Professional bookseller's independent website

‎Socialism‎

Main

Number of results : 17,823 (357 Page(s))

First page Previous page 1 ... 351 352 353 354 355 [356] 357 Next page Last page

‎Favretto Ilaria‎

‎Alle radici della svolta autonomista. PSI e Labour Party, due vicende parallele (1956-1970)‎

‎br. Ponendo a confronto l'autonomismo socialista post-1956 con la riflessione revisionista dei laburisti britannici negli stessi anni, l'autrice propone una lettura del "riformismo di struttura" dei socialisti italiani che ne ridimensiona la presunta anomalia e ne sottolinea le analogie con il socialismo "tecnocratico" contemporaneamente riscoperto da altri partiti socialisti europei. Il volume ricostruisce, da un lato, la crisi del socialismo cosiddetto "della redistribuzione" e il revival della programmazione nel laburismo e, dall'altro, fornisce un'analisi comparata dell'esperienza italiana di centro-sinistra nella sua fase più strategica (1963-68) con i governi Wilson degli anni Sessanta.‎

‎Muraca Giuseppe‎

‎Piergiorgio Bellocchio e i suoi amici. Intellettuali e riviste della sinistra eterodossa‎

‎br. Nato a Piacenza il 15 dicembre 1931, Piergiorgio Bellocchio fa parte di una generazione di intellettuali che si sono formati nel corso degli anni Cinquanta e che nei decenni successivi hanno offerto un contributo determinante al rinnovamento della sinistra italiana e della cultura contemporanea. Bellocchio ha fondato e diretto le riviste "Quaderni piacentini" (1962-1984) e "Diario" (1985-1993), e ha pubblicato vari libri, tra cui "Dalla parte del torto" (1989), "L'astuzia delle passioni" (1995) e "Al di sotto della mischia" (2007). In questo libro l'autore raccoglie articoli e note dedicati alle opere e all'attività politica e culturale dello scrittore piacentino, di Grazia Cherchi e di Goffredo Fofi e alla storia dei "Quaderni piacentini", di "Ragionamenti" e di altre riviste della sinistra eterodossa. Al di là delle differenze, ciò che accomuna questi intellettuali militanti è principalmente la critica della sinistra istituzionale, del potere, della cultura e dei valori dominanti.‎

‎Vanetti Mauro‎

‎La sinistra di destra. Dove si mostra che liberisti, sovranisti e populisti ci portano dall'altra parte‎

‎br. Uno zombie si aggira per l'Europa: è la sinistra di destra. Mostro bicefalo i cui due volti sono il sovranismo e il liberismo, è tenuto artificiosamente in vita dalla crisi delle sinistre radicali. Un morto-che-cammina sinistrofago che succhia i cervelli delle persone, svuotandone la testa da ogni idea di riscatto sociale e solidarietà internazionale per riempirla con una sostanza gelatinosa formata, in dosi variabili, da populismo, classismo, razzismo, sessismo e nazionalismo. I sovranisti di sinistra sostengono che per uscire dalla crisi sarebbe necessario un ripiegamento all'interno dei propri confini, un ritorno alle idee di nazione e patria; rivendicano a parole Marx, Keynes e la sovranità popolare contro l'Unione europea ma propagandano xenofobia e negano la divisione in classi della società riducendola a un indistinto "popolo". Nel frattempo il centrosinistra, che ormai ha completato il giro tanto da ritrovarsi direttamente a destra e ripartire dal via, sostiene che l'unica difesa dal nazionalismo sia l'europeismo liberista, che non fa che tutelare gli interessi dell'establishment e lo status quo succhiando il sangue della working class. Mauro Vanetti, rodato ammazzavampiri e Van Helsing del terzo millennio, col paletto di frassino di una pungente ironia e usando in modo rigoroso l'analisi marxista, fa fuori a una a una tutte queste posizioni, ristabilendo dei confini netti tra le parti, separando ciò che era tenuto forzatamente unito, e dimostrando che non è possibile prendere robe a caso e dire: «ma di sinistra, eh».‎

‎Carletti Gabriele‎

‎O cattolici col papa o barbari col socialismo. L'antisocialismo in Italia (1849-1899)‎

‎br. Ricomposta la frattura operata dalla Rivoluzione francese, la Chiesa ritiene che nessun atto debba più essere omesso per la sua salvaguardia e per combattere e reprimere ogni manifestazione del pensiero moderno. L'accentramento politico e dottrinale di Pio IX, prima, e di Leone XIII, poi, non fa che irrigidire l'atteggiamento della Chiesa verso la modernità e sancirne in maniera inequivocabile l'assoluta incompatibilità. Soprattutto contro il socialismo e il comunismo essa conduce una battaglia aspra e violenta, alimentata dal timore di perdere la propria leadership all'interno del Paese. Duri attacchi sono mossi non solo dai rappresentanti dell'intransigentismo cattolico, ma anche da esponenti del cattolicesimo transigente. Ogni contrapposizione tra temporalisti e sostenitori della rinuncia del potere temporale del papa, ogni disputa dottrinale tra tomisti e rosminiani, ogni divisione tra oppositori e fautori della conciliazione tra Stato e Chiesa sembrano scomparire di fronte a quella che viene ormai considerata l'ultima "perversione" della modernità, il nuovo nemico, esterno, la cui minaccia è tale da indurre tutti, indistintamente, a unire le proprie forze per combatterlo. L'atteggiamento antisocialista diviene così, nella seconda metà dell'Ottocento, il punto di coagulo dell'azione dei cattolici, caratterizzata da una critica sempre più virulenta nei confronti del socialismo e di una, invece, sempre più stemperata verso il sistema capitalistico.‎

‎Paoli Giacomo‎

‎Dal potere al declino. La sinistra senese dal 1988 al 2018‎

‎brossura Una riflessione sulle vicende della sinistra senese, intrecciate con il governo di Siena dal dopoguerra e dal ritorno della democrazia, fino alla vittoria del Sindaco Luigi De Mossi.‎

