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BLAEU, Ioannem et Cornelium.
Russiae, vulgo Moscovia dictae, Partes Septentrionalis et Orientalis. Auctore Isaaco Massa.
(Amsterdam, hacia 1630), mapa coloreado a mano de época, de 42 x 54 cm. (Texto en francés a la vuelta).
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OLLIVIER, Jean-Paul.
¿Cuándo amanecerá Tovarich? (7 noviembre 1917). Historia de la Revolución de Octubre y de sus antecedentes.
Barcelona, Plaza & Janés, 1967, 22 x 15,5 cm., tela original con sobrecubiertas, láminas en papel couché con fotografías, 426 págs. + 3 h.
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CARTE des Bras du Jeniséi aux Environs de Mangaasèa. Tiré de Gmelin.
Mapa original del Siglo XVIII grabado en cobre de una sección del Río Yeniséi en Rusia, 21 x 15,5 cm.
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GÓMEZ, Hilario.
La Iglesia rusa. Su historia y su dogmática.
Madrid, C.S.I. C., 1948, 25 x 18 cm., tela original, 903 págs. + 2 hojas + 27 láminas en papel couché.
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BONNE, Rigobert.
L'Empire de Russie en Europe et en Asie. 1ere. Feuille.
(Paris, 1780), mapa original grabado en cobre de 36,5 x 25 cm. (Este primer mapa comprende la parte europea de Rusia, desde los mares Negro y Caspio hasta Suecia y Mar de Barents).
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CASTILLO, Luis del.
Compendio cronológico de la Historia y del estado actual del Imperio Ruso.
Madrid, Imprenta de Aznar, 1796, 21 x 15 cm., pasta española de época, 3 hojas + 250 págs. + 2 estados plegados + 1 hoja de erratas.
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ROUARGUE.
St. Pétersbourg (Vue de la Newa).
(Paris), Rouargue fréres, sin fecha (hacia 1840), grabado original en plancha de acero, 9,5 x 14,5 cm.
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MEMORIAS de la Emperatriz Catalina la Grande.
Barcelona, Ediciones Nauta, 1973, 19 x 11,5 cm., cartoné editorial decorado, 325 págs.
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TOLSTOY, León.
La Revolución en Rusia. Versión castellana de M. C.
Barcelona, B. Castellá, (hacia 1920), 19 x 12,5 cm., rústica editorial con la cubierta anterior desprendida, 201 págs. + 3 hojas.
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Bergmann Benjamin Fürchtegott Balthasar von
Voyage chez les Kalmuks. Traduit de l'Allemand par M. Moris, Membre de la Société Asiatique
In-8° (208x131mm), pp. (1), XXVIII, 361, bella legatura coeva p. pelle marmorizzata con bordura floreale dorata (in parte stinta) bordante i piatti. Dorso con titolo in oro su tassello verde, filetti e fregi ornamentali e floreali in oro. Unghie decorate, tagli e sguardie marmorizzate, segnacolo. Al contropiatto, ex-libris di Eugenio di Savoia Carignano con croce di Savoia coronata. Il personaggio di Casa Savoia in questione è il Principe Eugenio, Conte di Villafranca, figlio del Principe Giuseppe di Savoia, nato a Parigi nel 1816, spentosi a Torino nel 1888. Luogotenente generale del Regno, dapprima fidanzato con Maria Carolina Augusta d'Asburgo, sposò morganaticamente nel 1863 la torinese Felicita Crosio. Una litografia all'antiporta con la festa delle lampade presso i Calmucchi e 11 tavv. in fine di specimen di scrittura e linguistica calmucca. Esemplare assai bello. Sporadiche fioriture. Prima traduzione francese, ridotta rispetto all'originale, di "Nomadische Streifereien unter den Kalmüken in den Jahren 1802 und 1803" (Riga, Ghartmenn, 1804-05), uno dei primissimi resoconti esistenti sulle tradizioni del popolo calmucco e sulle loro credenze religiose, di stampo buddhista-lamaista. I Calmucchi sono una popolazione nomade di ceppo mongolo occidentale e di religione, come si è detto, buddhista-lamaista, stanziata in gruppi distaccati nelle regioni del Volga, presso Astrachan, in Mongolia e nell'Ovest della Cina. Anche la loro lingua è assai simile a quella mongolica, da cui si differenzia soprattutto a livello fonetico; la presente opera è anche una delle prime rigorose ricognizioni glottologiche della lingua calmucca. La traduzione include ex novo l'"Essai sur la fuite des Kalmucs des bord du Volga", basato su un resoconto lasciato da de Weseloff, già prigioniero dei Calmucchi, nonché su lavori di Pallas e di Rytschkov (le fonti da cui la memoria è attinta sono dichiarate nelle note alla p. 259). Bergmann (1772-1856), scrittore e viaggiatore tedesco, soggiornò per un intero anno fra i Calmucchi, seguendo fedelmente le loro tradizioni, apprendendo la loro lingua e studiando, primo tra gli europei, lo sviluppo delle loro arti e delle loro scienze, assai notevole ed in seguito oggetto dell'ammirazione anche di esploratori come Sven Hedin. Boucher de La Richarderie, V, 433-436. Aschoff, 192. Chadenat, 5323. Quérard, I, 285.
