scatenati, incontri divertenti e spesso improbabili, anonimi motel e pittoreschi paesini: gli ingredienti per un indimenticabile viaggio di fine liceo ci sono tutti. Bev, Meg e Alexa sono amiche da sempre, e sono un gruppo rock: le Disincanto. Colby è il miglior amico di Bev e alla guida del vecchio pulmino Volkswagen le accompagna in un tour da San Francisco a Portland lungo la costa del Pacifico, sulla mitica Highway 101. È l'estate del diploma, traboccante di sogni e attese per il futuro. Colby e Bev hanno fatto un patto: ora che il liceo è finito, dopo questo viaggio che coincide con il tour delle Disincanto partiranno per l'Europa per un anno sabbatico, al college penseranno dopo. Ma anche il piano più perfetto può saltare in un attimo, l'attimo In cui Bev annuncia di avere cambiato idea. Per Colby crolla ogni certezza, ora che cosa farà? Sgomento e rabbia lo assalgono, subito pensa di mollare tutto e tornare a casa, ma l'amicizia che lega i ragazzi pian piano scioglie dubbi e tormenti, e le persone incontrate durante il tour contribuiranno a fare chiarezza. I quattro amici nel corso del viaggio scopriranno vecchie storie che gettano nuova luce sulle rispettive famiglie, ma forti delle esperienze fatte acquisiranno la consapevolezza che un'epoca è finita, e che un futuro nuovo e pieno di possibilità si apre davanti a loro.‎

‎Zarr Sara‎

‎Le variazioni Lucy‎

‎br. Lucy a 16 anni è una brillante pianista, enfant prodige già affermata sulla scena internazionale. Concerti, gala, concorsi si susseguono in un crescendo di aspettative famigliari: i Beck-Moreau, facoltosa famiglia di San Francisco, sono musicisti da generazioni, e Lucy e il fratello Gus sono destinati a seguirne le orme. Nulla sembra poter scalfire questa convinzione, non pare esservi possibilità di fare altro che non sia stabilito da Nonno Beck, presenza ingombrante che tutti sovrasta, e per tutti decide. Ma qualcosa s'incrina: durante un prestigioso festival a Praga, Lucy abbandona il palcoscenico lasciando il pubblico allibito e il nonno furioso. Che cosa è successo? Lucy non vuole più essere strumentalizzata né dover seguire una strada decisa da altri. L'abbandono del pianoforte vuole dire per lei staccarsi - da soffocanti dinamiche famigliari, ritrovare gli amici, la scuola, la vita di una adolescente qualunque. Ma soprattutto significa capire che suonare le piace davvero, per se stessa, non per il pubblico né per soddisfare i sogni di gloria altrui. Il nuovo insegnante del fratello la riavvicina allo strumento che lei ama e al quale Lucy si rende conto di non poter rinunciare. Ma lo fa a modo suo, senza risparmiare un colpo di scena finale che spiazzerà tutti - i genitori, l'insegnante, il fratello.‎

‎Carey Anna‎

‎La mia vita secondo me. Il diario di Rebecca Rafferty‎

‎br. Quattordici anni, seconda liceo, due amiche del cuore, una passione per la batteria e sì, anche per Paperboy, il ragazzo che consegna i giornali. Tutto perfetto? Potrebbe, peccato che mia madre, scrittrice di successo, per il suo ultimo romanzo per ragazzi si sia ispirata proprio a me. Ma io non sono come la protagonista del libro, e tutti dovranno capire chi sono davvero. A cominciare da mia madre.‎

