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Orsini Alessandro
Gramsci e Turati. Le due sinistre
br. Che cosa significa essere di sinistra? Questo libro si propone di ricostruire i modelli pedagogici alla base delle due principali culture politiche della sinistra, rappresentate da Gramsci e da Turati. Mentre moriva in esilio, Filippo Turati era descritto da Palmiro Togliatti come un uomo spregevole. La sua figura, ricoperta di discredito, è rimasta nell'ombra. Antonio Gramsci, invece, è stato celebrato come uno dei padri nobili della sinistra democratica italiana. La sua riflessione è stata paragonata da Benedetto Croce a un messaggio pedagogico universale di amore e di comprensione verso le ragioni degli avversari. La documentazione esistente è in grado di confermare il giudizio del senso comune e della storiografia dominante? Gramsci educò a rispettare o a disprezzare gli avversari politici? È stato un teorico della pedagogia della tolleranza o dell'intolleranza? Ha tessuto l'elogio dell'ascolto o dell'insulto? E Turati? È stato davvero uno "zero" in fatto di teoria politica, come scrisse Togliatti? Attraverso il metodo dell'analisi culturale comparata, l'autore esplora l'intera opera gramsciana, ponendo a confronto il progetto educativo dei riformisti con quello dei rivoluzionari.
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Kuliscioff Anna; Vozzi E. (cur.)
Io in te cerco la vita. Lettere di una donna innamorata della libertà
ill., br. Prodigio di libertà e indipendenza, Anna Kuliscioff ha attraversato da protagonista tre decenni della vita politica europea dando un incalcolabile contributo nelle battaglie per i diritti delle donne e dei lavoratori. Rivoluzionaria e libertaria nelle relazioni amorose come nelle rivendicazioni politiche, Kuliscioff ci ha lasciato alcune delle più intense lettere del Novecento italiano. Riscopriamo così la vita di una donna che fu cittadina di un futuro al quale, ancora oggi, dobbiamo aspirare.
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Montanari Tomaso
Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c'è
br. Il pamphlet rivolto al partito che non vota e a tutti quelli che "non ci stanno" di uno degli artefici della vittoria del No al referendum sulla Costituzione. Per invertire la rotta e ritrovare le ragioni di credere e di lottare per un mondo più giusto. «Non possiamo continuare a vivere così.» È il paradosso della nostra epoca: non si può non essere contro se si ama davvero la vita. Quanto più grande è il nostro amore per gli uomini e per le cose belle di questo mondo, tanto più grande è il desiderio di cambiarlo, il mondo. Perché questo «sistema sociale ed economico» non è più compatibile con i diritti umani. Con l'esistenza stessa dell'uomo su questo pianeta. Ci vuole il coraggio di vederlo, e di dirlo. Un coraggio che avevamo, e che abbiamo perduto quando ci siamo fatti convincere che diventare adulti significa accettare il mondo così com'è. Il piccolo libro che state per leggere è l'invito a una ribellione intellettuale ed emotiva: un invito a liberare la parte di noi che è rimasta fedele alle aspirazioni, alle convinzioni, all'etica di quando eravamo bambini. L'obiettivo di una sinistra che voglia cambiare il mondo non è il potere sulla società, ma il potere nella società: il potere, dato a tutte e tutti, di salvare la propria vita dal dominio del mercato. Il potere nei luoghi di lavoro, nelle lotte per le donne, per la difesa dell'ambiente, il potere della conoscenza e del pensiero critico aperto a tutti.
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Rosselli Carlo; Del Corno N. (cur.)
Filippo Turati e il socialismo italiano
br. «Filippo Turati muore a Parigi il 29 marzo 1932. Pochi mesi dopo - nel giugno - Carlo Rosselli dedica al leader socialista un lungo saggio, Filippo Turati e il socialismo italiano, che apre il fascicolo n. 3 dei "Quaderni di Giustizia e Libertà". [...] Dalla morte di Turati e dalla pubblicazione del saggio di Rosselli sono passati novant'anni. La sua riproposizione non può considerarsi solo alla stregua di un omaggio rituale alla cultura delle ricorrenze, poiché esso rappresenta qualcosa di più sia in merito alla vicenda storica del socialismo italiano che alla concezione storico-politica di Rosselli; alla sua visione socialista e, più in generale, ai motivi per i quali, dopo la fuga da Lipari ove scrive Socialismo liberale, arrivato a Parigi, nell'estate del 1929 fonda "Giustizia e Libertà" [...] facendo del nuovo movimento non solo un soggetto centrale nella lotta al fascismo, ma del rinnovamento del socialismo italiano e pure della democrazia italiana» (Dalla Presentazione di Paolo Bagnoli).
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Forti Giovanna
L'amore è una sciarpa rossa. Pio e Gio
brossura Questo libro non solo è una testimonianza d'amore - già soltanto per questo avrebbe comunque un valore immenso -, ma è interessante perché raccoglie una documentazione esaustiva e importante di anni particolari, di eventi che attraversano la vita di numerose persone, asssociazioni e gruppi abruzzesi: persone che ruotano attorno all'attività parlamentare e politica di Pio Rapagnà, ma fanno soprattutto parte di quella vita associativa nella quale il nostro ha trovato la sua gente e le sue battaglie.
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Perazzoli Jacopo
Il socialismo europeo e le sfide del dopoguerra. Laburisti inglesi, socialisti italiani e socialdemocratici tedeschi a confronto
br. Il volume ha come oggetto di studio la variegata discussione teorica, programmatica e politica del Labour Party inglese, della Socialdemocrazia tedesca e del Partito socialista italiano nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Dato che, come ha spiegato lo storico tedesco Dan Diner, «nessuna esposizione storica [...] può fare a meno di selezionare alcuni elementi dell'immenso materiale offerto dalla realtà», si è deciso di focalizzare l'indagine soprattutto sulle riflessioni e sulle conseguenti elaborazioni programmatiche dei tre partiti socialisti - oggettivamente diversi per storia, natura organizzativa e valori di riferimento - nei confronti del capitalismo e delle sue mutazioni avvenute nel corso del secondo dopoguerra. Ne emerge un quadro in cui i partiti socialisti provarono effettivamente a far valere la supremazia della politica sulla sfera economica, riuscendo così a curare gli interessi, fino ad allora scarsamente considerati, di larghe fette della popolazione.