‎Capitano Olimpia; De Rosa R. (cur.)‎

‎Livorno e il PCd'I. Premesse e linee di sviluppo‎

‎br. Livorno, schietta, fiera, popolare; Livorno la città rossa. Partendo da questa suggestione l'autrice va oltre il folklore dell'eredità libertaria livornese e indaga le origini storiche di un'identità culturale spesso travisata, non compresa e resa etichetta. Un viaggio minuzioso e dettagliato alla ricerca delle fondamenta che hanno dato sostanza e concretezza all'anima di una città. Prefazione di Marco Rizzo.‎

‎Gentile Emilio‎

‎Quando Mussolini non era il duce‎

‎br. A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore del-l'«Avanti!», è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure «duce»: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E con spregiudicatezza è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.‎

‎Fortini Franco; Peluso S. (cur.)‎

‎Dieci inverni 1947-1957. Contributi ad un discorso socialista‎

‎br. «Letterato per i politici, ideologo per i letterati», com'ebbe a definirsi, Franco Fortini in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957 è già il saggista eclettico e rigoroso e il critico affilatissimo destinato a influenzare più di una generazione e a lasciare un'impronta indelebile nella seconda metà del Novecento. La generazione del '68 incontrò in "Dieci inverni" alcuni dei suoi temi privilegiati, come il rifiuto dello stalinismo (ma anche del progressismo), la denuncia dei ritardi della cultura della sinistra ortodossa, l'analisi della nascente industria culturale e della funzione della critica in essa; ma è l'ostinata determinazione a non disgiungere la dimensione etica da quella politica che segna ogni pagina del libro - «uno dei tanti che almeno dall'età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili)» - a definire la cifra distintiva e più durevole dell'intera opera fortiniana. Con un saggio di Matteo Marchesini.‎

‎Craxi Bettino; Fondazione Craxi (cur.)‎

‎La notte di Sigonella. Documenti e discorsi sull'evento che restituì orgoglio all'Italia‎

‎br. È lunedì 7 ottobre 1985 quando, dal cuore del Mediterraneo, rimbalza fino a Göteborg, in Svezia, un SOS dalla nave da crociera italiana Achille Lauro: 545 persone sono state sequestrate da un gruppo di terroristi palestinesi. La prima risposta del governo italiano è di carattere militare: prepararsi al peggio e attrezzarsi ad assaltare la nave. Ma il presidente del Consiglio Craxi, la cui prima preoccupazione è salvare gli ostaggi, vuole innanzitutto giocare le carte politiche e diplomatiche in suo possesso. Dopo una lunga sequela di colpi di scena e di eventi drammatici, come l'uccisione di Leon Klinghoffer, un cittadino americano disabile, i terroristi vengono intercettati su un Boeing 737 dell'EgiptAyr da quattro caccia F-14 statunitensi e obbligati a dirigersi verso l'Italia. Ronald Reagan in persona chiede l'autorizzazione all'atterraggio nella base NATO di Sigonella, in Sicilia, e l'immediato trasferimento in America degli assassini. L'atterraggio avviene alle 00.16 dell'11 ottobre: comincia così "la notte di Sigonella". Sigonella è suolo italiano, così come italiana è la nave in cui è stato commesso il crimine: l'Italia ritiene pertanto che il caso sia soggetto ai poteri della sua giurisdizione. Gli USA sono di parere opposto, essendo americano il cittadino ucciso. Il veivolo con a bordo i terroristi e due mediatori dell'OLP ripartirà per Roma, seguito da aerei non identificati...‎

‎Mattera Paolo‎

‎Storia del PSI. 1892-1994‎

‎br. La storia del Partito socialista italiano, fondato per dare voce alle masse popolari, accompagna la storia dell'Italia contemporanea. Per raccontarne le vicende si è scelto di integrare storia politica e sociale. Nella narrazione si intrecciano così le dinamiche organizzative e di base con le scelte politico-ideologiche del vertice: ne emerge il cammino di un partito che interagisce con i profondi mutamenti della società italiana, da paese rurale e povero a opulenta società dei consumi. In questa trasformazione sono cambiati i linguaggi e le forme della politica: dai circoli alla grande organizzazione burocratica, dai volantini alla televisione e al marketing. Storia di un partito, dunque, ma soprattutto degli uomini e delle donne che, animati da passioni ideali e da interessi materiali, hanno scelto la militanza e lasciato un segno nella vicenda politica del paese.‎

‎Colletti Lucio; Albanese L. (cur.)‎

‎Lezioni di filosofia politica‎

‎br. Le "Lezioni di filosofia politica" di Lucio Colletti sono state tenute dall'autore nel 1958 all'Istituto Gramsci di Roma. Esse riflettono sia gli interessi del Colletti studioso di fama internazionale del pensiero marxista, sia le preoccupazioni ei temi vivi nel movimento operaio e più in generale nella sinistra italiana ed europea da poco uscita dalla guerra contro il nazifascismo e subito immersa nella Guerra fredda e nello scontro est-ovest. Vengono qui trattati il giusnaturalismo, Rousseau, Kant, il confronto fra liberalismo e democrazia, le trasformazioni del modo di produzione capitalistico, le trasformazioni dello Stato di diritto liberale. L'ultima lezione affronta anche il tema della rivoluzione, cercando di far emergere il vero pensiero di Lenin per distinguerlo accuratamente dalle interpretazioni "blanquiste". Tema, questo, che tornerà di attualità negli anni di piombo.‎

‎Gulizia Luigi‎

‎La lunga notte della Sinistra italiana. Controstoria politica d'Italia dalle origini ai giorni nostri‎

‎brossura Fino alle elezioni di marzo 2018 e al Governo Di Maio-Salvini. Dall'Unità d'Italia all'attuale Governo 5 Stelle-Lega, il saggio spiega l'evolversi della politica italiana e fasi salienti della nostra storia, non trascurando contesti internazionali e condizionamenti da essi esercitati, e pone l'obiettivo su cos'è stata la sinistra, con i suoi continui errori, le opportunità non colte, le rinunce a divenire punto di riferimento per la rinascita.‎

