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Della Seta Roberto
Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra
br. Tra i lasciti maggiori della politica novecentesca vi è l'idea di sinistra e destra come orizzonti inequivocabilmente contrapposti. Oggi questa eredità è considerata da molti non più attuale, resa parziale e anacronistica dall'affermarsi di soggetti politici che rifiutano di definirsi rispetto alla coppia sinistra/destra. Anche nel Novecento la sinistra e la destra sono stati campi tutt'altro che blindati: ricorrenti in particolare i passaggi dal "rosso" del socialismo al nazionalismo e poi al "nero" del fascismo. Passaggi spesso banalizzati secondo l'etichetta del "voltagabbana" (uno su tutti: Mussolini), ma dettati da riflessioni e sensibilità ? la "scoperta" della nazione, la ricerca di una via intermedia tra socialismo e capitalismo, l'antisemitismo, l'anticomunismo ? che segnano linee di continuità tra il prima e il dopo di ogni passaggio. Questo libro ripercorre le ondate principali dei passaggi dal rosso al nero: dai socialisti francesi di fine Ottocento che aderirono al boulangismo, ai sindacalisti rivoluzionari di inizio Novecento che in Francia e in Italia si avvicinarono al nazionalismo e poi al fascismo, ai socialisti francesi che negli anni '30 teorizzarono il "socialismo nazionale" e dopo il 1940 nella Francia sotto controllo tedesco sconfinarono nel collaborazionismo e nel filonazismo, fino ai socialisti italiani che all'indomani del crollo della prima Repubblica confluirono nella destra di Berlusconi alleata dei "postfascisti". Epicentri dei passaggi dal rosso al nero sono state la Francia e l'Italia: perché qui si è affermata al passaggio tra Ottocento e Novecento una inedita destra rivoluzionaria che agiva sullo stesso terreno simbolico e sociale della sinistra muovendole una temibile concorrenza, e perché qui sono stati maggiori il peso e l'influenza di una figura sociale, l'intellettuale "engagé", che di tali passaggi sarà indiscusso protagonista. Ognuno dei casi raccontati è nelle sue dinamiche largamente individuale, tutti in varia misura appartengono a uno stesso tema generale per lungo tempo trascurato o rimosso: quello dei vasi comunicanti tra la sinistra e la destra del Novecento.
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Borrelli E. (cur.); Bruni G. (cur.); Cacioppo E. (cur.)
Emilia Grazia De Biasi. Passione, dialogo, etica della responsabilità
br. «Questo libro non è una biografia, piuttosto è il tentativo di restituire al lettore il ritratto umano e politico di Emilia attraverso le sue parole e le parole di quanti l'hanno conosciuta, non separando le sue scelte politiche dal suo essere donna appassionata e di pensiero. Abbiamo dovuto scegliere, tra tutti gli argomenti di cui si è occupata per passione o per ruolo istituzionale, quelli che abbiamo ritenuto più rilevanti. Si tratta di una selezione per forza di cose arbitraria e lacunosa perché Emilia spaziava, con competenza, dall'analisi politica alla questione femminile e di genere, dalla sanità alla cultura, dal teatro alla musica. Abbiamo voluto coinvolgere molti di coloro che l'hanno conosciuta e che hanno collaborato con lei con differenti ruoli e in fasi diverse del suo percorso politico e istituzionale. Qualche cosa e qualcuno li avremo dimenticati e ce ne scusiamo, ma speriamo ugualmente di essere riusciti nell'intento di ricordare una persona che abbiamo grandemente apprezzato e che ci ha lasciato troppo in fretta». Con una nota di Maria Elisabetta Alberti Casellati, premessa di Beppe Sala, prefazione di Walter Veltroni, con un saluto di Guglielmo Bruni.
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Bonaccini Stefano
Il Paese che vogliamo. Idee e proposte per l'Italia del futuro
ril. Idee che si materializzano, nuovi progetti, sogni da realizzare. Investimenti per un presente e un futuro da protagonisti. Ricette per una regione, ma soprattutto per un Paese in cerca di riscatto. E come racconta lo stesso presidente Bonaccini: «Qui c'è tutto ciò che conta, ciò che siamo e ciò che vorremo essere. Vale per l'Emilia-Romagna, vale per l'Italia. Allora riprendo gli appunti sparsi, quelli di ogni giorno. I pensieri, le scalette delle cose da fare e di quelle da dire nelle tante tappe che scandiscono la giornata, le questioni da verificare e gli spunti di lavoro, i suggerimenti che mi arrivano. Decido di sistemarli. Per tenere il filo di un cammino. Sono quelli che potete leggere nelle pagine di questo libro. Non un programma per l'Italia o un manifesto elettorale. Sono le cose che annoto ogni giorno toccando con mano i problemi, provando ad allargare lo sguardo al Paese e allungando la vista oltre la contingenza. Ho il privilegio di essere nato e di vivere in una bellissima regione, insieme all'orgoglio di amministrarla da sei anni. Ma quel che serve è per l'Italia, l'Emilia-Romagna non basta a se stessa. I problemi che affrontiamo non sono poi così dissimili nel resto della penisola. Soprattutto quelli che riguardano il nostro futuro, il cambiamento necessario, gli obiettivi per realizzare il Paese che vogliamo».
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Storie della buonanotte per nuov* progressist*
ill., br. Non l'utopia del migliore dei mondi possibili, ma la costruzione - tenace e paziente - di una società più giusta per tutte e per tutti. La seconda metà del Novecento, soprattutto tra gli anni Cinquanta e Settanta con la generazione che costruisce l'Europa, è stata un laboratorio di sperimentazione per chi ha creduto nel riscatto dalla miseria, nella libertà dall'oppressione, nell'uguaglianza di tutti, nella dignità di ciascuno. Da Giuseppe Di Vittorio a Tina Anselmi, passando per Franco Basaglia, Alexander Langer e Ada Gobetti, il volume raccoglie le voci di dieci personaggi che hanno incarnato una spinta progressista e creduto che il mondo potesse essere migliore di com'è. Un libro di storie che si rivolge a chi oggi ha voglia di ripartenza e di buona politica. Tracce e spunti per riprendere il cammino dei diritti e scommettere in una nuova stagione di impegno e di riforme. Prefazione di Elly Schlein. Profili bibliografici di Carmen Pellegrino.
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International Union of Left Publisher (cur.)
