2021br. Quando non si è più "ragazzini", si può ancora giocare a tennis con l'entusiasmo di un adolescente? E perché è così bello farlo? È quello che si chiede Gerald Marzorati, editor del «New York Times Magazine» che, non più giovanissimo, ha deciso di dedicarsi anima e corpo alla sua passione: il tennis, cominciando a prenderlo molto, molto sul serio. Si parte da una premessa: non è mai tardi per imparare, né lo è per scrivere la propria "storia sportiva", e se non c'è più lo scatto di un tempo e si arriva tardi sulla palla, sarà ancora più bello essere guidati da un maestro a costruire la propria battuta o un rovescio come si è sempre sognato, in cerca del gesto perfetto e della soddisfazione personale. Proprio come succede in queste pagine fatte di allenamenti, tornei, piccole rivalità e grandi amicizie in cui il tennis diventa una vera ragione di vita. Ricco di aneddoti, consigli tecnici e personaggi carismatici come ex campioni e guru, "Tardi sulla palla" è un omaggio al tennis e a chi non ha perso la voglia di migliorarsi, perché giocare meglio di ieri è divertente a qualsiasi età. È stato scritto che "proprio come il suo libro (riflessivo, saggio e intelligente), Marzorati è il tipo di persona e di tennista con cui si è felici di condividere prima una partita e dopo una birra." E alla fine di una giornata passata a sudare su un campo di terra rossa, cosa si può volere di meglio?
2021br. Le storie più belle dei 50 anni del torneo che ha aperto le porte solo ai campioni. Dall'ideatore Kramer all'avvento dei giovani Zverev, Tsitsipas e Medvedev passando per Federer e Sampras, Borg e McEnroe, Becker, Kuerten, Djokovic e tanti altri... Il Master (oggi ATP Finals) è uno dei miti del tennis, e da quest'anno approda a Torino, dove farà tappa per il prossimo quinquennio. Il mito nasce dal fatto che alle Finals sono ammessi solo gli 8 tennisti in testa alla classifica annuale. Non a caso le edizioni fin qui disputate (l'evento è nato nel 1970) hanno riservato sfide di una bellezza unica. Da questa "crema" del tennis, Daniele Azzolini ricava le storie e i volti che hanno reso le Finals il quinto torneo per importanza del tennis, dopo i 4 del Grande Slam. Ne è sortito un romanzo dell'evento più disorientante che vi sia, dato che nelle Finals si può addirittura perdere un match e alla fine vincere il torneo. La speranza è che da quest'anno ci sia spazio per gli italiani. Due addirittura. Matteo Berrettini e Jannik Sinner sono i primi in lizza per la qualificazione. Prefazione Adriano Panatta.
2022br. Venus e Serena Williams, le due donne più vincenti e influenti nella storia sportiva, sono il risultato di un preciso e lucido progetto, che ha avuto inizio prima ancora che nascessero, elaborato dalla geniale (o folle) mente del padre, Richard. Un progetto mirato a favorire l'emancipazione dell'intera famiglia, liberandola dallo stato di soggezione in cui Richard era vissuto. Prima in Louisiana, nel profondo Sud statunitense, poi nelle metropoli caratterizzate da profonde divisioni tra comunità bianche e nere. Richard scommette sulle figlie che devono ancora nascere, come un condottiero che vuole andare alla conquista di un impero senza avere ancora un esercito. Con le sue scelte le forgia per renderle forti, determinate, combattive e ambiziose; ma ha anche il buon senso di salvaguardare la loro crescita, distinguendosi dagli altri padri-orchi di cui il mondo dello sport è ricco. E così arrivano i trionfi: 30 slam vinti tra i 23 di Serena e i 7 di Venus, medaglie olimpiche a profusione, record di imbattibilità tuttora insuperati e una carriera interminabile, che ha regalato loro ancora immense soddisfazioni alle soglie dei quarant'anni. Questo libro narra il percorso straordinario di una famiglia speciale, costellato di cadute e resurrezioni, trionfi e tragedie. Un famiglia vittima e testimone della violenza della società americana, capace però di diventare protagonista della storia e del costume a stelle e strisce.
