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Garofalo P. (cur.); Quante M. (cur.)
Lo spettro è tornato! Attualità della filosofia di Marx
br. La globalizzazione, la crisi dello stato nazionale, le politiche neoliberiste e, soprattutto, le ripercussioni di questi fenomeni sulla vita quotidiana delle persone rappresentano delle sfide alle quali il pensiero filosofico non può sottrarsi. Alla luce di ciò Marx e la sua critica al capitalismo rappresentano, ancora oggi, un fondamentale strumento teorico per chiunque voglia tentare di analizzare la contemporaneità. Questo volume offre al lettore un percorso per addentrarsi all'interno della complessa trama del pensiero marxiano a partire da un confronto tra studiosi italiani e tedeschi su cinque tematiche fondamentali: l'alienazione, l'antropologia, il materialismo, la reificazione e il valore. I vari saggi contenuti all'interno di questo volume tentano, ciascuno a partire da una prospettiva differente, di mettere in luce il potenziale teorico e pratico della filosofia di Marx, il cui principale merito è stato quello di svelare le strutture che hanno inciso in modo decisivo nello sviluppo della "gabbia d'acciaio" del sistema capitalistico odierno.
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Carotti Carlo
Avanti o popolo! Socialisti e comunisti nei film italiani 1945-2010
br. Nel suo lavoro Carlo Carotti - cinefilo di valore nonché studioso di storia contemporanea - si propone di analizzare in quale modo le vicende dei due principali partiti della sinistra italiana - il Partito socialista e il Partito comunista - siano state interpretate dal cinema. La produzione cinematografica infatti ha riflettuto nel tempo le crisi e i mutamenti della sinistra italiana attraverso storie di contadini, operai, intellettuali, militanti e politici. Non manca nel volume una presa di posizione critica rispetto ai film analizzati: al lettore viene fornito un apparato critico di primo piano, completo anche delle valutazioni dei principali repertori italiani.
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Badiou Alain
D'un disastro oscuro. La fine della verità di Stato
br. Scritto a caldo al momento del tracollo dell'Unione Sovietica, il pamphlet di Badiou prende in contropiede ogni lettura luttuosa e malinconica della fine del socialismo reale. La "fine della verità" di Stato annuncerebbe invece un nuovo inizio per l'ipotesi comunista, finalmente svincolata dalla propria incarnazione ufficiale staliniana e post-staliniana. Con una nota pensata da Badiou appositamente per quest'edizione e un'intervista in appendice a cura di Livio Boni.
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Vaccaro Giovambattista
L'idea di comunismo e il marxismo del Novecento
br. Questo libro parte dal dibattito sull'idea di comunismo e si interroga sull'esistenza dentro la tradizione marxista del Novecento di un paradigma del comunismo che risponda alle esigenze emerse da questo dibattito evitandone i limiti, primo tra tutti quello della fine del marxismo. Questo paradigma è individuato nel marxismo occidentale degli anni Venti e nella sua ripresa nel pensiero degli anni Sessanta. Esso viene poi messo a confronto col pensiero post-strutturalista su due problemi cruciali per un rinnovamento della teoria critica: la teoria della reificazione e l'ampliamento della strumentazione analitica del marxismo. Ne nasce una concezione del comunismo come progetto di liberazione dell'individuo e di un diverso modo di vivere basato su un marxismo inteso come antropologia e capace di rispondere alle sfide delle teorie della postmodernità.
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Viparelli Irene
Oltre i limiti di Marx. Un confronto tra Negri e Althusser
br. 1978. Mentre Negri teneva all'École Normale Supérieure di Parigi le celebri lezioni su "Marx oltre Marx", Althusser redigeva il lungo manoscritto "Marx dans ses limites". Due lavori essenzialmente complementari, poiché all'esigenza critica della concettualizzazione dei limiti della teoria marxiana segue il gesto creativo dell'andare oltre; la necessità di trasformare i presupposti del pensiero rivoluzionario. La tesi fondamentale del presente saggio è che la dialettica tra limiti e oltre permette di individuare, tra Negri e Althusser, una complessa relazione, fatta di approssimazioni teoriche e di persistenti distanze. Una relazione che si rivelerà massimamente produttiva sul terreno aporetico: qui, nei luoghi in cui l'oltre Marx non riesce a fondarsi, il confronto tra i due autori lascerà intravedere scorci di nuovi possibili orizzonti teorici. Prefazione di Andrea Cavazzini.
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Giannuli Aldo
Da Lenin a Stalin. La formazione del sistema di potere sovietico 1923-1927
br. Lo storico e giornalista Aldo Giannuli torna sulla fondazione del sistema di potere sovietico nel suo momento cruciale: il passaggio di testimone tra Lenin e Stalin. Se è possibile rintracciare in Lenin alcune premesse per il successivo sviluppo storico che porterà all'affermazione dello stalinismo, secondo l'autore è errato sostenere una continuità diretta tra le posizioni politiche dei due leader. Leninismo e stalinismo sono stati dunque fenomeni tra loro ben distinti, separati da una profonda rottura politica e da visioni spesso contrastanti. La vicenda è inquadrata nel contesto della modernizzazione novecentesca e il fallimento dell'alternativa "socialista" al modello va ricercata in quel momento fondativo del sistema di potere sovietico. Contestualizzare storicamente la situazione russa permette di comprendere i motivi per i quali il sistema sovietico non rappresenta oggi una pagina chiusa di storia, ma agisce tuttora come manifestazione di un passato che non smette di intervenire sul nostro presente, influenzando, per molti versi, i fenomeni dominanti della contemporaneità, in primis il capitalismo.
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Màdera Romano
Sconfitta e utopia. Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche
br. È all'interno del nodo che lega teoria del feticismo e teoria del valore che risiede la fondazione, secondo Marx, della teoria rivoluzionaria. È proprio a questo fondamento che deve mirare la critica: sotto le vesti della teoria bisogna infatti procedere, ormai, a fare i conti con il fallimento pratico di un progetto di liberazione che, in quanto tale, è rimasto soltanto una vaga intuizione. A cinquant'anni dal 1968, Romano Madera - filosofo e psicoanalista che di quella sinistra extraparlamentare fu una delle anime (fondatore del gruppo "Gramsci" e redattore di "Rosso") - riprende e aggiorna le considerazioni formulate in uno dei suoi più noti scritti post-sessantottini ("Identità e feticismo", 1977) per osservare dalla giusta distanza cosa è rimasto di quella magnifica illusione. Oggi, in un mondo dominato da una globalizzazione che affossa le classi subalterne, viene da domandarsi se le categorie marxiane non siano divenute radicalmente inadatte, con l'insistere sui concetti di classe e di coscienza di classe, a descrivere i bisogni qualitativi che, in modo confuso, magmatico, hanno comunque risvegliato una speranza di liberazione dentro la storia contemporanea.