La Comune di Parigi 150. I 72 giorni che cambiarono il destino della classe operaia raccontati attraverso le parole dei comunardi e le analisi di Karl Marx e Vladimir Lenin
br. Il popolo di Parigi si impadronì della città dove viveva il 18 marzo del 1871. Nasceva così la Comune di Parigi: settantadue interminabili giornate nel corso delle quali i lavoratori riuscirono a costruire istituzioni realmente al servizio del benessere popolare. Certamente i reazionari non si limitarono a guardare. Al contrario, riversarono sui bastioni della Comune il ferro e il fuoco dell'odio di classe, uccidendo senza scrupoli decine di migliaia di donne e di uomini e provando a cancellare dalla storia la memoria stessa della rivoluzione. Prendendo parola nel corso degli eventi, Karl Marx rendeva omaggio all'«esistenza operante» della Comune di Parigi scrivendo "La guerra civile in Francia": un testo esemplare e profetico nel momento in cui, mezzo secolo dopo, sarà Lenin - in "Stato e rivoluzione" - a salutare nell'esperienza comunarda un'anticipazione della Repubblica Sovietica. A 150 dalla Comune, questo libro raccoglie gli interventi di Marx e di Lenin e riporta la storia comunarda al centro dell'attenzione di chi, oggi come allora, subisce in ogni angolo del mondo la guerra che le classi dominanti conducono contro chiunque viva del proprio lavoro.
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Totolo Francesca; Croce E. F. (cur.)
La morale sinistra. Il vero volto dell'antifascismo
br. «La questione morale è divenuta oggi la questione nazionale più importante». Da Enrico Berlinguer ai cattivi maestri degli anni Settanta, passando per i reati associativi e per gli scandali delle Regioni rosse, la storia del Partito Democratico è lontana dai propositi sostenuti nel Codice Etico sottoscritto nel 2008, un anno dopo la sua fondazione. In questo nuovo viaggio nell'Inferno dantesco, Francesca Totolo vi traghetterà nei gironi dei dannati degli esponenti della sinistra italiana, attraverso un'analisi che intende svelare che la superiorità morale degli eredi del Partito Comunista esiste soltanto sulla carta. "La morale sinistra", vuole essere una sorta di manuale politico. Intende svelare la confusione di un partito che ha perso l'identità originaria, trasformandosi da rosso ad arcobaleno, senza reali linee guida, ed evidenziare che: «La vera questione morale oggi a sinistra è che la sinistra non sa più quale sia la morale della storia». Prefazione di Gianluca Veneziani.
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Becherucci Andrea
Le delusioni della speranza. Carlo Ludovico Ragghianti militante di un'Italia nuova
br. Storico dell'arte per molti aspetti geniale e innovativo, Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987) è stato un protagonista a tutto tondo del "secolo breve". A fianco dell'attività didattica e di ricerca ha coltivato una passione civile che lo ha portato a impegnarsi nell'antifascismo clandestino prima e nella Resistenza armata, poi. Tra i fondatori del Partito d'Azione, è presidente del Comitato toscano di Liberazione nazionale e fondatore delle Brigate Rosselli in Toscana. Terminata la guerra, è a fianco di Ferruccio Parri come Sottosegretario alla Pubblica istruzione con delega alle Belle Arti e allo Spettacolo. Nel febbraio 1946 abbandona il Pd'A e segue La Malfa e Parri aderendo al movimento della Democrazia repubblicana. Il dopoguerra lo vede presente nel dibattito politico e culturale con un impegno che culmina nell'esperienza della rivista «Criterio», ultima vera espressione dell'azionismo. (Prefazione di Paolo Bagnoli)
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Obama Barack
Una terra promessa
br. Un personalissimo racconto in presa diretta del presidente che ci ha dato la forza di credere nel potere della democrazia. In questo libro, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un'identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell'Iowa - che ha dimostrato la forza dell'attivismo civile - e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. I lettori scopriranno ciò che Obama pensava mentre nominava i suoi ministri, fronteggiava la crisi finanziaria globale, si confrontava con Vladimir Putin, superava difficoltà all'apparenza insormontabili per ottenere l'approvazione della riforma sanitaria, si scontrava con i generali sulla strategia militare in Afghanistan, intraprendeva la riforma di Wall Street, rispondeva al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, e autorizzava l'operazione Neptune's Spear, che ha portato alla morte di Osama bin Laden. "Una terra promessa" è un libro straordinariamente intimo e introspettivo. È il racconto della scommessa di un uomo con la Storia, della fede di un coordinatore di comunità messa alla prova della ribalta mondiale. L'autore si esprime con franchezza sulla difficoltà di far convivere il ruolo di candidato nero alla presidenza, il peso delle aspettative di un'intera generazione mobilitata da messaggi di «speranza e cambiamento», e la necessità di essere moralmente all'altezza delle decisioni cruciali da prendere. Descrive apertamente le forze che si sono opposte a lui negli Stati Uniti e nel mondo; spiega come la vita alla Casa Bianca abbia condizionato la moglie e le figlie; non esita a rivelare dubbi e delusioni. Eppure non smette mai di credere che, all'interno del grande e ininterrotto esperimento americano, il progresso è sempre possibile. Con grande efficacia ed eleganza di stile, questo libro sottolinea la strenua convinzione di Barack Obama che la democrazia non è un dono ricevuto dall'alto, ma si fonda sull'empatia e sulla comprensione reciproca, ed è un bene da costruire insieme, giorno dopo giorno.
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Luxemburg Rosa
Socialismo e barbarie
brossura
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Genovese Rino
Socialismo utopico, socialismo possibile
br. La proposta teorica e politica di una società ancora sempre da costruire secondo la prospettiva di un "individualismo sociale": utopica riguardo agli obiettivi finali, pragmatica nelle decisioni collettivamente vincolanti e nelle scelte della vita di ogni giorno. Si può osservare oggi, in America come in Europa, un ritorno d'interesse per il socialismo, sia sul piano teorico sia su quello politico. La tesi del libro è che il socialismo non perde affatto in consistenza e rapporto con la realtà se il proprio statuto concettuale assume l'aspetto di un movimento dalla scienza all'utopia (in maniera inversa, quindi, a quello proposto da Engels nel suo L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza). Anzi, ci guadagna nella possibilità di un adeguamento alla realtà, per quanto catastroficamente disperante questa possa apparire, presentando se stesso, paradossalmente, come una prospettiva irrealizzabile nella sua integralità, ma che proprio per questo ha ricadute nel presente modificandolo. Messa da parte l'idea di un rovesciamento rivoluzionario - per il quale non s'intravede più il motore in una classe sociale come quella a suo tempo individuata da Marx -, una fuoriuscita dalla forma di vita capitalistica consisterebbe in un cammino a piccoli passi, nel progressivo avvicinamento a un orizzonte mobile, che nel libro è descritto come un processo federativo di gruppi e individui tra loro solidali all'interno di un conflitto sociale democraticamente dispiegato e capace di porsi di volta in volta obiettivi politici.
