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‎Engelhardt Lisa‎

‎La bellezza di essere donna. Ediz. illustrata‎

‎ill., br. Questo breve testo vuole essere un tributo alla donna e alle sue doti, capacità peculiari e ricchezze di valori sia sotto l'aspetto pratico, sia relazione e spirituale. Ogni donna deve assumere la propria identità e crescere nella consapevolezza di essere meravigliosa e capace di progredire nella saggezza, nell'accoglienza e nell'amore verso se stessa e gli altri.‎

‎Engelhardt Lisa‎

‎Quando nasce un bambino‎

‎ill., br. La nascita di un bambino in una famiglia è motivo di gioia e di stupore, ma anche di preoccupazioni e cambiamenti. Questo libretto, scritto da una mamma di tre bimbi, mette in evidenza l'esperienza sorprendente di avere un neonato in casa e, nello stesso tempo, offre suggerimenti per educare il bambino e gli stessi genitori.‎

‎Engeln Renee‎

‎Beauty mania. Quando la bellezza diventa ossessione‎

‎br. L'ossessione culturale per l'aspetto esteriore è ormai diventata un'epidemia che pregiudica la capacità delle donne di farsi strada nel mondo e vivere vite felici e significative. Se si parla di bellezza, le giovani di oggi si trovano ad affrontare una sconcertante serie di contraddizioni. Non vogliono essere delle Barbie, ma imparano che quello è l'aspetto che devono avere. Si indignano per il trattamento che i media riservano alle donne, e poi sono ossessionate da riviste e programmi TV che le sminuiscono. Criticano l'assurdo ideale di bellezza della cultura moderna e girano video in cui smascherano i ritocchi fatti con Photoshop, ma si sentono costrette a emulare le stesse immagini che biasimano e usano ogni trucco per sembrare più magre. Sanno perfettamente che ciò che vedono non è reale, però scaricano app per migliorare i propri selfie... Eppure queste ragazze sono capaci di combattere per ciò in cui credono. Sono pronte a ribellarsi alla cultura che le vuole malate di bellezza e a creare un mondo diverso... hanno solo bisogno di capire come. La psicologa Renee Engeln illustra le scioccanti conseguenze che l'ossessione per l'apparenza ha sulla salute fisica e mentale delle ragazze, sul loro portafoglio e sulle loro ambizioni, dalla depressione ai disturbi dell'alimentazione, dai danni ai processi cognitivi allo spreco di tempo e denaro. Affiancando agli studi scientifici le testimonianze di donne di ogni età, dimostra che per sviluppare appieno il loro potenziale devono emanciparsi dalle imposizioni culturali che alimentano desideri e atteggiamenti distruttivi, a partire dai commenti velenosi sulle altre donne e dal sarcasmo ai danni di chi è sovrappeso. E infine suggerisce idee e soluzioni praticabili per superare le attitudini negative, accettare se stesse e per trasformare la propria vita.‎

‎Eone Giulia‎

‎Il ritorno Aleister Crowley‎

‎brossura Il libro narra di un'esperienza fantastica e tuttavia realmente vissuta dall'autrice. Una biografia che sembra romanzata e non lo è. Una donna, Giulia Eone, che sin da ragazza vive episodi straordinari, il più importante dei quali è a scrittura medianica. A un certo punto della sua vita, molto giovane, si accorge di avere "il dono", quello di essere in contatto con entità di trapassati e di essere la destinataria di messaggi riguardanti verità celate alla maggior parte degli uomini, verità importanti che riguardano la salvezza stessa del pianeta. Tra queste entità che contattano Giulia c'è n'è una che lo fa con maggiore intensità e frequenza, il grande Mago ed esoterista Britannico Aleister Crowley, la cui somiglianza con Giulia è a dir poco stupefacente. Con il procedere del racconto il Mago introduce la protagonista nel suo mondo occultistico, facendole vivere esperienze stranianti, insolite, spesso estreme, minando addirittura la salute nervosa e mentale. Tuttavia Giulia a poco a poco si abitua a questo bizzarro e spiritistico altrove sino a rendersi degna della Rivelazione Finale. Un libro avvincente, ricco di rimandi esoterici e di passione per la vita in ogni suo aspetto.‎

‎EPICTETE‎

‎Manuel d'Épictète‎

‎1782 - reliure - A Paris, chez Didot l'Aîné, Imprimeur du Clergé, et de Bure l'Aîné - Collection des Moralistes Anciens dédiée au Roi - MDCCLXXXII (1782) - Petit in-16 (13 x 8 cm) pleine basane avec cadres dorés sur les plats. Filets et fleurons dorés au dos, avec pièce de titre. Toutes tranches dorées - 139 pages - Traduction par M. N. (Jacques-André NAIGEON) - Cette collection, dédiée à Louis XVI, est un grand projet éditorial des Lumières, visant à diffuser les textes moraux antiques. Le Manuel d’Épictète constitue le premier volume de la collection.‎

