|
|
|
Graves Robert
Sette giorni fra mille anni
br. In una lettera a James Reeves del maggio 1949 Graves è chiaro sul senso di "Sette giorni fra mille anni": "Riguarda il problema del male: quanto male è necessario per una buona vita". Nel mondo di Nuova Creta, che capitolo dopo capitolo diventa per Graves sempre meno accettabile, "il problema è che c'è sempre una nostalgia del male", come scrive, in un'altra lettera, quand'è a un terzo della stesura. Se l'utopia scientifica è il bersaglio di Huxley nel "Mondo nuovo" e quella comunista è l'obiettivo di Orwell in "1984", forse non c'è un bersaglio di questa distopia che non sia proprio l'utopia. Il vero male sta nell'immaginare che i problemi si risolvano. Solo il passato elargisce futuro. Solo il dolore crea amore e solo la sventura regala saggezza. Senza il male non c'è poesia. Lo scrittore è un seme di dolore, che dona al lettore un raccolto di dolore, facendogli coltivare così saggezza e amore. Postfazione di Silvia Ronchey.
|
|
|
Fogli Antonio
Racconti del Po
ill., br.
|
|
|
Iovane Antonio
Il brigatista
br. Spiaggia di Castelporziano, luglio '79. Durante il Festival dei poeti due militanti delle Br vengono arrestati in una sparatoria. Uno dei due, Jacopo Varega riesce a scappare dall'ospedale in cui è stato ricoverato, e a Roma si apre la più grande caccia all'uomo dai tempi del rapimento Moro. Pochi giorni dopo la giornalista televisiva Ornella Gianca riceve una telefonata: dal suo nascondiglio in un appartamento disabitato della periferia romana, Varega ha deciso di rivelare il nome di chi lo ha tradito e di raccontare, davanti a una telecamera, il decennio dell'odio, iniziato il 12 dicembre del 1969 con la strage di piazza Fontana a Milano. Con il ritmo serrato di un thriller, tra snodi storici e intrecci sentimentali, entriamo nella mente del brigatista per indagare le ragioni che spinsero un gruppo di giovani a imbracciare le armi e uccidere. Questa è la storia della caccia ai brigatisti da parte degli uomini del generale Dalla Chiesa, ed è la storia dell'Italia. L'Italia eversiva delle stragi e della strategia della tensione; l'Italia della cacciata di Lama dall'università, dei poliziotteschi, dell'epidemia di colera a Napoli e della diffusione dell'eroina. L'Italia di Aldo Moro, del commissario Calabresi, di Indro Montanelli e Gian Maria Volonté. Un paese in cui la verità è sempre stata una contraddizione, un intrigo internazionale, ma anche una questione privata.
|
|
|
Salvatori Irene
Non è vero che non siamo stati felici
br. Si smette di essere figli quando si intraprende la carriera del genitore. Eppure mai come in quel momento si ha bisogno della mamma: per sapere come si fa a diventarlo a propria volta, o forse più semplicemente per non sentirsi troppo soli. E se la mamma non c'è più perché la morte ha tolto la sua carta dal mazzo, sfilarsi dall'infanzia per crescere tre bambini diventa un'avventura. Ambientato tra la Versilia degli anni Ottanta e Novanta, Cracovia e Berlino, Non è vero che non siamo stati felici racconta, con rara incandescenza emotiva ma anche con divertita poesia, uno scombinato apprendistato. Quello che la protagonista mette in scena è una sorta di piccolo circo che si sposta per l'Europa: ha due cani (due bracchi ungheresi) e tre bambini, chiamati Gauguin, Scoiattola e Caravaggio. Non c'è cartellone, ogni sera s'improvvisa. A lei ? che si rivolge per scritto alla madre, non potendole parlare ? tocca il compito di scegliere il luogo e montare il tendone. Soprattutto, le tocca il numero di magia più spericolato: convincere i bimbi che il mondo sia un bel posto, a dispetto della nostalgia che le tormenta il cuore. Heimat, dicono i tedeschi, è il posto da cui si proviene e a cui si apparterrà per sempre. È quello il luogo che, viaggiando di stato in stato e di lingua in lingua, la piccola comunità di questo romanzo ha messo come nord alla sua bussola. Per poi rendersi conto, banalmente, che non è la geografia a dare la risposta. Heimat è la mamma: non c'è altra provenienza originaria, e dunque non c'è altra possibile destinazione. Non è vero che non siamo stati felici è una lunga lettera ? disperata, folle, sorprendente, magica ? a una madre mai morta. Perché, si potrebbe dire, una mamma non muore mai: non è certo il destino, con i suoi scherzi puerili, a farci diventare orfani.
|
|
|
Andrini S. (cur.)
Racconti a tavola 2022. Vol. 2
br. "Vorrei che tu fossi al mio fianco per stupirti di una vita che c'è e che la fantasia può solo raccontare". Questa l'immagine poetica che abbiamo utilizzato per sintetizzare la nuova straordinaria avventura del Concorso letterario promosso da Historica premiato, ancora una volta, da una partecipazione nutrita e di qualità. Anche al cospetto di guerre e pandemie la bellezza è un colpo di frusta provvidenziale alla nostra umanità impaurita: ci aiuta a condividere, nel nostro caso con la complicità della tavola, i lampi di paradiso che caratterizzano tutte le storie di questa antologia e illuminano la vita anche quando ha la parvenza di un girone infernale.
|
|
|
Stefani Manuela
Cenere di mandorlo
ril. Che cosa avviene quando si fa il bilancio della propria esistenza e i conti non tornano? Come si fa fronte all'inquietudine che ci invade quando la vita di coppia è pacifica ma lontana dalle attese, il lavoro non dà le soddisfazioni sperate e la vita sembra piatta e noiosa? Victoria Lo Presti, geologa americana di origini siciliane, è una donna alle soglie dei quarant'anni e ha tutto per essere serena: bella, brillante, amante della moda italiana e della cucina mediterranea, insegna vulcanologia all'università e ha un compagno che l'adora, con il quale vive sul lago Erie, in Ohio. Eppure, per quanto si sforzi di valorizzarlo, ciò che ha non le basta. Quando le si presenta l'occasione di partecipare a una missione scientifica in Italia, parte senza esitazioni. Ad accoglierla sulla nave da ricerca troverà un gruppo di geologi tutto al maschile, ben lontano dall'immaginare che il "dottor Lo Presti" sia tanto avvenente. E soprattutto eccezionalmente competente. Tra loro ci sono Leone Monti, estroso geologo di Catania, e Ugo Scotto Capuano, capo del Centro di osservazione del Vesuvio a Napoli, scontroso e tagliente al limite dell'arroganza, che tuttavia sviluppa subito una combattuta attrazione per lei. Quando la spedizione sta per volgere al termine e Victoria deve rientrare negli Stati Uniti, l'Etna entra in eruzione e anche i sentimenti s'infuocano.
