|
|
|
Carofiglio Gianrico
Passeggeri notturni
br. Un almanacco di soluzioni inattese, di rivelazioni ironiche, di folgoranti incidenti del pensiero. Una scommessa allegra e audace sullo straordinario potere dei personaggi, delle storie, della letteratura. Voci che risuonano nell'oscurità di vagoni semivuoti, lampi che scaturiscono da frammenti di conversazione, profumi nascosti negli anfratti della memoria. I titoli di questa singolare raccolta - trenta scritti di tre pagine ciascuno rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e finzione. A tenere tutto insieme, come in un mosaico, è una scrittura tersa quanto l'aria notturna, capace di svelare le verità celate nei dettagli dell'esistenza con una magistrale economia di parole. "Un monaco incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia".
|
|
|
Szabò Magda
Via Katalin
brossura "Perdere la giovinezza è terribile, non per ciò che viene tolto, ma per qualcosa che viene dato. Non è la saggezza, né la serenità, né la lucidità, né la pace. È la consapevolezza che l'insieme si è dissolto", scrive Magda Szabó. Ed è questa lenta dissoluzione che racconta, incrociando i destini di tre famiglie di Budapest - i Biro, gli Held e gli Elekes - che, prima della guerra, abitano in case vicine in Via Katalin. Le ragazze Elekes, Iren e Blanka, ed Henriette Held sono follemente innamorate di Balint Biro, ma ognuna di loro sa che Balint è solo per Iren. Il paradiso in cui credono di vivere si trasforma in inferno quando gli Held vengono deportati e la loro figlia Henriette, inizialmente nascosta dai Biro, viene uccisa da un soldato. La tragedia è per i sopravvissuti il preambolo di una lunga deriva in cui sfilano tutti i demoni dell'Ungheria comunista del dopoguerra. Come affrontare la vita in tali tormenti?
|
|
|
Baricco Alessandro
Emmaus
br. "Abbiamo tutti sedici, diciassette anni, ma senza saperlo veramente, è l'unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato".
|
|
|
Celati Gianni
Passar la vita a Diol Kadd. DVD. Con libro
brossura "Qui non c'è niente," dice Celati, "che potrebbe attirare le frenesie dell'attualità. Io mi ritrovo con cinque quaderni scritti in fretta, spesso illeggibili, senza nessun ordine. Sono appunti su ciò che mi è diventato famigliare in questa parte di mondo, con elenchi di parole wolof, discorsi scritti in fretta, figure di amici con cui cui ho vissuto in queste terre, idee di riprese per un film sul villaggio di Diol Kadd, e frasi e che non so chi le abbia dette." Lieve, affettuoso e complice, lo sguardo di Celati restituisce l'allegria e la pace, lo sfarzo delle vesti femminili durante le feste, lo sciamare dei bambini, la lenta e cauta sopravvivenza di questo villaggio di duecento anime, governato soprattutto da donne. Non c'è nessuna idealizzazione, ma c'è senza dubbio la percezione di un tempo "diverso", di un tempo quasi fermo, che parla con una voce che ci tocca da vicino. Il DVD è introdotto da "La voce di Gianni Celati" di Mario Sesti, riprodotto in un libricino allegato.
|
|
|
Knausgård Karl Ove
La morte del padre
br. Quando si sa troppo poco, è come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, è come se questo troppo non ci fosse. Scrivere significa portare alla luce l'esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l'obiettivo dello scrivere. Ma come si arriva a questo lì? Era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di Stoccolma bevevo caffè e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell'enorme spazio fatto d'aria che mi sovrastava. Per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perché tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un'altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. È la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. Ecco perché gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. Ecco perché quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. La potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinché possa nascere la letteratura. È questa demolizione che viene definita 'scrivere'. Lo scrivere riguarda più il distruggere che il creare.
|
|
|
Tabucchi Antonio
L'angelo nero
brossura E' un libro costituito in apparenza da racconti. Questi testi sono però tenuti insieme da un unico tema, il male. In ogni testo c'è una presenza malefica che suggerisce il male al protagonista e che lo conduce per le sue strade.
|
|
|
Cacucci Pino
Mahahual
br. Il Messico è il paese dei contrasti estremi. E all'estremo di tutto, c'è Mahahual: dove finisce la penisola dello Yucatán, sorge questo paesino di mille abitanti, a pochi chilometri dalla frontiera con il Belize. Angolo di paradiso tra palme e mangrovie, di fronte ha la barriera corallina seconda al mondo per estensione, il Mar dei Caraibi e lo scorrere lento del tempo: siamo nello stato del Quintana Roo, che a nord vanta la celebre Cancún, mentre qui c'è l'opposto assoluto, non solo geografico, perché a Mahahual il cemento non ha ancora invaso la vista, tra casupole, palafitte e hotel con il tetto di palme. Ma un'insidia minaccia costantemente questi litorali: per un capriccio delle correnti oceaniche, la plastica vi arriva da tre continenti, e ogni mattina all'alba, una miriade di volenterosi la raccoglie dalle spiagge, rendendole splendidamente bianche e pulite per un altro giorno, in un incessante "mito di Sisifo". Mari e terre ricchi di storia e leggende, dove i corsari ingaggiarono sfide mortali con i dominatori spagnoli, e i fieri maya non si lasciarono assoggettare da nessuno dei contendenti stranieri. Qui si narra di Gonzalo Guerrero che si schierò con gli indios, di Diego Grillo, il Mulatto, che si unì a Francis Drake per odio contro chi lo fece nascere schiavo, di Elvia Carrillo Puerto, indomita ribelle, che non attese la Revolución per affermare la propria libertà individuale e gli ideali di emancipazione collettiva.
