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FRANCE, Anatole /-/ LAUZEL, Maurice.
Opinios sociales. I. Contes pour commencer l'année. Crainquebille. Clopinel. Roupart. Allocutions. II. La religion et l'antisémitisme. L'armée et l'affaire. La presse. La justice civile et militaire /-/ Manuel du Coopérateur socialiste.
Los 3 volúmenes en un tomo, 17 x 11,5 cm., holandesa piel de época, Paris, Librairie Georges Bellais, 1902 y 1900, 97 págs. + 1 hoja = 2 hojas + págs. 101 a 217 /-/ 100 págs. (Bibliothèque Socialiste).
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LABRIOLA ARTURO.
Il Capitalismo, Lineamenti storici.
Cm. 20,5, br. edit., pag. 393 (3) (4 di catalogo editoriale). Ottimo esemplare.
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VANDERVELDE EMILE.
Il Collettivismo e l'evoluzione industriale. 2° migliaio.
Cm. 19, bross. edit., pag. 237 (3), 22 (1 c.b.) di pubblicita' editoriale. Fondatore del Partito Operaio belga, fortemente schierato contro le politiche di Hitler, ricoprì numerose ed importanti cariche governative. Mancanze ai piatti della brossura, internamente ottimo esemplare a fogli chiusi.
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MANACORDA Gastone (a cura).
IL SOCIALISMO NELLA STORIA D'ITALIA: STORIA DOCUMENTATA DAL RISORGIMENTO ALLA REPUBBLICA.
pagg. XII-873.
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ZUGAZAGOITIA, Julián.
Pablo Iglesias. Vida y trabajo de un obrero socialista.
Sin lugar (Barcelona), Ediciones Españolas, 1938, 21 x 15 cm., 71 págs. (Falto de cubiertas originales. Tercera redacción de la biografía de Pablo Iglesias por Zugazagoitia, ofreciendo en esta edición la visión más política del fundador del Partido Socialista ).
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DOLLEANS, Eduardo.
Historia del Movimiento Obrero. 1830 hasta nuestros días.
Madrid, Zero, 1969, 3 tomos, 19,5 x 13,5 cm., rústica editorial, 365 págs. + 1 hoja = 341 págs. + 4 hojas = 315 págs. + 2 hojas. (Nombre de anterior poseedor en las anteportadas de dos tomos y algunas pocas páginas con textos subrayadas a lápiz).
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KÖPECZI, Béla.
Réalisme socialiste: légende et vérité.
Budapest, Akadémiai Kiadó, 1971, 24 x 16,5 cm., cartulina editorial, separata, páginas 325 a 348.
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Papafava dei Carraresi Novello
Fissazioni liberali
In-8°, pp.105, (7), brossura editoriale riquadrata con logo editoriale, disegnato da Casorati, col motto greco disposto circolarmente: "Ti moi sun douloisin ?", "Che cosa ho io a che fare con gli schiavi ?", implicito riferimento alla dittatura fascista. Bell'esemplare. Prima edizione. Il Papafava dei Carraresi (Padova, 1899-Frassanelli, 1973), discendente di una famiglia d’antica nobiltà, era figlio dell’economista Francesco Papafava, di cui seguì le idee liberali e liberiste. Volontario nella Grande Guerra (su cui lasciò vari volumi memorialistici), antifascista, collaboratore delle riviste gobettiane, fu direttore della RAI dal 1961 al 1964. Accame Lanzillotta, n. 32. Italiano
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Balabanoff Angelica
Tears
In-8°, pp. 8 nn., brossura originale con decori floreali. Macchie al margine interno. Buon esemplare. Edizione originale, rara, impressa privatamente. Contiene una poesia di ispirazione antifascista della Balabanoff in inglese con le corrispettive traduzioni (compiute dalla stessa celebre attivista comunista russa) in tedesco, francese, italiano e russo. Introduzione di Charles Edward Russell. "These Poems are original and not translations. The proceeds are destined to victims of fascism - the refugees of all countries". Nel 1943 apparve a New York una raccolta di liriche molto ampliata della Balabanoff con lo stesso titolo "Tears". Plurilingue
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Fonti Luigi; Gigante M. (cur.); Giuntini S. (cur.)
Un socialista italiano in Ticino
brossura
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Pisacane Carlo
Eguaglianza
br. Gli scritti politici di Pisacane, e la sua attività rivoluzionaria, rappresentano la prima manifestazione di un nucleo italiano di pensiero socialista, in cui si collega l'ideale dell'indipendenza nazionale alle aspirazioni di riscatto sociale e politico delle masse contadine. Pisacane credette che prima ancora dell'istruzione e formazione del popolo, secondo quanto predicava la dottrina mazziniana, occorresse risolvere la questione sociale, ossia la questione contadina, con la riforma agraria.
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D'Errico Stefano
Socialismo libertario ed umanista oggi fra politica ed antipolitica. Attualità della revisione berniana del pensiero anarchico
ill., br. Contrariamente a quanto credeva Marx, non furono le classi a produrre lo stato, bensì quest'ultimo a determinarne la nascita. E la ragion di stato si incarnava nel partito unico e nell'assurdo di una (presunta) eguaglianza conquistabile in assenza di libertà, con la dittatura del (sul) proletariato. Così, l'etnocentrismo occidentale ha avuto mano libera nell'imporre su basi globali il proprio modello, ponendo le basi per un immorale e apocalittico sistema mercatista-consumista. Da qui, la rivincita liberista che si è imposta dopo che il crollo del socialismo autoritario aveva trascinato con sè anche l'incolpevole socialismo libertario. Stefano d'Errico lavora da tempo alla riattualizzazione del pensiero di Camillo Berneri, filosofo e anarchico italiano che sosteneva la necessità di un percorso politico a guida etica, in grado di valorizzare l'associazionismo, il comunalismo e un federalismo non autoreferenziale. L'autore dunque grida con forza al ritorno del socialismo libertario, moralmente intransigente, eppur aperto alla sperimentazione. L'anarchismo deve riscoprire una capacità gradualista atta alle battaglie di opinione, finalizzata anche alle necessarie alleanze in contrasto ad ogni totalitarismo.
