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F. DAMBROSIO E. BADARACCO M. BUSCAGLIA A CURA DI
DONNA SALUTE E LAVORO
PRESENTAZIONE DI CARLO POLLI GABRIELE MAZZOTTA 1975 277 PP. NUMERO DI CATALOGAZIONE A BIRO IN ANTIPORTA (1572), SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO
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NAPOLEONE COLAJANNI
UN PROGRAMMA MIGLIORISTA
SUGARCO EDIZIONI 1988 173 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, EVIDENTI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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ANNA PAVONI ANTONIO TURCO
L'ARCIPELAGO CARCERE
SUGARCO EDIZIONI 1986 141 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, EVIDENTI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI Soggetti: Reclusione, Biografie, Detenuti, Carceri, Italia, Esperienze, Testimonianze, Interviste, Condannati, Carcere, Prigione, Inchieste, Reportage, Dietro le sbarre, Napoli, Poggioreale, Condizioni, Cultura carceraria, Degrado, Interessi, Psicologia, Punizione, Funzione educativa, Droga, Malavita, Criminalità, Sezione penale, Ergastolo, Carcerati italiani, Anni Settanta, Anni Ottanta, Identità, Speranza, Teatro, Penitenziari, Libri Vintage, Fuori catalogo, Carcere minorile, Donne, Omicidio, Giovani, Delitto d'onore passionale, Comunità, Poesia, Lettere, Comunicazione, Solidarietà, Imprisonment, Biographies, Prisoners, Prisons, Italy, Experiences, Testimonials, Interviews, Sentenced, Prison, Behind Bars, Naples, Conditions, Prison Culture, Degradation, Interests, Psychology, Punishment, Educational Function, Drugs, Underworld, Crime, Criminal section, Life imprisonment, Italian prisoners, Seventies, Eighties, Identity, Hope, Theater, Penitentiaries, Books out of print, Investigations, Juvenile Prison, Women, Murder, Young, Passionate honor crime, Community, Poetry, Letters, Communication, Solidarity, Historical and Political studies, Social Studies, History
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a cura di Gianfranco Bertolo e Dario Marastoni, IN COLLABORAZIONE CON Centro ricerche e studi sindacali, FIOM Milano
LE LOTTE DEI METALMECCANICI MILANESI CRONOLOGIA DAL 1945 AL 1979
VANGELISTA 1981 329 PP. FONDO DI MAGAZZINO: NEL CELLOPHANE EDITORIALE
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BRUNO MAROLO
NELL'INFERNO LIBANO
SUGARCO EDIZIONI 1986 243 PP. FONDO DI MAGAZZINO: EVIDENTI FIORITURE ALLE PRIME PAGINE, SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI.
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SERGIO DE GREGORIO
TORTORA MORIRE D'INGIUSTIZIA
NICOLA DE DOMINICIS EDITORE 1988 197 PP. TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA ALL'ANTIPORTA, EVIDENTI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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INNOCENZO CERVELLI
I CATTOLICI DALL'UNITà ALLA FONDAZIONE DEL PARTITO POPOLARE
CAPPELLI 1969 217 PP. FIRMA DI APPARTENENZA IN ANTIPORTA, SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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GAVINO LEDDA
PADRE PADRONE L'EDUCAZIONE DI UN PASTORE
FELTRINELLI 1977 226 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, FIORITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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Francesco Paolo Cerase
L'analisi delle competenze nel lavoro amministrativo
Franco Angeli 2002 156 PP. FONDO DI MAGAZZINO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. Nel corso degli ultimi vent'anni il lavoro svolto nell'ambito delle pubbliche amministrazioni ha subito un cambiamento profondo. Le modificazioni delle modalità di organizzazione dell'attività amministrativa in cui tale cambiamento si è tradotto - in particolare quelle indotte dall'adozione dei principi del new public management - sono state oggetto di una gran mole di studi e ricerche. Minore attenzione, tuttavia, è stata dedicata all'analisi di come cambiano nella pratica quotidiana anche le competenze richieste ai pubblici dipendenti ed in particolare ai managers pubblici. Ed è proprio questa la questione posta al centro del lavoro che qui si presenta. Più specificamente, assunta la competenza come un costrutto che attiene ad un tempo all'insieme degli attributi del lavoro e delle caratteristiche del lavoratore (conoscenze, skill, attitudini, stili di lavoro), si è svolta un'indagine empirica presso alcuni uffici delle entrate e se ne sono analizzati i risultati. Francesco Paolo Cerase è docente di Sociologia economica nell'Università di Napoli Federico II. Ha condotto numerosi studi e ricerche sui cambiamenti dell'organizzazione e del lavoro nella pubblica amministrazione. Tra le pubblicazioni cui ciò ha dato luogo si ricordano i volumi Pubblica amministrazione. Un'analisi sociologica (1998) e La nuova dirigenza pubblica. Esperienze e percorsi di una riforma (a cura di) (1999). Indice Francesco Paolo Cerase , Competenze e cambiamenti organizzativi nel governo delle pubbliche amministrazioni (Sviluppi recenti nel processo di governo delle amministrazioni pubbliche; Cambiamenti organizzativi conseguenti; Implicazioni e conseguenze per le competenze nella pratica amministrativa; Una ricerca sui contenuti e sulle competenze del lavoro in tre uffici delle entrate) Domenica Farinella , Il dibattito sulle competenze: contenuti, rappresentazioni, approcci (I "perché" della competenza; Alla radice del costrutto: competenza e razionalismo; La competenza disgelata: costruttivismo e fenomenologia; Conclusioni) Domenica Farinella , L'analisi delle competenza attraverso i sistemi di informazione sulle professioni (L'esigenza di revisione dei sistemi di informazione sulle professioni; Il ROME: obiettivi e struttura; O*NET, nascita ed obiettivi; L'antenato di O*Net: il DOT ed i suoi limiti; Il passaggio dal DOT ad O*Net ed i tre postulati del nuovo "Occupational Network"; La struttura di O*Net: il Content Model; Le "windows" del Content Model; Worker Characteristics; Worker Requirements; Occupation Requirements; Experience Requirements; Occupation Characteristics; Occupation Specific Requirements, Task; Related Occupations; I prodomi di O*Net: la metodologia dei sistemi di analisi descrittivi e di quelli enumerativi; La raccolta dati in O*Net: il Data Collection Program; I questionari; Le scale di misurazione e la revisione del prototipo; Il campionamento; Conclusioni) Francesco Paolo Cerase , Contenuti e competenze del lavoro amministrativo (Introduzione; Differenze di importanza tra variabili; Differenze tra impiegati e dirigenti) Domenica Farinella , Competenze e profili lavorativi (Obiettivi ed impostazione dell'analisi; L'analisi; La griglia di lettura; Il primo fattore: orientamento all'innovazione; Il secondo fattore: atteggiamento sul lavoro; Conclusioni) Francesco Paolo Cerase , Competenze amministrative e managerialismo (Il problema: come e perché cambiano le competenze; Ambivalenza e fratture nell'orientamento all'innovazione; Pragmatismo nell'atteggimento verso il lavoro; Per concludere) Appendice metodologica (La costruzione del questionario; Il campione; Il pretest; La modifica dei questionari per la loro somministrazione ai dirigenti; Le interviste ai dirigenti; "Attività lavorative", "Conoscenze", "Skill", "Attitudini" e "Stili di lavoro": definizioni)
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WILLIAM S. SCHLAMM
I GIOVANI SIGNORI DELLA VECCHIA TERRA DEL NUOVO STILE DEL POTERE
EDIZIONI DEL BORGHESE 1965 228 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO
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LUIGI EINAUDI
IL BUONGOVERNO
PREMESSA DI MASSIMO L. SALVADORI, NOTA ALLA PRIMA EDIZIONE DI ERNESTO ROSSI LATERZA 1973 2 VOLUMI, RISPETTVAMENTE XXXI-384 E XVIII-387-691 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLE COPERTINE DI ENTRAMBI I VOLUMI, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI. Sono qui raccolte le pagine più significative di Luigi Einaudi, grande intellettuale liberale, su argomenti ancora al centro del dibattito politico: le leggi tributarie, la burocrazia, gli scioperi, la scuola, l'unità europea, i prezzi, la riforma agraria, la disoccupazione, le tempeste monetarie, la libertà di stampa. Nato a Carrù (Cuneo) nel 1874, Luigi Einaudi si spense a Roma nel 1961. Professore universitario dal 1902, alternò la pubblicazione di studi severi di scienza economica con l'intervento militante giornalistico sulle colonne della Stampa» prima, e del Corriere della Sera poi, fino al 1925. Governatore della Banca d'Italia dal 1945 al 1948, ministro del Bilancio dal 1947, fu Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955.