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1921. Una crisi del socialismo. Annali Fondazione Francesco De Martino (2021)
br.
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Panzieri Raniero; Iposi F. M. (cur.)
La pratica socialista. Scritti scelti
br. Il lucido attacco a una visione oggettiva della tecnologia celebrata come elemento di naturale progresso, la denuncia di un lavoro ridotto a mansione puramente esecutiva e di una logica capitalistica che permea gli spazi esistenziali e determina i comportamenti, i modi di consumare, le stesse relazioni sociali, ma compromette la facoltà di attuare scelte autentiche: sono alcuni dei temi che si ritrovano in questa ricca raccolta di saggi. Tornare a leggere Raniero Panzieri, a cento anni dalla nascita, significa riscoprire intuizioni di eccezionale attualità. Un'alternativa umanista e socialista che si fa coscienza critica, a partire dalla ricerca e dalla conricerca di un senso. Raniero Panzieri, teorico eterodosso della sinistra italiana, rappresenta ancora oggi un compagno di viaggio nell'immaginare e nel praticare la liberazione da ogni forma di oppressione che impedisce all'uomo la realizzazione di sé.
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Lasca Leonardo
Aroldo Cascia. Il sindaco rosso
br. La stagione delle "giunte rosse", che si è aperta dopo la vittoria delle elezioni amministrative del 1975, ha segnato per il Pci la definitiva legittimazione come forza di governo sicura e affidabile. In questo periodo sono emerse figure di sindaci dalla forte personalità e dalle indubbie capacità politiche che hanno lasciato un segno nella storia delle loro comunità. Il libro parla soprattutto di questa straordinaria esperienza, vissuta anche in una piccola città come Jesi, e del suo primo sindaco comunista. Una storia che racconta le vicende politiche jesine dal 1975 al 1983, gli anni in cui Aroldo Cascia è stato a capo del governo cittadino. Insieme e accanto al "Sindaco rosso" compaiono tanti personaggi, restituendo così il senso corale di un periodo della storia in cui la politica era ancora pervasa da impegno collettivo che si fondava, se non nella speranza del "sol dell'avvenire", sicuramente nella convinzione che attraverso la democrazia si potesse avere più giustizia, più uguaglianza e cambiare in meglio la vita delle persone e la società.
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Cicconi Umberto
Bettino Craxi. I suoi ultimi vent'anni
br. Questo su Bettino Craxi, scritto dal suo fotografo personale, è un libro che, come in una lunga lettera memoriale, rievoca gli ultimi anni di Craxi, il trauma del suo processo e del suo declino politico, la iniquità del suo esilio e la tragedia della sua malattia. Il racconto non si sofferma sull'aspetto politico, ma su quello umano di Craxi, delineandone i tratti più affettuosi e imprevedibili, le sue manie e la sua capacità di cogliere l'essenziale di ogni situazione, fino alla solitudine assoluta che accompagnò gli ultimi anni della sua vita nel rifugio di Hammamet e alla straziante agonia degli ultimi mesi. Prefazioni di: Bobo Craxi, Giancarlo Governi, Antonio Ghirelli.
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Biasco Salvatore
Le ragioni per un ritorno alla socialdemocrazia
br. Il filo rosso di questi saggi è una lettura delle eredità che l'era neoliberale lascia a uno scenario in trasformazione. L'unitarietà del libro è nel modo di leggere la società e nell'analisi di come la sinistra potrebbe affrontare un ventaglio di temi dal punto di vista del socialismo. Tutti interrogano la sua cultura politica. Ogni capitolo corrisponde a un saggio pubblicato negli ultimi 5 anni, rivisto per essere reso compatto col resto e introdotto da una breve "didascalia" che lo discute anche alla luce di quanto propone lo scenario post-pandemico. Le cinque sezioni che lo compongono trattano rispettivamente della società plasmata dal capitalismo contemporaneo, di temi generali sugli orizzonti della sinistra, di appuntamenti mancati, di politica economica rivolta al progetto della sinistra e di due spaccati di storia politica, che chiamano in causa la sua cultura e la sua memoria storica e che si proiettano nel presente.
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Modrow Hans
Costruttori di ponti. Le relazioni tra DDR e Cina Popolare
br. Nel 2019, quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) celebrava il suo settantesimo anniversario, la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era invece scomparsa da circa trent'anni. Grazie alla sua forza innovativa, il socialismo di matrice cinese si è dimostrato indubbiamente più forte rispetto al modello sovietico dal punto di vista politico, economico e scientifico. Guidata da un gruppo dirigente capace, determinato e ambizioso, la Cina ha saputo svilupparsi fino a divenire la seconda economia mondiale. Ciò anche perché, a differenza degli altri paesi, Pechino non è mai stato interessato alla conquista dell'egemonia, ma piuttosto al raggiungimento dell'armonia. Radicato in una cultura millenaria, questo concetto gli ha così permesso di apprendere molto e velocemente dalle altre nazioni. In Costruttori di ponti, Hans Modrow - ultimo Presidente del Consiglio della DDR - testimonia quanto la Repubblica Democratica Tedesca abbia contribuito a questo processo.
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Baiocchi Gianpaolo
Noi, popolo sovrano. Dai movimenti alle istituzioni, quando il popolo governa
br. Noi, Popolo Sovrano propone una disamina del concetto di sovranità da un punto di vista politico di ispirazione socialista. Secondo Gianpaolo Baiocchi, attraverso la riappropriazione del termine, infatti, è possibile migliorare il funzionamento della democrazia rappresentativa e proporre la sua espansione verso forme di partecipazione diretta che coinvolgano più attivamente i movimenti sociali e i cittadini. In questo senso, la sovranità popolare si configurerebbe come la risposta alla crisi dei corpi intermedi e dei partiti, divenendo il quadro teorico all'interno del quale la Sinistra sarebbe in grado di rivendicare maggiore eguaglianza e orizzontalità nei processi decisionali pubblici. Lungi dal rievocare nazionalismi e politiche basate sulla contrapposizione etnica e religiosa, la sovranità si pone quindi come un vettore di riappropriazione di identità collettive per coloro che vogliono rendere lo Stato e le istituzioni realmente rispondenti ai bisogni e ai desideri dei cittadini.