2022br. Nate come esibizione e spesso criticate per la loro formula originale (il girone all'italiana, da alcuni considerato poco adatto al tennis), le ATP Finals hanno ormai superato il mezzo secolo di vita e godono di ottima salute. Quello che un tempo veniva chiamato il "torneo dei maestri" chiude ogni anno la stagione agonistica mettendo a confronto i migliori giocatori del momento, e nel suo lungo viaggio ha fatto tappa in quattordici città e in quattro continenti. Tutti i più grandi campioni dell'Era Open l'hanno giocato, e solo alcuni di loro sono riusciti a vincerlo. Ora che sono approdate per la prima volta in Italia e fino al 2025 saranno ospitate a Torino, è venuto davvero il momento di dedicare alle Finals una monografia esaustiva. È ciò che fa Remo Borgatti in questo volume, ripercorrendo le vicende e le curiosità delle cinquantadue edizioni (a partire da quella di Tokyo, fortemente voluta dal genio organizzativo di Jack Kramer) e affiancando alla cronaca una dettagliata sezione statistica, a uso e consumo dei fan più esigenti. Un racconto di un torneo unico, che ha contribuito certamente a scrivere la storia dei tennis, affascinando nel corso del tempo milioni di tifosi e appassionati.
2017br. Negli anni della giovinezza e ben prima di diventare il più grande innovatore della letteratura americana contemporanea, David Foster Wallace si è a lungo dedicato al tennis, entrando nelle classifiche regionali e sfiorando la fama che ha saputo costruirsi altrove, e con ben altri esiti. Il tennis è rimasta una delle sue grandi passioni, tradotta nelle pagine di "Infinite Jest" e "Tennis, TV, trigonometria e tornado". Ma soprattutto in due saggi, qui raccolti insieme per la prima volta, e dedicati rispettivamente a Roger Federer e a un'epica edizione degli U.S. Open. Ma anche a mille altre cose: lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta, tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici "sporchi" che ruotano intorno a ogni sport. Il tutto, nella lingua immaginifica e inimitabile che i fan di David Foster Wallace hanno imparato da tempo a conoscere e amare.
2009br. Tenera melanconia, tramonti, ricordi. Un passato bellissimo vissuto in un mondo scomparso, quello delle Colonie. Un'epoca lontana vista con infinita nostalgia dagli occhi di una donna. Anni trascorsi in paesi stupendi come erano allora: Etiopia, Eritrea, Kenya, Somalia. In "Maldafrica" tutto è reale ma una verità ne sovrasta ogni altra: per quanti danni l'uomo possa fare alla terra non riuscirà mai a rovinare un tramonto forse perché il sole che scompare ha un significato ben più profondo di una semplice giornata che finisce. Nel racconto il tramonto si identifica con la vita che scappa e se ne va, scivolando tra le dita di una ragazza, come la sabbia rosa che raccoglieva sulle spiagge delle isole Bajuni. Gioie, dolori, emozioni, vittorie, sconfitte, malattie, amori, come nella pellicola di un vecchio film, lentamente si sfuocano e finiscono per scomparire. Piccola come un fotogramma, la scintilla di speranza è nascosta in quel tramonto che di ogni giornata è il momento più bello ma inevitabilmente diventa anche il più triste.
2022br. l volume "La forza mentale nel tennis: il modello M.E.C.A." è il primo strumento specifico per la preparazione mentale nel tennis, rivolto a psicologi, tecnici, maestri e istruttori, nonché a tutti gli appassionati degli sport della racchetta. Il presente lavoro delinea il fondamentale ruolo del preparatore mentale in ambito tennistico, nella costruzione della consapevolezza del giocatore. Attraverso la struttura semplice e familiare di un tempio a quattro colonne, facile da visualizzare, lo sguardo del giocatore corre lungo le quattro colonne, che rappresentano le abilità mentali, fino al frontone, su cui campeggia la scritta "conosci te stesso". Il giocatore impara a conoscersi come persona e come giocatore, in termini di Motivazione, Emozione, Concentrazione e Autoconvinzione e attraverso la loro proiezione sull'immagine del tempio può trovare la strada per risolvere i problemi che incontrerà nella competizione. Esiste un gap tra quello che il giocatore crede di saper fare per ciascuna delle quattro colonne e quello che effettivamente riesce a fare in allenamento e in campo. La presa di coscienza e la riduzione della discrepanza di questo gap è l'essenza del metodo che consente al giocatore di esprimere il suo reale valore in campo. Questo obiettivo è perseguito dal volume attraverso una innovativa metodologia, che accosta la presentazione delle teorie più affermate nella psicologia dello sport per la preparazione della mente del tennista a esercitazioni in campo e partite mirate e finalizzate al miglioramento della forza mentale. I numerosi strumenti a disposizione, teorici e pratici, consentiranno la costruzione di una forza mentale M.E.C.A. solida e resiliente.