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Okouneff [Okunev] Nikolaj Aleksandrovic - Bülow Friedrich Wilhelm von
Considérations sur les grandes opérations de la Campagne de 1812, en Russie; des Mémoires sur les Principes de la Stratégie; de l'examen raisonné des propriétés des trois armes et d'une mémoire sur l'artillerie. Nouvelle édition, augmentée..
In-8° (265x177mm), pp. (4), 451, brossura editoriale con titolo entro filetto con fregi cantonali. Testo bicolonne. In fine, due tavole ripiegate, la prima con tre distinte cartografie di scenari delle campagne militari napoleoniche ("Croquis pour l'intelligence des Lignes d'Opérations"); una cartografia raffigura il Nord Italia e la Svizzera, mentre altre due cartografie più piccolo rappresentano la Prussia e la Boemia. La seconda tav. ripiegata è di schemi militari. Piccoli restauri al dorso. Consuete quanto leggere fioriture. Mancanza al piatto posteriore. Buon esemplare. Seconda edizione di accurato studio sulle operazioni militari napoleoniche nella Campagna di Russia, ampliata rispetto alla prima "de l'Histoire de la Campagne de 1800 en Allemagne et en Italie par Bulow, Officier prussien, auteur de l'Esprit du Système de Guerre moderne; et terminée par le Précis de la même Campagne dans la Souabe, la Bavière et l'Autriche traduit de l'allemand, par Ch. L. Sevelinges". L'opera è così ripartita: Considérations sur les grandes opérations de la Campagne de 1812; Mémoires sur les principes de la stratégie [considerazioni generali di strategia militare], Examen raisonné des propriétés des trois armes [raffronto tra la fanteria, la cavalleria e l'artiglieria], Mémoire sur l'Artillerie, Histoire de la Campagne de 1800. La cronaca della campagna napoleonica del 1800 in Germania e in Italia è stesa dal grande generale prussiano Friedrich Wilhelm von Bülow, protagonista in prima persona degli eventi, mentre quella della campagna in Baviera e in Austria è dovuta alla penna di Charles Louis de Sévelinges.
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Levesque Pierre Charles
Histoire de Russie, et des principales nations de l'Empire russe. Quatrième édition, revue et augmentée d'une Vie inédite de Catherine II, par l'Auteur, continuée jusq'à la mort de Paul Ier, et publiée avec des Notes, par MM. Malte - Brun et Depping
8 voll. in-8° (218x138mm), pp. XXXII, 371; 382; 395; 475; 420; 476; 449; 468; brossure marmorizzate originali con titolo a stampa su tasselli cartacei ai dorsi. Fresco esemplare in barbe e a fogli chiusi. Non è presente l'atlante iconografico. Quarta edizione di questa classica storia della Russia dalle origini al XVIII secolo, fra le migliori tra quante composte nel secolo dei Lumi. "Cette histoire, encore fort estimée en France, a joui, même en Russie, de toute l’autorité d’un livre classique jusqu’à la publication de l’histoire de Karamsine" (Hoefer, Nouvelle Biographie Générale). La presente edizione, definitiva, presenta in edizione originale la biografia di Caterina II. Il Levesque (Parigi, 1736-ivi, 1812) fu storico e poligrafo; assai poco si conosce della sua vita in quanto i suoi archivi sono scomparsi all’inizio del XX secolo. Egli si era recato a San Pietroburgo nel 1773 spronato da Diderot, divendo professore di Lettere nella locale Accademia dei Cadetti e rimanendo in Russia sino al 1780. Nel corso del suo settennale soggiorno russo raccolse il materiale per la compilazione della presente opera, destinata a larga influenza sia sulla conoscenza della Russia in Occidente sia sulla storiografia russa successiva e che fu ritenuta da August von Schlözer e dal principe Dmitrij Golicyn come la migliore storia della Russia fra quelle scritte da stranieri. Cioranescu, 40101. Cfr. Brunet, Table, 27760. Crowther, 139. Quérard, V, 276. Cfr. Weiss in Michaud, Biographie Universelle, XXIV, pp. 372-374. Francese
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Gorrini Jean [Giovanni]
La Russia moderne et les rapports italo - russes. Deuxième édition
In-8°, pp. XVI, 418, (2), brossura editoriale con titolo in rosso e nero entro duplice filettatura. Al foglio del titolo, dedica autografa dell'autore: "A S. E. il Sig. Conte Carlo Petitti di Roreto modesto omaggio dell'autore. Torino, 10 gennaio 1919 G. Gorrini". Tabelle statistiche n.t. Tra le pp. 272-273, una tav. in b.n. relativa alla ditta di cappelli Borsalino e al suo fatturato nell'anno 1913, per complessivi due milioni di cappelli venduti nel mondo. In barbe ed intonso, in ottimo stato salvo minime ingialliture dovute al tipo di carta. Il volume, uscito originariamente nel pieno della Prima Guerra Mondiale, reca numerose cancellature della censura da p. 280 a p. 325, relative a brani contenenti dati su stabilimenti industriali utili alla guerra. L’editore ne promette una riedizione non censurata alla fine delle ostilità ("Cette oeuvre, qui a vu le jour en pleine guerre modiale, a été censurée