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Althusser Louis
Le vacche nere. Intervista immaginaria (il disagio del XXII congresso)
br. Nel 1976 si svolge il XXII congresso del PCF, secondo modalità inconsuete: i dirìgenti del partito si rivolgono intatti "a tutti i francesi" attraverso la radio e la televisione prima di completare la discussione interna e "giocano con le parole" della tradizione teorica comunista - in particolare con l'espressione "dittatura del proletariato". Althusser reagisce proponendo un'"autointervista" polemica che alla fine non pubblicherà. Si tratta di un testo prezioso, in primo luogo perché coglie con grande lucidità la trasformazione che sta investendo in quegli anni i partiti comunisti europei, che abbandonano la connotazione di classe per presentarsi come "partiti di governo" al servizio di tutti i cittadini. In secondo luogo, perché Althusser ripercorre il proprio lavoro teorico - dal "Per Marx", a "Leggere il Capitale", alla "Risposta a John Lewis" - mostrandone la posta in gioco politica. Un testo che restituisce al tempo stesso la complessità, l'impegno e la profonda 'coerenza del pensiero althusseriano: il pensiero di un marxista per tempi di crisi, come i nostri.
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Bellini Manuele
Dialettica del diverso. Marxismo e antropologia in Luciano Parinetto
br. La filosofia "eretica" di Luciano Parinetto (Brescia 1934-Chiari 2001), docente di Filosofia morale alla Statale di Milano, vede in Marx un'utopia della sensibilità ("Sinnlichkeif") ben distante dal "sistema" del materialismo dialettico, che di Marx faceva il profeta del movimento operaio, concepito come un corpo unico da guidare verso la rivoluzione socialista. Parinetto rileva, invece, nel filosofo di Treviri, il valore del singolo (e ne parla con echi kierkegaardiani), la cui diversità è il potenziale grimaldello per l'emancipazione dell'umano. E il singolo, se si risale alle fonti rimosse del pensiero dialettico marxiano (come a Rousseau, a Lessing o alla tradizione alchemica), non è affatto un'essenza, ma un divenire: non ha una natura propria (che farebbe "pendent" con la fissità ontologica borghese), ma è un orizzonte di possibilità tutte aperte (che, per converso, i socialismi reali hanno cristallizzato in un tipo antropologico cui adeguarsi). Di qui l'attenzione per la stregoneria: la strega è un concetto metamorfico che surdetermina tutte le minoranze culturali, tutte le diversità perseguitate a partire dall'età moderna (dagli indios americani ai contadini tedeschi, dagli ebrei alle donne agli omosessuali), nelle quali Parinetto (cui peraltro si deve l'impulso ai Gender Studies e l'influenza su Mieli) individua l'esibizione della dialettica e, d'altronde, nella dialettica vede la chiave di lettura della diversità. Del resto la strega, che è errante nei nomi e nei luoghi, la notte emigra nel Sabba, luogo del desiderio, e per questo si fa portatrice dell'utopia di un totalmente altro.
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Ponzi M. (cur.)
Soggetto e redenzione. Il giovane Lukács
br. Gli scritti giovanili di Lukàcs, prima della sua adesione al marxismo, hanno subito l'influenza dell'idealismo tedesco e persino di certi pensatori ungheresi in qualche modo vicini alle avanguardie, e presentano degli aspetti teorici "sorprendenti". Forse l'aspetto più interessante e innovativo degli studi contenuti in questo volume consiste nel fatto che con essi viene messa in luce la complessità del personaggio e la sua straordinaria capacità di "traghettare" - nell'ambito della sua teoria marxista della letteratura - tutta una serie di elementi che provenivano da altri contesti culturali e che hanno tentato per decenni di rivitalizzare il suo marxismo, liberandolo dal determinismo e dal dogmatismo dei burocrati stalinisti. Il grande tema filosofico che attraversa tutti i saggi qui pubblicati è il rapporto tra il soggetto e la realtà esterna, trattato sia in termini puramente teoretici, sia in termini politici. Un altro motivo che percorre questi saggi, in maniera implicita e sotterranea, è il motivo della "redenzione", inteso come il passaggio dal soggettivismo alla coscienza di classe, dallo spiritualismo metafisico al materialismo, dal frammentario al sistematico.
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Althusser Louis; Tomasetta L. (cur.)
I marxisti non parlano mai al vento. Risposta a John Lewis
br. Nato come una risposta alle critiche mossegli dal filosofo inglese John Lewis nel 1972, questo lavoro di Althusser diviene un testo per lui fondamentale, in quanto affronta i temi più significativi del dibattito all'interno dell'allora movimento comunista, con questioni che si rivelano tuttora di stringente attualità. Nelle pagine di Althusser c'è la rimessa in questione dello stesso marxismo: se questo sia una sorta di dialettica hegeliana rovesciata, applicata al processo di accumulazione capitalistica, o l'interazione assai stretta fra una teoria e una pratica emancipative con al centro le classi.
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Turchetto M. (cur.)
Rileggere Il capitale. La lezione di Louis Althusser
brossura
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Balibar Étienne
La paura delle masse: politica e filosofia prima e dopo Marx
brossura
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Azzarà Stefano G.
Comunisti, fascisti e questione nazionale. Fronte rossobruno o guerra d'egemonia?
brossura Dopo decenni di entusiasmo per la globalizzazione e l'unificazione europea, l'emergere dei movimenti sovranisti e populisti in un'epoca di crisi organica sembra rendere di nuovo attuale la questione nazionale ed evoca la suggestione di un blocco trasversale di contestazione del capitalismo neoliberale e apolide che unisca tutti i "ribelli" della società borghese, lasciandosi alle spalle l'alternativa tra destra e sinistra. Anche nella Germania degli anni Venti, ai tempi delle riparazioni di guerra e dell'occupazione della Ruhr, questi temi erano all'ordine del giorno. L'appello di Karl Radek per un fronte unito dei lavoratori, aperto ai ceti medi e alla piccola borghesia patriottica e capace di difendere l'indipendenza del Paese dall'imperialismo straniero, non era però la proposta di un'alleanza totalitaria degli opposti radicalismi estremistici ma la dichiarazione di una furibonda guerra d'egemonia. Uno scontro ideologico che puntava semmai a bruciare il terreno sotto i piedi al fascismo nascente e a candidare la classe operaia tedesca, sulla scorta dell'esperienza bolscevica e del dibattito aperto nel Komintern da Lenin, alla guida della nazione e della sua rinascita. La disputa dei comunisti con Arthur Moeller van den Bruck e la Rivoluzione conservatrice tedesca sfata il mito dell'estraneità del materialismo storico agli interessi nazionali. Tuttavia, al contrario degli odierni equivoci eurasiatisti e socialsciovinisti, attesta l'insuperabile incompatibilità filosofica - prima ancora che politica e morale - tra il particolarismo naturalistico delle destre, con le loro persistenti pulsioni discriminatorie di stampo coloniale, e l'universalismo concreto del marxismo e del suo sogno di un mondo senza guerre.