2021brossura "Il Tennis è lo specchio della vita. La vita, lo specchio del Tennis. Una dualità imprescindibile. C'è un invisibile filo che lega questi due mondi e, nonostante si giochino su due campi differenti, hanno molteplici similitudini. Le situazioni, sia del Tennis che della vita, sono praticamente "intercambiabili". Sfogliando questo libro lo capirai ma soprattutto, apprenderai come affrontarle. I capitoli si alternano secondo tre Aree: Mentale, Tennis e Sensazioni. Per quale motivo? Perché, per giocare a Tennis e puntare a diventare un ottimo tennista hai la necessità di svilupparle, nonché migliorarle tutte e tre. Puoi essere tecnicamente un eccellente Tennista (Area Tennis), ma se non sai come gestire la mente (Area Mentale) e farla seguire da una giusta emotività (Area Sensazioni) sarà difficile affrontare il gioco con la migliore performance. Puoi essere forte con la ragione (Area Mentale), ma se a livello di percezioni (Area Sensazione) non diventi esperto nell'ascoltarti, rimarrai in uno stato di blocco, nonostante tu abbia tutte le informazioni, le strategie, le regole e gli strumenti da applicare (Area Tennis). Tutto questo, così come nel Tennis anche nella vita, ti permetterà di vincere i tuoi personali match e le sfide quotidiane, insieme, in un "Doppio vincente", per diventare un campione... in primis per te stesso!"
2022br. Dal 1976 al 1980 l'Italia è la squadra da battere. Parliamo di tennis e il trofeo per cui si lotta è la Coppa Davis. La squadra è formata da quattro giocatori: Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli. In quei cinque anni raggiungono la finale quattro volte, vincendo solo una volta: nel '76 contro il Cile. Intorno a quella finale si crea un vero e proprio caso politico, con enormi polemiche sull'opportunità di andare a giocare con i colori dell'Italia nel Cile del dittatore Pinochet. "Una Squadra" è la voce dei cinque artefici di una delle vittorie più epiche dello sport nazionale.
2022ill., br. Un libro che racconta l'appassionante storia di un gioco, il Tennis, con una tradizione intatta ma al tempo stesso in continua evoluzione. Nel tennis l'uomo riassume ed esprime tutto se stesso. Quello che è stato e che vuol diventare, risolvendo numerosi conflitti e sviluppando un gioco che dipende dall'algebra (somma, mancanza) delle sue qualità e che deve trasformarsi in una identità alla quale poi continuare a togliere, limare, aggiungere qualche idea, qualche colpo nella ricerca della strategia migliore per ogni partita. Per sopravvivere all'avversario, a chi voglia togliere quell'approdo per arrivarci prima lui. È una lotta individuale ed è una lotta per tutti perché una manifestazione umana resiste e perdura se sa interessare i coevi, se riesce a radunare un'economia che permette vantaggi a chi la pratica, a chi la organizza, a chi la segue. In questo crescendo bisogno di esasperazioni, apparve Roger Federer l'ultima scimmia. Ma come è possibile un'evoluzione dopo di lui? Una domanda a cui questo libro cerca di rispondere partendo dalle origini dell'evoluzione dell'uomo.
2012ill., ril. Una grandiosa ricerca, alla luce delle moderne teorie neuro scientifiche sul comportamento del cervello durante la prestazione tennistica. Un manuale completo sull'aspetto mentale nel tennis, una vera miniera di informazioni, suggerimenti, esercizi, consigli su come allenare il cervello per ottimizzare la prestazione sul campo. Un libro per tutti: maestri, agonisti, giocatori di circolo, genitori di tennisti ma anche un'irripetibile occasione di conoscere e sapere di più sul funzionamento del cervello umano. In particolare imparerete come: far funzionare al meglio ed incentivare le connessioni corpo-cervello; sfruttare al meglio la parte creativa del cervello; conoscere e superare gli ostacoli mentali alla prestazione tennistica: imparare a pensare convenientemente, usare le emozioni a proprio favore, comportarsi in modo proattivo alla prestazione; educare mentalmente un giovane tennista; capire cosa è l'allenamento mentale, a cosa serve e perché è fondamentale nel tennis e nello sport moderno; conoscere le abilità mentali e la loro funzionalità; ecc.