‎Serri Mirella‎

‎I profeti disarmati. 1945-1948, la guerra fra le due sinistre‎

‎ril. Per qualche decennio il Partito comunista italiano ha realizzato un miracolo. Apparteneva al Movimento comunista internazionale e aveva rapporti "fraterni" con l'Unione sovietica, ma era al tempo stesso una grande forza democratica, un argine contro le incombenti minacce fasciste, una indispensabile componente della vita democratica nazionale e, grazie al ruolo di Palmiro Togliatti nell'immediato dopoguerra, uno dei principali costruttori dello Stato repubblicano. Quasi tutti erano stati fascisti sino al 1942 e avevano quindi una particolare familiarità con la professione dell'intellettuale organico. Il Partito comunista conosceva i loro trascorsi, ma li aveva perdonati e sapeva che questo atto di clemenza avrebbe garantito la loro fedeltà. Il successo dell'operazione ebbe l'effetto di oscurare l'esistenza di un'altra intelligencija italiana, poco incline a lasciarsi attrarre dalle seduzioni del grande Partito comunista. I suoi esponenti avevano combattuto il fascismo negli anni del regime, in patria o all'estero, conoscevano la natura del movimento comunista, sapevano che le sue strategie non erano compatibili con il futuro di un paese democratico. Le loro origini politiche erano diverse, ma avevano una comune ispirazione liberale. Erano "Profeti disarmati", come li definisce Mirella Serri, ma avevano un piccolo quotidiano, "Risorgimento Liberale", che fu in quegli anni uno dei più vivaci e brillanti organi d'informazione e di opinione della rinata democrazia italiana.‎

‎Leonardi Silvio‎

‎L'Europa e il movimento socialista; Considerazioni sui processi comunitari: CEE e Comecon‎

‎br.‎

‎Santilli Giovanni‎

‎L'esperienza di una vita. Nel cuore delle istituzioni senza dimenticare le origini‎

‎br. Attraverso la storia di un uomo è possibile ripercorrere l'intera storia dell'Italia repubblicana. È questo il caso di Giovanni Santilli la cui vicenda si intreccia costantemente con la storia politica e sociale del nostro Paese dal secondo dopoguerra a oggi. Figlio di una famiglia di contadini e pastori abruzzesi dalle forti tradizioni antifasciste, si inoltra giovanissimo nella lotta politica a partire dalle rivendicazioni dei contadini del Fucino nel pieno delle agitazioni che costellarono la riforma agraria degli anni Cinquanta. Da queste prime esperienze, divenne ben presto un dinamico quadro dirigente del PCI, prima locale e poi nazionale, mettendo a disposizione dell'idea progressista, ma anche dell'approfondimento giornalistico e imprenditoriale, le sue esperienze e competenze maturate sul campo. Una vita interamente dedicata, con umiltà e dedizione, al miglioramento delle condizioni degli ultimi come protagonista di primo piano della vita nazionale e istituzionale che lo ha portato a collaborare con personalità come Achille Occhetto, Massimo D'Alema e Marco Minniti. Questo libro è la storia di un uomo nei passaggi più delicati della storia repubblicana, della quale emergono retroscena e sfumature spesso ignorate dal grande pubblico, qui riferite con lo sguardo del testimone attento alla dimensione politica ma anche a quella umana. Ma è anche esempio di come un uomo dalle umili origini possa migliorare la propria condizione migliorando quella degli altri, mettendo a disposizione di tutti le proprie competenze come avviene attualmente tramite la Fondazione Intelligence Culture and Strategic Analysis di cui è cofondatore. È il libro di chi, pur avendo forti radici nel passato, non ha mai smesso di guardare al futuro e al mondo con spirito critico e innovativo e, soprattutto, senza dimenticare le proprie origini.‎

‎Federici Libero‎

‎L'egualitarismo di Filippo Buonarroti‎

‎br.‎

‎Berneri Camillo; Rosselli Carlo; Di Brango E. (cur.)‎

‎Contro lo Stato. Articoli (1935-36)‎

‎br. "È un confronto quanto mai serio e rigoroso quello che, all'insegna di un sincero spirito di tolleranza e di rispetto reciproco, si va sviluppando tra posizioni di socialismo liberale (Rosselli) e socialismo libertario (Berneri) distinte ma non antagoniste. Un confronto che si produce proprio nell'imminenza dello scoppio della Guerra civile spagnola e da cui non si può prescindere per comprendere le ragioni dei rapporti di stretta collaborazione che nelle prime fasi di essa si producono, anche sul piano dell'intervento militare, tra giellisti e anarchici italiani e spagnoli. Un confronto che si sarebbe ulteriormente approfondito se un diverso ma comune destino di vittime della barbarie totalitaria non avesse di lì a poco investito i protagonisti: Berneri assassinato il 5 maggio 1937 a Barcellona dagli agenti di Stalin; Rosselli trucidato il 9 del mese successivo in terra di Francia dai sicari di Mussolini". A cura di Enzo Di Brango. Contributi di Roberto Carocci e Santi Fedele.‎

‎Barba Aldo; Pivetti Massimo‎

‎La scomparsa della Sinistra in Europa. Nuova ediz.‎

‎br. Il consenso liberista si è incrinato sotto i colpi del sempre più evidente degrado economico e sociale da esso provocato. Eppure, l'ingombrante cadavere della sinistra della "modernità" e delle "riforme" continua ad appestare la scena politica europea. Cosa impedisce la rinascita di una sinistra capace di ricollocare al centro della propria azione le grandi questioni economiche e di classe, consapevole che al potere del denaro può contrapporsi solo quello dello Stato-nazione? Barba e Pivetti sostengono che, per rimettersi in cammino, le forze autenticamente progressiste non dovrebbero affrontare l'ignoto, quanto piuttosto superare un'inerzia culturale, la generale subalternità nei confronti delle idee dominanti. Nella scoraggiante condizione di debolezza politica in cui oggi versano i salariati e i ceti popolari, una sinistra di classe avrebbe il non trascurabile vantaggio di non doversi inventare nulla: si tratterebbe di riprendere le fila di quanto di meglio la civiltà europea sia riuscita a realizzare nel secondo dopoguerra.‎