|
|
|
Frisch Max
L'uomo nell'Olocene
br. Un'alluvione in una valle sperduta, una frana, un uomo solo fra problemi di minima e massima sopravvivenza. Scritto nel 1979 e ambientato fra le montagne del Canton Ticino (dove l'autore viveva gran parte dell'anno), "L'uomo nell'Olocene" è un romanzo incentrato sul vecchio signor Geiser che sta perdendo la memoria. Le notizie del maltempo, il paese isolato, senza elettricità, le difficoltà nel reperire cibo, tutto questo è alternato nel romanzo all'insieme delle conoscenze che Geiser cerca di fermare dalla dissoluzione: dalla formula della sezione aurea alla periodizzazione delle ere geologiche. In un'atmosfera da fine del mondo, Geiser, con molta pacatezza, mette insieme quantità di materiali, segni, tracce disparate: l'enciclopedia di un mondo in pezzi, le ossessioni di un uomo che pure sta andando in pezzi.
|
|
|
Michaux Henri; Grange Fiori D. (cur.)
Brecce
br. Questa «antologia personale», che attraversa gli scritti di Henri Michaux da "Chi fui" (1927) al "Giardino esaltato" (1983), è stata composta dall'autore su richiesta dell'editore italiano. Per chi ancora non conosce Michaux, sarà questa la perfetta guida alla sua opera; per chi lo conosce, sarà un libro nuovo, ricco di sottili rivelazioni, quello in cui Michaux ha voluto illuminare sé a se stesso, e a tutti noi. Tutta l'opera di Michaux risponde a una domanda che non riusciamo a formulare, eppure sentiamo essenziale. Col tempo, i suoi scritti si dimostrano sempre più nettamente insituabili, come già lo erano quando cominciarono ad apparire, nella Parigi degli anni venti. Possono presentarsi come racconti, poesie, riflessioni, esorcismi, dialoghi, aforismi, visioni: ma ogni volta li sentiamo evadere dal quadro di una forma preesistente. Ed è questa una peculiarità costante di questo scrittore, che ha con la 'letteratura' rapporti di acuminata diffidenza. I suoi paesaggi sono sempre altrove, in un Tibet dell'anima. Ogni libro di Michaux è il resoconto di un'esplorazione, che ama calarsi nelle «infinitesime fluttuazioni», ma si azzarda anche a perdersi nella sterminata vastità. Nelle sue pagine troviamo tracciati, con la precisione cerimoniale di un calligrafo cinese, innumerevoli «movimenti dell'essere interiore», soprattutto quelli che non hanno più un nome o non l'hanno mai avuto. Ciascuno di questi movimenti è una breccia fra il visibile e l'invisibile. I testi sono le macerie di quelle «brecce». Ogni racconto è l'accenno di una metamorfosi. «Sono già stato di tutto, e tante volte» dice una voce di Michaux, e prosegue: «Di rado vedo qualcosa senza provare quel sentimento così particolare... Ah sì, sono stato questo... non me ne ricordo con esattezza, lo sento. Perciò mi piacciono tanto le Enciclopedie Illustrate. Le sfoglio, le sfoglio e ho spesso qualche soddisfazione perché lì trovo le fotografie di parecchi esseri che non sono ancora stato. Questo mi riposa, è delizioso, mi dico: "Avrei potuto essere anche questo, e questo, e mi è stato risparmiato". Ho un sospiro di sollievo. "Ah! Il riposo!"».
|
|
|
Márai Sándor; Sciacovelli A. D. (cur.)
Il sangue di san Gennaro
br. "A Pasqualino, perché aveva sei anni e ogni mattina portava giù l'immondizia, al pescatore monco, perché ammansiva il mare, a santo Strato, perché proteggeva il palazzo e i malati": a loro Màrai dedica il suo "romanzo napoletano", ambientato nella città dove visse dal '48 al '52, prima di partire per gli Stati Uniti. A formare il vasto coro, lacero e sgargiante, che commenta la vicenda intorno a cui è costruito il libro sono gli uomini, le donne e i bambini della città, con la loro miseria, il loro lerciume, la loro fatica di vivere e il loro orgoglio ancestrale di aristocratici; e le interminabili chiacchiere, le liti che scoppiano furibonde, teatrali, ritualizzate, da una finestra all'altra, i lutti non meno teatrali e urlati, i santi arcigni e polverosi dentro le teche di vetro - con la loro umanità piagata e ghignante. Un intero popolo che, fra tutte le possibilità, crede che "la più verosimile" sia il miracolo. Un giorno, dalle parti di Capo Posillipo, vanno ad abitare due stranieri, un uomo e una donna (inglesi? polacchi?): displaced persons, così li definiscono le autorità, profughi. Anche loro, almeno per un po', crederanno che lì possa avvenire il miracolo. Ma durante una violenta tromba d'aria si verificherà un evento che avrà il senso di una delusione assoluta, di una sconfitta inappellabile, poiché sancirà l'impossibilità di credere che ci sia un futuro per chi, in quanto esule, ha perso la propria identità.
|
|
|
Grudina Augusto
Sequestrato dal destino
br. C'è qualcosa di misterioso che si nasconde dietro un piccolo foulard bianco e verde. C'è una storia. Una storia che inizia nel periodo più sanguinoso dell'era moderna: la seconda guerra mondiale. Dopo un bombardamento, un uomo salva un bambino dalle macerie. Non immagina che quel gesto segnerà una svolta netta nel percorso della sua esistenza. Dietro quel foulard ci sono anni legati ad un padre, ad una famiglia, alla Sardegna, ad un episodio terribile che coinvolge l'Anonima Sequestri, ci sono anni legati allo sbriciolarsi di una vita e al formarsi di un'altra. Quando lo stesso foulard riaffiora, le cose sono ancora diverse, il contesto mette i brividi e la storia di Augusto Grudina si prepara ad un epilogo sorprendente.
|
|
|
Paasilinna Arto
Sangue caldo, nervi d'acciaio
brossura Linnea Lindeman, pescatrice infaticabile, cacciatrice di foche, levatrice, oltre che sciamana e onorata divinatrice, un giorno ha una visione: nel 1918, in una Finlandia che ha da poco conquistato l'indipendenza scoppierà la guerra civile, e quello stesso anno dovrà nascere Antti Kokkoluoto, un uomo destinato a grandi imprese, un eroe dal sangue caldo e dai nervi d'acciaio, la cui esistenza attraverserà tutto il Novecento, fino a spegnersi nel 1990. In questo lasso di tempo Antti vivrà una vita epica, da giovane commerciante e mercante di cavalli a contrabbandiere di alcolici, da imprenditore a padre di famiglia, da politico a campione olimpico di tiro al bersaglio. Sullo sfondo la crisi del '29, le battaglie tra fascisti e comunisti, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e una carrellata di eventi cruciali di storia finnica in una sorta di "secolo breve" in versione paasilinniana.
|
|
|
D'Annunzio Gabriele; Gatti R. G. (cur.)