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Rosselli Carlo
Socialismo liberale
br. Stampato per la prima volta a Parigi nel 1930, prima del crollo del Fascismo e dei regimi comunisti, "Socialismo liberale" è il manifesto politico e intellettuale con cui Carlo Rosselli ha trovato il modo di conciliare il grande dibattito ideologico del Novecento tra l'idea della libertà individuale e l'esigenza di giustizia sociale. Un manuale di pensiero antifascista e antitotalitario sempre più attuale in questa epoca di crollo delle ideologie e di prevalenza del populismo.
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Orsini Alessandro
Gramsci e Turati. Le due sinistre
br. Che cosa significa essere di sinistra? Questo libro si propone di ricostruire i modelli pedagogici alla base delle due principali culture politiche della sinistra, rappresentate da Gramsci e da Turati. Mentre moriva in esilio, Filippo Turati era descritto da Palmiro Togliatti come un uomo spregevole. La sua figura, ricoperta di discredito, è rimasta nell'ombra. Antonio Gramsci, invece, è stato celebrato come uno dei padri nobili della sinistra democratica italiana. La sua riflessione è stata paragonata da Benedetto Croce a un messaggio pedagogico universale di amore e di comprensione verso le ragioni degli avversari. La documentazione esistente è in grado di confermare il giudizio del senso comune e della storiografia dominante? Gramsci educò a rispettare o a disprezzare gli avversari politici? È stato un teorico della pedagogia della tolleranza o dell'intolleranza? Ha tessuto l'elogio dell'ascolto o dell'insulto? E Turati? È stato davvero uno "zero" in fatto di teoria politica, come scrisse Togliatti? Attraverso il metodo dell'analisi culturale comparata, l'autore esplora l'intera opera gramsciana, ponendo a confronto il progetto educativo dei riformisti con quello dei rivoluzionari.
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Kuliscioff Anna; Vozzi E. (cur.)
Io in te cerco la vita. Lettere di una donna innamorata della libertà
ill., br. Prodigio di libertà e indipendenza, Anna Kuliscioff ha attraversato da protagonista tre decenni della vita politica europea dando un incalcolabile contributo nelle battaglie per i diritti delle donne e dei lavoratori. Rivoluzionaria e libertaria nelle relazioni amorose come nelle rivendicazioni politiche, Kuliscioff ci ha lasciato alcune delle più intense lettere del Novecento italiano. Riscopriamo così la vita di una donna che fu cittadina di un futuro al quale, ancora oggi, dobbiamo aspirare.
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Montanari Tomaso
Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c'è
br. Il pamphlet rivolto al partito che non vota e a tutti quelli che "non ci stanno" di uno degli artefici della vittoria del No al referendum sulla Costituzione. Per invertire la rotta e ritrovare le ragioni di credere e di lottare per un mondo più giusto. «Non possiamo continuare a vivere così.» È il paradosso della nostra epoca: non si può non essere contro se si ama davvero la vita. Quanto più grande è il nostro amore per gli uomini e per le cose belle di questo mondo, tanto più grande è il desiderio di cambiarlo, il mondo. Perché questo «sistema sociale ed economico» non è più compatibile con i diritti umani. Con l'esistenza stessa dell'uomo su questo pianeta. Ci vuole il coraggio di vederlo, e di dirlo. Un coraggio che avevamo, e che abbiamo perduto quando ci siamo fatti convincere che diventare adulti significa accettare il mondo così com'è. Il piccolo libro che state per leggere è l'invito a una ribellione intellettuale ed emotiva: un invito a liberare la parte di noi che è rimasta fedele alle aspirazioni, alle convinzioni, all'etica di quando eravamo bambini. L'obiettivo di una sinistra che voglia cambiare il mondo non è il potere sulla società, ma il potere nella società: il potere, dato a tutte e tutti, di salvare la propria vita dal dominio del mercato. Il potere nei luoghi di lavoro, nelle lotte per le donne, per la difesa dell'ambiente, il potere della conoscenza e del pensiero critico aperto a tutti.
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Rosselli Carlo; Del Corno N. (cur.)
Filippo Turati e il socialismo italiano
br. «Filippo Turati muore a Parigi il 29 marzo 1932. Pochi mesi dopo - nel giugno - Carlo Rosselli dedica al leader socialista un lungo saggio, Filippo Turati e il socialismo italiano, che apre il fascicolo n. 3 dei "Quaderni di Giustizia e Libertà". [...] Dalla morte di Turati e dalla pubblicazione del saggio di Rosselli sono passati novant'anni. La sua riproposizione non può considerarsi solo alla stregua di un omaggio rituale alla cultura delle ricorrenze, poiché esso rappresenta qualcosa di più sia in merito alla vicenda storica del socialismo italiano che alla concezione storico-politica di Rosselli; alla sua visione socialista e, più in generale, ai motivi per i quali, dopo la fuga da Lipari ove scrive Socialismo liberale, arrivato a Parigi, nell'estate del 1929 fonda "Giustizia e Libertà" [...] facendo del nuovo movimento non solo un soggetto centrale nella lotta al fascismo, ma del rinnovamento del socialismo italiano e pure della democrazia italiana» (Dalla Presentazione di Paolo Bagnoli).
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Forti Giovanna
L'amore è una sciarpa rossa. Pio e Gio
brossura Questo libro non solo è una testimonianza d'amore - già soltanto per questo avrebbe comunque un valore immenso -, ma è interessante perché raccoglie una documentazione esaustiva e importante di anni particolari, di eventi che attraversano la vita di numerose persone, asssociazioni e gruppi abruzzesi: persone che ruotano attorno all'attività parlamentare e politica di Pio Rapagnà, ma fanno soprattutto parte di quella vita associativa nella quale il nostro ha trovato la sua gente e le sue battaglie.
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Perazzoli Jacopo
Il socialismo europeo e le sfide del dopoguerra. Laburisti inglesi, socialisti italiani e socialdemocratici tedeschi a confronto
br. Il volume ha come oggetto di studio la variegata discussione teorica, programmatica e politica del Labour Party inglese, della Socialdemocrazia tedesca e del Partito socialista italiano nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Dato che, come ha spiegato lo storico tedesco Dan Diner, «nessuna esposizione storica [...] può fare a meno di selezionare alcuni elementi dell'immenso materiale offerto dalla realtà», si è deciso di focalizzare l'indagine soprattutto sulle riflessioni e sulle conseguenti elaborazioni programmatiche dei tre partiti socialisti - oggettivamente diversi per storia, natura organizzativa e valori di riferimento - nei confronti del capitalismo e delle sue mutazioni avvenute nel corso del secondo dopoguerra. Ne emerge un quadro in cui i partiti socialisti provarono effettivamente a far valere la supremazia della politica sulla sfera economica, riuscendo così a curare gli interessi, fino ad allora scarsamente considerati, di larghe fette della popolazione.