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Bellofiore Riccardo
Le avventure della socializzazione. Dalla teoria monetaria del valore alla teoria macro-monetaria della produzione capitalistica
br. Dagli anni Settanta del secolo scorso si sono diffusi nuovi approcci alla lettura di Marx in termini di "teoria monetaria del valore". Questi incrociano due distinte problematiche: quella del rapporto valore-denaro e quella del rapporto valore-lavoro astratto. Il saggio di Riccardo Bellofiore propone un confronto critico con la Neue Marx-Lektüre: dalla preistoria in Adorno e Horkheimer allo sviluppo in Schmidt, Reichelt e Backhaus, fino alla "teoria monetaria del valore" di Heinrich e alle critiche di Kurz e Postone. L'orizzonte problematico è quello della migliore tradizione italiana (Colletti, Napoleoni, Graziani, Finelli, Frison, Tomba), incrociata con il contributo seminale e ancora attuale di Rubin. L'intento è quello di rifondare la nozione di sfruttamento come "consumo" dei lavoratori e di ridefinire la teoria monetaria del valore(-lavoro), allo scopo di ricostruire la teoria marxiana del valore come "teoria macro-sociale e monetaria della produzione capitalistica".
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Cerasi Bruno
Il nero e il rosso. Frammenti di memorie di una vita
ill., br. Le memorie di Bruno Cerasi (nome di battaglia Nando) che il figlio ha voluto fossero rese pubbliche ci riportano a un periodo della storia d'Italia che la distanza non ha reso meno drammatico. Come scrive Gianni Cervetti nella premessa, sono gli anni "in cui la generazione 'di mezzo', vale a dire di coloro che non avevano vissuto le lotte e i sommovimenti di fine Ottocento e della Belle Époque, si affacciava alla vita (Cerasi era nato nel 1913) incontrando sulla propria strada il fascismo imperante. Alcuni, anzi molti, ne furono travolti. Non così Bruno Cerasi" come il diario documenta ampiamente ed efficacemente, soffermandosi in particolare sul periodo del suo impegno nella politica clandestina da comunista e da dirigente della Resistenza fino alla Liberazione. Presentazione di Gianni Cervetti.
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Zaru Elia
La postmodernità di «Empire». Antonio Negri e Michael Hardt nel dibattito internazionale (2000-2018)
brossura Nel 2000 viene pubblicata la prima edizione di "Empire", opera di Antonio Negri e Michael Hardt destinata a diventare pietra miliare della teoria politica contemporanea e nucleo focale di un'elaborazione che si sviluppa tutt'oggi. Con l'intento di «rinvigorire la teoria comunista, o meglio, di scrivere un nuovo capitolo del Capitale», gli autori si propongono di analizzare il mondo globalizzato aggiornando la «cassetta degli attrezzi» di marxiana memoria, traghettando così Marx oltre Marx e il marxismo novecentesco. "Empire" ha avuto una diffusione planetaria e la sua pubblicazione ha scatenato una discussione amplissima che ha interessato le accademie e i movimenti di tutto il mondo. A distanza di circa vent'anni dalla prima edizione dell'opera, il presente saggio si pone come obiettivo l'analisi critica di questo dibattito e una sua ricostruzione tematica, al fine di mettere a confronto il lavoro di Negri e Hardt con le diverse interpretazioni da essi suscitate e così comprendere compiutamente il loro pensiero.
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Ricciardi Maurizio
Il potere temporaneo. Karl Marx e la politica come critica della società
br. Il potere, le forme della mediazione politica e l'esercizio del comando sono un campo poco frequentato dagli studi su Marx. Il potere temporaneo si propone di colmare tale lacuna cercando di ricostruire i complessi itinerari attraverso cui Marx, il teorico ma, allo stesso tempo, il militante politico, si confronta con la storia e l'attualità a partire dall'urgenza non solo di comprendere i dispositivi di dominio presenti e passati ma di cogliere le opportunità che, nelle diverse contingenze, si offrono al "soggetto differente" per forzare l'ordine costituito. Il tutto, ovviamente, sullo sfondo dell'analisi dei meccanismi dell'accumulazione capitalistica e dei rapporti di sfruttamento che stabiliscono l'unica cornice possibile all'interno della quale pensare e agire la dimensione politica. Ricostruendo i vari passaggi dell'elaborazione marxiana, dagli articoli per la "Neue Rheinische Zeitung" alla grande sintesi del "Capitale", dal laboratorio dei Grundrisse agli scritti a ridosso della Comune o dei dibatti dell'Internazionale, il percorso proposto da Maurizio Ricciardi ci presenta un Marx inedito e sfaccettato, il cui contributo ha ancora molto da dire sulle contraddizioni e le problematiche del presente.
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Zappino Federico
Comunismo queer. Note per una sovversione dell'eterosessualità
br. La tesi di "Comunismo queer" è che lo sfruttamento e l'esclusione, all'interno delle società capitalistiche, non hanno solo un carattere universale, ma particolare. Di conseguenza, se vogliamo lottare efficacemente contro il capitalismo, dobbiamo fronteggiare ciascuna delle singole matrici di oppressione da cui trae linfa e sostanza per affermarsi e riprodursi. Nel caso dell'oppressione di genere e sessuale, la sua matrice è l'eterosessualità. Ambire alla sovversione dell'eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili. In ciò consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer.