|
|
|
Bomann Corina
L'anno dei fiori di papavero
br. Il calore di una famiglia numerosa e due genitori che si amano: è questo che Nicole ha sempre sognato fin da bambina. Cresciuta da una madre single che non ha mai voluto parlarle di suo padre, né accogliere un altro uomo nello loro piccola ''casa di donne'', Nicole è fuori di sé dalla gioia quando, a 38 anni, scopre di essere incinta. Talmente felice da sperare che il fidanzato David - da sempre contrario a mettere su famiglia - possa comunque seguirla in questa avventura. Ma quando David la abbandona e Nicole scopre che il bambino ha un problema cardiaco, l'unico rifugio sicuro sarà proprio la tenuta vinicola della madre Marianne. Determinata a sapere se la malattia del bimbo è ereditaria, Nicole riesce finalmente a convincerla a parlarle di suo padre. Un viaggio a ritroso che la porterà in Lorena, a Bar-le-Duc, un villaggio circondato da vigneti e magnifici campi di papavero, dove Marianne aveva lavorato come insegnante negli anni '70, scoprendo a sue spese il radicato astio degli abitanti verso i tedeschi. Ma non tutti vedevano in Marianne una nemica, soprattutto l'affascinante viticoltore Michel, che però era già promesso a un'altra donna...
|
|
|
Shafak Elif
Le quaranta porte
br. Ella Rubinstein ha quarant'anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l'amore. Non può immaginare che qualcosa sta per sconvolgere la sua esistenza immobile come le acque di un lago: un libro. Si intitola "Dolce eresia", l'autore è uno sconosciuto, e l'agenzia letteraria con cui Ella collabora glielo ha inviato per un parere. È così che la storia della fenomenale amicizia tra il poeta Rumi, lo "Shakespeare dell'Islam", e il derviscio Shams, l'uomo che viveva di amore mistico, entra come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Leggendo, Ella si lascia trasportare nella Turchia del XIII secolo, sulle ali di quella "religione dello spirito" che ispirò a Rumi i versi d'amore più belli di tutti i tempi, e impara le famose "quaranta regole dell'Amore", che Shams insegnò a Rumi dischiudendo per lui le inaspettate meraviglie del cuore. E quando Ella incontra Aziz Z. Zahara, autore del libro e ormai suo maestro di emozioni, l'amore per cui ora è finalmente pronta diventerà, infine, realtà...
|
|
|
Kafka Franz
La metamorfosi
br. Cosa si prova a svegliarsi una mattina trasformati in orrendi scarafaggi? Non si può sfuggire a questa domanda, leggendo le prime righe della Metamorfosi, tra le più folgoranti e memorabili della letteratura europea. La descrizione piana e minuziosa del gigantesco insetto, con la sua corazza dura e nera, le zampette che si dimenano, non risparmia orrore e angoscia al protagonista e al lettore. Così questo romanzo, diventato uno del simboli del Novecento, apre a un confronto serrato col dolore, con la violenza, con l'esclusione. Nel commesso viaggiatore Gregor Samsa, che sogna la felicità e scopre l'indifferenza, c'è tutta la tragica condizione dell'uomo contemporaneo. Introduzione di Giuliano Baioni.
|
|
|
Moore Alan
Jerusalem
ril. Una crepa divide il mondo dei vivi da quello dei morti. Su questa crepa sorge Northampton. la città inglese che ha dato i natali ad Alan Moore. epicentro di questa monumentale opera polifonica. È qui che l'umanità abbraccia l'abisso, dando vita a storie che intrecciano le visioni di William Blake ai vortici di James Joyce, le nere periferie di Charles Dickens ai vuoti lunari di Samuel Beckett. Dal creatore di Watchmen e V per Vendetta, un romanzo che sfida i canoni della letteratura contemporanea.
|
|
|
O'Connor Joseph
Il gruppo
br. A Luton, cittadina industriale a cinquanta chilometri da Londra, Roddie Goulding e Fran Mulvey si conoscono al college e tra loro nasce una di quelle amicizie totalizzanti che segnano la vita. Roddie, di origine irlandese, viene da una famiglia lacerata da un terribile dolore; Fran, orfano vietnamita dall'infanzia travagliata, è un ragazzo ombroso e carismatico che gioca con la sua ambiguità anche sessuale. Quello che li accomuna è soprattutto la passione per la chitarra e la tendenza a vedere il mondo come un oceano di canzoni. È l'inizio degli anni Ottanta, e i modelli di riferimento sono David Bowie, Morrissey, i Velvet Underground. Insieme Roddie e Fran fondano un gruppo a cui si uniscono due gemelli di grande talento: la bella violoncellista Trez, l'amore segreto e irraggiungibile di Roddie, e suo fratello Seàn, divertente e solare, alla batteria. Si chiameranno The Ships. In una vicenda che copre venticinque anni di musica e amicizia, allontanamenti e successi, il loro percorso è quello tipico delle rock band: droghe, trasgressioni e vita da strada, incontri con star del calibro di Patti Smith o Elvis Costello, le desolate periferie inglesi, la bohème dell'East Village newyorkese, i concerti all'Hollywood Bowl, fino a un'ultima magica notte a Dublino.
|
|
|
Süskind Patrick
Storia del signor Sommer
ill., ril. Il signor Sommer cammina. Con passo baldanzoso e deciso percorre le strade, i viali e le piazze di Unternsee, in compagnia solo dell'immancabile zaino e del fedele bastone che ritma i suoi passi sicuri. La gente lo osserva, incuriosita e sorpresa, e si chiede il perché di queste passeggiate che iniziano all'alba e si protraggono sino a notte fonda, indifferenti alle bufere e alla canicola: ma il signor Sommer sfugge a chiunque lo voglia fermare e, tenendo lo sguardo fisso alla strada, prosegue ostinato nella sua marcia... Per gli adulti, il signor Sommer diventa presto un matto inoffensivo da guardare con un misto di pena e di compassione, ma i bambini non possono non rimanere ammaliati da questo personaggio. E sarà proprio uno di questi bambini - il più fantasioso, irrequieto e sognatore - ad avere infine la possibilità di fermare il signor Sommer... ma con quale diritto si può spezzare un incantesimo? Sospeso tra narrazione fantastica e toccante autobiografia, percorso da una sottile vena ironica e magnificamente "commentato" dai disegni di Sempé, "Storia del signor Sommer" è un'opera lieve e scanzonatà come un gioco infantile, eppure perfetta nella rappresentazione affettuosa di quel cruciale passo che l'uomo compie abbandonando l'adolescenza per entrare nella maturità.