dans quelques partie ayant trait aux établissements industriels auxiliaires. Les coupures qui y ont été faites... demeureront comme un souvenir de l'époque tragique que nous traversons; elles ajouteront même à l'importance du livre et lui donneront un intérêt tout particulier. L'ouvrage paraîtra dans son texte intégral dès que les hostilités auront cessé"). Seconda edizione di questo importante studio sulla Russia moderna e i rapporti diplomatici italo-russi; questa seconda edizione (la prefazione reca la data del 15 novembre1917, a Rivoluzione d'Ottobre avvenuta) ribadisce la speranza in un futuro accordo italo-russo. Capitoli sulla topografia, il clima, la demografia, le religioni, l'amministrazione statale, la vita sociale, l'economia, l'industria e l'agricoltura, la caccia, la pesca e la zootecnia, i prodotti minerari, le vie di comunicazione terrestri e marittime, la partecipazione russa alla Prima Guerra Mondiale. La seconda parte, sulle relazioni italo-russe, contiene un capitolo sulla Russia all'Esposizione di Torino del 1911. Il Gorrini fu giurista e console italiano a Trebisonda (proprio nell'esercizio del suo ruolo diplomatico egli assistette al genocidio degli armeni in Turchia, da lui denunciato in alcune corrispondenze) e studioso di questioni geopolitiche, segnatamente in relazione alla slavistica. Bibliografia Nazionale - 1918, 1455.
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Pasquale Grignaschi
Vita quotidiana durante la campagna di Russia 1942-1943. Il diario fotografico inedito di un alpino sul Don
Il diario fotografico di un alpino sul Don, con un testo di Mario Rigoni Stern. La storia di un ufficiale del IV battaglione genio della Divisione alpina Cuneense e della sua Zeiss Ikon con dieci rullini e un taccuino: questo contiene il libro di Grignaschi, una documentazione fotografica mai prima pubblicata sulla disastosa spedizione dell'ARMIR, dalle tradotte dell'estate 1942 alla catastrofe dell'inverno 1942-43. Autori: Pasquale Grignaschi.
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Ferrari Aldo
Alla frontiera dell'impero. Gli armeni in Russia (1801-1917)
brossura
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Palin Crisanaz, Maria Pia
Favola e mito nella poesia di Sergej Esenin.
cm. 16 x 22, 310 pp. Saggi di letterature straniere 680 gr. 310 p.
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Bagnato, Bruna
Prove di Ostpolitik. Politica ed economia nella strategia italiana verso l?Unione Sovietica (1958-1963).
cm. 17 x 24, viii-616 pp. con 1 tav. f.t. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi Un analisi della linea politica italiana nei riguardi dell'Unione Sovietica all'epoca di Khrushchev dal punto di vista politico ed economico, che sottolinea il ruolo che gli interessi economici ebbero nel delineare la strategia politica italiana verso Mosca e, al contrario, i limiti imposti dagli affari politici allo sviluppo delle relazioni commerciali italo-sovietiche. An analysis of Italian policy towards the Soviet Union during the Khrushchev era from a political and economic viewpoint emphasizing the role played by economic interest in shaping Italian political strategy towards Moscow and, on the contrary, the limits imposed by political concerns to the development of Italian-Soviet commercial relations. 1102 gr. viii-616 p.
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A cura di S. Graciotti.
Battesimo (Il) delle terre russe. Bilancio di un millennio.
cm. 15 x 23, xiv-518 pp. Rilegato. Fondazione Giorgio Cini - Civilt? veneziana - Studi 926 gr. xiv-518 p.
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A cura di L. Tonini.
Demidoff (I) a Firenze e in Toscana.
cm. 17 x 24, xvi-356 pp. con 117 ill. n.t. in b.n. e 7 ill. f.t. a colori. Cultura e memoria Una famiglia di industriali russi trasferiti a Firenze all'inizio dell'Ottocento diviene riferimento, nel Granducato, per una vasta serie di attivit? e di interessi un raggio esteso dagli Urali a Parigi: dal collezionismo d'arte all'imprenditoria industriale, dall'architettura all'artigianato, dall'attivit? diplomatica alla filantropia. I contributi di questo volume segnano una tappa essenziale negli studi sui rapporti tra Russia e Italia, e rendono anche conto della ricchezza inesplorata di materiali d'archivio finora inediti. A family of Russian industrialists moving to Florence at the beginning of the nineteenth century becomes a focal point in the Granducato for a vast series of activities and interests extending from the Urals to Paris: from collecting works of art to industrial affairs, from architecture to craftwork, from diplomatic relations to philanthropy. The contributions to this volume mark essential milestones in the study of relationships between Russia and Italy and take into consideration the unexplored wealth of material available in the Archives as yet unpublished. 950 gr. xvi-356 p.
