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‎Socialisme‎

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‎Saladino Gaspare‎

‎Socialismo in Sicilia‎

‎br. L'autore dedica la prima parte del volume ai profili di dirigenti socialisti che hanno avuto un ruolo importante nella lotta alla destra agraria siciliana e nell'attuazione della politica riformista di centro sinistra in Sicilia: Tommaso Amodeo, Nicola Capria, Salvatore D'Anna, Luigi Granata, Salvatore Lauricella, Filippo Lentini, Franco Roccella. Nella seconda parte del volume viene pubblicato il testo di un intervento di Angelo Ganazzoli al primo Congresso Regionale del PSI, svoltosi a Palermo a Villa Igiea, nell'aprile del 1973, insieme a quello di Anselmo Guarraci che ci propone la storica posizione critica al centro-sinistra della minoranza cosiddetta "lombardiana" del PSI. In appendice il lettore potrà trovare alcuni documenti originali che riteniamo molto significativi della storia politica degli ultimi cinquant'anni, nel corso dei quali hanno operato i nostri protagonisti e cioè: l'accordo programmatico per il primo centro-sinistra al Comune di Palermo, e l'accordo programmatico per il primo centro-sinistra alla Regione Sicilia; due lettere di Pietro Nenni del 1961 indirizzate agli assessori regionali socialisti e alla segreteria regionale.‎

‎Craxi Bettino; Pellicani Luciano; Pellicani L. (cur.)‎

‎Il vangelo socialista‎

‎brossura‎

‎Erba Dino; Centro d'iniziativa Luca Rossi (cur.)‎

‎Ottobre 1917-Wall Street 1929. La Sinistra comunista italiana tra bolscevismo e radicalismo: la tendenza di Michelangelo Pappalardi‎

‎brossura‎

‎Bermani Cesare; Corvisieri Silverio; Portelli Sandro; Del Bello C. (cur.)‎

‎Guerra civile e Stato. Per un revisionismo da Sinistra‎

‎brossura‎

‎Craxi Stefania‎

‎Lo sbarco. Genesi di una passione politica‎

‎br.‎

‎Léonard Mathieu‎

‎La Prima Internazionale. L'emancipazionei dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi‎

‎br. Nel momento in cui assistiamo alla profonda crisi della sinistra proveniente dal vecchio movimento operaio, questa ricerca storica indaga il luogo dove tutto ebbe inizio. Otto anni. La Prima Internazionale ebbe vita breve (1864-1872), ma attraversò un intenso periodo storico con al centro la Comune di Parigi. In questa rete internazionale che parlava esplicitamente di rivoluzione, si confrontarono soggettività eterogenee (dai sindacalisti inglesi agli artigiani francesi, passando per i comunisti tedeschi), pratiche politiche differenti (cooperativiste, sindacaliste, di mutuo soccorso) e le più grandi figure del movimento operaio, a partire da Marx e Bakunin. Ed è all'interno di questa dimensione plurale che si formarono le correnti di sinistra che hanno segnato il Novecento: marxiste, anarchiche e socialdemocratiche. L'Associazione internazionale dei lavoratori fu in primo luogo un tentativo inedito di organizzare in modo solidale i militanti operai decisi a inventare da soli il proprio futuro: "L'emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi". E di guidare una rivoluzione al contempo economica, sociale e politica senza che uno di questi aspetti prevalesse sugli altri. Fino a quando i dibattiti teorici si orienteranno su strade divergenti.‎

‎Federico Salvatore‎

‎Mazzini e il socialismo in Italia‎

‎brossura Scopo del lavoro è di mettere in risalto il pensiero sociale di Mazzini e la sua attività, il suo ardente apostolato verso le classi sociali, il suo atteggiamento intransigente verso ogni forma di socialismo utopistico che egli identifica col materialismo e verso il nascente socialismo scientifico "negazione di Dio [...] della Patria [...] d'ogni proprietà individuale".‎

‎Natale Paolo; Fasano Luciano Mario‎

‎L'ultimo partito. 10 anni di Partito Democratico. Con Contenuto digitale per download e accesso on line‎

‎br. La breve e travagliata storia del Partito Democratico ha visto succedersi tre segretari eletti dal "popolo delle primarie", Veltroni, Bersani e Renzi, ognuno con una sua diversa visione del ruolo che il partito deve avere nella nostra società. Nel cammino del PD ha prevalso, volta per volta, una delle tre anime che popolano la sinistra: l'anima "etica", quella "social-democratica" e quella "democratico-riformista". Attraverso un'approfondita analisi di tutte le componenti del partito (elettori, iscritti, delegati e organi dirigenti), questo saggio ricostruisce il suo percorso decennale, per cercare di capire quale sarà il suo futuro, e quale il futuro della democrazia rappresentativa in Italia.‎

‎Antonelli Bruna‎

‎Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964). Un integerrimo repubblicano narnese perseguitato dal fascismo‎

‎br. Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964), figlio di un reduce garibaldino narnese, fin da giovane aderì al pensiero repubblicano e socialista, partecipando alle attività del movimento, a difesa dei diritti della classe operaia. Nel 1915, si arruolò volontario, fu ferito nel 1916 e decorato nel 1917. Tornato a Narni, riprese la propaganda politica contro le avanguardie nazionaliste che avrebbero poi dato vita al fascismo. Nel 1920, inneggiando a Trieste repubblicana, aprì il XIV congresso nazionale del PRI in Ancona. Subì la persecuzione del fascismo, vigilato e schedato, per cui dovette cambiare continuamente città. Venne poi arrestato per attività sovversiva e trasferito a Roma nel carcere di Regina Coeli, mandato poi per un breve periodo a Lipari e infine ricondotto a Narni. Nel 1934 rifiutò la pensione di guerra. In seguito, nuovamente arrestato, rimase in carcere a La Spezia fin quando un bombardamento distrusse il carcere; partecipò alla guerra di liberazione nelle formazioni partigiane della Lunigiana e a Carrara restandovi fino alla fine del 1945 per riorganizzare le fila del Partito Repubblicano.‎