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Foa Anna
La famiglia F.
br. La storia della sinistra italiana è anche una storia di famiglia. È il caso della famiglia Foa, dai nonni al padre Vittorio e alla madre Lisa, fino ai figli Anna, Renzo e Bettina. Una famiglia in cui la passione politica e l'impegno civile si sono intrecciati così fortemente con lo svolgimento della vita quotidiana da educare e governare anche le relazioni, i sentimenti. Si aprono vecchie scatole con dentro foto e carte di famiglia: un trasloco può far riemergere il passato di tante vite. È quello che è successo ad Anna Foa. Storie di bisnonni, prozii e cugini, fino a quelle dei genitori, Vittorio e Lisa, ricordi a lungo accantonati. Avvocati mazziniani e 'internazionalisti', 'suffragette' e rabbini lasciano il passo ai primi socialisti, agli antifascisti di Giustizia e Libertà, ai comunisti. Come sfogliando un vecchio album, vediamo rievocati il fascismo, il carcere, la Resistenza, la Shoah, il dopoguerra, il 1968, gli anni di piombo, l'impegno di Lisa in Lotta Continua, il suo anticonformismo, la lunga saggia vecchiaia di Vittorio. Come in ogni storia di famiglia, le case sono centrali: le stanze delle case di vacanza, quelle dei nonni disperse per la Penisola, quelle dei genitori frequentate da amici d'eccezione. E poi il racconto dei luoghi e le città: Torino, la Valle d'Aosta, Roma, ma anche la Spagna della guerra civile, il Vietnam, l'Africa, la Cina. Quella che si viene a comporre, pagina dopo pagina, è una storia 'intima' della sinistra italiana. I libri che si leggevano, le percezioni politiche, il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare. È anche la storia della fine di un'illusione, quella del comunismo, della sua lenta fine. Una storia familiare e autobiografica aperta a tutte quelle remissioni della memoria e a quelle percezioni personali che la rendono dichiaratamente parziale e non definitiva. Un esperimento storiografico condotto "sul vivo" per riscoprire le passioni del Novecento.
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de Man Henri; Spezzaferro A. (cur.)
A cose fatte. Memorie di un «socialista nazionale»
ril. Portata a termine nel 1941, "A cose fatte" è l'autobiografia di De Man, il marxista eretico che approdò - con il planismo - a un socialismo idealistico e nazionale. Arricchito da documenti in appendice (tra cui il carteggio Mussolini-De Man e il testo del Piano del Lavoro), il libro è un intreccio appassionante di vicende personali ed eventi della «grande storia» che, muovendo dalla prospettiva del narratore-testimone, ripercorre gli snodi fondamentali di un'epoca destinale: le lotte operaie e la rivoluzione bolscevica, la Grande Guerra e la crisi economica, fino all'ascesa del fascismo e all'esplosione del nuovo immane conflitto che consegnò il mondo all'egemonia americana e sovietica. Saggio introduttivo di Corrado Soldato.
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Orsini Alessandro
L'eretico della sinistra. Bruno Rizzi, élitista democratico
brossura Bruno Rizzi (1901-1977) fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Allontanato dal partito per le sue idee sulla natura sociale dell'Urss, fu uno dei pochi sociologi italiani ad aver individuato una vera e propria legge sociale che non soffre eccezioni di sorta. Secondo il "teorema di Rizzi", come Orsini propone di chiamarlo, quando il mercato si estingue, la civiltà regredisce e l'arte, l'economia, l'architettura, la poesia, la politica e ogni manifestazione del progresso umano sprofonda negli abissi della barbarie. Il volume, inoltre, si avvale di numerosi documenti inediti attraverso cui l'autore traccia un profilo di Rizzi che rivela il suo contributo fondamentale nell'ambito della teoria dell'élitismo democratico italiano.
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Salvatori Stefano
Socialismo 1623 - Fascismo 1922. La via Emilia: il loro asse portante?
ill., br. Il pensiero socialista nacque come utopia, dopo tre secoli si materializzò ed accrebbe la sua forza. In Italia esso ebbe un'infanzia e un'adolescenza attraversata da numerose peripezie, indecisioni e conflitti che lo minarono costantemente dall'interno, rendendolo preda di un ben differente fenomeno. Se è vero che il fascismo nacque a Milano, è altrettanto vero che Bologna fu la sua culla, definizione che irritava Mussolini, e da questa città crebbe poi in modo inarrestabile a partire dall'autunno 1920, culminando nella cosiddetta "marcia su Roma". Appare interessante osservare gli avvenimenti che si rincorrono in un crescendo drammatico, particolarmente a Bologna e nella sua provincia, fino a costituire la cartina al tornasole degli interi eventi nazionali. La specola bolognese appare niente affatto secondaria o "locale" ai fini di una "lettura" su quegli anni. L'opera potrebbe offrire ai giovani, in modo dinamico, la conoscenza di un periodo contemporaneo della nostra storia, molto spesso a loro sconosciuta, poco conosciuta o misconosciuta.
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Forte Francesco
A onor del vero. Un'autobiografia politica e civile
br. Come un gabbiano in volo, tema di un sogno che lo ha accompagnato sin dalla giovinezza, Francesco Forte guarda «da un punto mobile, un po' lontano», i suoi trascorsi e quelli della nazione, dal fascismo ad oggi. Intellettuale libero e irregolare, più volte ministro e sottosegretario, sempre al vertice di posti chiave, giornalista, accademico, economista appassionato, il racconto della sua vita è un'istantanea fedele dell'Italia intera. L'autore racconta la sua verità: senza compromessi. Dall'infanzia - quando con il fratello faceva da scudo umano durante i bombardamenti angloamericani e l'Italia era divisa in opposte fazioni - sino alle vicende più intricate della nostra democrazia. Un'autobiografia vigorosa e ricca, la cui forza maggiore è nella qualità delle informazioni di prima mano raccontate con pathos e affilata ironia. Vicende e uomini che hanno segnato in maniera indelebile la storia degli ultimi decenni: Enrico Mattei e l'ENI, Pier Paolo Pasolini e Petrolio, Roberto Calvi, il caso Moro, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. L'Italia di oggi come prodotto delle sue tante contraddizioni, vagliate con la capacità di analisi del grande economista o sviscerate con un'emotività che non conosce filtri. Un racconto genuino che non disdegna di assumere, talvolta, i toni del risentimento e della critica feroce verso sfere di potere e uomini di eterogenea appartenenza, il cui peso specifico si è spesso rivelato decisivo per le sorti del nostro Paese. Sempre chiamato a dare conto di azioni e decisioni, l'autore si sente finalmente «libero e felice», come il gabbiano del sogno, di raccontare il suo vissuto senza reticenze. Anche se avverte «solo alcune cose ed alcuni fatti si vedono in modo nitido, altri sono sfocati, o ci sono solo alcuni dettagli. Del resto questo libro è stato scritto in gran parte a sprazzi, quando mi è accaduto di dover ricordare».