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Fusaro Diego
Il cervello della passione. Marx e la critica del capitale
br. Dopo Marx idealista, Fusaro con questo volume prosegue la sua opera di rilettura critica del pensiero di Karl Marx. L'analisi del "Manifesto del partito comunista", secondo l'autore, può regalare ancora preziose intuizioni sulle traiettorie determinate dallo scenario economico dei nostri giorni e dal neoliberismo sfrenato da cui è contraddistinto. Dopo quasi un secolo di peripezie, il comunismo e, con lui, il suo teorico più autorevole sono tornati all'originario statuto di "spettri", anche se in un senso del tutto differente da quello originario: dalla caduta del muro di Berlino, infatti, il comunismo è spettro non perché, come nel 1848, deve ancora compiersi, ma perché non esiste più, nella misura in cui esso ha cessato di essere come realtà politica e come struttura sociale. Per questo motivo, riscoprire il messaggio filosofico di Marx attraverso alcune delle sue opere più importanti permette di ripensare e immaginare nuove alternative al "progetto incompiuto di modernità" del quale oggi siamo parte.
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De Martino Giulio
Eutanasia del marxismo. Le culture liberali nel mondo che cambia
br. L'estinzione del marxismo ha lasciato un vuoto nella cultura civile e politica internazionale e italiana. Occorre, da un lato, comprendere i limiti della filosofia e dell'ideologia di Marx e dei suoi seguaci. Dall'altro, occorre colmare quel vuoto. Non si tratta di un terreno agevole per chi opera nel nome della tolleranza, del pluralismo e della equilibrata convergenza della sfera economica e di quella morale. In un'epoca segnata dalla fragilità delle istituzioni, dalla lotta fra i poteri e dall'inquietudine delle masse, ciò che manca alla cultura liberale democratica è l'apertura sentimentale, la vocazione eroica, l'etica dei valori che la facciano intervenire, oltre che sul piano delle regole e delle funzioni, anche su quello delle sfide, dell'esempio e della leale competizione.
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C17 (cur.)
Comunismo necessario. Manifesto a più voci per il XXI secolo
br. Oltrepassato il centenario della Rivoluzione d'ottobre, appare superato per sempre il tempo delle rammemorazioni nostalgiche. Tuttavia, di fronte a quello che ormai anche una parte del pensiero liberale legge come la grave crisi o persino il fallimento - storico, sociale, economico, ecologico - del capitalismo, è urgente ripensare e rinnovare, del movimento comunista, l'ispirazione egualitaria, libertaria, antropologicamente ed economicamente innovativa. Sulla base di questo assunto, "Comunismo necessario" mette assieme contributi originali - spesso in prima edizione mondiale - di molte fra le voci più autorevoli del pensiero marxista, femminista e postcoloniale contemporaneo. Ne risulta non una semplice miscellanea, ma una scrupolosa indagine, accuratamente guidata da C17, collettivo di militanti e intellettuali che ha curato il volume, sui più vari ambiti del nuovo pensiero comunista.
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Löwy Michael; Custodi J. (cur.)
Comunismo e questione nazionale. Madrepatria o madre terra?
brossura Quello della questione nazionale costituisce da oltre vent'anni uno dei principali snodi di pensiero del famoso sociologo marxista Michael Löwy. In Comunismo e questione nazionale l'intellettuale eterodosso rintraccia il potenziale insito negli scritti frammentari di Marx ed Engels sulla nazionalità. Passando in rassegna le riflessioni di numerosi pensatori marxisti, Löwy sostiene che l'attuale presenza di movimenti nazionalisti in tutto il mondo non possa essere pienamente compresa senza riprendere l'analisi di Lenin sulle nazioni oppresse, né adeguatamente affrontata se si tralasciano gli studi di Bauer sull'autonomia nazionale e culturale. È proprio riconoscendo l'importanza delle identità e delle specificità nazionali, e collegandosi alle nuove forme di internazionalismo, dalla lotta ambientalista a quella femminista, che Löwy tratteggia un nuovo internazionalismo socialista per il ventunesimo secolo.
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Biorcio R. (cur.); Pucciarelli M. (cur.)
Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977
brossura Gli anni dal 1968 al 1977 costituirono il periodo delle lotte che cambiarono la società, della ribellione, delle speranze e delle grandi passioni, della politica che dava un senso alla vita. Furono formate nuove organizzazioni, che condividevano la volontà di "cambiare il mondo", in sintonia con le dinamiche emergenti a livello internazionale. Avanguardia Operaia fu una delle formazioni politiche più importanti della nuova sinistra per l'impegno nelle lotte in molti settori della società. Questo volume ne ricostruisce la storia utilizzando soprattutto le testimonianze di vita dei partecipanti. L'analisi delle interviste raccolte permette di svolgere una riflessione approfondita sui processi di socializzazione politica dei militanti attivi negli anni Settanta, mettendo in evidenza il profilo assunto dal loro impegno politico e i suoi effetti sulla trasformazione della vita personale anche negli anni successivi.
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Gandesha S. (cur.); Hartle J. F. (cur.); Marino S. (cur.)
Marx estetico
br. Se la riflessione di Marx ha interessato soprattutto la filosofia politica, non bisogna sottovalutare l'importanza dell'estetica nella costellazione del suo pensiero. Nelle sue opere si ritrovano infatti costanti riferimenti, tra gli altri, a Shakespeare, Dante e Goethe, e all'idea che la politica borghese altro non sia che un palco su cui salgono degli attori, come in un teatro. Niente di più attuale con quello che vediamo oggi nei vari mezzi di comunicazione. E allora è giunto il momento di rileggere Marx attribuendo il giusto valore alla dimensione estetica del suo pensiero.
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Heller Ágnes
La teoria dei bisogni in Marx
br. In una delle sue opere più apprezzate Ágnes Heller torna a discutere della teoria dei bisogni di Marx, elemento cardine del pensiero del filosofo di Treviri. Heller rintraccia nei "bisogni radicali", identificati nella gratificazione professionale, nello studio, nel tempo libero, quei bisogni che per natura non possono essere soddisfatti dalla società capitalistica, strutturata su una serie di bisogni quantitativi, alienanti e non appagabili. Se la società contemporanea non somiglia nemmeno lontanamente a quella auspicata da Marx, allora la sua trasformazione rivoluzionaria deve fondarsi su un sistema di bisogni di natura qualitativa. Ed è per questo che, anche a distanza di molti anni dalla prima edizione, la visione custodita in questo volume appare come una lucidissima analisi del nostro tempo e delle sfide che oggi siamo chiamati a intraprendere per aspirare a una nuova idea di futuro. Prefazione Pier Aldo Rovatti.
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Formenti Carlo
Ombre rosse. Saggi sull'ultimo Lukács e altre eresie
br. "Ombre rosse" costituisce un prezioso commentario a due capolavori del marxismo novecentesco: "Il principio speranza" di Ernst Bloch e "Ontologia dell'essere sociale" di György Lukács. Priva di ogni pretesa di analisi filologica o di esegesi esaustiva, l'opera di Carlo Formenti ha un obiettivo più modesto e sicuramente più utile sul piano politico: selezionare e discutere quei passaggi che più possono aiutarci a capire la realtà contemporanea e a dotarci di strumenti teorici per rilanciare la lotta di classe in un momento storico in cui l'offensiva del capitale ha ridotto ai minimi termini la capacità di resistenza del lavoro. In altre parole, proiettare il marxismo oltre i suoi limiti storici.