Il fuoco. Ediz. a caratteri diamante e stampa microscopica. Vol. 2
brossura
|
|
|
Mastrolorenzo Ketty
I crateri della luna
brossura Vi siete mai sentiti persi, spaesati, soli? Avete mai pensato di non farcela? Vi siete mai sentiti in trappola? Vi è mai capitato di soffrire così tanto per amore da pensare di essere in tunnel chiuso dal quale non esiste via d'uscita? Che poi cos'è l'amore? Penso che nessuno sappia rispondere correttamente a questa domanda, forse perché non esiste davvero una risposta giusta. Amore è soffrire, ridere, essere felici e piangere. È non dormire la notte, è farsi male. È pensare solo a quella persona, è provare a ricominciare da se stessi anche quando sembra impossibile. Amore è tante cose o forse nessuna. Questa è la storia di Camilla e del suo di amore: prima un amore sbagliato e poi un amore che prova in tutti i modi a salvarla... Ma Camilla riuscirà a mettere al primo posto l'amore più importante, l'amore per se stessa?
|
|
|
Piazzardi Gemma
Attraverso le vostre ombre
br. Sullo sfondo della grande storia del Novecento si innesta una "piccola storia" che vede protagoniste donne di generazioni diverse, Prudenza, Emiliana, Marta e infine Elisa: è quest'ultima, bambina ai tempi della seconda guerra mondiale, che ricostruisce la saga famigliare intraprendendo un viaggio alla scoperta di sé, interrogandosi su quanto le azioni compiute in passato e le grandi donne della sua famiglia possano aver influito sulla sua personalità, arrivando così ad accettarsi e a ritrovare quell'equilibrio che la ricerca di un affetto negato sembrava avere compromesso.
|
|
|
Sgariboldi Roberta
È soggettivo...
brossura Ho capito che la vita ti offre due possibilità, decidere di viverla o aspettare che finisca. Oggi è un altro giorno, uno di quelli che non ha né vincitori e né vinti e ringrazio Dio per avermi dato una seconda possibilità. La vita avanza veloce come un soffio, passano i giorni, i mesi e gli anni e quasi non ce ne accorgiamo. A volte sappiamo utilizzarla sapientemente, altre la sprechiamo dimenticando quanto sia importante. Perché la vita è la protagonista di questo racconto in cui assume il volto di Roberta, una donna a cui viene diagnosticato una malattia importante, da cui però può ancora guarire. È soggettivo è una gemma preziosa, una storia delicata che ci ricorda l'importanza della fede, dell'amore e della solidarietà, che mette in discussione tanti presupposti errati e ne crea di nuovi. È un racconto intimo, pieno di forza e vibrazioni, che proprio nel momento in cui tutto sembra perduto riesce paradossalmente a riempire di nuova luce la nostra vita.
|
|
|
Cinarriamo. Racconti sino-italiani. Vol. 2
br. Questa raccolta di autori sino-italiani comprende i quattro racconti vincitori della seconda edizione del concorso Cinarriamo, storie tra identità e alterità e un racconto inedito fuori concorso.
|
|
|
Neri Michele
Sono dieci anni che ti aspetto
brossura Un viaggio in punta dì matita attraverso le sfaccettature dell'interiorità in un mondo disegnato dove perdersi è ritrovare se stessi. Una matita che percorre veloce scenari e sguardi che raccontano le inquietudini dell'animo umano intrecciando presente, passato e futuro. Con una prosa asciutta e tagliente si racconta la fuga perfetta per la ricerca della felicità.
|
|
|
Pavese Cesare
La spiaggia
br. Il terzo romanzo di Pavese a vedere la luce nel 1943 è strettamente legato, nei temi e nello stile, agli esordi di "Il carcere" e "Paesi tuoi". Chi racconta la storia è un professore sulla trentina che rincontra a Torino l'amico Doro da tempo trasferitosi a Genova e ora desideroso di tornare al paese dove l'io narrante lo accompagnerà. La scorza taciturna di un dramma privato, le amare baldorie paesane, le donne tratteggiate come vibrazioni sono quelle del miglior Pavese.
|
|
|
Mishima Yukio
La scuola della carne
br. Taeko, elegante e avvenente donna di trentanove anni, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l'atelier d'alta moda di cui è proprietaria, le amiche con cui condividere racconti piccanti ed eventi mondani cui partecipare. Stereotipo della donna divorziata e indipendente, immersa nell'alta società nipponica del dopoguerra, ove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone a vecchie tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, scorge il giovane Senkichi in un gay bar e l'attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, i muscoli ben tesi, i lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d'occhio: proprio colei che aveva sempre voluto avventure di poco conto, si ritrova irrimediabilmente in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?
|
|
|
Panto Maurenzio
Al posto di Sophie
ril. "Al posto di Sophie" è una storia per grandi e per piccoli. La protagonista, una piccola cagnolina, narra la sua esperienza tra gli umani: gli affetti, i dolori, le preoccupazioni per i padroni, la routine quotidiana. Sophie descrive il mondo con occhi nuovi, quelli che servirebbero all'uomo per migliorare se stesso.
|
|
|
Schnitzler Arthur; Farese G. (cur.)