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Taddio L. (cur.)
Quale filosofia per il Partito Democratico e la Sinistra
br. Prima ancora che economica, la crisi che stiamo attraversando è politica. Proprio per questo, se vogliamo uscirne, siamo chiamati a pensare e ripensare la politica in modo totalmente libero. Attraverso una serie di autorevoli saggi, questo libro intende delineare un profilo, per certi aspetti anche nuovo, della Sinistra e del Partito Democratico: non solo specificandone la polarizzazione ideologica lungo l'asse Destra-Sinistra, ma anche e soprattutto sforzandosi di riorientarne le politiche economiche e sociali, spesso troppo simili, stanti i vincoli internazionali, a quelle dei principali avversari. Nella convinzione che, più che sui problemi legati alla leadership, l'accento debba essere posto sulle idee.
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Comerci Nicola
I giovani nel Partito Democratico. Idee per una comunità che avanza
br. A quattro anni dalla sua fondazione, il Partito democratico non ha ancora concluso la sua opera di auto-strutturazione in termini di forme, contenuti, valori. Questo volume prova pertanto a fornire un contributo a tale opera di definizione, proponendo di ricorrere al concetto di "comunità" per interpretare il Pd e il ruolo che esso può svolgere nella società italiana. Una comunità da intendersi in senso del tutto nuovo, come comunità che include e non esclude, che accoglie e non rifiuta. Il tutto sullo sfondo di una visione della "democrazia" concepita come inequivalenza e valorizzazione egualitaria della singolarità: una visione diversa e distante da ogni forma di indistinzione, massificazione e livellamento. È questo il messaggio che il libro propone ai lettori, con un'attenzione particolare ai giovani del Partito democratico, a coloro che incarnano una nuova comunità che avanza e che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Un messaggio dunque, o meglio un appello, se non addirittura un primo passo verso un Manifesto dei giovani del, nel e per il Pd. In vista di una sua ri-generazione democratica e della nascita di quell'homo democraticus di cui il nostro Paese mostra ormai di non poter più fare a meno.
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Civati G. (cur.); Tursi A. (cur.)
Partito Digitale. Il PD che viene dal futuro
br. I computer, i telefonini e le loro reti hanno trasformato lo scenario mediale nel quale si fa politica. Questi nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato il rapporto tra i politici e i loro elettori. Hanno cambiato le modalità della loro relazione reciproca e della loro comunicazione. Come il Partito Democratico deve comunicare al tempo del web 2.0? Inoltre, il web è stato al centro di molte campagne elettorali (Dean e Obama) e protagonista in molte mobilitazioni (dalle banlieues parigine all'onda verde iraniana, dalle rivolte della primavera araba alle piazze degli indignados) offrendo piattaforme organizzative utili ad agire in una mixed reality, una realtà di mezzo tra spazio dei luoghi e spazio dei flussi. Dopo tante discussioni sul partito liquido, come il Partito Democratico può riorganizzarsi avvalendosi del contributo dei nuovi media? L'attenzione ai nuovi media, alla loro sostanza e alla loro forma, però non comporta solo un cambiamento dei mezzi e degli stili di comunicazione adottati dai partiti e dai politici. Né basta cogliere il loro contributo di tipo organizzativo. Fermarsi solo a questi cambiamenti significa non andare al di là di un mero approccio strumentale. Invece, comprenderne le dinamiche e la filosofia può significare un ripensamento complessivo della politica e dei partiti. Questo perché attraverso la vita online si esprimono soggettività e bisogni di cui sinora la politica istituzionale non si è fatta carico.
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Taddio L. (cur.)
Manifesto per una sinistra cosmopolita
br. La crisi in atto è una crisi della politica e non propriamente economica: il capitalismo finanziario gode di ottima salute dato che riesce a mettere in ginocchio interi Stati. Ed è proprio questo suo enorme potere a costituire il problema della politica. Agendo localmente secondo diverse scale di sovranità la politica non è in grado di governare i processi di globalizzazione in corso. Tale mancato governo degli eventi ha determinato un allontanamento dei cittadini dalla politica. Il capitalismo finanziario ha comportato un problema di governance oltre che un problema di rappresentanza politica. I politici non rappresentano più i cittadini: non per incapacità, ma per la costitutiva impotenza della politica rispetto al potere economico-finanziario. Ciò ci conduce dritti al cuore del problema: il senso della democrazia rispetto alla finanza globale. La sinistra deve avere il coraggio di rilanciare un progetto opposto, di apertura e non di chiusura e isolamento. Deve guadagnare visioni e orizzonti politici più ampi in grado di oltrepassare lo Stato-nazione. Il progetto per una nuova sinistra può fondarsi su una cultura cosmopolita - da qui l'idea di lanciare un nuovo Manifesto. Postfazione di Maurizio Ferraris.