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A cura di B. Bagnato.
Diari (I) di Luca Pietromarchi ambasciatore italiano a Mosca (1958-1961).
cm. 17 x 24, l-446 pp. con 1 tav. f.t. Fondazione Luigi Einaudi. Torino - Studi I diari rappresentano una fonte preziosa per comprendere le difficolt? con cui progredirono, alla fine degli anni Cinquanta/inizi Sessanta, le relazioni italo-sovietiche e, pi? in generale, i rapporti bipolari. Dalla sede di Mosca, Pietromarchi registra le difficolt? che incontr? il processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali e il dipanarsi della seconda crisi di Berlino, aperta nel novembre 1958 e chiusa con la costruzione del Muro, nell?agosto 1961, poche settimane dopo il richiamo a Roma dell?ambasciatore. The diaries represent a precious source in understanding the difficulties against which the Italo-Soviet relationship, and bipolar ones in general, advanced towards the end of the Fifties beginning of the Sixties. From Moscow, Pietromarchi records the difficulties encountered in the process of normalisation of bilateral relations and the resolution of the second Berlin crisis, that began in 1958 and ended with the building of the Wall in August 1961, several weeks after the Ambassador was called back to Rome. 888 gr. l-446 p.
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A cura di I. Grigorieva, J. Kuznetsov, I. Novoselskaja.
Disegni dell'Europa Occidentale dall'Ermitage di Leningrado.
cm. 17 x 23, 96 pp. con 100 ill. f.t. Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi - Cataloghi 370 gr. 96 p.
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Romano, Andrea
Contadini in uniforme. L?Armata Rossa e la collettivizzazione delle campagne nell?URSS.
cm. 17 x 24, xiv-252 pp. Fondo di studi Parini-Chirio - Universit? degli Studi di Torino. Storia Viene ricostruito lo scontro tra mondo rurale e regime sovietico che segn? la collettivizzazione forzata delle campagne nella Russia di Stalin. Utilizzando una larga documentazione inedita, raccolta negli archivi di Mosca, l?autore indaga gli obiettivi di trasformazione culturale ed economica perseguiti nelle campagne dalla ?rivoluzione staliniana? e le strategie di resistenza che vennero adottate dalla societ? contadina. A reconstruction of the clash between the rural community and the Soviet Regime marking the compulsory collectivization of the countryside in Stalin?s Russia. Making use of a vast amount of unpublished documents from the archives in Moscow, the author investigates the aims of the cultural and economic changeover pursued by the ?stalinian revolution? and the strategies of resistance adopted by the rural community. 490 gr. xiv-252 p.
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Jacques Sapir
Il caos russo. Disordine economico, conflitti politici, decomposizione militare
Autori: Jacques Sapir. Curatori: F. Battera, A. Sfrecola, E. Corsino. Traduttori: M. Cardona.
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Bonvicini Lino
Russia 1941-1943. Memorie di valsoldese in guerra
brossura Lino Bonvicini ci ha lasciato un protocollo della più disastrosa fra le criminali imprese belliche del regime fascista.
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Rogger Hans
La russia pre-rivoluzionaria (1881-1917)
brossura
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Giusti Maria Teresa
La campagna di Russia. 1941-1943
ill., br. Quando nel giugno 1941 Hitler scatenò l'«operazione Barbarossa» contro l'Unione Sovietica, avrebbe fatto volentieri a meno dell'aiuto italiano; l'Italia, aveva scritto a Mussolini, avrebbe giovato di più concentrando il suo impegno in Nordafrica. Ma Mussolini voleva esserci a tutti i costi, e fece costituire il Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir), che a metà luglio partì per il fronte orientale. Un anno dopo, unito a nuovi corpi d'armata nell'Armir (Armata italiana in Russia), fu schierato sul Don dove l'offensiva sovietica, fra dicembre 1942 e gennaio 1943, lo annientò. Dei 230 mila italiani partiti per la Russia, 95 mila non fecero ritorno: uccisi in combattimento o morti di stenti e di freddo nelle «marce del davaj» e in prigionia.
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Ossendowski Ferdinand A.; De Turris G. (cur.)
Bestie, uomini, dei. Il mistero del re del mondo
br. Il libro è un'opera dai molteplici aspetti: è un libro di viaggi; è una testimonianza del genocidio comunista dalle sue origini alle ultime lotte antibolsceviche condotte nel 1920-1921 agli estremi confini dello sterminato impero russo, in Mongolia; è la biografia di un personaggio ignorato e inquitante come il barone generale Ungern; è la rivelazione in Occidente del "mistero dei misteri": il "Re del Mondo". Avventura, politica, guerra, misticismo; battaglie fra mongoli, russi e cinesi; gli intrighi politici di tre diplomazie; la figura allucinata del barone Ungern; il mistero dell'Agartha; la profezia del Re del Mondo; le visioni dei Lama: l'autore ha saputo descrivere tutto questo assieme alla sua vicenda personale.
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Fiore Tommaso; Caratozzolo M. (cur.)