‎Bon état - Menus frottements sur les plats et le dos - Coins et coiffes légèrement émoussés - Petite inscription "à Ch. d'Espagne" en page de titre‎

Riferimento per il libraio : 503

Livre Rare Book

Les Voraces
Lyon France Francia França France
[Books from Les Voraces]

€ 120,00 Informazioni/Compera

‎Epicuro‎

‎Come essere felici. Testo greco a fronte‎

‎br. Non temere la morte, non avere paura degli dei, il bene è facile da conquistare, il male è lieve da sopportare: è questa, per Epicuro, la ricetta della felicità, una felicità intesa come liberazione dal dolore e dai timori superstiziosi. A essa conduce la filosofia, strumento per estirpare i desideri illusori e farmaco per esorcizzare le paure. È un'etica della serenità quella che il filosofo greco ci consegna nella famosa "Lettera a Meneceo", qui proposta insieme alle "Massime capitali", allo "Gnomologio vaticano" e alla "Vita di Epicuro" di Diogene Laerzio. Una guida al vivere consapevole, al dominio delle passioni, alla sobrietà. Campione della saggezza antica, Epicuro dispensa consolazioni anche all'uomo contemporaneo: i frutti del suo Giardino sono rimedi preziosi anche per gli affanni del nostro inquieto presente. Introduzione, traduzione e note di Giacomo Origo.‎

‎Epicuro‎

‎Epistole‎

‎br. Epicuro è stato il filosofo che ha sottoposto a critica radicale l'impianto teoretico e pratico della cultura del suo tempo. La sua opera domina la storia del materialismo antico, fa discutere quello moderno ed è espressione geniale della trasformazione del mondo antico e dello spirito della nuova età rappresentati dall'ellenismo, tracciati mirabilmente in questa serie di "Epistole" indirizzate ai maggiori pensatori della sua epoca. Introduzione di Lidia Giancola.‎

‎Epicuro‎

‎Lettera sulla felicità‎

‎br. Un giardino aperto alle donne e agli schiavi, dove domina il vincolo dell'amicizia e la filosofia ha il compito di alleviare le sofferenze umane: questa la scuola retta da Epicuro per trentacinque anni e vissuta nella venerazione del maestro fino al IV secolo d.C. L'etica epicurea, il tetrafarmaco che libera l'uomo dalle paure e dai pregiudizi, ha affascinato i discepoli del maestro e ancora oggi è in grado di consolare e di indicare la via della saggezza: il saggio, come Epicuro, non teme la morte, non è afflitto dalle incertezze e vive "come un dio fra gli uomini".‎

‎Epicuro‎

‎Lettera sulla felicità. Ediz. illustrata‎

‎ill., br. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato. E irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire.‎

‎Epicuro‎

‎Lettere sulla fisica, sul cielo e sulla felicità. Testo greco a fronte‎

‎brossura‎

‎Epicuro; Bignone E. (cur.)‎

‎Opere. Frammenti. Testimonianze sulla sua vita‎

‎br. All'idea che il mondo non abbia valore di per sé, Epicuro oppone il suo meccanicismo e il suo "materialismo"; all'idea che la vita umana non abbia senso, il filosofo greco oppone il suo ideale di felicità tutta mondana; alla concezione della scienza come contemplazione di verità eterne, Epicuro oppone quella della scienza come progressivo strumento di liberazione dai timori e dalla superstizione religiosa. La traduzione di Ettore Bignone è condotta sull'edizione del testo greco curato da Usener.‎

‎Epicuro; Diano F. (cur.)‎

‎Scritti morali. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue‎

‎br. Epicuro è considerato il "filosofo del piacere", ma il piacere - egli insegna - consiste nell'assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima e chi vuole vivere nel piacere deve vivere come un asceta. Perché allora utilizzare questa parola tanto equivoca per indicare il fine dell'uomo? Perché è proprio quando il corpo soffre o ha requie che l'io e l'anima emergono e si svelano a sé e agli altri. E proprio all'anima e all'io Epicuro si rivolge, in un mondo in cui l'uomo si trova solo con se stesso, faccia a faccia con il mistero dell'esistenza. Lo studio dell'opera condotto da Carlo Diano, il cui contributo all'interpretazione del filosofo greco è universalmente considerato fondamentale, illustra con esemplare chiarezza i caratteri principali del pensiero epicureo ed è reso in questa edizione ancora più dirimente grazie alla nuova presenza delle Lettere di Epicuro e dei suoi in appendice.‎

‎Epicuro; Fusaro D. (cur.)‎

‎Il piacere di vivere‎

‎br. Nella "Lettera a Meneceo", anche nota come "Lettera sulla felicità", il testo più famoso di Epicuro, il filosofo greco ci parla della ricerca della felicità, della paura della morte e dei piaceri.‎