Doppio sogno
brossura
|
|
|
Dunne Catherine
Un terribile amore
br. Due donne, due destini, un incidente in comune: l'amore Per Calista, di buona famiglia irlandese, l'amore arriva a diciassette anni, ha il volto di Alexandros, trentenne cipriota bellissimo e sicuro di sé, e la conduce a una nuova vita in un Paese straniero. Per Pilar, figlia di contadini spagnoli, l'amore è un vortice imprevisto che in un attimo ribalta un progetto inseguito per anni: lasciarsi alle spalle la miseria e l'ignoranza. Calista dovrà imparare a essere moglie e madre mentre il suo matrimonio naufraga sugli scogli della violenza e dell'inganno. Pilar, rimasta sola in una Madrid indifferente, sarà costretta alla più dura delle rinunce, e a un viaggio in quel passato che ha rinnegato. Finché un'estate le storie delle due donne convergono nel fragore di un evento senza scampo: un omicidio che ha radici più antiche di quanto possano immaginare. Catherine Dunne tesse i fili delle grandi tragedie classiche - la passione e la vendetta, l'errore e il riscatto - nella trama intensa di una storia dei nostri tempi: quella di due protagoniste femminili in guerra contro un mondo maschile. Capaci d'infinito amore e infinito odio, indimenticabili nel loro coraggio, disposte a perdere tutto pur di non tradire se stesse. Calista è senza parole. Ecco cos'è l'amore; ecco che sensazione dà il vero amore. Tutto quello che ha visto ora ha acquistato un significato nuovo; qualcosa che è stato trasformato, tramutato, tradotto in una lingua eccitante e sconosciuta.
|
|
|
Bassani Giorgio; Muroni S. (cur.)
Una notte del '43 letto da Monica Chiarabelli, Massimo Malucelli, Fabio Mangolini, Stefano Muroni e Marco Sgarbi. Audiolibro. CD Audio formato MP3
brossura Cinque attori, cinque voci ferraresi di oggi rileggono il celebre racconto di Bassani che narra di un eccidio emblematico della guerra civile italiana. Lucida lettura del Ventennio fascista e del conflitto interiore di una città, "Una notte del '43" tuttora ci parla, denunciando coloro che preferirono il conforto e la sicurezza del conformismo e della viltà. Quinto racconto della raccolta "Cinque storie ferraresi", ispirò il film La lunga notte del '43 (i960) di Florestano Vancini. Gli attori che hanno preso parte al progetto sono Monica Chiarabelli, Massimo Malucelli, Fabio Mangolini, Stefano Muroni e Marco Sgarbi. All'interno: un volumetto con saggi inediti di Giuseppe Muroni, Eleonora Rossi e Anna Maria Quarzi.
|
|
|
Ortesta Cosimo
Serraglio primaverile
brossura
|
|
|
Silone Ignazio
La scuola dei dittatori
br. Nella primavera del '39, al termine di un viaggio di studio in Europa, arrivano a Zurigo due americani: Mr Doppio Vu, che molti ritengono il futuro dittatore d'America, e il suo consigliere, il professor Pickup, un ideologo inventore della pantautologia. Nei loro incontri con i personaggi ufficiali del fascismo e del nazismo non riescono ad apprendere nulla di nuovo sulle tecniche per la conquista del potere. Sarà invece un emigrato politico italiano, Tommaso detto il Cinico, esule antifascista, a fornire loro aiuto. Sotto forma di un "manuale per aspiranti dittatori", Silone ha composto un saggio per demistificare le forme di inganno e violenza che, anche in paesi e organismi che si definiscono democratici, insidiano la libertà dell'individuo.
|
|
|
Critone Pasquale
Il tesoro sacrilego
br. Fra' Matteo, custode dei segreti della fusione e della lavorazione dei metalli preziosi e delle macchine del tempo, dona al Cicogna ogni sapere. Come in un presagio, però, si compieranno le sue parole "si può arrivare a confondere il sorgere del sole col tramonto" , quale espressione di profonda disperazione. La cupidigia e la volontà di elevarsi socialmente spingono il Cicogna ed il suo complice a compiere un furto che si ripercuoterà sulla loro vita futura e sulla loro progenie. Colpi di scena, un mistero da svelare e suggestive storie d'amore fanno di questo romanzo, originale e ben scritto, quasi una saga familiare; un intreccio di vicende ricco di suspense lungo più di mezzo secolo - un viaggio emozionale che dagli anni '30 del Novecento giunge alla fine del secolo - attraversato da tre generazioni. Una vera "Comédie humaine". Eros e Thanatos, Amore e Morte suscitano nel lettore un'incessante altalena emotiva sospinta, sullo sfondo, da "La Musica".
|
|
|
Kafka Franz; Brod Max; Pettoello R. (cur.)
Aeroplani a Brescia
br. Tre amici sotto il cielo di Montichiari - in provincia di Brescia - contemplano i primi voli pionieristici, lo sfrecciare di aeroplani nella competizione internazionale di volo del 1909. Non tre amici qualsiasi, ma Franz Kafka, Max Brod e il fratello Otto, in vacanza in Italia, sul lago di Garda. Con entusiasmo, in una sorta di gara letteraria, lo scrittore e il suo biografo Brod narrano impressioni e atmosfere della competizione che richiamò regnanti e intellettuali di un'epoca ormai tramontata. Accanto a quello di Kafka è per la prima volta tradotto il testo dell'amico: con differenze di stile che denotano la diversa statura degli autori. In Appendice le pagine de «La Sentinella Bresciana», giornale locale che ricostruisce quei giorni di settembre nella brughiera.
|
|
|
Puig Manuel
Una frase, un rigo appena
br. Juan Carlos Etchepare è un uomo bellissimo. Intorno a questo dongiovanni di provincia, da tempo marchiato dalla tisi, si intrecciano le vicende di un universo femminile che frequenta i cinema, ascolta gli sceneggiati radiofonici e le canzonette alla moda nel tentativo di trovare quella stessa musica nella vita reale. C'è Nené, la fidanzata tradita; Mabel, l'amante ricca e libertina; la vedova Di Carlo, pronta a rompere ogni convenzione sociale pur di stare accanto all'uomo che desidera; e Celina, la sorella di Juan Carlos, ormai considerata da tutti una zitella facile. Pubblicato per la prima volta nel 1969 e qui riproposto nella traduzione di un grande ispanista come Angelo Morino, "Una frase, un rigo appena" è una rivisitazione letteraria del classico feuilleton; un romanzo in cui Manuel Puig fa quello che sa fare meglio: registrare frammenti di vita che tendono a passare inosservati - conversazioni private, album fotografici, verbali di polizia, lettere e diari -, raccontando la provincia argentina degli anni Trenta, con le sue ipocrisie e le sue contraddizioni, e regalandoci al tempo stesso una storia dal sapore universale.