‎De Carlo Andrea‎

‎L'ombra del mare‎

‎br. Opera d'esordio di Andrea De Carlo, affermato musicista a livello internazionale che però ha già ricevuto molti apprezzamenti critici come scrittore, questa raccolta di racconti scava nel profondo dell'animo umano con storie tra loro diverse, ma tutte accomunate dalla drammatica esperienza della solitudine. I personaggi emergono dalle pagine del libro con tutta la loro forza espressiva, come persone vere, con le loro gioie, i loro dolori, nelle quali il lettore non può che riconoscersi partecipando emotivamente alle vicende narrate. L'autore si muove in questo intenso universo di emozioni con uno stile originalissimo alternando il registro reale, quello propriamente dei fatti narrati, a uno più onirico-fantastico, nel quale entra in gioco il mondo interiore dei protagonisti. Come quello rivissuto dall'anziana signora che ne "L'ombra del mare" torna dopo tanti anni nel suo paese natale in riva al mare dove, a distanza di tempo, riemergono vividi tutti i ricordi d'infanzia. O come il mondo grigio dell'impiegato di "Finestre", un mondo che un giorno diventa improvvisamente luminoso e pieno di colore quando scopre il piacere che gli procura guardare, dalle finestre degli alberghi, la natura e le persone.‎

‎Caparrini Rudy; Greco Vincenzo; Radicini Ninni‎

‎La Grecia contemporanea (1974-2006)‎

‎ill., br. Il volume analizza l'evoluzione politica, economica e sociale della Grecia dell'ultimo trentennio; le date che definiscono il periodo sono estremamente significative: il 1974 ha visto il crollo della giunta dei Colonnelli e il pieno recupero della democrazia per la Repubblica Ellenica; il 2004 è l'anno che, con le Olimpiadi di Atene, ha cambiato per sempre la storia del paese. Contrariamente alla diffusa opinione che la Grecia non sarebbe stata pronta all'evento tanto atteso, il popolo ellenico ha evidenziato grandi capacità organizzative e politiche, potendo così estendere l'orgoglio per il glorioso passato anche al presente. Dal 1974 è stato intrapreso un cammino che ha portato all'ingresso nella Cee prima, nell'Euro poi e infine nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ogni capitolo, opera di un unico autore, affronta un diverso argomento. Ninni Radicini analizza la politica interna della Grecia dal 1974 a oggi. Vincenzo Greco illustra la politica estera attuata dai governi di Atene. Rudy Caparrini esamina lo sviluppo economico e sociale e, più specificamente, l'anno 2004 con la consacrazione della Grecia a realtà di tutto rispetto sul piano internazionale. Con una prefazione di Antonio Ferrari.‎

‎Branca Mirella‎

‎L'altra estate‎

‎br. Romanzo di donne, di conflitti al femminile vissuti all'interno della famiglia di origine. Attraverso l'insofferenza nei confronti della città in contrasto con la vicinanza verso la terra e il mare dello Stretto, stimoli unicamente alla riflessione interiore, si definisce per la protagonista un percorso alla scoperta di sé scandito da due diversi tempi narrativi. Può valere la pena di andare inesorabilmente alla ricerca di una propria presa di coscienza, anche a costo di fare i conti con i mostri ben custoditi dentro di noi.‎

‎Zibellini Miris‎

‎Zibellinate pratesi. Racconti di un agente di commercio‎

‎ill., br. "Conobbi Miris Zibellini alla fine degli anni Quaranta quando a Prato i telai già battevano interrottamente cento colpi al minuto, quando i capannoni ricostruiti ospitavano nuovamente filande e cimatrici. Anche se nato in Via Bologna e allevato fra i ragazzi di Piazza Ciardi quando lo conobbi io non era un animale pratese. Alto, distinto, sportivo, accuratamente arruffato si distingueva dalla gioventù nostrale per proprietà di linguaggio e disinvoltura. Forse le passeggiate nell'ombra silente dei boschi del Casentino hanno fatto tornare alla memoria di Miris le vicende della sua vita come agente di commercio ed ecco che ora ci fa leggere questi divertenti racconti sull'argomento. Ma non si è accorto il nostro narratore che (forse non era nelle sue intenzioni) ha scritto una pagina fresca ed efficace della storia tessile pratese. Quella importante e non sufficientemente raccontata della figura del cosiddetto "rappresentante" e dei suoi rapporti con gli imprenditori locali. Gliene siamo grati specialmente ora che a Prato le cose sono cambiate: i mezzi moderni di trasmissione hanno reso meno importante la funzione del mediatore nel commercio, ma soprattutto la crisi, la grave crisi del tessile, ha quasi cancellato la voglia di raccontare." (dalla presentazione di Umberto Mannucci).‎