‎Epicuro; Paini D. (cur.)‎

‎La felicità e il piacere‎

‎br. Questo volume raccoglie tutti gli scritti morali di Epicuro, il pensatore greco più discusso e frainteso. Egli ci indica la strada per raggiungere la felicità, che non risiede nei piaceri carnali - questi piuttosto ci rendono sempre più frustrati e insoddisfatti - bensì nella serenità, nella pace interiore, le quali si conseguono solo grazie all'equilibrio, alla moderazione, alla soddisfazione dei bisogni primari. Il lungo cammino di ciascun individuo verso questa meta è costellato di rinunce a ciò che non è necessario, di affrancamento dalle passioni e dai mali dell'anima che avvelenano gli uomini. Ma il compenso che ci attende è un paradiso alla portata di tutti, non ultraterreno, bensì sulla terra.‎

‎Epicuro; Pellegrino A. (cur.)‎

‎Lettera sulla felicità‎

‎brossura L'uomo che vive con l'animo sereno è paragonato da Epicuro a colui che, al sicuro sulla terraferma, osserva con distacco il mare in tempesta. Questa è l'immagine epicurea della felicità, che ben rappresenta quale sia lo scopo ultimo della filosofia: procurare piacere all'uomo, allontanandolo dal "mare in tempesta" delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, distogliendolo dalle acque agitate dei desideri irrealizzabili. Per afferrare il vero piacere, quello che porta alla felicità, non servono infatti chissà quali ricchezze: basta imparare ad allontanare la sofferenza e vivere del necessario. Saremo così liberi dai falsi bisogni, felici di ciò che abbiamo, capaci di affrontare la sorte e, nel caso arrivi di più, pronti ad apprezzarlo. La traduzione di Angelo Pellegrino, condotta con rigore filologico, è accompagnata da una puntuale introduzione - che ricostruisce la figura di Epicuro e il significato della sua opera - e da altri celebri testi epicurei, che sono stati sovente ripresi anche dalla mistica cristiana: le "Massime Capitali", il "Gnomologium Vaticanum Epicureum" e la "Vita di Epicuro".‎

‎Epicuro; Seneca Lucio Anneo‎

‎Lettere sulla felicità. La vita felice‎

‎br. Per Epicuro come per Seneca la felicità nasce dal togliere, non dall'accumulare. Si eliminano uno a uno gli strati che ci avvolgono finché si arriva al cuore dell'umano, e diventa allora chiaro cosa serve per essere felici (molto poco) e per diventare, allo stesso tempo, delle persone migliori... La prima parte della Vita felice contiene una critica programmatica alla concezione epicurea del piacere, che, dice Seneca, può esistere anche fra gli uomini malvagi, mentre la virtù non si trova se non tra gli spiriti migliori... Per Seneca legare la virtù al piacere significa minare alla base il principio dell'autosufficienza del saggio... Introduzione Giuseppe Dino Baldi.‎

‎Epifanio‎

‎L'ancora della fede‎

‎Città Nuova Editrice 1977 in8. 1977. Broché.‎

‎Bon Etat intérieur propre bonne tenue‎

Riferimento per il libraio : 100144317

Livre Rare Book

Un Autre Monde
Val Couoesnon France Francia França France
[Books from Un Autre Monde]

€ 26,00 Informazioni/Compera

‎Epitteto‎

‎Manuale‎

‎br. Ora la noncuranza delle cose di fuori, ingiunta da Epitteto e dagli altri stoici, viene a dir questo appunto, cioè non curarsi di essere beato né fuggire di essere infelice. Il quale insegnamento, che è come dire di dovere amar se medesimo con quanto si possa manco di ardore e di tenerezza, si è in verità la cima e la somma, sì della filosofia di Epitteto, e sì ancora di tutta la sapienza umana, in quanto ella appartiene al ben essere dello spirito di ciascuno in particolare. Ed io, che dopo molti travagli dell'animo e molte angosce, ridotto quasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di così fatta pratica e tuttavia riporto una utilità incredibile, desidero e prego caldamente a tutti quelli che leggeranno queste carte la facoltà di porlo medesimamente ad esecuzione. (Dal «Preambolo del volgarizzatore» di Giacomo Leopardi) Postfazione e commento di Antonio Banfi.‎

‎Epitteto‎

‎Manuale‎

‎br. L'assoluto ideale morale è per Epitteto quello della libertà, del dominio interiore dello spirito e dell'indipendenza del volere ragionevole da ogni motivazione esteriore. Tale stato perfetto, che è la condizione del saggio, può essere raggiunto con lo sradicamento di ogni passione (apatia), il che a sua volta è condizionato dall'uso della ragione. Al rigore della morale cinica, appena riassunta, Epitteto associò anche la teoria stoica del logos divino che governa il mondo secondo un disegno razionale. Nel Manuale stilato da Arriano, discepolo di Epitteto, e quindi attribuito a Epitteto secondo la consueta usanza del mondo antico, l'accento cade più sulla moralistica, che consiste poi in buona sostanza nell'accettare ciò che ci accade. Cruciale nel suscitare le riflessioni di Marco Aurelio, il Manuale ha avuto una grande fortuna nel corso dei secoli, tanto da ispirare il tardo stoicismo e anche la filosofia cristiana, fino a diventare ancora nel periodo dell'età dell'Illuminismo, in paesi come la Scozia, testo di riferimento scolastico. La traduzione qui proposta è quella storica di Giacomo Leopardi, da lui curata nel 1825 per un editore milanese. Completano questa edizione del Manuale i commenti del grande storico della filosofia Antonio Banfi.‎