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Foa Anna
La famiglia F.
br. La storia della sinistra italiana è anche una storia di famiglia. È il caso della famiglia Foa, dai nonni al padre Vittorio e alla madre Lisa, fino ai figli Anna, Renzo e Bettina. Una famiglia in cui la passione politica e l'impegno civile si sono intrecciati così fortemente con lo svolgimento della vita quotidiana da educare e governare anche le relazioni, i sentimenti. Si aprono vecchie scatole con dentro foto e carte di famiglia: un trasloco può far riemergere il passato di tante vite. È quello che è successo ad Anna Foa. Storie di bisnonni, prozii e cugini, fino a quelle dei genitori, Vittorio e Lisa, ricordi a lungo accantonati. Avvocati mazziniani e 'internazionalisti', 'suffragette' e rabbini lasciano il passo ai primi socialisti, agli antifascisti di Giustizia e Libertà, ai comunisti. Come sfogliando un vecchio album, vediamo rievocati il fascismo, il carcere, la Resistenza, la Shoah, il dopoguerra, il 1968, gli anni di piombo, l'impegno di Lisa in Lotta Continua, il suo anticonformismo, la lunga saggia vecchiaia di Vittorio. Come in ogni storia di famiglia, le case sono centrali: le stanze delle case di vacanza, quelle dei nonni disperse per la Penisola, quelle dei genitori frequentate da amici d'eccezione. E poi il racconto dei luoghi e le città: Torino, la Valle d'Aosta, Roma, ma anche la Spagna della guerra civile, il Vietnam, l'Africa, la Cina. Quella che si viene a comporre, pagina dopo pagina, è una storia 'intima' della sinistra italiana. I libri che si leggevano, le percezioni politiche, il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare. È anche la storia della fine di un'illusione, quella del comunismo, della sua lenta fine. Una storia familiare e autobiografica aperta a tutte quelle remissioni della memoria e a quelle percezioni personali che la rendono dichiaratamente parziale e non definitiva. Un esperimento storiografico condotto "sul vivo" per riscoprire le passioni del Novecento.
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de Man Henri; Spezzaferro A. (cur.)
A cose fatte. Memorie di un «socialista nazionale»
ril. Portata a termine nel 1941, "A cose fatte" è l'autobiografia di De Man, il marxista eretico che approdò - con il planismo - a un socialismo idealistico e nazionale. Arricchito da documenti in appendice (tra cui il carteggio Mussolini-De Man e il testo del Piano del Lavoro), il libro è un intreccio appassionante di vicende personali ed eventi della «grande storia» che, muovendo dalla prospettiva del narratore-testimone, ripercorre gli snodi fondamentali di un'epoca destinale: le lotte operaie e la rivoluzione bolscevica, la Grande Guerra e la crisi economica, fino all'ascesa del fascismo e all'esplosione del nuovo immane conflitto che consegnò il mondo all'egemonia americana e sovietica. Saggio introduttivo di Corrado Soldato.
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Orsini Alessandro
L'eretico della sinistra. Bruno Rizzi, élitista democratico
brossura Bruno Rizzi (1901-1977) fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Allontanato dal partito per le sue idee sulla natura sociale dell'Urss, fu uno dei pochi sociologi italiani ad aver individuato una vera e propria legge sociale che non soffre eccezioni di sorta. Secondo il "teorema di Rizzi", come Orsini propone di chiamarlo, quando il mercato si estingue, la civiltà regredisce e l'arte, l'economia, l'architettura, la poesia, la politica e ogni manifestazione del progresso umano sprofonda negli abissi della barbarie. Il volume, inoltre, si avvale di numerosi documenti inediti attraverso cui l'autore traccia un profilo di Rizzi che rivela il suo contributo fondamentale nell'ambito della teoria dell'élitismo democratico italiano.
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Salvatori Stefano
Socialismo 1623 - Fascismo 1922. La via Emilia: il loro asse portante?
ill., br. Il pensiero socialista nacque come utopia, dopo tre secoli si materializzò ed accrebbe la sua forza. In Italia esso ebbe un'infanzia e un'adolescenza attraversata da numerose peripezie, indecisioni e conflitti che lo minarono costantemente dall'interno, rendendolo preda di un ben differente fenomeno. Se è vero che il fascismo nacque a Milano, è altrettanto vero che Bologna fu la sua culla, definizione che irritava Mussolini, e da questa città crebbe poi in modo inarrestabile a partire dall'autunno 1920, culminando nella cosiddetta "marcia su Roma". Appare interessante osservare gli avvenimenti che si rincorrono in un crescendo drammatico, particolarmente a Bologna e nella sua provincia, fino a costituire la cartina al tornasole degli interi eventi nazionali. La specola bolognese appare niente affatto secondaria o "locale" ai fini di una "lettura" su quegli anni. L'opera potrebbe offrire ai giovani, in modo dinamico, la conoscenza di un periodo contemporaneo della nostra storia, molto spesso a loro sconosciuta, poco conosciuta o misconosciuta.
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Forte Francesco
A onor del vero. Un'autobiografia politica e civile
br. Come un gabbiano in volo, tema di un sogno che lo ha accompagnato sin dalla giovinezza, Francesco Forte guarda «da un punto mobile, un po' lontano», i suoi trascorsi e quelli della nazione, dal fascismo ad oggi. Intellettuale libero e irregolare, più volte ministro e sottosegretario, sempre al vertice di posti chiave, giornalista, accademico, economista appassionato, il racconto della sua vita è un'istantanea fedele dell'Italia intera. L'autore racconta la sua verità: senza compromessi. Dall'infanzia - quando con il fratello faceva da scudo umano durante i bombardamenti angloamericani e l'Italia era divisa in opposte fazioni - sino alle vicende più intricate della nostra democrazia. Un'autobiografia vigorosa e ricca, la cui forza maggiore è nella qualità delle informazioni di prima mano raccontate con pathos e affilata ironia. Vicende e uomini che hanno segnato in maniera indelebile la storia degli ultimi decenni: Enrico Mattei e l'ENI, Pier Paolo Pasolini e Petrolio, Roberto Calvi, il caso Moro, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. L'Italia di oggi come prodotto delle sue tante contraddizioni, vagliate con la capacità di analisi del grande economista o sviscerate con un'emotività che non conosce filtri. Un racconto genuino che non disdegna di assumere, talvolta, i toni del risentimento e della critica feroce verso sfere di potere e uomini di eterogenea appartenenza, il cui peso specifico si è spesso rivelato decisivo per le sorti del nostro Paese. Sempre chiamato a dare conto di azioni e decisioni, l'autore si sente finalmente «libero e felice», come il gabbiano del sogno, di raccontare il suo vissuto senza reticenze. Anche se avverte «solo alcune cose ed alcuni fatti si vedono in modo nitido, altri sono sfocati, o ci sono solo alcuni dettagli. Del resto questo libro è stato scritto in gran parte a sprazzi, quando mi è accaduto di dover ricordare».