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Allievi Stefano
Chi ha ucciso il PD (e cosa si può fare per salvare quel che ne resta)
br. Una lucida analisi della crisi dei Partito Democratico, promessa non mantenuta del panorama politico italiano. Un testo appassionato e arrabbiato, critico ma propositivo. Un diario in pubblico, anche. Le parole di un osservatore partecipante, che le vicende democratiche le ha vissute da dentro e dal basso. Che analizza con progressivo scoramento il fallimento di un ceto dirigente, il suo progressivo allontanarsi dall'idea fondativa del PD, lo sfaldamento dall'alto di un progetto: accompagnando la frustrazione a una non spenta motivazione verso un cambio di direzione, di visione, di metodo. Per far tornare il PD quello che aveva dichiarato di voler essere, e non è stato.
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Owen William C.
Anarchia contro socialismo
br. Al di là di quanto viene detto circa il socialismo e l'anarchismo e al di là della posizione anarchica sostenuta, questo pamphlet del 1908 di Owen è di una attualità sorprendente per lo scenario che delinea e per le scelleratezze politiche che denuncia. Prefazione di Roberto Bertoldo.
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Tomasetta Leonardo
Destra e sinistra. I due corni del dilemma borghese
br. "Destra" e "sinistra" costituiscono il sale con cui quotidianamente si condisce la "minestra politica". L'autore rielabora l'opposizione seguendo due percorsi che si intersecano: quello storico e quello scientifico, con occhio dissacratorio dei tanti luoghi comuni che la letteratura politica vi ha costruito intorno. Coerentemente con la sua formazione marxiana di matrice althusseriana, i due poli della politica non vengono scandagliati in un generico, indeterminato percorso analitico, ma sul terreno assai più specifico della società in cui gli occidentali sono calati. Destra e sinistra danno luogo perciò al dilemma in cui si dibatte l'uomo borghese di oggi, senza che fra questi due estremi si possa stabilire una separazione valida per tutte le stagioni e per ogni regione dello scontro sociale.
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Ercolani Paolo; Oggionni Simone
Manifesto per la Sinistra e l'umanesimo sociale
br. Liberata dallo sconfittismo e dal reducismo. Capace di sollecitare passioni, di moltiplicare la partecipazione. Gentile, in grado di sorridere. Popolare, radicata e allo stesso tempo a proprio agio con le nuove forme della democrazia digitale. Rivoltata da cima a fondo, rinnovata e innovata. Con un'ambizione maggioritaria. Che abbandoni le liturgie che non parlano più a nessuno, che abbia il coraggio e la sfrontatezza di osare, senza alcuna rendita di posizione. Con una cultura non improvvisata, consapevole delle proprie radici e del proprio destino. Che nasca come investimento costituente di un popolo finalmente sovrano e protagonista, senza più deleghe in bianco, senza alcuna operazione pattizia tra vertici sempre meno autorevoli e sempre più autoreferenziali. Questa è la Sinistra del futuro, questo è il partito che costruiremo.
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D'Alessandro Ruggero
La comunità possibile. La democrazia consiliare in Rosa Luxemburg e Hannah Arendt
br. Nel corso del Novecento partiti e sindacati segnano velocemente il passo quali organi di rappresentanza democratica ed efficace. Se dagli anni Sessanta sono i movimenti sociali - studenteschi, operai, femminili, delle minoranze - ad occupare con forza e creatività il palcoscenico politico nelle società industriali avanzate, già Rosa Luxemburg negli anni 1898/1919 e Hannah Arendt tra il decennio '50 e metà 70 lavorano per immaginare e realizzare una comunità che possa finalmente decidere di sé stessa, senza più bisogno di intermediari. La rivoluzionaria marxista e la filosofa della politica sono profondamente vicine alla causa dei Consigli operai, contadini, rivoluzionari - Rosa pagando l'impegno addirittura con la vita. Se per la Luxemburg si tratta di eliminare le rudezze di partito e la sua burocrazia, lottando contro la dittatura sul popolo, la Arendt vive e pensa al Politico con al centro un organo autentico di comunicazione, libertà, confronto di desideri, necessità, bisogni. Due testimonianze che si fondono in una passione comune e ancora profondamente attuale.
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Patriarca Salvatore
Adesso Renzi. I pensieri del rottamatore
br. Renzi, il rottamatore. Raccoglie critiche, suscita entusiasmi, genera sospetti. Chi c'è dietro? Dove può arrivare? Prima di tutto, bisognerebbe comprendere il disegno politico del sindaco fiorentino. Senza pregiudizi. Parole, metafore, concetti. Il testo si prefigge questo obiettivo. Leggere la proposta del rottamatore come un grande racconto politico che si articola lungo quattro direttrici essenziali: "l'adesso", "il fuori", "lo stil novo" e "la rottamazione". Il quando, il dove, il come e il cosa di una narrazione per costruire la nuova Italia. Il chi narratore, ovviamente, è Matteo Renzi.
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D'Alessandro Ruggero
La communauté possible. La democratie des conseils d'apres Rosa Luxemburg et Hannah Arendt
br. Nel corso del Novecento partiti e sindacati segnano velocemente il passo quali organi di rappresentanza democratica ed efficace. Se dagli anni Sessanta sono i movimenti sociali - studenteschi, operai, femminili, delle minoranze - ad occupare con forza e creatività il palcoscenico politico nelle società industriali avanzate, già Rosa Luxemburg negli anni 1898/1919 e Hannah Arendt tra il decennio '50 e metà 70 lavorano per immaginare e realizzare una comunità che possa finalmente decidere di sé stessa, senza più bisogno di intermediari. La rivoluzionaria marxista e la filosofa della politica sono profondamente vicine alla causa dei Consigli operai, contadini, rivoluzionari - Rosa pagando l'impegno addirittura con la vita. Se per la Luxemburg si tratta di eliminare le rudezze di partito e la sua burocrazia, lottando contro la dittatura sul popolo, la Arendt vive e pensa al Politico con al centro un organo autentico di comunicazione, libertà, confronto di desideri, necessità, bisogni. Due testimonianze che si fondono in una passione comune e ancora profondamente attuale.