‎Giannini Sirio‎

‎I racconti‎

‎br. «Dagli esordi nell'immediato dopoguerra sino alle pubblicazioni postume ed ai numerosi testi rimasti inediti a causa della prematura scomparsa, i racconti qui accolti ripercorrono tutta la breve ma intensa attività letteraria di Sirio Giannini, restituendoci una delle voci più limpide e vigorose della nostra narrativa. Ovunque traspare l'amore di Giannini per la sua terra, la Versilia, fatto di fatica e di tenace attaccamento. L'attenzione per i sentimenti più comuni tratteggia un mondo spesso impreparato di fronte alle sfide della modernità che entra senza bussare nei casolari, che intimidisce e che porta i personaggi "antichi" di Giannini ad arretrare verso il Tirreno, per mancanza di coraggio o per un'ancestrale saggezza, e a rifugiarsi ancora una volta nella loro Versilia, un po' madre e un po' matrigna.» (Dalla prefazione di Paolo Capovani).‎

‎Alighieri Dante‎

‎Le opere di Dante. Testo critico della Società Dantesca Italiana‎

‎ril. A quasi novant'anni dalla prima uscita, e inaugurato ormai il nuovo secolo, la Società Dantesca Italiana, mentre è imminente il compimento dell'edizione nazionale di tutta l'opera di Dante, sua primaria cura, torna a proporre, nella medesima antica veste, ma rinnovata nella forma e nella sostanza, ossia nel testo, e affidata a nuovi collaboratori, la serie canonica in unico volume delle opere dell'Alighieri già apparsa a Firenze sotto uguale insegna presso l'editore Bemporad nel 1921 e ristampata nella prospettiva del settimo centenario della nascita del poeta (Milano-Napoli, Ricciardi, 1960): accresciuta, come già la prima volta in successivo separato volume a cura di Ernesto Giacomo Parodi (1922, sempre presso Bemporad), del Fiore e del Detto d'Amore, ormai come propriamente intrinseci all'Edizione Nazionale, ossia, conforme al parere di Gianfranco Contini loro attuale editore, anche a giudizio della Società Dantesca come "attribuibili" a Dante; con conseguente unificazione degli indici analitici dei nomi e dei soggetti dei due primitivi volumi, e sostituzione di ogni altro corredo con le concordanze integrali, su CD-ROM, rispettivamente, di tutta l'opera in volgare.‎

‎Becattini Lorenzo‎

‎Il nostro primo Ipad. Quando la politica era impegno, passione, allegria e... divertimento‎

‎br. Le 39 piccole storie ambientate nella Toscana rossa mettono in evidenza le cose che ancora oggi dovrebbero costituire, insieme alle competenze, il sale della buona politica: l'impegno, la passione, l'allegria e, perché no, anche un po' di divertimento. Questo semplice abbecedario va preso quindi come un antidoto dell'antipolitica corrente, alimentata da troppa litigiosità, e come segno di gratitudine nei confronti di chi, nel tempo, si è impegnato seriamente nella vita politica e istituzionale. Un modo anche per affermare che non bisogna mai dimenticare le proprie radici per costruire un futuro migliore.‎

‎Becattini Lorenzo‎

‎Il nostro primo Ipad. Quando la politica era impegno, passione, allegria e... divertimento‎

‎ill., br. Nuova edizione ampliata. Le 62 piccole storie ambientate nella Toscana rossa mettono in evidenza le cose che ancora oggi dovrebbero costituire, insieme alle competenze, il sale della buona politica: l'impegno, la passione, l'allegria e, perché no, anche un po' di divertimento. Questo semplice abbecedario va preso quindi come un antidoto dell'antipolitica corrente, alimentata da troppa litigiosità, e come segno di gratitudine nei confronti di chi, nel tempo, si è impegnato seriamente nella vita politica e istituzionale. Un modo anche per affermare che non bisogna mai dimenticare le proprie radici per costruire un futuro migliore.‎