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AGNES HELLER
PER CAMBIARE LA VITA INTERVISTA DI FERDINANDO ADORNATO
EDITORI RIUNITI 1980 237 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Chi è Agnes Heller e perché si parla tanto di lei? Qual è il vero significato della sua «teoria dei bisogni»? Nata dall'interesse, dagli interrogativi, dalle polemiche che l'opera della pensatrice ungherese ha suscitato in Italia, questa intervista è destinata ad alimentare nuove discussioni nella sinistra. Vi si ritrovano, infatti, tutti i maggiori problemi dell'attuale travaglio politico e culturale: dai caratteri della crisi capitalistica allo stato del marxismo, dal rapporto con l'eredità dell'Ottobre, e il pensiero di Lenin al giudizio sulle società dell'Est. Lungo questo tracciato Agnes Heller viene a confronto con le posizioni di alcuni tra i più noti esponenti dell'intellettualità europea, Althusser e Habermas, Sartre e Deleuze. Particolarmente suggestive sono le riflessioni dedicate a Lukács, il maestro al quale si richiamano, sia pure criticamente, la Heller e gli altri filosofi della «scuola di Budapest». Nella parte finale dell'intervista vengono in primo piano i temi della vita quotidiana. Una rigorosa esigenza etica ispira le analisi degli orientamenti giovanili, del femmini- smo, della violenza, alla luce di alcune preoccupazioni fondamentali: quale rapporto si istituisce tra felicità e libertà? Quale destino aspetta l'individuo nella società contemporanea? Si può, sulla base dell'ideale socialista, formulare un programma per « cambiare la vita »? Ferdinando Adornato (1954) è stato dirigente della Federazione giovanile comunista e direttore del settimanale La Città futura. Ha collaborato a diversi quotidiani e settimanali. È attualmente redattore dell'Unità. SOGGETTI: DIALETTICA, UNGHERIA, SCUOLA DI BUDAPEST, SOCIOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA, ETICA, TEORIA DEI SENTIMENTI, OMEOSTASI, HEIDEGGER, ONTOLOGIA, ESSERE SOCIALE, MARX, ENGELS, PCUS, PROLETARIATO, SCUOLA DI FRANCOFORTE, HEGEL, GEHLEN, NIETZSCHE, HUSSERL, COSCIENZA, ROVATTI, SECONDA, TERZA INTERNAZIONALE, SOCIALDEMOCRAZIA, RIVOLUZIONE
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SILVESTRO PRESTIFILIPPO
MAFIA: QUARTA ONDATA
GUIDA EDITORI 1974 186 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI Mafia: quarta ondata rivela i retroscena di alcune tra le più clamorose e feroci vicende di sangue e di violenza tra il 1968 ed il 1974; racconta le biografie di tutti i più noti capi dell'organizzazione criminale e di alcune famiglie tipiche della società mafiosa e per la prima volta consente l'articolazione ragionata di una mappa della« associazione nelle diverse città e nelle varie regioni italiane con i loro riferimenti con l'estero. Traccia un profilo del personaggio mafioso, delle sue vocazioni, della sua estrazione e dei suoi obbiettivi cogliendolo nel suo ambiente ed obbiettivandolo nella storia della sua città, della sua regione e della sua gente. Ricostruisce la vicenda degli assassini di Giuliano e di Pisciotta e quella che vide il mondo politico italiano e internazionale interessato e chiamato in causa- dal separatismo siciliano e dalla mafia tra il '44 e il '47. Il libro ripercorre, infine, gli itinerari più misteriosi e spesso più ambigui e crudeli dei maggiori boss delle nuovissime leve, penetrando a fondo nel loro mondo, nei loro interessi, nelle loro trame, con tutto il pesante bagaglio delle corruzioni e delle convivenze che hanno fatto della mafia un potere parallelo . Droga, contrabbando di armi, di donne, di valuta, di preziosi; sequestri di persona, lotta tra le cosche e convergenze tra i vertici anche a livello politico, permanente aderenza alla realtà di questi anni affannosi in una atmosfera di intrigo e di mistero, conferiscono al racconto sempre puntualmente documentato, il valore di una drammatica tranche di storia del nostro tempo. Silvestro Prestifilippo è giornalista e scrittore, è stato anche regista nel- l'immediato dopoguerra. Ha realizzato molti documentari e alcuni films. Da 14 anni è redattore viaggiante de I Mattino e collabora con quotidiani italiani e stranieri (da 6 anni col Daily Mirror) e con diversi periodici. Ha pubblicato: Il tempo e la memoria (Milano 1955): Un mare d'ombra (R. col sud (Messina 1961); Tramonto di un personaggio (Messina 1964); Vendo fantasmi (R. Cal. 1973). 1958); Una stagione per morire (Messina 1960). Parole e frasi comuni Antonino arrestato assassinato assolto attività avrebbe bandito Barbera Bari boss Buscetta carabinieri casa De Maria cattura Cavatajo certo Ciaculli clamorosa clan clinica Concetto Gallo contrabbando controllo Corleone Corte di Assise cosche crimine custodia precauzionale delinquere delitto droga eliminato erano esponenti famiglia figlio Francesco Frank Coppola fratello Gaspare Pisciotta Gerlando Alberti giornalista giorno giugno Greco Giuseppe gruppo insufficienza di prove latitante Luciano Liggio Lucio Tasca luglio luogotenente mafia mafioso maggio magistrato magistratura mandanti Mattarella Mauro Mauro De Mauro mente Milano misterioso misura di prevenzione monarchico nata a Palermo Navarra nuovissima mafia omicidio organizzazione Palermo Parenze Partinico personaggi personale Piddu Pietro Scaglione Placido Rizzotto politico polizia presidente presunto processo Procuratore generale proprio quarta ondata questore rapporto Repubblica responsabilità Riina ritenuto ruolo Salvatore Giuliano sarebbe Scaglione sentenza sequestro di persona Sicilia siciliana sorveglianza speciale sparato strage di Portella Tommaso Buscetta traffici Tribunale di Palermo trova ucciso vertici vicende viene zona
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FRANCESCO CUNDARI
DéJà VU DEJA VU
IL SAGGIATORE 2018 124 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Dove si raccontano venticinque anni dell’interminabile guerra della sinistra italiana, le sue innumerevoli contraddizioni, i suoi mutevoli personaggi e si chiarisce come questa storia non ha un né inizio né fine: non conosce alcuno sviluppo, alcuna evoluzione, alcun cambiamento. È un magma. O, se preferite, un girotondo. «Sebbene le vicende qui narrate siano ancora in pieno corso, esse sono al tempo stesso, inesora- bilmente, già accadute. Stiamo parlando di quel controverso processo che si usa chiamare ora riunificazione della sinistra, ora ricomposizione, ora più solennemente rinascita, ricostruzione, rifondazione. E che forse dovremmo definire, più esattamente, ricreazione.» In Italia, quasi tutti i giorni muore un partito. In Italia, quasi tutti i giorni nasce un nuovo movimento. È difficile votare due volte di fila lo stesso simbolo, lo stesso schieramento, lo stesso leader. Essere di sinistra, in Italia, è un inferno. Cosa direbbe Freud, vedendo che oggi sono i padri, più o meno nobili, a ribellarsi a figli ingrati e rottamatori? E cosa direbbe Nietzsche di fronte all’eterno ritorno di una storia sempre diversa e sempre uguale a se stessa? Déjà vu ripercorre l’infinita notte dei lunghi coltelli della sinistra in un unico, abrasivo racconto. Sviscera i risentimenti personali, le vendette tardive, le inimicizie implacabili che hanno trasformato l’area progressista in un terreno radioattivo, una gioiosa macchina da guerra in un plotone d’esecuzione. Ricostruisce una storia che si ripete identica da venticinque anni, come un girotondo. Una storia fatta di vittorie effimere e sconfitte brucianti, di partiti che si riproducono per meiosi, di leadership deboli e vendette di palazzo. Una storia che sta accadendo di nuovo. Adesso. Francesco Cundari è nato a Roma. Ha scritto per Il Riformista, Il Foglio e l’Unità e pubblicato Comunisti immaginari (Vallecchi, 2009) e Manuale del giovane turco (Editori Internazionali Riuniti, 2012).
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EVA FIGES
IL POSTO DELLA DONNA NELLA SOCIETà DEGLI UOMINI LE RADICI SESSUALI ECONOMICHE RELIGIOSE PSICOLOGICHE SOCIALI DI UNA RIVOLTA
FELTRINELLI 1977 246 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO Avrebbe mai potuto una donna affrescare la Cappella Sistina, sopportare quelle fatiche, quel tormento fisico? E perché no? Perché il "sesso debole" è diventato debole? O perché il "sesso forte" è diventato forte? E, ad ogni modo, da dove nasce la distinzione extra-fisiologica tra un sesso e l'altro? Quali sono le cause storiche dell'asservimento della donna, schiava dell'uomo anche se donna angelicata, anche se onorata e venerata come madre affettuosa e sposa fedele? I libro di Eva Figes è forse la prima analisi rigorosa di una precisa vicenda storica le cui origini si perdono nei tempi preistorici, ma il cui svolgimento è sotto i nostri occhi, in tutte le manifestazioni oggettive di un patriarcato millenario che, tra i suoi patetici campioni, annovera personalità come quelle di Milton, di Rousseau, di Shopenhauer, di Fichte, di Freud. E, ahimè!, anche quella del macellaio Hitler. Questo libro è uno dei testi fondamentali di un discorso che sta appena nascendo. La trattazione della Figes è un punto di arrivo in quella che appare a prima vista come una polemica millenaria sempre aperta, ma è anche un punto di partenza sul nuovo terreno della soluzione definitiva, con lo smascheramento di certe posizioni di comodo truccate da categorie universali. Mette a nudo, rimuovendo la vernice ideologica del patriarcato, i motivi materiali ed economici di una I unga oppressione, contro la quale lottano le avanguardie di un movimento che in un breve periodo potrebbe assumere dimensioni decisive per il futuro anche politico del sistema capitalistico. Questo libro è la sintesi logica di ciò che è accaduto e di ciò che sta per accadere alla donna, all'essere che fino a oggi non è stato che un'espressione zoologica: la femmina dell'uomo. Eva Figes, nata a Berlino nel 1932, si trasferì in Inghilterra nel 1939 e qui vive tuttora. È lettrice di inglese all'Università di Londra, autrice di numerosi romanzi, fra cui Winter Journey che vinse il premio Guardian 1967.
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ITALO IOZZOLINO
LA LIBIA GEOPOLITICA E GEOECONOMIA TRA MONDO ARABO, AFRICA E MEDITERRANEO
GIAPPICHELLI 2003 IX-215 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO È assai raro che uno Stato con meno di sei milioni di abitanti abbia fatto e faccia tuttora tanto parlare di sé. La Libia c'è riuscita. Per merito (o per colpa) del suo leader, di quel Gheddafi che mantiene le redini del potere ininterrottamente dalla rivoluzione del 1969. Tale sovraesposizione mediatica ha portato alla costruzione di stereotipi e di luoghi comuni che a lungo hanno pesato sull'immagine internazionale del Paese e sulle sue relazioni con l'Occidente. La Libia di oggi cerca di voltare pagina. Dopo la sospensione delle sanzioni impostele dalle Nazioni Unite per il coinvolgimento in drammatiche vicende terroristiche, si presenta come un paese in transizione verso un'economia di mercato, che cerca di ritagliarsi un ruolo chiave, da un lato, nell'arginare il dilagante integralismo islamico e, dall'altro, nella costruzione di una casa comune africana. Un ruolo, questo, fortemente auspicato dall'Italia, da sempre partner privilegiato, economico più che politico, di Tripoli. ITALO lOZZOLINO, dottore di ricerca in Geografia Politica all'Università di Trieste, è attualmente titolare di un assegno di ricerca presso il Dipartimento per l'Analisi delle Dinamiche Territoriali e Ambientali dell'Università Federico Il di Napoli. I suoi studi affrontano temi di geopolitica, con particolare riguardo al bacino del Mediterraneo ed all'area mediorientale, e di geografia urbana e organizzazione territoriale, con ricerche condotte sul Mezzogiorno e sullo sviluppo delle aree interne.
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TULLIO D'APONTE A CURA DI
IL CAVALLO DI TROIA DISAGIO SOCIALE, POLITICHE CARENTI, MARGINALITÀ DIFFUSA NELLO SVILUPPO TERRITORIALE DELLA CAMPANIA
INTERVENTI E SAGGI DI Vittorio Amato, Teresa Amodio, Massimiliano Bencardino, Gian Luigi Bocchetta, Francesca Cerisano, Miriam Di Fraia, Marcello D’Anna, Viviana D’Aponte, Anna Maria Frallicciardi, Maria Laura Gasparini, Rocco Guerriero, Daniela La Foresta, Ernesto Mazzetti, Mariagiovanna Riitano, Giovanna Russo ARACNE EDITRICE 2009 300 PP. SEGNI DEL TEMPO, CENNO DI PIEGA AL MARGINE ANGOLARE DELLA QUARTA DI COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO Come nel ventre di un simbolico Cavallo di Troia, la condizione di marginalità diffusa, che affligge larga parte del territorio regionale, s’insinua, in varie ed articolate forme, nel tessuto vitale e maggiormente competitivo della Campania, ritardandone e distorcendone le dinamiche di sviluppo virtuoso.Attraverso saggi tematici, riferiti a diversi ambiti sub–regionali, questo vincolo frenante si palesa nelle sue molteplici realtà geopolitiche. INDICE Tullio D’Aponte Presentazione. Oltre la logica parametrica dei divari (pag. 7-10) Tullio D’Aponte Per un approccio “geopolitico” al tema della marginalità territoriale (pag. 11-70) Daniela La Foresta Competitività territoriale e occasioni di sviluppo (pag. 71-86) Vittorio Amato Conflitti ambientali e territorio. Alcune evidenze dalla crisi dei rifiuti in Campania (pag. 87-106) Ernesto Mazzetti, Giovanna Russo Dalla fabbrica a Gomorra. La trasformazione dell’area orientale di Napoli (pag. 107-148) Francesca Cerisano, Miriam Di Fraia, Marcello D’Anna, Anna Maria Frallicciardi Utopie e realtà nei progetti per lo sviluppo dei Campi Flegrei (pag. 149-170) Maria Laura Gasparini La fascia costiera napoletana tra sviluppo e congestione: l’impatto del turismo sull'ambiente (pag. 171-204) Viviana D’Aponte Pompei un caso di turismo “incompiuto” (pag. 205-222) Mariagiovanna Riitano Le discariche dismesse della città stagionale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Fattori di degrado e priorità degli interventi per il recupero ambientale (pag. 223-250) Massimiliano Bencardino Le discariche dismesse della città stagionale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Linee fondamentali della struttura geolitologica dei siti (pag. 251-262) Teresa Amodio Armatura territoriale, traiettorie di sviluppo e marginalità in Provincia di Salerno (pag. 263-284) Massimiliano Bencardino Il sistema urbano di Benevento (pag. 285-296) Gian Luigi Bocchetta, Rocco Guerriero Cupello: natura, uomo, ambiente. Un caso di sostenibilità ambientale nello sviluppo insediativo (pag. 297-304)
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NORBERTO VALENTINI
LA POLITICA IN CONFESSIONALE I COMPORTAMENTI POLITICI, LA LIBERTà IDEOLOGICA, LA CORRUZIONE, IL DIVORZIO, IL DIAVOLO, IN SEICENTO COLLOQUI AL CONFESSIONALE
BOMPIANI 1974 286 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, BRUNITURE AI TAGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI. "II Sesso in Confessionale" di Norberto Valentini e Clara di Meglio è stato un libro che ha fatto epoca: per l'obiettiva mole di informazione sull'atteggiamento dei confessori verso la sessualità, come per lo scandalo suscitato dal metodo usato dai due autori per violare la tradizionale segretezza del confessionale. Ma proprio questo tentativo di mostrare in piena luce i sistemi di persuasione segreta applicati nell'intimità della confessione è servito a spezzare un tabù secolare, che oggi le stesse autorità ecclesiastiche tendono a mettere in questione. Questo secondo volume, a cura del solo Norberto Valentini, è apparentemente meno scandalistico perché non vi si parla di sesso ma di politica. Ma se il discorso politico sembra meno "segreto" di quello sessuale, non meno grave è il problema di come coloro che orientano la coscienza dei credenti sanno orientarsi sui massimi temi del nostro tempo: l'impegno politico a sinistra, il divorzio, l'aborto, il diavolo, la conciliabilità tra fede cattolica e militanza fascista.. Anzi, se l'imbarazzo del confessore di fronte a questioni che riguardano la sfera sessuale, a cui egli è di fatto estraneo, poteva ancora apparire pateticamente comprensibile, più tragico e "scandaloso" appare in queste nuove interviste lo sgomento che molti direttori di coscienza dimostrano di fronte a questioni su cui dovrebbero rispondere con estrema chiarezza, come ad esempio: chi vota socialista è scomunicato o no? La drammatica amleticità di molti di questi colloqui, più che la dogmatica ottusità di altri, testimonia di un grave stato di crisi dottrinale nel sacerdote che confessa e che è impreparato, roso dai dubbi, privo di argomenti culturali, talvolta genericamente problematico, spesso evasivo... Attraverso questi colloqui si disegna una crisi del clero italiano costretto a prendere posizione sui grandi problemi della vita civile. Si disegna una drammatica situazione educativa che vede vaste masse di cittadini esposte al magistero morale di "maestri" ineducati e spesso diseducanti. Questi colloqui chiamano dunque ogni cittadino, credente o no, a riflettere su una situazione che coinvolge tutta la nostra società.