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Spann Othmar
Breve storia dell'idea di socialismo
br. Una scienza come l'economia politica deve essere considerata soprattutto dal punto di vista storico, e nessuna idea politica ha avuto tanta influenza sulla storia come quella del socialismo, che ha entusiasmato popoli, acceso rivoluzioni, ispirato pensatori e, per dirla con John Reed, sconvolto il mondo. In questo breve ma denso saggio, Spann analizza criticamente le basi teoriche, i principali pensatori e le diverse forme di socialismo, da quello antico al socialismo nazionale, passando, ovviamente, per quello reale, partendo dalla definizione di socialismo data da Werner Sombart: "vogliamo diventare liberi come gli uccelli dell'aria, e come essi passare attraverso la vita senza crucci, in schiere liete e in dolce armonia".
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Punzo Maurizio
La politica delle cose. Filippo Turati e il socialismo milanese 1883-1914
br. A Milano vi erano le condizioni economiche e culturali necessarie perché anche in Italia, come nel resto d'Europa, si costituisse un partito socialista. Ma perché il socialismo milanese svolgesse un ruolo fondamentale nella nascita del Partito Socialista Italiano doveva sorgere un gruppo dirigente capace di conquistare al socialismo la classe operaia e di prendere le distanze sia dall'anarchismo sia dalla Democrazia radicale. Fu questo il ruolo esercitato dalla Lega Socialista Milanese di Filippo Turati ed Anna Kuliscioff e dalla «Critica Sociale», la rivista da loro fondata che fu nei decenni successivi il più importante punto di riferimento per tutto il socialismo italiano. Per più di un secolo, dagli anni Ottanta dell'Ottocento agli anni Novanta del Novecento, le vicende di Milano e quelle del socialismo si sono intrecciate tra loro. Alle grandi Amministrazioni socialiste dell'età liberale, guidate da Emilio Caldara e Angelo Filippetti, ha fatto seguito, nel secondo dopoguerra, una lunga serie di Sindaci socialisti. Una storia appassionante e avvincente che si è poi interrotta ed è stata in parte dimenticata, ma che merita di essere studiata.
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Audier Serge; Postorino F. (cur.)
Il socialismo liberale
br. In questa opera Audier tenta di tracciare un'originale cartografia del socialismo liberale europeo, ricostruendo i filoni del pensiero politico francese, inglese, tedesco e soprattutto italiano, segnalando l'importanza della tradizione italiana da Merlino a Rosselli, da Calogero a Bobbio. Audier analizza inoltre nello specifico il filone della "terza via", con l'intento di dimostrare come, a partire dagli anni Novanta, questo abbia indebitamente cercato un avallo teorico nel socialismo liberale. La traduzione di "Le socialisme libéral" è arricchita da un nutrito apparato inedito a cura di Postorino. Postfazione di Salvatore Cingari.
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Galotta Gianluca
Immediatezza e riflessività. Pensare destra e sinistra
br. Destra e sinistra, nate all'epoca della Rivoluzione Francese, sopravviveranno anche nel XXI secolo? Oggi la celebre opposizione politica viene messa in discussione, ma la vita della destra e della sinistra non è affatto conclusa. La loro differenza nell'epoca della globalizzazione non può più risiedere in valori sostanziali e contrapposti, quanto piuttosto in ampie e differenti modalità di approccio alla realtà. Immediatezza e riflessività sono i tratti che le distinguono. Prima di giungere a questa riformulazione il libro riflette sulla nascita della destra e della sinistra; sulle diverse tipologie in cui esse si sono manifestate; sulle analisi che hanno affermato la crisi o validità del distinguerle; sul rapporto che la destra e la sinistra intrattengono con l'apertura e con le nuove frontiere della teoria politica a partire dalla democrazia deliberativa e dal pluralismo riflessivo.
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Carotti Carlo
Avanti o popolo! Socialisti e comunisti nei film italiani 1945-2010
br. Nel suo lavoro Carlo Carotti - cinefilo di valore nonché studioso di storia contemporanea - si propone di analizzare in quale modo le vicende dei due principali partiti della sinistra italiana - il Partito socialista e il Partito comunista - siano state interpretate dal cinema. La produzione cinematografica infatti ha riflettuto nel tempo le crisi e i mutamenti della sinistra italiana attraverso storie di contadini, operai, intellettuali, militanti e politici. Non manca nel volume una presa di posizione critica rispetto ai film analizzati: al lettore viene fornito un apparato critico di primo piano, completo anche delle valutazioni dei principali repertori italiani.
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Gorz André; Gianinazzi W. (cur.)
Il filo rosso dell'ecologia
br. A dieci anni dalla morte di André Gorz (Vosnon, settembre 2007), un volume per ricordare il prezioso lavoro teorico del filosofo fondatore dell'ecologia politica. Tre interviste (1990, 2003, 2005) e un saggio inedito risalente al 2004 attraversano gli assi principali del pensiero di Gorz - questione ambientale, trasformazioni del lavoro, tendenze dello sviluppo capitalistico - e anticipano alcuni temi di stretta attualità, come quello del reddito di base. Un'opera che riscopre la concezione innovativa di uno degli ultimi maître à penser della politica e del giornalismo francese, che con i suoi libri aperti a teorizzazioni antiautoritarie ed ecologiste ha influenzato in modo significativo l'esperienza della sinistra europea.