‎Ferranti Barbara‎

‎Sophie‎

‎br. In questo romanzo la scrittrice racconta la storia di un amore malato, perverso e immorale, ma così profondo e intenso da avvincere il lettore sì da costringerlo ad arrivare alla fine del libro per scoprirne le dinamiche psicologiche ed emotive. È un'esplorazione dell'animo umano nella sua parte più oscura e segreta.‎

‎Di Giorgi Rosa M.‎

‎Il mare e la conchiglia. Storie di cultura, persone, politica e passioni‎

‎br.‎

‎Brogi Lilly‎

‎Toscana... Italia... Cave canem. Tra leggenda e realtà‎

‎br. La narrativa di Lilly Brogi si conferma come prosa d'arte, frutto di una lunga preparazione espressivo-linguistica, e si realizza a tre livelli. Uno riguarda un ampio sguardo a momenti di storia italiana, e particolarmente della donna; uno riguarda aspetti di cronaca, tratteggiati col gusto dell'elzeviro; e uno di vita, di personaggi, in cui appare il taglio incisivo della nostra narrativa primo novecentesca con figure evidenziate ex imo, a tutto tondo. Da qui la scioltezza del racconto della Brogi che si distende con chiara eloquenza di tema in tema, di momento in momento (per esemplificare, si può passare da un tema pubblicistico come 'Libera Chiesa a libero Stato', a un tema narrativo come 'Azzurrina di Pitigliano', a quella che lei chiama una 'cronachetta' come 'Bartali e Coppi'). Ne deriva un registro variegato, gestito dalla Brogi, ripeto, con mano leggera, come chi scriva per essere ascoltato, quasi in un rapporto vivificante fra scritto e parlato, e non per rimanere come freddo o artificioso esercizio letterario sulla pagina. Penso che essa, fino dall'infanzia, debba avere ascoltato molto, anche nel contesto familiare, dove l'uso della parola e di ogni linguaggio.‎

‎Resti Gianni‎

‎In punta di piedi‎

‎brossura‎

‎Marchelli Chiara‎

‎Le notti blu‎

‎br. Tutti crediamo di conoscere le persone che amiamo: Larissa e Michele si conoscono da una vita, così come pensano di conoscere Mirko, il figlio che lascia gli Stati Uniti, dove è nato, per vivere in Italia e sposare Caterina. Un colpo di fulmine che non hanno mai approvato pienamente. Larissa e Michele sono sposati da oltre trent'anni, vivono a New York, hanno una vita agiata e hanno saputo costruire un rapporto solido, basato sulla cura reciproca, sulle piccole e generose attenzioni e sulle affettuose abitudini della loro quotidianità. "Le notti blu" racconta, come una sorta di lastra a raggi X, il matrimonio di Larissa e Michele e la loro vita che sembra normalissima, se non fosse per un dolore tremendo che accompagna, e regola, le loro esistenze. È una notizia dall'Italia a rompere l'equilibrio che la coppia ha faticosamente costruito.‎

‎Genisi Gabriella‎

‎La teoria di Camila. Una nuova geografia familiare‎

‎br. Non esiste un'età definita per diventare adulti, accade quando muore un genitore, che tu abbia cinque anni o cinquanta. È così anche per Marco, un ingegnere romano, una sera, dopo una partita di calcetto. La telefonata di Camila, la badante di suo padre, lo proietterà in pochi secondi in un'altra parte della vita. Nell'ora successiva Marco si ritrova a girovagare nella notte di Roma, incapace di accettare il lutto, incapace di comunicare con chiunque. Quando prende coscienza, ad aiutarlo in questo difficile passaggio troverà Camila. La stessa donna che in qualche modo lo ha allontanato da suo padre, occupandone lo spazio emotivo, sottraendo comprensione e tenerezza. In una notte lunghissima e dolorosa passata a fare i conti con gli errori del passato, con un futuro ancora tutto da vivere, si riannoda un filo spezzato tra un padre che non c'è più e un figlio che non riesce a smettere di averne bisogno.‎