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ABDON ALINOVI A CURA DI
IL SECOLO BREVE DI MARIO PALERMO
ARTI GRAFICHE BOCCIA EDIZIONI 1990 462 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SOVRACCOPERTA DI BROSSURA UN PO' STANCA E CON QUALCHE TAGLIETTO LUNGO I MARGINI, INTERNI PRESSOCHé PERFETTI Chi era Mario Palermo? E perché l'Istituto Campano di Storia della Resistenza dedica un libro ad un gentiluomo napoletano, avvocato, "figlio d'arte", imparentato con famiglie alto- borghesi, anzi con ascendenze e legami nobiliari? Domande legittime che l'Istituto stesso si è posto: poteva questo "signore", dopo e a causa dell'esperienza sofferta durante la prima carneficina mondiale, divenire un contestatore impavido di Mussolini capo del governo, un fiero combattente antifascista, addirittura un comunista? Si! Lo poteva, lo volle. fece una scelta di vita, rischiosa e affascinante. E non era scritto in nessuna bibbia che i suoi approdi sarebbero stati il governo nazionale ed il Senato della Repubblica della quale era stato un "socio fondatore". Anche a Palazzo Madama, per venti anni, concepì la sua opera come continuazione della lotta per la libertà degli oppressi, la giustizia per gli umili soprattutto della sua dolente Napoli affinché la Repubblica non fosse matrigna per loro. Storici di professione, testimoni autorevoli, documenti inediti conducono il lettore lungo il percorso di una vita che coincide con il "secolo breve" delineato da Hobsbawn. Le pagine qui offerte possono contribuire a comprendere le apparenti contraddizioni: un uomo che non aveva avuto dimestichezza con la lettura de "II Capitale" e con gli scritti di Lenin, un uomo che non rinnegherà mai il magistero di Benedetto Croce, si dedica con fervore e lealtà al Partito Comunista. La memoria rivisitata, mette in difficoltà non solo le abiure di oggi ma anche i facili revisionismi della cultura della “transizione". Ma vi è di più: l'uomo, la sua opera parlano al presente, trasmettono valori validi attualmente. Il primo: quando qualcuno, a capo di un partito o di un governo, proclama la più illiberale delle alternati- ve, “la scelta di campo" ovvero “chi non è con me è contro di me", ad uno spirito libero non resta altra strada che schierarsi radicalmente sulla sponda opposta. Alla lunga, la libertà, gli ideali di pace e di solidarietà umana e civile diventano vincenti. Mario Palermo fu, però, anche un uomo semplice, "alla mano" come si dice a Napoli: sia che conducesse per via Toledo sottobraccio il commilitone straziato dalla guerra, sia che a Poggioreale o nelle aule dei Tribunali levasse la voce in difesa dei perseguitati. Rivestì nello storico momento del riscatto nazionale il grigio-verde del soldato semplice, ma non si sentì mai un eroe. Stare tra gli umili fu per lui un dono che ripagò contrastando le prepotenze e conquistando simpatie, adesioni, rispetto per la causa a cui si era dedicato. A questo volume hanno collaborato: GERARDO AGOSTINI LAURA ALBARELLA ABDON ALINOVI GAETANO ARFĖ ANTONIO BASSOLINO GIOVANNI BISOGNI ARRIGO BOLDRINI ETTORE BONAVOLTA GIOVANNI BRUNO GIULIA BUFFARDI GLORIA CHIANESE GUIDO D'AGOSTINO MANUELA D'AGOSTINO NICOLA DE IANNI FRANCESCO DE MARTINO MICHELE FATICA MARIA TERESA IANNITTO PIETRO LEZZI GERARDO MAROTTA LUIGI MUSELLA GIORGIO NAPOLITANO MAURIZIO VALENZ
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MICHELE CAPASSO
IL VIAGGIO DEL SIGNOR NIENTE
EDIZIONI MAGMA 1994 143 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. È la storia del sindaco di un paese del meridione, San Sebastiano al Vesuvio, Una storia semplice, cui la partecipazione appassionata del figlio-narratore aggiunge sapore familiare. L'autore, pur sospetto di una giustificata, affettuosa indulgenza nei confronti del genitore, non si accontenta della propria esperienza per delineare la personalità del Signor Niente; al contrario si preoccupa di raccogliere testimonianze e documenti per formare un dossier esaustivo sull'opera del padre: sindaco per 35 anni, fino alla morte. Una così lunga vita pubblica del «Signor Niente» testimonia il costante perseguimento di ideali semplici e rari al contempo: il buongoverno, inteso come gestione corretta della cosa pubblica e come tassativa garanzia dei diritti e dei bisogni dei più deboli; la resistenza alle pressioni della criminalità organizzata; il coinvolgimento dell'intera popolazione nelle motivazioni ideali e nelle realizzazioni pratiche dell'amministrazione municipale. Passaggio singolare di questa biografia è costituito dalla creatività di questo sindaco e dalla sua autonomia dalle regole della partitocrazia. Colpisce, in altre parole, il modo con cui il Sindaco risolve i problemi della sua comunità utilizzando il metodo del dialogo porta a porta, della schiettezza anche brutale, e, insieme, del- la rispettosa comprensione dei diritti e delle opinioni altrui. Questa storia è esempio di ciò che un amministratore pubblico può fare quando non smarrisce ideali e valori indispensabili per perseguire l'interesse generale e il bene comune. Si può trasformare un paese distrutto nella «piccola Svizzera del sud»? Si può essere «sindaco a vita» e considerare i propri concittadini l'unica, vera famiglia? Si può dedicare la propria vita al «bene comune»? Si può «ben amministrare» superando interessi particolari? Una risposta in questo libro. È il racconto della vita di un uomo che non si arrende alla lava del Vesuvio. È la storia di un paese attraverso testimonianze, aneddoti, documenti e immagini. MICHELE CAPASSO Napoli 1954. È architetto e ingegnere. Si è dedicato a studi e ricerche per dei beni ambientali e del patrimonio artistico dei centri storici. recupero La sua attività cerca di coniugare innovazione tecnologica e tutela dell'ambiente per una migliore qualità di vita degli spazi. Con questo volume vuole ricordare l'impegno e le realizzazioni di chi gli è stato padre-maestro nel fare per il bene collettivo.
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Alessandro Corneli
Potere e libertà L’antica Arte della politica
Fondazione Achille e Giulia Boroli 2007 256 PP. EDIZIONE FUORI COMMERCIO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Potere e libertà è la continuazione, in questa collana, dei due precedenti saggi Da Berlino a Baghdad e Geopolitica è. Il filo conduttore è l’analisi del potere attraverso i protagonisti e gli argomenti con i quali essi legittimano le loro decisioni. Nei primi due volumi sono stati presi in considerazione principalmente i rapporti internazionali. In Potere e libertà il discorso si sposta sul piano interno, cioè sui meccanismi della politica e della formazione dei suoi processi decisionali, i cui effetti ricadono su tutti i componenti di una comunità politica. La politica è quel segmento di attività sociale in cui alcuni leader e i loro gruppi di sostegno competono per la conquista del potere, a sua volta fondato su diversi principi di legittimità. La competizione riguarda le scelte che interessano una società politica, cioè lo Stato. La conquista del potere serve a trasformare le scelte in decisioni. Poiché per ogni problema esistono soluzioni diverse, motivate da ideologie diverse e in grado di muovere interessi diversi, la politica non potrà né sparire né ridursi a tecnocrazia con soluzioni univoche. Ma proprio perché ci saranno sempre soluzioni alternative, il potere sarà sempre un potere di scelta e quindi dipenderà dal grado di libertà riconosciuto nei diversi sistemi istituzionali. Il volume esamina sinteticamente sistemi politici e forme istituzionali sullo sfondo della crisi di credibilità che i sistemi rappresentativi attuali attraversano in molti Paesi a democrazia avanzata, offrendo spunti di riflessione anche per l’Italia. Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988, con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Da Berlino a Baghdad. Viaggio nella storia che viviamo (Milano 2004); Geopolitica è. Leggere il mondo per disegnare scenari futuri (Milano 2006). Attualmente editorialista de Il Giornale, collabora anche a Il Foglio. Collabora alla Rivista marittima dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group)”.
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GINO MARTINOLI
PRESENTE INQUIETO AVVENIRE INCERTO
I LIBRI DE L'ESPRESSO 1979 237 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, LIEVI BRUNITURE AI AGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI. Mancanza di energia Fame - Inquinamento - Sovrappopolazione È a tutto questo che ci porterà, tra pochi decenni, lo sviluppo socio-economico in atto? O sarà piuttosto la tecnologia, la grande protagonista del futuro, a salvare l'uomo dalla catastrofe che molti futurologhi prevedono per i primi secoli del prossimo millennio? Tutti questi temi sono trattati con larghezza di riferimenti e di documentazione da Gino Martinoli e queste pagine vogliono costituire un tentativo di riassumere e raggruppare una serie di considerazioni fin qui incomplete, frammentarie o troppo spesso specialisti- che. Meditandoci sopra con spirito critico il lettore potrà, speriamo, formarsi un'opinione personale sui grandi problemi di fondo che concernono il nostro "sistema" sociale. Gino Martinoli nato a Firenze il 19 marzo 1901, ingegnere chimico; ha lavorato per 22 anni presso la Olivetti di Ivrea e per 8 anni presso la V. Necchi di Pavia ed ha curato, alla fine degli anni 50, l'installazione della centrale nucleare di Latina. Presidente del Censis è stato membro prima del comitato per le Scienze Economiche e Sociali del C.N.R. e successivamente del Consiglio d'Amministrazione del Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare ha collaborato come esperto all'O.C.D.E. ed all'U.N.D.P. Fra le sue pubblicazioni: «La formazione del lavoro», «L'Università come impresa», «Tecnica, sviluppo economico, scuola», «ll dirigente oggi, un mestiere difficile», «Le previsioni scolastiche. Rendiconto di una esperienza»
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PATRIZIA SALVETTI
GUATEMALA, NASCITA DI UNA DIPENDENZA Politica, economia e società nel Guatemala liberale (1871-1898)
JOUVENCE 2001 249 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Questo libro analizza alcuni aspetti del processo di modernizzazione in Guatemala, dalla rivoluzione liberale del 1871 alla fine del secolo XIX, nei suoi risvolti istituzionali, politici, economici e sociali. La ricerca si incentra in particolare sulle dinamiche, le contraddizioni, i limiti con cui avvenne la transizione da un regime conservatore post-coloniale a un regime liberale oligarchico moderno. Dall'analisi emerge come il modo in cui fu realizzata la costruzione della nuova nazione liberale abbia comportato la prosecuzione della dipendenza dal mercato estero e il mantenimento ed aggravamento della segmentazione sociale ed etnica. Patrizia Salvetti Insegna Storia dell'America Latina presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma. E' autrice di numerose pubblicazioni di storia politica e storia sociale in età contemporanea, in particolare di storia dell'emigrazione italiana nelle Americhe: negli Stati Uniti, in Nicaragua, in Cile, in Argentina. Tra i suoi lavori più recenti: Immagine nazionale ed emigrazione nella Società Dante Alighieri, Roma 1995; La massoneria italiana a Buenos Aires, "Italia Contemporanea" n.214, marzo 1999.