2018ill. La prima volta fu da bambino, nel 1937. Il bambino divenne giovane tennista e, nel 1953, affrontò un lungo viaggio fino a Londra, con una vecchia Topolino, per calcare l'erba di quello che uno dei suoi maestri, Giorgio Bassani, avrebbe definito «il Vaticano del tennis». Da allora, abbandonata ogni speranza di vincere un giorno i Championships, Gianni Clerici non ha mai smesso di raccontare, con infinita competenza, i trionfi e le cadute dei grandi che hanno fatto la storia del torneo di tennis più importante, il primo a essere disputato sin dal 1877. Perché il mito del tennis è il mito di Wimbledon, e gli articoli di Clerici - qui raccolti in un volume arricchito di profili dei campioni, annotazioni personali, fotografie e aggiornato fino al 2017 - rievocano l'epopea di un gioco passato dal dilettantismo al professionismo, dalle racchette di legno a quelle costruite in materiali spaziali. Nelle cronache dello Scriba - come è stato definito Clerici dagli anglofoni - scorrono sessantacinque anni di storia dello sport più amato, in una sorta di «rivisitazione del tempo perduto ai margini dei court». Ci sono le vittorie di Jimmy Connors, «l'Antipatico», di Bjòrn Borg, «l'Orso», di John McEnroe, «il Bauscia», e poi i record di Roger Federer e delle sorelle Williams, ma anche gli amori chiacchierati di Martina Navratilova, o la bizzarra storia di un ricco maragià indiano, che solo in punto di morte riuscì a ottenere l'ammissione all'esclusivissimo All England and Croquet Club di Wimbledon. Così, in queste pagine lo Scriba alterna curiosità e aneddoti, dati e considerazioni tecnico-tattiche, esplorando la storia del torneo che eterna chi lo vince.
2022ill., br. Federico Di Carlo è uno tra i più conosciuti e apprezzati sport mental trainer nel panorama italiano. È stato uno tra i primi a elaborare un metodo di allenamento mentale e includerlo all'interno del programma di preparazione generale del tennista. Collabora con numerosissimi atleti in Italia e all'estero all'interno dei team di lavoro che allenano gli sportivi di élite. In questo lavoro propone ai lettori un percorso mentale tennistico-sportivo attraverso lo storytelling e il racconto aneddotico. La narrazione dei luoghi mentali è leggera, gradevole, chiara, diretta ed essenziale e il tema dei capitoli segue le raccomandazioni di un grande coach del passato, attraverso la presentazione di casistiche reali dentro e fuori di un campo da tennis. Ciascun capitolo è corredato anche da suggerimenti agli addetti ai lavori su come interpretare e affrontare alcune casistiche e situazioni mentali ricorrenti nel mondo dello sport. Una lettura gradevole, agile e snella e una guida tascabile di grande utilità e strumento di consultazione non solo per i tennisti ma anche per coloro che praticano e operano nel mondo dello sport. Prefazione di Vincenzo Santopadre.
2022br. Una sorta di promemoria, per ricordare sì quella vittoria o quella sconfitta ma anche per tenere a mente la racchetta impiegata, le corde utilizzate e, perché no, anche la scarpa indossata. Perché ogni amante di questo bellissimo sport ha nella borsa più di una racchetta e più di un paio di scarpe. Vezzi, sicuramente, ma anche immedesimazione in quegli eroi della racchetta che vengono seguiti con adorazione davanti alla tv o in giro per i palazzetti di tutta Italia e anche di mezzo mondo. Da qui l'idea di un quaderno "a misura di tennista" su cui annotare la partita appena giocata, amichevole o di torneo, la racchetta utilizzata insieme al tipo di corde ed anche alle scarpe indossate e, visto che ci siamo, e cosa di non poco conto, anche il risultato. Annotare la data ed il circolo vanno a completare questo semplice foglio del "quaderno del tennista", una sorta di agenda che accompagnerà noi amanti della racchetta di volta in volta e che alla fine ci consentirà di vedere quali sono stati i risultati ottenuti e magari ricordare con gli amici quella partita in cui ci si è divertiti con scambi da perdere il fiato.