‎Vichi M. (cur.)‎

‎Decameron 2013‎

‎brossura A 700 anni dalla nascita di Giovanni Boccaccio 40 "scribacchini", tutti toscani, si riuniscono nel castello immaginario di Fontenera per passare alcuni giorni a raccontarsi storie e storielle. Dalla Grande Peste alla Grande Crisi: 100 novelle per non perdere mai il gusto di giocare con le parole.‎

‎Deledda Grazia; Anedda A. (cur.)‎

‎Come solitudine. Storie e novelle da un'isola‎

‎brossura In occasione del settantesimo anniversario delle sua morte, un'antologia dei racconti più significativi di Grazie Deledda, scelti e curati da Antonella Anedda, vengono raccolti in questo volume. La scelta di Antonella Anedda privilegia i racconti sardi quasi a costruire in viaggio nel paesaggio di una terra oggi forse perduta. Ne emerge un tessuto narrativo complesso, e attuale. L'asprezza della sua parola spesso tradisce il transito attraverso la sua lingua madre, il sardo, che si rivela la lingua del pensiero, tradotto poi nell'italiano della scrittura.‎

‎Alasia Franco; Montaldi Danilo‎

‎Milano, Corea. Inchiesta sugli immigrati negli anni del «miracolo»‎

‎ril. Milano, 1959: Danilo Dolci propone a Giangiacomo Feltrinelli la pubblicazione di 32 storie di "sottoccupati", immigrati a Milano. Le interviste sono raccolte da Franco Alasia, operaio alla Breda; da Dolci viene l'idea di spostare il terreno di osservazione da una società arcaica a una società in pieno sviluppo, dal Sud di "Banditi a partitico" alla città simbolo della ricchezza industriale. Non a caso, gli intervistati vengono da quelle periferie milanesi punteggiate da disordinati e irregolari insediamenti spontanei, in gergo chiamati "coree". Non si tratta di un mondo destinato a scomparire, ma di una marginalità che nasce dentro il tessuto stesso della modernità, di un sommovimento che sta cambiando radicalmente la struttura sociale dell'Italia del boom. Il tema, del resto, è già divenuto scottante in seguito a una serie di scandali, come il mancato affitto di case ai "meridionali". Per presentare le interviste di Alasia, la Feltrinelli affida la stesura di un saggio al giovane sociologo Danilo Montaldi. A conquistarlo immediatamente è lo stile delle interviste: niente magnetofono, solo la trascrizione minuziosa delle parole dell'intervistato, comprese inflessioni, anacoluti e incertezze: "Da questo materiale emerge una serie di questioni: le conseguenze della guerra, la trasformazione sociale, la crisi agraria, la struttura economica, la città...". Introduzione di Guido Crainz e postfazione di Jeff Quiligotti.‎

‎The Paris Review. Il libro‎

‎br. Un libro di incursioni, un'antologia che contiene poesie, interviste, saggi, estratti da romanzi firmati dai più grandi geni letterari della contemporaneità: Gabriel Garcia Márquez, V.S. Naipaul, William Faulkner, Ernest Hemingway, A.S. Byatt, Ezra Pound, Kurt Vonnegut, David Foster Wallace, Raymond Carver, Italo Calvino, Primo Levi, Donald Barthelme, Toni Morrison, Michael Cunningham, Alice Munro, Jonathan Lethem e tanti altri. I temi trattati - che siano leggeri, profondi, volgari, accattivanti, sentimentali o banali - evocano magicamente, scalfiscono l'anima, lasciano il segno. In un ritratto vivido attraverso il quale traspare il movimento altalenante della vita moderna, questa raccolta introduce al metodo e al processo creativo dei più grandi autori del passato e del presente. Così Ted Hughes descrive in "Amore" l'incontro e il rapporto con Sylvia Plath: "Le nostre menti divennero presto due meccanismi di un unico ingranaggio. Sognavamo sogni condivisi. Il nostro era uno stato di telepatia pervasiva". E Octavio Paz su L'arte della poesia: "Ogni poesia è un dono. Non so se della divinità o di quella misteriosa facoltà chiamata ispirazione".‎