‎Piani Piero‎

‎Bibliografia di Bettino Craxi e dintorni. Il socialismo italiano dal 1892 ad oggi (pardon, ieri)...‎

‎ill., br.‎

‎Vallepiano Roberto‎

‎Ufficio sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra‎

‎br. In questo libro la protagonista è una sinistra più aggettivo qualificativo che soggetto. L'autore immagina le pagine come una piccola cassetta degli attrezzi, una bussola per orientarsi nel mare in burrasca di questo terremotato presente, uno strumento per interrogarsi sul livello di deprivazione emotiva che la nostra società ha raggiunto. Sulle dimensioni del deserto interiore che ci circonda. Il genere dell'opera è un saggio di analisi politica e di controinformazione. Lo spazio e il tempo dell'azione sono incentrati all'attualità del nostro paese, ma si dilatano a livello temporale dalla Rivoluzione Francese, al Socialismo del 21° Secolo che caratterizza i paesi dell'ALBA e spazia dall'Europa all'America Latina con frequenti incursioni nel medioriente, nel mondo arabo e nelle altre zone calde di cui quotidianamente ci parla la cronaca geopolitica. I suoi capitoli rappresentano una foto di gruppo dissacrante e irriverente di una fetta consistente del nuovo potere italiano. Questo libro parla della sinistra e lo fa senza peli sulla lingua, ne narra i ripetuti tradimenti, la viltà, il sistematico opportunismo dei suoi dirigenti ed autoproclamati leader. Dunque la peculiarità di questo saggio è che la sinistra diviene al tempo stesso la protagonista e l'antagonista di se stessa. Lo stile è asciutto ma evocativo. Il tempo verbale al presente, con alcuni salti temporali nel passato prossimo e remoto, aiuta l'autore a raccontare gli eventi in modo lineare e con una struttura colloquiale, senza ricercatezze superflue. La narrazione è immediata e il linguaggio diretto e comunicativo.‎

‎Caffi Andrea; Spreafico S. (cur.)‎

‎Scritti scelti di un socialista libertario‎

‎br. Di Andrea Caffi ha lasciato quasi un trentennio fa un indelebile ricordo Alberto Moravia col descriverlo come "un uomo romantico che ha avuto [...] degli ideali e al tempo stesso un'espressione delusa, ironica, amara e lungimirante con la quale sembrava dire: c'era da aspettarselo"; mettendo nel prosieguo in luce altre qualità come la profonda cultura, l'indomita curiosità, causa ed effetto del suo lungo peregrinare per mezza Europa, il netto rifiuto verso ogni forma di omologazione, la sostanziale freschezza mantenuta nonostante il passare del tempo e le traversie della vita. Il ritratto si concludeva con la scoperta da parte dello scrittore romano delle due anime caffiane: quella illuminista francese che lo portava a cercare di spiegare il mondo partendo comunque sempre dal dubbio, e quella populista russa che lo spingeva a solidarizzare con i ceti subalterni . Il suo socialismo libertario parla di individui e società, di giustizia e libertà, di laica fratellanza e umanità rigenerata, di storia e cultura, e di altro ancora: ecco i buoni motivi per ripubblicare Caffi ai giorni nostri, proprio nel momento in cui tornano alla ribalta abusate parole d'ordine quali "Dio, patria e famiglia" .‎

‎Bagnoli Paolo‎

‎Il socialismo di Tristano Codignola. Con interventi, documenti, lettere‎

‎brossura Ripercorrere la vicenda politica di Tristano Codignola, rileggere i suoi scritti, riconsiderare il complesso di una battaglia politica continua fatta con coraggio, coerenza di intenti, assoluta probità morale ed alta coscienza della democrazia e della socialità, ha confermato l'immagine, ancora oggi molto viva, di Codignola quale straordinaria figura della politica e della democrazia repubblicana. Uomo di battaglia politica continua per tutte le stagioni della propria esistenza - lotta antifascista, azionismo, rinnovamento del socialismo italiano, contrasto della legge truffa, impegno per fare del PSI il Partito della democrazia concreta - in Codignola si sviluppano tre "momenti" diversi: quello della storia nazionale e dei suoi ritardi nell'essere un Paese moderno; quello dei problemi concreti che ne derivano sul piano civile e sociale che richiedono di essere sanati ed, in fine, il significato del socialismo quale fattore di crescita e di irrobustimento della politica democratica. Bagnoli ci consegna un lavoro portato avanti con tutta la competenza dello storico del pensiero politico, ma anche con l'autentica passione dell'uomo, consegnandoci una lettura del pensiero di Codignola che ne mette in luce non solo l'attualità di dottrina, ma anche e soprattutto l'essere un riferimento, oltre che storico, ideale e morale, «che addita le strade del socialismo e della democrazia quali uniche per la crescita civile e culturale degli uomini che nascono liberi e liberi vogliono vivere».‎

‎Imprenti F. (cur.); Magnanini C. (cur.)‎

‎Nilde Iotti. Presidente. Dalla Cattolica a Montecitorio‎

‎br. Lo straordinario impegno politico di Nilde Iotti ne ha fatto una delle protagoniste della storia dell'Italia repubblicana. I saggi pubblicati nel presente volume restituiscono la complessità di una biografia che, nei suoi tratti più salienti, ha accompagnato lo sviluppo e le contraddizioni di un Paese e della sua storia politica e istituzionale. Il volume raccoglie gli atti del Convegno di studi di Rozzano (2009).‎

‎Becherucci Andrea‎

‎Giustizia e libertà restano gli imperativi etici. Per una bibliografia degli scritti di Gaetano Arfè‎

‎br. "Più volte ho avuto modo di rammentare l'amicizia che mi ha legato ad Arfè, intessuta di un prolungato ed intenso scambio intellettuale e politico, ed anche di iniziative comuni. In particolare, mi piace ricordare quella che, verso la metà degli anni '80, mirava a promuovere un centro d'iniziativa per il rinnovamento 'europeo' dell'insieme della sinistra italiana: essa non diede allora, in verità, i frutti sperati; ma fu certo un'occasione per ampliare un confronto critico (a volte anche polemico), ricco di spunti fecondi su questioni che si sarebbero presto rivelate essenziali. In tutto quel decennio cruciale, al dibattito sull'evoluzione della sinistra italiana ed europea venne effettivamente da Arfè un contributo assai significativo di conoscenza critica e di idee. Gaetano Arfè fu serio studioso e critico del socialismo italiano, e fu politico appassionato." (alla "Nota" di Giorgio Napolitano)‎