‎Epitteto‎

‎Manuale di Epitteto‎

‎brossura Il manuale di Epitteto è una delle più celebri opere dello stoicismo romano. In esso si trovano raccolte le massime e gli insegnamenti morali del filosofo Epitteto. Mettendo a fuoco i principi della dottrina stoica, la libertà viene considerata il massimo bene, ed è grazia a essa che il singolo individuo può sviluppare pienamente la propria personalità.‎

‎Epitteto; Hadot P. (cur.)‎

‎Manuale. Testo greco a fronte‎

‎br. La cura di Pierre Hadot, oltre a collocare l'opera nel suo contesto storico e a fornire un ritratto dell'autore, propone un commento preciso al testo, capitolo per capitolo. Per lo specialista della filosofia antica il "Manuale" è stato spesso frainteso: Epitteto più che scrivere un trattato di morale intendeva insegnare come si diventa filosofi, come essere liberi, indipendenti e felici, come evitare di essere frustrati nei propri desideri.‎

‎Epitteto; Maltese E. V. (cur.)‎

‎Manuale. Testo greco e latino a fronte‎

‎br. Pubblicato dal suo allievo Arriano nel II secolo, esempio fra i più riusciti di letteratura filosofica che si prefigge di ridurre la distanza tra riflessione morale e condotta conseguente, il Manuale è una raccolta di massime e di insegnamenti esposti in modo organico e conciso, pensati per orientare l'azione nella situazione concreta. Esercitò grande influenza sul pensiero filosofico successivo e, più tardi, sul cristianesimo.‎

‎Epitteto; Palmieri D. (cur.)‎

‎Manuale. L'arte di affrontare la vita‎

‎brossura Come raggiungere la felicità? Come affrontare le nostre paure? Come comportarci con il prossimo? Come vivere la nostra vita quotidiana senza turbamenti? Il "Manuale" di Epitteto, filosofo stoico del II secolo d.C., affronta questi interrogativi che l'uomo si pone oggi come 2000 anni fa. Domande a cui Epitteto risponde con estrema concretezza e profondità, delineando una vera e propria arte del vivere.‎

‎Epitteto; Raciti G. (cur.)‎

‎Enchiridion‎

‎brossura «Oltre le versioni moderne del Manuale, tutte plausibili, c'è quella di Leopardi, il cui statuto è paragonabile all'impresa di Arriano: c'è il Manuale di Arriano e quello di Leopardi, che lo ha letteralmente ripensato e riscritto». G.R.‎

‎Epitteto; Reale G. (cur.); Cassanmagnago C. (cur.)‎

‎Tutte le opere. Testo greco a fronte‎

‎ril. Giuseppe Tornasi di Lampedusa, nel suo "Gattopardo", scrive che il principe Salina, in una delle sue riflessioni, "pensò ad una medicina scoperta da poco negli Stati Uniti d'America, che permetteva di non soffrire durante le operazioni più gravi, e di rimanere sereni fra le sventure". E soggiunge: "Morfina lo avevano chiamato questo rozzo sostituto dello stoicismo antico...". È uno splendido paragone, che meglio di qualsiasi altro illustra analogicamente l'essenza del messaggio stoico: esso vuole essere appunto il farmaco spirituale che lenisce i dolori e che permette la serenità anche nelle sventure. Epitteto (ca. 50-1 38 d.C), lo schiavo-filosofo, più e meglio di qualsiasi altro stoico del mondo antico, ce lo ha dimostrato in queste splendide pagine che hanno avuto, nella storia dell'Occidente, una delle più grandi fortune che siano toccate a scritti di filosofia. Il filosofo frigio riesce, in effetti, a toccare il fondo del problema e a scoprire ciò che può rendere libero e felice, oppure schiavo ed infelice l'uomo. Le cose - egli insegna - si bipartiscono in due grandi classi: quelle che dipendono da noi e quelle che non dipendono da noi. Abbiamo il potere solo sulle prime e non sulle seconde, e di conseguenza dobbiamo comportarci. Purtroppo le cose che alla moltitudine interessano e per cui vanamente i più si battono sono proprio le seconde: donde i mali - tutti i mali senza distinzione - di cui soffre l'umanità.‎