|
|
|
Rabinyan Dorit
Borderlife
ril. È autunno, a New York. Il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati, finché puoi! Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi, color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie a una borsa di studio. Ha servito nell'esercito e ama la sua famiglia (Che cosa penserebbero, se lo sapessero?). Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c'è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Che questo amore sia un'isola nel tempo, si dice lei. Un amore a cronometro, un amore a scadenza, la stessa indicata sul visto, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele, verso la vita reale. Finché, mentre oscillano tra l'ebbrezza della libertà e il senso di colpa, scoprendosi accomunati dalla nostalgia per quello stesso sole e quello stesso cielo, la vita reale non bussa davvero alla loro porta...
|
|
|
Coccioli Carlo
Fabrizio Lupo
ril. Il 3 gennaio 1951, a Firenze, un giovane pittore qui chiamato Fabrizio Lupo andò a trovare Carlo Coccioli, di cui aveva letto "La difficile speranza" e "Il cielo e la terra". Fu il primo di una serie di incontri che, nel 1952 e in francese, portarono alla pubblicazione di un libro intitolato, appunto, "Fabrizio Lupo" (scritto originariamente in italiano). Un grande affresco: la rappresentazione, in tutti i suoi aspetti, di un caso di omosessualità interpretato come una forma dell'amore, omosessualità come Amore con la maiuscola. In Francia, il romanzo provocò un tale frastuono di reazioni che Coccioli, che ricevette migliaia di lettere si trasferì in Messico. Ma, quasi immediatamente, il libro veniva pubblicato in spagnolo nella capitale messicana, con conseguenze non dissimili da quelle francesi. Prefazione di Walter Siti.
|
|
|
Dell'Arti Giorgio
Il giorno prima del Sessantotto
br. Evocato attraverso quei piccoli eventi quotidiani e quelle mitologie domestiche che formano il retroterra, ignorato quanto indimenticabile, di tanti adulti, il mondo del protagonista, un giovane nato alla fine della guerra e cresciuto a Roma in una famiglia piccolo borghese, viene alla ribalta in modo tenero e spieiato insieme. Un padre che, per fare l'impiegato, ha riposto nel cassetto il sogno di diventare il grande attore; una madre che ha vagheggiato in gioventù un destino di maestra amata e rimpianta; un figlio che non può superare la prova di Grande Scrittore perché non scrive, anche se non fa che pensarci e che nel frattempo, fra la scuola e l'università, vive le sue prime, sconvolgenti emozioni con l'altro sesso.
|
|
|
Machado Antonio; Nardoni V. (cur.)
La guerra (1936-1937)
br. È difficile capire per quale strana ragione la raccolta "La guerra", pur essendo stata pubblicata dallo stesso Antonio Machado, non sia poi stata inclusa nella sua integralità all'interno delle diverse edizioni della sua opera completa. Se la prima ragione di questa singolarità poteva risiedere nella lunga epoca franchista - dal momento che Machado, contrariamente al fratello Manuel, aveva aderito alla causa repubblicana e sarebbe poi morto proprio in seguito all'allontanamento da Barcellona e al faticoso viaggio verso la Francia -, resta invece più difficile darsi una spiegazione per le edizioni più recenti. Si tratta di un libro composito, dove, oltre alle poesie, tra le quali una famosa e splendida dedicata alla morte di Garcia Lorca (Il delitto fu a Granada), compaiono una serie di prose di diverso genere ma tutte legate al tragico periodo in cui sono state concepite, quello della guerra civile; un libro dunque molto particolare, ma non meno fondamentale per comprendere in tutta la sua complessità la figura di uno dei più grandi poeti del secolo scorso. Accompagna la nostra edizione un saggio di Jaume Pont - lo studioso catalano a cui va il merito di avere riportato l'attenzione su quest'opera - che inquadra perfettamente "La guerra" all'interno della sua cornice letteraria e storica.
|
|
|
Némirovsky Irène
Ida
br. Ida è il racconto del destino crudele e tragico di una donna, una ballerina ambiziosa dei music-hall parigini, che con la forza della giovinezza e un'indomabile volontà compie la sua scalata verso la celebrità e il successo economico e sociale. Proveniente da una classe sociale bassa, nella sua corsa inarrestabile verso il successo Ida, con il passare degli anni, diventa sempre più una donna sola ed egoista che non accetta di invecchiare e ignora l'impietoso scorrere del tempo. Dopo una lunga carriera continua a vivere nell'illusione del suo passato e della sua bellezza ormai sfiorita. Il confronto con la sua giovane rivale farà rinascere nell'animo di Ida dolori mai sopiti e segreti nascosti. Una "vecchia signora coriacea, tutta agghindata e truccata", come la stessa Némirosky definì la sua protagonista, che vive per il palcoscenico con la paura di perdere la sua supremazia sulle altre donne: "Quello di cui ho bisogno, quello che apprezzo, quello che mi piace è l'amore della folla. Perderla? No, piuttosto preferirei morire..."
|
|
|
Butler Samuel
Ritorno in Erewhon
br.
|
|
|
Perri Francesco
Storia del lupo Kola
ril. "Storia del lupo Kola", è un esempio di romanzo-fiaba o di romanzo fiabesco. Nacque per essere letto da ragazzi, ma era ed è destinato, anche e soprattutto, a un pubblico adulto. Rappresenta il primo esempio, in Italia, di storia raccontata dal punto di vista di un lupo. Lupo che diviene simbolo di tutto ciò che della natura l'uomo non è mai riuscito a domare o a distruggere; è un fantasma che popola l'inconscio di ciascuno di noi e ci lancia un silenzioso messaggio: "uomo, sarai anche l'essere più potente della Terra, sarai riuscito a cancellare immense estensioni di foreste, a insudiciare il suolo e le acque, a rendere l'aria mefitica, ma ci sarà sempre, nell'ombra profonda del bosco, a poca distanza dalla tua comoda e calda casa, una creatura inquietante (quasi quanto la tua stessa coscienza), in stato di vigile attesa, la lingua penzolante tra fauci portentose, l'umido tartufo sollevato per aria, che ti osserva con i suoi occhi gialli, obliqui, fluorescenti, la cui anima nessuno mai potrà comprare!"
|
|
|
Boccaccio Giovanni; Marrone R. (cur.)