‎Moroni Sheyla‎

‎Giovanni Zibordi. Biografia di un riformista intransigente‎

‎br. Giovanni Zibordi (1870-1943) fu una figura al contempo tipica ed estravagante del movimento socialista italiano: si trova allo "snodo" di diversi territori geo-politici (Mantova, Reggio Emilia, Roma e Milano) e anche perennemente in bilico tra la corrente rivoluzionaria e quella riformista del Partito socialista italiano. Il suo obiettivo rimane sempre la rivoluzione: graduale e attraverso la persuasione e la cooptazione nell'area socialista di quelle forze sociali e di quegli individui - lavoratori cittadini e lavoratrici cittadine - che via via si sentono sconfitti o esclusi dalla realtà economica e politica del paese. Ma Zibordi, allievo di Giosuè Carducci e studioso di letteratura, ha l'ambizione di essere un intellettuale "organico" ante litteram (anche in contraddizione con se stesso) in quanto ambisce a essere trait d'union fra la dirigenza del partito e le sue (possibili) basi sociali: questo studio ne restituisce la vicenda biografica tra politica e cultura.‎

‎Perazzoli Jacopo‎

‎«Qualcosa di nuovo da noi s'attende». La socialdemocrazia europea e il revisionismo degli anni Cinquanta‎

‎br. La revisione della dottrina e della prassi politica contraddistinse il cammino del movimento socialista nel corso del secondo dopoguerra. Uscito distrutto dalla seconda guerra mondiale, incapace di offrire una versione alternativa a quella dei conservatori che guidavano gli esecutivi dei principali paesi dell'Europa occidentale, il movimento e nello specifico i partiti socialisti dovettero trovare la via per diventare forze legittimate a governare. Questo libro ricostruisce, facendo ampio ricorso a fonti archivistiche, proprio il passaggio che portò le forze socialiste ad adottare una visione di governo. Il Labour Party inglese, la Socialdemocrazia tedesca e il Partito socialista italiano, pur essendo forze politiche differenti, decisero di mettere in campo un chiaro rinnovamento della proposta politica: un revisionismo che permise l'accesso alla "stanza dei bottoni", come avvenne nel corso degli anni Sessanta.‎

‎Spinelli Altiero; Rossi Ernesto‎

‎Il Manifesto di Ventotene-The Ventotene Manifesto. Ediz. bilingue‎

‎br. A ottant'anni dalla redazione della prima versione del Manifesto per un'Europa libera e unita (1941), la sua rilettura continua a sorprendere per l'attualità dell'analisi e per la chiaroveggenza delle proposte programmatiche. È sorprendente come questo testo, scritto nell'isola prigione di Ventotene al culmine dell'espansione nazista in Europa, da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, insieme alla prefazione di Eugenio Colorni, e diffuso clandestinamente, costituisca ancora oggi, ottant'anni dopo, una roadmap per la costruzione europea.‎

‎Intini Ugo‎

‎Avanti! Un giornale, un'epoca. Con DVD‎

‎br. Il quotidiano del partito socialista, l'Avanti!, dal 1896 al 1993, è stato al centro della storia e spesso, più che raccontarla, l'ha fatta. I suoi direttori hanno infatti lasciato una impronta decisiva nelle istituzioni: da Bissolati a Mussolini, Gramsci, Nenni, Pertini e Craxi. I suoi collaboratori l'hanno lasciata nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nell'arte. La vita dell'Avanti! viene raccontata ricostruendo anche gli ambienti, l'atmosfera e i caratteri. Una vita straordinariamente avventurosa, fatta di arresti, incendi, sparatorie con morti e feriti, ma anche di momenti esaltanti, come la vittoria nei referendum sulla Repubblica e sul divorzio, festeggiati da Nenni e Fortuna, i loro protagonisti, nella redazione che è stata il motore dei referendum stessi. L'autore, anche lui direttore dell'Avanti!, ha frequentato i suoi predecessori della seconda metà del '900. Aggiunge perciò alla ricostruzione storica aneddoti, particolari e testimonianze dirette, spesso inedite e destinate a far discutere. Specialmente in occasione del 120° anniversario del partito socialista, che si celebra nel 2012 con dibattiti e iniziative alle quali parteciperanno tutte le forze politiche.‎

‎Tedeschi Simone‎

‎Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità‎

‎br. Nato dall'Ulivo nel 2007, il Partito Democratico ha influenzato profondamente la vita politica italiana: da Prodi a Veltroni, da Bersani a Renzi, dall'opposizione al governo, dal 40% del 2014 alla sconfitta nelle politiche del 2018. Simone Tedeschi ricostruisce le tappe seguite dal PD, analizzandone l'origine, le forme organizzative, le caratteristiche identitarie, e suggerendo una riflessione complessiva sulle sue prospettive future. Prefazione di Fulvio Venturino.‎

‎Craxi Bettino; Pellicani Luciano‎

‎Il vangelo socialista‎

‎brossura Il vangelo socialista, scritto da Bettino Craxi e Luciano Pellicani, comparve per la prima volta su "L'Espresso" nell'agosto del 1978 e fece scandalo. In poche pagine Craxi tagliava i ponti con i dogmi del marxismo-leninismo e con la tradizione palingetico-rivoluzionaria e apriva una via per conciliare il socialismo con il mercato e la società liberale. Con quel testo la svolta socialista, che da anni Craxi andava preparando, si annunciava al mondo e la lotta con il PCI entrava nella sua fase più intensa.‎

‎Morani Carlo; Tunesi Natalia‎

‎Carlo Fontana. Pioniere del socialismo, maestro antifascista, primo sindaco di Magenta nell'Italia repubblicana‎