‎Gobetti Piero‎

‎Matteotti‎

‎brossura "Giacomo Matteotti vide nascere nel Polesine il movimento fascista come schiavismo agrario, come cortigianeria servile degli spostati verso chi li pagava; come medioevale crudeltà e torbido oscurantismo verso qualunque sforzo dei lavoratori volti a raggiungere la propria dignità e libertà. C'erano in Matteotti, ancor più alla radice, una fondamentale incompatibilità etica e una antitesi istintiva con Mussolini e il fascismo". Quanti di noi sanno oggi chi fu veramente Giacomo Matteotti, la sua personalità, la sua azione politica, il suo modo effettivo e peculiare di propugnare la causa del socialismo, prima di diventare il primo grande martire del fascismo? Dietro questa immagine ormai oleografica, ecco un ritratto composto da Piero Gobetti a ridosso dei fatti, che ha l'asciutta solennità di una "Vita" di Plutarco e nel quale noi oggi, a distanza di novant'anni esatti, non possiamo non scorgere la terribile forza di premonizione nei confronti del suo stesso giovanissimo autore, anche lui perseguitato e colpito dalla violenza fascista. Postfazione di Marco Scavino.‎

‎Pintor Luigi‎

‎Politicamente scorretto. Cronache di un quinquennio 1996-2001‎

‎brossura Queste trecento pagine non sono una fotocopia di note sparse ma un inedito corpo a sé stante perché si iscrivono in un preciso arco di tempo, nel quinquennio 1996-2001, nella parabola di una legislatura, in una compiuta stagione politica: la prima prova della sinistra italiana al governo della Repubblica. Queste pagine possono dunque valere come documentazione, critica partigiana ma non infondata di un ciclo politico e culturale della sinistra che ha impoverito la vita democratica e invelenito il tessuto sociale in gangli essenziali elevando a sistema il trasformismo istituzionale, mortificando il lavoro e premiando il privilegio, disorientando l'animo pubblico, fino a toccare il fondo con la partecipazione alla guerra.‎

‎Sombart Werner‎

‎Perché negli Stati Uniti non c'è il socialismo?‎

‎br. A cento anni dalla pubblicazione, questo breve saggio di Sombart è un invito a riflettere sulla società americana. Per l'autore, come del resto per Marx, il socialismo è figlio del capitalismo e delle sue contraddizioni. Così egli si chiede perché nel luogo ove il capitalismo ha raggiunto la massima espansione non vi sia anche un forte movimento socialista. Le interpretazioni di Sombart si possono ricondurre a due fattori: la particolare configurazione del sistema politico con i suoi meccanismi di trasmissione della domanda politica e rappresentanza degli interessi, da un lato, e l'esistenza della frontiera che permette di assorbire le contraddizioni e allargare illimitatamente le basi dell'accumulazione, dall'altro.‎

‎Spinelli Altiero; Rossi Ernesto; Pistone S. (cur.)‎

‎Il manifesto di Ventotene (rist. anast.)‎

‎ill., br. "Il "Manifesto di Ventotene", scritto da Altiero Spinelli in collaborazione con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, è considerato tra i più importanti contributi al dibattito sull'unità europea svoltisi durante la seconda guerra mondiale. Il "Manifesto", da cui è nato il Movimento Federalista Europeo, costituisce l'inizio della lotta per la federazione europea condotta dai movimenti per l'unità europea. La Consulta Europea del Consiglio regionale del Piemonte, in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma e a 76 anni dalla redazione del "Manifesto", ha deciso di realizzarne la ristampa anastatica insieme ad altri scritti di Spinelli e di Colorni indispensabili per comprendere adeguatamente il messaggio contenuto in questo documento. La ragione non è soltanto celebrativa. Il problema della federazione europea è all'ordine del giorno, perché è l'unica risposta adeguata alle sfide esistenziali con cui si confronta il processo di unificazione europea. Con la ristampa del "Manifesto di Ventotene" la Consulta Europea intende riaffermare il suo impegno nella lotta per la federazione europea e fornire un punto di riferimento per coloro che vogliono partecipare al dibattito sulla costituzione europea con piena consapevolezza di ciò che è in gioco" (Dalla Presentazione della Consulta Europea del Consiglio regionale del Piemonte). Il volume contiene un saggio di Norberto Bobbio. Introduzione di Sergio Pistone.‎

‎La Torre Franco‎

‎Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia‎

‎br. Nella lunga storia della lotta alla mafia e dei rapporti tra mafia e Stato c'è uno spartiacque. È la legge Rognoni-La Torre, che ha istituito il reato di associazione mafiosa e introdotto il sequestro e la confisca dei beni mafiosi. Una rivoluzione pagata con la vita dal suo ispiratore, Pio La Torre, coraggioso e carismatico deputato comunista, una vita dedicata alla giustizia sociale e alla lotta alla mafia, fin dalla prima battaglia: quella vinta da bambino per il diritto di andare a scuola. Di questo dirigente politico sempre in prima fila, dal movimento contadino che gli costò il carcere fino all'impegno nella commissione parlamentare antimafia, e poi alla grande battaglia per la pace contro i missili a Comiso, si è però scritto poco. Il suo nome viene poco ricordato perfino durante i "campi" sui beni confiscati, oggi luoghi simbolici di una volontà di riscatto civile. Questo libro vuole contribuire a ridare di lui la giusta memoria. E lo fa attraverso un testimone d'eccezione, il figlio Franco. Una memoria insieme commovente e asciutta, che racconta un leader politico con gli occhi del bambino e dell'adolescente ma anche con la consapevolezza di chi oggi è dirigente dell'associazione Libera. La completa una preziosa selezione degli scritti del dirigente comunista. Alcuni rari, ma tutti riferimento importante per chi voglia conoscere un pezzo fondamentale della storia della lotta alla mafia.‎

‎Abaterusso Ernesto‎

‎Una sola passione. Storie di politica al sud‎

‎br. "Nelle pagine che seguiranno c'è la storia autobiografica di un militante politico della sinistra nato e cresciuto nel profondo sud, nel sud estremo, direi: il Salerno, la splendida parte meridionale della provincia di Lecce. C'è anche un racconto sociale, che prende le mosse da un mondo arcaico, economicamente arretrato, come poteva essere il Mezzogiorno del dopoguerra. Ci sono i cambiamenti dei modi di vivere, della cultura, della moda. L'evoluzione degli elettrodomestici, dei motorini, delle auto. Le trasformazioni dei rapporti personali e politici. Il contesto in cui muove i primi passi Abaterusso non è sfondo: diventa un protagonista della storia, in quanto motore della presa di coscienza che l'impegno collettivo, la politica e il partito con la P maiuscola possono cambiare la vita delle persone. La convinzione che riunirsi, confrontarsi, aprire una sezione rappresentino crescita e forza. E la fiducia nel cambiamento in positivo accompagna il racconto, sin da quando, giovanissimo, Ernesto comincia a fare politica in una realtà terribilmente ostile, nella quale i comunisti sono considerati il pericolo numero uno, da combattere ed estirpare." (Dalla Prefazione di Roberto Speranza)‎