Il decameron. Ediz. integrale
ril. Dieci giovani (sette donne e tre uomini) che si raccontano cento novelle per ingannare in modo edificante il tempo di dieci giornate, mentre si tengono al riparo dalla peste nera che fa strage a Firenze: è questa la semplice cornice del capolavoro di Boccaccio. Atto fondativo della prosa italiana, il "Decameron" è una galleria di intrecci narrativi, di situazioni e personaggi che spazia dal serio al faceto, dal tragico al comico, in una serie di quadri percorsi dal filo rosso del trionfo dell'intelligenza come somma virtù. In questa prospettiva sorprendentemente moderna e laica, tre appaiono le forze che dominano le vicende umane: l'amore terreno, la fortuna e il denaro. Per questo suo fascino mondano, che ne fa per noi anche un essenziale documento della vita nel Trecento, fu addirittura inserito nel Cinquecento nell'Indice dei libri proibiti. Nel 2015 i fratelli Paolo e Vittorio Taviani hanno tratto dal "Decameron" un film intitolato "Meraviglioso Boccaccio". Introduzione di Franco Cardini.
|
|
|
Roggero Caterina
L'Algeria e il Maghreb. La guerra di liberazione e l'unità regionale
br. A cinquant'anni dalla fine della guerra d'Algeria nuovi scenari si aprono per la ricerca storica del conflitto che per più di sette anni ha insanguinato l'Algeria coinvolgendo tutto il Maghreb. Avvalendosi di fonti inedite, questa ricerca si concentra sulla dimensione internazionale della guerra di liberazione nazionale algerina, prediligendo l'analisi del versante maghrebino e segnando così la differenza rispetto alla gran parte della letteratura esistente, focalizzata per lo più sul versante francese del conflitto. Dal 1956 il Marocco e la Tunisia, appena divenuti indipendenti, ospitano le basi del Fronte di Liberazione Nazionale algerino e del suo braccio armato, l'Armata di Liberazione Nazionale: singolari relazioni tra i combattenti e i dirigenti algerini "dell'interno" e "dell'esterno" da un lato e i due governi "fratelli", dall'altro, si intrecciano fino al 1962. In questo contesto, la possibilità della fine della guerra d'Algeria, attraverso il progetto di una Federazione nordafricana che avrebbe garantito l'indipendenza algerina, è stata vicina alla realizzazione in diverse occasioni, prima degli accordi di Evian. La conferenza tripartita prevista a Tunisi per l'ottobre 1956 e sabotata dal dirottamento aereo francese, gli incontri "a tre" di Tangeri e di Tunisi del 1958 sono i momenti in cui i partiti nazionalisti dei tre paesi mostrano un fronte compatto unito alla potenza coloniale, che tenta di mantenere la "questione algerina" entro i "confini" francesi.
|
|
|
Cannonieri Igor
L'orologio americano e altri racconti
br. Ci sarà bisogno di un lettore attivo, o meglio, "interattivo" - se si prendono alla lettera le istruzioni per l'indice che chiudono il volume - per attraversare questa raccolta di racconti facendone non solo una lettura piacevole, ma un'esperienza. È a questo, nientemeno, che chiama una scrittura intenzionalmente appesa a molti fili diversi. Chi ci si vorrà immergere si troverà sfidato a scovare grimaldelli con cui far saltare i lucchetti narrativi che ne custodiscono il senso. Così, al di sotto di una semplicità subito fruibile, potrà comparire uno strano genere di struttura - fluida, verrebbe da dire - entro cui 'leggere' valga anche 'collegare', 'intersecare', 'raccogliere', secondo possibilità svariate che non dipendono più solo da chi ha scritto, ma altrettanto dal vissuto e dalla sensibilità di chi si confronti con i temi del libro: "la povertà"... "il Veneto"... "la montagna",... "l'amore, forse".
|
|
|
Pittalis Edoardo
Dalle Tre Venezie al Nordest. Vol. 1: 1900-1945
ill., br. "L'impressione che ne deriva è davvero quella di un Nordest esplosivo di energia e di passione vitale, un calderone di ingegni e pulsioni e volontà, così potente da sfrenarsi infine in una corsa che la corsa narrativa di Edoardo Pittalis lungo centinaia di pagine e migliaia di nomi e di fatti e di note imita benissimo (riproducendo anche il senso di spiazzamento che una tale vorticosa accelerazione della storia induce nei protagonisti)... Leggere questo libro è utile e divertente: due risultati in uno, doppio lavoro, doppia funzione. Non è proprio un libro del Nordest questo?" (Gianfranco Bettin)
|
|
|
Santarossa Massimiliano
Padania. Vita e morte nel nord Italia
br. "Da Trieste a Torino, viaggiando in auto, in treno o a piedi, non cambia nulla, passando per Udine, Venezia, Padova, Verona, Brescia, Bergamo, Milano, Novara, dentro l'autostrada, sui binari o per sentieri, è tutta una vasta, unica, interminabile distesa d'asfalto e cemento, un grigio che nasce ai bordi del mare Adriatico, allaga la Pianura Padana e sale alle Alpi. Un universo abitato da venti milioni di persone, donne, uomini, bambini, e ancora animali, paesaggi, fabbriche, centinaia di città, a formare l'immane landa chiamata Padania." Padania è un definitivo ritratto famigliare, sociale, geografico, economico, che mette radici negli anni della grande crisi economica, ne racconta la genesi, il cambiamento che ha portato su milioni di persone, su tutti noi, e forse traccia una via di fuga. Una storia in presa diretta, narrata dagli occhi di un quarantenne e di sua moglie, Max e Anna, protagonisti degli ultimi atti di un matrimonio tormentato. Il loro legame ventennale, il rapporto con il figlio adolescente, l'importante carriera di entrambi, la dipendenza dall'alcol, la ricerca estrema del sesso, l'uso dei corpi, l'esposizione del potere economico, il successo ottenuto e sbandierato in una vita borghese, un universo umano stravolto dal mutare della società e da un inimmaginabile, drammatico, trauma intimo. Santarossa con Padania dipinge un epico "romanzo famigliare" a tinte scure del Nord Italia di questi anni e forse di quelli prossimi.