‎The Paris Review. Il libro della gente con problemi‎

‎br. La domanda è: possono esistere storie, racconti, narrazioni senza che agiscano sull'invenzione letteraria i drammi personali, i conflitti interiori, i dilemmi amorosi, i tentennamenti dovuti a una scelta? "Il libro della gente con problemi", secondo volume antologico che raccoglie i migliori contributi pubblicati tra il 1974 e il 2004 sulla nota The Paris Review, firmati da grandi autori della contemporaneità - Joanna Scott, Annie Proulx, Ben Okri, Wells Tower, Julie Orringer, Rick Bass, James Liscimi, Malinda McCollum, Norman Rush, Denis Johnson, Mary Robinson, Charles Baxter, Miranda July, Richard Stern, Elizabeth Gilbert, Frederick Busch, Charlie Smith - sembra voler dare una risposta all'insolita ma irresistibile questione. I personaggi che popolano queste storie sono tutti alle prese con un problema irrisolvibile: uomini tormentati dal senso di colpa, donne oppresse dal ruolo e dal passato, scienziati vinti dalla passione, madri appassite dalla delusione, pazienti schiacciati dalla superiorità del proprio terapeuta, amanti straziati dalla furia della gelosia. "Il libro della gente con problemi" rispecchia con acume il mondo in cui viviamo, e le ansie, le tensioni, tutti quei problemi che divorano, consumano i protagonisti dei racconti, finiranno drasticamente per diventare anche i nostri. Introduzione di Stephin Merritt.‎

‎Bologna Filippo‎

‎I pappagalli‎

‎br. Cosa succede se le tre stagioni dello scrivere s'incarnano in tre distinti personaggi? Prendete un ingenuo Esordiente a cui il successo ha dato alla testa, uno Scrittore affermato con qualche problema in famiglia, un Maestro al tramonto con gli acciacchi dell'età e fateli arrivare in finale al Premio letterario più ambito del paese. Sono narcisi, vanitosi, cinici. Cosa sono disposti a fare pur di vincere? Quanto lontano si possono spingere? E l'immortalità, si può pagare con la vita stessa? Filippo Bologna torna con un romanzo ricco di colpi di scena, un apologo sulla vanità, una commedia nera, corale e dissacrante sui vizi del mondo letterario, che sono poi gli stessi della società italiana, su cui volteggiano misteriosi pappagalli neri.‎

‎Brodkey Harold‎

‎Storie in modo quasi classico‎

‎br. Sulla copertina che il New York Magazine dedicò ad Harold Brodkey per l'uscita della raccolta "Storie in modo quasi classico", avvenuta nel settembre del 1988, trent'anni dopo la pubblicazione di "Primo amore e altri affanni", si legge in grande: "II Genio". Lui, uomo schivo, cantore dei dolori dell'anima e del Sé, non mostrò mai di crederci troppo e tutto quello a cui si dedicò in vita lo fece nella speranza di essere scoperto poi, una volta morto. Eppure il suo universo narrativo è diventato leggendario, un liquido amniotico denso nel quale calarsi per esplorare le intimità della coscienza in una riflessione sul mondo filtrata dai sensi e dal ricordo. Quelle contenute in "Storie in modo quasi classico" sono vere e proprie rivelazioni: racconti che si esauriscono nel tempo di formazione dei loro personaggi, tutti colti in maniera sconsolata in quel preciso passaggio tra infanzia e adolescenza. Si rincorrono, in queste pagine, bambini che vivono folgorazioni epifaniche, ragazzini che perdono l'innocenza, piccoli uomini che scoprono l'estate del piacere, eroi che crescono, cambiano, diventano grandi e poi ricordano. Con quel tocco di leggera morbosità con cui ci inizia alle prime scoperte della vita, Harold Brodkey ci lascia lì, nei misfatti della memoria, così diversa dalla realtà che alla fine sembrerà quasi di trovarsi in un altro mondo.‎