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Vander Fabio
Che fare? Crisi e critica della sinistra
br. La crisi è stata la cifra del Novecento ma anche di questo scorcio di terzo millennio.E la scomparsa della sinistra come forza critica è parte di una «stagnazione secolare» dell'economia, della democrazia, della civiltà che con la pandemia ha assunto tratti apocalittici. Il libro, partendo da una riflessione sul valore teorico della «filosofia della praxis», si svolge in serrato confronto con alcuni dei maggiori pensatori contemporanei: da Nancy Fraser a Chantal Mouffe, da ?i?ek a Piketty, da Honneth a Severino. Se non basta pensare il mondo ma occorre cambiarlo, la sfida ancora e sempre è tenere insieme crisi e critica, fatica del concetto e pratica politica.
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Biasco Salvatore
Per una sinistra pensante. Costruire la cultura politica che non c'è
br. Può il liberalismo politico ed economico diventare il principio ispiratore della sinistra? La domanda schietta di Salvatore Biasco tocca il cuore delle incertezze, della confusione, del malcontento verso l'inconsistenza dei progetti e della leadership del Partito democratico e dintorni. Partendo da qui egli svolge un'irrituale discussione politica proponendo temi che di solito la sinistra salta a piè pari, prigioniera com'è delle suggestioni del momento. Biasco affronta l'impasse della sinistra con la determinazione di chi sa che un partito non pesa solo per i suoi voti, ma altrettanto per la considerazione, la stima e il rispetto che guadagna attraverso il suo apparato di pensiero, la propensione a costruire il futuro, la capacità di offrire una classe dirigente competente e all'altezza delle funzioni che aspira a svolgere.
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Zacheo Egidio
Ritrovare la sinistra. Progetto e soggetto
ril. "Nella attuale fase storica la sinistra italiana non "scorre" in superficie. Appare essere più simile ad un fiume carsico che si muove nelle viscere del Paese. Vi sono infatti, da nord a sud, sacche di resistenza culturale e organizzativa attorno ad associazioni, circoli, testate giornalistiche on-line di assoluto valore benché isolate e non comunicanti tra loro. Sento di poterlo affermare con certezza perché di alcune faccio parte e perché scrivo su testate on-line del "profondo nord" e del "profondo sud". Per questo mi vado convincendo (e confortando) che non tutto è perduto, che c'è una cultura di riferimento salda ("ben scavato vecchia talpa") che tiene acceso il fuoco dell'analisi e del sapere, della volontà di impegnarsi". (dalla Prefazione dell'Autore). (In appendice: Sandro Frisullo, Dopo la "Bolognina" scioglimento o trasformazione del PCI?)
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Compagnino Lucia; Benna Alessandro
30 giugno 1960. La rivolta di Genova nelle parole di chi c'era
br.
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Gobetti Piero
Al nostro posto. Scritti politici da «La Rivoluzione Liberale»
brossura L'appello alla responsabilità e all'autonomia degli italiani, la lucida passione di un intellettuale intransigente, la testimonianza del giovane antifascista che vedeva nel mussolinismo, all'inizio del Novecento, lo specchio di un abito cortigiano e la vera autobiografia della Nazione. Una chiave di lettura, quella di Piero Gobetti, che aiuta a comprendere le derive dell'Italia contemporanea.
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Santosuosso Giulio
Socialismo in un paradigma liberale
br. «È vero che il mercato si regge sulle leggi della giungla? È vero che il liberalismo è un capitalismo travestito (o dissimulato)? Quali sono le differenze tra il capitalismo di stato e il socialismo? Quale fu la conseguenza più nefasta della rivoluzione agraria? In che senso il lavoro dipendente è stato la forma che assunse la schiavitù, nella società industriale? Cercare lavoro e cercare impiego sono la stessa cosa? Quale è la differenza tra liberalismo e neo-liberalismo? Il sistema educativo è al servizio del capitalismo? È più importante ripartire equamente la torta o convertire tutti in pasticcieri? Come potrebbe essere una banca socialista? Come potrebbe essere una clinica socialista? Come potrebbe essere un supermercato socialista? L'autore invita a dibattere su queste e su molte altre domande» (Santuosso Giulio).
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Fassina Stefano
Il mestiere della sinistra nel ritorno della politica
br. La guerra della Russia all'Ucraina ha sancito il ritorno della Politica. La "fine della Storia", celebrata nell'89, era la favola raccontata dai vincitori: la Grande Recessione del 2008, la Brexit, l'elezione di Donald Trump e, da ultima, la pandemia hanno dimostrato l'insostenibilità della regolazione liberista dei mercati. Con otto memo Stefano Fassina ricorda alla Sinistra gli interessi sociali da rappresentare e gli impegni imprescindibili da assolvere per fare il suo mestiere, nel quadro di un atlantismo adulto e un europeismo consapevole. Propone anche una lista essenziale di autori da studiare per darsi basi intellettuali solide e affrontare la questione cruciale di fronte a noi: la riconquista del primato della Politica sull'Economia. È la condizione necessaria per "fare" la pace e per introdurre vincoli identitari, sociali e ambientali ai movimenti di capitali, merci, servizi e persone. Quindi, per la centralità della persona, la dignità e la soggettività politica del lavoro, la salvezza del pianeta, insomma per un neo-umanesimo integrale. Commento di Mario Tronti.