‎Epstein Jean‎

‎Comprendere il mondo del bambino‎

‎br. Il mondo del bambino è pieno di magia, spensieratezza, ingenuità, ma anche di fragilità, paure, e sensi di colpa, oltre all'estrema ricettività a ciò che attiene la sfera degli adulti. Prestiamo attenzione, per esempio, ai discorsi dei "grandi" tenuti davanti ai bambini? Certe frasi, ritenute divertenti o rassicuranti, si possono rivelare angoscianti o terrorizzanti per i bambini che le interpretano alla lettera. Bambini e adulti fanno parte di due mondi che interferiscono tra di loro. Ognuno porta all'altro ciò che è, per raggiungere un equilibrio da trovare nel rispetto reciproco.‎

‎Epstein Mark‎

‎La lezione della serenità. Impara dal Buddha a trasformare il trauma in un'esperienza positiva‎

‎br. Il buddhismo ha affinato da millenni un approccio psicologico alla realtà offrendo soluzioni all'ansia esistenziale che sorprendono per modernità ed efficacia. Nella "Lezione della serenità" Epstein espone una riflessione originalissima sul trauma: tutti lo sperimentiamo, in una forma o in un'altra (lutti, licenziamenti, malattie, abbandono, fine di un amore...). La reazione più comune è quella di rimuoverlo. Tuttavia la sofferenza è semplicemente un fatto della vita e se creiamo un ambiente interiore adatto, anche la più terribile delle esperienze può diventare non solo sopportabile, ma soprattutto un'occasione di crescita.‎

‎Epstein Mark‎

‎Pensieri senza un pensatore. La psicoterapia e la meditazione buddhista‎

‎br. L'analisi della singolare convergenza tra insegnamenti buddhisti e psicoterapia contemporanea fa risaltare la modernità di quello che può essere considerato "il primo psicoanalista della storia".‎

‎Epstein Mark‎

‎Psicoterapia senza l'Io. Una prospettiva buddhista‎

‎br. La diffusione delle tradizioni spirituali buddhiste nel mondo occidentale ha risvegliato negli ambienti psicoterapeutici un profondo interesse per le pratiche meditative orientali che sembrano condividere il loro stesso obiettivo: la liberazione dalla sofferenza psichica attraverso l'autoconsapevolezza. Ma adottare semplicemente la meditazione come un'ennesima tecnica terapeutica pone non pochi problemi, soprattutto quando ci si scontra con la nozione sconcertante della non esistenza dell'io, che costituisce proprio l'assunto centrale della filosofia buddhista. Per questo, nonostante la curiosità, buddhisti e psicoterapeuti hanno mantenuto per lo più una distanza guardinga. Mark Epstein, meditante e psicoterapeuta, si propone appunto di facilitare il dialogo tra le due discipline, chiarendo innanzitutto i gravi fraintendimenti che impediscono loro di collaborare in modo proficuo. Le sue considerazioni sfatano tante concezioni erronee sul buddhismo (che sia una fuga dal mondo alla ricerca di un annientamento nichilista nel nulla, oppure una regressione a uno stato narcisistico infantile), ma offrono anche interessanti paralleli con concetti psicoanalitici quali il falso sé di Winnicott e l'attenzione fluttuante, consigliata da Freud agli analisti, e molto simile alla presenza mentale dei buddhisti.‎

‎Epstein Perle‎

‎Le vie della Kabbalah. Storia, tradizioni e pratiche della mistica ebraica‎

‎brossura La mistica ebraica è fiorita - talvolta brillantemente, talvolta oscuramente nel corso di cinquemila anni. In "Le vie della Kabbalah" Perle Epstein offre una vivida ed accessibile introduzione ai metodi, alle scuole e ai praticanti di questo mondo affascinante. L'autrice traccia la storia della Cabala attraverso le vite dei suoi illustri studiosi e santi, e sbroglia la rete delle antiche tradizioni celate in testi quali il Sefer Yetzirah e lo Zohar. Queste pagine sono attraversate dalle parole di cabalisti e mistici straordinari - tra cui Simeon Bar Yohai, Isaac Luria, Abramo Abulafia e il Baal Shem Tov - i quali impartiscono istruzioni su pratiche che vanno dalla contemplazione degli insegnamenti segreti della Bibbia al rito, alla preghiera estatica e alla meditazione intensiva.‎

‎Eraclito‎

‎Dell'origine. Testo greco a fronte‎

‎br. "Non in fretta si legga il libro dell'Efesio Eraclito. Stretta la via, difficile il passaggio. Profonda notte e oscurità. Ma se è guida un iniziato ai misteri, più del sole fulgente è limpido." Così raccomandava, e metteva in guardia, un antico anonimo. Quella di Eraclito è infatti una tra le più enigmatiche, ma anche più ricche di stimoli, opere filosofiche che siano mai state scritte. Questa nuova edizione si avvale di una traduzione e di un apparato critico che, in modo rigoroso e originale, mette in luce i rapporti di Eraclito con la tradizione orfico-dionisiaca greca e il pensiero e le religioni orientali.‎