Al paese di utopia
ill., br. Nell'estate del 1957, in occasione del VI Festival della gioventù di Mosca e all'alba del disgelo chruaëviano, un'ampia delegazione di illustri intellettuali italiani e appassionati del mondo sovietico si recò nella capitale russa. Di tale delegazione faceva parte anche Tommaso Fiore che, dopo tale esperienza, non solo intensificò il proprio vivo interesse per la letteratura russa e sovietica, ma si impegnò anche nella redazione del resoconto di viaggio "Al paese di Utopia" (1958). Si tratta di una testimonianza sul mondo sovietico, ricca di interessanti osservazioni non solo sulla politica, ma anche sul paesaggio e sulla vita quotidiana di un Paese che, superando la Guerra Fredda, cominciava il suo percorso verso un'epoca di maggiore distensione. Nel libro troviamo le osservazioni di un grande meridionalista per il quale la Russia era stata sin dagli studi universitari un punto di riferimento importante, alcuni momenti della cui storia trovavano un particolare riflesso in quella del territorio pugliese.
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Fazolo Alberto; Nemo
In Donbass non si passa. La resistenza anifascista alle porte dell'Europa
br. Sono anni che una storia completamente rimossa dai mezzi d'informazione continua a scrivere pagine di sangue alle porte dell'Europa. È la storia delle Repubbliche Popolari del Donbass dove, di fronte a un colpo di stato apertamente fascista e in una situazione di volta in volta indebitamente dipinta come "conflitto etnico" o come interferenza della Russia negli affari ucraini, molti distaccamenti delle milizie si formano nel nome del comunismo e sotto le bandiere rosse della ex Unione Sovietica. Sin dall'inizio del conflitto, alla lotta prendono parte molti volontari stranieri, che danno vita alle proprie formazioni all'interno della Milizia Popolare. Tra queste (e probabilmente la più nota), il gruppo "InterUnit" della brigata "Prizrak", in cui hanno prestato servizio soldati provenienti da ogni parte del mondo: protagonisti di una vicenda di antifascismo e solidarietà internazionalista. Prefazione di Alexey «Dobrij» Markov.
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Piazzai Gabriele
Due letture della campagna di Russia. Mario Rigoni Stern e Giulio Bedeschi (1941-1943). Ediz. integrale
br. Nel Giugno del 1941 inizia l'Operazione Barbarossa, l'attacco della Germania di Hitler all'Unione Sovietica. A combattere sul Fronte Russo anche molti soldati italiani, tra cui gli alpini Mario Rigoni Stern e Giulio Bedeschi. Sebbene partecipanti alla stessa dolorosa guerra, maturarono considerazioni finali diverse, per certi versi opposte. Il tema di questo breve testo è proprio questo, la comprensione di queste differenze, espresse nei loro due libri fondamentali: Il sergente nella neve (1953) di Mario Rigoni Stern e Centomila gavette di ghiaccio (1963) di Giulio Bedeschi.
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Castellina Luciana
Siberiana
ill., br. Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani attraversa la Russia asiatica. In occasione della Fiera del libro di Mosca, la delegazione viene accompagnata attraverso i profondi cambiamenti della Russia, dal centro alle periferie dell'impero, cinque fusi orari e seimila chilometri da Mosca. La convivenza nei vagoni della Transiberiana, affacciati per centinaia di chilometri sui boschi di betulle, trasforma presto gli ospiti in una brigata allegra che colora il viaggio dei toni di un'inattesa gita scolastica. La cronaca di Luciana Castellina ha la ricchezza di uno scavo archeologico - e come quello riserva molte sorprese - attraverso i diversi strati che l'aspra terra siberiana rivela allo sguardo acuto della scrittrice: all'esplorazione di un presente aperto e contraddittorio si sovrappongono la memoria personale di una testimone appassionata e la storia di popoli, avvenimenti e personaggi scoperti tra le pieghe del passato. Al ritorno, restano alla viaggiatrice un agrodolce "mal di Russia" e il "rovello che ti lascia una società difficile da capire. E infatti, poi, non si smette di cercare".
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Malizia Nicola
Ali sulla steppa. La regia aeronautica nella campagna di Russia
ill., br.
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Corti Eugenio; Rivali A. (cur.)
«Io ritornerò». Lettere dalla Russia 1942-1943
br. Il 9 giugno 1942 Eugenio Corti partì volontario per la campagna di Russia, l'esperienza decisiva della sua vita, in cui maturò la risposta alla vocazione di scrittore. Le immagini che vide, le storie che incontrò e il gelido calvario della Ritirata, si verseranno poi nelle pagine dei suoi capolavori, "I più non ritornano" e la grande saga del "Cavallo rosso". Ora, grazie a queste preziose lettere, qui pubblicate per la prima volta, possiamo conoscere particolari inediti di quella tragica avventura e del cantiere remoto di un narratore assetato di verità e di bellezza.
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Nicolai Giorgio M.
Il grande orso bianco. Viaggiatori italiani in Russia
brossura
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Bonvicini Lino
Russia 1941-1943. Memorie di valsoldese in guerra
brossura Lino Bonvicini ci ha lasciato un protocollo della più disastrosa fra le criminali imprese belliche del regime fascista.