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Crocoli Mirko
Nel nome di Craxi
br. Oltre all'ausilio del materiale documentale appartenente alla Fondazione Craxi, l'autore ha riunito un cast d'eccezione per ricordare e raccontare uno dei più autorevoli leader del ventesimo secolo. Paolo Pillitteri (ex Sindaco di Milano e Deputato); Gennaro Acquaviva (suo consigliere politico ed esponente di spicco del PSI); Ugo Intini (suo portavoce e direttore dell'Avanti!); Claudio Signorile (ex Ministro, vicesegretario del partito e suo braccio destro); Filippo Panseca (suo genio visionario); Cinzia Mansi (sua stretta collaboratrice); Stefano Perri (suo agente di scorta per 10 anni); Alessandro Zella (curatore della pagina social a lui dedicata). E ancora, tre Generali; Ercolano Annicchiarico, Antonio Federico Cornacchia e Paolo Inzerilli, rispettivamente Sigonella, Moro e Gladio; l'economista Luca Caselli; Stefano Cagliari (figlio dell'ex Presidente dell'Eni Gabriele); Dina Nerozzi (moglie del Prof. Gaetano Frajese); Stefano Andreotti (figlio del pluripremier e capo dicastero Giulio); Enzo Carra (ex portavoce e capo segreteria di Arnaldo Forlani); Lorenzo Somigli (giornalista, politologo); Tiziana Parenti (magistrato del pool "Mani pulite"); ma anche opinionisti...
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Cruciani Sante
Il socialismo europeo e il processo di integrazione. Dai Trattati di Roma alla crisi politica dell'Unione (1957-2016)
br. Alla luce della crisi dell'Unione e delle culture politiche europeiste, il volume ripercorre, in prospettiva transnazionale e multidisciplinare, il ruolo dei partiti e dei sindacati socialisti nel processo di integrazione. Proponendosi poi di stimolare un cantiere di ricerca innovativo in vista del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, il libro offre una rassegna delle fonti degli Historical Archives of the European Union.
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Galarico Homolaicus
Io, Gorbaciov e la Cina. Le strade per un socialismo democratico
br.
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Obama Barack
Un mondo nuovo. La storia riparte dall'Africa. Testo a fronte inglese
br. 11 luglio 2009, Centro congressi internazionale, Accra, Ghana: il discorso pronunciato da Obama nel suo primo viaggio in Africa da presidente. Lo riportiamo tradotto in italiano nella sua versione integrale con testo a fronte. Con l'articolo di David Samuels "Un uomo invisibile. Come Ralph Ellison spiega Barack Obama".
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Matteotti Giacomo; Caretti S. (cur.); Makuc J. (cur.)
La guerra e la pace
ill., br. Il pacifismo di Giacomo Matteotti è tema che ben si presta a un'antologia pensata per le scuole. Ripercorrere le tappe fondamentali della sua opposizione alla guerra significa infatti poter vedere all'opera il suo socialismo e i suoi ideali; ma anche la vita e le difficoltà dell'uomo, che pure tanta importanza rivestono per la consapevolezza storica. Lo scoppio della prima guerra mondiale segnerà una tappa decisiva per il percorso politico di Matteotti. Fedele all'ideale dell'internazionalismo socialista già professato ai tempi della guerra libica, il suo sentito neutralismo si colloca su un terreno come sempre ideale e realistico al contempo. Matteotti ha infatti ben chiaro che l'entrata in guerra dell'Italia significherebbe interrompere bruscamente quel "movimento ascensionale della civiltà" che con tanta fatica il socialismo aveva avviato nei decenni precedenti. Il complessivo spreco di vite umane e risorse economiche avrebbe infatti comportato un arresto - se non una vera e propria retrocessione - del già di per sé lento progresso del Paese: il ritorno alla "barbarie" e il sacrificio del proletariato.
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Pucciarelli Matteo; Russo Spena Giacomo
Tsipras chi? Il leader greco che vuole rifare l'Europa
br. "Der Spiegel" l'ha definito "il nemico numero uno dell'Europa", ma lui si sente nemico solo della finanza e dei poteri forti e vuole un'Europa sociale e solidale. Alexis Tsipras, classe 1974, incarna la più concreta alternativa europea alle politiche d'austerity imposte dalla trojka. E dopo aver trasformato le varie aree neo e post-comuniste in un unico soggetto (Syriza) oggi, secondo i sondaggi, guida il primo partito greco. Il libro ripercorre la sua storia politica, dal movimento No Global alla nascita di Syriza, analizza la genesi della crisi economica e come essa ha influito sul sistema politico contribuendo all'enorme successo del partito di Tsipras e all'implosione dei socialisti del Pasok. Gli autori ne presentano il programma senza nascondere i dibattiti interni al suo partito, il reale radicamento sociale ma anche le difficoltà di fronte all'ipotesi di un governo anti-sistema. Syriza rappresenta ormai un laboratorio inedito per la sinistra radicale in crisi in tutta Europa. La sua proposta, allo stesso tempo riformista e rivoluzionaria, sta accendendo in Italia le fantasie degli orfani della sinistra. Suscitando anche i timori dei poteri forti di Bruxelles. Prefazione di Valeria Parrella.
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Di Giovan Paolo Roberto
Un'altra storia. Se 40 anni di Thatcher e Reagan vi sembran pochi...
br. Perché la sinistra e i progressisti, in Italia, in Europa e nel mondo, vincono poco oppure, quando lo fanno, sembrano poco convinti di governare, come se fosse un peso troppo grande o mai abbastanza "rivoluzionario"? La capacità di andare al governo (possibilmente non con l'agenda altrui) a volte c'è, ma manca una riconnessione razionale e sentimentale col proprio "popolo" e un programma efficace per tutti i cittadini. Le crisi di risultato e soprattutto di idealità e sentimento, le lotte intestine, le fin troppo abusate Damnatio Memoriae (Blair, Clinton, Schroeder, Jospin, anche Zapatero o Tsipras, e perfino il Subcomandante Marcos) nascono dall'irrisolto confronto, che si trascina da quarant'anni, con "il padre e la madre" di tutti i neoliberismi: Ronald Reagan e Margaret Thatcher, spesso accolti nella pratica anche a sinistra, oscillando ancora oggi tra la demonizzazione e una "indicibile" interiorizzazione. O, peggio ancora, la rimozione. Un pamphlet che espone e si espone, senza verità assolute, alla riflessione. Per amore della politica e la voglia di costruire una proposta progressista davvero contemporanea, che sfugga l'ombra lunga del Novecento.
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Accademia Rebelde (cur.)