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Vander Fabio
Che fare? Crisi e critica della sinistra
br. La crisi è stata la cifra del Novecento ma anche di questo scorcio di terzo millennio.E la scomparsa della sinistra come forza critica è parte di una «stagnazione secolare» dell'economia, della democrazia, della civiltà che con la pandemia ha assunto tratti apocalittici. Il libro, partendo da una riflessione sul valore teorico della «filosofia della praxis», si svolge in serrato confronto con alcuni dei maggiori pensatori contemporanei: da Nancy Fraser a Chantal Mouffe, da ?i?ek a Piketty, da Honneth a Severino. Se non basta pensare il mondo ma occorre cambiarlo, la sfida ancora e sempre è tenere insieme crisi e critica, fatica del concetto e pratica politica.
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Biasco Salvatore
Per una sinistra pensante. Costruire la cultura politica che non c'è
br. Può il liberalismo politico ed economico diventare il principio ispiratore della sinistra? La domanda schietta di Salvatore Biasco tocca il cuore delle incertezze, della confusione, del malcontento verso l'inconsistenza dei progetti e della leadership del Partito democratico e dintorni. Partendo da qui egli svolge un'irrituale discussione politica proponendo temi che di solito la sinistra salta a piè pari, prigioniera com'è delle suggestioni del momento. Biasco affronta l'impasse della sinistra con la determinazione di chi sa che un partito non pesa solo per i suoi voti, ma altrettanto per la considerazione, la stima e il rispetto che guadagna attraverso il suo apparato di pensiero, la propensione a costruire il futuro, la capacità di offrire una classe dirigente competente e all'altezza delle funzioni che aspira a svolgere.
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Zacheo Egidio
Ritrovare la sinistra. Progetto e soggetto
ril. "Nella attuale fase storica la sinistra italiana non "scorre" in superficie. Appare essere più simile ad un fiume carsico che si muove nelle viscere del Paese. Vi sono infatti, da nord a sud, sacche di resistenza culturale e organizzativa attorno ad associazioni, circoli, testate giornalistiche on-line di assoluto valore benché isolate e non comunicanti tra loro. Sento di poterlo affermare con certezza perché di alcune faccio parte e perché scrivo su testate on-line del "profondo nord" e del "profondo sud". Per questo mi vado convincendo (e confortando) che non tutto è perduto, che c'è una cultura di riferimento salda ("ben scavato vecchia talpa") che tiene acceso il fuoco dell'analisi e del sapere, della volontà di impegnarsi". (dalla Prefazione dell'Autore). (In appendice: Sandro Frisullo, Dopo la "Bolognina" scioglimento o trasformazione del PCI?)
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Compagnino Lucia; Benna Alessandro
30 giugno 1960. La rivolta di Genova nelle parole di chi c'era
br.
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Gobetti Piero
Al nostro posto. Scritti politici da «La Rivoluzione Liberale»
brossura L'appello alla responsabilità e all'autonomia degli italiani, la lucida passione di un intellettuale intransigente, la testimonianza del giovane antifascista che vedeva nel mussolinismo, all'inizio del Novecento, lo specchio di un abito cortigiano e la vera autobiografia della Nazione. Una chiave di lettura, quella di Piero Gobetti, che aiuta a comprendere le derive dell'Italia contemporanea.
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Santosuosso Giulio
Socialismo in un paradigma liberale
br. «È vero che il mercato si regge sulle leggi della giungla? È vero che il liberalismo è un capitalismo travestito (o dissimulato)? Quali sono le differenze tra il capitalismo di stato e il socialismo? Quale fu la conseguenza più nefasta della rivoluzione agraria? In che senso il lavoro dipendente è stato la forma che assunse la schiavitù, nella società industriale? Cercare lavoro e cercare impiego sono la stessa cosa? Quale è la differenza tra liberalismo e neo-liberalismo? Il sistema educativo è al servizio del capitalismo? È più importante ripartire equamente la torta o convertire tutti in pasticcieri? Come potrebbe essere una banca socialista? Come potrebbe essere una clinica socialista? Come potrebbe essere un supermercato socialista? L'autore invita a dibattere su queste e su molte altre domande» (Santuosso Giulio).
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Fassina Stefano
Il mestiere della sinistra nel ritorno della politica
br. La guerra della Russia all'Ucraina ha sancito il ritorno della Politica. La "fine della Storia", celebrata nell'89, era la favola raccontata dai vincitori: la Grande Recessione del 2008, la Brexit, l'elezione di Donald Trump e, da ultima, la pandemia hanno dimostrato l'insostenibilità della regolazione liberista dei mercati. Con otto memo Stefano Fassina ricorda alla Sinistra gli interessi sociali da rappresentare e gli impegni imprescindibili da assolvere per fare il suo mestiere, nel quadro di un atlantismo adulto e un europeismo consapevole. Propone anche una lista essenziale di autori da studiare per darsi basi intellettuali solide e affrontare la questione cruciale di fronte a noi: la riconquista del primato della Politica sull'Economia. È la condizione necessaria per "fare" la pace e per introdurre vincoli identitari, sociali e ambientali ai movimenti di capitali, merci, servizi e persone. Quindi, per la centralità della persona, la dignità e la soggettività politica del lavoro, la salvezza del pianeta, insomma per un neo-umanesimo integrale. Commento di Mario Tronti.
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Crocoli Mirko
Nel nome di Craxi
br. Oltre all'ausilio del materiale documentale appartenente alla Fondazione Craxi, l'autore ha riunito un cast d'eccezione per ricordare e raccontare uno dei più autorevoli leader del ventesimo secolo. Paolo Pillitteri (ex Sindaco di Milano e Deputato); Gennaro Acquaviva (suo consigliere politico ed esponente di spicco del PSI); Ugo Intini (suo portavoce e direttore dell'Avanti!); Claudio Signorile (ex Ministro, vicesegretario del partito e suo braccio destro); Filippo Panseca (suo genio visionario); Cinzia Mansi (sua stretta collaboratrice); Stefano Perri (suo agente di scorta per 10 anni); Alessandro Zella (curatore della pagina social a lui dedicata). E ancora, tre Generali; Ercolano Annicchiarico, Antonio Federico Cornacchia e Paolo Inzerilli, rispettivamente Sigonella, Moro e Gladio; l'economista Luca Caselli; Stefano Cagliari (figlio dell'ex Presidente dell'Eni Gabriele); Dina Nerozzi (moglie del Prof. Gaetano Frajese); Stefano Andreotti (figlio del pluripremier e capo dicastero Giulio); Enzo Carra (ex portavoce e capo segreteria di Arnaldo Forlani); Lorenzo Somigli (giornalista, politologo); Tiziana Parenti (magistrato del pool "Mani pulite"); ma anche opinionisti...