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Raviglione Anna
Soldato Salza Renato l'eroismo e l'umiltà. La storia di un sopravvissuto alle campagne di Albania e di Russia
ill., br. Partito per il fronte greco-albanese nel 1941 e poi nel 1942 per la Russia il protagonista di questa storia rappresenta la dolorosa esperienza di un sopravvissuto a due campagne e anni di prigionia. Renato Salza era un soldato della divisione "Sforzesca" richiamato il 20 gennaio del 1941 nel 53° reggimento di fanteria "Umbria". Il reggimento raggiunse il fronte greco-albanese partecipando ai combattimenti di Mali Scindeli, Mali Trebescines, Klisura. Il 9 aprile dopo quarantadue giorni di linea, il plotone di Salza venne finalmente posto a riposo e spostato nelle retrovie a Cascisti. Di 180 uomini erano rimasti solamente in 38. A luglio, dopo le ultime operazioni, l'unità rientrò a Biella. Il 26 giugno del 1942 Salza partì per la Campagna di Russia inquadrato nell'ARMIR. A Natale dopo la ritirata della "Sforzesca", il soldato, con altri compagni, venne catturato e internato nel campo di concentramento 54/4 di Kamenka dal quale rientrerà solamente nel 1948.
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Scaccia Pino
Voci e ombre dal Don. Lettere, documenti, memoriali, immagini dell'ARMIR in Russia
ill., br. La tragedia dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi. Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l'elettricista o Pons "il bombarolo"; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia. Questo libro esce in prossimità dell'inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell'Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.
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Bulgarelli Riccardo
Fronte del Don. Dicembre 1942. Arbusowka-Meskoff. Sulle tracce di Rubens
brossura Rubens Bulgarelli, zio dell'autore di questa ricerca, è stato uno degli 85000 soldati italiani caduti o dispersi sul fronte russo dal dicembre del 1942, durante la seconda guerra mondiale. Più di un terzo dell'Armata italiana in Russia (ARMIR) non fece più ritorno in Italia. Quella tragedia fu la conseguenza di due diverse offensive sovietiche che, nel dicembre 1942 sul fronte centromeridionale dell'armata e nel successivo gennaio su quello settentrionale, accerchiarono le nostre divisioni di fanteria prima e quelle degli alpini dopo, costringendole ad una duplice e drammatica ritirata. Calato nella prima e meno nota di queste due tragedie simili, il testo cuce le iniziali labili tracce del sergente Bulgarelli, artigliere del LXXIII gruppo di Artiglieria d'Armata, fino in Arbusowka, la "valle della morte", dove di lui si perdono ufficialmente le tracce il 23 dicembre 1942. Poi però il riscontro con fonti inizialmente non a disposizione, consente la ricostruzione di una storia più articolata e complessa che prende gli avvii nella caserma Passalacqua di Verona per concludersi sulla collina di Meskoff...
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Milani Giulio
I naufraghi del Don. Gli italiani sul fronte russo. 1942-1943
br. La campagna di Russia e la disastrosa ritirata dell'Armir raccontate attraverso le vere storie di una ventina di uomini che vi hanno partecipato in unità e con gradi differenti. Seguiamo questo piccolo plotone nei mesi precedenti alla spedizione e poi durante la partenza; vediamo i protagonisti insediarsi sulle rive del Don, tra difficoltà logistiche e insensatezze strategiche. Conosciamo armi, dotazioni, uniformi dei nostri. Assistiamo alla progressiva demoralizzazione di fronte alla superiorità russa per uomini e mezzi e poi alla ritirata a piedi per centinaia di chilometri con quaranta gradi sotto zero. Il sapore è quello della verità cruda che mescola coraggio e codardia, crudeltà e umanità. Una visione capace di riassumere gli accadimenti della storia a un'altezza d'uomo che rende possibile percepirne i dettagli.
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Di Girolamo Giovanni
Prigionieri della steppa. La storia della Celere e del 3° reggimento bersaglieri in Russia
ill., br. Il volume che fa conoscere l'eroismo italiano sul Don. Se la storia degli alpini nella campagna di Russia è ben documentata dai racconti di Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi, Nuto Revelli, Carlo Vicentini e Nelson Cenci, quella del 3° reggimento bersaglieri della divisione Celere non era stata mai scritta con tale dovizia di particolari, analizzando in dettaglio gli eventi che sancirono il suo sacrificio e la sorte dei protagonisti. Si trattò di un reparto d'élite: circa 3.000 bersaglieri comandati da un veterano della Grande Guerra, eroe sul Montello, il novarese Aminto Caretto, e confortati dal cappellano militare Giovanni Mazzoni, aretino, l'unico cappellano che fu decorato con due medaglie d'oro. Soldati che meritano 6 medaglie d'oro, 135 medaglie d'argento, 251 medaglie di bronzo e 289 croci di guerra: un'epopea. La narrazione è coniugata con una documentazione fotografica inedita. Presentazione di Rocco Viglietta. Prefazione di Riccardo Bulgarelli.