‎ril.‎

‎Mouffe Chantal‎

‎Per un populismo di sinistra‎

‎br. La globalizzazione e le politiche neo-liberali sono state viste negli ultimi anni, dai partiti politici di destra e da quelli di sinistra, come un destino ineluttabile da accettare. Non è stato lasciato nessuno spazio ai cittadini per scegliere tra progetti politici realmente differenti: il loro ruolo è stato ristretto all'approvazione delle politiche 'razionali' elaborate dagli esperti. Ma nel 2008 la crisi ha fatto emergere in maniera dirompente le contraddizioni del modello neoliberale: a partire da quel momento, l'egemonia dell'establishment è stata messa in discussione da una varietà di movimenti anti-sistema, con radici sia a destra che a sinistra. Rispetto a questa congiuntura storica e politica in cui assistiamo in tutta l'Europa al crollo dei partiti di sinistra e alla crescita dei partiti populisti di destra e dell'astensionismo, Chantal Mouffe si pone in modo del tutto nuovo. Si chiama fuori dall'annosa discussione sulla vera natura del populismo e mette i piedi nel piatto: il populismo è un nuovo soggetto politico e probabilmente ha molto da dire alla sinistra.‎

‎Scirocco G. (cur.)‎

‎Né stalinisti né confessionali. Per una storia della FIAP‎

‎br. «Noi non vogliamo che si arrivi a combattere il comunismo con il fascismo, non vogliamo che si arrivi ad assumere come strumento di una politica internazionale il nazismo. E siamo preoccupati di questa situazione politica, perché potrebbe avere come dati finali di evoluzione conclusioni di questo genere. È contro questa possibilità che noi dobbiamo protestare per richiamare seriamente l'attenzione anche fuori dell'Italia, perché ancora al fondo vi è quest'altra profonda convinzione che gli uomini della FIAP hanno ben chiara: e cioè che è degna di essere difesa, ed essi sono pronti sempre a difendere, in qualunque modo, in qualunque occasione, in qualunque momento, degna di essere difesa è una patria libera». Intervento di Ferruccio Parri nel corso del II Congresso nazionale della FIAP, Torino, 19 ottobre 1952.‎

‎Marchi Alexander‎

‎Sos: sociale, occupazione, sicurezza. Proposte e provocazioni per un futuro europeo e riformista‎

‎br. La sinistra è in crisi, e con essa quell'autentico spirito riformista che in tanti Paesi si è perso tra i vecchi schemi del Novecento, mentre in altri non è mai neppure sorto. Ma cosa non funziona oggi nella sinistra mondiale, perché non convince più gli elettori? Partendo dalla situazione in cui versano le forze progressiste italiane ed europee, l'autore mostra il differente punto di vista di un giovane militante, oggi consigliere comunale, e propone spunti per la nascita di una nuova politica riformista, capace di far fronte anche ai problemi di più stringente attualità come la crisi finanziaria e i grandi flussi migratori. SOS è dunque la sfida da cui ripartire: sociale, occupazione, sicurezza.‎

‎Dalmasso Sergio‎

‎Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg‎

‎ill., br. Malgrado le sue opere siano tra i classici fondamentali del marxismo e la sua vita un esempio di coerenza e coraggio impossibile da mettere in discussione, i libri di Rosa Luxemburg restano misconosciuti e la sua eredità a dir poco problematica. Ma chi era Rosa Luxemburg? Quali furono i luoghi in cui avvenne la sua formazione giovanile, quali le temperie culturali che agitarono il suo tempo, chi i suoi inseparabili compagni di strada e chi, al contrario, i suoi principali avversari politici? In modo agile e documentato, Sergio Dalmasso ricostruisce con la mente e con il cuore la storia di Rosa Luxemburg, la sua inesauribile battaglia contro il riformismo e la sua inesorabile opposizione al processo di burocratizzazione a cui nessuno struttura può dirsi immune. Allo stesso modo, nelle pagine del libro, scorre l'epopea della Lega di Spartaco e concorrono al racconto personaggi fondamentali, da Karl Liebknect a Leo Jogiches, da Clara Zetkin a Franz Mehring. Insieme a loro, ecco il dissenso da Lenin sulla questione del partito e dell'organizzazione, la lotta contro la guerra e l'opposizione al cedimento della socialdemocrazia tedesca ed europea, gli anni del carcere, la tragica sconfitta del tentativo rivoluzionario e, infine, l'assassinio del gennaio 1919: una perdita di portata epocale per tutta la storia futura del movimento operaio.‎

‎Zacheo Egidio‎

‎La sinistra finisce. Dal populismo di Vendola e Renzi al governo gialloverde‎

‎br. Il libro raccoglie recensioni e articoli, apparsi sul "Nuovo Quotidiano di Puglia", e due relazioni, con cui l'autore esprime il suo punto di vista e le sue valutazioni sulla situazione politica italiana e sul processo di indebolimento politico-culturale che ha colpito la sinistra. "Il titolo del libro volutamente cerca di richiamarne in qualche modo quello di Giuseppe Prezzolini - autorevole intellettuale conservatore del secolo scorso - 'L'Italia finisce'. È mia convinzione, infatti, che è necessario fare anche per la sinistra ciò che col suo lavoro Prezzolini ha cercato di fare nei riguardi della storia d'Italia: smontare alcuni tenaci luoghi comuni e far cadere alcuni miti consolatori. Per la verità, per noi il compito non dovrebbe essere particolarmente difficile considerando come già da circa venti anni la sinistra ha provveduto a portare avanti l'opera di demolizione di se stessa. La sinistra, come l'abbiamo conosciuta negli ultimi venticinque anni circa, non esiste più".‎

‎Renzi Matteo‎

‎Un'altra strada. Idee per l'Italia di domani‎

‎brossura Come può ripartire un percorso riformista per l'Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un'avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l'Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all'insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l'autore dà forma a una nuova narrazione dell'avvenire, fermamente convinto che «se l'Italia fa l'Italia, non ce n'è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C'è un'altra strada. Mettiamoci in cammino».‎

‎Calogero Guido‎

‎L'ABC della democrazia. Con il primo manifesto del liberalsocialismo‎

‎br. Una democrazia svuotata di senso e prospettive ha bisogno di ritrovare la sostanza, i suoi valori fondanti. Basta leggere alcuni passaggi di questo scritto del filosofo Guido Calogero per coglierne l'importanza e l'attualità. Introduzione di Maurizio Viroli.‎