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Granata Ivano
Milano «rossa». Ascesa e declino del socialismo (1919-1926)
br. Nel 1919 Milano era ritenuta una delle città più "rosse" d'Italia. I socialisti, che dal 1914 reggevano l'amministrazione comunale e che nel 1920 avrebbero conquistato pure quella provinciale, erano senza dubbio la forza politica più rilevante. Vista l'importanza del capoluogo lombardo, sembrava che il ruolo da loro esercitato potesse addirittura ripercuotersi positivamente sull'intera politica nazionale. Nel 1922, invece, furono i fascisti a diventare la forza egemone di Milano, con conseguenze drammatiche anche per il resto del paese. Eppure le elezioni politiche dell'aprile 1924 avrebbero dimostrato che a Milano l'antifascismo godeva ancora di un vasto consenso, soprattutto grazie all'azione decisiva e fattiva dei socialisti. Proprio però le divisioni interne del socialismo, con la contrapposizione tra le sue due "anime", la massimalista e la riformista, impedirono, purtroppo, di trovare contro il governo di Mussolini una strategia comune efficace e decretarono la sconfitta della libertà e del socialismo medesimo. Dopo la Liberazione, tuttavia, Milano fu capace di ritrovare la sua identità democratica e così il Partito Socialista, di nuovo primo partito cittadino nelle elezioni del 1946, poté costituire per lungo tempo l'asse centrale della politica ambrosiana.
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Gramiccia Roberto; Oggionni Simone
Le parole rubate. Contro-dizionario per la sinistra
br. Il senso comune dominante si impone attraverso l'uso delle parole. Il neoliberismo ha vinto impadronendosi delle parole della sinistra e cambiandone il significato. È una colpa storica della sinistra averglielo permesso. Questo dizionario intende recuperare il senso di alcune di queste parole, per contribuire a ricostruire l'ossatura di un linguaggio contro-egemonico condiviso. In questo senso aspira a essere un agile ma efficace strumento offensivo nella battaglia delle idee contro il pensiero unico. Prefazione di Alberto Olivetti.
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Porta Gianni
Buchi nell'acqua. Sinistra ed egemonia liberale nel movimento Acqua bene comune
br. Fino a che punto il pensiero neoliberale ha invaso gli "accampamenti" della sinistra? Il presente lavoro prova a rispondere indagando il passaggio al postfordismo nel nuovo mondo globale tra economia e cultura, esaminando gli effetti dell'onda lunga del '68 in relazione anche alle questioni dello Stato e della transizione verso un'alternativa di società, senza rinunciare a una riflessione sul Novecento e sulle mutazioni del concetto di partito in epoca neoliberale. Come queste tracce neoliberali affiorino nello studio di un caso particolare - quello del movimento per l'acqua bene comune" che ha dato vita in Italia a una stagione referendaria segnata da un successo elettorale nella primavera del 2011 - è il cuore della ricerca. Un percorso attraverso le origini, le evoluzioni, i pregi e i difetti, ma anche le voci di testimoni privilegiati ai vari livelli del movimento ABC, con una rassegna sul tema dei beni comuni o del "comune". Prefazione di Onofrio Romano.
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Formenti Carlo
Il socialismo è morto. Viva il socialismo! Dalla disfatta della sinistra al momento populista
br. È ancora possibile parlare di socialismo oggi? Carlo Formenti, già autore di La variante populista, si interroga sul destino della politica attuale. Per certi versi, il sogno socialista è ormai tramontato da tempo e con esso sono via via sbiaditi anche gli ideali della sinistra. Eppure, malgrado la disastrosa sconfitta del movimento operaio, la società odierna non ha risolto le contraddizioni del capitalismo. La rivolta delle classi subalterne non può rimanere sopita a lungo, ma riparte assumendo forme inedite, dalle rivoluzioni bolivariane ai populismi occidentali. Si prospetta la nascita di una rinnovata idea di socialismo e spetta a nuovi soggetti politici reinventare il senso di parole come ?popolo?, ?nazione? e ?Stato?.
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Crapis Giandomenico
Matteo Renzi, dal pop al flop. Ascesa e declino di una leadership televisiva
br. Renzi è arrivato come un uragano sulla politica e sulla comunicazione italiana, facendo a sinistra l'operazione che aveva fatto Silvio Berlusconi vent'anni prima sull'altro versante: quella cioè di imprimere alla prima (la politica) una fortissima torsione in direzione della seconda (la comunicazione), fino a farne il nucleo essenziale delle sue strategie. In questo saggio si disegna il percorso politico-comunicativo di Renzi dagli esordi fino all'ultima stagione, per capire le ragioni non solo della sua rapida ascesa ma anche del suo progressivo logoramento fino alla sconfitta del 4 marzo 2018. L'ipotesi del volume, corroborata dall'analisi di numeri e dati, è che l'ascesa e il declino del leader del Pd si siano costruiti interamente, per la prima volta nel centrosinistra, dentro il circuito mediatico e in particolare dentro i formati del piccolo schermo, rappresentando un caso assolutamente interessante per lo studio delle relazioni tra i media, la tv e la politica e delle loro ricadute in termini di consenso.
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García Linera Álvaro
Democrazia, Stato, rivoluzione. Presente e futuro del socialismo del XXI secolo
br. Protagonista e interprete di uno dei processi di cambiamento più interessanti del nostro tempo, il boliviano Álvaro García Linera è un intellettuale organico, che unisce passione e preparazione teorica a una concreta e duratura esperienza di governo: dalla militanza politica alla guerriglia, dall'incarcerazione e la tortura all'approdo alle più alte cariche dello Stato. Le riflessioni e suggestioni qui raccolte in traduzione italiana ci introducono nel cantiere di lavoro teorico e politico di García Linera. Un libro per chiunque persegua la trasformazione sociale in direzione del socialismo e l'indipendenza dei popoli nel XXI secolo. Postfazione di Carlo Formenti.