|
|
|
Petrignani Sandra
Il catalogo dei giocattoli. Storia di un infanzia
br. Pezzi di materia che si animano, attrezzi da lavoro dei nostri primi anni, i giocattoli ci raccontano qualcosa di come eravamo quando loro erano i nostri bizzosi, amatissimi dèi: la carabina col tappo che emetteva un rumore secco, quasi lo schiocco di un bacio, le auto-mobiline a chiavetta con il suono di ranocchia, l'universo dei pianeti marini nelle biglie disseminate sul letto, i birilli come biberon, con quel nome da capitombolo... Oggi li osserviamo con un misto di nostalgia, inquietudine e una punta di crudeltà. Eppure, i sessantacinque giocattoli descritti in questo libro non seguono un pretesto semplicemente memorialistico. Demoni e angeli custodi, depositari di antichi incanti, paesaggi, odori, "vampiri commedianti che di notte vegliano sui bambini derubandoli momentaneamente della vita", i giocattoli, chiamati a raccolta in questo libro, ci restituiscono l'infanzia come una possibilità eterna, una bacheca colorata, allegra e scintillante, un "cosmo meraviglioso" che chiede di essere esplorato in ogni momento della nostra vita.
|
|
|
Ferrante Elena
L'amore molesto
ril. Un romanzo che ha rivelato il talento di Elena Ferrante, autrice schiva e lontana dai milieux letterari. La trama ruota intorno al rapporto tra Delia e la madre Amalia, un rapporto madre-figlia scavato con crudeltà e con passione. «Mia madre annegò la notte del 23 maggio, giorno del mio compleanno, nel tratto di mare di fronte alla località che chiamano Spaccavento...». Questo è l'incipit del romanzo. Che cosa è accaduto ad Amalia? Chi c'era con lei la notte in cui è morta? È stata davvero la donna ambigua e incontentabile che sua figlia si è sempre immaginata? L'indagine di Delia si snoda in una Napoli plumbea che non dà tregua, trasformando una vicenda di quotidiani strazi familiari in un thriller domestico che mozza il respiro.
|
|
|
Saccà Giuseppe; Colli Barbara
Conosci Venezia?
brossura
|
|
|
Wood Benjamin
Il caso Bellwether
br. Al termine di una giornata di lavoro come tante, il giovane Oscar si incammina verso casa. Passando accanto alla cappella del King's College, viene attratto dal suono dell'organo e decide di entrare. Mentre si abbandona all'ascolto, incrocia lo sguardo di Iris Bellwether, studentessa di Medicina, violoncellista ed esuberante figlia della ricca borghesia di Cambridge. Oscar si innamora di lei all'istante e, poco a poco, viene accolto dalla sua cerchia di amici, un piccolo gruppo esclusivo che ha origini ben diverse dalla sua. Tra loro c'è anche Eden, il fratello di Iris, un personaggio misterioso, dal fascino ambiguo, convinto di poter curare le malattie attraverso la musica e l'ipnosi. Ma chi è, in realtà, Eden Bellwether? Un taumaturgo o solo un pericoloso seduttore, un manipolatore che tiene in scacco le persone che lo circondano piegandole alla propria volontà? Al suo romanzo d'esordio, Benjamin Wood mette in scena una vicenda abilmente giocata sul confine sottile tra genio e follia, fede e ragione. Irretiti dal crescendo di tensione psicologica che alimenta ogni pagina, ci si lascia trascinare dagli eventi che incalzano, desiderosi di arrivare all'esito finale, di conoscere quanto è profondo l'abisso dell'animo umano.
|
|
|
Consiglio Francesco
Le molecole affettuose del lecca lecca
br. Storia di Ciccio Pesce e dei suoi quattordici, quindici e sedici anni, un tempo letterario sufficiente a far conoscenza con: due asfissianti genitori che lo credono afflitto dalla sindrome di Asperger, quattro ragazze morte (le sue), poliziotti e carabinieri che gli girano attorno senza che riesca a spiegarsene il motivo, un'amica invisibile che gli occupa la testa senza che ci sia modo di sfrattarla, uno zio erotomane con l'ossessione di entrare nel Guinness Book of Sexual Records. Ingredienti: rabbia, paura, tristezza, gioia, allegria, ansia, rassegnazione, gelosia, speranza. Indicazioni terapeutiche: terapia sintomatica della noia acuta e cronica.
|
|
|
Urbani A. (cur.)