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Cruciani Sante
Il socialismo europeo e il processo di integrazione. Dai Trattati di Roma alla crisi politica dell'Unione (1957-2016)
br. Alla luce della crisi dell'Unione e delle culture politiche europeiste, il volume ripercorre, in prospettiva transnazionale e multidisciplinare, il ruolo dei partiti e dei sindacati socialisti nel processo di integrazione. Proponendosi poi di stimolare un cantiere di ricerca innovativo in vista del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, il libro offre una rassegna delle fonti degli Historical Archives of the European Union.
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Galarico Homolaicus
Io, Gorbaciov e la Cina. Le strade per un socialismo democratico
br.
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Obama Barack
Un mondo nuovo. La storia riparte dall'Africa. Testo a fronte inglese
br. 11 luglio 2009, Centro congressi internazionale, Accra, Ghana: il discorso pronunciato da Obama nel suo primo viaggio in Africa da presidente. Lo riportiamo tradotto in italiano nella sua versione integrale con testo a fronte. Con l'articolo di David Samuels "Un uomo invisibile. Come Ralph Ellison spiega Barack Obama".
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Matteotti Giacomo; Caretti S. (cur.); Makuc J. (cur.)
La guerra e la pace
ill., br. Il pacifismo di Giacomo Matteotti è tema che ben si presta a un'antologia pensata per le scuole. Ripercorrere le tappe fondamentali della sua opposizione alla guerra significa infatti poter vedere all'opera il suo socialismo e i suoi ideali; ma anche la vita e le difficoltà dell'uomo, che pure tanta importanza rivestono per la consapevolezza storica. Lo scoppio della prima guerra mondiale segnerà una tappa decisiva per il percorso politico di Matteotti. Fedele all'ideale dell'internazionalismo socialista già professato ai tempi della guerra libica, il suo sentito neutralismo si colloca su un terreno come sempre ideale e realistico al contempo. Matteotti ha infatti ben chiaro che l'entrata in guerra dell'Italia significherebbe interrompere bruscamente quel "movimento ascensionale della civiltà" che con tanta fatica il socialismo aveva avviato nei decenni precedenti. Il complessivo spreco di vite umane e risorse economiche avrebbe infatti comportato un arresto - se non una vera e propria retrocessione - del già di per sé lento progresso del Paese: il ritorno alla "barbarie" e il sacrificio del proletariato.
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Pucciarelli Matteo; Russo Spena Giacomo
Tsipras chi? Il leader greco che vuole rifare l'Europa
br. "Der Spiegel" l'ha definito "il nemico numero uno dell'Europa", ma lui si sente nemico solo della finanza e dei poteri forti e vuole un'Europa sociale e solidale. Alexis Tsipras, classe 1974, incarna la più concreta alternativa europea alle politiche d'austerity imposte dalla trojka. E dopo aver trasformato le varie aree neo e post-comuniste in un unico soggetto (Syriza) oggi, secondo i sondaggi, guida il primo partito greco. Il libro ripercorre la sua storia politica, dal movimento No Global alla nascita di Syriza, analizza la genesi della crisi economica e come essa ha influito sul sistema politico contribuendo all'enorme successo del partito di Tsipras e all'implosione dei socialisti del Pasok. Gli autori ne presentano il programma senza nascondere i dibattiti interni al suo partito, il reale radicamento sociale ma anche le difficoltà di fronte all'ipotesi di un governo anti-sistema. Syriza rappresenta ormai un laboratorio inedito per la sinistra radicale in crisi in tutta Europa. La sua proposta, allo stesso tempo riformista e rivoluzionaria, sta accendendo in Italia le fantasie degli orfani della sinistra. Suscitando anche i timori dei poteri forti di Bruxelles. Prefazione di Valeria Parrella.
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Di Giovan Paolo Roberto
Un'altra storia. Se 40 anni di Thatcher e Reagan vi sembran pochi...
br. Perché la sinistra e i progressisti, in Italia, in Europa e nel mondo, vincono poco oppure, quando lo fanno, sembrano poco convinti di governare, come se fosse un peso troppo grande o mai abbastanza "rivoluzionario"? La capacità di andare al governo (possibilmente non con l'agenda altrui) a volte c'è, ma manca una riconnessione razionale e sentimentale col proprio "popolo" e un programma efficace per tutti i cittadini. Le crisi di risultato e soprattutto di idealità e sentimento, le lotte intestine, le fin troppo abusate Damnatio Memoriae (Blair, Clinton, Schroeder, Jospin, anche Zapatero o Tsipras, e perfino il Subcomandante Marcos) nascono dall'irrisolto confronto, che si trascina da quarant'anni, con "il padre e la madre" di tutti i neoliberismi: Ronald Reagan e Margaret Thatcher, spesso accolti nella pratica anche a sinistra, oscillando ancora oggi tra la demonizzazione e una "indicibile" interiorizzazione. O, peggio ancora, la rimozione. Un pamphlet che espone e si espone, senza verità assolute, alla riflessione. Per amore della politica e la voglia di costruire una proposta progressista davvero contemporanea, che sfugga l'ombra lunga del Novecento.
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Accademia Rebelde (cur.)
Viva la Comune! L'insurrezione di Parigi del 1871 e il mondo contemporaneo: storia inedita di un'eredità dimenticata
ill., br. Che cosa hanno a che fare i movimenti di massa che, nei luoghi più diversi del pianeta, animano piazze in grado di far tremare i rispettivi governi con quanto accaduto a Parigi 150 anni fa, quando il popolo arrivò a impossessarsi del palazzo municipale e a proclamare la Comune? C'è un ?lo rosso che, lungo la strada delle lotte sociali, lega la demolizione di statue e simboli di un potere ritenuto odioso con l'abbattimento della famigerata Colonna Vendôme, decretata dai comunardi nel 1871, quando certamente nessuno parlava di cancel culture? E i movimenti di liberazione dei popoli oppressi, insieme alle masse costrette a subire l'oppressione del Capitale, è possibile che trovino ancora oggi una fonte di ispirazione con quanto accaduto ai tempi della Comune di Parigi? Con l'obbiettivo di portare le barricate della Comune parigina fuori dalle polverose teche di museo in cui è stata rinchiusa, questo libro indaga l'eredità contemporanea dell'insurrezione comunarda e raccoglie saggi dedicati alla continuità tra la prima rivoluzione proletaria della storia e il mondo attuale.