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Monereo Moreno; Illueca Héctor
Un progetto di liberazione. Repubblica, sovranità, socialismo
br. Il contesto geopolitico attuale, che Manolo Monereo e Héctor Illueca analizzano in questa opera, è segnato dal declino degli Usa e dall'inizio di una nuova era geopolitica caratterizzata dall'instabilità, dai conflitti sociali e, molto probabilmente, dalla guerra. Tutto questo nel bel mezzo di una crisi estremamente grave del progetto europeo e di una frattura territoriale di imprevedibili conseguenze in Spagna. La chiave per uscire dalla crisi è riappropriarsi della sovranità, fuori dalle asfissianti catene di un'Unione Europea esclusivamente funzionale all'egemonia tedesca e dei paesi del Nord, per costruire il socialismo del XXI secolo attraverso l'unità popolare della maggioranza sociale.
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Formenti Carlo
Il capitale vede rosso. Socialismo del XXI secolo e reazione neomaccartista
br. Popolo, classi, blocco sociale, sovranità, Stato, socialismo: dopo il successo de II socialismo è morto, viva il socialismo!, col suo consueto rigore Formenti torna a chiarire il proprio pensiero e prende le distanze dalle letture che lo hanno inscritto nel campo "populista" e "sovranista". Cercando in Gramsci una chiave per capire questa tragica era di transizione, il libro affronta una serie di interrogativi: perché i populismi di sinistra non sono riusciti a costruire un nuovo progetto di società? Perché occorre distinguere fra lotta per la sovranità nazionale e ideologia nazionalista? Perché solo un socialismo del XXI secolo potrebbe impedire che la crisi capitalistica ci trascini verso la guerra e la catastrofe ambientale?
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Barba Aldo; Pivetti Massimo
La scomparsa della Sinistra in Europa. Nuova ediz.
br. Il consenso liberista si è incrinato sotto i colpi del sempre più evidente degrado economico e sociale da esso provocato. Eppure, l'ingombrante cadavere della sinistra della "modernità" e delle "riforme" continua ad appestare la scena politica europea. Cosa impedisce la rinascita di una sinistra capace di ricollocare al centro della propria azione le grandi questioni economiche e di classe, consapevole che al potere del denaro può contrapporsi solo quello dello Stato-nazione? Barba e Pivetti sostengono che, per rimettersi in cammino, le forze autenticamente progressiste non dovrebbero affrontare l'ignoto, quanto piuttosto superare un'inerzia culturale, la generale subalternità nei confronti delle idee dominanti. Nella scoraggiante condizione di debolezza politica in cui oggi versano i salariati e i ceti popolari, una sinistra di classe avrebbe il non trascurabile vantaggio di non doversi inventare nulla: si tratterebbe di riprendere le fila di quanto di meglio la civiltà europea sia riuscita a realizzare nel secondo dopoguerra.
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Modrow Hans
Costruttori di ponti. Le relazioni tra DDR e Cina Popolare
br. Nel 2019, quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) celebrava il suo settantesimo anniversario, la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era invece scomparsa da circa trent'anni. Grazie alla sua forza innovativa, il socialismo di matrice cinese si è dimostrato indubbiamente più forte rispetto al modello sovietico dal punto di vista politico, economico e scientifico. Guidata da un gruppo dirigente capace, determinato e ambizioso, la Cina ha saputo svilupparsi fino a divenire la seconda economia mondiale. Ciò anche perché, a differenza degli altri paesi, Pechino non è mai stato interessato alla conquista dell'egemonia, ma piuttosto al raggiungimento dell'armonia. Radicato in una cultura millenaria, questo concetto gli ha così permesso di apprendere molto e velocemente dalle altre nazioni. In Costruttori di ponti, Hans Modrow - ultimo Presidente del Consiglio della DDR - testimonia quanto la Repubblica Democratica Tedesca abbia contribuito a questo processo.
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Baiocchi Gianpaolo
Noi, popolo sovrano. Dai movimenti alle istituzioni, quando il popolo governa
br. Noi, Popolo Sovrano propone una disamina del concetto di sovranità da un punto di vista politico di ispirazione socialista. Secondo Gianpaolo Baiocchi, attraverso la riappropriazione del termine, infatti, è possibile migliorare il funzionamento della democrazia rappresentativa e proporre la sua espansione verso forme di partecipazione diretta che coinvolgano più attivamente i movimenti sociali e i cittadini. In questo senso, la sovranità popolare si configurerebbe come la risposta alla crisi dei corpi intermedi e dei partiti, divenendo il quadro teorico all'interno del quale la Sinistra sarebbe in grado di rivendicare maggiore eguaglianza e orizzontalità nei processi decisionali pubblici. Lungi dal rievocare nazionalismi e politiche basate sulla contrapposizione etnica e religiosa, la sovranità si pone quindi come un vettore di riappropriazione di identità collettive per coloro che vogliono rendere lo Stato e le istituzioni realmente rispondenti ai bisogni e ai desideri dei cittadini.
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Rossi Marco
Livorno ribelle e sovversiva. Arditi del popolo contro il fascismo 1921-1922. 2 ed.
L’esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le “anomalie” storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo è stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale. A Livorno, l’arditismo popolare si ricollegò a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettività labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso. Fu così che – tra l’estate del 1921 e quella del ’22 – il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l’antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime. Prefazione di Giorgio Sacchetti.