|
|
|
Morselli Guido
Una missione fortunata e altri racconti
brossura Morselli non finisce di sorprendere. Questi scritti, differenti per modi e tempi di stesura, accompagnano, dagli anni '30 agli anni '70, il vario articolarsi della prosa narrativa con cui l'autore di Dissipatio H.G., Contro-passato prossimo, Il Comunista, Un dramma borghese, ha dato vita a una delle esperienze letterarie più singolari del Novecento Italiano. Sono presenti, qui, racconti dialoghi, moralità, interviste, pagine di viaggio: una miscellanea di generi capace di fornire al "vecchio" lettore di Morselli una riprova della della sua istrionica abilità narrativa e al "nuovo" l'occasione di una scoperta indimenticabile. Per molti la sorpresa maggiore consisterà nel trovarsi - tra l'altro - davanti a uno straordinario campionario di personaggi femminili. Sono ritratti di donne trattati con mano sapiente e penetrante capacità di identificazione: figure femminili per lo più "vincenti", in grado di catturare l'attenzione per la loro carica passionale o ideale, per le loro scelte esistenziali, le lucide manie, le sottili astuzie o le segrete gelosie. "Una missione fortunata" è certamente il racconto di più vasto respiro; una sorta di minuscolo spaccato storico che rivela una delle vene narrative all'autore più congeniali: l'attualizzazione della storia, cui corrisponde, specularmente, l'attenzione alla più scottante attualità politica.
|
|
|
Rushdie Salman
Luka e il fuoco della vita
br. In una splendida notte stellata nella terra di Alifbay, la città di Kahani è teatro di un eveto terribile: il famoso narratore Rashid, padre del dodicenne Luka, cade inesplicabilmente in un sonno così profondo che niente sembra in grado di risvegliarlo. Per sfuggire alla funesta eventualità di perderlo per sempre, Luka deve intraprendere un lungo viaggio nel cuore del Mondo Magico dove si nasconde ciò che nessuno ha mai osato sottrarre: il Fuoco della vita. Un viaggio pericoloso e pieno di fantasmagorici ostacoli, durante il quale Luka incontrerà amici fedeli e diabolici nemici, e sarà guidato da Nessunbabbo, una sorta di fantasma che somiglia al padre. Dopo aver dato prova del suo poliedrico talento affermandosi anche come scrittore di fiabe con "Harun e il mar delle storie", Salman Rushdie torna in veste di narratore puro con una favola incantata per i lettori di tutte le età, un libro sul naturale impulso dell'uomo a raccontare storie fin dalla notte dei tempi: il Mondo Magico in cui Luka si deve avventurare, infatti, non è altro che la creazione di un universo fantastico da parte di un padre per il proprio figlio.
|
|
|
Saggese Sergio
Le 32 malinconie
br. Hisham è un profugo arrivato con un barcone a Lampedusa. Lavora duro come bracciante e vive in un villaggio di baracche. S'innamora di Zaìra, una nigeriana impegnata nella baraccopoli come riscaldatrice d'acqua. Quando uno dei suoi compagni viene ucciso a botte, non ce la fa più e decide di andarsene. Nel salutarlo, il giorno della partenza, Zaìra gli dà un quaderno sul quale ha scritto una serie di riflessioni che ha chiamato malinconie: una rivelazione. La scrittura di Zaìra è essenziale e poetica e avrà su di lui un effetto salvifico. Attraverso di essa Hisham troverà conforto e comprenderà molto della vita e di sé. Soprattutto che c'è ancora speranza e che bisogna resistere nella consapevolezza stoica della propria dignità. E che il dolore stesso può essere una via di scampo dall'inferno del mondo. Leggere le riflessioni lo porterà in cima all'esistenza, laddove è tutto un misto di saggezze, ma anche profonda solitudine. Perché nemmeno l'amore, nemmeno quello, riesce a raggiungere le altitudini della malinconia.
|
|
|
Fruner Sara
L'istante largo
br. «Ho avuto tre madri e non ne ricordo nemmeno una». Macondo, quindici anni, quoziente intellettivo da capogiro, lettore vorace con il mito di Sherlock Holmes e Martin Mystère, una passione inconfessata per la Bea, vuole scoprire che cosa c'è davvero nel suo passato. È una zona buia troppo grande per ignorarla, ma l'amatissima nonna, l'anticonformista artista cilena Rocío Sánchez, che pur conosce ogni verità, è determinata a rivelargliela solo dopo il traguardo dei diciotto anni: nel frattempo custodisce ciò che c'è da custodire dentro una scatola inaccessibile, lassù, sull'ultimo scaffale del suo studio. Animo da detective, e scatola fuori portata, Macondo comincia un'indagine personale, raccogliendo indizi e aneddoti che carpisce dalla tribù di amici di Rocío spesso radunati a casa loro, e dai foglietti che la nonna gli scrive strappandoli da un blocchetto che porta sempre appeso al collo: un intervento alla gola le ha portato via la voce e lei rimedia così, matita alla mano. Macondo scoprirà presto di portare inscritto nel nome ben più del senso di solitudine ispirato dal paese inventato da Gabriel García Márquez: nel suo nome è racchiusa tutta la sua storia. La sua ricerca d'identità diventa allora un cammino sia verso se stesso, sia verso chi lo ha amato, un percorso che lo conduce fino all'Istante largo, soggetto di un quadro della nonna, ma soprattutto epifania di un momento che apre le porte della consapevolezza: la famiglia non è necessariamente una struttura costruita a priori, ma può assumere le forme più diverse, spuntare in situazioni in cui i legami di sangue non ricoprono alcun ruolo, diventare uno spazio immenso per chi ama. Con una scrittura limpida e poetica, Sara Fruner ci offre una riflessione insieme intensa e lieve sull'imprevedibilità dei legami che ci forgiano. E se gli amori sono rimasti incompiuti, se sono terminati troppo presto, ogni legame spezzato del nostro passato può avere una seconda, inattesa chance, che ci sorprende.
|
|
|
Turchi Giuliano
La bottega di Anna
br. Cinque ragazzi, come continuavano a considerarsi anche se erano ormai uomini adulti e forse persino maturi, avevano deciso di salutare Anna e la sua bottega di alimentari, dove per tutta la loro infanzia avevano comprato il pane, i dolci e la colazione che si portavano a scuola. Si erano ritrovati per caso e si erano raccontati quello che avevano vissuto da quando si erano persi di vista [...] storie comuni a un'intera generazione, più drammatiche per quelli che erano nati e cresciuti in un quartiere dal nome così esotico e suggestivo come la Corea di Livorno. Un quartiere nato ai margini del consumismo, diventato ormai quartiere dormitorio, dopo che le famiglie che lo avevano vissuto erano state trasferite in altre zone della città e i nuovi arrivati, non avevano le radici e quel sentimento di appartenenza che caratterizzava coloro che in quelle strade avevano scarrozzato per tanti anni della loro giovinezza.
|
|
|
Andrini S. (cur.)