‎Eraclito; Fronterotta F. (cur.)‎

‎Frammenti. Testo greco a fronte‎

‎br. Filosofo del negativo e della contraddizione, padre di una fisica e di una cosmologia protoscientifiche fondate sul divenire e sul movimento, Eraclito oppone resistenza a qualunque riduzione interpretativa che tenti di definirne i tratti dottrinari. La sua proverbiale oscurità e lo stile enigmatico e sentenzioso hanno stimolato fin dall'antichità innumerevoli interpretazioni, e lo stato frammentario della sua opera costituisce un'autentica sfida per le operazioni esegetiche dei moderni. Questa edizione una disposizione tematica dei frammenti e restituisce dunque una sistematizzazione plausibile della riflessione eraclitea, mentre il commento permette di collocare il pensatore ionico nel suo contesto storico e filosofico.‎

‎Eraclito; Gruppo di Ar (cur.)‎

‎Il superbo di Efeso. Testo greco e latino a fronte‎

‎brossura‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia‎

‎brossura La celebre operetta di Erasmo immagina che la Follia sia una dea, la quale, davanti a una piccola folla meravigliata, mostra quanti e quali benefici riceva dalla sue mani e come, senza il suo intervento, nulla nella vita sia piacevole, conveniente o sopportabile. Dall'alto del suo podio, la Follia delinea così un quadro immortale dell'umanità, passando in rassegna tutti i vizi incarnati in varie categorie di persone e personaggi, non risparmiando né re né papi, con una satira feroce che colpisce ogni tempo.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia‎

‎br.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia‎

‎br. Il titolo stesso di quest'opera ne racchiude il contenuto: figlia di Plutone e Neotete, la Follia è la divinità suprema capace di dispensare benefici agli uomini e agli dèi, dà sapore all'esistenza portando all'accettazione di sé e degli altri, genera i matrimoni e le amicizie, armonizza la società umana e domina persino sugli dèi. La Follia dissacra ma non condanna mai. Uno dei più grandi successi letterari del secolo, l'"Elogio della follia" fu tradotto in varie lingue ed ebbe numerosissime edizioni e imitazioni. Tutte le opere di Erasmo furono inserite nell'Indice dei libri proibiti istituito nel 1559.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia letto da Claudio Carini. Audiolibro. CD Audio formato MP3. Ediz. integrale‎

‎brossura L'Elogio della Follia è l'opera più famosa di Erasmo da Rotterdam. Scritta nel 1508, conserva una vivacità e una potenza dirompenti. L'autore immagina che la Follia sia una dea, che in un discorso pubblico mostra di quanti e quali benefici l'intera umanità goda grazie a lei e come, senza la sua opera, la vita risulterebbe spiacevole se non addirittura insopportabile. In quello che lo stesso Erasmo definisce come uno "scherzo letterario" con uno stile ferocemente satirico vengono passate in rassegna varie categorie di personaggi, non risparmiando né re né papi. Erasmo condanna non i seguaci della Follia, ma i veri pazzi, che, nella loro presunzione di essere infallibilmente nel vero, infliggono sofferenze e dolori all'umanità, causano guerre, tormentano l'intero genere umano. Letture interpretate da Claudio Carini.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia. Ediz. integrale‎

‎br. Se il mondo è un gran teatro, quella che siamo chiamati a recitare è una farsa implausibile e folle: comici sono il bigotto e il superstizioso, comici il retore e il poeta che parlano a sproposito, comici gli avvocati, i grammatici, i filosofi, i predicatori e i teologi perduti dietro capziose futilità e sottigliezze dialettiche; farneticanti le autorità che celano la propria piccineria dietro la dignità delle loro cariche; grotteschi i vecchi che ancora anelano alla vita, caricaturali le vecchie che non smettono di aspirare ai piaceri... L'umorismo pirandelliano era già in Erasmo. Introduzione Riccardo Donati.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia. Ediz. integrale. Con Segnalibro‎

‎br.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎Elogio della follia. Testo latino a fronte‎

‎brossura "Costui, più brutto di una scimmia, si vede bello come Nireo; quell'altro si crede un Euclide perché traccia tre linee con il compasso". Follia è la grande parata della presunzione umana, una stravagante e affollata esibizione delle debolezze, delle perversioni, dei sogni e delle illusioni dell'umanità. Questo "Elogio", scritto da Erasmo nel 1509 dopo un lungo viaggio in Italia, rappresenta ancora oggi un eccezionale tesoro. In esso è la Follia in persona che tesse le sue lodi, smascherando falsi sapienti ed eccentrici illusionisti, tutti presi in una rete di discussioni oziose e inutili. Un'opera moderna, che invita gli uomini a togliersi maschere e orpelli, e a mostrarsi così come ono: splendidi nella loro follia.‎