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Giamila Fantuzzi, Sergio Finardi
L'IMPERO DEI MIEI STIVALI CORRISPONDENZE DAGLI USA
Fondazione Alce Nero CIRCOLO IL GRANDEVETRO Jaca Book 2005 247 pp. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. Oggi gli Stati Uniti sono attraversati da una grave ondata regressiva in campo morale, sociale e politico, frutto di un incessante battage mediatico che ha ridato visibilità al vecchio ciarpame falso-patriottico, alla paura dell'Altro, al fondamentalismo religioso, virus sempre latenti nel corpo politico statunitense e che vengono risvegliati ogniqualvolta essi servano a costruire consenso intorno alle avventure militari ed economiche e alle svolte repressive. Sul piano interno, un'opposizione che non riesce a trovare un centro di gravità lascia ampi spazi di manovra a un inaudito attacco ai diritti costituzionali e alle conquiste sociali e del lavoro che trova quotidiana accoglienza in un Congresso i cui membri sono in grande maggioranza legati a filo doppio alle consorterie d'affari della finanza, del settore petrolifero e del settore militare-industriale, quando non ne siano essi stessi membri. Sul piano internazionale, alla competizione mondiale tra i grandi blocchi politico-economici, i ceti dirigenti statunitensi non sanno rispondere altrimenti che con l'avventurismo militare e l'uso spregiudicato delle istituzioni finanziarie internazionali, nel tentativo di acquisire posizioni di forza in attesa del momento in cui i concorrenti – in particolare l'Unione Europea e l'Asia Orientale - passeranno all'incasso politico del potere economico che già oggi sfida quello statunitense su tutti i mercati mondiali. L'attuale deriva reazionaria e militarista degli Stati Uniti ha, tuttavia, una lunga storia alle spalle. Le corrispondenze di questo libro cercano di mostrare debolezze di fondo e genesi di questa deriva e, nel tempo in cui in Europa molta parte della comunità politica vuole ignorarlo, mostrare le perdite in termini di libertà, di diritti, di protezioni sociali e di dignità che l'accompagnano. GIAMILA FANTUZZI e SERGIO FINARDI lavorano negli Stati Uniti dal 1994. Giamila Fantuzzi (Milano, 1964) ba svolto attività di ricerca alla Tufts University di Boston e alla University of Colorado at Denver ed è ora Associate Professor nel Dipartimento di Nutrizione della University of Illinois at Chicago. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici sui meccanismi che regolano la risposta immunitaria e ha curato il volume Cytokine Knockouts (Humana Press, 2003). Sergio Finardi (Cremona, 1950) è uno storico dei sistemi economici strategici, alla cui analisi ha dedicato nell'arco di un trentennio svariati libri e saggi. Negli Stati Uniti ha svolto attività di ricerca nel campo della logistica delle guerre e del commercio di armamenti, con l'appoggio della John D. and Catherine T. MacArthur Foundation di Chicago e di Ploughshares Fund di San Francisco. Con il geografo politico Carlo Tombola ha recentemente pubblicato per Jaca Book Le strade delle armi (2002). Parole e frasi comuni aerei Afghanistan al-Qaida alcuni Alliant Alternative Europa American amministrazione aree aree metropolitane armamenti Armitage assets attività aziende Balcani Bank base BNFL Bush senior candidatura Carey Churchill circa Clinton Commissione compagnie complesso comunità Condoleezza Rice contratti controllo cortina di ferro datori di lavoro Democratici Detroit Difesa dipendenti diritti documenti dollari economico Enron erano estera europei federale finanziare finanziari fondi pensione generale Global governo Gran Bretagna gruppi Guerra Fredda IBRD illegali immigrati industriali internazionale Iraq Kissinger Lake livello Lockheed Lockheed Martin maggiori mente mercati miliardi di dollari milioni di dollari milioni di persone militare militari mondiale nazista New York Northrop Grumman nucleare nuovo oggi organizzazioni Paesi Pentagono politica popolazione presidente produzione progetto Manhattan programma pubblico radioattive rapporto Raytheon razziale Reagan Rumsfeld ruolo Russia salario scuole servizi segreti settore Sicurezza Nazionale sindacali sindacato sistema società statunitense strategia Systems tale Teamsters Uniti vari Viet Nam voto Walker Washington
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MONICA RUOCCO
L'INTELLETTUALE ARABO TRA IMPEGNO E DISSENSO Analisi della rivista libanese al-Ādāb (1953-1994)
Presentazione di ISABELLA CAMERA D'AFFLITTO JOUVENCE 1999 320 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Si conoscono le diatribe e le querelles degli intellettuali europei o occidentali in genere, U mentre tutto ciò che riguarda il mondo culturale arabo dei nostri giorni viene sempre sommerso da una marea di informazioni che tendono a rappresentarlo come un mondo monolitico, perennemente schiacciato dal peso della religione, e dalla polemica tra modernità e tradizione, ignorando quasi completamente l'esistenza di vivaci confronti e di controversie politiche, ideologiche e, soprattutto, culturali. Ecco dunque l'utilità e l'originalità di questo studio che, attraverso l'analisi di una delle riviste più importanti la cultura araba contemporanea, ripercorre per quaranta anni della recente storia araba, così densi di cambiamenti politici e sociali. Monica Ruocco è dottore di ricerca in Studi sul Vicino Oriente e Maghreb presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Collabora con l'Istituto per l'Oriente "C. A. Nallino" di Roma.
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CARLO MEOLI
RIFONDAZIONE STORIE DI COMUNISTI
PRESENTAZIONE DI ALDO TRIONE, PREFAZIONE DI PAOLO FRANCHI EDIZIONI DELL'IPPOGRIFO 1996 176 PP. FONDO DI MAGAZZINO: NEL CELLOPHANE EDITORIALE "Un tempo i militanti comunisti erano considerati testimoni di una fede, martiri di un'idea, credenti in un dio che ... poi è morto. Quella speranza, intrisa di istanze religiose e spirituali, che ha sorretto il cammino delle classi lavoratrici verso la democrazia e la giustizia, Rifondazione vuol conservarla e proporla alle generazioni future. Sarebbe però fuorviante e ingeneroso ricondurre quel partito a pura testimonianza. Esso è qualcosa di ben più profondo. Nella sua vicenda sono scritti molti nodi irrisolti della nostra democrazia e del nostro sistema istituzionale. Il libro di Carlo Meoli racconta l'avventura di quel partito, narra episodi ... e pone problemi. Su questi bisognerà pure cominciare a dare qualche risposta." (dalla Presentazione di Aldo Trione)
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Angelo Arioli (a cura di)
La lezione negata. Palestina e palestinesi nei libri di testo
Sapere 2000 110 pp. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO Anche il più superficiale lettore di giornali, il più distratto ascoltatore di giornali radio, di telegiornali, avrà sentito parlare almeno una volta dei Palestinesi. Se, minimamente curioso, prova a cercare su una carta geografica una regione col nome Palestina, non la trova; se, per avventura, ancora possiede una vecchia carta geografica, datata a prima del 1948, allora la individua con facilità, per rendersi conto poi, dal confronto tra le due carte, che là dove c'era scritto Palestina ora c'è un altro nome, Israele, anche se le due regioni non collimano perfettamente. Se la sua curiosità non è di facile esaurimento ce n'è abbastanza per porsi una serie di domande: perché esistono ancora dei Palestinesi se non esiste più la Palestina? Perché quella regione cambia nome da Palestina in Israele? forse questo uno dei risultati del processo di decolonizzazione? Analizzando alcuni libri di testo in adozione nei vari ordini e gradi delle scuole italiane viene evidenziato qual è la conoscenza del problema Palestina che si trasmette nuove generazioni Angelo Arioli, Professore di Lingua e Letteratura Araba all'Università di Roma La Sapienza», ha pubblicato ricerche su particolari problemi storiografici del mondo arabo-islamico'in epoca medievale oltre a studi inerenti ai movimenti politici contemporanei dell'area siro-palestinese. INDICE Premessa Presentazione sistematica dei testi parte seconda Proposta per un testo: La Palestina ei Palestinesi parte terza La Palestina e i Palestinesi nei singoli testi Cenni bibliografici Hanno collaborato: Maria Concetta Argentieri, Salvatore Ciccarella, Paola Gargiulo, Roberto Lais, Fernando Peruzzi, Wassim Dahmash.
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CORRADO GUERZONI
LA FACCIA NASCOSTA
LUCARINI 1991 X-162 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, CON ANCORA LA FASCETTA PUBBLICITARIA EDITORIALE, COME DA FOTO. La faccia nascosta è un libro ricavato da esperienze raccontate a viva voce al telefono del 3131. È un libro «confessione» di un’onestà lampante, di un'oggettività feroce, di un buon senso incrollabile, di una diffidenza esemplare per ogni luogo comune, e le figure umane che sono al centro della storia si impongono con una prepotenza tale che l'autore riesce bene o male a fissarle, a masticarle, a svolgerle. Vita vissuta con tutte le incompatibilità più buffe, superate con un'ironia acre, critica, affettuosa, e con un'autoironia gongolante di gioia, qualche volta con un autentico dolore per il disagio offerto da certe situazioni. Se non è un romanzo, è uno dei pochi libri di vita vissuta che ci sia dato di leggere, e che ci fa entrare in tutte le contraddizioni della vita di oggi. Corrado Guerzoni, modenese, sposato con due figli, giornalista, ha iniziato la propria attività a «La Gazzetta di Modena»; ha diretto «Lo studente d'Italia» e «Per l'azione»; dal 1954 in Rai, ha lavorato al Giornale Radio, al Telegiornale; ha diretto per otto anni il settimanale «Radiocorriere Tv»; dal 1977 direttore di Radiodue e dalla sua costituzione di Stereodue, è stato nominato, nell'agosto del 1990, Vice Direttore Generale per la Radiofonia. Dal 1981 al 1990 ha condotto tutti i giorni la trasmissione radiofonica 3131. Collaboratore, per vent'anni, di Aldo Moro, è stato suo Capo Ufficio Stampa e Portavoce nei vari incarichi di partito e di governo. Ha scritto, per la SEI, Il valore della parola che ha ottenuto il Premio Diego Fabbri per la Radiofonia. Per la Lucarini ha pubblicato la raccolta di versi Una striscia di terra, 1990.