Viva la Comune! L'insurrezione di Parigi del 1871 e il mondo contemporaneo: storia inedita di un'eredità dimenticata
ill., br. Che cosa hanno a che fare i movimenti di massa che, nei luoghi più diversi del pianeta, animano piazze in grado di far tremare i rispettivi governi con quanto accaduto a Parigi 150 anni fa, quando il popolo arrivò a impossessarsi del palazzo municipale e a proclamare la Comune? C'è un ?lo rosso che, lungo la strada delle lotte sociali, lega la demolizione di statue e simboli di un potere ritenuto odioso con l'abbattimento della famigerata Colonna Vendôme, decretata dai comunardi nel 1871, quando certamente nessuno parlava di cancel culture? E i movimenti di liberazione dei popoli oppressi, insieme alle masse costrette a subire l'oppressione del Capitale, è possibile che trovino ancora oggi una fonte di ispirazione con quanto accaduto ai tempi della Comune di Parigi? Con l'obbiettivo di portare le barricate della Comune parigina fuori dalle polverose teche di museo in cui è stata rinchiusa, questo libro indaga l'eredità contemporanea dell'insurrezione comunarda e raccoglie saggi dedicati alla continuità tra la prima rivoluzione proletaria della storia e il mondo attuale.
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Donoso Cortés Juan
Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo
brossura
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Camurri R. (cur.)
Max Ascoli. Antifascista, intellettuale, giornalista
brossura Dopo un lungo silenzio durato quasi trent'anni, la figura di Max Ascoli (Ferrara 1898 - New York 1978) è tornata ad attirare l'interesse degli storici italiani ed americani. Questo volume affronta i molteplici aspetti di una biografia culturale e politica che si è sviluppata tra le due sponde dell'Oceano in anni contrassegnati da avvenimenti tragici. Tre sono le tappe di questo percorso volto a ricomporre in un unico quadro i diversi tasselli di una personalità complessa come quella di Ascoli. Il periodo italiano, quello in cui giovane studente universitario Ascoli muove i primi passi negli ambienti dell'antifascismo e matura la scelta dell'esilio; quello tra le due guerre, che vede Ascoli in un ruolo di primo piano nel mondo accademico newyorkese, costantemente impegnato nel salvataggio di molti refuggees italiani ed europei; ed infine quello del dopoguerra quando egli si dedica totalmente alla realizzazione della rivista "The Reporter", l'impresa culturale nella quale meglio di ogni altra si rispecchia il profilo di questo "liberale gentiluomo".
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Florindi Fabio
La missione impossibile. Il PSU e la lotta al fascismo
ill., br. Con un titolo fortemente evocativo il libro ricostruisce le vicenda del Partito socialista unitario, di orientamento riformista e democratico, nato dalla scissione del Partito socialista italiano nell'ottobre 1922, poche settimane prima della marcia su Roma. Un partito che ha trovato poco spazio nella storiografia, che ha tentato di rilanciare, in una fase drammatica per il nostro Paese, la tradizione riformista delle origini socialiste. Il cammino del Psu, guidato da personalità del calibro di Turati, Matteotti, Modigliani, Treves, Buozzi, per citarne alcuni, è tortuoso sin dagli inizi, schiacciato a destra dal fascismo ? che lo ritiene il nemico più temibile ? e a sinistra dal bolscevismo dei socialisti massimalisti e dei comunisti che lo ritengono un "partito socialfascista". Il saggio si concentra non solo sulla lotta al fascismo ? che portò avanti fino all'avvento delle leggi fascistissime nel 1926 e che ebbe il suo momento più drammatico con la morte del Segretario Giacomo Matteotti -ma evidenza i principi e gli aspetti riformisti del partito: il miglioramento, graduale ma costante, del tenore di vita degli ultimi; l'eguaglianza del punto di partenza, che vuol dire dare a tutti le stesse possibilità, non discriminando nessuno per il rango di nascita.
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Langer Alexander
La scelta della convivenza. Nuova ediz.
br. Questo libro, curato dalla Fondazione Langer di Bolzano, inizia con una piccola autobiografia, Minima personalia, in cui Alex (così era noto tra gli amici) racconta la sua vita di sudtirolese di sinistra, italiano di lingua madre tedesca, cresciuto tra ebrei, cattolici e protestanti, allievo e amico di don Milani. Tra i vari testi sulla questione, ci sono Dieci punti per la convivenza inter-etnica, in cui vengono enunciati e spiegati concretamente i princìpi e i comportamenti necessari per evitare i disastri dell'odio e della guerra. Alexander Langer - sessantottino, deputato dei Verdi, dirigente pacifista - è stato tra i pochi in Italia a vivere e a ragionare sull'esplosiva questione dei rapporti tra gruppi etnici, minoranze e maggioranze, razzismo, immigrazione, guerre inter-etniche. Tutta la sua vita è stata dedicata a questo grande problema di oggi: come convivere con gli altri, con i diversi da noi. «Alex Langer avrebbe avuto per sé, ricevute in dono dalla nascita, risorse e qualità tali da ottenere qualsiasi livello di gloria mondana concesso a chi condivida, di questa società, valori e obiettivi e stili di vita. Come Cristoforo, il santo dipinto in tante chiesette di montagna che Alex, ragazzo, incontrava nelle sue passeggiate, ha invece deciso di mettere tali risorse e qualità al servizio di una causa radicalmente diversa. Ha accettato la fatica di traghettare oltre la corrente i viandanti che lo volessero o che ne avessero bisogno». (dall'Introduzione di Gianfranco Bettin). Commenti di Gad Lerner.
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Veltroni Walter; Novelli Claudio
Roma. Storie per ritrovare la mia città
br. Una città cresce solo se lo fa insieme, senza separazioni tra centro e periferie: è la profonda convinzione di Walter Veltroni, che in questo libro racconta la "sua" Roma, quando subentrò come sindaco a Francesco Rutelli, la cui amministrazione aveva rilanciato le sorti della capitale. Tra momenti di gioia e di dolore, esperienze esaltanti ed episodi commoventi, il diario di un luogo che non c'è più, un resoconto dal vivo di una stagione in cui si parlava di "rinascimento" della città, che cresceva in Pil e occupazione tre volte più del resto del Paese. Per merito di idee inedite, mezzi nuovi e un senso di comunità che emerge da ogni riga, insieme all'amore dell'autore per Roma e la sua gente. Prefazioni di Renzo Piano, Gigi Proietti e Matteo Zuppi.