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Modrow Hans
Costruttori di ponti. Le relazioni tra DDR e Cina Popolare
br. Nel 2019, quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) celebrava il suo settantesimo anniversario, la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era invece scomparsa da circa trent'anni. Grazie alla sua forza innovativa, il socialismo di matrice cinese si è dimostrato indubbiamente più forte rispetto al modello sovietico dal punto di vista politico, economico e scientifico. Guidata da un gruppo dirigente capace, determinato e ambizioso, la Cina ha saputo svilupparsi fino a divenire la seconda economia mondiale. Ciò anche perché, a differenza degli altri paesi, Pechino non è mai stato interessato alla conquista dell'egemonia, ma piuttosto al raggiungimento dell'armonia. Radicato in una cultura millenaria, questo concetto gli ha così permesso di apprendere molto e velocemente dalle altre nazioni. In Costruttori di ponti, Hans Modrow - ultimo Presidente del Consiglio della DDR - testimonia quanto la Repubblica Democratica Tedesca abbia contribuito a questo processo.
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Panzieri Raniero
Spontaneità e organizzazione
brossura
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Giachetti Diego
Un sessantotto e tre conflitti
br. Nelle società industriali degli anni Sessanta e Settanta del Novecento si verificarono in contemporanea tre tipologie di conflitto: generazionale, di genere e di classe. Protagonisti di questi conflitti furono i giovani. La ribellione giovanile fu inizialmente una rivolta individuale, dei singoli nei confronti dell'autorità familiare e di una società avvertita come opprimente. Si espresse tramitew l'assunzione di nuovi stili di vita, trasformandosi successivamente in legame generazionale fino a diventare movimento sociale di contestazione. I giovani, unitamente alla ripresa della lotta operaia e alle rivendicazioni del neofemminismo, si costruirono in generazione politica. Una nuova generazione sviluppò quindi la consapevolezza che non era sufficiente sostituire gli adulti nella direzione della società, ma che occorreva ristruttrare i ruoli e la posizione delle classi per trasformarla in modo radicale e collettivo.
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Bertolucci Rosaria
La città perduta. Storia e ritratti di Carrara e del territorio apuano-versiliese tra '800 e '900
Questo libro raccoglie, oltre ad alcuni testi inediti, più di sessanta articoli e saggi di Rosaria Bertolucci – dedicati a Carrara e al territorio apuano-versiliese – pubblicati tra il 1978 e il 1990 sulle cronache locali di quotidiani, tra cui «La Nazione» e «le Città», in libri collettivi o riviste. L’idea della raccolta era nei progetti dell’autrice, che già a metà degli anni Ottanta aveva in mente una pubblicazione complessiva sulla storia della città del marmo, un tema questo che è stato al centro dei suoi interessi di studiosa negli ultimi quindici anni della sua vita. Il volume è, dunque, prima di tutto una testimonianza viva dell’amore che la scrittrice provava per la storia di questa città e del suo territorio, e il maggior pregio degli scritti che proponiamo dovevano svolgere – nelle intenzioni dell’autrice – quella funzione di traghettare verso le nuove generazioni la consapevolezza e la conoscenza critica del suo ricco e vivace passato. 528 pp, ill. Rosaria Ciampella nei Bertolucci (1927-1990) romana di nascita ma "versiliese d'adozione" è stata una poetessa, scrittrice e giornalista che ha posto sempre alla propria attenzione lo studio per la letteratura e la storia. Tra le sue opere di critica letteraria, sempre corredate da una ricca documentazione, si ricordano Pea, uomo di Versilia, 1978; Il principe dimenticato, 1979; Cardarelli sconosciuto, 1980; Lorenzo Viani parole come colore, 1980; Sibilla Aleramo una vita, 1983. A tali lavori si sono affiancati poi saggi storici come Milleottocentonovantaquattro storia di una rivolta, 1981; A come anarchia o come Apua: un anarchico a Carrara Ugo Mazzucchelli, 1988 e infine Ilario Bessi, Luci di Marmo, 1989.
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Manenti Clemente
Corrispondenze berlinesi
158 p. [2] p. di tav. ; 21 x 14 cm Tra le carte lasciate dall’autore vi sono, oltre a 38 taccuini, un dossier di 24 fascicoli catalogati sotto la sigla Corrispondenze Reporter. Sono testi quasi tutti dedicati alla vita politica e culturale delle due Germanie negli anni Ottanta, quando Manenti vi ha a lungo soggiornato. Delle Corrispondenze si pubblicano qui solo i testi completi, dattiloscritti, corretti a mano e datati dall’autore stesso, o comunque databili. Solo alcune di esse furono pubblicate in «Fine Secolo», il settimanale culturale del quotidiano «Reporter». Le completano gli articoli usciti su «Diario della Settimana», negli anni ’90, perché i testi costituiscono, a parere dei curatori, un corpo omogeneo per i temi trattati. Oltre alle Corrispondenze edite e inedite, si propone qui una selezione – ragionata e commentata – messa in opera da Michele Battini di pensieri, note di lettura, e aforismi tratti dai taccuini, scritti a partire dagli anni ’80. A cura di Alessandra Peretti e Michele Battini.
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Centro studi movimenti
Una stagione di fuoco. Fascismo guerra Resistenza nel Parmense
La storia della Resistenza nel Parmense è raccontata, in queste pagine, nel più generale quadro della Seconda guerra mondiale, dalla crisi della dittatura fascista all’immediato dopoguerra. Ciò che emerge è dunque una narrazione dell’opposizione al fascismo e al nazismo anche nei suoi aspetti più dissonanti e complessi: dal 25 luglio all’8 settembre, dalle prime bande alle formazioni più strutturate, dal movimento clandestino in città ai tanti atti di lotta non armata, dall’azione dei partiti antifascisti alle spontanee mobilitazioni di piazza, fino ai giorni dell’aprile 1945 e alle elezioni libere di un anno dopo. Un racconto che mostra anche tutte le contraddizioni di un movimento fatto di uomini e donne reali − non di oleografiche figure eroicizzate − con paure e coraggio, errori e virtù, amori e rancori. Una storia, infine, in cui trovano posto − insieme a partigiani e partigiane − i diversi soggetti che animarono quella guerra totale: gli occupanti nazisti, i fascisti di Salò, i deportati nei lager, i soldati della Rsi, gli ufficiali delle missioni alleate e, soprattutto, le popolazioni di città, campagne e valli montane. Testi di Margherita Becchetti, William Gambetta, Massimo Giuffredi, Ilaria La Fata, Guido Pisi.