Racconti a tavola 2022. Vol. 1
br. "Vorrei che tu fossi al mio fianco per stupirti di una vita che c'è e che la fantasia può solo raccontare". Questa l'immagine poetica che abbiamo utilizzato per sintetizzare la nuova avventura del Concorso letterario promosso da Historica premiato, ancora una volta, da una partecipazione nutrita e di qualità. Anche al cospetto di guerre e pandemie la bellezza è un colpo di frusta provvidenziale alla nostra umanità impaurita: ci aiuta a condividere, nel nostro caso con la complicità della tavola, i lampi di paradiso che caratterizzano tutte le storie di questa antologia e illuminano la vita anche quando ha la parvenza di un girone infernale.
|
|
|
Ciprian Orlando
Nizhnevartovsk. Bassopiano Siberiano. Con Contenuto digitale per accesso on line
brossura L'autore, tecnico dell'impresa specializzata ITALTEL, parte per la Siberia il 29 settembre 1992 designato a collaudare un'importante centrale nella città di Nizhnevartovsk sita nel Bassopiano Siberiano. Qui descrive la città fondata solo settant'anni prima sulle rive del fiume Ob, il più grande della Siberia, e narra dei suoi abitanti e della vita di privazioni che sono costretti a patire in un difficile periodo di transizione politica e in un clima oltremodo ostile. Lo scrittore racconta in questo diario, delle proprie esperienze e difficoltà che ha dovuto affrontare per svolgere il proprio lavoro e per adattarsi a vivere in quel mondo dove anche un chiodo arrugginito aveva il suo valore.
|
|
|
Calocero Massimo
I Girasoli non Piangono Mai
br. "I Girasoli non piangono mai" prefigura un terzo conflitto planetario per la supremazia di alcune potenze su altre. In questo contesto l'umanità sottomessa alle oligarchie si ribella alle tragedie della guerra e lotta per un mondo libero, eguale e fraterno. Nella storia emergono, tra i numerosi personaggi, le figure di Hao, Theresa, due ribelli internazionalisti, Jonathan ed Elena, un giovane giornalista italiano e la sua incantevole compagna, protagonisti nella lotta per l'emancipazione del genere umano e per donare ad ogni essere umano la gioia di godere lo splendore della vita.
|
|
|
Maricotti Cristiana
Ntunie'
br. «Il tema del libro è il tentativo, magari non riuscito, di ricostruire con estrema fatica e sensibilità, mescolando sensazioni contrastanti e logici ragionamenti, la tormentata figura della moglie di Luigi Pirandello, Antonietta Portulano, bollata semplicemente come la "moglie matta"; e così, utilizzando una sorta di dialogo-monologo in bilico tra fantasia onirica e realtà quotidiana, ho cercato di fare emergere la "ragionevolezza" intrinseca di questa donna, assennatezza femminile che a me pare trapeli chiaramente nella famosa frase di Pirandello, allorché lui disse: "La pazzia di mia moglie sono io." Non sono affatto sicura di essere riuscita a realizzare perfettamente questo mio proposito, ma quello che posso senz'altro dire con estrema sicurezza e onestà è che da parte mia c'è stato veramente un autentico desiderio di ritrovare la storia interiore di una donna a cui nessuno ha mai riconosciuto la giusta importanza, anche relativamente alla genialità dell'opera di Pirandello. Che di lei abbondantemente si nutrì.»
|
|
|
Giallongo Giovanna
Le altrui volontà
brossura Primi anni del Novecento a Montecino, un piccolo villaggio di montagna, il destino di una giovane donna viene segnato da volontà più forti di lei che, che per sentimenti contrastanti, la trascineranno via allontanandola dai suoi sogni e perfino da sé stessa. La fuga dal suo paese, e da un matrimonio forzato, sembra l'unica soluzione per vincere quell'infelicità che la divora.
|
|
|
Lanzetta Peppe
Incendiami la vita
br. "II mondo è quello degli occhi che lo vedono, delle orecchie che lo sentono e delle mani che lo suonano. Peppe Lanzetta ha suonato, visto e sentito il mondo che lo circonda. Lo ha fatto come lo vede e forse come lo vuole lui senza stupirsi, senza indignarsi quasi come se uscendo di casa per andare a lavorare si dovesse per forza passare da una foresta e incontrare un leone, un alieno leone e fissarlo se possibile, guardarlo negli occhi, fermando tutto, vento, uccelli, rumore del fiume, odore della pioggia. Guardarlo negli occhi senza prendere, senza dare, senza coraggio e paura entrando dentro di lui. O più semplicemente come se il mondo fosse una sveglia che la mattina suona e quindi ti sveglia e tu con il gesto di sempre la spegni, la fermi, la blocchi, la fissi nel vuoto. Tutto è naturalezza in questi straordinari racconti-canzoni: la disperazione, i sogni, le voglie, le tante sconfitte senza vergogna e la sola vittoria senza soddisfazione... la vita." (Lucio Dalla)
|
|
|
Muratori Letizia
La casa madre
br. I giochi sono pericolosi quasi per definizione, ma a volte lo sono in un modo che alle definizioni si sottrae. Quando Irene riceve dall'America, nel suo bel cavolo di plastica, la bambola che aspettava, sa già che per quella creatura di stoffa vagamente orrifica dovrà essere, rispettando alla lettera le ferree regole imposte dalla fabbrica, una vera madre, così come vere madri già sono, o stanno per diventare, tutte le sue compagne di classe, al collegio del Sacro Cuore di Gesù. Quello che Irene ancora ignora è solo fino a che punto si spingerà la simulazione. Quanto a Luca, il protagonista del secondo racconto che compone questo libro, ha deciso che le giovanissime, esotiche abitanti della pineta dietro casa sua sono in realtà le Winx, e, sentendosi dire dalla più bella, Flora, quante monete dovrà sborsare per passare qualche minuto con lei, sa dove e come procurarsele. Ma ancora non sa in cosa esattamente consista il misterioso 'charmix' di quelle strane bambole. Benché separate nel tempo e nello spazio (la prima si svolge a Roma negli anni Ottanta, la seconda oggi, sul litorale del Lazio), le due storie di Letizia Muratori vanno considerate indivisibili. Lette in sequenza, si riveleranno infatti per ciò che sono: il copione di una commedia scalena e corrosiva, una storia quasi di fantasmi che costringe chi la legge a vedere il mondo adulto sempre e solo con gli occhi dei bambini - ma che per un singolarissimo gioco di sponda restituisce, di quel mondo, un'immagine che ferisce e persuade.