‎Veca Salvatore‎

‎Qualcosa di sinistra. Idee per una politica progressista‎

‎br. "Sono gli anni in cui dalle nostre parti, in Europa e in giro per il mondo, la sinistra conosce un inesorabile destino di perdita e dissipazione. Perdita di popolo e di consenso e dissipazione di culture che sono eredi, nel bene e nel male, di una grande storia che sembra ormai irrevocabilmente alle nostre spalle." Per la prima volta nella nostra storia repubblicana una politica populista e sovranista occupa il discorso pubblico e lavora per smantellare la prospettiva di civiltà e di arte della convivenza nella diversità. Secondo Salvatore Veca, c'è un compito difficile ma ineludibile al quale non possiamo sottrarci: "Ragionare insieme sulla prospettiva alternativa di una sinistra europea per il ventunesimo secolo". Rinunciare a questa sfida significa arrendersi a una classe politica disposta a cancellare il principio della pari dignità per tutti e l'impegno a rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona. Eppure, abbiamo ragioni fondamentali contro la trasformazione della democrazia in oligarchia, in dominio della maggioranza, in tirannia populistica. Abbiamo ragioni fondamentali contro la demonizzazione del disaccordo e del dissenso, che sono invece il succo della democrazia. Abbiamo ragioni fondamentali contro lo spettro che ritorna e si aggira, dalle nostre parti, di una società castale, caratterizzata da una crescente e intollerabile forbice delle disuguaglianze economiche e sociali. Questo libro ricorda alla sinistra ciò che ha perso: l'idea di sviluppo umano come libertà di chiunque, ovunque. E compie il gesto coraggioso di aprire un dibattito, per ragionare insieme e restituire al presente un futuro disegnato da una nuova visione politica.‎

‎Onnis Omar; Sabino Cristiano‎

‎Falce e pugnale. Per un socialismo di liberazione nazionale‎

‎br.‎

‎La sinistra eretica. Da Lombardi a Varoufakis per il futuro dell'Europa‎

‎br. "È giunto il momento che i progressisti formino un movimento di base per la giustizia globale: mobilitare lavoratori, donne e uomini, privi di diritti civili in tutto il mondo dietro una visione condivisa di democrazia, prosperità, sostenibilità e solidarietà." (Da Open Call - Join Us!)‎

‎Machajski Jan Waclaw; Skirda A. (cur.)‎

‎Il socialismo degli intellettuali. Critica ai capitalisti del sapere‎

‎br. La classe colta ha da sempre costituito il pilastro spirituale del potere dominante, i suoi membri ne sono stati i buffoni zelanti, i contabili devoti, i pennivendoli servili e all'interno d'una società in cui la Tecnica è al contempo suo mezzo e sua metafisica, il sapere del «lavoratore intellettuale» diventa indispensabile alla manutenzione delle sue strutture e del suo dominio. Governare per mezzo del sapere - la «Tecnocrazia» -, questo smaschera già all'inizio del XX° secolo J. W. Machajski, andando a colpire non il facile bersaglio della reazione e delle destre conservatrici, bensì, scardinando il cuore stesso della teoria di Marx, le «anime belle» del Comunismo-Socialista di quell'intelligencjia che si dichiara «dalla parte dei deboli», pronta ad «aiutare» le masse (ovviamente «ignoranti»), il cui vero scopo è però quello di ancorare il proprio potere alla loro più «alta coscienza del sapere», utilizzata per assumere funzioni direttive e di gestione, garante e usufruttuaria al contempo, del sistema di sfruttamento, in entrambe le sue «forme storicamente conosciute»: quella capitalista liberale e l'altra di matrice socialista.‎

‎Casula Carlo Felice; Sardo Claudio; Lucà Mimmo‎

‎Da credenti nella sinistra. Storia dei Cristiano sociali 1993-2017‎

‎br. Il libro ricostruisce la presenza e il ruolo del Movimento dei Cristiano Sociali, attivo dal 1993 al 2017, nella vita politico-istituzionale e culturale-religiosa italiana. I padri del movimento, Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, con il contributo di personalità come Carlo Alfredo Moro e Pietro Scoppola, intesero offrire uno sbocco politico nuovo a una presenza sociale e civile di credenti prevalentemente impegnati in organizzazioni come la Cisl, le Acli, l'Azione Cattolica, l'Agesci, Confcooperative e nel mondo del volontariato. Dopo la scelta di campo per i Progressisti, alla vigilia delle elezioni del 1994, contro l'idea di un centro cattolico equidistante tra i due schieramenti, i Cristiano Sociali hanno partecipato da protagonisti all'esperienza dell'Ulivo e hanno contribuito alla costruzione dei Democratici di Sinistra, come formazione politica unitaria e plurale della sinistra italiana. In Parlamento, nelle amministrazioni locali e nella società hanno svolto un importante ruolo sui temi della pace, del lavoro, delle politiche sociali, della sussidiarietà, dello sviluppo del Terzo settore, della famiglia, dei diritti civili, della libertà religiosa e della laicità. Hanno dato, infine, un contributo significativo alla fondazione e al consolidamento del Partito Democratico, da loro sempre pensato come casa comune dei riformisti, nella quale fare fruttare ricchezza di culture e di storia, di risorse umane, di competenze e di sensibilità. Conseguito lo scopo dell'unità dei riformisti, è maturata la decisione di sciogliere il movimento politico organizzato, per proseguire - fino al 2017 - come associazione di cultura politica. Prefazione di Romano Prodi.‎

‎Zazzara Francesca‎

‎Anna Kuliscioff: donna, rivoluzionaria, medico. Storia della dottora dei poveri nella medicina del suo tempo‎