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Rossi Marco
La battaglia di Livorno. Cronache e protagonisti del primo antifascismo (1920-1923)
Fra il 1920 e il 1923 anche le strade di Livorno videro l’inizio di una lunga guerra civile in cui le differenze ideali tra quanti si affrontarono furono nette e l’ostilità profonda, anticipando quella combattuta un ventennio dopo. Negli anni precedenti la Marcia su Roma e l’avvento del regime, il fascismo livornese incontrò infatti nei quartieri popolari una decisa opposizione, così come emerge dall’impressionante cronologia dei conflitti in quegli anni. Oltre a quella degli Arditi del popolo, fu una quotidiana resistenza di uomini e donne, nel segno dell’appartenenza di classe e dello storico sovversivismo, disposte ad impugnare le armi per contrastare lo squadrismo “tricolorato” e la reazione padronale, in difesa delle libertà sociali. Soltanto nell’agosto 1922, grazie all’intervento dell’esercito e con lo stato d’assedio disposto dal governo, i fascisti e i nazionalisti poterono imporre le dimissioni del sindaco Mondolfi e dell’amministrazione “rossa”, democraticamente eletta. Il marchese Dino Perrone Compagni che assieme a Costanzo Ciano aveva guidato le squadre fasciste toscane, seminando morte e devastazione, inviò un telegramma al segretario nazionale del Partito fascista per comunicare la “caduta” di Livorno, ammettendo che: «Fra le mie battaglie questa più faticosa».
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Picelli Guido
La mia divisa. Scritti e discorsi politici
Molti conoscono Guido Picelli come l’animatore delle «Barricate di Parma» del 1922, quando al comando dei suoi Arditi del popolo guidò la vittoriosa resistenza dei rioni proletari contro migliaia di fascisti. Fu quello l’episodio più eclatante della sua vita, quello che lo rese noto ben oltre i confini della sua città. Eppure la sua esistenza fu segnata da molte altre battaglie. Dopo la Grande guerra fu un dirigente del Partito socialista e poi di quello comunista. Deputato dal 1921 al 1926, venne perseguitato durante il regime fascista. Fuggito all’estero, si rifugiò in Unione sovietica da dove, nel settembre 1936, si diresse in Spagna per combattere nelle Brigate internazionali. Morì, sul fronte di Madrid, nei primi giorni del 1937, mentre guidata i suoi uomini in battaglia. Di Picelli sono stati messi in risalto il carisma di dirigente e le abilità di uomo d’azione ma poco è stato studiato il suo percorso politico e intellettuale. In questa edizione critica dei suoi scritti e discorsi parlamentari, per la prima volta emerge con completezza il suo pensiero, segnato dalla radicale opposizione alle classi dominanti, tanto in età liberale quanto in quella fascista. Una concezione coerente con il suo modo di vivere, con il suo essere rivoluzionario, con la lotta come «sua divisa». Rileggerne i testi è il modo migliore per sottrarlo a quella distorsione politica che è stata fatta della sua figura e per restituirle lo spessore umano e intellettuale che ebbe. A cura di William Gambetta. Il volume è edito grazie a una collaborazione tra il Comitato agosto 1922, il Centro studi movimenti di Parma e la Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa.
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Rossi Marco
Livorno ribelle e sovversiva. Arditi del popolo contro il fascismo 1921-1922
L’esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le “anomalie” storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo è stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale. A Livorno, l’arditismo popolare si ricollegò a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettività labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso. Fu così che – tra l’estate del 1921 e quella del ’22 – il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l’antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime. Prefazione di Giorgio Sacchetti.
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A cura di Manuela Ceretta.
George Orwell. Antistalinismo e critica del totalitarismo. L?utopia negativa. Atti del convegno (Torino, 24-25 febbraio 2005).
cm. 17 x 24, xxiv-254 pp. Fondazione Luigi Firpo. Centro di studi sul pensiero politico - Studi e testi George Orwell ? il massimo interprete di un genere letterario, la distopia, che sembra essere la cifra del nostro presente; questa, infatti, coglie ed esprime con un?efficacia senza paragoni il principale paradosso che il terzo millennio ha ereditato dal Novecento: la clamorosa contraddizione tra l?onnipotenza dei mezzi tecnici che il secolo ha trovato a propria disposizione e la drammatica incapacit? da esso mostrata di raggiungere, senza pagare un prezzo sproporzionato, pressoch? tutti i propri fini. George Orwell is the major interpreter of dystopia, a literary genre that seems to be the key feature of the present. Dystopia is indeed an excellent tool to understand and explain the major paradox the third millennium has inherited from the 20th century: the striking contradiction between the omnipotence of the technical media this century had at its disposal and its dramatic inability to achieve almost all of its goals without paying a disproportionate price. 520 gr. xxiv-254 p.
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Mancarella Angelo
Evoluzionismo, darwinismo e marxismo
brossura L'autore muove dalla duplice rivoluzione darwiniana, quella attuata nel campo delle scienze biologiche e naturali e quella attuata nel campo delle scienze umane e sociali con le conseguenti implicazioni filosofiche. In questa prospettiva, presenta anzitutto la vicenda storico-teorica dell'evoluzionismo attraverso le tappe fondamentali che hanno contribuito a definirne l'identità, fornendo una rappresentazione generale di esso con una sorta di 'bussola" per orientarsi nella sua complessità. Approfondisce poi la spiegazione antropologica del darwinismo sulla natura umana e l'evoluzione sociale, basata sulla coevoluzione biologica e culturale, fino ai contributi più recenti dell'etologia. Prende in esame infine le interpretazioni ideologiche del darwinismo, di cui il marxismo rappresenta uno degli esempi più significativi, mettendo in risalto le deformazioni di cui è stato oggetto fin dalle origini.