Chi ha tempo. Storie di giorni che corrono
br. "Chi ha tempo" è un'istantanea dell'idea di tempo, una fotografia a più voci, con diverse anime e diversi registri. I racconti di Marco Lodoli, Fulvio Ervas e Tiziano Scarpa hanno uno sguardo che prova ad abbracciare la vita intera; Tommaso Pincio e Lorenzo Pavolini raccontano ritmi e confini delle relazioni amorose. Marco Baliani, Ivan Cotroneo e Paolo Di Paolo fissano un momento della vita, uno snodo capace, da solo, di dare luce e senso al resto. Andrea Bajani e Michele Mari hanno scelto la forma poetica; Dacia Maraini riflette sul tempo nella scrittura. Il libro si chiude con una sorta di abbecedario delle parole legate al tempo di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, nell'illusione, impossessandosi dei nomi, di dare confini a un'idea in continuo movimento.
|
|
|
Beatty Paul
Lo schiavista
br. "So che detto da un nero è difficile da credere, ma non ho mai rubato niente. Non ho mai evaso le tasse, non ho mai barato a carte. Non sono mai entrato al cinema a scrocco, non ho mai mancato di ridare indietro il resto in eccesso a un cassiere di supermercato". Questo l'inizio della storia di Bonbon. Nato a Dickens - ghetto alla periferia di Los Angeles - il nostro protagonista è rassegnato al destino infame di un nero della lower-middle-class. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha trascorso l'infanzia prestandosi come soggetto per una serie di improbabili esperimenti sulla razza: studi pionieristici di portata epocale, che certamente, prima o poi, avrebbero risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, l'unico suo lascito è il conto del funerale low cost. E le umiliazioni per Bonbon non sono finite: la gentrificazione dilaga, e Dickens, fonte di grande imbarazzo per la California, viene letteralmente cancellata dalle carte geografiche. È troppo: dopo aver arruolato il più famoso residente della città - Hominy Jenkins, celebre protagonista della serie Simpatiche canaglie ormai caduto in disgrazia -, Bonbon dà inizio all'ennesimo esperimento lanciandosi nella più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema.
|
|
|
Izzo Jean-Claude
Aglio, menta e basilico
br. Questo libro nasce per cercare una piccola consolazione alla nostalgia dei lettori che tanto hanno amato e amano Jean-Claude Izzo, scrittore e personaggio. Raccoglie gli scritti e i racconti inediti dell'autore marsigliese. Testi che hanno a che vedere con quelli che sono i temi fondamentali della sua opera: Marsiglia, il mare e il noir mediterraneo, genere letterario che lui stesso inventò. Ci sono tre brevi, bellissimi testi dedicati a tre grandi protagonisti della cucina e del paesaggio mediterraneo: l'aglio, il basilico e la menta. Ci sono molti scritti su Marsiglia, città unica al mondo, con il suo porto, la sua storia, la musica, gli esuli che ha accolto da ogni angolo della terra. Ci sono pezzi struggenti sulla bellezza del mare, sull'identità del Mediterraneo, necessario punto d'incontro tra i popoli delle sue rive, tra il sud e il nord. C'è la riflessione sul noir mediterraneo. Ci sono i pensieri di Izzo sul suo personaggio più amato, l'ex flic Fabio Montale, e un bel racconto inedito: "La cena di Natale di Fabio Montale". Un piccolo libro che farà la gioia dei tantissimi ammiratori di Izzo, che darà loro notizie in più sull'amato autore, che riaccenderà la commozione che abbiamo provato leggendo i suoi romanzi.
|
|
|
Ciampi Paolo
Il poeta e i pirati. Le straordinarie avventure di Filippo Pananti, schiavo ad Algeri
br. Algeri, primi dell'Ottocento. Ancora nel bel mezzo delle guerre napoleoniche la città che da secoli è il più temibile covo di pirati dell'intero Mediterraneo chiude tra le sue mura centinaia di schiavi. Tra di loro un giorno arriva anche Filippo Pananti, toscano del Mugello, poeta che sarà sepolto tra i Grandi d'Italia in Santa Croce e salutato come il più grande epigrammista italiano per i suoi versi impertinenti, se non licenziosi. A lui tocca in sorte di essere uno degli ultimi cristiani catturati dai pirati ma anche uno dei primi occidentali dell'epoca moderna a raccontare il Maghreb e l'Islam. Il suo libro, all'epoca fortunatissimo, richiama sorprendentemente situazioni e problematiche per noi di drammatica attualità.
|
|
|
Savelli Alessandro
Siamo tutti italiani, ma solo noi romagnoli
ill., br. Il libro racconta storie e personaggi esilaranti sulla Romagna.
|
|
|
Saer Juan José
Le nuvole
br. Pichón Garay riceve un misterioso floppy disk che contiene il diario del dottor Real, un giovane medico del XIX secolo allievo di un illuminato psichiatra austriaco. Nel suo diario Real racconta un epico viaggio attraverso la pampa argentina per accompagnare i primi pazienti di un sanatorio all'avanguardia dove i malati di mente possono vivere in libertà e sono assistiti con rispetto e attenzione. La carovana è composta da 36 persone: cinque pazzi - Prudencio Parra, un introverso catatonico con i pugni sempre serrati; Teresita, una suora in preda a un raptus mistico e uno smodato appetito sessuale; Troncoso, un iperattivo insonne; Juan Verde che ripete sempre le stesse tre parole e suo fratello Verdecito - scortati da un nutrito seguito di soldati, guide e prostitute. Durante il viaggio, oltre a prendersi cura dei pazienti, Real dovrà affrontare un'improvvisa inondazione, un rogo che scuote la pianura e una tribù d'indios sanguinari. "Le nuvole" è un'appassionante metafora sull'esilio e una riflessione sulla follia e sul binomio realtà e finzione.
|
|
|
Toti Gianni; Perego G. (cur.)