‎Trentin Bruno; Ariemma I. (cur.)‎

‎La città del lavoro. Sinistra e crisi del fordismo‎

‎brossura "La città del lavoro" è un libro programma. Oggi il fordismo, con le sue grandi fabbriche, è in Italia e in Occidente al tramonto. Ma non è in crisi il taylorismo, che nel Novecento è stato accettato anche dal socialismo di Stato e dalla cultura di sinistra e comunista. Il lavoro continua, in larga parte, ad essere eterodiretto, ridotto a merce e a cosa, appendice e schiavo della tecnica, mentre la sinistra è incapace di dare una risposta adeguata ai neoliberismo, ai processi tecnologici e di globalizzazione in corso. Ripensare la sinistra significa porre al centro della politica il lavoro come diritto di cittadinanza costituzionale; e soprattutto affermare la democrazia e la libertà nel lavoro affinché la persona umana possa realizzare il proprio progetto di sapere e di vita.‎

‎Marcantoni Mauro; Di Camillo Milena‎

‎Renato Ballardini‎

‎br.‎

‎Romano Lorenzo‎

‎New economy e socialismo. Per un mondo privo di guerre e di fame‎

‎br. Il sottotitolo di questo libro "Per un mondo privo di guerre e di fame" è stato scelto di proposito in quanto descrive un modello economico/politico innovativo che, se attivato porterebbe realmente all'eliminazione di qualsiasi contrasto tra i popoli, tra le nazioni. Non è un'Utopia ma semplicemente un modello derivato dall'utilizzo intensivo delle moderne tecnologie, le quali hanno già annullato il vecchio paradigma di "produzione" trasferendo di colpo il cosiddetto lavoro umano alle macchine automatiche, aumentando in modo esagerato la produttività globale. Il modello proposto dovrebbe riportare il benessere alle nazioni che l'adotteranno in quanto permetterebbe di realizzare un sistema economico veramente liberista senza mezze misure ma senza nulla togliere ad una invidiabile innovativa struttura democratica che sarà fondamenta del sistema medesimo.‎

‎Belli Fabio; Piccinelli Marco‎

‎Calcio e martello. Storie e uomini del calcio socialista‎

‎br. «Il Socialismo, immaginato, immaginario, reale e il gioco del calcio. Con i suoi perdenti di successo e i campioni, magari annegati nelle loro debolezze o nell'ineluttabilità della dittatura del proletariato. La povertà dei mezzi e l'innegabile splendore dei fini. Il Patto di Varsavia e le sue propaggini legate al Comecon hanno regalato alla generazione della guerra fredda emozioni violente e storie da tramandare, tra ingenuità di regime e talento infinito. L'Ungheria di Puskas, la Polonia di Lato, l'Urss di Lev Yashin, ma anche Sparwasser, Sollier e la Democracia Corinthiana, perché l'internazionalismo regnava sovrano dove meno te lo aspettavi. Fabio Belli e Marco Piccinelli in queste pagine ci raccontano emancipazioni proletarie solo sfiorate, ma che per decenni hanno fatto sognare milioni di persone, sia a est che a ovest della cortina di ferro.» (dalla prefazione di Max Collini)‎

‎Trentin Bruno; Cruciani S. (cur.)‎

‎La libertà viene prima. La libertà come posta in gioco nel conflitto sociale. Con pagine inedite dei Diari e altri scritti‎

‎br. La presente riedizione integra il volume del 2004 con una scelta di pagine inedite dai Diari e degli articoli pubblicati tra il 2000 e il 2006, anno in cui Trentin ebbe l'incidente da cui non riuscì a risollevarsi. In questo modo il lettore è introdotto nel 'laboratorio intellettuale' dell'autore che stava scrivendo "La libertà viene prima" e portato a conoscere una serie significativa di interventi in cui Trentin verifica e sviluppa i concetti presentati nell'opera, così da approfondirli e inquadrarli nella sua ricerca politica in una transnazionale. Presentazione di Iginio Ariemma. Postfazione di Giovanni Mari.‎

‎Filippa Marcella‎

‎Ursula Hirschmann. Come in una giostra‎

‎br. Ursula Hirschmann (Berlino 1913 - Roma 1991) svolge un ruolo intellettuale e politico in condizioni burrascose. Ebrea, lascia la sua città all'avvento del nazismo, vive a Parigi a contatto col mondo degli esuli. Sposa il filosofo ebreo e antifascista Eugenio Colorni, condivide con lui il confino, e sarà tra i protagonisti della stesura del Manifesto di Ventotene e della sua diffusione. Dopo la tragica morte di Colorni vivrà la sua vita con Altiero Spinelli, uniti in un potente rapporto amoroso, condividendo il progetto di una Europa federale, capace di superare nazionalismi e abbattere muri. Nel 1975 costituisce a Bruxelles "Femmes pour l'Europe". Una emorragia cerebrale le toglie l'uso della parola, ma con la sua tenacia saprà riacquistarla. Madre di sei figlie, vive con passione la sua esistenza, dichiarandosi con coerenza senza patria. Una vita come in una giostra: gioco, vertigine, meraviglia, stupore. Rappresentata spesso solo nel ruolo di moglie e musa ispiratrice, la sua vita è affermazione di autonomia, irriducibilità, coraggio e sfida. L'autrice ci offre una nuova storia al femminile che attraversa il Novecento europeo, con una scrittura densa, originale, creativa, empatica, capace di riconoscere la complessità, l'autorevolezza del suo pensiero e del suo impegno, rivelando aspetti intimi con delicatezza, dialogando con essa e con tante altre figure che l'hanno incontrata. Ne emerge una costellazione di storie inedite e uniche. Un racconto di erramento, sconfinamenti, inattese conseguenze, che riaffiora dopo tanto oblio.‎