2019br. Tutto comincia nel 1968, l'anno in cui, insieme a tanti importanti cambiamenti, nasce il tennis Open, aperto a dilettanti e professionisti: d'ora in poi ogni gara sarà una sfida fra i giocatori più forti. Adriano Panatta è solo un diciottenne che si fa strada nei tornei juniores, ma a Wimbledon disputa «uno splendido match, perdendo in semifinale contro l'australiano John Alexander», come scrive Gianni Clerici nella cronaca del 5 luglio. E l'anno dopo assiste alla vittoria di Rod Laver, che conquista il primo Grande Slam dell'era Open. Con questi ricordi si apre il racconto di Panatta, una storia lunga cinquant'anni dove si intrecciano le sfide leggendarie, le sconfitte brucianti, i colpi impossibili, i segreti e le bizzarie dei campioni, che sono avversari e amici, i mille aneddoti raccolti dentro e fuori dal campo. Ci sono Connors incitato dalla battagliera madre e Nastase che recita al pubblico le poesie di Vilas, la rivalità fra l'orso Borg e l'antipatico McEnroe e i record delle sorelle Williams, le giocate cristalline di Federer e il furore agonistico di Nadal.
2019ill., br. Questa è la storia di una delle più grandi imprese sportive di cui non avete mai sentito parlare. La carriera di un tennista minore, Idris Arslanian, che sfida i più grandi campioni del circuito. Per puntare al premio più ambito: superare se stesso e i propri limiti. Manuale di tennis moderno e favola allo stesso tempo, Goat è un emozionante racconto di sport, dove un gesto d'istinto è poesia e le regole del tie-break sembrano scritte da Shakespeare. Che succede quando giochi un match-point contro Federer, Nadal, Murray o Djokovic? Non è importante, l'importante è che succeda.
2018ril. Dopo il golpe militare del 1955, eccellenti sportivi argentini subirono un attacco malvagio e vile per il solo fatto di aver fraternizzato con il governo del generale Perón. Ostracizzati, molti di loro non solo non poterono tornare a dimostrare le proprie capacità, ma furono anche vittima di gravi vessazioni. Per Mary Terán de Weiss, tennista straordinaria, talento unico per la sua epoca, in un momento in cui l'élite del tennis era riservata agli uomini, il trauma terminò con la tragedia del suicidio. Luce e ombra nel tennis argentino. Apice e abisso. Conquiste e tentacoli implacabili, eccellenze, in un'epopea di successi e pene che racchiudono il clamore di una vita. In questo libro troverete un nudo drammatico passaggio scritto con il desiderio di indagine e la volontà di mantenere l'oggettività: il paragrafo, dal titolo "L'ultimo viaggio", che racconta la morte della protagonista. E descrive il fragore provocato dall'impatto mortale che spense la luce della "tennista del popolo", il cui corpo rimase senza respiro conservando, tuttavia, la sua gracile figura.
2016ill., br. La storia leggendaria dei quattro tennisti francesi che formarono una squadra di Coppa Davis imbattibile per oltre sei anni (1927-1933). Insieme, come i Quattro Moschettieri, mostrarono doti di unità e volontà straordinarie, tali da renderli tuttora famosi. Negli anni Venti furono così chiamati dalla stampa perché in quell'epoca uscì il film sul capolavoro di Dumas. I quattro compagni sono: Jean Borotra (1898-1994), Jacques Brugnon (1895-1978), Henri Cochet (1901-1987) e René Lacoste (1904-1996). Nel libro si raccontano gli storici tornei con Bill Tilden e Suzanne Lenglen, il tennis mondiale di quegli anni. Un vero capolavoro per gli appassionati.
2018br. Flushing Meadows, settembre 1981. Björn Borg, l'imperturbabile svedese diventato il più ricco e famoso tennista della storia, perde contro il suo giovane rivale John McEnroe nella finale degli US Open. Dopo l'ultimo colpo che finisce oltre la linea di fondo, Borg si avvicina alla rete, stringe la mano di McEnroe in silenzio e abbandona per sempre il gioco che aveva dominato per l'ultimo decennio. Nessuno se ne rese conto, all'epoca, ma quel giorno segnò una svolta epocale nella storia del tennis. Ripercorrendo le fasi salienti del torneo, Stephen Tignor ricostruisce la vita e la carriera degli uomini che hanno reso memorabili quei giorni: lo svedese soprannominato "Ice Borg", che sotto una facciata gelida nascondeva in realtà un temperamento focoso, e John McEnroe, il genio tormentato destinato a scalzare il suo stesso idolo dal piedistallo. Ma anche Jimmy Connors, il mancino ribelle figlio di operai che affrontava ogni partita come fosse una guerra e che divenne l'antieroe più amato dal pubblico; Ilie Nastase, l'irriverente rumeno dal comportamento spesso eccentrico e trasgressivo; o Vitas Gerulaitis, l'affascinante newyorkese, assiduo frequentatore dello Studio 54, che era amico di tutti loro; fino a Ivan Lendl, il robot cecoslovacco che dominò il tennis del decennio successivo. Rivali sul campo ma spesso anche nella vita, questi uomini sono stati gli indimenticabili protagonisti del decennio che ha traghettato il tennis nell'età moderna.