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PIETRO GRECO SETTIMIO TERMINI A CURA DI
MEMORIA E PROGETTO UN MODELLO PER IL MEZZOGIORNO CHE SERVA A TUTTO IL PAESE
EDIZIONI GEM 2010 375 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO. L'Italia, è stato detto di recente, è un paese senza bussola. Ha perso la memoria del suo futuro. Le manca un progetto. Persino la sua tenuta come nazione, a centocinquant'anni dalla raggiunta unità, è messa in dubbio. Occorre un progetto. Per il Sud e per tutto il paese. A quarant'anni dalla fondazione dell'Istituto di cibernetica del CNR a opera di Eduardo Caianiello, gli autori del libro colgono «l'occasione non solo per ricordare il passato e proporre un consuntivo dell'attività svolta, ma anche per recuperare la "memoria del futuro" e costruire un progetto, alla luce delle intuizioni dello scienziato napoletano. Eduardo Caianiello è il fisico che ha portato in Italia e nel Sud d'Italia la cibernetica [...] È grazie al suo impulso, per esempio, che Napoli è diventata la prima sezione meridionale dell'Istituto nazionale di fisica nucleare ed è stato lui a creare, sempre a Napoli, una scuola di fisica post-laurea: la Scuola di specializzazione in fisica teorica e nucleare, inaugurata esattamente cinquant'anni fa da Werner Heisenberg. Ma Eduardo Caianiello pensava alla scienza anche come a una leva - alla leva principale per lo sviluppo del Mezzogiorno». E del paese. Pietro Greco Giornalista scientifico e scrittore, è membro del CdA della Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli. È tra i conduttori di Radio3 Scienza della RAI. Collabora con numerosi quotidiani, tra cui L'Unità, e riviste, tra cui Rocca. Dei tanti libri da lui scritti, ricordiamo: Hiroshima. La fisica conosce il peccato (1995), L'origine dell'universo (1998), Evoluzioni. Dal Big Bang a Wall Street, la sintesi impossibile (1999), Einstein e il ciabattino (2001), Pianeta acqua (2004), La città della scienza (2006), Buongiorno prof. Budinich (2007), L'astro narrante (2009), L'universo a dondolo (2010). Con Settimo Termini, ha scritto Contro il declino (2007) e curato L'Italia oltre il declino (2007). Dirige la rivista Scienza e Società ed è condirettore di Scienzainrete. Settimo Termini Ordinario di Informatica teorica all'Università di Palermo, è "affiliated researcher" dell'European Center for Soft Computing, Mieres (Oviedo), Spagna. Fisico di formazione, si è occupato principalmente dei problemi posti dal trattamento dell'informazione incompleta e rivedibile in sistemi complessi, introducendo, tra i primi in Italia, tematiche connesse ai sistemi fuzzy. Fellow dell'International Fuzzy Systems Association, Socio dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Palermo, è condirettore della rivista Lettera matematica Pristem. Ha scritto o curato, tra l'altro, Aspects of Vagueness, Kluwer (1984), con H. J. Skala ed E. Trillas, Imagination and Rigor, Springer (2006) e, con Pietro Greco, L'Italia oltre il declino (2007) e Contro il declino (2007).
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Dionisia Russo Krauss
Geografie dell'immigrazione Spazi multietnici nelle città: in Italia, Campania, Napoli
Prefazione di Ernesto Mazzetti Liguori 2005 XIX-243 PP. DEDICA AUTOGRAFA DELL'AUTRICE ALL'ANTIPORTA, SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Storie di migranti, in un´Italia che ormai, dopo quattro leggi sull'immigrazione e cinque regolarizzazioni, s´avvia a diventare una società multietnica. Accolti prevalentemente nelle città. La geografia dell´immigrazione va studiata approfondendo i dati e scoprendo i segni che testimoniano di una continua dinamica demografica e sociale che nel difficile contesto della Campania acquista caratteri peculiari. Come scrive nella Prefazione Ernesto Mazzetti, tutto questo emerge, con rigore scientifico e limpidezza espositiva, dal lavoro di Dionisia Russo Krauss, giovane studiosa impegnata già da alcuni anni ad analizzare il fenomeno immigratorio nell'ottica e con i metodi della geografia umana. Dionisia Russo Krauss, dottore di ricerca in Geografia Politica (Università degli Studi di Trieste), è attualmente titolare di un assegno di ricerca nel Dipartimento di Analisi delle Dinamiche Ambientali e Territoriali dell´Università “Federico II” di Napoli. È autrice della monografia Sempre meno invisibili. Geografia delle donne immigrate in Italia, oltre che di articoli e saggi sul problema alimentare nei Paesi in via di sviluppo e su aspetti di geografia del turismo e geografia culturale riguardanti, in particolare, le regioni del Mezzogiorno. Prefazione Introduzione Parte I –Il contesto italiano Capitolo primo – Immigrati in Italia Capitolo secondo – Lo spazio di insediamento Parte II – L´esperienza immigratoria in un difficile contesto regionale Capitolo primo – Gli immigrati in Campania Capitolo secondo – La presenza straniera a Napoli Conclusioni Bibliografia Indice delle tabelle e delle figure Indice dei nomi
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Caleb Carr
TERRORISMO Perché ha sempre fallito e fallirà ancora
MONDADORI 2002 211 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO Il terrorismo - balzato con prepotenza alla ribalta della cronaca dopo l'11 settembre 2001 e diventato forse il problema più grave nel mondo di oggi - è considerato da molti un fenomeno soprattutto moderno. Caleb Carr, esperto di storia militare, ci ricorda invece che la pratica di uccidere sistematicamente i civili, come metodo per dissuaderli dall'appoggiare i loro governi, è una costante nella vicenda dei conflitti umani ed è diffusa ovunque sul pianeta. Nell'antichità classica gli eserciti distruggevano le città conquistate, massacrandone gli abitanti, al solo scopo di «terrorizzare» il nemico; nel Medioevo cristiani e musulmani passavano regolarmente a fil di spada intere popolazioni inermi; in epoca moderna monarchi come Luigi XIV teorizzarono l'uso politico dell'eliminazione fisica dei noncombattenti; durante la Guerra civile americana nacque l'eufemismo di «guerra totale» a designare la pratica raccapricciante del generale unionista Sherman di uccidere «ogni uomo, donna e bambino del Sud». Se dall'azione dei governi si passa a quella dei singoli, la violenza politica internazionale legata, a partire dall'Ottocento, al movimento anarchico è da molti interpretata come precedente storico del terrorismo moderno, che però se ne distingue per l'appoggio di cui gode oggi in alcuni paesi sia da parte dello Stato sia di ricchi fiancheggiatori. In uno studio esaustivo che giunge fino ai giorni nostri, Caleb Carr analizza con imparzialità motivazioni, teorie e dati di questo tragico fenomeno che si ripete nei secoli, e vi trova conferma alla sua tesi di fondo, secondo la quale gli esiti del terrorismo si sono sempre dimostrati fallimentari. La tecnica del terrore, infatti, è controproducente: a lungo termine non ottiene il crollo psicologico del nemico, anzi, ne mobilita tutte le risorse di resistenza, ed è proprio per questo che non ha mai conseguito, per quanto materialmente distruttiva e spiritualmente debilitante, successi duraturi. «Il terrorismo non sarà sradicato scendendo a patti con i suoi agenti, né attraverso la loro eliminazione fisica; esso terminerà quando sarà percepito come una strategia e una linea di condotta che non producono nulla se non il fallimento degli ideali che l'hanno ispirato.». Caleb Carr è nato a Manhattan nel 1955 ed è cresciuto nel Lower East Side, dove abita tuttora. Si è laureato in storia alla New York University. Esperto di vicende militari, collabora con «MHQ The Quarterly Journal of Military History», oltre che a «The World Policy Journal», «The New York Times» e «Time». È autore di thriller di successo, tra cui il best seller L'alienista (Mondadori 1994) e L'angelo delle tenebre (Mondadori 1999). «AFFASCINANTE, ACCESSIBILE ANCHE AI NON ESPERTI, QUESTO LIBRO SOSTIENE CHE IL RICORSO AL TERRORE CONTRO I CIVILI HA UNA STORIA LUNGA E CONTROVERSA, MA CHE È UNA STRATEGIA DESTINATA, IN ULTIMA ANALISI, A FALLIRE.» «PUBLISHERS WEEKLY» «UN LIBRO APPASSIONATO CHE ABBATTE I CONFINI POLITICI, OFFENDE E PROVOCA, STIMOLA E INVITA A RIFLETTERE. UN'INTERPRETAZIONE NUOVA E ORIGINALE DI UN PROBLEMA ANTICHISSIMO.» «CHICAGO SUN-TIMES»
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Leonardo Palmisano
Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia
con un saggio introduttivo di Enzo Persichella PALOMAR 2006 150 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO. Il libro affronta analiticamente il fenomeno delle immigrazioni in una realtà diversificata come quella della Puglia, a partire dai dati ufficiali e da una serie di interviste condotte in profondità nella città di Bari.A formare l'universo migratorio concorrono diversi gruppi di immigrati che hanno fatto di questa regione una terra di passaggio prima, di graduale sedentarizzazione poi. Rintracciare le cause del fenomeno non è operazione semplice: "prima accoglienza" e "integrazione sociale" non sono sinonimi, ma concetti cardine da coniugare all'interno delle agenzie sociali dove gli immigrati sono maggiormente coinvolti. LEONARDO PALMISANO è dottore di ricerca in Demografia ed Economia delle Grandi Aree Geografiche (Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee) e collabora da tempo con la cattedra di Sociologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari.
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AUTORI VARI AA. VV.
QUESTIONE CATTOLICA E MOVIMENTO CATTOLICO
QUESTIONE CATTOLICA E MOVIMENTO CATTOLICO Rodolfo Balzarotti, Francesco Botturi, Rocco Buttiglione, Giuseppe Folloni, Daniele Forti, Massimo Guidetti, Santino Langé, Diego Meroni, Angelo Scola Jaca Book 1976 XVII-215 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO INDICE ISTRA: Istituto di Studi per la Transizione Nota introduttiva Lettera a degli amici I cattolici e la politica. Alcune premesse critiche di Angelo Scola La fede in Gesù Cristo, orizzonte di ogni gesto del cristiano Communio: principio organico della materialità dell'esistenza Chi è il soggetto La soggettività del cristiano nel mondo La questione dell'integrismo La questione della liberazione Alcune precisazioni Analisi Note su Movimento Cattolico e «mondo moderno» di Francesco Botturi Premessa Il problema della modernità nel cattolicesimo liberale Tesi e programmi dell'intransigentismo Fine dell'Opera dei Congressi e la crisi modernista Alcuni giudizi della cultura laica del tempo sul modernismo Ipotesi di lavoro Partito popolare, Università cattolica e Democrazia Cristiana Appunti sull'anti-moderno di J. Maritain Problemi Folklore, cultura popolare e opinione pubblica di Rodolfo Balzarotti; Parlar di popolo di Massimo Guidetti Riferimenti bibliografici Riforme e nuovo modello di sviluppo: per una riproposizione del problema di Giuseppe Folloni e Diego Meroni La fragilità dell'attuale posizione dominante La politica delle riforme Vecchio e nuovo modello di sviluppo Note critiche Per una riproposizione del problema In margine al dibattito di politica economica nei primi anni del dopoguerra (1943-1947) di Daniele Forti Premessa I liberali I cattolici Comunisti e socialisti La comunità locale, soggetto attivo delle trasformazioni dello spazio di Santino Langé Diritto alla città e lotte urbane: dimensione della transizione Una terminologia che cambia Le istanze storiche della lotta urbana L'istanza del soggetto e la sua reale possibilità di articolazione nella preminenza dell'urbano Il riformismo come prassi di negazione del soggetto Il giudizio storico dei cattolici sui fatti urbani 1950-1969 Ipotesi alternative: il ruolo della comunità locale Il luogo dell'identità della comunità locale Riflessioni sulla collocazione del Movimento Cattolico nella società italiana di Rocco Buttiglione ISTRA Istituto di Studi per la Transizione È stato fondato nel 1972 da un gruppo di docenti e ricercatori di scienze umane. L'attività dell'Istituto contempla una scuola interna (si tratta della «Scuola Istra» di cui la presente pubblicazione riporta una sessione di lavoro) e una serie di corsi di specializzazione post-universitaria centrati su questioni riguardanti le basi strutturali e ideologiche della società attuale. Creato e sostenuto in particolare da un gruppo di cristiani, l'Istituto svolge un lavoro teologico e filosofico a partire da un'esperienza di comunione vissuta all'interno dei fenomeni e delle contraddizioni economiche, sociali e culturali in atto. Attraverso studi e ricerche politiche, economiche, urbanistico-territoriali, sociologiche e storiche, ne analizza la natura e le dinamiche e tenta di individuare gli spazi per un loro superamento.