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Neglie Pietro
Il pericolo rosso
brossura
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Alessandro Orsini
Il rivoluzionario benestante. Strategie cognitive per sentirsi migliore degli altri
Il terrorismo rosso ha avuto in Italia profonde radici culturali e ideologiche. Questa è stata una delle cause principali della sua longevità e della sua imponenza. Il mito della rivoluzione assoluta ha abbagliato uomini e donne di ogni età e condizione sociale. Dopo aver dedicato un ampio volume al fenomeno brigatista, l'autore rivolge la sua attenzione a quella cultura "contigua" che fornì, a volte in maniera inconsapevole, un ampio incoraggiamento ideologico alla violenza politica. Il protagonista di queste pagine è il rivoluzionario-benestante: colui il quale, pur vivendo di agi e di privilegi, odia e disprezza la società su cui ha fondato il proprio benessere materiale. È colui che giustifica moralmente la violenza come mezzo di lotta politica senza correre rischi in prima persona. È colui che inneggia alla rivoluzione senza praticarla. Il rivoluzionario-benestante incita, ma resta a guardare. Attraverso i classici dell'individualismo metodologico, l'autore si propone di ricostruire l'universo mentale e la condotta di un tipo antropologico che ha profondamente segnato la storia dell'Italia repubblicana. Autori: Alessandro Orsini.
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Vittorio Strada
Lenin, Stalin, Putin. Studi su comunismo e postcomunismo
I testi raccolti in questo volume sono i capitoli di una ricerca organica su aspetti fondamentali di un tema di primaria importanza: il comunismo sovietico e il suo lascito, il postcomunismo, eventi centrali della storia del Ventesimo secolo. Stalin e lo stalinismo diventano oggetto di una riflessione nuova anche alla luce di recenti studi e documenti, mettendo a fuoco problemi per lo più trascurati: dalla formazione del culto di Lenin e Stalin al complesso rapporto tra imperialismo zarista e nazionalismo russo nell'Urss e dopo il crollo dell'Urss. Un secondo gruppo di saggi prende in considerazione la situazione politica della Russia d'oggi sullo sfondo del suo recente passato, soffermandosi su aspetti significativi ma ignorati come l'inno nazionale nelle sue sorprendenti variazioni. Infine un gruppo di studi risale alle origini del comunismo novecentesco e della Russia rivoluzionaria approfondendo i rapporti tra Herzen e Marx e il pensiero politico e filosofico di Lenin. Conclude il libro una riflessione su "marxismo e post-marxismo". Ne risulta una visione poliedrica del nucleo della storia dello scorso secolo, un contributo problematico e originale alla comprensione del passato in quanto parte attuale del presente. Autori: Vittorio Strada.
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Paolo Bellinazzi
In nome dell'uomo-dio 1789-1989. Rimembranze di un post-socialista
Scopo di questo lavoro è dimostrare l'unità di pensiero e intenti di comunisti e nazi-fascisti, dal punto di vista filosofico e politico-sociale. Siffatta parentela culturale e ideologica conduce i due indirizzi dottrinari, in genere considerati molto distanti tra loro, a una serie di posizioni molto simili, per non dire identiche: ad esempio, la polemica con il parlamentarismo, i partiti, l'elezione indiretta dei deputati, che essi vorrebbero votati direttamente per alzata di mano, l'attacco a qualsiasi politica riformista, sia essa socialista, social-democratica o liberale, le reprimende contro la "società dei contratti", ovvero, la società borghese e capitalista, da essi considerata troppo materialista e reificata, l'anti-semitismo ed il razzismo più aspri e violenti, a carattere religioso-culturale e biologico-razzista, la convinzione, da ultimo, che a una società, come quella borghese (gesellschaft), in cui si è determinato il crollo di tutti i valori, si debba sostituire una comunità (gemeinschaft), in cui primeggia l'uomo-dio, l'uomo-genere, il super-uomo. Ma siffatta consanguineità politico-speculativa ha radici molto più profonde e lontane di quanto non faccia pensare l'appartenenza al Novecento di questi due orientamenti dottrinari. Essa risale a posizioni filosofiche e metafisiche ben precise, che provengono non solo, come è ovvio, da Marx, Engels e Nietzsche, ma anche da Hegel, dai romantici e, in larga misura, da Kant. Autori: Paolo Bellinazzi.
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Paul Mattick
La rivoluzione. Una bella avventura
Ragazzino ribelle per le strade di Berlino appena dopo la Prima Guerra Mondiale, Mattick inizia a impegnarsi nel movimento spartachista prima di diventare comunista antibolscevico. Nel pieno degli anni di fuoco della Rivoluzione tedesca (1918-1924), egli ci racconta il suo incredibile percorso tra azione diretta e repressione, illegalità e clandestinità. Il riflusso del movimento rivoluzionario e la potente crescita delle forze autoritarie – stalinismo e nazismo – lo spingono, al pari di tanti altri, ad emigrare. Negli Stati Uniti si impegna a fianco degli IWW e di altri gruppi radicali, per poi partecipare al grande movimento degli scioperi degli anni ’30 dove si mescolano vagabondi, sindacalisti e rivoluzionari. Egli ci fa immergere in momenti di intensa agitazione sociale, oggi sconosciuti. Questa fu una grande avventura: da un continente all’altro, la traversata degli anni bollenti dell'“età degli estremismi”. P. Mattick ce la racconta con sagacia dando spazio ai suoi compagni di lotta, ai suoi nemici, alle discussioni e alle idee che sempre accompagnano l’azione, agli incontri tra gli operai radicali con le avanguardie artistiche dell'’epoca, espressionisti e dadaisti. Autori: Paul Mattick. Curatori: Antonio Pagliarone.
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Lodovico Ellena
Il comunismo in bianco e nero
Autori: Lodovico Ellena.
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Renzo Giorgetti
Come guarire dal cattocomunismo
Nell'attuale decadenza italiana occupa una posizione di primaria importanza quell'anomalia comunemente chiamata cattocomunismo, ovvero quella stretta e quasi inestricabile commistione tra il moderno cristianesimo secolarizzato e ciò che resta delle ideologie di sinistra. Tale coacervo, pur eterogeneo nei suoi elementi costitutivi, è comunque contraddistinto da una singolare coerenza negli atti promossi come nei risultati ottenuti. Inoltre la sua diffusione a livello di mentalità e senso comune è così pervasiva da essere assimilabile alla diffusione di un contagio, agente patogeno che nella sua infezione comporta danni non solamente materiali. Sono fornite in questo libretto alcune indicazioni per inquadrare il fenomeno nella sua natura patologica, come "malattia dell'anima" che colpisce il singolo e la vita sociale, e per suggerire altresì, per mezzo di tale criterio interpretativo, anche validi spunti per un'azione terapeutica. Autori: Renzo Giorgetti.