|
|
|
Giono Jean
Le anime forti
br. È la metà del Novecento, in un piccolo borgo della campagna francese: la servitù al castello di Percy trascorre la notte a vegliare il defunto padrone e, come puntualmente accade in quest'angolo sperduto della Francia, a banchettare e a sparlare liberamente. Tra sussurri e imprecazioni, allusioni e pettegolezzi, spicca la voce di Thérèse, ottantanove anni, un marito e tre figli ormai persi, tre nuore che detesta e dei nipoti che la lasciano indifferente. La sua vita è stata una lunga catena di eventi da raccontare e di personaggi da rievocare, perfetti per una fredda e lunga notte di veglia... Tutto comincia nel lontano 1882 quando Thérèse fugge col maniscalco Firmin dal castello di Percy. Vi era arrivata ragazza, poiché la madre desiderava per lei un'educazione pari a quella di una zia che sapeva ricamare, stirare e rammendare la biancheria fine. E certamente sarebbe diventata come la zia dalle mani di fata se non si fosse invaghita di Firmin. Ai suoi occhi un bell'uomo, robusto e gentile come una ragazza, e a quelli della sua famiglia un povero orfano senza arte né parte e maniscalco per modo di dire, visto che si limitava a tenere ferme le zampe dei cavalli mentre il padrone li ferrava. La fuga si risolve nel solo modo possibile alla fine del XIX secolo: un matrimonio celebrato in silenzio e l'approdo in un nuovo paese: Chàtillon, dove Firmin trova lavoro presso il locale maniscalco e Thérèse in una grande locanda.
|
|
|
Jacquemard Simonne
Pitagora e l'armonia delle sfere. La Magna Grecia, i numeri e la filosofia
br. In questo libro l'autrice, narratrice e poetessa francese, cerca di ricostruire la vita e il pensiero di Pitagora di Samo. Eccoci dunque sbarcare insieme al filosofo sulla spiaggia di Crotone, la colonia della Magna Grecia dove Pitagora decide di fondare la sua scuola, e seguire passo dopo passo ogni sua scelta e ogni sua considerazione. Grande viaggiatore, tanto per mare che per terra, Pitagora lo fu soprattutto dello spirito, sicché fu proprio lungo quelle coste che presero corpo i suoi continui interrogativi: sull'origine dell'armonia e della bellezza, sui segreti della musica, e di ciò che è racchiuso nel nome di ogni cosa, primo indizio per scoprire l'enigma dell'universo.
|
|
|
Sibilla Enrico
Il libro dei bambini soli
br. Chiunque è stato un bambino solo. Sono stati vissuti attimi verticali, sotto un sole abbacinante o in una tenebra incerta, in cui il mondo ha assunto una prospettiva radicale, colpendo come un fato i piccoli cuccioli di uomo, questi antesignani degli adulti che con gli adulti non hanno nulla a che fare, poiché la loro natura è più angelica e demonica che umana. Gli attimi decisivi dell'infanzia hanno iscritto in ognuno un graffito interiore che la letteratura conosce bene, avendone da sempre fatto un feticcio e tentato di vendicarli: il buio in uno scantinato da attraversare vincendo l'orrore, la desolazione della bambola rotta, il ludibrio crudele dei coetanei, la nascita di chi è venuto dopo e ha distrutto la primogenitura, la punizione incomprensibile. Si potrebbe andare avanti all'infinito e, in effetti, la narrazione lo fa. Come accade con il libro d'esordio di Enrico Sibilla, che per episodi progressivi disegna la geometria implacabile dell'iniziazione alla vita, convocando l'intero immaginario da cui emergono le nostre generazioni. Che si tratti di una chiesa in cui si celebra una comunione o dell'arena in cui il circo mostra la verità dello spettacolo universale o del tavolo a cui si consuma il pasto o del campo da gioco in cui si è sbagliata irrimediabilmente la prodezza atletica - qualunque elemento è perentorio, qualunque situazione vive in una luce priva di sfumature, qualunque personaggio è memorabile, qualunque parola è squadrata e decisiva.
|
|
|
Glass Emma
La carne
brossura C'era una volta un uomo fatto di salsicce. E c'era una volta una ragazza vegetariana. L'uomo fatto di salsicce aggredisce la ragazza vegetariana. La ragazza vegetariana torna a casa col sangue che cola lungo le cosce, sutura la ferita con ago e filo e prova a fare come se niente fosse. Ma fare come se niente fosse è difficile, perché l'uomo fatto di salsicce non smette di perseguitarla: spiandola dal bosco vicino a scuola, affacciandosi a una finestra, spuntando da un lampione. La ragazza vegetariana non riesce a dormire, con il ricordo di quella gigantesca bocca spalancata, non riesce a concentrarsi, con quell'odore di grasso bruciato nelle narici, non riesce a mangiare, con lo stomaco gonfio e teso come un tamburo. Sente qualcosa di mostruoso crescerle dentro. Per riavere indietro la sua vita - andare a scuola, a nuotare, incontrare il fidanzato - la ragazza vegetariana assale l'uomo fatto di salsicce e lo cucina a un barbecue di famiglia. Poi si butta in piscina, ma il suo corpo si spolpa e diventa un osso. E poi la ragazza vegetariana e l'uomo fatto di salsicce non c'erano più. "La carne" è la perturbante opera prima di Emma Glass : una fiaba-incubo lirica e bizzarra, una storia di iniziazione tragica all'umano destino, il racconto di come il male a un certo punto, brutalmente, penetra la vita che, da lì in avanti, non può occuparsi d'altro che di fare i conti con il male - perché la vita questo è: una storia di sopravvivenza, non sempre a lieto fine. Emma Glass la articola con una prosa ritmica, percussiva, viscerale; un linguaggio che ha nello sperimentalismo di James Joyce il più diretto ascendente. L'indicibile, difatti, necessita di magia per essere proferito, comunicato, elaborato. L'innominabile deve essere sublimato. E la magia dell'arte è l'unico strumento che abbiamo.