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Donoso Cortés Juan
Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo
brossura
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Camurri R. (cur.)
Max Ascoli. Antifascista, intellettuale, giornalista
brossura Dopo un lungo silenzio durato quasi trent'anni, la figura di Max Ascoli (Ferrara 1898 - New York 1978) è tornata ad attirare l'interesse degli storici italiani ed americani. Questo volume affronta i molteplici aspetti di una biografia culturale e politica che si è sviluppata tra le due sponde dell'Oceano in anni contrassegnati da avvenimenti tragici. Tre sono le tappe di questo percorso volto a ricomporre in un unico quadro i diversi tasselli di una personalità complessa come quella di Ascoli. Il periodo italiano, quello in cui giovane studente universitario Ascoli muove i primi passi negli ambienti dell'antifascismo e matura la scelta dell'esilio; quello tra le due guerre, che vede Ascoli in un ruolo di primo piano nel mondo accademico newyorkese, costantemente impegnato nel salvataggio di molti refuggees italiani ed europei; ed infine quello del dopoguerra quando egli si dedica totalmente alla realizzazione della rivista "The Reporter", l'impresa culturale nella quale meglio di ogni altra si rispecchia il profilo di questo "liberale gentiluomo".
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Florindi Fabio
La missione impossibile. Il PSU e la lotta al fascismo
ill., br. Con un titolo fortemente evocativo il libro ricostruisce le vicenda del Partito socialista unitario, di orientamento riformista e democratico, nato dalla scissione del Partito socialista italiano nell'ottobre 1922, poche settimane prima della marcia su Roma. Un partito che ha trovato poco spazio nella storiografia, che ha tentato di rilanciare, in una fase drammatica per il nostro Paese, la tradizione riformista delle origini socialiste. Il cammino del Psu, guidato da personalità del calibro di Turati, Matteotti, Modigliani, Treves, Buozzi, per citarne alcuni, è tortuoso sin dagli inizi, schiacciato a destra dal fascismo ? che lo ritiene il nemico più temibile ? e a sinistra dal bolscevismo dei socialisti massimalisti e dei comunisti che lo ritengono un "partito socialfascista". Il saggio si concentra non solo sulla lotta al fascismo ? che portò avanti fino all'avvento delle leggi fascistissime nel 1926 e che ebbe il suo momento più drammatico con la morte del Segretario Giacomo Matteotti -ma evidenza i principi e gli aspetti riformisti del partito: il miglioramento, graduale ma costante, del tenore di vita degli ultimi; l'eguaglianza del punto di partenza, che vuol dire dare a tutti le stesse possibilità, non discriminando nessuno per il rango di nascita.
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Langer Alexander
La scelta della convivenza. Nuova ediz.
br. Questo libro, curato dalla Fondazione Langer di Bolzano, inizia con una piccola autobiografia, Minima personalia, in cui Alex (così era noto tra gli amici) racconta la sua vita di sudtirolese di sinistra, italiano di lingua madre tedesca, cresciuto tra ebrei, cattolici e protestanti, allievo e amico di don Milani. Tra i vari testi sulla questione, ci sono Dieci punti per la convivenza inter-etnica, in cui vengono enunciati e spiegati concretamente i princìpi e i comportamenti necessari per evitare i disastri dell'odio e della guerra. Alexander Langer - sessantottino, deputato dei Verdi, dirigente pacifista - è stato tra i pochi in Italia a vivere e a ragionare sull'esplosiva questione dei rapporti tra gruppi etnici, minoranze e maggioranze, razzismo, immigrazione, guerre inter-etniche. Tutta la sua vita è stata dedicata a questo grande problema di oggi: come convivere con gli altri, con i diversi da noi. «Alex Langer avrebbe avuto per sé, ricevute in dono dalla nascita, risorse e qualità tali da ottenere qualsiasi livello di gloria mondana concesso a chi condivida, di questa società, valori e obiettivi e stili di vita. Come Cristoforo, il santo dipinto in tante chiesette di montagna che Alex, ragazzo, incontrava nelle sue passeggiate, ha invece deciso di mettere tali risorse e qualità al servizio di una causa radicalmente diversa. Ha accettato la fatica di traghettare oltre la corrente i viandanti che lo volessero o che ne avessero bisogno». (dall'Introduzione di Gianfranco Bettin). Commenti di Gad Lerner.
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Veltroni Walter; Novelli Claudio
Roma. Storie per ritrovare la mia città
br. Una città cresce solo se lo fa insieme, senza separazioni tra centro e periferie: è la profonda convinzione di Walter Veltroni, che in questo libro racconta la "sua" Roma, quando subentrò come sindaco a Francesco Rutelli, la cui amministrazione aveva rilanciato le sorti della capitale. Tra momenti di gioia e di dolore, esperienze esaltanti ed episodi commoventi, il diario di un luogo che non c'è più, un resoconto dal vivo di una stagione in cui si parlava di "rinascimento" della città, che cresceva in Pil e occupazione tre volte più del resto del Paese. Per merito di idee inedite, mezzi nuovi e un senso di comunità che emerge da ogni riga, insieme all'amore dell'autore per Roma e la sua gente. Prefazioni di Renzo Piano, Gigi Proietti e Matteo Zuppi.
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Floridia Antonio
Un partito sbagliato. Democrazia e organizzazione nel Partito Democratico
br. A quasi quindici anni dalla sua fondazione, il Partito Democratico vive una grave crisi di contenuti. Si può ancora pensare di riformarlo? In genere, le ricette che vengono proposte riguardano la linea del partito, la sua strategia, o si limitano a evocare la necessità di una nuova leadership. Ma è sufficiente tutto ciò? Non sarà forse necessario guardare più a fondo, ossia allo stesso impianto genetico, ai tratti che ne hanno contraddistinto, fin dall'inizio, il profilo politico-culturale e il modello organizzativo? Apparso per la prima volta nel 2019, questo saggio offre un contributo su temi spesso trascurati nelle discussioni correnti e che non riguardano solo il Pd. Con un interrogativo di fondo: è possibile una democrazia senza partiti degni di questo nome? Ed è possibile un'altra idea di partito? Postfazione di Nadia Urbinati.
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