‎Mancini Roberto‎

‎Oltre destra e sinistra: il socialismo fascista‎

‎br.‎

‎Tronti Mario; Bianchi Andrea‎

‎Il popolo perduto. Per una critica della sinistra‎

‎br. Mario Tronfi, filosofo e politico, tra i più illustri teorici dell'operaismo, padre dell'autonomia del politico, si sofferma in questo libro-intervista, insieme al giornalista Andrea Bianchi, sulla deriva e sui fallimenti della sinistra, non solo italiana, e su come riprendere il cammino in un mondo radicalmente diverso rispetto a quello del Novecento. Sul banco degli imputati, la cosiddetta sinistra nel suo complesso, con un particolare carico di responsabilità assegnato a quella di derivazione comunista. La sinistra che in questi ultimi decenni si è interessata quasi esclusivamente di diritti e ha trascurato i bisogni: lavoro, sicurezza, stato sociale, redditi perduti... Quante volte si nomina la parola cittadini e quante la parola lavoratori? In questa sproporzione c'è la distorsione della realtà. E ancora: quante mobilitazioni di piazza si sono fatte su rivendicazioni umanitarie e quante sul flagello delle morti sul lavoro? La scarsa attenzione a domande di questo tipo ha provocato la perdita di milioni di voti e, fatto ancora più grave, il rischio di estinzione di un intero popolo. Per ricominciare a camminare va combattuto il virus dell'antipolitica iniettato ad arte dall'alto nelle vene dove scorre il basso del sociale, occorre rovesciare la gerarchia tra il civile e il sociale, mandare in soffitta il pensiero debole che ha prodotto il fallimento democratico-progressista. E soprattutto non credere che sia vera la falsa notizia che non c'è più lo sfruttamento del lavoro.‎

‎García Linera Álvaro‎

‎Democrazia, Stato, rivoluzione. Presente e futuro del socialismo del XXI secolo‎

‎br. Protagonista e interprete di uno dei processi di cambiamento più interessanti del nostro tempo, il boliviano Álvaro García Linera è un intellettuale organico, che unisce passione e preparazione teorica a una concreta e duratura esperienza di governo: dalla militanza politica alla guerriglia, dall'incarcerazione e la tortura all'approdo alle più alte cariche dello Stato. Le riflessioni e suggestioni qui raccolte in traduzione italiana ci introducono nel cantiere di lavoro teorico e politico di García Linera. Un libro per chiunque persegua la trasformazione sociale in direzione del socialismo e l'indipendenza dei popoli nel XXI secolo. Postfazione di Carlo Formenti.‎

‎Gauchet Marcel‎

‎Destra/Sinistra. Storia di una dicotomia‎

‎br. "Destra/Sinistra" dello studioso e accademico di Francia Marcel Gauchet è uno tra i tentativi più riusciti di una analisi politica e filosofica dettagliata delle caratteristiche della Destra e della Sinistra. Quali sono i dati essenziali che ci permettono di individuare e distinguere queste due grandi famiglie politiche che caratterizzano la democrazia rappresentativa? Che cosa realmente le divide? Esistono degli elementi comuni, condivisi? Ha ancora un futuro ha questa distinzione?‎

‎Rivista storica del socialismo (2022). Vol. 1‎

‎br. In questo numero contributi di: Antonio De Lauri, Nicola Cacciatore, Paolo Barcella, Marzio Zanantoni, Jacopo Perazzoli, Maria Francesca Pozzi, Gianvito Mastroleo e Paolo Bagnoli.‎

‎Parlato Giuseppe‎

‎La sinistra fascista. Storia di un progetto mancato‎

‎br. Questo volume porta alla luce la più inquieta fra le diverse e non di rado conflittuali anime del fascismo: la cosiddetta sinistra fascista. Parlato identifica i tratti salienti del mosaico di idee, valori e umori che ne costituisce l'identità, seguendo il "fiume carsico" della sinistra fascista oltre la fine del Ventennio, fin dentro gli anni Settanta. Un forte spirito antiborghese e anticapitalistico, un'idea della politica come rivoluzione, l'obiettivo di una democrazia popolare totalitaria di radice rousseauiana caratterizzano questo fascismo che ha le sue origini nel sindacalismo rivoluzionario d'anteguerra, e il suo habitat nelle strutture sindacali e nelle organizzazioni giovanili universitarie. Con la seconda guerra mondiale i fascisti di sinistra scelsero spesso sponde opposte: alcuni rimasero fedeli al proprio essere fascisti, altri al proprio essere rivoluzionari ed entrarono nel partito comunista, dove occuparono anche posti di prestigio.‎

‎Bookchin Murray; Bookchin D. (cur.); Taylor B. (cur.); Seniga M. (cur.)‎

‎La prossima rivoluzione. Dalle assemblee popolari alla democrazia diretta‎

‎br. Murray Bookchin ha speso la vita opponendosi allo spirito rapace del capitalismo del "crescere o morire". È stato un vero erede dell'illuminismo, con il suo rispetto per la chiarezza di pensiero e la responsabilità morale, e con la sua ricerca senza compromessi di una speranza realistica. Gli otto saggi che compongono questo libro rappresentano la sintesi del suo lavoro: le fondamenta teoriche per una società ecologica, egualitaria e democratica, con un approccio pratico alla sua realizzazione. Analizza i fallimenti dei vecchi movimenti per il cambiamento sociale, rilancia la prospettiva della democrazia diretta e, nell'ultimo capitolo, disegna il suo progetto per trasformare la crisi ambientale globale in un'opportunità di superare le stantie gerarchie di genere, razza, classe e nazione, l'occasione di trovare una cura radicale per il "male" che governa il nostro sistema sociale.‎

‎Ecca Fabio‎

‎L'Avanti! di Nenni. Le inchieste sulla corruzione fascista (1921-1925)‎

‎ill., br. Un saggio/ricerca che vuole contribuire a colmare la lacuna storiografica sull'attività giornalistica di Pietro Nenni nel breve periodo compreso tra il 1921 ed il 1925, ovvero da quando avviava la sua collaborazione con il quotidiano socialista a quando rassegnava le dimissioni dalla direzione dell'«Avanti!». L'autore si sofferma, in particolare, gli anni in cui il fascismo era in rapida ascesa, fino ad assumere la guida del Paese e, successivamente, il controllo dell'apparato, pubblico e/o privato, che sovrintendeva l'economia, l'informazione, l'amministrazione ed il controllo sociale nazionale. L'occhio analitico di Nenni, dunque, gli aveva permesso di osservare da una posizione privilegiata - quale era il più importante quotidiano del Partito Socialista Italiano - le rapide, repentine e spesso violente evoluzioni italiane.‎