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Bertolucci Rosaria
La città perduta. Storia e ritratti di Carrara e del territorio apuano-versiliese tra '800 e '900
Questo libro raccoglie, oltre ad alcuni testi inediti, più di sessanta articoli e saggi di Rosaria Bertolucci – dedicati a Carrara e al territorio apuano-versiliese – pubblicati tra il 1978 e il 1990 sulle cronache locali di quotidiani, tra cui «La Nazione» e «le Città», in libri collettivi o riviste. L’idea della raccolta era nei progetti dell’autrice, che già a metà degli anni Ottanta aveva in mente una pubblicazione complessiva sulla storia della città del marmo, un tema questo che è stato al centro dei suoi interessi di studiosa negli ultimi quindici anni della sua vita. Il volume è, dunque, prima di tutto una testimonianza viva dell’amore che la scrittrice provava per la storia di questa città e del suo territorio, e il maggior pregio degli scritti che proponiamo dovevano svolgere – nelle intenzioni dell’autrice – quella funzione di traghettare verso le nuove generazioni la consapevolezza e la conoscenza critica del suo ricco e vivace passato. 528 pp, ill. Rosaria Ciampella nei Bertolucci (1927-1990) romana di nascita ma "versiliese d'adozione" è stata una poetessa, scrittrice e giornalista che ha posto sempre alla propria attenzione lo studio per la letteratura e la storia. Tra le sue opere di critica letteraria, sempre corredate da una ricca documentazione, si ricordano Pea, uomo di Versilia, 1978; Il principe dimenticato, 1979; Cardarelli sconosciuto, 1980; Lorenzo Viani parole come colore, 1980; Sibilla Aleramo una vita, 1983. A tali lavori si sono affiancati poi saggi storici come Milleottocentonovantaquattro storia di una rivolta, 1981; A come anarchia o come Apua: un anarchico a Carrara Ugo Mazzucchelli, 1988 e infine Ilario Bessi, Luci di Marmo, 1989.
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Manenti Clemente
Corrispondenze berlinesi
158 p. [2] p. di tav. ; 21 x 14 cm Tra le carte lasciate dall’autore vi sono, oltre a 38 taccuini, un dossier di 24 fascicoli catalogati sotto la sigla Corrispondenze Reporter. Sono testi quasi tutti dedicati alla vita politica e culturale delle due Germanie negli anni Ottanta, quando Manenti vi ha a lungo soggiornato. Delle Corrispondenze si pubblicano qui solo i testi completi, dattiloscritti, corretti a mano e datati dall’autore stesso, o comunque databili. Solo alcune di esse furono pubblicate in «Fine Secolo», il settimanale culturale del quotidiano «Reporter». Le completano gli articoli usciti su «Diario della Settimana», negli anni ’90, perché i testi costituiscono, a parere dei curatori, un corpo omogeneo per i temi trattati. Oltre alle Corrispondenze edite e inedite, si propone qui una selezione – ragionata e commentata – messa in opera da Michele Battini di pensieri, note di lettura, e aforismi tratti dai taccuini, scritti a partire dagli anni ’80. A cura di Alessandra Peretti e Michele Battini.
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Centro studi movimenti
Una stagione di fuoco. Fascismo guerra Resistenza nel Parmense
La storia della Resistenza nel Parmense è raccontata, in queste pagine, nel più generale quadro della Seconda guerra mondiale, dalla crisi della dittatura fascista all’immediato dopoguerra. Ciò che emerge è dunque una narrazione dell’opposizione al fascismo e al nazismo anche nei suoi aspetti più dissonanti e complessi: dal 25 luglio all’8 settembre, dalle prime bande alle formazioni più strutturate, dal movimento clandestino in città ai tanti atti di lotta non armata, dall’azione dei partiti antifascisti alle spontanee mobilitazioni di piazza, fino ai giorni dell’aprile 1945 e alle elezioni libere di un anno dopo. Un racconto che mostra anche tutte le contraddizioni di un movimento fatto di uomini e donne reali − non di oleografiche figure eroicizzate − con paure e coraggio, errori e virtù, amori e rancori. Una storia, infine, in cui trovano posto − insieme a partigiani e partigiane − i diversi soggetti che animarono quella guerra totale: gli occupanti nazisti, i fascisti di Salò, i deportati nei lager, i soldati della Rsi, gli ufficiali delle missioni alleate e, soprattutto, le popolazioni di città, campagne e valli montane. Testi di Margherita Becchetti, William Gambetta, Massimo Giuffredi, Ilaria La Fata, Guido Pisi.
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Rossi Marco
La battaglia di Livorno. Cronache e protagonisti del primo antifascismo (1920-1923)
Fra il 1920 e il 1923 anche le strade di Livorno videro l’inizio di una lunga guerra civile in cui le differenze ideali tra quanti si affrontarono furono nette e l’ostilità profonda, anticipando quella combattuta un ventennio dopo. Negli anni precedenti la Marcia su Roma e l’avvento del regime, il fascismo livornese incontrò infatti nei quartieri popolari una decisa opposizione, così come emerge dall’impressionante cronologia dei conflitti in quegli anni. Oltre a quella degli Arditi del popolo, fu una quotidiana resistenza di uomini e donne, nel segno dell’appartenenza di classe e dello storico sovversivismo, disposte ad impugnare le armi per contrastare lo squadrismo “tricolorato” e la reazione padronale, in difesa delle libertà sociali. Soltanto nell’agosto 1922, grazie all’intervento dell’esercito e con lo stato d’assedio disposto dal governo, i fascisti e i nazionalisti poterono imporre le dimissioni del sindaco Mondolfi e dell’amministrazione “rossa”, democraticamente eletta. Il marchese Dino Perrone Compagni che assieme a Costanzo Ciano aveva guidato le squadre fasciste toscane, seminando morte e devastazione, inviò un telegramma al segretario nazionale del Partito fascista per comunicare la “caduta” di Livorno, ammettendo che: «Fra le mie battaglie questa più faticosa».