2010ill., br. Noi tutti ricordiamo la star del tennis Monica Seles che infiamma il campo e strabilia i tifosi con una rotazione di diritto unica nel suo genere. Nata per essere campionessa, Monica scopre il tennis quando è solo una bambina in vacanza con la famiglia e ne diventa ben presto maniaca visto che vince il primo torneo a nove anni, ancor prima che riesca a capire come si fa a tenere il punteggio. Nel 1990, a sedici anni, diventa la più giovane vincitrice dei French Open e per i due anni successivi è la tennista numero uno al mondo, che colleziona nove titoli del Grande Slam e affascina i media alle conferenze del dopopartita con la sua caratteristica risatina. Monica Seles domina il circuito mondiale - viaggiando in aereo da un'incantevole località turistica all'altra, andando alle feste delle rock star e sfoggiando abiti firmati fino a che tutto precipita quando un tifoso di Steffi Graf impazzito le affonda un coltello nella schiena durante un match ad Amburgo. Le sue ferite guariscono, ma il trauma emotivo è profondo.
2022ril. Cinquant'anni dopo la prima Età dell'Oro del tennis italiano, quella dei «ragazzi di Formia» vincitori della Coppa Davis, se ne è ufficialmente aperta una seconda, quella di Berrettini e Sinner, che sta prendendo forma sotto i nostri occhi. Oggi come allora, si va ai tornei convinti che un italiano possa vincere. Adriano Panatta «scannerizza», racconta, confronta i due giovani talenti - con tanto di pagelle - e si chiede: «Chi ha mai giocato in Italia un tennis alla Berrettini? Nessuno, che io ricordi. E lo stesso vale per Sinner. Sono figli di un altro tennis. Berrettini mette in campo il glamour di un tennis che levita fra le più seducenti contraddizioni. C'è il brivido di velocità ipersoniche, che riducono tutto all'essenziale, e colpi che somigliano a fuochi d'artificio. Game che durano meno di quanto occorra a pronunciare il nome di chi sia alla battuta. E palline che viaggiano come in un toboga. Impazzite. Letali. Sinner è prensile, trasformista, agile nei pensieri e pronto a cambiare direzione quand'è il caso. Uno che sul campo non smette mai di stupire. Ha un rovescio che ammalia per le direzioni che prende, un dritto pesante quando riesce a salirci sopra con tutto il peso, e un ritmo negli scambi che fa venire il mal di testa agli avversari. Matteo e Jannik con i colpi a loro disposizione fanno male a chiunque... Dite che è cambiato il nostro tennis? Eccome se è cambiato.»
2021br. I giocatori e le giocatrici di tennis sono abituati alla verifica della loro prestazione attraverso numeri, dati, statistiche e percentuali. Questo non è però spesso il caso della componente mentale. Gli strumenti di analisi della prestazione e di intervento mentali tuttora in uso sono fondamentalmente legati alla percezione e alla valutazione personale dell'operatore mentale e dell'atleta, risultando così spesso opinabili, vaghi, non verificabili e soprattutto poco utili al miglioramento della prestazione. L'introduzione nel tennis della match analysis come strumento di studio della prestazione tennistica ha ulteriormente ampliato questo divario. Questo lavoro spiega dal punto di vista metodologico le motivazioni per adire a nuovi sistemi di analisi e verifica della prestazione mentale. Dal punto di vista pratico introduce e illustra come usare lo strumento della match analysis per studiare la prestazione e impostare piani di allenamento mentale specifici e personalizzati nel tennis (metodo TMMAT©).
2021ril. Il torneo di tennis più importante dell'anno, al quale partecipano gli otto migliori giocatori della speciale classifica sulla base dei risultati conseguiti nell'anno precedente, si svolgerà a Torino per le prossime 5 edizioni. Con un salto nel passato, si fantastica che nel 1931 un primo torneo di tal genere ebbe luogo proprio a Torino, con i migliori tennisti dell'epoca. Un altro torneo altrettanto fantastico, ma vero, si svolse a Torino nel 1961 con i migliori giocatori del '60, paragonabile ad un ATP Finals. Di queste si descrive la storia dalla nascita fino alla preparazione del primo evento torinese. Una carrellata di tennis lunga quasi un secolo.