‎Erasmo da Rotterdam‎

‎I sileni di Alcibiade‎

‎brossura‎

‎Erasmo da Rotterdam; Brega G. P. (cur.)‎

‎I colloqui‎

‎br. "I colloqui" raccolgono una quarantina di dialoghi del grande umanista di Rotterdam. Pubblicati nel 1518 all'insaputa dell'autore, furono poi oggetto nel 1519 di un'edizione autorizzata che sub), revisioni e ampliamenti fino al 1533. I testi presentano una grande varietà di temi e di stili, dalla diatriba erudita e colta tipica del primo rinascimento alla rappresentazione di tono popolare e macchiettistico. Richiamandosi all'autentico spirito del Vangelo e alla secolare tradizione cristiana, Erasmo smaschera il culto dei santi e altre false pratiche liturgiche diffuse fra gli ordini religiosi, si scaglia contro la guerra e il mestiere del soldato e contro le monacazioni forzate, denuncia l'ignoranza da parte del clero di una corretta esegesi biblica fondata su basi filologiche e non risparmia strali polemici alle dottrine di Lutero e Zwingli. Brillanti, argute e sarcastiche fino all'irriverenza, queste conversazioni ripropongono, con la vivacità drammatica della forma dialogica, l'Erasmo lucido e caustico degli Adagia e dell' Elogio della follia che contempla con ironia l'insensatezza dei comportamenti umani dominati dall'abitudine, dalla paura, dalla superstizione.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Canfora D. (cur.)‎

‎Adagia. Testo latino e italiano‎

‎ril. Autore del noto "Elogio della follia", Erasmo considerava come sua opera principe questi "Adagia", una raccolta di motti in lingua latina, in gran parte risalenti al mondo classico, dei quali s'impegnò a ricostruire l'origine fornendo note esplicative che andavano anche al di là della mera illustrazione filologica. Erasmo si dedicò per tutta la vita a più riprese alla creazione di questa sorta di "enciclopedia" di adagi classici: in alcuni casi le sue note sviluppano poche righe, mentre a volte l'autore si cimenta in spiegazioni più ampie.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Carena C. (cur.)‎

‎Il lamento della pace‎

‎ill., br. «Ogni volta che le Sacre Scritture designano la felicità perfetta, lo fanno col nome della pace. Isaia ad esempio dice: "Il mio popolo dimorerà nello splendore della pace". E altri: "La pace sopra Israele". Isaia ancora parla con ammirazione di "coloro che annunciano la pace, annunciano il bene". Chiunque annuncia Cristo, annuncia la pace; chiunque predica la guerra, predica chi è più diverso da Cristo. Suvvia dimmi, cosa spinse il Figlio di Dio a scendere in terra, se non la riconciliazione del mondo col Padre, la fusione degli uomini fra loro mediante l'amore reciproco e indissolubile, e infine l'instaurazione della sua stessa amicizia con l'uomo? Era stato inviato dunque come mio ambasciatore, sosteneva la mia causa. [...] Medita fin d'ora su tutto ciò, o guerriero: se si è contaminati da guerre intraprese e condotte per ordine divino, quale non sarà l'effetto di quelle ispirate dall'ambizione, dalla collera, da una furia cieca? Se un pio sovrano fu macchiato dallo spargimento di sangue infedele, quale non sarà l'effetto di un così copioso spargimento di sangue cristiano?».‎

‎Erasmo da Rotterdam; Carena C. (cur.)‎

‎Paralleli ovvero similitudini. Testo latino a fronte‎

‎ril. Le Parabolae di Erasmo sono un'opera del 1514 costituita da 1369 frasi brevissime in cui vengono fatti dei paragoni tra attività della vita quotidiana e comportamenti dell'uomo dal punto di vista morale. Nel commento si evidenzia per ogni aforisma la fonte (spesso Plutarco, ma anche Seneca, Plinio il Vecchio e altri) di volta in volta rielaborata più o meno liberamente da Erasmo. Il libro è fratello minore degli Adagia e risponde allo stesso gusto per i motti, per il "pensiero breve", per la letteratura al servizio dell'etica. Tutto pervaso di cultura classica, non presenta soggetti e tematiche religiose. Fu un grande successo editoriale: ben otto edizioni successive ancora vivente l'autore, e poi riutilizzi di vario genere: come vademecum della saggezza degli antichi, i Paralleli diventeranno anche un manuale scolastico. Senza contare gli autori che in tutta Europa, per tutto il Cinquecento, hanno copiato lo schema e attinto a piene mani dal testo erasmiano. Lo propone in questa prima traduzione italiana Carlo Carena, che già di Erasmo ha tradotto l'Elogio della Follia e, per l'appunto, gli Adagia, e ha lungamente tradotto Plutarco. Dunque sa ben cogliere il passaggio di testimone fra i due. Accomunati da un tipo di riflessione morale che non è mai tetro moralismo ma anzi gusto per la vita. E sempre piacere della lingua, arguzia, sottile ironia.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Dotti U. (cur.)‎

‎Dolce è la guerra per chi non ne ha esperienza. Storie politiche tratte dagli «Adagia»‎