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Picelli Guido
La mia divisa. Scritti e discorsi politici
Molti conoscono Guido Picelli come l’animatore delle «Barricate di Parma» del 1922, quando al comando dei suoi Arditi del popolo guidò la vittoriosa resistenza dei rioni proletari contro migliaia di fascisti. Fu quello l’episodio più eclatante della sua vita, quello che lo rese noto ben oltre i confini della sua città. Eppure la sua esistenza fu segnata da molte altre battaglie. Dopo la Grande guerra fu un dirigente del Partito socialista e poi di quello comunista. Deputato dal 1921 al 1926, venne perseguitato durante il regime fascista. Fuggito all’estero, si rifugiò in Unione sovietica da dove, nel settembre 1936, si diresse in Spagna per combattere nelle Brigate internazionali. Morì, sul fronte di Madrid, nei primi giorni del 1937, mentre guidata i suoi uomini in battaglia. Di Picelli sono stati messi in risalto il carisma di dirigente e le abilità di uomo d’azione ma poco è stato studiato il suo percorso politico e intellettuale. In questa edizione critica dei suoi scritti e discorsi parlamentari, per la prima volta emerge con completezza il suo pensiero, segnato dalla radicale opposizione alle classi dominanti, tanto in età liberale quanto in quella fascista. Una concezione coerente con il suo modo di vivere, con il suo essere rivoluzionario, con la lotta come «sua divisa». Rileggerne i testi è il modo migliore per sottrarlo a quella distorsione politica che è stata fatta della sua figura e per restituirle lo spessore umano e intellettuale che ebbe. A cura di William Gambetta. Il volume è edito grazie a una collaborazione tra il Comitato agosto 1922, il Centro studi movimenti di Parma e la Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa.
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Parri Mauro [a cura di]
Volontariato anarchico e socialista ai tempi del colera. Antologia
Nell'estate del 1884 il colera iniziò a diffondersi in Italia, colpendo con particolare virulenza Napoli. Le famiglie separate dell'internazionalismo italiano risposero all'appello del proletariato napoletano e gli vennero in soccorso. Un'esperienza importante, quella dei volontari internazionalisti anarchici e socialisti. Un impegno con motivazioni opposte alle ideologie consolatorie e di rassegnazione sociale, che nella versione laica o religiosa illudono sulle reali possibilità di eliminare le cause di quelle sofferenze. Il "curare le ferite" diveniva perciò una attività solidale in parallelo e non in sostituzione della lunga lotta per una società senza Stato e senza classi. Malatesta e quel gruppo rifiutarono l'attestazione ufficiale di benemerenza rilasciata dalle autorità. In fondo erano le stesse autorità che, qualche mese dopo, con l'accusa di cospirazione contro lo Stato, condanneranno lui e gli altri a parecchi anni di galera; erano gli stessi apparati dello Stato responsabili di quella catastrofica "condizione sociale". Da qui il manifesto redatto a conclusione di quella esperienza secondo cui "la vera causa del colera è la miseria, l'unico rimedio la rivoluzione sociale".
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Rossi Marco
Livorno ribelle e sovversiva. Arditi del popolo contro il fascismo 1921-1922
L’esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le “anomalie” storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo è stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale. A Livorno, l’arditismo popolare si ricollegò a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettività labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso. Fu così che – tra l’estate del 1921 e quella del ’22 – il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l’antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime. Prefazione di Giorgio Sacchetti.
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Malatesta Errico e Fabbri Luigi
Mentre la strage dura. Scritti scelti su guerra, pace e rivoluzione (1914-1916)
La guerra che scoppiò nel 1914 costituì un evento nuovo nella storia dell’umanità perché fu la prima guerra generale «mondiale»; fu una guerra di massa che causò milioni di vittime. L’effetto sul movimento operaio socialista fu dirompente dal momento in cui i principali partiti socialdemocratici di Francia e Germania votarono i crediti di guerra e sostennero lo sforzo bellico dei rispettivi paesi. Anche nel campo rivoluzionario e libertario l’interventismo coinvolse non pochi esponenti disorientando i militanti e immobilizzando il movimento. Ecco, dunque, l’importanza del ruolo di E. Malatesta e di L. Fabbri, due dei principali leader libertari, nel rivendicare con coerenza la scelta antimilitarista di coloro che si mantennero fedeli ai principi internazionalisti e anarchici. Questa breve antologia di testi, che copre due anni centrali nell’elaborazione dell’opposizione alla guerra imperialista, ripropone, con un accurato apparato critico, i principali testi dei due grandi libertari contro la follia del militarismo. Apparato critico e saggi storici di Maurizio Antonioli e Pier Carlo Masini.
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Mastellone, Salvo
Carlo Rosselli e ?La rivoluzione liberale del socialismo?. Con scritti e documenti inediti.
cm. 17 x 24, 268 pp. Pensiero Politico (il) - Biblioteca La rilettura di ?Socialismo liberale? (1930), fondata sull?esame degli inediti ?fascicoli del confino?, modifica l?interpretazione politica da dare a questo testo. I nove capitoli di analisi storica sono seguiti da una sezione di ?Articoli non ristampati? ed una di ?Manoscritti del Fondo Rosselli? Re-reading ?Socialismo Liberale? (1930), based on the examination of unpublished ?confinement issues? modifies the political interpretation given to this text. The nine chapters of historical analysis are followed by a section of ?Articoli non ristampati? and one of ?Manoscritti del Fondo Rosselli? 495 gr. 268 p.
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