‎Intini Ugo‎

‎Avanti! Un giornale, un'epoca‎

‎br. Dopo la versione cartonata arriva la versione economica in un formato più agile.‎

‎Franco Marielle; De Jesus A. (cur.); De Rosa F. (cur.); Izzo A. (cur.)‎

‎Laboratorio favela. Violenza e politica a Rio de Janeiro‎

‎br. Fino al giorno in cui è stata uccisa - un omicidio ancora senza mandanti che ha suscitato clamore e rabbia in tutto il mondo - Marielle Franco è stata un esempio della capacità delle donne delle favelas, donne nere e povere, di «superare le loro condizioni oggettive» conquistando spazi alternativi nel campo dell'educazione, dell'arte e della politica. Sullo sfondo dei suoi discorsi da consigliera comunale di Rio de Janeiro, nel Brasile che si preparava alla svolta autoritaria di Bolsonaro, riconosciamo non pochi tratti del nostro presente: una città sacrificata agli interessi degli investitori, in cui quella parte di popolazione esclusa dalla lotteria della speculazione viene nascosta in periferie sempre più lontane, destinata al carcere o abbandonata agli abusi della polizia. Questo libro è un atto di omaggio, un racconto a cui ispirarsi, e allo stesso tempo una fotografia, ricca di speranze e di amarezze, del mondo visto con gli occhi di chi lotta per cambiarlo.‎

‎Curcio Carmine‎

‎Vito Marcantonio. Il deputato di East Harlem difensore dei diritti umani‎

‎br. Vito Marcantonio, deputato di East Harlem, figlio di emigranti lucani, fu leader del Partito Laburista Americano e membro del Congresso degli Stati Uniti dalla metà degli anni Trenta del secolo scorso fino al 1950. Per il suo radicalismo fu sospettato di adesione al Partito Comunista e combattuto dalla stampa con spietatezza ingiustificata e ingiustificabile. Ciononostante, difese quel partito e i suoi membri con tenacia e grande coraggio, fino alla fine dei suoi giorni. Lo fece per fedeltà ai principi democratici e con la ferma convinzione che la difesa dei diritti costituzionali dei comunisti (come di ogni altra minoranza), fosse la prima linea di difesa della democrazia americana. Morì improvvisamente all'età di 52 anni, il 9 Agosto 1954, all'uscita di una stazione della metropolitana. Per ragioni oscure a quanti lo conobbero, lo amarono e lo stimarono, la Chiesa di New York gli negò i funerali religiosi. Prefazione di Giovanni Caserta.‎

‎Bookchin Murray‎

‎Ecologismo libertario‎

‎br. "Siamo assediati da una crisi ecologica di immense proporzioni, conseguenza evidente dello spietato sfruttamento e inquinamento del pianeta. Le ragioni sociali di questa crisi vengono attribuite giustamente ad uno spirito di mercato che riduce l'intero mondo vivente, umanità compresa, a oggetti mercificabili, meri beni di consumo venduti ad un alto prezzo per il profitto e l'espansione economica. L'ideologia di questo spirito mercantile è ben espressa nella nota massima del mercato "espandersi o perire" che assimila la crescita illimitata al "progresso" e la "padronanza della natura" alla "civiltà". Il libro ripercorre in modo critico il contrastato rapporto tra umanità e natura a partire dall'idea che il dominio dell'uomo sulla natura è originariamente causato dal dominio dell'uomo sull'uomo.‎

‎Cannavò Salvatore‎

‎Mutualismo. Ritorno al futuro per la sinistra‎

‎br. La crisi storica della sinistra e di ciò che è stato il movimento operaio chiede uno sforzo eccezionale di fantasia e sperimentazione per ricominciare. Ma per guardare al futuro occorre tornare "la dove tutto è cominciato". Nel corso del Novecento le caratteristiche basilari del movimento operaio delle origini, imperniate su mutualismo e solidarietà di classe, sono state relegate al ruolo di ancella. La socialdemocrazia ha fondato la propria politica sul consenso elettorale come viatico per conquistare lo Stato e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. I partiti comunisti sono stati sopraffatti dal crollo del socialismo reale. Partito e sindacato hanno rappresentato le forme principali della politica e, facendosi Stato o dipendendo dallo Stato, hanno progressivamente prodotto organizzazioni centralizzate, fondate sulla delega e soggiogate dalle burocrazie. Oggi questi strumenti appaiono spuntati perché la forza materiale che dovrebbe sospingerli è dispersa o atomizzata, quello che era il "partito di massa" è divenuto "partito-istituzione", e gli stessi sindacati tradizionali vivono una crisi lacerante e un'assenza di contatto con le giovani generazioni divenute precarie a tempo indeterminato. Perdendo i propri ancoraggi sociali la sinistra ha finito per gestire un compromesso sociale al ribasso, ergendosi a puntello del sistema economico liberista. Occorre allora riappropriarsi delle pratiche all'origine del movimento operaio, ricucendo il filo delle individualità sociali per riscoprire l'efficacia della cooperazione e il valore fondativo della solidarietà. Il libro ripercorre la storia e i dibattiti delle esperienze di autogestione e mutualismo dalla fine dell'Ottocento ad oggi, mostrando l'impasto su cui poggiare i mattoni di una nuova credibilità politica. Si tratta di un mutualismo politico e conflittuale perché non accetta la dimensione di lenitivo delle diseguaglianze e non si integra in un processo di smantellamento dello stato sociale. Anzi. Affermando la propria capacità di autogoverno, indica un'idea alternativa di democrazia e di società.‎

‎Salmoni Claudio; Mangani G. (cur.); Salmoni V. (cur.)‎

‎La politica del programma. Scritti politici‎

‎br.‎

‎Visca Lucia‎

‎Le ragazze della cooperativa‎

‎br. Il primo ottobre 1970, mentre in Italia si lotta per il lavoro, un gruppo di ragazze di Allumiere, giovanissime e inesperte, costituiscono una cooperativa ispirata al socialismo umanitario di Giorgio Pirandello, nipote del drammaturgo, e di sua moglie, Adriana Ferri, ritiratisi sui monti della Tolfa dopo l'espulsione dal Pci. Prefazione di Paola Cacianti.‎