|
|
|
Brancati Vitaliano
Don Giovanni in Sicilia
br. Scritto nel 1940, "Don Giovanni in Sicilia" è la storia di Giovanni Percolla, scapolo impenitente logorato, come tutti i suoi concittadini, da un'inestinguibile sete sessuale. Decide però di imprimere una svolta alla propria vita quando sposa la giovane Maria Antonietta, che lo convince a trasferirsi a Milano. Il viaggio risulta un fallimento, e i due sposi decidono di tornare alle radici, dove Percolla riprecipita nella stessa inerzia fatta di gesti sterili e ripetitivi.
|
|
|
Petra Van De Graaf
Ricordi scritti sulla carta
br. Assia, alla soglia degli ottant'anni, ripercorre i momenti più significativi che hanno segnato la sua vita, con occhi diversi da quelli con cui li aveva vissuti e interpretati fino a quel momento. Attraverso quella che soltanto alla fine si rivela essere un'intervista, Assia si racconta per quello che è, in tutto e per tutto, un flusso di emozioni, pensieri, rabbie, dolori, gioie, marachelle, speranze, progetti, aspettative e molti falsi miti. Negli occhi e nell'animo di una persona ormai anziana, che non ritrova più i compagni di vita descritti nel libro, perché non ci sono più, e che ripercorre il suo cammino di resilienza, vissuto fino a ieri con un profondo senso di inadeguatezza, Assia si rilegge e accoglie i suoi quasi ottant'anni con la saggezza di chi ha ormai gli occhi acquosi ma si scopre orgoglioso di sé.
|
|
|
Rodella Sante
Gatti, uomini e tutto il resto
br. In questo libro viene delineata la parte finale della vita del protagonista, in cui il pensionamento ha coinciso con la morte della madre e con l'inizio della pandemia ... Viene espressa la sua interiorità lacerata da eventi esterni, che fanno da cornice in questa narrazione intimistica. Sorge l'esigenza di una compagnia animale. Il gattofilo decide finalmente di portarsi una gattina in casa e su di lei riversa un affetto illimitato; nella gatta proietta le sue frustrazioni, cerca di compensare la sua solitudine a volte insopportabile. La gatta dona al protagonista un nuovo entusiasmo e una pace interiore. Tra le riflessioni del protagonista trovano spazio anche considerazioni sul rapporto tra gatti e umani: i gatti sono stati divinizzati dagli antichi Egizi, ma anche perseguitati dalla Inquisizione. Non manca in questo libro anche un lato autoironico. La figura del gatto è valorizzata anche da piccoli racconti che presentano una matrice comune: il gatto domestico allevia le carenze dell'uomo. Ci sono dialoghi poi comici tra gatte, tra cani e gatti, tra l'autore e la sua gatta, e in questi le debolezze degli umani vengono osservate dai gatti...
|
|
|
London Jack
Martin Eden
br. "Martin Eden" è stato definito uno dei "libri arrabbiati della letteratura americana". La trama è una "fabula" intensificata dell'apprendistato di scrittore di London stesso, ma trascende l'autobiografismo per la sua capacità di cogliere con immediatezza contrasti e contraddizioni collettivi e sociali caratteristici della società americana di fine secolo: una società nata dal grandioso sforzo pionieristico, felicemente materialista, tesa nello sforzo di conquistare i beni del mondo e a cui il socialismo appare come una dottrina povera, "remota e poco attraente".
|
|
|
Némirovsky Irène
Il signore delle anime
br. "Appartengo a una razza levantina, oscura, c'è in me un miscuglio di sangue greco e italiano: sono uno di quelli che voi francesi chiamate metechi, immigrati" dice, a una donna in cui vede l'immagine stessa della purezza, Dario Asfar, giovane medico che negli anni successivi alla prima guerra mondiale conduce un'esistenza miserabile nel Sud della Francia. E con sorprendente chiaroveggenza conclude: "Io credo che esista una fatalità, una maledizione. Credo che il mio destino era di essere un mascalzone, un ciarlatano ... Non si sfugge al proprio destino". Anche quando, molti anni dopo, non sarà più il "medicastro" che con il suo aspetto "miserabile e selvatico" e il suo accento straniero ispira solo diffidenza, anche quando sarà diventato ricco e famoso, e l'alta società parigina andrà umilmente a chiedergli di guarirla da quelle malattie dell'anima, da quelle "turbe psichiche", da quelle "fobie inspiegabili" che solo lui, il Master of souls (come viene definito da chi lo accusa di sfruttare la credulità del prossimo), è in grado di curare - anche allora il dottor Asfar si porterà dietro il marchio indelebile del suo destino, delle sue origini, del suo sangue. E quegli angiporti dell'Oriente da cui proviene, e che ha cercato di lasciarsi alle spalle, gli rimarranno per sempre negli occhi.
|
|
|
Crummey Michael
Dal ventre della balena
br. La prima volta che Mary Tryphena incontra il "Grande Bianco" non può sapere che quell'uomo nudo, puzzolente e dalla pelle chiarissima, diventerà suo marito. Mary è solo una bambina e l'unica cosa che le interessa è l'enorme balena che si è appena spiaggiata sulle coste del suo villaggio. È aprile, il giorno della festa di San Marco, ma il ghiaccio non accenna a sciogliersi. Gli orti marciscono sotto la pioggia incessante e i pescherecci tornano vuoti. In una tale carestia, quell'animale morente non può che essere un dono di Dio. Gli abitanti aspettano che la balena muoia per spartirla equamente, quando King-me Sellers si presenta in spiaggia dicendo che l'animale si è arenato sulla sua proprietà e perciò a lui spettano l'intero fegato e otto botti d'olio. Mentre per risolvere il contenzioso si attende l'arrivo della Vedova, matriarca temuta e rispettata, dotata di poteri soprannaturali, la balena muore e i pescatori si armano di coltelli, accette e seghe, scalano il dorso del leviatano e prendono a tagliarne le carni e a raccoglierne il grasso. Hanno appena iniziato quando sulla spiaggia risuonano le grida di un ragazzo: nel ventre della balena c'è un uomo nudo, dalla pelle chiarissima, che puzza di pesce marcio. Inizia così un racconto epico e ipnotico che schiude davanti ai nostri occhi il mondo del Newfoundland, in Canada, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
|
|
|