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Floridia Antonio
Un partito sbagliato. Democrazia e organizzazione nel Partito Democratico
br. A quasi quindici anni dalla sua fondazione, il Partito Democratico vive una grave crisi di contenuti. Si può ancora pensare di riformarlo? In genere, le ricette che vengono proposte riguardano la linea del partito, la sua strategia, o si limitano a evocare la necessità di una nuova leadership. Ma è sufficiente tutto ciò? Non sarà forse necessario guardare più a fondo, ossia allo stesso impianto genetico, ai tratti che ne hanno contraddistinto, fin dall'inizio, il profilo politico-culturale e il modello organizzativo? Apparso per la prima volta nel 2019, questo saggio offre un contributo su temi spesso trascurati nelle discussioni correnti e che non riguardano solo il Pd. Con un interrogativo di fondo: è possibile una democrazia senza partiti degni di questo nome? Ed è possibile un'altra idea di partito? Postfazione di Nadia Urbinati.
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Guidi M. (cur.); Michelini L. (cur.)
Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (1999). Marginalismo e socialismo nell'Italia liberale 1870-1925
brossura Nel nostro paese la storia del marginalismo e del socialismo si sovrappongono profondamente e l'orditura che descrivono interagisce significativamente con la storia politica e istituzioanle dell'Italia liberale. Gli anni che vanno dal 1870, data in cui si è raggiunta l'unità del paese, e il 1925, momento in cui il Partito fascista tenta di costruire un regime politico, sociale ed economico, conoscono una fioritura del marginalismo, che riesce ad esprimere alcune personalità di assoluto rilievo. I contributi, raccolti nel volume, mirano a ricostruire questa complessità e permettono di comprendere l'importanza degli intrecci tra riflessione teorica e impegno civile.
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Vasapollo Luciano
Trattato di critica delle politiche per il governo dell'economia. Piano, mercato e problemi della transizione. Metodi di analisi dei sistemi economici locali e settoriali
ril. Contro la crisi del modo di produzione capitalistico si sviluppano forme di sperimentazione del socialismo del XXI secolo, che hanno iniziato e proseguono il loro percorso pieno di difficoltà, prima di tutto in America Latina. Il socialismo non è dunque altro che "il movimento reale che abbatte lo stato di cose presente", ed è reale in quanto organizzato e consapevole. In una economia di transizione possono dunque coesistere diversi sistemi produttivi la cui armonizzazione non è affatto semplice da perseguire, all'interno di una formazione economico-sociale come quella capitalistica, che è per sua natura globale. Oggi le soggettività politiche che vogliano porsi nella prospettiva strategica del superamento del modo di produzione capitalistico, non possono eludere queste questioni: la transizione, il rapporto tra teoria e tattica, la pianificazione come forma concreta che prende il processo di transizione. Pianificazione che,nuovamente, assume certe caratteristiche a livello teorico ma subito dopo va calata nei contesti concreti, trovando in essi il modo di arricchire la teoria.
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Lakoff George
Non pensare all'elefante! Come riprendersi il discorso politico. Le tecniche per battere la destra e reinventare la sinistra, a partire dalle parole che usiamo ogni giorno
br. I leader populisti non usano parole a caso, sanno quali reazioni provocheranno nel nostro cervello. In questo libro il linguista e scienziato cognitivo George Lakoff chiarisce i meccanismi attraverso cui il linguaggio politico influenza le nostre scelte. La mente, spiega l'autore, funziona metaforicamente. Ogni parola rimanda a una cornice (o frame) che rappresenta un'idea di mondo. È sorprendente scoprire quanto sia autoassolutoria l'espressione "cambiamento climatico" rispetto a "riscaldamento globale"; come "sgravio fiscale" veicoli l'idea che le tasse siano un inutile fardello; o le metafore "ondata" e "invasione", associate ai migranti, contribuiscano a rovesciare i termini del problema. La vera sfida è nelle parole. Se si vuole imporre una visione diversa da quella intollerante e populista, bisogna smarcarsi da quel lessico e definire nuovi quadri di riferimento ideali. Significa questo "Non pensare all'elefante!": non usare le stesse parole dell'avversario, o si finirà per veicolare le stesse idee. Prefazione di Gianrico Carofiglio.
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Giacone Alessandro; Tedesco Antonio
Anima socialista. Nenni e Pertini in un carteggio inedito (1927-1979)
br. A trent'anni dalla scomparsa di Sandro Pertini e a quarant'anni da quella di Pietro Nenni, un libro che traccia il rapporto politico ed umano tra i due leader socialisti, in prima linea nella Resistenza e protagonisti della rinascita democratica e repubblicana del nostro Paese. Una ricostruzione possibile grazie ad un carteggio inedito, emerso per caso nel sottofondo di una vecchia valigia di Pietro Nenni. Un corpus di oltre 200 lettere, trascritte fedelmente, che attraversano le tappe più importanti della storia del Partito socialista e della vita politica italiana dal secondo dopoguerra al settennato di Sandro Pertini, passando per la stagione riformista dei governi di centro sinistra.
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Cavicchi Ivan
La Sinistra e la sanità. Dalla Bindi a Speranza e in mezzo una pandemia
br. La pandemia da Covid-19 ha messo a nudo le profonde criticità della sanità pubblica, confermando ciò che era ben chiaro da tempo: l'urgente necessità di una riforma. Analizzando le politiche della sinistra negli ultimi vent'anni, si scopre tuttavia che manca il soggetto riformatore, ovvero una forza politica che sia capace di formulare un pensiero adeguato alle sfide, vecchie e nuove, da affrontare. Dopo la grande riforma del 1978, la sinistra di governo non ha fatto che mettere in campo "riforme delle riforme", riordino e razionalizzazione, che hanno indebolito la natura pubblica della sanità. Ma, soprattutto, ha amministrato accettando di subordinare il diritto alla salute a discutibili logiche di sostenibilità. Tutto senza mai preoccuparsi di intervenire sulle contraddizioni radicate nel sistema. Con la pandemia che presenta il conto, viene da chiedersi: a cosa serve elaborare progetti di riforma per avere soldi dall'Europa, se il riformatore non c'è? Cosa dovrebbe fare la sinistra per diventare quel soggetto riformatore di cui tanto si sente il bisogno? Prefazione di Alfonso Gianni.