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Corti Eugenio
I più non ritornano. Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo (inverno 1942-43). Nuova ediz.
br. «Nel cielo ormai quasi buio s'inseguivano lucenti pallottole traccianti. In quel cielo c'era Dio: io stavo muto e grigio davanti a Lui, nel gran freddo. Vicino a me c'erano la mia miseria e il mio voler continuare a essere uomo e capo di uomini, nonostante tutto». Il diario dell'odissea del ventunenne tenente d'artiglieria Eugenio Corti, uno dei quattromila italiani (su 30mila) che riuscirono a scampare dalla sacca di Arbusov nella Campagna di Russia. Il libro apparve in Italia nel 1947, e quella di Corti fu, in assoluto, la prima voce a raccontare l'inferno bianco della tragedia dell'Armir.
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Chioffi Vittorino; Chioffi M. C. (cur.)
Faville di umanità tra gli orrori della guerra. Campagna di Russia 1942 1943. Racconti e noterelle di un reduce
ill., br. «Mamme e padri, se vivete ancora, figli e spose, non cercate di conoscere o di immaginare come è morto il vostro congiunto. Né in questo... né nell'altro mondo. È morto e basta. Troppo grande sarebbe lo strazio per voi e anche per lui, sfortunato e valoroso, se sapesse che non vi è stata risparmiata la verità. È morto e basta, la sua lunga agonia, ferito e solo, magari su di un filo spinato, le sue orride ferite, solo, nella notte e nel gelo, per quanto sia durata è finita». Vittorino Chioffi è uno dei superstiti della tragica ritirata di Russia. Questo libro è il racconto, tra mille pericoli e peripezie, di un tenente della Sanità del Regio Esercito che ha visto con i propri occhi il dolore immenso della morte, della perdita, della fine di ogni speranza. L'Armir di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa si dissolve e l'autore con pochi altri, fortunosamente riesce ad uscire dalla sacca. Tra camion e ambulanze, lunghe file di disperati a piedi, le isbe e la popolazione, i carri armati sovietici, gli attacchi aerei, Chioffi osserva pietosamente l'umanità disfatta in guerra.
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Giusti Maria Teresa
I prigionieri italiani in Russia. Nuova ediz.
ill., br. Fondato su materiale inedito proveniente dagli archivi ex sovietici e sulle testimonianze dei sopravvissuti, il libro ricostruisce il destino dei militari italiani fatti prigionieri dai sovietici nella seconda guerra mondiale, raccontandone il terribile calvario dal momento della cattura alle massacranti «marce del davaj» verso i primi campi di raccolta nelle retrovie, dai lager al difficile e contrastato rimpatrio, fino alla «contabilità» dei morti e dei dispersi. Uscito nel 2003 (Premio Cherasco Storia), il libro nel 2014 è stato riproposto in una nuova edizione ampliata sulla base di importanti documenti emersi di recente, che contribuiscono a gettare luce su ulteriori aspetti come la questione dei crimini italiani in Russia, l'opera di spionaggio nei lager, l'azione della Cgil e della Santa Sede.
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Revelli Nuto
La strada del davai
brossura Ufficiale degli alpini in Russia, protagonista della Resistenza nel cuneese, Revelli si è battuto per dar voce ai dimenticati di sempre: i soldati, i reduci, i contadini delle campagne più povere. Questa è la testimonianza delle storie vere e tragiche di cui furono protagonisti gli alpini della Cuneese sul fronte russo: lo sfacelo di un esercito, la tragedia di uomini gettati allo sbaraglio, beffati e traditi, che pure riscoprirono in sé le profonde ragioni della dignità del vivere. "La strada del davai ("avanti, cammina!" in russo) non mi ha fatto dormire - ricorda Mario Rigoni Stern - non perché i fatti raccontati mi siano nuovi, ma per la verità atroce che continua nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze".
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Schlemmer Thomas; Osti Guerrazzi Amedeo
Invasori, non vittime. La campagna italiana di Russia 1941-1943
br. Era il 22 dicembre 1942 quando migliaia di soldati tedeschi e italiani si trovarono fianco a fianco nel tentativo di salvarsi da un violento attacco dell'Armata Rossa ad Arbusov. Vitto, munizioni, medicinali e carburante erano finiti e le truppe sovietiche, in vantaggio numerico, li avevano accerchiati e li bersagliavano senza sosta. Poi un giovane carabiniere balzò a cavallo, brandì un tricolore e si scagliò contro le mitragliatrici nemiche al grido di "Savoia". Il suo eroismo diede nuovo vigore ai compagni, che respinsero i sovietici all'arma bianca. Questa è solo una tra le tante storie della seconda guerra mondiale divenute leggenda, ma testimonia quanto a fondo la sfortunata campagna di Russia sia entrata nella memoria italiana, cristallizzandosi nel ricordo come una "tragica fatalità". Testimoni del tempo e pubblicisti non esitarono a romanzarne il racconto secondo un copione che invariabilmente assegnava ai soldati italiani il ruolo di vittime: dei comandi fascisti, di una guerra spietata contro l'Armata Rossa, della vastità del territorio, della durezza della natura e, non da ultimo, vittime dei tedeschi, che - dopo averli traditi - avrebbero abbandonato i coraggiosi alleati. Si omise di ricordare che gli italiani combattevano una guerra offensiva e non difensiva, che erano gli invasori, gli occupanti respinti dai partigiani.