‎br. Francesca Zazzara ripercorre il cammino, tortuoso e irto di ostacoli, che condusse Anna Kuliscioff a divenire, nell'anno accademico 1886-1887, una delle prime donne laureate in medicina in Italia. Dall'avvio degli studi in Svizzera, dove maturò l'adesione agli ideali anarchico-rivoluzionari e internazionalisti, alla relazione, passionale e tormentata, con Andrea Costa, da cui ebbe l'unica figlia Andreina, attraverso la malattia ? una forma mite di tisi che l'accompagnerà per il resto della vita ? e l'incontro in varie sedi con alcuni tra i maggiori medici e scienziati del tempo ? da Arnaldo Cantani a Cesare Lombroso, da Camillo Golgi ad Achille De Giovanni ? fino al sodalizio con Filippo Turati, si delinea la concezione di «medicina umanitaria e sociale» propria della Kuliscioff, prossima al «socialismo medico»: l'esercizio della professione al servizio della collettività e degli ultimi, donne lavoratrici e fanciulli sfruttati nelle fabbriche in particolare. La lotta di Anna, «dottora dei poveri» e «Signora del socialismo», contro la discriminazione e i pregiudizi verso la donna, l'ingiustizia e le diseguaglianze sociali appare quanto mai attuale.‎

‎Staniscia Angelo‎

‎Torniamo a frequentare il futuro. Il ruolo della Sinistra nella modernizzazione della Val di Sangro‎

‎brossura‎

‎Rombi S. (cur.); Serricchio F. (cur.)‎

‎L'elezione di Zingaretti. La rivincita del partito?‎

‎br. Il libro che avete tra le mani racconta quanto accaduto il 3 marzo del 2019, data in cui il Partito democratico ha scelto, come da Statuto, attraverso una primaria aperta, il proprio segretario nazionale. È un racconto particolare, organizzato in base all'analisi dei dati raccolti da un piccolo esercito di rilevatori il giorno stesso dello svolgimento delle primarie, interrogando un campione di selettori recatosi alle urne per esprimere la propria preferenza indispensabile per selezionare il futuro leader del maggiore partito della sinistra italiana. I membri dello Standing Group Candidate and Leader Selection - che da anni è impegnato nello studio dei metodi di selezione dei candidati e dei leaders - hanno ripreso in mano i dati raccolti in quella occasione e li hanno analizzati, con lo scopo principale di fornire una cornice rigorosa all'interno della quale spiegare l'elezione del nuovo segretario del PD.‎

‎Tarquini Alessandra‎

‎La sinistra italiana e gli ebrei. Socialismo, sionismo e antisemitismo dal 1892 al 1992‎

‎br. Questo libro ricostruisce i rapporti fra la sinistra italiana e gli ebrei, dal 1892, quando nacque il Partito socialista, alla crisi della cosiddetta prima Repubblica. I protagonisti sono le donne e gli uomini che, in nome del socialismo di matrice marxista, aderirono ad alcune delle più importanti organizzazioni di massa del Novecento. E gli interrogativi a cui l'autrice cerca di rispondere sono i seguenti: chi sono stati e chi sono gli ebrei per i socialisti? Sono oppressi, e quindi insieme a tutti gli sfruttati del mondo partecipano alla lotta per l'avvento di una nuova civiltà, oppure ostacolano la realizzazione del socialismo? Accanto alla storia dei partiti, nella trattazione hanno ampio spazio gli intellettuali che vissero a stretto contatto con la politica. Da questo punto di vista, la rappresentazione dell'antisemitismo, del sionismo e del conflitto arabo-israeliano, negli scritti degli storici, dei filosofi e dei sociologi, ma anche nel cinema, nei romanzi e nella produzione della cultura di massa, aiuta ad approfondire la ragione delle scelte politiche. Nell'arco di un secolo, a delinearsi è una storia di relativa sottovalutazione della questione ebraica.‎

‎Pini Massimo‎

‎Craxi. Una vita, un'era politica‎

‎ill., br. Ago della bilancia nella formazione dei governi di coalizione con la DC, decisionista nella risoluzione dei conflitti istituzionali e di politica estera, Bettino Craxi è stato uno degli uomini più influenti nell'Italia degli anni Ottanta del '900: gli anni del rilancio economico, dell'inflazione ai minimi storici e del nuovo protagonismo dell'Italia nel mondo, ma anche dell'aggrovigliarsi delle contraddizioni che porteranno alla fine della Prima repubblica. In questa documentata biografia Massimo Pini, uno dei suoi più stretti collaboratori, ricostruisce le tappe principali della vita e della carriera politica del leader socialista. Dalle pagine di Pini emerge l'affresco di quasi cinquant'anni di storia italiana, in cui la vicenda personale di Bettino Craxi si lega a quella di un'intera nazione.‎

‎Bobbio Norberto; Calamandrei Piero; Gisondi M. (cur.)‎

‎Un «Ponte» per la democrazia. Lettere 1937-1956‎

‎br. «Preparo il numero di dicembre del Ponte dedicato al Piemonte (...). Anche tu naturalmente sei stato messo in prima linea tra le vittime designate a fare da collaboratori: e bisogna che tu non mi dica di no». È con questa sorridente determinazione che Calamandrei imposta il rapporto di collaborazione col più giovane collega e compagno azionista, Norberto Bobbio. Il carteggio tra queste due figure fondamentali della cultura e della politica italiana del Novecento consente di ricostruire alcuni retroscena della stagione del «Ponte» e della rinascita democratica dopo la Seconda guerra mondiale: il disperdersi e propagarsi della rete azionista, i tentativi di dialogo fra socialismo liberale e comunisti, il ruolo delle nuove riviste nel tener vivo lo «spirito della Resistenza». Nella confidenza di un colloquio fra amici, emergono gli interessi comuni, l'attenzione alle nuove correnti filosofiche e giuridiche, la difesa della cultura liberale dei diritti, le speranze nel laburismo inglese, i timori per il nascente assetto globale della Guerra fredda, l'interesse per il socialismo cinese, l'impegno in difesa di Danilo Dolci e delle sue battaglie per il lavoro e il rispetto della Costituzione, la preoccupazione per le inerzie fasciste nel nascente sistema giudiziario repubblicano. Nel corso degli anni, dall'ammirazione reciproca nascerà una profonda amicizia, che farà dire a Bobbio di Calamandrei: «era quello che avrei voluto essere». Pur con piglio e attitudini diverse, i due vivranno l'immediato dopoguerra come un periodo di impegno ineludibile, di cui il carteggio ci restituisce in controluce le speranze, i timori e le ragioni ideali.‎