‎Amurri Lorenzo‎

‎Apnea‎

‎br. La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell'apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un'operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l'unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all'improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all'amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un'apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.‎

‎Conroy Frank‎

‎Stop-time‎

‎br. Quando Frank Conroy scrisse "Stop-Time", pubblicato in America nel 1967, i suoi conflitti interiori avevano semplicemente smarrito la via ma non si erano spostati di un passo. Il senso di perdita dell'innocenza e di sensibilità tradita restavano lì, e scavavano. Quando il New York Times definì il lavoro un'opera trionfale sulla celebrazione della giovinezza, lui stesso ne rimase perplesso. Avrebbe voluto che fosse un atto vendicativo, l'accusa di un mondo che si era portato via il suo tempo, e invece irradiava candore, talmente tanto che a tratti si accendeva delle tonalità della gioia. Da cronaca spietata di ragazzino ribelle alle prese con la propria vulnerabilità di piccolo che cresce in una famiglia disfunzionale degli anni Trenta, "Stop-Time" diventa inno alla libertà, elegia dell'amore fraterno, racconto di un'amicizia speciale che si consuma tra i boschi. Con una scrittura affilata e densa, Frank Conroy riconnette passato e presente nello spazio del ricordo, e per un attimo il desiderio sfrenato per le strade di Kerouac sembrerà imbattersi nelle morbosità miracolose dei giovani di Salinger, in un ritmo che suona secco come una ripresa tosta di pugilato.‎

‎Ravera Rafele Nicola‎

‎Il senso della lotta‎

‎brossura Nei giorni dispari della settimana Tommaso va a correre. Allena il fiato, svuota la mente. A trentasette anni ha un contratto a tempo nella redazione romana del Corriere della Sera, una fidanzata esigente, e una zia, Diana, della consistenza di una quercia, che l'ha cresciuto da quando, nel 1983, suo padre l'ha lasciato lì, davanti a casa, prima di scomparire nel nulla, nel bel mezzo di un temporale estivo. Già, perché i suoi genitori, Michele Musso e Alice Rosato, da quelle poche informazioni che ha, sono morti in un incidente, ed erano terroristi. A trentasette anni Tommaso è riuscito a costruirsi una vita normale, a non pensare più al suo tormentato passato. Ma quando una mattina il respiro gli s'ingolfa, e un dottore, diagnosticandogli un attacco di panico, gli chiede se sia figlio di quel Michele Musso, che lui ha incontrato a Grenoble nell'84, qualcosa si rompe, come uno strappo in una rete. Perché quella data fa tanto rumore? Quante versioni esistono della stessa cosa? In quale punto puoi ricucirle insieme senza sentire troppo male? Con la mano ferma di chi conduce un'inchiesta e l'eleganza espressiva di chi sa come raccontarla, Nicola Ravera Rafele compone un'opera sinfonica per restituire una vicenda familiare che comincia nel 1969 e arriva fino ai giorni nostri. Romanzo borghese, noir letterario, j'accuse generazionale, "Il senso della lotta" è un libro sul presente che fa i conti con il passato, una storia in cui la ricerca della verità ha un prezzo così alto che alla fine sarà difficile separare la salvezza dalla distruzione.‎

‎Baldwin James‎

‎La stanza di Giovanni‎

‎br. David, un giovane newyorkese in fuga da se stesso, è approdato a Parigi nel tentativo di affrancarsi dalla propria educazione, e dalla vita da ragazzo perbene che sembra essergli stata cucita addosso. Mentre la sua fidanzata, Hella, è in Spagna per riflettere sul futuro della loro storia, in un bar David conosce Giovanni, impertinente e luminoso, e ne rimane irrimediabilmente attratto. E dal loro incontro, dal primo momento in cui entra nella sua stanza, piccola e disordinata, saprà di essere perduto, che né la vergogna né la paura riusciranno a riportarlo a casa. Diviso tra Hella che incarna il desiderio di normalità, il sogno di una tranquilla vita americana, e Giovanni che invece è forza, cuore e istinto, David attraversa le strade di Parigi, vede i colori e le stagioni passare, sente passioni e bisogni taciuti riemergere e chiedere il conto. La difesa della propria identità implica sempre una lotta dolorosa, e così è anche per David, solo che la sua debolezza e la sua indecisione faranno soffrire tutti coloro che lo amano e che lui stesso ama. Come ha dichiarato lo stesso Baldwin in un'intervista del 1984: "La stanza di Giovanni parla di quello che succede se hai paura di amare". Prefazione di Colm Tibin.‎