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Spadaccia Gianfranco
Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia
br. La storia del partito dei radicali comincia nella metà degli anni Cinquanta dalla confluenza di tre elementi: la sinistra liberale del «Mondo» - la famosa rivista di Mario Pannunzio -, i liberalsocialisti e azionisti di Ernesto Rossi e, terza componente, i giovani dell'organizzazione, l'UGI, degli universitari laici repubblicani e di sinistra con Marco Pannella come leader più in vista. In origine, quindi, il partito in-tende porsi come forza progressista, laica nel senso di libera da ideologie: è l'esigenza della «terza forza», sottovalutata e sottorappresentata all'ombra dei mastodontici partiti tradizionali di massa. Ma se ci riferiamo ai radicali come a quel composto inconfondibile di idee, presenza e stile, la svolta, ovvero l'atto di nascita più autentico si ha negli anni Sessanta quando, al posto delle vecchie logiche da cui ci si separa, si afferma l'intuizione di quella che viene presto intesa come l'Alternativa radicale. È questa, prima di un obiettivo politico da realizzare, un modo d'essere. È stata probabilmente la vitalità di questa Alternativa radicale a consentire una coesistenza sor-prendente: tra un successo elettorale limitato e il grande successo di opinione, tra la poca influenza di potere e alcuni risultati di portata storica. Il libro di Gianfranco Spadaccia è la prima storia completa del Partito Radicale. Con enorme ricchezza di documentazione e testimonianze, ricostruisce e interpreta la presenza dell'Alternativa radicale nella vita italiana. Descritta appunto quale presenza nello scenario della vita politica e civile, piuttosto che come una formazione di partito, del Paese. È un resoconto in prima persona, faccia a faccia, poiché Spadaccia è stato tra i fondatori, e protagonista di tutte le vicende accadute. Quindi, rappresenta non soltanto quello che succedeva nella lotta politica, ma an-che l'intensità delle passioni che l'hanno sempre accompagnata. E ricordando la drammatica e movimentata vicenda radicale, in un tempo in cui il suo soggetto principale Marco Pannella non c'è più, Gianfranco Spadaccia vuole anche preservare un patrimonio che resta prezioso per opporsi a una politica fondata solo sul potere o peggio sull'intolleranza e sull'odio.
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Fo Dario; Manin Giuseppina
Un clown vi seppellirà
br. Rinnovamento o restaurazione? L'Italia è un Paese di funamboli in bilico tra queste due scelte. Vogliamo novità: ed ecco lo tsunami grillino. Ma vogliamo anche stabilità: voilà il governissimo. Intanto succede di tutto: presidenti uscenti che rientrano, elezioni "non perse" ma neanche vinte, ex premier dati per spacciati che risorgono, candidati che cadono crivellati dai colpi dei franchi tiratori. Scene dal declino di un impero? O fotogrammi di un nuovo Sessantotto? Dario Fo veste i panni del saggio giullare per raccontare la corte senza più miracoli della politica allo sbando. Spiega, dall'ottica privilegiata del collega clown, chi è e dove va Beppe Grillo, il castigamatti sbucato dalla Rete per travolgere un intero sistema di potere. Indaga le radici dell'autolesionismo in fase terminale che ha annientato in poche settimane gli eredi dell'onorato Pci. E ricordando altre rivoluzioni e altre piazze, ricostruisce in pochi tratti scanzonati e veri il filo di una narrazione del nostro passato e del nostro presente. Restituendoci, con rabbia e speranza, il senso del futuro.
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Breschi Danilo
Sognando la rivoluzione. La Sinistra italiana e le origini del '68
ill., br. Il Sessantotto non è stato un evento casuale, né totalmente imprevisto. Certo ha colto di sorpresa molti protagonisti della scena politica e culturale dell'epoca, ma avvisaglie si erano già avute negli anni precedenti. Soprattutto, qualcuno stava da tempo sognando che qualcosa del genere potesse avverarsi, qualcosa di simile a una situazione insurrezionale, se non la "Rivoluzione" vera e propria. Chi erano questi "qualcuno" e dove si collocavano nella società e nella politica dell'Italia degli anni Sessanta? Il libro ricostruisce la topografia di quella sinistra che dopo il 1956 cominciò a criticare in modo sempre più duro e sistematico la sinistra dei partiti e dei sindacati istituzionali. Nell'esame della genesi della sinistra extra-parlamentare, dalle riviste neo-marxiste ai gruppi di intervento nelle fabbriche, sono così rintracciate alcune delle ragioni fondamentali per le quali il Sessantotto italiano è stato forse il primo moto di contestazione studentesca a esplodere in Europa e senz'altro l'ultimo ad esaurire la propria carica antagonista. Il Sessantotto in Italia durò oltre dieci anni, ma dieci anni erano stati quelli necessari alla sua incubazione.
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Mafai Miriam
Dimenticare Berlinguer. La Sinistra italiana e la tradizione comunista
brossura
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Degl'Innocenti Maurizio
Giacomo Matteotti. Eroe socialista
ril. Nell'ambito delle iniziative promosse nel 90° anniversario della morte di Giacomo Matteotti, il cui momento più solenne è stata la commemorazione alla Camera dei Deputati il 10 giugno 2014, la Fondazione di studi storici Filippo Turati ha accolto con grande favore la proposta della Fondazione Argentina Altobelli di un saggio sul martire socialista da destinare ai quadri sindacali della Uila-Uil in occasione del V congresso nazionale.
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Bobbio Norberto
Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica
br. Parole chiave del nostro linguaggio politico, "destra" e "sinistra" sperimentano una strana fortuna: i più si mostrano scettici circa l'utilità politica di questi due concetti, e molti anzi apertamente li contestano; e tuttavia tutti li adoperano, mentre nessuno sa proporne di migliori, di più chiari, di più efficaci. In realtà, attorno a queste due parole continua a organizzarsi la parte più rilevante del discorso politico. Davvero Bobbio aveva visto lungo. La sua saggezza era riuscita ad arrivare alla radice di quella distinzione: il diverso atteggiamento che il popolo di destra e il popolo di sinistra, sistematicamente mostrano nei confronti dell'idea di eguaglianza. Naturalmente sono concetti relativi: né la sinistra pensa che gli uomini siano in tutto eguali, né la destra pensa che essi siano in tutto diseguali. Ma coloro che si proclamano di sinistra danno maggiore importanza a ciò che rende gli uomini eguali, o ai modi di ridurre le diseguaglianze; mentre coloro che si proclamano di destra sono convinti che le diseguaglianze siano ineliminabili e che non se ne debba neanche auspicare la soppressione. Contro ogni tentazione consociativa, i due concetti appaiono sempre più irriducibili l'uno all'altro, né sono ricomponibili in una sorta di compromesso intermedio, giacché il "centro", per Bobbio, non ha consistenza teorica, non definisce una "parte". Introduzione di Massimo L. Salavadori e due commenti di Daniel Cohn-Bendit e Matteo Renzi.