‎Civati Giuseppe‎

‎Una meravigliosa posizione. C'è vita oltre il Parlamento‎

‎br. «Cosa succede a un politico senza seggio, che pare una contraddizione in termini? La meravigliosa posizione del titolo non è detto che lo sia, meravigliosa: in parte è espressione chiaramente canzonatoria, in parte non lo è affatto. È una valutazione serissima. Mi è capitato di finirci, ma poi ho dovuto costruirmela, la nuova posizione, o per lo meno ci sto lavorando. Sono i miei ottanta ettari, in fondo. Coltivarli, curarli, passarci del tempo "diverso" da quello di prima, cosa mi ha insegnato? Non lo so con precisione, posso solo dire che mi ha confermato la convinzione che la politica, come ogni altra cosa, non può che essere passione, soprattutto. E deve coniugarsi con quell'altracosa fondamentale, la libertà. In questo libro ho parlato di me come forse non ho mai fatto. Il motivo per cui ho scelto di scrivere è che volevo spiegare, a me stesso prima di tutto, che non dobbiamo più affidarci a una persona sola, nemmeno a noi stessi. Abbiamo commesso questo errore infinite volte e siamo pronti a cascarci di nuovo. Le persone contano, non è mai uno soltanto a contare. Per questa ragione, il testo si autodistruggerà alla fine della vostra lettura.» (l'autore)‎

‎Scalzini Nicola; Giuliano Roberto‎

‎Le fake news su Bettino Craxi. Debito pubblico, sovranismo ed altro‎

‎ill., br. In occasione del ventennale della scomparsa di Craxi, gli autori - Nicola Scalzini, un economista che ha operato nel team che ha affiancato Bettino Craxi alla Presidenza del Consiglio quale responsabile della finanza pubblica, e Roberto Giuliano, un sociologo che da sindacalista della Cgil ha vissuto in prima fila lo scontro del decreto sul taglio della scala mobile - entrambi accomunati dalla stessa militanza politica socialista e craxiana, con dati alla mano e con la memoria dei protagonisti raccontano cose complicate in modo semplice. Anche Stefano Parisi, che ha curato la "Prefazione", e Renato Brunetta nell'"Introduzione" si pongono come protagonisti di quegli anni, con ruoli diversi all'interno dello staff di Gianni De Michelis.‎

‎Vullo S. (cur.)‎

‎I socialisti e l'Italia. Una grande storia. Conversazione con Giuseppe La Ganga‎

‎br. Una conversazione con Giuseppe La Ganga, dirigente e parlamentare del Partito socialista italiano, con la quale si ripercorrono ad ampie falcate la storia e i fatti politici dell'Italia dal dopoguerra ai nostri giorni. Il racconto di una grande storia, quella dell'Italia vista attraverso l'impegno, il ruolo e il contributo del Partito socialista; un grande affresco di quell'Italia che, uscita dal fascismo e dalle macerie della Seconda guerra mondiale, cresce, si sviluppa e, negli anni '80, entra tra i 7 grandi Paesi del mondo. Un libro che potrà aiutare a scoprire nuovi aspetti e verità sui fatti storici e politici degli ultimi 70 anni; ancor più quelli che portarono alla fine della Prima Repubblica e che continuano a pesare sul presente: una storia che qualcuno ha voluto seppellire in fretta, ma che è tutta da rileggere e rivalutare, e con la quale bisogna fare i conti, come invita a fare questo libro.‎

‎Formenti Carlo‎

‎Il capitale vede rosso. Socialismo del XXI secolo e reazione neomaccartista‎

‎br. Popolo, classi, blocco sociale, sovranità, Stato, socialismo: dopo il successo de II socialismo è morto, viva il socialismo!, col suo consueto rigore Formenti torna a chiarire il proprio pensiero e prende le distanze dalle letture che lo hanno inscritto nel campo "populista" e "sovranista". Cercando in Gramsci una chiave per capire questa tragica era di transizione, il libro affronta una serie di interrogativi: perché i populismi di sinistra non sono riusciti a costruire un nuovo progetto di società? Perché occorre distinguere fra lotta per la sovranità nazionale e ideologia nazionalista? Perché solo un socialismo del XXI secolo potrebbe impedire che la crisi capitalistica ci trascini verso la guerra e la catastrofe ambientale?‎

‎Turati Filippo; Scirocco G. (cur.)‎

‎Il discorso di Livorno. Con tre articoli di Claudio Treves e il testo della mozione riformista‎

‎br. «Il discorso che Filippo Turati fa a Livorno il 19 gennaio 1921 al XVII Congresso del PSI è una vera e propria riflessione sull'identità socialista; un discorso sulle ragioni del socialismo, fatto per la storia, che riguarda il presente e il futuro di un'idea e del movimento che la rappresenta, in un passaggio storico segnato dalla crisi italiana post-bellica e dagli eventi russi, che avranno come conseguenza in Italia la nascita del Partito Comunista d'Italia. [...] Al centro della riflessione sta la natura del socialismo, del suo percorso e dei suoi metodi e, quindi, il problema della violenza; tema, questo, che costituisce il cuore dell'intervento». (Dalla Presentazione di Paolo Bagnoli).‎

‎Oggionni Simone‎

‎Lucio Magri. Non post-comunista, ma neo-comunista‎

‎br. Lucio Magri ha lasciato un vuoto gigantesco nella sinistra italiana ed europea. A dieci anni dal 2011, questo libro racconta con organicità e rigore storiografico la vita di un protagonista così importante della vicenda comunista del Novecento. È una biografia puntuale e appassionata, a ridosso della storia politica globale che Magri ha attraversato e scritto; e un denso saggio di riflessione sui motivi dell'attualità del suo pensiero. Con una prefazione di Luciana Castellina e una postfazione di Famiano Crucianelli, Oggionni propone le ragioni di una continuità, il valore di un testimone che va necessariamente raccolto. Completa il testo la trascrizione di un intervento magriano del giugno 2010 sin qui inedito: una testimonianza straordinaria della forza politica e intellettuale di Magri.‎