I meno lunghi o i più corti racconti del futuremoto
br. Visionari ma allo stesso tempo iperrealistici, apparentemente incomprensibili ma di una semplicità disarmante, divertenti e ironici e, al contempo, estremamente tragici, i racconti di questa nuova raccolta indagano, attraverso una scrittura pungente e, spesso, quasi surreale, i temi cari alla letteratura: la vita, la morte, il cosmo, lo scrivere. Attraverso questi suoi scritti, Gianni Toti spazia, apparentemente senza regola, all'interno della brulicante materia che la sua mente produce. "Una scrittura nuda, essenziale, la parola scavata, indagata, talvolta travolta in sorprendenti significanze" (dalla prefazione di Giovanni Perego).
|
|
|
Allen Richard
Rabbia skinhead. Racconti di vita londinese
br. Anfibi, spranga e testa rasata: nella Londra degli anni settanta, il giovane skinhead Joe Hawkins guida la sua banda in un vortice di sesso e rabbia cieca. Tra bevute colossali al pub, risse allo stadio, scontri con hippie ed Hell's Angels, Joe e il suo gruppo masticano odio e lo sputano in faccia a una società che non riesce a fermarli ma che, dopotutto, non è migliore di loro. Individui con un istinto naturale per la violenza, gli skinhead del romanzo sono i simboli di un'intera sottocultura, nata da una costola operaia nei sobborghi della capitale britannica e poi diffusasi rapidamente in tutto il mondo. Con un sapiente tocco pulp, Richard Allen firma I"'Arancia meccanica" dei dock londinesi e crea un vero e proprio classico della cultura skin.
|
|
|
Ferlita S. (cur.)
La vittoria degli animali
br.
|
|
|
De Roberto Federico
I Viceré letto da Claudio Carini. Audiolibro. 2 CD Audio formato MP3. Ediz. integrale
brossura Pubblicato nel 1894, "I Viceré" è uno dei massimi capolavori del verismo italiano. Nell'opera si narra l'epopea della nobile famiglia siciliana degli Uzeda di Francalanza. Un mirabile affresco di una famiglia i cui componenti sono in lotta l'uno con l'altro, dilaniandosi per l'eredità della principessa defunta. L'autore disegna con mano lucida e feroce i vizi, il conformismo e l'opportunismo di una serie di personaggi dell'aristocrazia isolana sullo sfondo storico del drammatico passaggio dal regime borbonico alla nuova situazione politica di un'Italia unita. La lettura è interpretata da Claudio Carini.
|
|
|
Coelho Paulo
Il manoscritto ritrovato ad Accra
br. 14 luglio 1099. Mentre Gerusalemme si prepara all'invasione dei crociati, un uomo greco, conosciuto come il Copto, raccoglie tutti gli abitanti della città, giovani e vecchi, donne e bambini, nella piazza dove Pilato aveva consegnato Gesù alla sua fine. La folla è formata da cristiani, ebrei e musulmani, e tutti si radunano in attesa di un discorso che li prepari per la battaglia imminente, ma non è di questo che parla loro il Copto: il vecchio saggio, infatti, li invita a rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dalla vita di tutti i giorni, dalle sfide e dalle difficoltà che si devono affrontare. Secondo il Copto, la vera saggezza viene dall'amore, dalle perdite sofferte, dai momenti di crisi come da quelli di gloria, e dalla coesistenza quotidiana con l'ineluttabilità della morte. "Il manoscritto ritrovato ad Accra" è un invito a riflettere sui nostri princìpi e sulla nostra umanità; è un inno alla vita, al cogliere l'attimo presente contro la morte dell'anima.
|
|
|
Hamilton Anne
Fuga da Parigi
ill., br. In una Francia occupata dai nazisti, Hortensia, bella e viziata, vive insoddisfatta il suo matrimonio con Daniel Mayer, noto esperto d'arte, dal carattere cinico e ambizioso. Quando il dramma che sconvolge l'Europa li costringe alla fuga, durante il viaggio conosce il giovane Jean Louis, un collaboratore di Daniel, e tra loro nasce un breve amore che annulla la ragione e sospende il tempo, fin quasi a far loro dimenticare la guerra in corso. Ma la guerra finisce col separarli e Hortensia viene coinvolta in una complessa e oscura rete di vendette trasversali e tradimenti che ruotano attorno a un crimine commesso da Daniel e a tre disegni rubati. Sconvolta dalla piega drammatica che prende la sua vita, Hortensia assiste impotente al crollo delle sue certezze: tra accuse di collaborazionismo e la scomparsa delle persone a lei più care, coltiva il ricordo del suo amore speciale per Jean Louis che non riuscirà mai a dimenticare.
|
|
|
Federman Raymond
Il mio corpo in nove parti
br. Un viaggio dell'autore attraverso alcune partì del suo corpo: capelli, naso, dita dei piedi, voce, organo sessuale, molare rotto, orecchie, occhi, mano e cicatrici. Nove elementi fisici che fanno da viatico in questo singolare, ironico e malinconico viaggio con l'irrinunciabile e inseparabile compagno di ogni vita umana. A ogni parte del corpo è dedicato un capitolo. Il mio corpo in nove parti è una danza macabra, ilare e postmoderna, una baudelairiana "sublime pantomima sull'orlo dell'abisso", tanto più dissacrante in quanto scritta in occasione di un convegno di attempati professori tedeschi di semiotica. È un romanzo che ricorda gli "Esercizi di stile" di Queneau, dall'infanzia povera ed ebraica vissuta a Parigi, prima della deportazione della famiglia, passando per il maggio francese, lo strutturalismo, le partite di tennis con sua moglie, senza trascurare una "tirade" sul suo ingombrante naso giudeo, degna del Cyrano di Rostand.
|
|
|
Federman Raymond
Chut! Zitto! Storia di un'infanzia
br.
|
|
|
Cerri Clara
Lettere fra l'erba
br. La storia di un uomo e una donna che avrebbero potuto essere felici e non lo sono stati e una ragazza che cerca faticosamente di ricostruirla, districandosi tra i silenzi degli adulti, per riallacciarsi a una madre che non ha mai conosciuto e conquistare la verità e l'affetto cui ha diritto. Una storia sull'amicizia che sopravvive al tempo e al dolore e sulla memoria che resta, una storia d'amore vicina alla vita vera con una protagonista appassionata e impulsiva, ma con una forza interiore che traspare nei mille fili che ancora tengono legati tutti quelli che le sono stati accanto.