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Bagnoli Paolo
L'Italia civile dei Rosselli
br. Paolo Bagnoli raccoglie in volume i contributi ? alcuni inediti, altri riveduti e aggiornati ? redatti in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'assassinio di Carlo e Nello Rosselli. Dal complesso della loro vicenda familiare emerge con evidenza il dipanarsi di un filo rosso che dal Risorgimento conduce alla ritrovata democrazia repubblicana, passando per la militanza antifascista e la Resistenza: un esempio di altissimo valore che rappresenta una possente spinta ideale per realizzare, giorno dopo giorno, quell'Italia civile ancora ben lungi dall'essere stabilmente conquistata.
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Spiri Andrea
L'ultimo Craxi. Diari da Hammamet
ill., br. La Medina, il canto di un muezzin che invita alla preghiera, il saluto dei pescatori, lo sguardo rivolto verso il mare, a scrutare l'orizzonte, forse nell'illusione di sentirsi più vicino all'Italia, meno solo. Le giornate di Bettino Craxi sono tutte uguali ad Hammamet, scivolano lentamente tra rabbia, speranza e rassegnazione che si rincorrono quasi fossero tessere impazzite di un mosaico da sistemare. L'icona di un vecchio sistema di potere sfugge al malessere che gli procura la mutata condizione esistenziale tenendosi occupato il più possibile. Nuovi lavori e singolari passatempi, ma soprattutto la stesura di un «diario» che serve a riannodare i fili della memoria. E a lasciare testimonianza scritta di un grande dolore. Questo libro scava nell'intimo dei pensieri, restituendone la spiritualità: gli ultimi giorni di Craxi vengono ricostruiti grazie alle riflessioni che egli matura mentre si aggravano le sue condizioni di salute. In Italia, frattanto, si discute e ci si divide sull'eventualità di un suo rientro. Fino al drammatico epilogo del 19 gennaio 2000.
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Lijia Zhang
Socialismo è grande! Memorie di un'operaia della nuova Cina
br. Da adolescente Lijia lavora in una fabbrica di missili a Nanchino, una fabbrica-prigione dell'era maoista. Storie di libertà negate. Di vite controllate fin nell'intimità: la fila tutti i mesi davanti alla "polizia mestruale" per dimostrare di non essere incinta. La fabbrica come microcosmo che riproduce al suo interno tutte le caratteristiche del regime comunista. In quegli anni, Lijia sogna di diventare una scrittrice. E per fuggire alla prigione, scopre lo studio dell'inglese, la passione per gli abiti e le mode occidentali, il sesso, l'anticonformismo. E poi il supporto attivo alle proteste di Piazza Tiananmen nel 1989, la militanza politica durante le dimostrazioni operaie, l'arresto.
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Fasano L. (cur.); De Luca R. (cur.)
Il Partito Democratico dei nativi
br. Il Partito Democratico dei nativi è la fotografia più aggiornata disponibile sul PD. Essa risale alle primarie per l'elezione diretta del segretario del 2017, quando Matteo Renzi viene riconfermato in quel ruolo e contestualmente si forma l'Assemblea Nazionale che ancora oggi è al vertice del partito. Il partito dei nativi di cui parliamo è quello che ha subito una pesante sconfitta alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, e che dopo quella sconfitta ha visto Renzi passare la mano al suo vice Maurizio Martina. È il partito che nelle settimane dopo il voto è stato attraversato da mille contraddizioni, indeciso com'era sulla possibilità o meno di formare una maggioranza di governo con il Movimento 5 Stelle in un'estenuante trattativa per la costruzione del nuovo esecutivo che coinvolgeva, oltre ai grillini, la Lega di Matteo Salvini. E oggi è il partito che si appresta alla celebrazione di nuove primarie per l'elezione del segretario, con una fioritura di potenziali candidature che esprimono chiaramente lo stato di smarrimento in cui si trovano i democratici.
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Altamura Alberto
Marxismo aperto. Giuseppe Semerari e l'umanesimo socialista tra destalinizzazione e Sessantotto
br. In un saggio breve arricchito da brani antologici di valore, l'autore ricostruisce un momento particolarmente fecondo della storia del comunismo europeo, tra gli anni '50 e '70 del XX secolo. L'opera richiama l'attenzione sulla vivacità e la complessità del pensiero filosofico marxista sviluppatosi nel fuoco delle rivolte polacche del 1956 attraverso Ko?akowski e Schaff, nella Jugoslavia di Tito attraverso le vicende della rivista «Praxis», in quel misto di speranza e tragedia che fu la Primavera di Praga attraverso Kosík. Impegnati in una serrata critica del socialismo realizzato, questi intellettuali aprirono la strada a una nuova riflessione filosofica di cui, in Italia, Giuseppe Semerari (1922-1996) fu un importante interprete, contribuendo con la sua analisi del marxismo aperto dell'Europa orientale alla diffusione delle proposte teoretiche dei suoi principali esponenti. Il volume contiene la traduzione integrale del testo di Leszek Ko?akowski - Wovon leben die Philosophen? - realizzata da Giuseppe Semerari.
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Parolechiave (2008). Vol. 40: Nonviolenza
br. Rivista semestrale fondata da Lelio Basso, nel 1993 inaugura la nuova serie monografica con il titolo "Parolechiave", la cui direzione è affidata a Claudio Pavone. Affronta tematiche che interessano trasversalmente i campi delle discipline umane: la storia, la politica, la sociologia, la filosofia, l'antropologia, l'economia, il diritto, la religione, la geografia umana. La parola prescelta in ciascun numero funge da filo conduttore d'indagine sulla storia del presente e il motivo del confronto tra teorie e posizioni diverse.
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Gentile Emilio
Quando Mussolini non era il duce
ril. A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore del-l'«Avanti!», è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure «duce»: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E con spregiudicatezza è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.
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