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Lodovico Ellena
Un'eco a Eco. L'Ur-Comunismo o il Comunismo eterno
Nel 2019 uscì un pamphlet di Umberto Eco titolato "Il fascismo eterno", pubblicato da "La nave di Teseo". Il breve scritto del 1997, una cinquantina di pagine, aveva lo scopo di elencare una lista di caratteristiche tipiche di quello che Eco chiama "Ur-Fascismo o Fascismo eterno", con lo scopo di mettere in guardia chiunque sulla possibilità di un rigurgito del fascismo che a suo dire è - se non in tutti - latente in tanti di noi. Questo saggio è una risposta al suo pamphlet, una sorta di eco a Eco per constatare quanto possa essere opinabile la sua interpretazione. Giacché, sempre a suo dire, «l'Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti (e) il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l'indice su ognuna delle sue nuove forme ogni giorno, in ogni parte del mondo.» Autori: Lodovico Ellena.
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Togliatti Palmiro
La politica di unità nazionale dei comunisti
brossura
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Lenin
Carlo Marx
brossura Un breve ma illuminante saggio del padre della rivoluzione russa. Corredata dalla prefazione di Palmiro Togliatti, questa nuova edizione è un'occasione per riflettere sulla teoria recente dell'Europa e del nostro paese.
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Dante Corneli
Ritorno dal gulag. Memorie del Redivivo tiburtino. Scritti storico-politici di Dante Corneli. Vol. 1
Questo volume e i due che lo accompagnano contengono i testi scritti da Dante Corneli dopo il suo ritorno dalla Russia e dal Gulag. Essi furono autoprodotti e stampati in tipografie della zona di Tivoli, per essere messi in vendita presso edicole locali di giornali e tramite invii postali. Gli originali da noi utilizzati (tranne i quattro volumetti fornitici dalla Biblioteca comunale di Vicovaro tramite la Biblioteca comunale di Bolsena - a entrambe le quali vanno i nostri più vivi ringraziamenti) furono donati personalmente da Dante ad Antonella Marazzi e a Roberto Massari negli anni '70, all'epoca della loro frequentazione a Roma e a Tivoli. II lettore dovrà tener presente che Dante ebbe origini operaie, che non poté proseguire gli studi, che la sua formazione avvenne in gran parte nelle scuole di partito e che trascorse la maggior parte della propria vita in Russia (dentro e fuori il Gulag): un vero e proprio autodidatta bilingue. Ciò si riflette nel ricorso a determinate formule linguistiche, nella discontinuità dei criteri grammaticali, nell'uso improprio di maiuscole e minuscole, nella traslitterazione approssimativa di nomi e termini russi (che invece divenne rigorosamente scientifica negli ultimi volumetti, ad opera evidentemente di altra persona). Tra noi redattori dei tre volumi in cui è raccolta l'opera storico-politica di Corneli (Andrea Furlan, Antonella Marazzi e Roberto Massari) abbiamo discusso su come procedere. Alla fine è prevalsa la decisione di lasciare il testo il più possibile intatto, limitando le correzioni ai più evidenti errori grammaticali, tipografici a di punteggiatura, e mantenendo in gran parte inalterato l'uso incoerente di virgolette e corsivi, di maiuscole e minuscole. In particolare sono stati lasciati come nell'originale (tranne per gli errori troppo evidenti) i nomi di persone, riviste, luoghi, vocaboli russi (questi usati spesso in versione dialettale). Ci è sembrato, infatti, che avrebbe avuto un sapore artificiale e anacronistico dar loro la forma esatta corrente o, per i nomi russi, ricorrere alla traslitterazione scientifica. Questa, invece, è stata da noi utilizzata nell'Indice dei nomi. Abbiamo fatto eccezione solo per la grafia del nome Trotsky che, come i nostri lettori sanno, dovrebbe essere scritto sempre in questo modo sia per criteri editoriali sia perché egli stesso chiese che così fosse. Le note senza altra indicazione sono dell'Autore e non sono state modificate. Autori: Dante Corneli. Curatori: Andrea Furlan.
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Dante Corneli
Italiani vittime di Togliatti e dello stalinismo. Scritti storico-politici di Dante Corneli. Vol. 2
Questo volume e i due che lo accompagnano contengono i testi scritti da Dante Corneli dopo il suo ritorno dalla Russia e dal Gulag. Essi furono autoprodotti e stampati in tipografie della zona di Tivoli, per essere messi in vendita presso edicole locali di giornali e tramite invii postali. Gli originali da noi utilizzati (tranne i quattro volumetti fornitici dalla Biblioteca comunale di Vicovaro tramite la Biblioteca comunale di Bolsena - a entrambe le quali vanno i nostri più vivi ringraziamenti) furono donati personalmente da Dante ad Antonella Marazzi e a Roberto Massari negli anni '70, all'epoca della loro frequentazione a Roma e a Tivoli. II lettore dovrà tener presente che Dante ebbe origini operaie, che non poté proseguire gli studi, che la sua formazione avvenne in gran parte nelle scuole di partito e che trascorse la maggior parte della propria vita in Russia (dentro e fuori il Gulag): un vero e proprio autodidatta bilingue. Ciò si riflette nel ricorso a determinate formule linguistiche, nella discontinuità dei criteri grammaticali, nell'uso improprio di maiuscole e minuscole, nella traslitterazione approssimativa di nomi e termini russi (che invece divenne rigorosamente scientifica negli ultimi volumetti, ad opera evidentemente di altra persona). Tra noi redattori dei tre volumi in cui è raccolta l'opera storico-politica di Corneli (Andrea Furlan, Antonella Marazzi e Roberto Massari) abbiamo discusso su come procedere. Alla fine è prevalsa la decisione di lasciare il testo il più possibile intatto, limitando le correzioni ai più evidenti errori grammaticali, tipografici a di punteggiatura, e mantenendo in gran parte inalterato l'uso incoerente di virgolette e corsivi, di maiuscole e minuscole. In particolare sono stati lasciati come nell'originale (tranne per gli errori troppo evidenti) i nomi di persone, riviste, luoghi, vocaboli russi (questi usati spesso in versione dialettale). Ci è sembrato, infatti, che avrebbe avuto un sapore artificiale e anacronistico dar loro la forma esatta corrente o, per i nomi russi, ricorrere alla traslitterazione scientifica. Questa, invece, è stata da noi utilizzata nell'Indice dei nomi. Abbiamo fatto eccezione solo per la grafia del nome Trotsky che, come i nostri lettori sanno, dovrebbe essere scritto sempre in questo modo sia per criteri editoriali sia perché egli stesso chiese che così fosse. Le note senza altra indicazione sono dell'Autore e non sono state modificate. Autori: Dante Corneli. Curatori: Antonella Marazzi.
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