‎Schumpeter Joseph A.; Zanini A. (cur.)‎

‎Capitalismo, socialismo e democrazia‎

‎br. Schumpeter è un autore classico dell'economia, noto per le sue analisi sul ciclo economico e sulla funzione dell'imprenditore. L'influenza della sua opera, tuttavia, non si limita all'economia, ma si estende anche alle scienze politiche e sociali. Ciò vale in particolare per "Capitalismo, socialismo e democrazia", il suo scritto più noto, assente da tempo dalle librerie italiane. L'idea su cui si incardina la teoria politica di Schumpeter è quella della leadership concorrenziale, che assimila il moderno leader politico a un imprenditore il cui profitto è il potere, il cui potere si misura a voti, i cui voti dipendono dalla sua capacità di soddisfare le richieste degli elettori. Alla concorrenza fra gli imprenditori per la conquista dei mercati fa così riscontro la competizione fra i leader dei partiti: nasce la formula della democrazia competitiva, che è vista come l'essenza stessa della democrazia politica, la sua condizione di esistenza. Confrontandosi con Marx, Schumpeter si interroga sul futuro del capitalismo, sull'orizzonte del suo superamento e sui meccanismi reali di funzionamento dei regimi democratici. In un periodo caratterizzato dalla crisi dell'ottimismo liberista e della credibilità delle retoriche liberal-democratiche, la lucidità e il rigore delle analisi schumpeteriane possono fornire molte chiavi per comprendere il presente.‎

‎Lilla Mark‎

‎L'identità non è di sinistra. Oltre l'antipolitica‎

‎br. Negli ultimi decenni l'identità è diventata un campo di scontro politico cruciale. I diritti delle donne, della comunità gay e di qualunque altra minoranza sono in cima ai programmi di tutti i partiti che si dicono di sinistra. Le vittorie elettorali di populisti e demagoghi nelle democrazie più avanzate, allo stesso tempo, mettono in dubbio proprio quei diritti civili ormai dati per scontati da chi, quarant'anni fa, affermava che «il personale è politico». In questa situazione di stallo la tesi di Mark Lilla è che sostenendo battaglie politiche basate sull'identità la sinistra liberale abbia in realtà abdicato al suo ruolo. Abbracciando senza resistenze l'individualismo imposto da Reagan e Thatcher negli anni ottanta, i liberal hanno contribuito ad alimentare un sistema di valori antipolitico, rinunciando al consenso degli elettori per concentrare tutte le loro forze in un attivismo frammentario, portato avanti con intenzioni nobili, ma incapace di intaccare la realtà perché allergico ai necessari compromessi della rappresentanza. In questo j'accuse che ha riaperto la discussione sul futuro della sinistra americana dopo la vittoria di Trump, Lilla alza la posta in gioco, sfidando ogni convinto progressista a lasciarsi alle spalle l'ossessione per l'io per concentrarsi non su ciò che ci rende diversi l'uno dall'altro, ma su quanto condividiamo come cittadini dello stesso paese, e a immaginare un futuro per tutti. Soprattutto per i più deboli.‎

‎Pellicani Luciano‎

‎Cattivi maestri della Sinistra. Gramsci, Togliatti, Lukàcs, Sartre e Marcuse‎

‎br. Sin dalla Rivoluzione francese, che le ha dato i natali, la sinistra non è mai stata un singolare. Sono sempre esistite due sinistre, di cui una era la negazione secca dell'altra. Di qui il duello permanente fra la sinistra liberalsocialista, determinata a universalizzare la fruizione dei diritti e delle libertà, e la sinistra totalitaria, animata da un progetto profondamente liberticida centrato sull'idea che la costruzione del comunismo esigeva l'abbattimento violento di tutte le istituzioni sociali esistenti e l'instaurazione del terrore catartico quale strumento di purificazione della società borghese, corrotta e corruttrice.‎

‎Luxemburg Rosa; La Greca A. (cur.)‎

‎Riforma sociale o rivoluzione?‎

‎br. Quando combatte contro il riformismo, come in questo saggio che rappresenta un passaggio fondamentale nella vicenda della socialdemocrazia tedesca, Rosa Luxemburg assume come punto di partenza e di arrivo il socialismo. Nel farlo afferma una concezione della rivoluzione intesa come rigenerazione morale e materiale dell'umanità, legata alle contraddizioni storiche della società borghese ma anche alla necessaria maturazione di coscienza dei suoi protagonisti.‎

‎Scroccu Gianluca‎

‎Alla ricerca di un socialismo possibile. Antonio Giolitti dal PCI al PSI‎

‎br. Antonio Giolitti (1915-2010) è stato un protagonista della storia italiana del Novecento. Questo volume è la prima ricostruzione della sua vicenda politica e umana basata sullo studio di fonti archivistiche inedite e a stampa. L'autore si sofferma in particolare sulla militanza giolittiana nella sinistra, prima nelle file del PCI dalla Resistenza sino alla drammatica rottura del 1956 con il partito di Togliatti, per poi analizzare il suo passaggio al PSI e la successiva nomina a ministro del Bilancio nel primo governo di centro-sinistra guidato da Aldo Moro. Sono anni centrali nella storia di Giolitti, divenuto simbolo di una generazione di giovani che avevano aderito al comunismo con convinzione durante l'impegno antifascista per poi giungere al distacco traumatico e doloroso dal PCI dopo la repressione sovietica in Ungheria, cui seguì l'inizio della ricerca di un nuovo "socialismo possibile". Il libro ricostruisce non solo un periodo fondamentale della vita di una grande personalità della nostra Repubblica, ma anche uno snodo cruciale nelle vicende della sinistra italiana e nel dibattito sul rapporto tra socialismo e democrazia, riformismo e radicalità che ne ha attraversato la storia sino ai nostri giorni.‎

Number of results : 17,823 (357 Page(s))

First page Previous page 1 ... 351 352 353 354 355 [356] 357 Next page Last page