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Destivelle H. (cur.); Dóci V. S. (cur.); Simonelli F. (cur.)
I Domenicani e la Russia. Ediz. multilingue
brossura In occasione del secondo centenario dell'affidamento della chiesa parrocchiale di S. Caterina di san Pietroburgo all'Ordine dei Predicatori e dell'arrivo dei primi frati nella capitale dell'Impero russo nella anni 1815-1816, l'Istituto storico dell'Ordine dei Predicatori ha organizzato un Convegno storico internazionale de "I Domenicani e la Russia" presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino a Roma dal 9 al 10 dicembre 2016. Nel presente volume vengono offerti al lettore gli interventi tenuti durante il Convegno, insieme ad alcuni altri saggi concernenti la storia delle relazioni multidimensionali tra l'Ordine e la Russia.
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Galvagno Dionigi
Il pane e la neve
ill., br. Siamo nel 1943. Spedizione ARMIR Armata Italiana in Russia. Partirono in 80000 e ritornarono in 500. Il punto di vista di Dionigi Galvagno è quello di un panettiere, una persona comune, che si trova ad essere tra i sopravvissuti della disfatta italiana, uno dei più tragici eventi della seconda guerra mondiale, tra carestie, gelo e la durezza di un cammino seminato di morte. Un ricordo vivo e toccante a distanza di quasi 80 anni, originariamente un diario scritto per le nipoti.
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Scaccia Pino; Andreuccetti R. (cur.); Martini R. (cur.); Desiderio C. (cur.)
Un inverno mai così freddo come nel 1943. Armir, la marcia del davaj: il sacrificio italiano in Russia
ill., br. Lettere, fotografie e memorie di decine di dispersi, prigionieri o sopravvissuti alla ritirata di Russia. Soldati italiani di tutte le armi, raccontano attraverso gli ultimi ricordi, i giorni tragici del dicembre 1942 e gennaio 1943. L'Armir, spazzato via dalle armate sovietiche, si ritira in gran parte disordinatamente attraverso la steppa congelata. A meno quaranta gradi uomini e muli camminano tra una isba e un villaggio, attraverso mitragliamenti aerei, attacchi di carri armati e la morte per sfinimento. Migliaia rimarranno lungo quei sentieri e altre migliaia nei campi di concentramento russi, dove la fame e le malattie uccideranno i più deboli. Tra eroismi, atti di umanità, ma anche gesti di crudeltà inauditi, una generazione scomparirà senza lasciare traccia. In questo libro venticinque testimonianze di coloro che sono partiti per l'inferno del Don.
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Moscioni Negri Cristoforo
I lunghi fucili. Ricordi della guerra di Russia
br. «"I lunghi fuciliµ ci rivelano uno scrittore conciso e limpido, tutto visivo, che sembra partecipare con tutto se stesso alle cose che narra. Certi suoi episodi delineati con mano sobria... raggiungono, attraverso la scrupolosa esattezza del resoconto, un respiro di tragica epopea» Italo Calvino Questa memoria della campagna di Russia, scritta da colui che fu il comandante di Rigoni Stern, è certamente una delle più impressionanti, polemiche e dure testimonianze sull'esperienza della guerra italiana al fronte russo. Con l'eloquenza secca dei fatti, Moscioni vi racconta l'odissea degli alpini in linea sul Don e poi nella tragica rotta del gennaio 1943: la storia di un esercito mal condotto e peggio equipaggiato, di una guerra senz'odio eppure sanguinosa e spietata al fianco di un alleato tedesco ben diversamente fornito, guidato e motivato; una guerra che pare trovare il suo senso soltanto nella dimensione ravvicinata, nella comunione del tenente con i «suoi» alpini, nel dovere umano e militare della solidarietà, del farcela insieme entro l'insensatezza di un'organizzazione inefficiente e stupida, contro la quale l'autore scrive la sua denuncia indignata.
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Fredduzzi Carlo
Gli amici di Mosca. Dall'Associazione Italia-Urss all'Associazione Italia-Russia
br. Nata nel 1944 dall'idea di un gruppo di giovani studenti e intellettuali tra cui Antonio Banfi, Rossana Rossanda e Cesare Musatti, l'Associazione Italia-Urss è stata per decenni un punto di riferimento per gli scambi culturali ed economici tra l'Italia e l'Unione Sovietica. Ha attraversato settant'anni di storia e cultura, divenendo nel tempo fulcro e crocevia delle relazioni culturali ed economiche tra i due Paesi. Ancora oggi l'Associazione mantiene un ruolo chiave nella promozione della cultura russa classica e contemporanea, attraverso una costante cooperazione e un supporto attivo nella realizzazione di progetti, idee culturalmente dinamiche ed esperienze multidisciplinari tra i due Paesi.
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