|
|
|
Blandino Laura
Tempo di cose nuove
brossura Dopo la pubblicazione de "La camera bella", l'autrice riprende il filo della narrazione raccontando le vicende che animano la Val Favero l'anno seguente a quello descritto nel primo romanzo. È tempo di cose nuove. Una nuova famiglia si trasferisce nella casa della nonna di Chiara e Cecilia. Una famiglia come tante: un papà troppo preso dalla carriera, una mamma volubile e disattenta, un figlio ribelle e una ragazzina timida che si sente sempre fuori posto. Cassanico diventerà la loro vera casa? I protagonisti e le vicende rimaste in sospeso nel romanzo "La camera bella" saranno lo sfondo di questa nuova avventura di crescita e rinascita.
|
|
|
Ben Jelloun Tahar
La punizione
br. Marocco, marzo 1965: novantaquattro studenti, colpevoli di aver manifestato pacificamente nelle strade a Casablanca e Rabat, vengono puniti dal governo del re Hassan II. La forma di prigionia loro imposta è subdola, ma non per questo meno violenta: una mattina tutti i ragazzi ricevono nelle loro case un obbligo di comparizione in caserma per prestare servizio militare e da quel giorno ha inizio una reclusione che durerà per diciannove mesi. I ragazzi vengono mandati in luoghi isolati, lontani dalle loro famiglie e da chiunque potrebbe aiutarli, sono continuamente sottoposti a maltrattamenti e umiliazioni, obbligati a compiere esercizi militari gratuiti e pericolosi, sono denutriti, vessati e sfruttati quasi fino alla morte, senza mai ricevere alcuna spiegazione, senza mai riuscire a sapere la ragione del destino loro imposto. Tra i novantaquattro studenti sottoposti a questa barbarie c'era anche Tahar Ben Jelloun, che per riconquistare la sua piena libertà, come molti altri, dovrà in realtà aspettare diversi anni: il colpo di stato del 1971. Per poter tornare con la mente a quei ricordi c'è voluto molto di più: cinquant'anni per riuscire a raccontare la storia di quei lunghi giorni che hanno segnato per sempre la sua giovinezza, formando la sua coscienza e alimentando intimamente la sua vocazione di scrittore.
|
|
|
Bataille Georges
Mia madre
br. Jean-Jacques Pauvert, primo editore, nel 1956, di "Ma mère", così presentò questo romanzo ritrovato tra le carte inedite di Bataille, dopo la sua morte: "II giovane protagonista, Pierre, racconta come, dopo un'infanzia profondamente religiosa, viene, all'età di diciassette anni, iniziato alla perversione dalla madre. Sprofondando grazie a lei nella dissolutezza e nell'orgia, scopre l'estasi della perdizione in cui si mescolano angoscia, vergogna, godimento, disgusto, adorazione e rispetto. Adorazione e rispetto per quella donna, la madre, che ha osato bruciare ogni suo vascello, e che, dopo aver toccato il fondo dell'abisso, trascina il figlio con lei, prima di darsi la morte. "Ma mère" è uno dei testi più violenti, più scandalosamente belli di Georges Bataille, che diceva di se stesso: "Io non sono un filosofo, ma forse un santo, forse un folle", sapendo che è proprio in questa ambiguità che risiede l'unica filosofia possibile".
|
|
|
Pazzi Roberto
Verso Sant'Elena
br. È ormai calata la sera quando Napoleone apprende che giungerà in vista di Sant'Elena all'alba. L'imperatore si ritira presto sulla Northumberland, quel sabato 14 ottobre 1815. Da più di due mesi è in navigazione sulla fregata inglese. Che cosa mediti alla fine del viaggio e forse dell'avventura della sua vita, nessuno potrebbe saperlo, mentre cigola la porta della cabina, non per un colpo di vento. Chi è mai la bella clandestina entrata? È davvero l'Eugénie, l'eroina del suo romanzo giovanile rimasto nel cassetto? Dopo la donna, nel dormiveglia compaiono la madre e alcune inquietanti presenze protagoniste degli eventi della sua vita dalla Rivoluzione alla battaglia di Waterloo. In Europa intanto si diffondono reazioni contrastanti. A San Pietroburgo lo zar Alessandro comincia a prevederne imbarazzanti rivelazioni. Pio VII accoglie a Roma i congiunti rifiutati dalle dinastie che avevano sollecitato l'onore d'imparentarsi coll'imperatore. A Vienna la moglie Maria Luisa, in procinto di recarsi a governare Parma, si concede al generale Neipperg. Il governatore designato di Sant'Elena a Londra riceve segrete istruzioni. Sulla Northumberland a poche ore dalla meta tutti dormono. La sola Eugénie veglia, custode del sonno di Napoleone: "dormi, sogna, riposa, ma sogna con la stessa potenza con cui hai combattuto, e non arriveremo mai a Sant'Elena." E scrive sul diario di bordo il diverso corso che Napoleone immagina ancora d'imprimere alla Storia, mentre la nave sembra sparire in un folto banco di nebbia. Il viaggio infinito sulla nave del grande prigioniero, con le sue fughe in avanti e indietro, si eleva così a simbolo di quella sognata reinvenzione dell'esistenza, tentata di visitare altre vite possibili, che in vista della fine si annida forse in ogni anima umana.
|
|
|
Reynolds Jason
La lunga discesa
ril. Shawn, il fratello maggiore di Will, è morto. Gli hanno sparato. Will prova una tristezza così grande da non poterla spiegare, ma nel suo quartiere esistono Le Regole: N. 1: Piangere non si fa. In nessun caso. N. 2: Fare la spia non si fa. In nessun caso. N. 3: Vendetta. Se qualcuno che ami viene ammazzato trova la persona che lo ha ammazzato e ammazzala. Ma potresti sbagliare bersaglio. E ci sarà sempre qualcuno pronto a seguire Le Regole...
|
|
|