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MARCELA GIOVENE
GLI SBOCCHI PROFESSIONALI DEI LAUREATI IN SCIENZE POLITICHE
PRESENTAZIONE DI TULLIO D'APONTE EDITORIALE SCIENTIFICA ES 1997 158 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI
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Mario Deaglio, Giorgio S. Frankel, Pier Giuseppe Monateri, Anna Caffarena
Il sole sorge a Oriente
GUERINI E ASSOCIATI, in collaborazione con Centro di Ricerca e Documentazione "Luigi Einaudi", Lazard 2005 XII-274 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Dalle torri gemelle di New York alla "grande torre" di Shanghai. Oltre metà della crescita del 2004 si realizza nel Sud-est asiatico: ciò accade per la prima volta dalla rivoluzione industriale e capovolge i rapporti di base nella forza economica dei paesi e dei blocchi. A cambiare il mondo è anche la debolezza america Il volume parte da una considerazione non solo geo- grafica, ma anche geopolitica. Oltre metà della crescita del 2004 si realizza nel Sud-est asiatico: ciò accade per la prima volta dalla rivoluzione industriale e capovolge i apporti di base nella forza economica dei paesi e dei blocchi, anche se all'Occidente rimangono notevoli vantaggi tecnologici, militari e politici. A cambiare il mondo è anche la strategia politica ed economica degli Stati Uniti, la loro evoluzione giuridico-istituzionale, i tentativi di esportare quel sistema al resto del mondo. C'è però una debolezza americana: e questa deriva, oltre che da una congiuntura dubbia, dall'incapacità di imporre ordine nei prezzi delle materie prime - in particolare del petrolio - intrecciata a quella di imporre un ordine politico-militare in Medio Oriente. L'Europa, vissuta ai margini del sistema globale degli anni Ottanta-Novanta, propone oggi una sfida, che emerge nei tentativi di riforme dell'autunno 2004: coniugare solidarietà ed efficienza, proponendo un benchmark per il mondo, cosi come l'euro si propone quale moneta di riserva in parziale alternativa al dollaro. E l'Italia? Partendo dai risultati ormai acquisiti che parla- no di una vulnerabilità dell'industria italiana, sovrapposta a una più vasta debolezza del paese, si segue un percorso insolito per andare alle radici del «male italiano, e cercare di scoprire se, come dice un vecchio adagio inglese, esistano dei bordi d'argento alla nuvola nera. Mario Deaglio insegna Economia internazionale presso l'Università di Torino ed è editorialista de La Stampa. Giorgio S. Frankel, giornalista professionista, si occupa di Medio Oriente, petrolio e industria aerospaziale. Collabora a II Sole 24 Ore. Pier Giuseppe Monateri insegna Diritto civile presso l'Università di Torino, Diritto europeo alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e Analisi economica del diritto all'Università Bocconi di Milano. Anna Caffarena insegna Scienza politica e Relazioni internazionali presso l'Università di Teramo. Dirige Biblioteca della libertà, la rivista del Centro Einaudi.
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Francesca Tacchi
EVA TOGATA Donne e professioni giuridiche in Italia dall'Unità a oggi
Prefazione di Rita Sanlorenzo UTET 2010 XXX-225 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Di una massiccia e qualificata presenza delle donne italiane nel mondo delle professioni giuridiche si può parlare negli ultimi quindici anni, con una decisa femminilizzazione dell'avvocatura e della magistratura, per quanto non ai loro vertici. Molte opportunità di lavoro oggi considerate quasi “naturali" sono il frutto di un lungo e faticoso percorso, fatto di esclusioni, inclusioni, nuove esclusioni e re-inclusioni, andate di pari passo con la progressiva e incerta definizione della capacità giuridica della donna, alla quale è stato a lungo negato il "diritto" di accedere a professioni e carriere congrue con il titolo di studio. Seguendo un arco cronologico che dall'Unità arriva ai giorni nostri, sono qui ripercorse le varie tappe di questo processo, segnato dall'ammissione all'avvocatura nel 1919 e alla magistratura nel 1963, che ha visto in gioco vari attori: dalle donne agli operatori del diritto, dal mondo accademico a quello politico. L'andamento diacronico della narrazione cerca di far emergere le "luci" e le "ombre", gli "alti" e i "bassi" di questa storia, che coincidono in gran parte con le diverse fasi politiche della storía d'Italia: l'età liberale; il primo dopoguerra; il ventennio fascista; i primi vent'anni dell'Italia repubblicana; dalla fine degli anni Sessanta a oggi. Interrogandosi sulla quantità e sulla qualità dell'apporto delle donne al mondo del diritto, ci si interroga sull'opportunità di parlare, ieri come oggi, di un "diritto al femminile" e di specializzazioni particolarmente "adatte" alle donne, dal diritto di famiglia alla giustizia minorile. Queste rinviano all'idea – che accompagna tutto il secolo XX, per manifestarsi in particolare durante il fascismo e nel primo ventennio repubblicano - che alla donna italiana siano congeniali, anche nell'amministrazione della giustizia, le attività legate alla sua tradizionale funzione di "cura". Francesca Tacchi insegna Storia contemporanea presso il Dipartimento di studi storici e geografici dell'Università di Firenze. Si occupa in particolare di storia delle professioni, su cui ha pubblicato vari saggi e monografie, soprattutto sugli avvocati. Fa parte della direzione di "Passato e presente". Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Gli avvocati italiani dall'Unità alla Repubblica (2002), Avvocati a Milano. Sei secoli di storia (2004, cocuratrice), Professione forense e potere giudiziario in Italia (1900-2000). Lineamenti sociologico-giuridici di un rapporto politico (2009, in corso di stampa, con Vittorio Olgiati). Immagine: Cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, 2003
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DOMENICO AMBROSINO
L'isola sequestrata Pirati, marinai e non solo "Giornale di bordo" delle vicende della Savina Caylyn e Rosalia D'Amato
Prefazione di Marilicia Salvia Postfazione di Mario Raffaelli MASSA EDITORE 2012 207 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO QUANTO AL RESTO PERFETTO E INTONSO Un vero e proprio giornale di bordo delle vicende che hanno interessato i sequestri delle navi napoletane Savina Caylyn e Rosalia D'Amato, per lunghi mesi nelle mani dei pirati somali. L'autore racconta il dramma dei marittimi a bordo e dei procidani a terra, con dovizia di particolari, notizie, riflessioni, riguardanti il complesso problema della pirateria marittima e le sue ricadute nel mondo dello shipping. Una storia da cui emergono la preoccupazione, l'angoscia, la paura, ma anche la rabbia, l'orgoglio, la voglia di riscatto di Procida e della sua gente che hanno, da sempre, nel mare la principale fonte di vita e di lavoro. Domenico Ambrosino, 67 anni, è nato e vive a Procida. Già docente di Inglese per circa 40 anni, la maggior parte spesi presso l'Istituto Nautico e Liceo Scientifico isolani, il prof. Ambrosino è da sempre impegnato nella vita sociale, politica e culturale della sua isola. Di formazione cattolica, proveniente dalle ACLI e dal MPL di Livio Labor, dal 1972 al 1992, è stato consigliere comunale del PSI. Nel 1987, quale assessore comunale alla cultura, ha promosso, con l'ente locale, l'istituzione del Premio Letterario Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante, giunto alla XXV edizione. Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine nel 1980, ha iniziato la sua attività quale corrispondente di Paese Sera, per poi passare a Il Mattino, con cui collabora a tutt'oggi. Ha scritto e scrive per numerose testate nazionali e locali, fra cui Mondo Operaio, Vita e Mare, Nuova Stagione, Il Golfo, Autore numerose pubblicazioni riguardanti la vita e il costume dell'isola, da 25 anni dirige il periodico isolano Procida Oggi. Soggetti: Procida, Isole, Napoli, Marittimi, Attualità, Politica, Società, Pirateria, Sequestri, Navi, Somalia, Navigazione internazionale, Criminalità, Africa, Storie vere, Testimonianze, Pirati, Servizi sociali, Criminologia, Reati, Criminologia, Giornale di bordo, Diario, Reportage, Relazioni internazionali, Mare, Coste africane, Liberazione, Montecristo, Blitz, Napolitano, Business, Sicurezza, Banditismo, Commercio, Petrolio, Armi, Kalashnikov, Terrorismo, Procidani, Libri illustrati, Fotografie, San Michele, Pescatori, Memoria fotografica, S.O.S., Bordo, Rilascio, Trattative, Berlusconi, Governo, Enrico Ievoli, Prigionieri, Islands, Naples, Maritime, Current affairs, Politics, Society, Piracy, Seizures, Ships, International navigation, Crime, Real stories, Testimonies, Pirates, Social services, Criminology, Crimes, Criminology, Logbook, Journal, International relations, Sea, African coasts, Liberation, Security, Banditry, Commerce, Oil, Weapons, Terrorism, Illustrated books, Photographs, Fishermen, Photographic memory, Board, Release, Negotiations, Government, Prisoners
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AUTORI VARI AA. VV.
LA STAMPA PROVINCIALE E REGIONALE AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ Atti del Convegno UCSI Fiuggi del 9-10 ottobre 1971
LA STAMPA PROVINCIALE E REGIONALE AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ Atti del Convegno UCSI Fiuggi del 9-10 ottobre 1971 CENTRO ITALIANO DI STUDI E DOCUMENTAZIONE 1971 IX-235 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA SOVRACCOPERTA, COME DA FOTO, FIORITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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ALFREDO GALASSO LEOLUCA ORLANDO
LA MAFIA NON ESISTE Vogliamo vivere
TULLIO PIRONTI EDITORE 1993 214 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO OTTIMO. Pubblicato la prima volta nel 1988 il romanzo-verità La mafia non esiste ebbe successo per il modo in cui rappresentava «dall'interno» il maxiprocesso di Palermo, e scatenò molte polemiche per come indicava legami, complicità e tolleranze tra i partiti politici e Cosa Nostra. I fatti narrati sono, a parte qualche mutamento nei nomi, tutti veri, compresa la richiesta avanzata dall'avvocato protagonista (riconoscibile controfigura di Galasso) di incriminare Andreotti. Certi retroscena che potevano sembrare un po' fantasiosi somigliano in modo inquietante a quelli che oggi apprendiamo dalle testimonianze dei pentiti. Vogliamo vivere è un ampio scritto di Leoluca Orlando che accompagna questa nuova edizione del romanzo e aiuta il lettore a capire che la mafia non è sola. Accanto e dietro ad essa, ormai è chiaro a tutti, esiste la politica, esistono gli affari, esiste la massoneria. E ancora accanto e contro la mafia di Cosa Nostra è emersa in questi ultimi anni una mafia dell'Est: pezzi di servizi, personaggi coinvolti in traffici di armi e di droga, operanti però non più per conto degli Stati di un Est che non c'è più.
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Ludovico Albert, Enrico Allasino, Piera Cerutti
Dispersi e ritrovati Indagine sui percorsi di uscita dalla scuola e di rientro in formazione dei giovani torinesi
Bollati Boringhieri 1996 15 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO. La ricerca di cui presentiamo i risultati in questo rapporto si inserisce in un più ampio programma di studi sulla dispersione scolastica e riguarda i giovani che, dopo essersi iscritti a una scuola media superiore, interrompono il corso di studi inizialmente intrapreso. L'analisi si incentra sui percorsi successivi a questa interruzione: l'abbandono di un percorso scolastico dopo l'obbligo non si configura infatti come una scelta netta - o si frequenta un corso superiore fino al diploma, o si interrompono gli studi - ma dà luogo a una serie di percorsi differenziati tanto nella loro configurazione tanto negli esiti. Solo una parte di coloro che abbandonano approda direttamente al lavoro. Negli altri casi inizia un percorso di diverse possibilità formative e non, che in alcuni casi può concludersi nuovamente con un abbandono, ma in molti altri configura un interessante processo di scelta e adattamento tra possibilità formative, risorse, interessi del giovane. Non di rado, dopo un periodo di difficoltà e disorientamento, il giovane riesce a riprendere un iter scolastico o formativo coronato da successo. Ludovico Albert è ricercatore presso la sezione educazione permanente dell'IRRSAE Piemonte, si occupa di ricerca e progetti nel settore della educazione degli adulti a basso livello di scolarità. Enrico Allasino è ricercatore presso l'IRES Piemonte, è autore di numerose ricerche e di tesi sul fenomeno dell'immigrazione nel nostro paese. Piera Cerutti è ricercatrice presso l'IRES Piemonte, è autrice di nume- rose ricerche sulla scolarità in Piemonte
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Mariangela Giusti
IMMIGRATI E TEMPO LIBERO Comunicazione e formazione interculturale a cielo aperto
UTET UNIVERSITA 2008 VIII-168 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO I luoghi del tempo libero sono oggi diventati meticci: le spiagge, i lungolaghi, i parchi, i giardini pubblici, i centri commerciali polifunzionali sono luoghi dove la convivenza interculturale è un dato di fatto. Famiglie originarie di altri paesi, con tratti somatici, abbigliamenti, lingue che rimandano a mondi lontani, nelle quali visibilmente convivono quattro (e talvolta cinque) generazioni, sono sempre più «vere presenze» nelle occasioni en plein air del tempo libero. Gli spazi dedicati al tempo libero rappresentano bene la complessità, la ricchezza, le contraddizioni di una società (quella italiana) che sempre più si caratterizza come multiculturale. Ma i luoghi aperti del tempo libero sono inevitabilmente anche spazi per la formazione, per lo scambio attivo di comunicazione, per la rappresentazione della propria identità e per l’osservazione di quelle altrui. Se la formazione degli immigrati avviene in gran parte nei luoghi canonici ad essa dedicati (per i minori è la scuola in primo luogo, per gli adulti sono le tante occasioni di alfabetizzazione), recenti ricerche hanno dimostrato che è il territorio, nelle sue diverse declinazioni, che conferisce un imprinting formativo importante a chi lo frequenta, lo vive, lo abita. Immigrati e tempo libero parte da queste considerazioni per analizzare gli aspetti pedagogici e formativi (per lo più informali) che nascono e si sviluppano nelle occasioni del tempo libero e scoprire come proprio queste siano le occasioni in cui l’integrazione e il meticciamento culturale sia più semplice e più vero. Indice Premessa 1. Formazione e tempo libero: l’intercultura intenzionale 2. Immigrati e tempo libero: una prima ricerca sul campo 3. Famiglie migranti e tempo libero 4. Donne dell’Est 5. Indicazioni dalla ricerca 6. Analisi dei dati Allegati Bibliografia Mariangela Giusti è professore associato presso l’Università di Milano Bicocca, Facoltà di Scienze della Formazione, dove insegna Pedagogia interculturale. È docente presso la Scuola di Specializzazione per l’insegnamento secondario (SISS) della Lombardia. Fra le sue opere si ricordano L’educazione interculturale nella scuola di base (2005, terza edizione) e Pedagogia interculturale (2007, quarta edizione).