‎De Luna Giovanni‎

‎Il partito della Resistenza. Storia del Partito d'Azione (1942-1947)‎

‎br. Fondato nel 1942, il Partito d'Azione si sciolse nell'ottobre 1947; ma la sua storia, per quanto breve, lo vide protagonista di tutte le vicende fondamentali che portarono alla nascita della democrazia: la Resistenza, la fine della dittatura fascista, il referendum in cui vinse la Repubblica, la stesura della Costituzione. Fu un vero e proprio Partito della Resistenza, non solo per l'arco temporale che lo vide operare, ma soprattutto perché non ebbe, in termini di voti e tessere, lo stesso peso che aveva avuto in termini di "fucili" nella lotta armata di liberazione. Segnato dall'impegno antifascista e dalla consapevolezza di rappresentare una minoranza orgogliosamente refrattaria alle suggestioni plebiscitarie del totalitarismo, il Partito d'Azione sembrò, una volta raggiunti gli obiettivi di libertà e democrazia, considerare conclusa la propria missione. Non fu esattamente così: i suoi fermenti ideali non si estinsero di certo nell'immediato dopoguerra e gli esponenti delle varie correnti interne (dalla sinistra socialista guidata da Emilio Lussu a quella riformista e repubblicana di Ugo La Malfa) continuarono a dare il loro contributo, innervando la politica e la cultura del nostro paese. A quarant'anni dalla sua prima edizione, in questo libro fondamentale si ritrova tutto intero e sempre attuale l'interrogativo sull'incapacità dell'Italia di diventare il paese laico e moderno che molti partigiani sognavano e che avevano cercato di costruire prima nella Resistenza, poi proprio nella breve, ma luminosa, parabola del Partito d'Azione.‎

‎Basso L. (cur.)‎

‎Socialismo o barbarie. La vita e le idee di Rosa Luxemburg‎

‎br. A 150 anni dalla nascita di Rosa Luxemburg, un libro per celebrare la vita e le opere di una grande rivoluzionaria. È stata Rosa Luxemburg il leader rivoluzionario del primo dopoguerra più lungimirante e più radicale e libertario. Fondò con altri il movimento degli spartachisti, represso nel sangue nel 1919. Lelio Basso, leader socialista e grande studioso del movimento operaio, ne racconta la vita con partecipe intelligenza: "il pensiero di Rosa Luxemburg è un pensiero vivo, creatore, nemico di ogni chiuso dogmatismo e di ogni meccanico burocratismo. Sotto questo aspetto, essa è certamente, come ha scritto Lukacs, il miglior continuatore del pensiero di Marx: anzi, il discepolo che più di ogni altro ha contribuito a uno sviluppo creativo del pensiero marxiano. Perciò la conoscenza e lo studio del pensiero luxemburghiano risultano tanto più necessari nel momento attuale di fronte alla crisi dei vecchi dogmi marxisti-leninisti".‎

‎Rivista storica del socialismo (2021). Vol. 1‎

‎br. La "Rivista storica del Socialismo", dopo un silenzio durato 49 anni, ha ripreso nel 2016 le pubblicazioni, in ideale continuità con la rivista a suo tempo diretta da Luigi Cortesi e Stefano Merli. La nuova serie ripropone agli studiosi uno strumento di approfondimento sui temi del socialismo italiano e internazionale, consapevole della vastità dell'argomento e dei suoi molteplici aspetti che incidono, oggi più che mai, nella società contemporanea da tutti i punti di vista: storico, economico, politico e sociale. L'autorevole board editoriale e il comitato scientifico internazionale sono a testimoniare come la storia del socialismo, le attività di studio e di ricerca storica rimangano in stretta connessione con gli attuali scenari europei e internazionali.‎

‎Della Seta Roberto‎

‎Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra‎

‎br. Tra i lasciti maggiori della politica novecentesca vi è l'idea di sinistra e destra come orizzonti inequivocabilmente contrapposti. Oggi questa eredità è considerata da molti non più attuale, resa parziale e anacronistica dall'affermarsi di soggetti politici che rifiutano di definirsi rispetto alla coppia sinistra/destra. Anche nel Novecento la sinistra e la destra sono stati campi tutt'altro che blindati: ricorrenti in particolare i passaggi dal "rosso" del socialismo al nazionalismo e poi al "nero" del fascismo. Passaggi spesso banalizzati secondo l'etichetta del "voltagabbana" (uno su tutti: Mussolini), ma dettati da riflessioni e sensibilità ? la "scoperta" della nazione, la ricerca di una via intermedia tra socialismo e capitalismo, l'antisemitismo, l'anticomunismo ? che segnano linee di continuità tra il prima e il dopo di ogni passaggio. Questo libro ripercorre le ondate principali dei passaggi dal rosso al nero: dai socialisti francesi di fine Ottocento che aderirono al boulangismo, ai sindacalisti rivoluzionari di inizio Novecento che in Francia e in Italia si avvicinarono al nazionalismo e poi al fascismo, ai socialisti francesi che negli anni '30 teorizzarono il "socialismo nazionale" e dopo il 1940 nella Francia sotto controllo tedesco sconfinarono nel collaborazionismo e nel filonazismo, fino ai socialisti italiani che all'indomani del crollo della prima Repubblica confluirono nella destra di Berlusconi alleata dei "postfascisti". Epicentri dei passaggi dal rosso al nero sono state la Francia e l'Italia: perché qui si è affermata al passaggio tra Ottocento e Novecento una inedita destra rivoluzionaria che agiva sullo stesso terreno simbolico e sociale della sinistra muovendole una temibile concorrenza, e perché qui sono stati maggiori il peso e l'influenza di una figura sociale, l'intellettuale "engagé", che di tali passaggi sarà indiscusso protagonista. Ognuno dei casi raccontati è nelle sue dinamiche largamente individuale, tutti in varia misura appartengono a uno stesso tema generale per lungo tempo trascurato o rimosso: quello dei vasi comunicanti tra la sinistra e la destra del Novecento.‎

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