‎br. Gli "Adagia" sono una sorta di monumentale enciclopedia della cultura classica organizzata intorno a motti, detti, proverbi della più diversa provenienza. Talvolta Erasmo si limita a riferire in poche righe il proverbio nelle varie attestazioni che gli sono note, altre volte lo stesso proverbio gli suggerisce lo spunto per considerazioni molto più articolate e ricche. Comunque, non c'è dubbio che gli "Adagia" furono il serbatoio di sapere a cui Erasmo continuò ad attingere nel corso della sua vita. Per presentarsi alla fine come uno specchio tra i più fedeli del suo pensiero e del suo credo. I quattro "Adagia" qui proposti sono tutti di natura politica. Il primo, "Re o matti si nasce", è una riflessione che ruota attorno alla figura del Principe e all'irrazionalità o razionalità nella sua azione politica. L'adagio che invece dà il titolo al volume è tutto dedicato agli orrori della guerra e alla trasformazione dell'uomo in bestia. Dopo avere in più occasioni fatto riferimento a Ercole, l'adagio si sofferma sul fine vero della guerra: il guadagno, o meglio il rapimento e la degradazione dei beni altrui. La guerra non deve essere l'opzione da perseguire, anche nei confronti del peggior nemico (allora erano i turchi). Bisogna invece scegliere la migliore delle virtù cristiane, la carità. La chiusa da questo punto di vista è attuale ancora oggi: è comunque da preferire un turco sincero o un ebreo in buona fede a un cristiano ipocrita.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Garin E. (cur.)‎

‎Elogio della follia‎

‎brossura‎

‎Erasmo da Rotterdam; Giannetti R. (cur.)‎

‎Elogio della follia e altri scritti‎

‎br. L'"Elogio della follia", breve e fulminante trattato dedicato a Tommaso Moro (1509), è il capolavoro di Erasmo. In sapiente equilibrio tra fantasia e satira, esortazione e ironico doppio senso, l'opera, per bocca della Follia, celebra la gioventù, l'ebbrezza, il piacere, criticando la vacuità e il malcostume dei potenti e degli ecclesiastici. La «follia» di Erasmo non è però quella bacchica del furore e della perdita di sé; piuttosto è l'affermazione dei valori umanistici di tolleranza e buon senso, l'essenza stessa di ciò che di prezioso e imprevedibile c'è nell'uomo, a partire dalla disarmante adesione alla semplicità del dettato evangelico. Attraverso la sua opera più discussa e amata, corredata da una scelta di altri scritti, prende forma il ritratto spirituale dell'umanista che comprese le contraddizioni del suo tempo in maniera più lucida dei riformatori suoi contemporanei. Roberto Giannetti è nato e vive a Firenze. Dopo aver approfondito i rapporti tra psicologia e neoidealismo, si è dedicato allo studio dell'umanesimo nordico.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Lacertosa M. (cur.)‎

‎Elogio della follia‎

‎br. Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell'Umanesimo europeo, divertente e sferzante critica alla tracotanza umana, "Elogio della Follia" è senza dubbio una delle opere centrali del canone filosofico e letterario mondiale. Ma non è un'opera irraggiungibile e criptica: al contrario, è amata proprio per la sua scrittura potente e corrosiva, per la forza drammatica che nasce dall'idea di far parlare la Follia in prima persona. Come una gran dama dall'intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell'umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Erasmo non procede però a una pura opera di demolizione: al cuore dell'"Elogio" pulsa un accorato invito a considerare il messaggio di Cristo nella sua pienezza e a conformare le nostre vite alle sue parole, senza false interpretazioni.‎

‎Erasmo da Rotterdam; Lelli E. (cur.)‎

‎Adagi. Testo latino a fronte‎

‎ril. Imponente serbatoio di proverbi, sentenze e massime di saggezza derivate dalla cultura greca e latina, gli "Adagia" - l'opera a cui Erasmo riservò i suoi maggiori sforzi, lavorandovi per oltre quarant'anni - sono il più grande repertorio paremiografico mai realizzato in età moderna, del quale si offre per la prima volta in Italia il testo latino affiancato da una traduzione integrale. Uno straordinario lavoro di disseppellimento degli autori antichi portò Erasmo a raggiungere, nell'ultima redazione stampata a Basilea nel 1536, quasi quattromiladuecento voci, che arrivano a oltre diecimila se si contano tutti i proverbi e le sentenze citati nel testo. Una summa unica, dunque, della morale e del pensiero antico, ma non solo. Erasmo infatti, nei suoi commenti, inserisce spesso riferimenti alle espressioni proverbiali del suo tempo, fiamminghe, francesi, inglesi, tedesche e italiane, gettando così un ponte affascinante tra la cultura antica e la vita quotidiana dell'Europa moderna. Quella degli "Adagia", a ben vedere, può costituire senza dubbio una lettura "interattiva": alla ricerca del proverbio più familiare al lettore, che può scoprirne le antiche radici classiche. Un indice completo dei proverbi greci, latini e italiani, nonché un indice analitico, fanno di quest'opera una vera e propria enciclopedia della cultura classica, vista attraverso la lente d'ingrandimento del proverbio, ora ironica e pungente, ora severa e pensosa.‎

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