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JOSÈ CALANDRINO - LORENA DOLCI ASTRID LIMA - ANDREA PALLADINO
EVELINA E MARCELINO
SENSIBILI ALLE FOGLIE 1995 157 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO E QUALCHE LIEVE SBUCCIATURA AI MARGINI DELLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO Evelina e Marcelino, due bambini di strada, due storie. La prima si svolge a Messina, la seconda a Manaus, in Brasile. Un vecchio cortile, due bambine e un vagabondo. Tra le mattonelle sconnesse e i muri scrostati, due monelline una siciliana e l’altra marocchina giocano a fare le grandi tra barboni ubriachi che aspettano di passare la notte in una casa di accoglienza e andirivieni di macchine cariche di marocchini che vendono rose. Un mondo pieno di insidie, nel quale José Calandrino scopre un complotto: un’iniziazione alla prostituzione. Desova, in portoghese, è la deposizione delle uova, il parto del pesce, della tartaruga. La nascita di una nuova vita. Nella storia di Marcelino desova è un corpo con le mani legate dietro la schiena, una pallottola in testa, la bocca piena di formiche. È l’espulsione dal corpo sociale di migliaia di meninos de rua, di marginali; è l’arma del controllo sociale. Marcelino, 21 anni, dieci passati tra strade di favelas, bocas de fumo, sale di tortura. Una vita di strada che ci racconta come vivono, tra ingenuità e violenza, loro, i bambini abbandonati le pance gonfie, la colla da sniffare, la coscienza della morte fuggiti da un’altra violenza, quella di una famiglia misera. Ci racconta di altri come lui accomunati da un foglio che gira nelle tasche dei poliziotti di periferia: un foglio con i loro nomi, una lista di chi è destinato ad essere ritrovato "con le formiche in bocca". Calandrino Josè È nato il 23 dicembre 1943 a Catena nuova (Enna). Immigrato in Argentina all’età di dieci anni torna in Italia nel 1985. Con un romanzo fantastico nella borsa "Gli ultimi giorni di Fetonte" e un’infinità di problemi da affrontare. Dolci Loredana Scrittrice, traduttrice e sceneggiatrice. Laureata in legge. Giornalista pubblicista. Traduttrice dall'inglese di libri per ragazzi. Lima Astrid Autrice e produttrice di programmi televisivi e documentari, ha vinto nel 1991 come copywriter i premi "Profisionais do Ano" della Rete Globo, "Galo de ouro" nel festival di Gramado e il Leone di bronzo a Cannes per lo spot Bandeira sulla devastazione dell’Amazzonia. Palladino Andrea Specializzato in discipline dello spettacolo ha lavorato per due anni in un Progetto di appoggio al Centro di difesa dei diritti umani di Manaus, brasile, promosso dal Movimento Laici America Latina
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Damiano Tavoliere
LE OMBRE DELL'ANIMA sensibile e dolente umanità storie, scenari, profezie, illusioni
Granata Press, Bologna 1994 334 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO. Realizzato in collaborazione con "Piazza Grande"- giornale degli homeless di Bologna- questo volume raccoglie la storia di sedici cittadini della strada' che raccontano la loro vita, da persone 'normali a randagi senza fissa dimora, da umanità 'sensibile' a umanità dolente. Si tratta di testimonianze spesso agghiaccianti, che mettono in evidenza come il tessuto civile e sociale (ma a volte anche la pura e semplice sfortuna) influiscano in modo determinante sul destino delle singole persone. Oltre alle testimonianze in presa diretta (che occupano oltre i due terzi del libro), il volume offre un preciso inquadramento del problema delle Nuove Povertà nel Primo Mondo, aggiornando anche -attraverso una serie di puntuali saggi e un ricco apparato di citazioni - la situazione italiana, in rapidissima (e sciagurata) evoluzione. Damiano Tavoliere è autore di frontiera nell'immagine e nella scrittura; tra i lavori cinetelevisivi più recenti ha firmato regia e sceneggiatura di Col cuore in gola(1990), un film inchiesta sulla tortura nel mondo (il primo in assoluto che affronti anche l'Occidente), acquistato e censurato dalla RAI; I colori della memoria 1992), trasmessi su Raitre, una serie di dieci Ritratti d'autore su Dacia Marcini Valeria Moriconi, Giulio Einaudi Dario Fo Alberto Asor Rosa Bartolomea Sorge, Massimo Cacciari, David A Turoldo, Leo Ciosso Gillo Pontecorvo, messi in onda nell'autunno 93 e riproposti nel 1994. Tra i volumi di maggior rilievo, si ricordano un libro sugli anziani in collaborazione con Ermanno Gallo (Ottaviano) e uno sulla solitudine nella metro-poli (Rizzoli). Per la scrittura ha in cantiere un volume di racconti, un romanzo-puzzle, un libro sui protagonisti degli Anni Settanta in ltalia. Collabora a riviste e periodici.
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a cura di Giuseppe Caputo
Il pregiudizio antisemitico in Italia
G. Caputo / B. Cocchianella / A. Zanotti / A. Santini E. Melani / E. Ascarelli / M. Toscano A.I. Di Nola / L. Mazzola / L. Gianluca M. Jasonni / R. Botta / D. Piattelli Il pregiudizio antisemitico in Italia a cura di Giuseppe Caputo Newton Compton editori 1984 242 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO IN COPERTINA, BRUNITURE AI TAGLI, PARTE DELLE PAGINE ANCORA CHIUSE E DA APRIRE Materiale vivente dalle scienze pure ed applicate, testi chiave dalla Psicologia alla Politica, per una migliore registrazione intenzionale degli strumenti più acuti del conoscere che nell'uomo, come uomo, si confondono già con l'azione, si identificano con la responsabilità dell'azione. Questo libro si sforza di ricostruire – lungo l'arco di un decennio che va dalla data fatidica del 1968 giù giù fino agli anni di piombo della nostra storia recente - il panorama dell'incidenza del pregiudizio antisemitico in Italia. Senza avere la pretesa di fornire ricette che estirpino per sempre, con un colpo di bacchetta magica, il pregiudizio della vita collettiva, esso segnala con umile pazienza i sintomi molteplici di un male oscuro della società e cerca di trasformarli in stimolo per un ripensamento della teoria e della prassi della libertà. Sociologia, storia, antropologia, diritto, sono i pannelli di cui si compone questo complesso politico, il cui lavoro di ricerca è stato coordinato da Giuseppe Caputo che, formatosi alla scuola di Arturo Carlo Jemolo, ha condotto attività di ricerca presso molte università straniere ed è autore di numerosi saggi sui rapporti fra Stato e Chiesa e sui diritti delle confessioni religiose. Un pacato ma appassionato «cahier de doléance» della coscienza democratica di fronte al pregiudizio antisemitico; una strenua apologia del diritto dei singoli e dei gruppi ad essere diversi.
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Eduardo Hugs Galeano
VOCI DA UN MONDO IN RIVOLTA
TRADUZIONE DI GABRIELLA LAPASINI DEDALO LIBRI 1973 172 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO Il giornalista passò tra un vortice di bambini che giocavano al sole, in una strada - non importa quale del sud operaio di Buenos Aires. E chiese a uno di loro, aveva dieci o dodici anni, che cosa pensasse delle elezioni che si sarebbero svolte a marzo: era il 1962. La risposta avrebbe potuto essere interessante per l'inchiesta che stava preparando. Continuando a saltare sulle scatole di latta, tra un salto e l'altro, disse che « le elezioni non servono a niente », e subito dopo gridò: «Qui stiamo tutti aspettando Hombre». Trascorsero alcuni giorni, e Andrés Framini e altri candidati dell' Hombre vinsero le elezioni con una valanga di voti. Ma il bambino aveva ragione: la volontà popolare va bene, purché non contraddica la volontà dei militari. I generali si ribellarono e scelsero da soli i governatori delle varie province e il nuovo presidente, dato che avevano abbandonato l'altro lungo la strada. Non è stata l'ultima volta che i generali hanno agito in questo modo, ma non per questo le zone della periferia di Buenos Aires hanno smesso di aspettare I''Hombre: il mito si alimenta dei propri nemici. Per lunghi anni la leggenda ha promesso che - sul far della sera - un aereo nero solcherà il cielo e Juan Domingo Perón tornerà a camminare su terra argentina, incendiandola con il proprio passo. Giornalista nel senso più nobile e ampio della parola, Eduardo Hugs Galeano ha il grande merito d'aver scavato con impegno appassionato e costante nella realtà del proprio paese - l'Uruguay -e del proprio continente contribuendo a farne conoscere, anche all'estero, i problemi e le vicende. Già caporedattore di Marcha, il giornale di sinistra pub- blicato a Montevideo e chiuso dalla dittatura, vice-direttore della rivista Izquierda, anch'essa messa a tacere, ha colla- borato e collabora con le riviste straniere più impegnate nella problematica del movimento operaio in generale e, quindi, in quella dell'America latina. Ramparts di San Francisco, Problemi del socialismo, Mondo nuovo, Vie nuove, la nordamericana Studies on the Left, la Monthly Review, Ruedo Ibérico ecc. hanno ospitato e ospitano i suoi servizi, le sue inchieste, i suoi saggi. Sempre pronto a raccogliere poche cose - tra le quali l'indispensabile macchina da scrivere - e a partire, Galeano ha percorso l'America latina in lungo e in largo, senza esitare a «imbarcarsi» in pericolose avventure qualora vi fosse una nuova realtà da scoprire, un'esperienza nuova da raccontare. Esemplare, in tal senso, il periodo da lui trascorso nel 1967 con i guerriglieri guatemaltechi: un periodo che gli ha consentito di raccogliere un materiale ricco ed inedito, dal quale poi ha tratto una serie di servizi e un volume, pubblicato anche in Italia da Laterza con il titolo «Guatemala, una rivoluzione in lingua maya». Da segnalare, la particolarità del suo stile di scrittore mai sciatto mai freddo: e stile di saggista che scava la realtà apparente per individuare le ragioni sociali, economiche e politiche che l'hanno determinata. Pertanto, le sue inchieste e i suoi servizi sono anche una miniera preziosa di dati, di informazioni, di documentazione. In questo modo, il giornalismo raggiunge il suo punto più alto: quello per il quale un «articolo» non ha vita effimera ma serve nel tempo. E sono queste le ragioni che ci hanno spinto alla pubblicazione di questo volume. scrittore. «Monthly Review Press» Al centro della ricerca di questa collana che riprende, ampliandoli, i temi della celebre «Monthly Review» i problemi politici economici sociali legati al ruolo aggressivo dell'imperialismo americano e alle lotte dei popoli di tutto il mondo contro di esso. Accanto a testi di analisi e di riflessione teorica, la «Monthly Review Press» pubblicherà libri agili e immediati di documentazione e di informazione curati da organizzazioni e militanti rivoluzionari impegnati in prima persona nella lotta di classe contro gli oppressori capitalisti e imperialisti.