‎Comencini Francesca‎

‎Amori che non sanno stare al mondo‎

‎br. Claudia e Flavio si sono amati, a lungo, morbosamente, con la clemenza del tempo che cambia e che passa. Poi tutto è finito, e per lei è stato come mettere qualcuno alla porta nella speranza che si riaprisse di colpo. A cinquant'anni quello che vedono è un mondo alla deriva, come un'isola. Lui ha dentro la furia che dà l'assoluzione, perché vuole andare avanti, tornare a terra; lei è un pozzo profondo nel quale annegare, perché salvarsi vorrebbe dire dimenticare e il ricordo non deve sparire. Il tempo che si concedono non è lo stesso, e forse non solo quello. Flavio incontra Giorgia, basta un attimo tra loro e la pioggia d'estate fa il resto. Lei, con l'energia e la freschezza dei trent'anni, il corpo acerbo di chi non vuole crescere, gli ha indicato la terraferma, e lui, appesantito dalla vita, si è abbandonato alle sue velleità. Claudia e Nina si conoscevano già, ma all'università, divise dal ruolo, dall'età, dall'idea che il rispetto non si sarebbe mai trasformato in amore. Eppure Nina è bellissima, una giovane Chloë Sevigny seducente e meravigliosa, e ora l'abbraccio che tende è famelico, e ha una potenza a cui nessuna donna può sottrarsi. «Amori che non sanno stare al mondo» è il ritratto di due generazioni, il punto che ricuce il dolore, una storia potente che parla di noi. Francesca Comencini racconta con una scrittura lieve, che si posa sulle cose senza affondare il colpo mai, l'intraducibile equazione dei rapporti che viviamo, e infila le mani nelle pieghe infinite dei suoi personaggi...‎

‎Cocchi Michele‎

‎La casa dei bambini‎

‎br. Nella Casa dei bambini vivono Sandro, Nuto, Dino e Giuliano, isolati dal muro di cinta dell'orfanotrofio non hanno nessuna notizia dal mondo esterno, ma ricordano incendi, saccheggi, omicidi, ricordano case distrutte e i fratelli da cui sono stati separati. Sono solo fantasie, incubi - dicono le maestre - ma rimangono cicatrici reali a raccontare un passato di cui si è persa ogni altra prova. L'unica speranza per sapere qualcosa di sé è provare a scappare, allearsi nei piani di fuga, ma le cose stanno cambiando e l'amicizia non può proteggerli da quello che li aspetta oltre i cancelli della Casa. E fuori ci sono sul serio guerra, sangue e violenza: i bambini avevano ragione. Da un lato il Partito, dall'altro i ribelli che resistono tra boschi e montagne. Uno scontro lento, uno stallo che punteggia di rosso il verde delle valli. Nonostante le promesse, i bambini fuori dalla Casa si perdono di vista, ognuno adolescente a vivere una vita nuova e costretto a prendere decisioni troppo grandi per la propria età. Con la fine della rivolta, i bambini ormai adulti seguono le vicende del loro paese, chi ha vinto e tradito, chi è rimasto fedele, chi sconfitto non ha rinnegato i propri ideali pagando con la vita. In questo scenario, quando ormai tutti i destini sembrano segnati, due di quei bambini si rincontrano nella Casa, abbandonata da anni, pronti a un ultimo viaggio verso il passato. Il passato di tutti loro. Un romanzo su un'Italia possibile, che ricorda il Novecento e anticipa il prossimo secolo. Una storia di amicizia, sopravvivenza e scoperta, la storia di un gruppo di bambini che sono i nostri nonni prima di diventare adulti.‎

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