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Cecilia Brighi
Il pavone e i generali Birmania: storie da un Paese in gabbia
Prefazione di Savino Pezzotta e Walter Veltroni Baldini Castoldi Dalai 2007 310 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO «E Aung San Suu Kyi scese dalla sua auto per salutare la sua gente. Purtroppo non ci fu tempo, né per i saluti, né tanto meno per un breve comizio. La gioia e l'eccitazione d'improvviso si trasformarono in terrore e paura. Oltre un migliaio di soldati, polizia, gentaglia e criminali fatti arrivare dalla prigione di Mandalay, armati di fucili, di spranghe di ferro e di bambù, si riversò sulla folla. Molti di loro si erano addirittura travestiti da monaci. La violenza fu indiscriminata. I malviventi e i militari in combutta erano armati fino ai denti e pestarono senza tregua i contadini e l'ampia delegazione del partito. Alcune ragazze furono spogliate e lasciate nude. Alcuni furono picchiati a morte. Nella notte di quel terribile venerdì nero, la giovane leader birmana sparì nel nulla. Non si ebbero più notizie di lei per giorni e giorni. La giunta non era riuscita a farla fuori, ma l'aveva rapita.» Nella fantasia di molti occidentali, la Birmania è una terra di grande fascino, di storie preziose, di incanti velati... In realtà, questo Paese è il primo esportatore di metanfetamine al mondo e il secondo per il traffico di oppio. Un Paese che da quasi mezzo secolo è oppresso da una sanguinosa dittatura militare, che schiaccia il popolo con il lavoro forzato, con violenze, stupri e deportazioni. Un regime dittatoriale che, da oltre dieci anni, tiene agli arresti domiciliari Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace e simbolo della resistenza democratica e non violenta, Questo libro racconta le vicissitudini e la fuga rocambolesca all'estero di alcuni dei protagonisti politici e sindacali dell'opposizione. Nato dal lungo lavoro di collaborazione dell'autrice con alcuni di loro, Il Pavone e i generali ci presenta un intreccio di vicende attraverso le quali scorre anche la storia politica e sociale della Birmania, dal dopo-guerra a oggi, la brutalità e la repressione di questa dittatura di fronte alla quale molti governi ancora oggi chiudono gli occhi. È la storia dei sentimenti e delle emozioni di uomini e donne che, per uno scherzo amaro del destino, sono stati costretti a trasformare la loro vita, ad abbandonare i loro amori, i figli, le famiglie, i loro progetti di lavoro, per diventare protagonisti della resistenza democratica e dell'opposizione al regime dei cosiddetti «macellai di Rangoon». Cecilia Brighi, da ventinove anni impegnata nell'attività sindacale, attualmente è responsabile per la CISL dei rapporti con le istituzioni internazionali e con i Paesi asiatici, nonché componente del Consiglio di Amministrazione dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Ha contribuito all'approvazione di sanzioni contro la giunta birmana e sostiene attivamente il movimento democratico e il sindacato clandestino birmano. Si batte inoltre per l'affermazione dei diritti e della dignità del lavoro in Corea, Pakistan, Nepal, Cina, Afghanistan, Vietnam. Ha scritto numerosi articoli su riviste internazionali e italiane.
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LUIGI PIANGERELLI STEFANO VENTURA
TERZO CIELO
SENSIBILI ALLE FOGLIE 1995 157 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SBUCCIATURE AL DORSO, SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO. Un viaggio tra le omosessualità del terzo cielo, tra gli infiniti cieli delle sessualità. L'eterosessualità è un ovunque, l'omosessualità un dove. Dalla sacrestia al campo di concentramento, l'omosessualità è una sessualità legata ai luoghi. Tutti i gay che sono entrati in contatto con l'"ambiente" omosessuale, hanno frequentato circoli, associazioni, locali, saune, luoghi di battuage. L'omosessualità rappresenta se stessa con guide ai posti per omo- sessuali: dall'internazionale "Spartacus" alle diverse mappe delle va- rie città, queste rappresentano il vero denominatore comune delle omosessualità: l'essere circoscrivibili, visibili, vivibili solo entro certi spazi ed avere, come programma politico la lotta per ampliarli, per ottenere tutta la società come luogo di vita gay. La visibilità è un punto fondamentale dell' "identità" omosessuale. Visibile - invisibile: un conflitto, una dialettica da cui scaturisce tutta la variegata realtà dello stile di vita gay. Un viaggio tra questi luoghi: i dialoghi con chi li frequenta, la loro Voce, le loro parole. Attraverso locali, luoghi di battuage, circoli, dark rooms, Dio e la psicoterapia. Un viaggio attraverso l'ambiente gay romano: spaccato della realtà italiana, crocevia tra nord e sud. Finisce il '900. Crisi e ridefinizioni di antiche identità socio-culturali attraversano la nostra quotidianità. Catastrofi relazionali e creazione di mondi possibili costituiscono la soglia d'arrivo e di partenza di ogni ulteriore esplorazione. Dove siamo arrivati? Cosa colgono di ciò che non c'è ancora i nostri sguardi? Domande aperte che non chiedono un'immediata risposta ma piuttosto uno spostamento d'attenzione. Verso gli inquieti paesaggi del presente in cui, nell'angoscia al neon di ripetuti spaesamenti, qualche foglia comincia a germogliare. Del resto, anche nella dimensione della nostra immediata esperienza, i legami tra parola e vissuto, tra presenza e rappresentazione, tra valore e disvalore, vivono di domande: cosi come i corpi in relazione si interrogano sull'incontro con la differenza e sui potenziali umani inattuati. Di qui il progetto di una collana orientata ad esplorare, nel disagio esistenziale che tutti in qualche modo ci coinvolge, percorsi originali, spietati, di nuovi tracciati di vita. Non dunque, lamentazioni sul tragico della condizione umana o sulle condizioni di abbandono, emarginazione, discriminazione, pregiudizio e razzismo. Che pure esistono, proliferano e si allargano. Ma, dall'interno di queste reclusioni, il germinare dei testi che esprimono la sfida: l'invenzione di altri modi di vivere e sognare la vita. LUIGI PIANGERELLI è nato a S Betedletto del Tronto (AP) nel 1968. STEFANO VENTURA nato nel 1971 a Roma. Studenti inquieti all'Università La sapienza di Roma, nel 1992 incominciano a raccogliere testimonianze e storie sullo stile di vita lesbico e gay. Entrambi svolgono attività di volontariato presso il Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" di Roma.
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ANDREA CINQUEGRANI ENRICO FIERRO RITA PENNAROLA
O MINISTRO LA POMICINO STORY BILANCIO ALL'ITALIANA
PUBLIPRINT 1991 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO. lo pomicino, tu pomicini, essi pomicinano. Una generazione politica si accinge a coniugare, con sempre maggiore determinazione, il Verbo capace di elevare il gioco delle tre carte a prassi governativa. Chi sono i protagonisti dell'irresistibile mix tra «amicizia» & affari? E quanto costa alle casse dello Stato italiano, dal terremoto in poi? Una per una, le tappe dell'inarrestabile escalation compiuta da Paolo Cirino Pomicino. Uomini, donne, imprese, fatti e «misfatti»: bilancio di un ministro. Gli autori: ANDREA CINQUEGRANI, giornalista professionista, è da sette anni direttore responsabile del mensile La Voce della Campania, dove cominciò la sua attività nel 1975, al tempo in cui il giornale era già un coagulo di energie ed intelligenze meridionali «a sinistra». E, con Enrico Fierro e Rita Pennarola, autore anche di «Grazie, Sisma, dieci anni di potere e terremoto». ENRICO FIERRO, giornalista professionista, è redattore del quotidiano L'Unità e collabora da quattro anni con La Voce della Campania. RITA PENNAROLA, giornalista pubblicista, è condirettore de La Voce della Campania. Oltre a «Grazie, Sisma», ha pubblicato anche «Li fece maschio & femmina».
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Enzo Costa
Col senno di prima Affreschi in tempo reale di un paese surreale
Prefazione di Nando dalla Chiesa Vignette di Aglaja Editori Internazionali Riuniti 2011 361 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Col senno di prima è una raccolta di corsivi satirici usciti su /'Unità dal 2009 al 2011. La maggior parte nelle quindici righe della rubrica settimanale Chiari di lunedì, alcuni, più lunghi, in altri spazi, giacché l'autore non si contiene. Ma lo fa a fin di bene, per tracciare un piccolo diario, divertito e agghiacciato, che ci offra un punto di vista a dir poco unico: il suo. Come recita il sottotitolo, si tratta di "affreschi in tempo reale di un paese surreale", debitamente decorati dalle indecorose cattiverie grafiche di Aglaja. Una galleria di tipi, tipetti e tipacci italici, spesso colti sul misfatto. Nello scorrerla, si provano molte vertigini, vedendo come siamo precipitati. Ma anche qualche piccola speranza, scorgendo come si potrebbe risalire. L'operina si chiude con una serie di epitaffi in rima, tanto per tirarci su il morale. Se è esagerato dire che leggendo questo libro si capisce lo stato di salute dell'Italia, non lo è sostenere che s'intuisce lo stato psichico dell'autore, sottoposto a tre anni di politica italiana. Abbiate pietà di lui. Enzo Costa, giornalista e autore (non solo) satirico. Si definisce "umorista umorale", ma soltanto quando gli gira. Adora da sempre lasciare il segno: dopo aver firmato su Tango, Cuore, Linus, Smemoranda, II Salvagente e Micromega, oggi firma su la Repubblica e l'Unità, oltre che sulle pagine web di Articolo21 e Oli (Osservatorio Ligure sull'Informazione). Ha pubblicato Sessanta Sette, il primo manuale di esoterismo virtuale (Comix, 1996), Lanternini per tutti (Frilli, 2003) e A farla breve (Frilli, 2009) e Rime bacate (Editori Riuniti, 2010). Insieme ad altri autori e vignettisti, è presente in Carognate di Natale (Gremese, 2008), antologia curata da Massimo Bucchì, e nei vari volumi delle Formiche e delle Cicale, a cura di Gino & Michele. Nell'aprile del 2011, lo Stabile di Genova ha messo in scena al teatro Duse una rappresentazione dei suoi testi, intitolata "Quanto Costa!". Aglaja (Gabriella Corbo) è nata a Savona nel secolo scorso, vive a Genova da molti anni e non ha ancora deciso dove terminerà i suoi giorni. Pur definendosi persona seria, Aglaja sfoga le sue perversioni grafico-letterarie sul web: oltre a illustrare e vignettare su blog e sito personali di Enzo Costa e sul suo Blog Autore di Repubblica, collabora con la newsletter Oli (Osservatorio Ligure sull'Informazione). Aglaja fruga instancabile nella immensa rete del web, alla ricerca di foto e immagini da reinventare, ritagliare, deformare, contorcere e (de)colorare, seguendo il bandolo della propria perfidia e di un'inquietante tendenza alla grafica flambée. Nel 2010 ha vinto il primo premio al concorso nazionale "Sapete come mi trattano?", indetto dalla Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) per la categoria vignette.
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Mauro De Bonis Orietta Moscatelli
Cecenia
Editori Riuniti 2004 140 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO La collana «l giro del mondo» risponde all'esigenza crescente di un ampio pubblico - attento e partecipe- di comprendere le dinamiche e gli sviluppi storici, politici, economici e sociali di questioni internazionali di particolare rilevo. Un'enciclopedia tascabile composta da una serie di volami di divulgazione e approfondimento, su paesi e regioni del mondo, scritti in modo chiaro ed esauriente per essere un utile e indispensabile strumento di informazione e conoscenza. Cecenia Mauro De Bonis, giornalista, è caporedattore della rivista italiana di geopolitica Limes Orietta Moscatelli, giornalista, è corrispondente diplomatico dell'agenzia stampa Apcom, Collabora alla sezione esteri della Bbc radio.
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